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	<title>Angelo Pisani &#187; CASSAZIONE</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>PISANI &#8211; CONFERMATE IN CRONACA LE SUE INTUIZIONI</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 07:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Che si tratti di lungimiranza, o della sua esperienza sul campo di avvocato, oppure della capacità di essere un &#8220;visionario&#8221;. Certo è che le previsioni lanciate da Angelo Pisani ormai da molto tempo si stanno avverando, ogni giorno di più, una dopo l&#8217;altra. Cominciamo dai patti prematrimoniali. A gennaio di quest&#8217;anno, dallo stand del 1523 a Tuttosposi, Pisani aveva annunciato che avrebbe portato avanti una campagna per sostenere l&#8217;uso dei patti prematrimoniali come rimedio preventivo alle crisi di coppia. Come vi abbiamo raccontato su queste pagine, prima gli ha dato ragione la Cassazione, che con l’ordinanza n. 20415 del 21 luglio 2025 ha aperto la strada ai patti prematrimoniali. Ed oggi anche il Tribunale di Catanzaro emette verdetto nella stessa direzione, equiparando gli screenshot delle conversazioni WhatsApp a dei contratti pre (o post) matrimoniali. Nel caso specifico, la chat fra due ex coniugi coniugi mostrava un accordo dai contorni piuttosto chiari: il marito si impegnava al pagamento delle rate del mutuo dell&#8217;abitazione mentre la moglie rinunciava contestualmente all&#8217;assegno di mantenimento. Ebbene, questo scambio di messaggi è stato riconosciuto dalla legge alla pari di un &#8220;principio di prova scritta&#8221;, che aveva senso valutare in ragione dell&#8217;&#8221;impossibilità morale&#8221; di formalizzare l&#8217;accordo su un documento cartaceo causa rapporti tesi tra le parti. Risultato concreto: in virtù di questa conversazione virtuale, la sentenza ha revocato un decreto ingiuntivo da quasi 21mila euro in base al quale la donna  era tenuta a rimborsare l&#8217;ex marito della metà delle rate del mutuo. &#160; L&#8217;OMICIDIO DI FORCELLA «Purtroppo ci avevo visto giusto, quando ho istituito il servizio antiviolenza 1523.it, basato sulla consapevolezza che molto spesso a colpire sono le donne, diversamente da quanto propone la vulgata femminista». Questo il commento dell&#8217;avvocato Angelo Pisani alla notizia di oggi: a Forcella, centro storico di Napoli, stanotte una donna ha ucciso a coltellate il marito dinanzi agli occhi della figlia. Poi ha chiamato lei stessa i soccorsi, dicendo di averlo ucciso per difendersi dopo essere stata aggredita. La posizione della donna, ricoverata in ospedale, è ora al vaglio degli inquirenti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-la-cronaca-conferma-le-sue-intuizioni/">PISANI &#8211; CONFERMATE IN CRONACA LE SUE INTUIZIONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-libro-violenza-ok-ok.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4702" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-libro-violenza-ok-ok-234x300.png" alt="" width="234" height="300" /></a></p>
<p>Che si tratti di lungimiranza, o della sua esperienza sul campo di avvocato, oppure della capacità di essere un &#8220;visionario&#8221;. Certo è che le previsioni lanciate da Angelo Pisani ormai da molto tempo si stanno avverando, ogni giorno di più, una dopo l&#8217;altra.</p>
<p>Cominciamo dai patti prematrimoniali.</p>
<p>A gennaio di quest&#8217;anno, dallo stand del 1523 a Tuttosposi, Pisani aveva annunciato che avrebbe portato avanti una campagna per sostenere l&#8217;uso dei patti prematrimoniali come rimedio preventivo alle crisi di coppia.</p>
<p><strong><a href="https://angelopisani.it/patti-prematrimoniali-pisani-finalmente-la-cassazione-sancisce-un-principio-che-avevamo-anticipato/">Come vi abbiamo raccontato su queste pagine</a>, prima gli ha dato ragione la Cassazione, che con l’ordinanza n. 20415 del 21 luglio 2025 ha aperto la strada ai patti prematrimoniali. </strong></p>
<p><strong>Ed oggi anche il <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/accordi-prematrimoniali-messaggi-chat_103007748-202502k.shtml">Tribunale di Catanzaro emette verdetto nella stessa direzione</a>, equiparando gli screenshot delle conversazioni WhatsApp a dei contratti pre (o post) matrimoniali.</strong></p>
<p>Nel caso specifico, la chat fra due ex coniugi coniugi mostrava un accordo dai contorni piuttosto chiari: il marito si impegnava al pagamento delle rate del mutuo dell&#8217;abitazione mentre la moglie rinunciava contestualmente all&#8217;assegno di mantenimento. Ebbene, questo scambio di messaggi è stato riconosciuto dalla legge alla pari di un &#8220;principio di prova scritta&#8221;, che aveva senso valutare in ragione dell&#8217;&#8221;impossibilità morale&#8221; di formalizzare l&#8217;accordo su un documento cartaceo causa rapporti tesi tra le parti. Risultato concreto: in virtù di questa conversazione virtuale, la sentenza ha revocato un decreto ingiuntivo da quasi 21mila euro in base al quale la donna  era tenuta a rimborsare l&#8217;ex marito della metà delle rate del mutuo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;OMICIDIO DI FORCELLA</strong></p>
<p>«Purtroppo ci avevo visto giusto, quando ho istituito il servizio antiviolenza 1523.it, basato sulla consapevolezza che molto spesso a colpire sono le donne, diversamente da quanto propone la vulgata femminista». Questo il commento dell&#8217;avvocato Angelo Pisani alla <a href="https://www.ilroma.net/news/cronaca/852874/omicidio-nella-notte-moglie-uccide-il-marito.html"><strong>notizia</strong></a> di oggi: a Forcella, centro storico di Napoli, stanotte una donna ha ucciso a coltellate il marito dinanzi agli occhi della figlia. Poi ha chiamato lei stessa i soccorsi, dicendo di averlo ucciso per difendersi dopo essere stata aggredita. La posizione della donna, ricoverata in ospedale, è ora al vaglio degli inquirenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-la-cronaca-conferma-le-sue-intuizioni/">PISANI &#8211; CONFERMATE IN CRONACA LE SUE INTUIZIONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>MATRIMONI: ADDIO GUERRE LEGALI / IL 1523 SOSTIENE I PATTI PREMATRIMONIALI</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 15:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Progetto 1523 sostiene i patti prematrimoniali Il Progetto 1523.it nasce infatti con un obiettivo preciso: promuovere il rispetto, la tutela e la parità di diritti per tutti, indipendentemente dal genere. In questa visione rientra anche il sostegno ai patti prematrimoniali, uno strumento legale ancora poco diffuso in Italia, ma di grande importanza sociale. Che cosa sono i patti prematrimoniali I patti prematrimoniali sono accordi stipulati tra due futuri coniugi (o tra partner in un’unione civile) che definiscono in anticipo alcune regole economiche e patrimoniali in caso di separazione o divorzio. Non si tratta di “sfiducia” o “mancanza di amore”, ma di prevenzione, chiarezza e trasparenza. Perché sono importanti 1. Tutela reciproca – Uomini e donne possono garantire fin dall’inizio un’equa distribuzione di beni, responsabilità e risorse, evitando squilibri futuri. 2. Riduzione dei conflitti – Stabilire regole chiare in partenza riduce il rischio di cause lunghe, costose e logoranti dal punto di vista emotivo. 3. Protezione del patrimonio familiare – I beni personali e quelli costruiti insieme possono essere gestiti in modo equo e sicuro. 4. Tutela dei figli – Definire in anticipo alcuni aspetti economici può proteggere il benessere dei figli, evitando che diventino “oggetto” di scontri legali. Un vantaggio per tutti Il sostegno ai patti prematrimoniali non è una battaglia di genere. È un passo verso una cultura del matrimonio e della convivenza più matura, consapevole e responsabile, in cui entrambi i partner entrano nell’unione sapendo di avere diritti e doveri chiari. Il messaggio del 1523 Promuovere i patti prematrimoniali significa promuovere l’equità, la prevenzione e il rispetto reciproco. Significa riconoscere che l’amore è una scelta, ma la gestione di una relazione è anche una questione di responsabilità e tutela. IL COMMENTO DELL&#8217;AVV. ANGELO PISANI, FOUNDER 1523.it &#160; «Matrimoni, addio guerre legali! La Cassazione inizia a darmi ragione: l’ordinanza n. 20415 del 21 luglio 2025 regolamenta obblighi restitutori per beni in uso comune e finalmente apre ai patti prematrimoniali». Così Angelo Pisani, Avvocato Cassazionista, Founder del progetto 1523.it «Per anni in Italia i patti prematrimoniali erano un tabù e pertanto infinite le speculazioni e violenze post matrimonio. Chiunque provasse a proporli veniva guardato con sospetto, come se volesse “comprare” o “mettere in saldo” un matrimonio e gestire i valori. Eppure, la realtà ci racconta di separazioni sempre più conflittuali, di cause lunghe e logoranti, di gravi speculazione e sfruttamento senza amore e di persone che, dopo l’amore, si ritrovano a combattersi nelle aule dei tribunali ormai penali e civili». «Proprio per arginare questo fenomeno – e per evitare anche matrimoni celebrati solo per interesse economico – anche durante la presentazione del progetto 1523.it alla manifestazione di “Tutto Sposi” avevo lanciato l’idea di introdurre nel nostro ordinamento patti prematrimoniali chiari e trasparenti per salvare i diritti di tutti. All’epoca molti mi dissero che era impossibile, ma la realtà dei fatti  impone urgenti riforme». Così, con l&#8217;Ordinanza del 21 luglio scorso, la Cassazione di fatto ha dato ragione al mio appello e alla nuova visione: i giudici supremi tramite “moderne e nuove applicazioni di norme di legge” di fatto hanno aperto ufficialmente a questa possibilità anche tramite “cosiddetti trucchi legali&#8221;, segnando una svolta culturale e giuridica senza precedenti». Una svolta epocale: più libertà e meno conflitti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/matrimoni-addio-guerre-legali-il-1523-sostiene-i-patti-prematrimoniali/">MATRIMONI: ADDIO GUERRE LEGALI / IL 1523 SOSTIENE I PATTI PREMATRIMONIALI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left" align="center">
<p style="text-align: left" align="center"><strong><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Patti-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4975" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Patti-1.png" alt="" width="649" height="431" /></a>Il Progetto 1523 sostiene i patti prematrimoniali</strong></p>
<p>Il Progetto <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a> nasce infatti con un obiettivo preciso: promuovere il rispetto, la tutela e la parità di diritti per tutti, indipendentemente dal genere.<br />
In questa visione rientra anche il sostegno ai patti prematrimoniali, uno strumento legale ancora poco diffuso in Italia, ma di grande importanza sociale.</p>
<p><strong>Che cosa sono i patti prematrimoniali</strong></p>
<p>I patti prematrimoniali sono accordi stipulati tra due futuri coniugi (o tra partner in un’unione civile) che definiscono in anticipo alcune regole economiche e patrimoniali in caso di separazione o divorzio.<br />
Non si tratta di “sfiducia” o “mancanza di amore”, ma di prevenzione, chiarezza e trasparenza.</p>
<p><strong>Perché sono importanti</strong></p>
<p>1. Tutela reciproca – Uomini e donne possono garantire fin dall’inizio un’equa distribuzione di beni, responsabilità e risorse, evitando squilibri futuri.</p>
<p>2. Riduzione dei conflitti – Stabilire regole chiare in partenza riduce il rischio di cause lunghe, costose e logoranti dal punto di vista emotivo.</p>
<p>3. Protezione del patrimonio familiare – I beni personali e quelli costruiti insieme possono essere gestiti in modo equo e sicuro.</p>
<p>4. Tutela dei figli – Definire in anticipo alcuni aspetti economici può proteggere il benessere dei figli, evitando che diventino “oggetto” di scontri legali.</p>
<p><strong>Un vantaggio per tutti</strong></p>
<p>Il sostegno ai patti prematrimoniali non è una battaglia di genere.<br />
È un passo verso una cultura del matrimonio e della convivenza più matura, consapevole e responsabile, in cui entrambi i partner entrano nell’unione sapendo di avere diritti e doveri chiari.</p>
<p><strong>Il messaggio del 1523</strong></p>
<p>Promuovere i patti prematrimoniali significa promuovere l’equità, la prevenzione e il rispetto reciproco.<br />
Significa riconoscere che l’amore è una scelta, ma la gestione di una relazione è anche una questione di responsabilità e tutela.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Patti-2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4976" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Patti-2.png" alt="" width="299" height="440" /></a></p>
<p style="text-align: center"><strong>IL COMMENTO DELL&#8217;AVV. ANGELO PISANI, FOUNDER </strong><strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong><strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Matrimoni, addio guerre legali! La Cassazione inizia a darmi ragione: l’ordinanza n. 20415 del 21 luglio 2025 regolamenta obblighi restitutori per beni in uso comune e finalmente apre ai patti prematrimoniali». Così <strong>Angelo Pisani</strong>, Avvocato Cassazionista, Founder del progetto 1523.it</p>
<p>«Per anni in Italia i patti prematrimoniali erano un tabù e pertanto infinite le speculazioni e violenze post matrimonio. Chiunque provasse a proporli veniva guardato con sospetto, come se volesse “comprare” o “mettere in saldo” un matrimonio e gestire i valori. Eppure, la realtà ci racconta di separazioni sempre più conflittuali, di cause lunghe e logoranti, di gravi speculazione e sfruttamento senza amore e di persone che, dopo l’amore, si ritrovano a combattersi nelle aule dei tribunali ormai penali e civili».</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tuttosposi.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4977" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tuttosposi-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
«Proprio per arginare questo fenomeno – e per evitare anche matrimoni celebrati solo per interesse economico – anche durante la presentazione del progetto 1523.it alla manifestazione di “Tutto Sposi” avevo lanciato l’idea di introdurre nel nostro ordinamento patti prematrimoniali chiari e trasparenti per salvare i diritti di tutti. All’epoca molti mi dissero che era impossibile, ma la realtà dei fatti  impone urgenti riforme».</p>
<p>Così, con l&#8217;Ordinanza del 21 luglio scorso, la Cassazione di fatto ha dato ragione al mio appello e alla nuova visione: i giudici supremi tramite “moderne e nuove applicazioni di norme di legge” di fatto hanno aperto ufficialmente a questa possibilità anche tramite “cosiddetti trucchi legali&#8221;, segnando una svolta culturale e giuridica senza precedenti».</p>
<p>Una svolta epocale: più libertà e meno conflitti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/matrimoni-addio-guerre-legali-il-1523-sostiene-i-patti-prematrimoniali/">MATRIMONI: ADDIO GUERRE LEGALI / IL 1523 SOSTIENE I PATTI PREMATRIMONIALI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 &#8211; BASTA COL PADRE-BANCOMAT &#8211; PAROLA DI CASSAZIONE</title>
		<link>https://angelopisani.it/1523-basta-col-padre-bancomat-parola-di-cassazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 06:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Basta col padre-bancomat / Cassazione su papà separati  Pisani: un primo, importante passo avanti &#160; 17 LUGLIO 2025 &#8211; L’assegno di mantenimento per i figli non è immutabile e deve essere ricalcolato se cambiano le condizioni economiche del genitore, anche se ha scelto volontariamente di guadagnare meno. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con un provvedimento che ha già fatto tirare un sospiro di sollievo alle migliaia di padri separati sull&#8217;orlo del baratro, molti dei quali ormai privi della casa, costretti a dormire in auto ed impossibilitati a sostenere le spese di mantenimento. «Si tratta &#8211; osserva l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del Servizio Antiviolenza 1523.it che assiste tanti di questi padri separati &#8211; di un primo, importante passo avanti nel riconoscimento dei diritti dei papà separati. Il padre non deve più essere considerato un bancomat ed alle necessità dei figli deve provvedere in egual misura anche la madre. Giustamente i giudici della Suprema Corte hanno affermato che il contributo economico per i figli deve sempre rispettare il principio di proporzionalità rispetto alle reali capacità economiche dei genitori, anche nel caso in cui sia il padre ad aver cambiato lavoro scegliendo un impiego più stabile ma meno redditizio». Nelle stesse ore è stato diffusa dallo Studio Legale dell&#8217;avvocato Angelo Pisani l&#8217;istanza rivolta a numerose ed importanti amministrazioni comunali italiane per poter affiggere nelle strade cittadine manifesti del 1523.it, analogamente a quelli del 1522.it, «dal momento che &#8211; si legge nel documento &#8211; per il servizio 1522 in favore della tutela dei diritti delle donne, gestito da associazioni &#8220;rosa&#8221;, viene garantita ampia visibilità e rilasciata ogni tipo di autorizzazione per la promozione e l&#8217;affissione delle iniziative». «Aspettiamo risposte tempestive specie dai Comuni di Napoli, Roma e Milano ma se non arriveranno &#8211; avverte Pisani &#8211; ricorreremo in tutte le sedi arrivando, qualora necessario, fino alla CEDU». &#160; &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-basta-col-padre-bancomat-parola-di-cassazione/">1523 &#8211; BASTA COL PADRE-BANCOMAT &#8211; PAROLA DI CASSAZIONE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Cassazione1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4717" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Cassazione1.png" alt="" width="638" height="434" /></a></p>
<p align="center"><strong>Basta col padre-bancomat / Cassazione su papà separati </strong></p>
<p align="center"><strong>Pisani: un primo, importante passo avanti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>17 LUGLIO 2025 &#8211; L’assegno di mantenimento per i figli non è immutabile e deve essere ricalcolato se cambiano le condizioni economiche del genitore, anche se ha scelto volontariamente di guadagnare meno. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con un provvedimento che ha già fatto tirare un sospiro di sollievo alle migliaia di padri separati sull&#8217;orlo del baratro, molti dei quali ormai privi della casa, costretti a dormire in auto ed impossibilitati a sostenere le spese di mantenimento.</p>
<p>«Si tratta &#8211; osserva l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del Servizio Antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> che assiste tanti di questi padri separati &#8211; di un primo, importante passo avanti nel riconoscimento dei diritti dei papà separati. Il padre non deve più essere considerato un bancomat ed alle necessità dei figli deve provvedere in egual misura anche la madre. Giustamente i giudici della Suprema Corte hanno affermato che il contributo economico per i figli deve sempre<strong> </strong>rispettare il principio di proporzionalità rispetto alle reali capacità economiche dei genitori, anche nel caso in cui sia il padre ad aver cambiato lavoro scegliendo un impiego più stabile ma meno redditizio».</p>
<p><strong>Nelle stesse ore è stato diffusa dallo Studio Legale dell&#8217;avvocato Angelo Pisani l&#8217;istanza rivolta a numerose ed importanti amministrazioni comunali italiane per poter affiggere nelle strade cittadine manifesti del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, analogamente a quelli del <a href="http://1522.it/" target="_blank">1522.it</a>, «dal momento che &#8211; si legge nel documento &#8211; per il servizio 1522 in favore della tutela dei diritti delle donne, gestito da associazioni &#8220;rosa&#8221;, viene garantita ampia visibilità e rilasciata ogni tipo di autorizzazione per la promozione e l&#8217;affissione delle iniziative».</strong></p>
<p>«Aspettiamo risposte tempestive specie dai Comuni di Napoli, Roma e Milano ma se non arriveranno &#8211; avverte Pisani &#8211; ricorreremo in tutte le sedi arrivando, qualora necessario, fino alla CEDU».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-basta-col-padre-bancomat-parola-di-cassazione/">1523 &#8211; BASTA COL PADRE-BANCOMAT &#8211; PAROLA DI CASSAZIONE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Giudice dice stop alla società di riscossione “Napoli Obiettivo Valore”</title>
		<link>https://angelopisani.it/il-giudice-dice-stop-alla-societa-di-riscossione-napoli-obiettivo-valore/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/il-giudice-dice-stop-alla-societa-di-riscossione-napoli-obiettivo-valore/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 09:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; 14 GIUGNO 2025 &#8211; Finalmente un primo Giudice dice stop alla società di riscossione “Napoli Obiettivo Valore” accogliendo difese ed eccezioni di incostituzionalità di un contribuente vessato: a rischio 100 milioni in multe   «In tanti e da mesi abbiamo sempre contestato e denunciato le irregolarità della imposizione e riscossione targata “Napoli Obiettivo  Valore” in uno alla vergognosa pezza a colori messa dalla politica, quindi  la legittimità della norma inserita nel Milleproroghe, ora finalmente al vaglio &#8211; e speriamo dovuto annullamento &#8211; della  Consulta. «Questa  è ancora una tappa intermedia &#8211; dichiara l’Avvocato Angelo Pisani - per tutelare i diritti dei contribuenti e la stessa Carta Costituzionale, finora ignorata, che però ora ha la possibilità di rimettere in discussione l’impianto stesso della società di riscossione». Pisani rilancia le sue contestazioni e ricorda ai politici di turno che hanno insistito, senza mostrare rispetto dei diritti dei cittadini e della dignità del diritto, con sistemi e procedure di riscossione inidonei e già in passato bocciati dalla CEDU, che ha condannato l’Italia per violazione del diritto di difesa dei cittadini. «Fortunatamente e ringraziando il coraggio di un Giudice, che non ci ha pensato due volte a chiedere alla Corte Costituzionale di valutare la legittimità del sistema, la norma pensata e scritta per mettere in salvo gli atti di riscossione, ora rischia di travolgere la stessa macchina fiscale che avrebbe dovuto proteggere». Pisani dunque ammonisce i politici che gridavano vittoria per il rigetto forzato dei primi ricorsi a Napoli: «la partita sulla legittimità di Napoli Obiettivo Valore è tutta ancora da giocare, e il verdetto potrebbe pesare come un macigno sui conti del Comune. È l’effetto a catena che potrebbe scaturire dalla questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli». «Ora &#8211; rincara la dose il legale &#8211; andrebbero subito sospesi nelle more tutti i ricorsi e soprattutto tutte le procedure esecutive, fermi e pignoramenti in  parte illegittimi  e temerari,  perché il Giudice Luca Caputo ha sospeso il giudizio su un ricorso relativo alla Tari 2020 e ha rimesso la questione alla Consulta». Al centro della vicenda, proprio la inammissibile norma,  inserita nel Milleproroghe 2025 dopo le prime iniziative di giustizia e per tacitare i giudici, pensata per sanare e blindare ex post l’attività di riscossione della società di progetto partecipata da Municipia spa. «I dubbi sulla legittimità  sono evidenti e tra l’altro in materia è chiara la giurisprudenza della CEDU cui &#8211; annuncia &#8211; sottoporremo tutte le ingiustizie in danno dei cittadini se non troveranno difesa innanzi alla giustizia italiana». Il caso nasce da un ricorso contro un sollecito Tari emesso da Napoli Obiettivo Valore e Municipia. Secondo il ricorrente, la società di progetto non è iscritta all’albo nazionale dei soggetti abilitati alla riscossione dei tributi locali e non ha quindi titolo per emettere quegli atti. Per evitare che i ricorsi travolgessero l’intero sistema, il sindaco di Napoli aveva chiesto aiuto al governo ed inserito all’articolo 3, comma 14-septies del Milleproroghe una norma dichiaratamente interpretativa, che considera legittimi gli atti emessi da società di progetto partecipate da soggetti iscritti all’albo. Fortunatamente il coraggioso giudice tributario ha sollevato forti dubbi: norma estranea allo spirito del Milleproroghe, oscura e contraddittoria, tale da creare una concorrenza sleale sul mercato e, soprattutto, introdotta mentre i giudizi erano in corso, con il rischio di influenzarne l’esito. Il rischio per il comune di Napoli e politici di turno, oggi più che mai, torna d’attualità: se la Consulta dovesse bocciare la norma, migliaia di atti potrebbero essere considerati nulli e di conseguenza tutte le illegittime procedure esecutive. «Ora toccherà alla Corte Costituzionale decidere ed alla Corte Dei Conti valutare tutte le responsabilità dei politici e manager del sistema di riscossione, ma comunque in caso di negata giustizia si procederà grado per grado fino alla CEDU, cui chiederemo giustizia di fronte ad un pasticcio utile solo alla politica». Se la Corte dovesse accogliere i rilievi del giudice tributario gli effetti sarebbero potenzialmente devastanti per le casse comunali. La riscossione affidata a Napoli Obiettivo Valore riguarda non solo la Tari, ma una parte rilevante delle entrate tributarie del Comune. Il rischio, in caso di bocciatura della norma, è di vedere azzerati migliaia di atti già emessi, aprendo la strada a richieste di rimborso e contenziosi che potrebbero mettere in ulteriore difficoltà i già fragili conti di Palazzo San Giacomo. Per ora, tutto è sospeso, ma non le pretese ed esecuzioni in danno dei contribuenti e l&#8217;illegittimità di una fetta rilevante della riscossione fiscale a Napoli. L’Avv. Angelo Pisani ora chiede anche lo stop alla riscossione perché nelle more così continua indisturbato il “massacro economico e sociale ” di cittadini e imprese per i metodi  e organizzazione di Napoli Obiettivo Valore: «Ora basta, intervenga la magistratura, visto che la politica è di parte!».   Da più parti i contribuenti partenopei ricorrono agli studi legali per tutelare i loro diritti come per legge, viste le persistenti violazioni di legge  e metodi  di riscossione di Napoli Obiettivo Valore. In particolare una gran parte dei ricorsi riguarda Fermi e pignoramenti anche per pochi presunti euro di debito,  in violazione del principio di proporzionalità, mancanza di trasparenza e spese generiche nei calcoli e poi l’apposizione di fermi amministrativi alle auto in uso per lavoro o persone speciali/invalidi, in aperta violazione di quanto dispone la legge. E il DPR n. 602/1973 art 86 comma 2, espressamente scritto anche nelle comunicazioni di preavviso del fermo inviate ai contribuenti, proprio perché gli stessi possano ricorrere a tale norma, se dimostrino che il veicolo sia strumentale al lavoro, e continuare a svolgere la propria attività. «I ricorsi di tipo amministrativo in questi casi vengono accolti, ma ci sono spese alte e tempi lunghi, la maggior parte dei cittadini non se li può permettere e quindi molti sono costretti a pagare per poter semplicemente circolare anche a fronte di procedure temerarie per pochi euro». «Pertanto, considerando che parliamo ormai di migliaia di queste situazioni, con fermi illegittimi apposti a raffica anche su veicoli di portatori di handicap o di lavoratori, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-giudice-dice-stop-alla-societa-di-riscossione-napoli-obiettivo-valore/">Il Giudice dice stop alla società di riscossione “Napoli Obiettivo Valore”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Ob-Valore-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4797" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Ob-Valore-1.png" alt="" width="482" height="296" /></a></p>
<p><strong>14 GIUGNO 2025 &#8211; Finalmente un primo Giudice dice stop alla società di riscossione “Napoli Obiettivo Valore” accogliendo difese ed eccezioni di incostituzionalità di un contribuente vessato: a rischio 100 milioni in multe  </strong></p>
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</strong>«In tanti e da mesi abbiamo sempre contestato e denunciato le irregolarità della imposizione e riscossione targata “Napoli Obiettivo  Valore” in uno alla vergognosa pezza a colori messa dalla politica, quindi  la legittimità della norma inserita nel Milleproroghe, ora finalmente al vaglio &#8211; e speriamo dovuto annullamento &#8211; della  Consulta. «Questa  è ancora una tappa intermedia &#8211; dichiara l’Avvocato <strong>Angelo Pisani - </strong>per tutelare i diritti dei contribuenti e la stessa Carta Costituzionale, finora ignorata, che però ora ha la possibilità di rimettere in discussione l’impianto stesso della società di riscossione».</p>
<p>Pisani rilancia le sue contestazioni e ricorda ai politici di turno che hanno insistito, senza mostrare rispetto dei diritti dei cittadini e della dignità del diritto, con sistemi e procedure di riscossione inidonei e già in passato bocciati dalla CEDU, che ha condannato l’Italia per violazione del diritto di difesa dei cittadini.<br />
«Fortunatamente e ringraziando il coraggio di un Giudice, che non ci ha pensato due volte a chiedere alla Corte Costituzionale di valutare la legittimità del sistema, <strong>la norma pensata e scritta per mettere in salvo gli atti di riscossione, ora rischia di travolgere la stessa macchina fiscale che avrebbe dovuto proteggere». Pisani dunque ammonisce i</strong> <strong>politici che gridavano vittoria per il rigetto forzato dei primi ricorsi a Napoli</strong>: «la partita sulla legittimità di Napoli Obiettivo Valore è tutta ancora da giocare, e il verdetto potrebbe pesare come un macigno sui conti del Comune. È l’effetto a catena che potrebbe scaturire dalla questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Napoli».</p>
<p>«Ora &#8211; rincara la dose il legale &#8211; andrebbero subito sospesi nelle more tutti i ricorsi e soprattutto tutte le procedure esecutive, fermi e pignoramenti in  parte illegittimi  e temerari,  perché il Giudice Luca Caputo ha sospeso il giudizio su un ricorso relativo alla Tari 2020 e ha rimesso la questione alla Consulta».<br />
Al centro della vicenda, proprio la inammissibile norma,  inserita nel Milleproroghe 2025 dopo le prime iniziative di giustizia e per tacitare i giudici, pensata per sanare e blindare ex post l’attività di riscossione della società di progetto partecipata da Municipia spa.</p>
<p>«I dubbi sulla legittimità  sono evidenti e tra l’altro in materia è chiara la giurisprudenza della CEDU cui &#8211; annuncia &#8211; sottoporremo tutte le ingiustizie in danno dei cittadini se non troveranno difesa innanzi alla giustizia italiana».<br />
Il caso nasce da un ricorso contro un sollecito Tari emesso da Napoli Obiettivo Valore e Municipia. Secondo il ricorrente, la società di progetto non è iscritta all’albo nazionale dei soggetti abilitati alla riscossione dei tributi locali e non ha quindi titolo per emettere quegli atti.</p>
<p>Per evitare che i ricorsi travolgessero l’intero sistema, il sindaco di Napoli aveva chiesto aiuto al governo ed inserito all’articolo 3, comma 14-septies del Milleproroghe una norma dichiaratamente interpretativa, che considera legittimi gli atti emessi da società di progetto partecipate da soggetti iscritti all’albo. Fortunatamente il coraggioso giudice tributario ha sollevato forti dubbi: norma estranea allo spirito del Milleproroghe, oscura e contraddittoria, tale da creare una concorrenza sleale sul mercato e, soprattutto, introdotta mentre i giudizi erano in corso, con il rischio di influenzarne l’esito.</p>
<p><strong>Il rischio per il comune di Napoli e politici di turno, oggi più che mai, torna d’attualità: se la Consulta dovesse bocciare la norma, migliaia di atti potrebbero essere considerati nulli e di conseguenza tutte le illegittime procedure esecutive.</strong></p>
<p>«Ora toccherà alla Corte Costituzionale decidere ed alla Corte Dei Conti valutare tutte le responsabilità dei politici e manager del sistema di riscossione, ma comunque in caso di negata giustizia si procederà grado per grado fino alla CEDU, cui chiederemo giustizia di fronte ad un pasticcio utile solo alla politica».<br />
Se la Corte dovesse accogliere i rilievi del giudice tributario gli effetti sarebbero potenzialmente devastanti per le casse comunali. La riscossione affidata a Napoli Obiettivo Valore riguarda non solo la Tari, ma una parte rilevante delle entrate tributarie del Comune.</p>
<p>Il rischio, in caso di bocciatura della norma, è di vedere azzerati migliaia di atti già emessi, aprendo la strada a richieste di rimborso e contenziosi che potrebbero mettere in ulteriore difficoltà i già fragili conti di Palazzo San Giacomo. Per ora, tutto è sospeso, ma non le pretese ed esecuzioni in danno dei contribuenti e l&#8217;illegittimità di una fetta rilevante della riscossione fiscale a Napoli.<br />
L<strong>’Avv. Angelo Pisani ora chiede anche lo stop alla riscossione perché nelle more così continua indisturbato il “massacro economico e sociale ” di cittadini e imprese per i metodi  e organizzazione di Napoli Obiettivo Valore: «Ora basta, intervenga la magistratura, visto che la politica è di parte!».  </strong></p>
<p>Da più parti i contribuenti partenopei ricorrono agli studi legali per tutelare i loro diritti come per legge, viste le persistenti violazioni di legge  e metodi  di riscossione di Napoli Obiettivo Valore. In particolare una gran parte dei ricorsi riguarda Fermi e pignoramenti anche per pochi presunti euro di debito,  in violazione del principio di proporzionalità, mancanza di trasparenza e spese generiche nei calcoli e poi l’apposizione di fermi amministrativi alle auto in uso per lavoro o persone speciali/invalidi, in aperta violazione di quanto dispone la legge. E il DPR n. 602/1973 art 86 comma 2, espressamente scritto anche nelle comunicazioni di preavviso del fermo inviate ai contribuenti, proprio perché gli stessi possano ricorrere a tale norma, se dimostrino che il veicolo sia strumentale al lavoro, e continuare a svolgere la propria attività.<br />
<strong>«I ricorsi di tipo amministrativo in questi casi vengono accolti, ma ci sono spese alte e tempi lunghi, la maggior parte dei cittadini non se li può permettere e quindi molti sono costretti a pagare per poter semplicemente circolare anche a fronte di procedure temerarie per pochi euro».</strong><br />
«Pertanto, considerando che parliamo ormai di migliaia di queste situazioni, con fermi illegittimi apposti a raffica anche su veicoli di portatori di handicap o di lavoratori, contro ogni legge, non ci resta che proporre anche un duro e documentato esposto alla Procura della Repubblica. Lo faremo quanto prima &#8211; conclude Pisani &#8211; e siamo certi che la magistratura potrà accertare  i responsabili dei reati, comminando loro la giusta punizione».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-giudice-dice-stop-alla-societa-di-riscossione-napoli-obiettivo-valore/">Il Giudice dice stop alla società di riscossione “Napoli Obiettivo Valore”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 &#8211; Cassazione: insultare il marito è maltrattamento</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 15:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>17 APRILE 2025 &#8211; Con un verdetto di poche ore fa la Suprema Corte ha stabilito che se l&#8217;uomo è vittima di offese da parte della coniuge, si configura il reato di maltrattamento in famiglia. Ribaltando la sentenza d&#8217;appello, che aveva mandato assolta la donna, gli ermellini hanno dichiarato l&#8217;esistenza di tale reato anche se la vittima non è un soggetto vulnerabile. La Corte territoriale infatti aveva escluso il reato perché le ingiurie e le minacce non gravi non avevano una rilevanza penale, in assenza di una vessazione nei confronti di una persona vulnerabile. «Anzi, visto che gli atteggiamenti sopra le righe della donna erano il segnale di un disagio &#8211; spiega Il Sole 24 Ore -  era forse proprio il presunto maltrattato che avrebbe dovuto sostenerla materialmente e moralmente». Ed anche «i giudici di seconda istanza non avevano dato alcun valore invece alla sofferenza dell&#8217;uomo, che veniva sistematicamente insultato davanti al figlio, per amore del quale restava in famiglia e sopportava le tempeste coniugali e il pesante clima familiare». &#160; Il ribaltamento della sentenza Un punto di vista che la Suprema Corte ha drasticamente ribaltato. L&#8217;uomo, pur non essendo soggetto vulnerabile e malgrado non si sottraesse a una convivenza intollerabile, era comunque vittima del reato di maltrattamenti in famiglia, configurabile anche in assenza di violenza fisica. Per i giudici della Cassazione, infatti, è sufficiente «anche la reiterazione di condotte consapevolmente offensive &#8211; si legge nella sentenza &#8211; sorrette da dolo generico, che risultino tali da generare sofferenza nella vittima, soprattutto quando tali offese siano in grado di incidere sul rapporto padre-figlio». La Cassazione annulla l&#8217;assoluzione della donna e rinvia alla Corte d&#8217;appello, invitandola a rivedere il giudizio. &#160; Una vittoria del 1523 «Siamo soddisfatti &#8211; dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del numero antiviolenza 1523.it - perché questa sentenza è il segnale che il vento finalmente sta cambiando. La Giustizia comincia davvero ad essere uguali per tutti, donne o uomini, quando sono vittime di violenza, come le centinaia di persone che si rivolgono ogni giorno al 1523.it». &#160; Pisani annuncia l&#8217;uscita del libro Molte di queste storie sono raccontate nel libro &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, un volume dirompente, scritto da Angelo Pisani, che analizza a fondo il fenomeno «e che &#8211; annuncia l&#8217;autore &#8211; sarà disponibile già a fine aprile». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-cassazione-insultare-il-marito-e-maltrattamento/">1523 &#8211; Cassazione: insultare il marito è maltrattamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Cassazione.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4644" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Cassazione.png" alt="" width="638" height="434" /></a></p>
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<p><strong>17 APRILE 2025 &#8211; Con un verdetto di poche ore fa la Suprema Corte ha stabilito che se l&#8217;uomo è vittima di offese da parte della coniuge, si configura il reato di maltrattamento in famiglia.</strong></p>
<p><strong>Ribaltando la sentenza d&#8217;appello, che aveva mandato assolta la donna, gli ermellini hanno dichiarato l&#8217;esistenza di tale reato anche se la vittima non è un soggetto vulnerabile.</strong></p>
<p>La Corte territoriale infatti aveva escluso il reato perché le<strong> </strong>ingiurie e le minacce non gravi non avevano una rilevanza penale, in assenza di una vessazione nei confronti di una persona vulnerabile. «Anzi, visto che gli atteggiamenti sopra le righe della donna erano il segnale di un disagio &#8211; spiega <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/insultare-marito-e-maltrattamento-anche-se-uomo-non-e-soggetto-vulnerabile-AHtmPcL?refresh_ce=1" target="_blank">Il Sole 24 Ore </a>-  era forse proprio il<strong> </strong>presunto maltrattato che avrebbe dovuto<strong> </strong>sostenerla<strong> </strong>materialmente e moralmente». Ed anche «i giudici di seconda istanza non avevano dato alcun valore invece alla<strong> </strong>sofferenza<strong> </strong>dell&#8217;uomo, che veniva sistematicamente insultato davanti al figlio, per amore del quale restava in famiglia e sopportava le tempeste coniugali e il pesante clima familiare».</p>
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<p style="text-align: center"><strong>Il ribaltamento della sentenza</strong></p>
<p><strong>Un punto di vista che la Suprema Corte ha drasticamente ribaltato</strong>. L&#8217;uomo, pur non essendo soggetto vulnerabile e malgrado non si sottraesse a una convivenza intollerabile, era comunque vittima del <strong>reato di maltrattamenti in famiglia</strong>, configurabile anche in assenza di violenza fisica. Per i giudici della Cassazione, infatti, <strong><em>è sufficiente «anche la reiterazione di condotte consapevolmente offensive &#8211; si legge nella sentenza &#8211; sorrette da dolo generico, che risultino tali da generare sofferenza nella vittima, soprattutto quando tali offese siano in grado di incidere sul rapporto padre-figlio».</em></strong></p>
<p>La Cassazione annulla l&#8217;assoluzione della donna e rinvia alla Corte d&#8217;appello, invitandola a rivedere il giudizio.</p>
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<p style="text-align: center"><strong>Una vittoria del 1523</strong></p>
<p>«Siamo soddisfatti &#8211; dichiara l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del numero antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> - perché questa sentenza è il segnale che il vento finalmente sta cambiando. La Giustizia comincia davvero ad essere uguali per tutti, donne o uomini, quando sono vittime di violenza, come le centinaia di persone che si rivolgono ogni giorno al <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>».</p>
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<p style="text-align: center"><strong>Pisani annuncia l&#8217;uscita del libro</strong></p>
<p><strong>Molte di queste storie sono raccontate nel libro &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, un volume dirompente, scritto da Angelo Pisani, che analizza a fondo il fenomeno «e che &#8211; annuncia l&#8217;autore &#8211; sarà disponibile già a fine aprile».</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-cassazione-insultare-il-marito-e-maltrattamento/">1523 &#8211; Cassazione: insultare il marito è maltrattamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NAPOLI OBIETTIVO VALORE / SANATORIA &#8220;FARSA&#8221; DAL SENATO</title>
		<link>https://angelopisani.it/napoli-obiettivo-valore-sanatoria-farsa-dal-senato/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 09:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Senato zittisce e scavalca Giudici e anche la Cassazione, che si erano espressi, a norma di legge, contro tali metodi di riscossione targati Napoli Obiettivo Valore.  Pisani: «Queste non possono chiamarsi leggi ma salvataggio politico di pretese esattoriali illegittime, come quelle della società N.O.V. salvata dal Senato». &#160; 13 FEBBRAIO 2025 &#8211; Gli accordi e gli affari della politica non cancelleranno le nostre battaglie di civiltà per la sopravvivenza di famiglie e imprese, non fermeranno la sete di Giustizia dei cittadini tartassati «i quali, da domani &#8211; tuona l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori.it - saranno ancor più pignorati, ostaggio di debiti e spese assurdi. le tasse devono essere pagate, ma in maniera trasparente, corretta ed umana». E’ furioso l’avvocato alla notizia dell’ultimo blitz del senato che prevede la sanatoria per una società come Napoli Obiettivo Valore, così salvando milioni di pretese esattoriali illegittime, contro ogni certezza del diritto e delle leggi. L’avvocato Angelo Pisani promette ancora battaglia e solleverà altrettante eccezioni di incostituzionalità nei processi già pendenti contro i contribuenti, per chiedere alla Corte Costituzionale di salvare la legalità e la giustizia. «In  caso di ulteriori conflitti di poteri &#8211; annuncia &#8211; arriveremo fino alla Corte Europea diritti dell’uomo per ripristinare la legalità. E&#8217; vergognoso, inammissibile e arbitrario da parte di politici lontani anni luce dai diritti e dalle aspettative dei cittadini  - rincara poi la dose &#8211; mischiare le carte e tentare di salvare, con una norma palesemente illegittima, le società di riscossione non abilitate, con altri costi e spese anche per nuove le assunzioni, fatte dalla politica. Tutto ciò in regime di aperta concorrenza sleale con le società di riscossione che rispettano regole ed autorizzazioni». «Qualcuno dimentica però che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi &#8211; aggiunge Pisani &#8211; ormai noi cittadini siamo sempre più vittime sacrificate anche di uno sconvolgente conflitto tra poteri ed inciuci politici che ignorano i diritti dei cittadini e non si rendono conto dei danni delle norme prodotte solo per scelta e convenienza politica bipartisan. Ora  per limitare disastri e drammi non resta che sollevare l’eccezione di incostituzionalità di una norma che così pignora anche il diritto di difesa, oltre che la vita stessa dei cittadini ». «Sia chiaro &#8211; conclude Pisani &#8211; che il Senato in composizione bipartisan, senza completa conoscenza della materia e delle conseguenze, quando interessa alla politica ed alle casse, ha fatto passare una nuova norma come interpretativa e la vuole rendere retroattiva, ma così non funziona, noi non ci arrendiamo, non ci resta che difenderci a oltranza e appellarci anche al presidente della repubblica, oltre che ai prossimi gradi di Giustizia, chiedendo tutela e comprensione anche ai magistrati che dovranno giudicare i ricorsi proposti quando la legge era chiara e valida per tutti, mentre ora pende a favore dei riscossori di turno anche in aperta concorrenza sleale con la stessa agenzia della riscossione dello Stato, che almeno rispetta qualche diritto in più dei contribuenti».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-obiettivo-valore-sanatoria-farsa-dal-senato/">NAPOLI OBIETTIVO VALORE / SANATORIA &#8220;FARSA&#8221; DAL SENATO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/senato.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4781" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/senato.png" alt="" width="450" height="302" /></a></p>
<p align="center"><strong>I</strong><strong>l Senato zittisce e scavalca Giudici e anche la Cassazione, che si erano espressi, a norma di legge, contro tali metodi di riscossione targati Napoli Obiettivo Valore. </strong></p>
<p align="center"><strong>Pisani: «Queste non possono chiamarsi leggi ma salvataggio politico di pretese esattoriali illegittime, come quelle della società N.O.V. salvata dal Senato».</strong></p>
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<p>13 FEBBRAIO 2025 &#8211; Gli accordi e gli affari della politica non cancelleranno le nostre battaglie di civiltà per la sopravvivenza di famiglie e imprese, non fermeranno la sete di Giustizia dei cittadini tartassati «i quali, da domani &#8211; tuona l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente di <strong><em>Noiconsumatori.it</em></strong> - saranno ancor più pignorati, ostaggio di debiti e spese assurdi. le tasse devono essere pagate, ma in maniera trasparente, corretta ed umana».<br />
E’ furioso l’avvocato alla notizia dell’ultimo blitz del senato che prevede la sanatoria per una società come Napoli Obiettivo Valore, così salvando milioni di pretese esattoriali illegittime, contro ogni certezza del diritto e delle leggi.<br />
L’avvocato Angelo Pisani promette ancora battaglia e solleverà altrettante eccezioni di incostituzionalità nei processi già pendenti contro i contribuenti, per chiedere alla Corte Costituzionale di salvare la legalità e la giustizia. «In  caso di ulteriori conflitti di poteri &#8211; annuncia &#8211; arriveremo fino alla Corte Europea diritti dell’uomo per ripristinare la legalità. E&#8217; vergognoso, inammissibile e arbitrario da parte di politici lontani anni luce dai diritti e dalle aspettative dei cittadini  - rincara poi la dose &#8211; mischiare le carte e tentare di salvare, con una norma palesemente illegittima, le società di riscossione non abilitate, con altri costi e spese anche per nuove le assunzioni, fatte dalla politica. Tutto ciò in regime di aperta concorrenza sleale con le società di riscossione che rispettano regole ed autorizzazioni».<br />
«Qualcuno dimentica però che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi &#8211; aggiunge Pisani &#8211; ormai noi cittadini siamo sempre più vittime sacrificate anche di uno sconvolgente conflitto tra poteri ed inciuci politici che ignorano i diritti dei cittadini e non si rendono conto dei danni delle norme prodotte solo per scelta e convenienza politica bipartisan. Ora  per limitare disastri e drammi non resta che sollevare l’eccezione di incostituzionalità di una norma che così pignora anche il diritto di difesa, oltre che la vita stessa dei cittadini ».<br />
«Sia chiaro &#8211; conclude Pisani &#8211; che il Senato in composizione bipartisan, senza completa conoscenza della materia e delle conseguenze, quando interessa alla politica ed alle casse, ha fatto passare una nuova norma come interpretativa e la vuole rendere retroattiva, ma così non funziona, noi non ci arrendiamo, non ci resta che difenderci a oltranza e appellarci anche al presidente della repubblica, oltre che ai prossimi gradi di Giustizia, chiedendo tutela e comprensione anche ai magistrati che dovranno giudicare i ricorsi proposti quando la legge era chiara e valida per tutti, mentre ora pende a favore dei riscossori di turno anche in aperta concorrenza sleale con la stessa agenzia della riscossione dello Stato, che almeno rispetta qualche diritto in più dei contribuenti».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-obiettivo-valore-sanatoria-farsa-dal-senato/">NAPOLI OBIETTIVO VALORE / SANATORIA &#8220;FARSA&#8221; DAL SENATO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NAPOLI OBIETTIVO VALORE / PAROLA ALLA CASSAZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 08:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; La Cassazione ha giudicato ammissibile la questione pregiudiziale sollevata dalla CGT di Napoli in merito a Napoli Obiettivo Valore, confermando quanto eccepito dall’avvocato Angelo Pisani di Noiconsumatori .it &#160; 26 LUGLIO 2024 &#8211; Come avevamo denunciato, i contribuenti avevano ragione e, così come è giusto pagare le tasse, ancora più doveroso è riscuoterle ma bisogna farlo nel totale rispetto delle norme, senza business o scelte arbitrarie ed arroganti, come avviene purtroppo a Napoli in danno dei cittadini  &#160; Ora che anche la Cassazione, accogliendo nostre difese, ha dato un primo parere sul pasticcio riscossione targato Comune di Napoli. Adesso, nel rispetto della legge e dei principi di correttezza,  trasparenza e buona fede, il Comune di Napoli deve sospendere subito l&#8217;invio nuovi atti e relative procedure di riscossione come ipoteche, fermi e pignoramenti e revocare ogni pretesa ed azione esecutiva già azionata prima, anche perché per le procedure non previste dalla legge il comune, oltre a non incassare nulla, dovrà anche pagare i danni e le spese legali, come denunceremo anche alla Corte dei conti per ogni valutazione di competenza su quanto ancora si impone ai contribuenti. Nonostante la palese irritualità e irregolarità delle procedure di riscossione messe in atto senza freni, anche di fronte alle giuste opposizioni dei contribuenti,  la città di Napoli è ancora inondata di nuove pretese di pagamento e minacce di pignoramenti targati “Obiettivo Valore&#8221;, che fa a gara con ex Equitalia nelle tasche dei contribuenti. &#160; Dopo la constatazione e denunzia di tutte le palesi irregolarità non c’è stata nessuna tregua, anzi raddoppiano gli attacchi. Ora dopo Gestline/Equitalia torna il terrore degli addebiti/cartelle di tante società private che agiscono senza scrupoli ed anche in violazione della privacy. &#160; Ora che siamo arrivati in Cassazione anche i nuovi sistemi di riscossione dovranno fare i conti con avvocati e commercialisti, che difenderanno anche in estate i diritti di tutti i contribuenti da queste brutte sorprese,per pretendere trasparenza, correttezza, giustizia. &#160; A leggere le cronache e sentire i pianti delle persone, stanno piovendo sulla testa dei napoletani centinaia di migliaia di  pretese di pagamenti, tra agenzia riscossione, Obiettivo valore ed altri creditori vari, con  prestampati e minacce di azioni esecutive, per la tassa sui rifiuti, imu  e violazioni del Codice della Strada, che colpiranno proprio nelle prossime festività estive quasi un contribuente napoletano su due. Intimazioni di pagamenti criptiche, condite di sanzioni, spese ed interessi, con importi e pretese spesso prescritti e prive di qualsivoglia motivazione,  ma ugualmente pregiudizievoli e violenti. &#160; Nelle buste bianche in arrivo sono contenute le comunicazioni di Napoli Obiettivo Valore, ossia semplici prestampati compilati con i dati dei contribuenti che intimano immediato pagamento di somme da capogiro e minacciano atti esecutivi che producono, subito e senza pietà, pignoramenti, blocco di conti e fermi amministrativi. L&#8217;Associazione Noi Consumatori chiede alle istituzioni ed alla politica il rispetto dei fondamentali diritti dei cittadini alla luce delle drammatiche esperienze degli anni passati, per evitare disastri e tragedie annunciate, perché è impossibile per molti far fronte a questa valanga di richieste di pagamenti. &#160; Questa maxi operazione di recupero crediti alla cieca creerà caos e disperazione. oltre che nuova povertà e difficoltà nelle famiglie e nelle piccole imprese. &#160; Negli avvisi, come capitava con le cartelle pazze, ci sono pretese prescritte , importi oggetto di decadenza, crediti per atti non regolarmente notificati, poi ci sono casi di  persone  a cui è arrivato un avviso di riscossione per la Tari calcolata su una metratura sbagliata nonostante le richieste di autotutela al Comune rimaste lettera morta. Poi ci sono avvisi per multe o tasse già pagate con aggiunta di  interessi di mora  e sanzioni. Da poche centinaia  di euro nei nuovi avvisi si arriva anche a richieste di quasi 1000 euro. Per non parlare delle società, con soci o  aziende coinvolte che stanno ricevendo a pioggia accertamenti riguardo Imu, Tari e contravvenzioni su auto intestate alle ditte stesse o ai leasing. La vecchia cartella esattoriale è scomparsa e addirittura sarà rimpianta, perché invece di chiarire si confonde ancora di più il contribuente. Questi nuovi atti di pagamento sembrano una semplice letterina, ma sono peggio di  una vecchia cartella esattoriale. E questo genera ulteriore confusione nei contribuenti, che non riescono subito a capire il motivo ed il calcolo della pretesa né a riconoscere il documento che si trovano davanti. Ma devono pagare subito perché ognuno è un  atto già esecutivo che ha come conseguenza l’esecuzione forzata per l’esazione immediata del debito, fino al blocco dei conti e al pignoramento. Lo stesso bollettino che prima era presente e chiaramente individuabile, adesso non si vede se non si scansiona il Qr code del documento.  Sono atti così incomprensibili che la maggior parte dei contribuenti, salvo che non siano esperti professionisti o addetti ai lavori, anziché pensare alle vacanze devono correre e sono anche costretti a ricorrere ad avvocati o commercialisti per capire se la pretesa sia dovuta o non sia dovuta. La legge prevede sessanta giorni per presentare  un ricorso  alla Commissione tributaria o 20 giorni al Giudice ordinario, secondo la natura del credito, che va scoperto con ricerche a parte, o si può tentare di chiedere un incontro in presenza per spiegare e chiedere chiarimenti agli uffici comunali. Il problema è che i contribuenti, per opporsi e chiedere giustizia, devono pagare altre  spese e tasse. Tuttavia, se si vince il ricorso, quelle spese dovrebbero essere rimborsate dopo il giudizio, anche se purtroppo gli uffici della riscossione godono di troppi privilegi e compensazione delle spese di lite, chissà perché. Di fatto sembra certo che molti contribuenti trascorreranno l&#8217;estate a fare i conti con questi addebiti come probabilmente era  &#8221;obbiettivo&#8221; del Comune di Napoli per quanto riguarda Napoli. Un&#8217;estate da dimenticare, se non si sospende  ogni discutibile pretesa di pagamento e procedura di  esecuzione per la salvezza dei diritti dei cittadini e la serenità delle famiglie, come abbiamo già chiesto al Governo nazionale.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-obiettivo-valore-parola-alla-cassazione/">NAPOLI OBIETTIVO VALORE / PAROLA ALLA CASSAZIONE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-06-alle-10.32.26.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4775" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-06-alle-10.32.26.png" alt="" width="446" height="312" /></a></p>
<p align="center"><strong>La Cassazione ha giudicato ammissibile la questione pregiudiziale sollevata dalla CGT di Napoli in merito a Napoli Obiettivo Valore, confermando quanto eccepito </strong><strong>dall’avvocato Angelo Pisani di Noiconsumatori .it</strong></p>
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<p><strong>26 LUGLIO 2024 &#8211; Come avevamo denunciato, i contribuenti avevano ragione e, così come è giusto pagare le tasse, ancora più doveroso è riscuoterle ma bisogna farlo nel totale rispetto delle norme, senza business o scelte arbitrarie ed arroganti, come avviene purtroppo a Napoli in danno dei cittadini </strong></p>
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<p>Ora che anche la Cassazione, accogliendo nostre difese, ha dato un primo parere sul pasticcio riscossione targato Comune di Napoli. Adesso, <strong>nel rispetto della legge e dei principi di correttezza,  trasparenza e buona fede, il Comune di Napoli deve sospendere subito l&#8217;invio nuovi atti e relative procedure di riscossione come ipoteche, fermi e pignoramenti e revocare ogni pretesa ed azione esecutiva già azionata prima, </strong>anche perché per le procedure non previste dalla legge il comune, oltre a non incassare nulla, dovrà anche pagare i danni e le spese legali, come denunceremo anche alla Corte dei conti per ogni valutazione di competenza su quanto ancora si impone ai contribuenti.</p>
<p>Nonostante la palese irritualità e irregolarità delle procedure di riscossione messe in atto senza freni, anche di fronte alle giuste opposizioni dei contribuenti,  la città di Napoli è ancora inondata di nuove pretese di pagamento e minacce di pignoramenti targati “Obiettivo Valore&#8221;, che fa a gara con ex Equitalia nelle tasche dei contribuenti.</p>
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<p>Dopo la constatazione e denunzia di tutte le palesi irregolarità non c’è stata nessuna tregua, anzi raddoppiano gli attacchi. Ora dopo Gestline/Equitalia torna il terrore degli addebiti/cartelle di tante società private che agiscono senza scrupoli ed anche in violazione della privacy.</p>
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<p>Ora che siamo arrivati in Cassazione anche i nuovi sistemi di riscossione dovranno fare i conti con avvocati e commercialisti, che difenderanno anche in estate i diritti di tutti i contribuenti da queste brutte sorprese,per pretendere trasparenza, correttezza, giustizia.</p>
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<p>A leggere le cronache e sentire i pianti delle persone, stanno piovendo sulla testa dei napoletani centinaia di migliaia di  pretese di pagamenti, tra agenzia riscossione, Obiettivo valore ed altri creditori vari, con  prestampati e minacce di azioni esecutive, per la tassa sui rifiuti, imu  e violazioni del Codice della Strada, che colpiranno proprio nelle prossime festività estive quasi un contribuente napoletano su due.</p>
<p>Intimazioni di pagamenti criptiche, condite di sanzioni, spese ed interessi, con importi e pretese spesso prescritti e prive di qualsivoglia motivazione,  ma ugualmente pregiudizievoli e violenti.</p>
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<p>Nelle buste bianche in arrivo sono contenute le comunicazioni di Napoli Obiettivo Valore, ossia semplici prestampati compilati con i dati dei contribuenti che intimano immediato pagamento di somme da capogiro e minacciano atti esecutivi che producono, subito e senza pietà, pignoramenti, blocco di conti e fermi amministrativi.</p>
<p>L&#8217;Associazione Noi Consumatori chiede alle istituzioni ed alla politica il rispetto dei fondamentali diritti dei cittadini alla luce delle drammatiche esperienze degli anni passati, per evitare disastri e tragedie annunciate, perché è impossibile per molti far fronte a questa valanga di richieste di pagamenti.</p>
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<p>Negli avvisi, come capitava con le cartelle pazze, ci sono pretese prescritte , importi oggetto di decadenza, crediti per atti non regolarmente notificati, poi ci sono casi di  persone  a cui è arrivato un avviso di riscossione per la Tari calcolata su una metratura sbagliata nonostante le richieste di autotutela al Comune rimaste lettera morta. Poi ci sono avvisi per multe o tasse già pagate con aggiunta di  interessi di mora  e sanzioni.</p>
<p>Da poche centinaia  di euro nei nuovi avvisi si arriva anche a richieste di quasi 1000 euro. Per non parlare delle società, con soci o  aziende coinvolte che stanno ricevendo a pioggia accertamenti riguardo Imu, Tari e contravvenzioni su auto intestate alle ditte stesse o ai leasing.</p>
<p>La vecchia cartella esattoriale è scomparsa e addirittura sarà rimpianta, perché invece di chiarire si confonde ancora di più il contribuente.</p>
<p>Questi nuovi atti di pagamento sembrano una semplice letterina, ma sono peggio di  una vecchia cartella esattoriale. E questo genera ulteriore confusione nei contribuenti, che non riescono subito a capire il motivo ed il calcolo della pretesa né a riconoscere il documento che si trovano davanti. Ma devono pagare subito perché ognuno è un  atto già esecutivo che ha come conseguenza l’esecuzione forzata per l’esazione immediata del debito, fino al blocco dei conti e al pignoramento.</p>
<p>Lo stesso bollettino che prima era presente e chiaramente individuabile, adesso non si vede se non si scansiona il Qr code del documento.  Sono atti così incomprensibili che la maggior parte dei contribuenti, salvo che non siano esperti professionisti o addetti ai lavori, anziché pensare alle vacanze devono correre e sono anche costretti a ricorrere ad avvocati o commercialisti per capire se la pretesa sia dovuta o non sia dovuta.</p>
<p>La legge prevede sessanta giorni per presentare  un ricorso  alla Commissione tributaria o 20 giorni al Giudice ordinario, secondo la natura del credito, che va scoperto con ricerche a parte, o si può tentare di chiedere un incontro in presenza per spiegare e chiedere chiarimenti agli uffici comunali. Il problema è che i contribuenti, per opporsi e chiedere giustizia, devono pagare altre  spese e tasse. Tuttavia, se si vince il ricorso, quelle spese dovrebbero essere rimborsate dopo il giudizio, anche se purtroppo gli uffici della riscossione godono di troppi privilegi e compensazione delle spese di lite, chissà perché.</p>
<p>Di fatto sembra certo che molti contribuenti trascorreranno l&#8217;estate a fare i conti con questi addebiti come probabilmente era  &#8221;obbiettivo&#8221; del Comune di Napoli per quanto riguarda Napoli. Un&#8217;estate da dimenticare, se non si sospende  ogni discutibile pretesa di pagamento e procedura di  esecuzione per la salvezza dei diritti dei cittadini e la serenità delle famiglie, come abbiamo già chiesto al Governo nazionale.</p>
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		<title>Equitalia bocciata sulla prescrizione dinanzi alla Suprema Corte &#8211; Vittoria per i contribuenti</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 16:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Recenti sentenze sulla prescrizione delle cartelle Equitalia rendono giustizia ai contribuenti. Pisani: importanti passi avanti nell’affermazione dei diritti   Finora era un dato di fatto che ci volessero ben 10 anni perché si prescrivesse la cartella di Equitalia contenente debiti Irpef. Ma di recente la Cassazione, con Ordinanza n. 20213/2015, ha stabilito che i debiti con Equitalia si prescrivono in cinque anni, anziché in dieci, nei casi in cui abbiano origine da atti non definitivi. In sostanza, secondo la Suprema Corte, il termine ordinario di 10 anni si applica solo a cartelle che derivino da accertamenti ormai divenuti irrevocabili, ossia non impugnati né pagati dal contribuente, oppure oggetto di sentenza passata in giudicato. Il caso riguardava un soggetto raggiunto da una serie di cartelle esattoriali relative alla tassa rifiuti per gli anni dal 1998 al 2004. Il contribuente aveva presentato ricorso sul presupposto che fosse intervenuta la prescrizione quinquennale, prevista dall’articolo 2948 del Codice Civile, visto che il Comune aveva consegnato i ruoli all’agente della riscossione oltre il termine di legge. Prima la Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza, poi  la Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro, ed oggi la Cassazione, hanno dato ragione al contribuente. Il secondo, rilevante provvedimento degli Ermellini, riguarda invece l’Irap. La Cassazione a fine marzo scorso ha infatti deciso (con sentenza n. 12810/2016, depositata pochi giorni fa) che l&#8217;evasione dell&#8217;Irap non è reato perché non è un&#8217;imposta sui redditi in senso tecnico, per cui l&#8217;importo del tributo non pagato non rientra nel profitto dell&#8217;illecito sequestrabile. La Corte ha pertanto annullato il sequestro preventivo dell’Irap (60.000 euro) nei confronti di un imprenditore. Il suo debito col fisco era in totale pari ai 700.000 euro di evasione, ma dal sequestro preventivo di tale somma sono stati decurtati e restituiti all’imprenditore i 60mila di Irap. «Una autentica svolta – commenta l’avvocato Angelo Pisani, presidente di www.noiconsumatori.it Movimento Anti-Equitalia, possiamo considerare questi provvedimenti come due “sentenze-salvagente” rispetto alle ondate, alle vere e proprie maree di cartelle esattoriali che stanno sommergendo cittadini e imprese. Ora grazie ai due provvedimenti della Cassazione avremo ulteriori argomenti per blindare il diritto di difesa in tutte le sedi». Qui  di seguito un manuale semplificato per calcolare i tempi di prescrizione attualmente in vigore per le cartelle esattoriali di Equitalia, tenendo ben presente però che la prescrizione può essere interrotta se il fisco creditore invia il cosiddetto “atto interruttivo” (ad esempio un preavviso di ipoteca, di fermo auto o un pignoramento) o un sollecito di pagamento. PRESCRIZIONE IRPEF Secondo la nuova interpretazione sancita dalla citata, recente ordinanza della Cassazione, i crediti dell’erario vanno in prescrizione dopo solo cinque anni e non più dieci (come affermato in passato per alcuni di essi). Si tratta, nello specifico, dei crediti di natura fiscale, come l’Irpef, l’Iva, ecc., e di quelli di natura contributiva e previdenziale, come le somme dovute all’Inps o all’Inail. Si riducono perciò drasticamente di ben il 50% i tempi di scadenza dei debiti dei contribuenti nei confronti di Equitalia. Peraltro analogamente si era già pronunciata la CTR di Catanzaro che, riferendosi espressamente all’Irpef, ha confermato la prescrizione breve quinquennale. &#160; PRESCRIZIONE IVA La cartella di Equitalia contenente debiti per Iva non pagata si prescrive in 10 anni. Questa la regola, salvo le possibili implicazioni della sentenza di cui sopra. PRESCRIZIONE IRAP La cartella di Equitalia contenente debiti per Irap non pagata si prescrive in 10 anni. &#160; PRESCRIZIONE MULTE E SANZIONI Multe stradali e altre sanzioni amministrative  si prescrivono in 5 anni. &#160; PRESCRIZIONE TARI La prescrizione della TARI, imposta sui rifiuti, è di in 5 anni. &#160; PRESCRIZIONE ICI E TASI Le imposte sulla casa, come tutte le imposte regionali, si prescrivono in 5 anni. &#160; PRESCRIZIONE TASU E TOSAP Anche in 5 anni si prescrivono Tasu e Tosap, come tutte le imposte regionali. &#160; PRESCRIZIONE BOLLO AUTO La cartella di Equitalia che richiede il pagamento del bollo auto si prescrive in tre anni. &#160; PRESCRIZIONE CONTRIBUTI INPS E INAIL Tutti i contributi previdenziali, dovuti a Inps e Inail, si prescrivono in 5 anni. &#160; PRESCRIZIONE CANONE RAI 10 anni</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/equitalia-bocciata-sulla-prescrizione-dinanzi-alla-suprema-corte-vittoria-per-i-contribuenti/">Equitalia bocciata sulla prescrizione dinanzi alla Suprema Corte &#8211; Vittoria per i contribuenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recenti sentenze sulla prescrizione delle cartelle Equitalia rendono giustizia ai contribuenti. Pisani: importanti passi avanti nell’affermazione dei diritti</strong></p>
<p><strong><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-26-alle-17.25.18.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3863" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-26-alle-17.25.18.png" alt="" width="408" height="233" /></a> </strong></p>
<p>Finora era un dato di fatto che ci volessero ben 10 anni perché si prescrivesse la cartella di Equitalia contenente debiti Irpef. Ma di recente la Cassazione, con Ordinanza n. 20213/2015, ha stabilito che i debiti con Equitalia si prescrivono in cinque anni, anziché in dieci, nei casi in cui abbiano origine da atti non definitivi.</p>
<p>In sostanza, secondo la Suprema Corte, il termine ordinario di 10 anni si applica solo a cartelle che derivino da accertamenti ormai divenuti irrevocabili, ossia non impugnati né pagati dal contribuente, oppure oggetto di sentenza passata in giudicato.</p>
<p>Il caso riguardava un soggetto raggiunto da una serie di cartelle esattoriali relative alla tassa rifiuti per gli anni dal 1998 al 2004. Il contribuente aveva presentato ricorso sul presupposto che fosse intervenuta la prescrizione quinquennale, prevista dall’articolo 2948 del Codice Civile, visto che il Comune aveva consegnato i ruoli all’agente della riscossione oltre il termine di legge. Prima la Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza, poi  la Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro, ed oggi la Cassazione, hanno dato ragione al contribuente.</p>
<p>Il secondo, rilevante provvedimento degli Ermellini, riguarda invece l’Irap. La Cassazione a fine marzo scorso ha infatti deciso (con sentenza n. 12810/2016, depositata pochi giorni fa) che l&#8217;evasione dell&#8217;Irap non è reato perché non è un&#8217;imposta sui redditi in senso tecnico<strong>,</strong> per cui l&#8217;importo del tributo non pagato non rientra nel profitto dell&#8217;illecito sequestrabile. La Corte ha pertanto annullato<strong> </strong>il sequestro preventivo dell’Irap (60.000 euro) nei confronti di un imprenditore. Il suo debito col fisco era in totale pari ai 700.000 euro di evasione, ma dal sequestro preventivo di tale somma sono stati decurtati e restituiti all’imprenditore i 60mila di Irap.</p>
<p>«Una autentica svolta – commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente di <a href="http://www.noiconsumatori.it"><strong>www.noiconsumatori.it</strong></a><strong> </strong><strong><span style="text-decoration: underline">Movimento Anti-Equitalia</span></strong><strong>,</strong> possiamo considerare questi provvedimenti come due “sentenze-salvagente” rispetto alle ondate, alle vere e proprie maree di cartelle esattoriali che stanno sommergendo cittadini e imprese. Ora grazie ai due provvedimenti della Cassazione avremo ulteriori argomenti per blindare il diritto di difesa in tutte le sedi».</p>
<div>
<p>Qui  di seguito un <strong>manuale semplificato</strong> per calcolare i tempi di prescrizione attualmente in vigore per le cartelle esattoriali di Equitalia, tenendo ben presente però che la prescrizione può essere interrotta se il fisco creditore invia il cosiddetto “atto interruttivo” (ad esempio un preavviso di ipoteca, di fermo auto o un pignoramento) o un sollecito di pagamento.</p>
</div>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-26-alle-17.25.36.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3864" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-26-alle-17.25.36.png" alt="" width="374" height="234" /></a></p>
<div>
<p><strong>PRESCRIZIONE IRPEF</strong></p>
<p>Secondo la nuova interpretazione sancita dalla citata, recente ordinanza della Cassazione, i crediti dell’erario vanno in prescrizione dopo solo cinque anni e non più dieci (come affermato in passato per alcuni di essi). Si tratta, nello specifico, dei crediti di natura fiscale, come l’Irpef, l’Iva, ecc., e di quelli di natura contributiva e previdenziale, come le somme dovute all’Inps o all’Inail. Si riducono perciò drasticamente di ben il 50% i tempi di scadenza dei debiti dei contribuenti nei confronti di Equitalia. Peraltro analogamente si era già pronunciata la CTR di Catanzaro che, riferendosi espressamente all’Irpef, ha confermato la prescrizione breve quinquennale.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><strong>PRESCRIZIONE IVA</strong></p>
<p>La cartella di Equitalia contenente debiti per Iva non pagata si prescrive in 10 anni. Questa la regola, salvo le possibili implicazioni della sentenza di cui sopra. PRESCRIZIONE IRAP La cartella di Equitalia contenente debiti per Irap non pagata si prescrive in 10 anni.</p>
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<p><strong>PRESCRIZIONE MULTE E SANZIONI </strong></p>
<p>Multe stradali e altre sanzioni amministrative  si prescrivono in 5 anni.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE TARI</strong></p>
<p>La prescrizione della TARI, imposta sui rifiuti, è di in 5 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE ICI E TASI</strong></p>
<p>Le imposte sulla casa, come tutte le imposte regionali, si prescrivono in 5 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE TASU E TOSAP</strong></p>
<p>Anche in 5 anni si prescrivono Tasu e Tosap, come tutte le imposte regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE BOLLO AUTO</strong></p>
<p>La cartella di Equitalia che richiede il pagamento del bollo auto si prescrive in tre anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE CONTRIBUTI INPS E INAIL</strong></p>
<p>Tutti i contributi previdenziali, dovuti a Inps e Inail, si prescrivono in 5 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE CANONE RAI</strong></p>
<p>10 anni</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/equitalia-bocciata-sulla-prescrizione-dinanzi-alla-suprema-corte-vittoria-per-i-contribuenti/">Equitalia bocciata sulla prescrizione dinanzi alla Suprema Corte &#8211; Vittoria per i contribuenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NOICONSUMATORI.IT lancia il suo portale tutto nuovo, ricco di funzioni interattive</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 18:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>NOICONSUMATORI.IT lancia il suo portale tutto nuovo, ricco di funzioni interattive, in collegamento con le sedi in tutta Italia. Operativo anche da tablet e smartphone Migliaia di casi risolti con successo ogni anno. Vittorie con sentenze esemplari davanti alle commissione tributarie, ai tribunali ordinari, dai Giudici di Pace al Tar fino al Consiglio di Stato. E al primo posto, sempre, i DIRITTI e la DIGNITA’ di NOI CITTADINI. NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA  si presenta agli italiani da oggi, 20 aprile 2016, con un portale tutto nuovo, ricco di moderne funzionalità interattive che renderanno ancora più istantaneo ed efficace il dialogo da sempre aperto con iscritti, utenti e pubblico. Un mondo di diritti &#38; informazioni indispensabili sempre a portata di click, anche attraverso i social, semplicemente utilizzando il cellulare o il tablet, anche quando non ci si trova davanti al pc. Un touch sullo screen e saremo subito in contatto con NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA, che saprà offrire la TUTELA BLINDATA dei nostri diritti: quelli violati, quelli troppo spesso negati, ma anche quei diritti che forse, finora, il cittadino non aveva potuto esercitare in mancanza delle necessarie informazioni, o dei professionisti giusti, forti di una lunga preparazione ed esperienza, ma sempre vicini, accoglienti e, in una parola, AMICI. Ed è l’AMICIZIA una delle chiavi vincenti che hanno permesso a NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA  di essere oggi un network presente con decine e decine di sedi aperte in tutta Italia, da Nord a Sud della penisola, attraverso fasi di ascolto, consulenza e risoluzione dei problemi. Nelle sedi di NOICONSUMATORI.IT il cittadino trova sempre la risposta giusta ai mille problemi della vita, da quelli più spinosi fino alle piccole e grandi controversie quotidiane. &#160; &#160; Fisco, bollette, codice della strada, ma anche malagiustizia, malasanità, soprusi, corruzione, problemi di famiglia… non c’è nulla che nelle sedi NOICONSUMATORI.IT non possa essere affrontato e risolto con successo. Perché la seconda chiave, non meno importante, è la SICUREZZA con cui i nostri esperti si pongono al fianco del cittadino di fronte ai giudici. Team di professionisti che sono ben consapevoli della grande funzione sociale dell’avvocato, chiamato a rappresentare e difendere nelle aule di giustizia il più grande valore del nostro Paese: la dignità e il diritto dei cittadini. Il modello è quello dell’avvocato Angelo Pisani, fondatore di NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA, che fin dagli anni ‘90 ha conquistato sentenze diventate autentiche pietre miliari nella difesa dei diritti inviolabili, restando sempre al fianco di coloro che attendono giustizia e conducendo in tutte le sedi la battaglia legale per ottenerla. Tante dunque le funzionalità del nuovo portale NOICONSUMATORI.IT. I visitatori potranno registrarsi e commentare le notizie utilizzando la propria email/avatar, sottoscrivere i commenti e condividere sui social in maniera semplice ed immediata. Con un click si può inoltre facilmente accedere a tutti i servizi di informazione e consulenza, mentre diventa ancora più dinamico lo spazio dedicato alle sedi territoriali in Italia. Tutto questo per essere ancora più uniti, per essere ancora più vicini, semplificando tutte le procedure in un mondo che continua a complicarle. Dalla parte di chi ha ragione. Cioè NOI. NOICONSUMATORI.IT. CONTATTI: Segreteria nazionale  Noi Consumatori – Movimento Anti-Equitalia Piazza Vanvitelli, 15 – 80129 NAPOLI &#8211; Tel./Fax 081-01.06.142 e-mail: info@noiconsumatori.org Per qualsiasi informazione è a disposizione il nostro Call Center in qualsiasi momento e per qualsiasi tipo di richiesta di informazioni. Il cittadino troverà sempre personale qualificato in grado di soddisfare ogni richiesta ed indirizzarlo nella maniera più corretta. Per saperne di più si può telefonare allo 081-01.06.142 oppure inviare una mail all’indirizzo info@noiconsumatori.org</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/noiconsumatori-it-lancia-il-suo-portale-tutto-nuovo-ricco-di-funzioni-interattive/">NOICONSUMATORI.IT lancia il suo portale tutto nuovo, ricco di funzioni interattive</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000">NOICONSUMATORI.IT lancia il suo portale tutto nuovo, ricco di funzioni interattive, in collegamento con le sedi in tutta Italia. Operativo anche da tablet e smartphone</span> </strong></p>
<p><strong>Migliaia di casi risolti con successo ogni anno. Vittorie con sentenze esemplari davanti alle commissione tributarie, ai tribunali ordinari, dai Giudici di Pace al Tar fino al Consiglio di Stato. E al primo posto, sempre, i DIRITTI e la DIGNITA’ di NOI CITTADINI.</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-21-alle-19.51.00.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3825" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-21-alle-19.51.00.png" alt="" width="575" height="269" /></a></p>
<p><a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA</strong></a><strong>  </strong>si presenta agli italiani da oggi, 20 aprile 2016, con un portale tutto nuovo, ricco di moderne funzionalità interattive che renderanno ancora più istantaneo ed efficace il dialogo da sempre aperto con iscritti, utenti e pubblico. <strong>Un mondo di diritti &amp; informazioni indispensabili sempre a portata di click</strong>, anche attraverso i social, semplicemente utilizzando il cellulare o il tablet, anche quando non ci si trova davanti al pc. Un touch sullo screen e saremo subito in contatto con <a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA</strong></a>, che saprà offrire la TUTELA BLINDATA dei nostri diritti: quelli violati, quelli troppo spesso negati, ma anche quei diritti che forse, finora, il cittadino non aveva potuto esercitare in mancanza delle necessarie informazioni, o dei professionisti giusti, forti di una lunga preparazione ed esperienza, ma sempre vicini, accoglienti e, in una parola, AMICI.</p>
<p>Ed è l’<strong>AMICIZIA</strong> una delle chiavi vincenti che hanno permesso a <a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA</strong></a><strong>  </strong>di essere oggi un network presente con decine e decine di sedi aperte in tutta Italia, da Nord a Sud della penisola, attraverso fasi di ascolto, consulenza e <strong>risoluzione dei problemi</strong>. Nelle sedi di <a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI.IT</strong></a><strong> </strong>il cittadino trova sempre la risposta giusta ai mille problemi della vita, da quelli più spinosi fino alle piccole e grandi controversie quotidiane.</p>
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<p>Fisco, bollette, codice della strada, ma anche malagiustizia, malasanità, soprusi, corruzione, problemi di famiglia… non c’è nulla che nelle sedi <a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI.IT</strong></a><strong> </strong>non possa essere affrontato e risolto con successo.</p>
<p>Perché la seconda chiave, non meno importante, è la <strong>SICUREZZA</strong> con cui i nostri esperti si pongono al fianco del cittadino di fronte ai giudici. Team di professionisti che sono ben consapevoli della grande funzione sociale dell’avvocato, chiamato a rappresentare e difendere nelle aule di giustizia <strong>il più grande valore del nostro Paese: la dignità e il diritto dei cittadini.</strong></p>
<p>Il modello è quello dell’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore di <a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI-IT MOVIMENTO ANTI EQUITALIA</strong></a>, che fin dagli anni ‘90 ha conquistato <strong>sentenze diventate autentiche pietre miliari nella difesa dei diritti inviolabili</strong>, restando sempre al fianco di coloro che attendono giustizia e conducendo in tutte le sedi la battaglia legale per ottenerla.</p>
<p>Tante dunque le funzionalità del nuovo portale <a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI.IT</strong></a>. I visitatori potranno registrarsi e commentare le notizie utilizzando la propria email/avatar, sottoscrivere i commenti e condividere sui social in maniera semplice ed immediata.</p>
<p>Con un click si può inoltre facilmente accedere a tutti i servizi di informazione e consulenza, mentre diventa ancora più dinamico lo spazio dedicato alle sedi territoriali in Italia.</p>
<p>Tutto questo per essere ancora più uniti, per essere ancora più vicini, <strong>semplificando tutte le procedure in un mondo che continua a complicarle. Dalla parte di chi ha ragione. Cioè NOI. </strong><a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI.IT</strong></a><strong>.</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-21-alle-19.51.20.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3826" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-21-alle-19.51.20.png" alt="" width="578" height="161" /></a></p>
<p><strong>CONTATTI: </strong><strong>Segreteria nazionale</strong><strong>  Noi Consumatori – Movimento Anti-Equitalia</strong></p>
<p><strong>Piazza Vanvitelli, 15 – 80129 NAPOLI &#8211; Tel./Fax 081-01.06.142</strong></p>
<p><strong>e-mail: </strong><a href="mailto:info@noiconsumatori.org"><strong>info@noiconsumatori.org</strong></a><strong></strong></p>
<p><strong>Per qualsiasi informazione è a disposizione il nostro Call Center in qualsiasi momento e per qualsiasi tipo di richiesta di informazioni. Il cittadino troverà sempre personale qualificato in grado di soddisfare ogni richiesta ed indirizzarlo nella maniera più corretta. Per saperne di più si può telefonare allo 081-01.06.142 oppure inviare una mail all’indirizzo </strong><a href="mailto:info@noiconsumatori.org"><strong>info@noiconsumatori.org</strong></a><strong></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/noiconsumatori-it-lancia-il-suo-portale-tutto-nuovo-ricco-di-funzioni-interattive/">NOICONSUMATORI.IT lancia il suo portale tutto nuovo, ricco di funzioni interattive</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>EQUITALIA &#8211; LA CASSAZIONE: NULLE LE NOTIFICHE IN MANCANZA DI PROVA CERTA</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 14:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Quando manca la prova certa della notifica le cartelle Equitalia sono nulle, anche se trascorsi i 5 anni – Così la Cassazione l’8 aprile scorso. Il commento di NOICONSUMATORI.IT «La Suprema Corte ancora una volta fa giustizia per il contribuente e dichiara nullo un atto esecutivo che Equitalia intendeva eseguire sulla base di una notifica “spacciata” come valida, ma in realtà, come hanno stabilito gli alti magistrati, nulla». E’ soddisfatto l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NOICONSUMATORI.IT, in seguito al deposito avvenuto pochi giorni fa della sentenza emessa dalla Sezione Tributaria Civile della Cassazione presieduta dal giudice Domenico Chindemi (consigliere relatore Giacomo Maria Stalla). La Corte ha stabilito infatti che non spetta al contribuente, bensì a Equitalia, dimostrare la corretta notifica della cartella di pagamento. E il solo mezzo per dimostrarne l&#8217;avvenuta consegna è che il fisco esibisca in udienza la relazione di notifica, oppure l&#8217;originale della cartolina di ritorno della raccomandata a/r. Non valgono come prove, diversamente da quanto avevano sostenuto gli esattori, la stampa dell&#8217;estratto di ruolo, perché “priva di alcun valore certificatorio”, né tanto meno la schermata online della posta che ritraccia l&#8217;iter della raccomandata. In sostanza la Cassazione, con la sentenza n. 6887 dell&#8217;8 aprile 2016, stabilisce che provare in causa la regolarità della notifica di una cartella esattoriale spetta sempre ad Equitalia, anche se sono trascorsi più di cinque anni. Va ricordato che la legge impone agli agenti di riscossione di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella che certifica l&#8217;avvenuta notificazione o l&#8217;avviso di ricevimento della raccomandata, per poterli esibirli su richiesta del contribuente o dell&#8217;amministrazione (che ne può prendere visione solo entro tale periodo). Se però si interpreta questa norma alla lettera, passati i cinque anni Equitalia perde le tracce di tale documentazione. Ma nel caso in cui il processo, come spesso avviene, superi la durata dei 5 anni e il contribuente sollevi l&#8217;eccezione di omessa notifica della cartella, l&#8217;esattore potrà trovarsi nella condizione di non riuscire a dimostrare il contrario e il debitore vincerà la causa. «Un principio sacrosanto – conclude l’avvocato Pisani – che abbiamo già più volte ribadito e sostenuto in giudizio e che oggi viene definitivamente sancito dalla Corte Suprema». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/equitalia-la-cassazione-nulle-le-notifiche-in-mancanza-di-prova-certa/">EQUITALIA &#8211; LA CASSAZIONE: NULLE LE NOTIFICHE IN MANCANZA DI PROVA CERTA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando manca la prova certa della notifica le cartelle Equitalia sono nulle, anche se trascorsi i 5 anni – Così la Cassazione l’8 aprile scorso. </strong></p>
<p><strong>Il commento di </strong><a href="http://www.noiconsumatori.org"><strong>NOICONSUMATORI.IT</strong></a><strong></strong></p>
<p>«La Suprema Corte ancora una volta fa giustizia per il contribuente e dichiara nullo un atto esecutivo che Equitalia intendeva eseguire sulla base di una notifica “spacciata” come valida, ma in realtà, come hanno stabilito gli alti magistrati, nulla». E’ soddisfatto l’avvocato Angelo Pisani, presidente di <a href="http://www.noiconsumatori.org">NOICONSUMATORI.IT</a>, in seguito al deposito avvenuto pochi giorni fa della sentenza emessa dalla Sezione Tributaria Civile della Cassazione presieduta dal giudice Domenico Chindemi (consigliere relatore Giacomo Maria Stalla).</p>
<p>La Corte ha stabilito infatti che non spetta al contribuente, bensì a Equitalia, dimostrare la corretta notifica della cartella di pagamento. E il solo mezzo per dimostrarne l&#8217;avvenuta consegna è che il fisco esibisca in udienza la relazione di notifica, oppure l&#8217;originale della cartolina di ritorno della raccomandata a/r. Non valgono come prove, diversamente da quanto avevano sostenuto gli esattori, la stampa dell&#8217;estratto di ruolo, perché “priva di alcun valore certificatorio”, né tanto meno la schermata online della posta che ritraccia l&#8217;iter della raccomandata.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-21-alle-16.03.46.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3820" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-21-alle-16.03.46-300x206.png" alt="" width="300" height="206" /></a>In sostanza la Cassazione, con la sentenza n. 6887 dell&#8217;8 aprile 2016, stabilisce che provare in causa la regolarità della notifica di una cartella esattoriale spetta sempre ad Equitalia, <span style="text-decoration: underline">anche se sono trascorsi più di cinque anni</span>.</p>
<p>Va ricordato che la legge impone agli agenti di riscossione di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella che certifica l&#8217;avvenuta notificazione o l&#8217;avviso di ricevimento della raccomandata, per poterli esibirli su richiesta del contribuente o dell&#8217;amministrazione (che ne può prendere visione solo entro tale periodo). Se però si interpreta questa norma alla lettera, passati i cinque anni Equitalia perde le tracce di tale documentazione.</p>
<p>Ma nel caso in cui il processo, come spesso avviene, superi la durata dei 5 anni e il contribuente sollevi l&#8217;eccezione di omessa notifica della cartella, l&#8217;esattore potrà trovarsi nella condizione di non riuscire a dimostrare il contrario e il debitore vincerà la causa.</p>
<p>«Un principio sacrosanto – conclude l’avvocato Pisani – che abbiamo già più volte ribadito e sostenuto in giudizio e che oggi viene definitivamente sancito dalla Corte Suprema».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/doc.1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3821" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/doc.1.png" alt="" width="607" height="824" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/equitalia-la-cassazione-nulle-le-notifiche-in-mancanza-di-prova-certa/">EQUITALIA &#8211; LA CASSAZIONE: NULLE LE NOTIFICHE IN MANCANZA DI PROVA CERTA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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