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	<title>Angelo Pisani &#187; DIRITTO DEL LAVORO</title>
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		<title>Presentato il progetto politico di Angelo Pisani, l’avvocato da sempre al fianco dei cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 17:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>- Presentato il progetto politico di Angelo Pisani, l’avvocato da anni al fianco dei cittadini, che in questa intervista spiega i motivi che lo hanno indotto ad accettare la candidatura alla Regione-   Una serata magica, quella di ieri alla Mela di via dei Mille, dove centinaia di amici, sostenitori e gente comune hanno brindato con l’avvocato Angelo Pisani, che nel fascinoso, mitico locale di Chiaia ha presentato il suo progetto politico. «Inizia la mia campagna elettorale &#8211; ha detto Pisani &#8211; anzi la nostra, in tante località della nostra regione con i cittadini, i miei amici, la mia famiglia, i miei colleghi e gli imprenditori e professionisti di questa città,  i commercianti, i giovani, la parte sana, la parte che ha come buoni esempi i valori e la cultura, la gente che produce e che ha diritto e pretende una politica efficiente che sappia governare rappresentando le esigenze del territorio».  «Una serata da incorniciare, come sarà ogni altro incontro con voi , esperienze di contenuto e di valori. E ci siamo anche divertiti perché per noi la politica è impegno civico, aggregazione, passione. Voglia di stare insieme, di impegnarsi per il prossimo. Senza interessi personali».  «Questi siamo noi. Siamo una grande famiglia, una sola grande comunità».  &#160; Ma guardiamo più da vicino il progetto politico di Angelo Pisani, da lui stesso enunciato e sintetizzato anche in una recentissima intervista radiofonica. Eccone i passaggi essenziali.   Avvocato Pisani, quali sono i motivi che l’hanno indotta a candidarsi alla Regione Campania con la Lista Cirielli Presidente? Ho ritenuto che fosse mio dovere candidarmi, per mettere a disposizione dei cittadini della Campania le mie competenze, acquisite in anni di battaglie in difesa dei diritti di centinaia di persone, ma anche quei valori fondanti nel segno della giustizia e della libertà he da sempre ispirano la mia azione. Credo fermamente che anche dai banchi delle istituzioni potrò avere, se eletto, la possibilità di tutelare ancor di più quegli stessi cittadini che difendo quotidianamente dai guasti della malapolitica, da omissioni, abusi, negligenze, da quello steso contesto de quale siamo permeati e che ha poi determinato delusione, senso d’impotenza e, per tanti, la rinuncia ad andare a votare. &#160; Quali sono, secondo lei, gli argomenti giusti per convincere gli astensionisti e farli recare alle urne?  Lo sto ripetendo in ogni momento di questa mia campagna elettorale, nelle occasioni pubbliche, così come nei miei incontri quotidiani nei quartieri di Napoli e della città metropolitana: se quasi il 60% dei cittadini dovesse continuare a disinteressarsi della politica, farà esattamente il gioco di quel 40% fatto in buona parte di politicanti e relativi codazzi, che ha tutto l’interesse a mantenere privilegi e immobilismo. Gli elettori dovrebbero cominciare a capire che non andando a votare stanno accettando di farsi strumentalizzare proprio da coloro che in questi anni hanno fatto i propri interessi personali, non certo quelli della collettività. &#160; Ci spiega perché gli elettori dovrebbero preferire e scegliere il suo programma? A cosa punta esattamente sul piano politico? Se dovessi sintetizzarlo in poche parole, direi che il mio programma è in primo luogo un impegno di normalità.  Vorrei che l’ente Regione provvedesse a ripristinare tutte quelle condizioni di normalità che finora sono mancate, per esempio che si mettesse finalmente mano alla tutela e alla salvaguardia del sistema sanitario regionale. E’ assurdo, direi diabolico, lasciar morire le persone perché occorrono mesi, talvolta anni di attesa per indagini mediche indispensabili, quando si è un cittadino comune e non si hanno santi in paradiso. Sono diritti essenziali, eppure vengono troppo spesso calpestati. A Napoli e in Campania abbiamo eccellenze di prim’ordine fra medici e infermieri, gli ospedali sono dotati di strutture all’avanguardia, eppure per tanti, troppi, avere una diagnosi precoce resta ancora un miraggio. Ecco, questo non dovrà più accadere, occorre ripristinare condizioni, come dicevo, di normalità e, al tempo stesso, garantire ai nostri eccellenti operatori sanitari di svolgere il loro delicatissimo compito senza subire discriminazioni da parte di chi, magari, di meriti non ne ha, se non quello di essere “amico degli amici”. Ma sulla sanità non finisce qui. Un altro punto essenziale è il ripristino e la riapertura di tutti i Pronto Soccorso che sono stati soppressi. E’ assurdo che da tante parti dell’hinterland, in caso di emergenza, si debba confluire tutti al Cardarelli, intasando non solo il reparto, ma anche le strade circostanti, quante volte abbiamo letto che le ambulanze sono state bloccate nel caotico traffico della zona collinare con ammalati a bordo, anche gravi o gravissimi? Questo è inaccettabile. &#160; E sul fronte dell’occupazione, cosa prevede il suo programma? E’ necessario potenziare l’offerta turistica, finora troppo spesso lasciata alla buona volontà dei singoli operatori. Corsi di formazione gratuiti per operatori turistici, un’accoglienza di qualità che migliora anno dopo anno, ma anche una rete di trasporto marittimo assai più efficiente di quella esistente. Occorre destagionalizzare i flussi e permettere anche d’inverno di raggiungere facilmente, a prezzi competitivi, le nostre perle della costa cilentana, della costiera amalfitana, del litorale casertano, e soprattutto le nostre isole.  Altrimenti una parte di questo nostro immenso patrimonio paesaggistico e culturale rischia di continuare ad essere sprecata. E tutto ciò, ovviamente è anche un volano strategico per imprimere dinamismo alla nuova occupazione.  C’è però ancora un altro fattore che ritengo centrale nel mio programma e riguarda la legge elettorale. &#160; La legge elettorale? Quali cambiamenti prevede? Intanto va preso atto del fatto che i cittadini sono confusi da leggi elettorali diverse fra loro, quelle per il sindaco, poi le altre per le Regioni, diverse ancora le Europee, per non parlare delle politiche nazionali. Anche questo caos è un elemento che favorisce l’astensionismo. Va ripensata la possibilità di scegliere modelli più uniformi, ma la vera novità che propongo è ancora un’altra. &#160; Quale? Ce la anticipa? Certamente, perché ci credo molto. Il modello che propongo è quello del voto elettronico. Niente più carta, zero file. Ogni cittadino con il suo smartphone, ovviamente certificandosi con lo Spid, dovrà poter accedere al voto ed esprimere la propria volontà. Un voto tecnologico, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/presentato-il-progetto-politico-di-angelo-pisani-lavvocato-da-sempre-al-fianco-dei-cittadini/">Presentato il progetto politico di Angelo Pisani, l’avvocato da sempre al fianco dei cittadini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>- <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/La-Mela.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5310" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/La-Mela.png" alt="" width="520" height="380" /></a>Presentato il progetto politico di Angelo Pisani, l’avvocato da anni al fianco dei cittadini, che in questa intervista spiega i motivi che lo hanno indotto ad accettare la candidatura alla Regione-</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Una serata magica, quella di ieri alla Mela di via dei Mille, dove centinaia di amici, sostenitori e gente comune hanno brindato con l’avvocato Angelo Pisani, che nel fascinoso, mitico locale di Chiaia ha presentato il suo progetto politico.</p>
<p><em>«Inizia la mia campagna elettorale &#8211; ha detto Pisani &#8211; anzi la nostra, in tante località della nostra regione con i cittadini, i miei amici, la mia famiglia, i miei colleghi e gli imprenditori e professionisti di questa città,  i commercianti, i giovani, la parte sana, la parte che ha come buoni esempi i valori e la cultura, la gente che produce e che ha diritto e pretende una politica efficiente che sappia governare rappresentando le esigenze del territorio». </em></p>
<p><em>«Una serata da incorniciare, come sarà ogni altro incontro con voi , esperienze di contenuto e di valori. E ci siamo anche divertiti perché per noi la politica è impegno civico, aggregazione, passione. Voglia di stare insieme, di impegnarsi per il prossimo. Senza interessi personali». </em></p>
<p><em>«Questi siamo noi. Siamo una grande famiglia, una sola grande comunità». </em></p>
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<p><img src="https://angelopisani.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" /></p>
<p>Ma guardiamo più da vicino il progetto politico di Angelo Pisani, da lui stesso enunciato e sintetizzato anche in una recentissima intervista radiofonica. Eccone i passaggi essenziali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Avvocato Pisani, quali sono i motivi che l’hanno indotta a candidarsi alla Regione Campania con la Lista Cirielli Presidente?</strong></p>
<p>Ho ritenuto che fosse mio dovere candidarmi, per mettere a disposizione dei cittadini della Campania le mie competenze, acquisite in anni di battaglie in difesa dei diritti di centinaia di persone, ma anche quei valori fondanti nel segno della giustizia e della libertà he da sempre ispirano la mia azione. Credo fermamente che anche dai banchi delle istituzioni potrò avere, se eletto, la possibilità di tutelare ancor di più quegli stessi cittadini che difendo quotidianamente dai guasti della malapolitica, da omissioni, abusi, negligenze, da quello steso contesto de quale siamo permeati e che ha poi determinato delusione, senso d’impotenza e, per tanti, la rinuncia ad andare a votare.</p>
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<p><strong>Quali sono, secondo lei, gli argomenti giusti per convincere gli astensionisti e farli recare alle urne? </strong></p>
<p>Lo sto ripetendo in ogni momento di questa mia campagna elettorale, nelle occasioni pubbliche, così come nei miei incontri quotidiani nei quartieri di Napoli e della città metropolitana: se quasi il 60% dei cittadini dovesse continuare a disinteressarsi della politica, farà esattamente il gioco di quel 40% fatto in buona parte di politicanti e relativi codazzi, che ha tutto l’interesse a mantenere privilegi e immobilismo. Gli elettori dovrebbero cominciare a capire che non andando a votare stanno accettando di farsi strumentalizzare proprio da coloro che in questi anni hanno fatto i propri interessi personali, non certo quelli della collettività.</p>
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<p><strong>Ci spiega perché gli elettori dovrebbero preferire e scegliere il suo programma? A cosa punta esattamente sul piano politico?</strong></p>
<p>Se dovessi sintetizzarlo in poche parole, direi che il mio programma è in primo luogo un impegno di normalità.  Vorrei che l’ente Regione provvedesse a ripristinare tutte quelle condizioni di normalità che finora sono mancate, per esempio che si mettesse finalmente mano alla tutela e alla salvaguardia del sistema sanitario regionale. E’ assurdo, direi diabolico, lasciar morire le persone perché occorrono mesi, talvolta anni di attesa per indagini mediche indispensabili, quando si è un cittadino comune e non si hanno santi in paradiso. Sono diritti essenziali, eppure vengono troppo spesso calpestati. A Napoli e in Campania abbiamo eccellenze di prim’ordine fra medici e infermieri, gli ospedali sono dotati di strutture all’avanguardia, eppure per tanti, troppi, avere una diagnosi precoce resta ancora un miraggio. Ecco, questo non dovrà più accadere, occorre ripristinare condizioni, come dicevo, di normalità e, al tempo stesso, garantire ai nostri eccellenti operatori sanitari di svolgere il loro delicatissimo compito senza subire discriminazioni da parte di chi, magari, di meriti non ne ha, se non quello di essere “amico degli amici”. Ma sulla sanità non finisce qui. Un altro punto essenziale è il ripristino e la riapertura di tutti i Pronto Soccorso che sono stati soppressi. E’ assurdo che da tante parti dell’hinterland, in caso di emergenza, si debba confluire tutti al Cardarelli, intasando non solo il reparto, ma anche le strade circostanti, quante volte abbiamo letto che le ambulanze sono state bloccate nel caotico traffico della zona collinare con ammalati a bordo, anche gravi o gravissimi? Questo è inaccettabile.</p>
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<p><strong>E sul fronte dell’occupazione, cosa prevede il suo programma?</strong></p>
<p>E’ necessario potenziare l’offerta turistica, finora troppo spesso lasciata alla buona volontà dei singoli operatori. Corsi di formazione gratuiti per operatori turistici, un’accoglienza di qualità che migliora anno dopo anno, ma anche una rete di trasporto marittimo assai più efficiente di quella esistente. Occorre destagionalizzare i flussi e permettere anche d’inverno di raggiungere facilmente, a prezzi competitivi, le nostre perle della costa cilentana, della costiera amalfitana, del litorale casertano, e soprattutto le nostre isole.  Altrimenti una parte di questo nostro immenso patrimonio paesaggistico e culturale rischia di continuare ad essere sprecata. E tutto ciò, ovviamente è anche un volano strategico per imprimere dinamismo alla nuova occupazione.  C’è però ancora un altro fattore che ritengo centrale nel mio programma e riguarda la legge elettorale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La legge elettorale? Quali cambiamenti prevede?</strong></p>
<p>Intanto va preso atto del fatto che i cittadini sono confusi da leggi elettorali diverse fra loro, quelle per il sindaco, poi le altre per le Regioni, diverse ancora le Europee, per non parlare delle politiche nazionali. Anche questo caos è un elemento che favorisce l’astensionismo. Va ripensata la possibilità di scegliere modelli più uniformi, ma la vera novità che propongo è ancora un’altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quale? Ce la anticipa?</strong></p>
<p>Certamente, perché ci credo molto. Il modello che propongo è quello del voto elettronico. Niente più carta, zero file. Ogni cittadino con il suo smartphone, ovviamente certificandosi con lo Spid, dovrà poter accedere al voto ed esprimere la propria volontà. Un voto tecnologico, in linea con il nostro tempo, che certamente porterebbe al voto quella grande parte della popolazione oggi intenzionata a rimanere a casa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/presentato-il-progetto-politico-di-angelo-pisani-lavvocato-da-sempre-al-fianco-dei-cittadini/">Presentato il progetto politico di Angelo Pisani, l’avvocato da sempre al fianco dei cittadini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Tribunale blocca tre nomine illegittime alla Regione/Pisani: procedure opache, cambieremo tutto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 18:53:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Una autentica bufera giudiziaria si è abbattuta sulla Regione Campania guidata, ancora per pochi giorni, da Vincenzo De Luca. La Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli ha bloccato, con procedura immediata, la nomina di tre dirigenti, avvenuta «con modalità opache» e, soprattutto, preferendo tre soggetti esterni, privi dei requisiti, in violazione della legge secondo cui, a parità di titoli, vanno preferiti i candidati già interni alla pubblica amministrazione. «Non è la prima volta &#8211; tuona l’avvocato Angelo Pisani, candidato nella lista Cirielli presidente &#8211; che alla Regione si è cercato di aggirare le norme utilizzando procedure contra legem per favorire i soliti raccomandati». «Ma questo sistema &#8211; incalza Pisani &#8211; ha i giorni contati. Le liste che sostengono Cirielli Presidente, me compreso, sono scese in campo proprio con l’obiettivo di ribaltare familismi e clientelismi che sono tipici del centrosinistra, dando risalto e priorità assoluta a merito, competenze, trasparenza». Principi che Pisani ha già più volte ribadito nell’ambito dei numerosi incontri quotidiani che sta tenendo con i cittadini in tanti quartieri di Napoli e provincia a bordo del suo camper elettorale.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-tribunale-blocca-tre-nomine-illegittime-alla-regionepisani-procedure-opache-cambieremo-tutto/">Il Tribunale blocca tre nomine illegittime alla Regione/Pisani: procedure opache, cambieremo tutto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una autentica bufera giudiziaria si è abbattuta sulla Regione Campania guidata, ancora per pochi giorni, da <strong>Vincenzo De Luca</strong>. La Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli ha bloccato, con procedura immediata, la nomina di tre dirigenti, avvenuta «con modalità opache» e, soprattutto, preferendo tre soggetti esterni, privi dei requisiti, in violazione della legge secondo cui, a parità di titoli, vanno preferiti i candidati già interni alla pubblica amministrazione.</p>
<p>«Non è la prima volta &#8211; tuona l’avvocato<strong> Angelo Pisani</strong>, candidato nella lista Cirielli presidente &#8211; che alla Regione si è cercato di aggirare le norme utilizzando procedure contra legem per favorire i soliti raccomandati». «Ma questo sistema &#8211; incalza Pisani &#8211; ha i giorni contati. Le liste che sostengono Cirielli Presidente, me compreso, sono scese in campo proprio con l’obiettivo di ribaltare familismi e clientelismi che sono tipici del centrosinistra, dando risalto e priorità assoluta a merito, competenze, trasparenza».</p>
<p>Principi che Pisani ha già più volte ribadito nell’ambito dei numerosi incontri quotidiani che sta tenendo con i cittadini in tanti quartieri di Napoli e provincia a bordo del suo camper elettorale.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Cirielli.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5287" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Cirielli.png" alt="" width="443" height="350" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-tribunale-blocca-tre-nomine-illegittime-alla-regionepisani-procedure-opache-cambieremo-tutto/">Il Tribunale blocca tre nomine illegittime alla Regione/Pisani: procedure opache, cambieremo tutto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>PISANI / UN CAMPER IN CITTA&#8217; E PROVINCIA PER INCONTRARE I CITTADINI</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 07:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PISANI-camper.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5281" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PISANI-camper.png" alt="" width="425" height="507" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-un-camper-in-citta-e-provincia-per-incontrare-i-cittadini/">PISANI / UN CAMPER IN CITTA&#8217; E PROVINCIA PER INCONTRARE I CITTADINI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>AVVOCATI UOMINI ESCLUSI DAL BANDO DI CASSA FORENSE  PISANI: ENNESIMA, INACCETTABILE VIOLENZA</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 10:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>AVVOCATI UOMINI ESCLUSI DAL BANDO DI CASSA FORENSE  PISANI: ENNESIMA, INACCETTABILE VIOLENZA L&#8217;AVVOCATURA TUTELI TUTTI E TUTTE! NO ALLA DISCRIMINAZIONE DI GENERE             UN’ALTRA VIOLENZA: AVVOCATI UOMINI ESCLUSI DAL BANDO DI CASSA FORENSE </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/avvocati-uomini-esclusi-dal-bando-di-cassa-forense-pisani-ennesima-inaccettabile-violenza/">AVVOCATI UOMINI ESCLUSI DAL BANDO DI CASSA FORENSE  PISANI: ENNESIMA, INACCETTABILE VIOLENZA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong><span style="color: #0000ff">AVVOCATI UOMINI ESCLUSI DAL BANDO DI CASSA FORENSE </span></strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong><span style="color: #0000ff">PISANI: ENNESIMA, INACCETTABILE VIOLENZA</span></strong><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong><span style="color: #0000ff">L&#8217;AVVOCATURA TUTELI TUTTI E TUTTE!</span></strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong><span style="color: #0000ff"><br />
</span></strong></span></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-7.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4959" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-7.png" alt="" width="643" height="360" /></a></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><br />
</span></div>
<div><strong><span style="font-size: large">NO ALLA DISCRIMINAZIONE DI GENERE</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size: large">            UN’ALTRA VIOLENZA:</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size: large">AVVOCATI UOMINI ESCLUSI DAL BANDO DI CASSA FORENSE </span></strong></div>
<p><em><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-size: large"><br />
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		<title>CASO TEATRO SAN CARLO / LE SCUSE DEL TIMES</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 16:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>UNA SINTESI CRONOLOGICA DELLA VICENDA &#160; 14 FEBBRAIO 2025 &#8211; L’avvocato Angelo Pisani, difensore degli artisti del Coro del San Carlo diffamati dal Times, annuncia che i responsabili di offese ed infondate accuse contro onesti professionisti saranno portati sul banco degli imputati. «Ora – dichiara Pisani – intervenga il Ministro, si restituisca dignità e rispetto alle vittime di tanta violenza». &#8220;Il coro del San Carlo? Due famiglie mafiose rivali che, dopo una performance, si sono spedite a vicenda al pronto soccorso&#8221;. Questa incredibile ed infamante affermazione arriva da Edward Gardner, direttore della London Philharmonic Orchestra, e viene pubblicata sul prestigioso quotidiano britannico The Times. Un&#8217;accusa pesante, feroce, offensiva, che non si limita a gettare fango su tutti i professionisti del Real Teatro di San Carlo, ma richiama ancora una volta il solito, stantio luogo comune: Napoli e la criminalità, Napoli e la mafia, Napoli incapace di essere città d’arte e cultura senza il pregiudizio della delinquenza. &#160; Non fosse già abbastanza, la dichiarazione di Gardner ha scatenato conseguenze pesantissime: una commissione prefettizia sta ora indagando per verificare eventuali infiltrazioni mafiose all’interno del San Carlo. Perché si sa, se un importante direttore d’orchestra inglese lo dice in un&#8217;intervista su un giornale internazionale, allora qualcosa sotto ci sarà. Ma c’è un dettaglio non trascurabile: le prove dove sono? Gardner ha presentato una denuncia? Ha fornito testimonianze? Ha qualche riscontro oggettivo? Nulla di tutto ciò. Eppure le sue parole hanno già prodotto un effetto devastante e danni incalcolabili, creando una tempesta che sta travolgendo non solo coristi ed artisti, ma l’intera immagine del teatro lirico più antico del mondo ancora in attività. Ma come è possibile – ci si domanda – che un musicista straniero possa permettersi di parlare in questo modo degli artisti del San Carlo ed infangare il nome del prestigioso teatro senza che nessuno reagisca? Fatto sta che ad oggi è calato uno strano silenzio sulla notizia. «Oltre a difendere i diritti delle vittime partenopee – tuona Pisani – chiediamo di sapere se anche il teatro abbia intenzione di intraprendere un’azione legale per difendere l’onorabilità dei suoi lavoratori. Dall’altra parte, infatti, la risposta del sovrintendente del Teatro San Carlo si limita ad una dichiarazione di circostanza: la direzione attenderà gli esiti delle indagini prima di prendere posizione. In pratica, mentre i coristi sono travolti dal fango, il teatro aspetta. &#160; Se la direzione del Teatro temporeggia, gli artisti del coro del San Carlo, tutti definiti “mafiosi” sul giornale inglese, hanno deciso di non restare inerti. Finora già 56 su 75 membri del coro, insieme ad un tenore da poco in pensione, esterrefatti da tali generiche ed infamanti accuse, hanno invocato giustizia e conferito mandato all’avvocato Angelo Pisani per trascinare in tribunale Gardner e chiunque altro risulterà responsabile di questi film dell’errore/orrore. Una scelta inevitabile, per difendere il proprio nome e quello di un’istituzione che rappresenta la grandezza della cultura italiana nel mondo. &#160; L’avvocato Pisani va giù duro: «Prima di ogni altro il Gardner dovrà spiegare in tribunale queste offese vergognose e letali dell’immagine, della salute psico fisica e della professionalità di tanti artisti che la mafia non la guardano neanche in tv né sui giornali. A queste accuse – preannuncia il legale – che ledono non solo i coristi, ma il Real Teatro di San Carlo, la città di Napoli e l&#8217;Italia intera, seguirà una richiesta di risarcimento danni milionaria». «Non possiamo più accettare – rincara poi la dose Pisani – questi luoghi comuni beceri e discriminatori, né sfoghi sguaiati per mettersi in mostra parlando di Napoli e dell’arte partenopea. Se non riuscirà a provare le sue parole, Gardner dovrà risarcire ad ognuno il danno incalcolabile arrecato gratuitamente a persone perbene e ad una delle più prestigiose istituzioni culturali al mondo». &#160; «Gardner – aggiunge l’avvocato Pisani – ha tutto il diritto di avere le sue opinioni sulla musica, ma diffamare e lanciare accuse di mafiosità senza prove è un atto di estrema gravità. È inaccettabile che un teatro come il San Carlo, fondato nel 1737, modello per i più grandi teatri d’Europa, il teatro che ha incantato Stendhal, sia ora messo alla gogna sulla base di una frase detta con leggerezza. Eppure, l’effetto domino è già partito: il teatro è sotto indagine e l’ombra dell’infamia si allunga su chi ci lavora con passione e dedizione. Napoli è stanca di dover sempre rispondere alle solite accuse, di dover sempre dimostrare di essere qualcosa di diverso dallo stereotipo che gli altri vogliono imporre e, nonostante questo, battere Napoli è impossibile». &#160; Adesso la parola passa ai tribunali. Gardner dovrà rispondere delle sue affermazioni e spiegare dove ha visto tanti mafiosi come lui ha chiamato genericamente tutti gli artisti del Coro. «E stavolta, le prove, dovrà portarle lui, non solo bacchette e parole», avverte l’avvocato Pisani, che promette battaglia e giustizia per malcapitate vittime di questa incredibile vicenda. &#160; &#160; LE SCUSE DI GARDNER AGLI ARTISTI DEL SAN CARLO DOPO L’ANNUNCIO DELLE AZIONI LEGALI LA REPLICA DELL’AVVOCATO PISANI   &#160; 17 FEBBRAIO 2025 &#8211; In una nota inoltrata ieri alla stampa,  il maestro Edward Gardner si è scusato con gli artisti del Teatro San Carlo di Napoli, dopo che il Times aveva riportato sue dichiarazioni palesemente diffamatorie. «Desidero porgere le mie più sincere scuse agli Artisti del Coro del Teatro di San Carlo di Napoli &#8211; si legge nella nota &#8211;  per le mie recenti dichiarazioni rilasciate in un’intervista al The Times. Nutro profondo rispetto e sincera stima per il Coro e per ciascuno dei suoi componenti. Poco prima del mio arrivo a Napoli sono stato informato di una rissa avvenuta tra due Artisti del Coro appena fuori dal Teatro, che aveva portato al ricovero in ospedale di uno di loro. La notizia mi aveva sorpreso molto. Tuttavia, non era assolutamente mia intenzione suggerire che il Coro avesse legami con la mafia, e sono ben lieto di ritirare questa affermazione. Eseguire insieme la Nona di Beethoven, la scorsa estate a Ravello, è stata un’esperienza significativa che ha messo in luce il talento, la dedizione e il duro lavoro di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-teatro-san-carlo-le-scuse-del-times/">CASO TEATRO SAN CARLO / LE SCUSE DEL TIMES</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/San-Carlo-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4926" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/San-Carlo-1.png" alt="" width="453" height="305" /></a></p>
<p style="text-align: center"><strong>UNA SINTESI CRONOLOGICA DELLA VICENDA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>14 FEBBRAIO 2025 &#8211; L’avvocato Angelo Pisani, difensore degli artisti del Coro del San Carlo diffamati dal <em>Times</em>, annuncia che i responsabili di offese ed infondate accuse contro onesti professionisti saranno portati sul banco degli imputati. «Ora – dichiara Pisani – intervenga il Ministro, si restituisca dignità e rispetto alle vittime di tanta violenza».</strong></p>
<p>&#8220;Il coro del San Carlo? Due famiglie mafiose rivali che, dopo una performance, si sono spedite a vicenda al pronto soccorso&#8221;. Questa incredibile ed infamante affermazione arriva da Edward Gardner, direttore della <em>London Philharmonic Orchestra</em>, e viene pubblicata sul prestigioso quotidiano britannico <em>The Times</em>. Un&#8217;accusa pesante, feroce, offensiva, che non si limita a gettare fango su tutti i professionisti del Real Teatro di San Carlo, ma richiama ancora una volta il solito, stantio luogo comune: Napoli e la criminalità, Napoli e la mafia, Napoli incapace di essere città d’arte e cultura senza il pregiudizio della delinquenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non fosse già abbastanza, la dichiarazione di Gardner ha scatenato conseguenze pesantissime: una commissione prefettizia sta ora indagando per verificare eventuali infiltrazioni mafiose all’interno del San Carlo. Perché si sa, se un importante direttore d’orchestra inglese lo dice in un&#8217;intervista su un giornale internazionale, allora qualcosa sotto ci sarà.</p>
<p>Ma c’è un dettaglio non trascurabile: le prove dove sono? Gardner ha presentato una denuncia? Ha fornito testimonianze? Ha qualche riscontro oggettivo? Nulla di tutto ciò. Eppure le sue parole hanno già prodotto un effetto devastante e danni incalcolabili, creando una tempesta che sta travolgendo non solo coristi ed artisti, ma l’intera immagine del teatro lirico più antico del mondo ancora in attività. Ma come è possibile – ci si domanda – che un musicista straniero possa permettersi di parlare in questo modo degli artisti del San Carlo ed infangare il nome del prestigioso teatro senza che nessuno reagisca? Fatto sta che ad oggi è calato uno strano silenzio sulla notizia.</p>
<p>«Oltre a difendere i diritti delle vittime partenopee – tuona Pisani – chiediamo di sapere se anche il teatro abbia intenzione di intraprendere un’azione legale per difendere l’onorabilità dei suoi lavoratori. Dall’altra parte, infatti, la risposta del sovrintendente del Teatro San Carlo si limita ad una dichiarazione di circostanza: la direzione attenderà gli esiti delle indagini prima di prendere posizione. In pratica, mentre i coristi sono travolti dal fango, il teatro aspetta.</p>
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<p>Se la direzione del Teatro temporeggia, gli artisti del coro del San Carlo, tutti definiti “mafiosi” sul giornale inglese, hanno deciso di non restare inerti. Finora già 56 su 75 membri del coro, insieme ad un tenore da poco in pensione, esterrefatti da tali generiche ed infamanti accuse, hanno invocato giustizia e conferito mandato all’avvocato Angelo Pisani per trascinare in tribunale Gardner e chiunque altro risulterà responsabile di questi film dell’errore/orrore. Una scelta inevitabile, per difendere il proprio nome e quello di un’istituzione che rappresenta la grandezza della cultura italiana nel mondo.</p>
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<p>L’avvocato Pisani va giù duro: «Prima di ogni altro il Gardner dovrà spiegare in tribunale queste offese vergognose e letali dell’immagine, della salute psico fisica e della professionalità di tanti artisti che la mafia non la guardano neanche in tv né sui giornali. A queste accuse – preannuncia il legale – che ledono non solo i coristi, ma il Real Teatro di San Carlo, la città di Napoli e l&#8217;Italia intera, seguirà una richiesta di risarcimento danni milionaria».</p>
<p>«Non possiamo più accettare – rincara poi la dose Pisani – questi luoghi comuni beceri e discriminatori, né sfoghi sguaiati per mettersi in mostra parlando di Napoli e dell’arte partenopea. Se non riuscirà a provare le sue parole, Gardner dovrà risarcire ad ognuno il danno incalcolabile arrecato gratuitamente a persone perbene e ad una delle più prestigiose istituzioni culturali al mondo».</p>
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<p>«Gardner – aggiunge l’avvocato Pisani – ha tutto il diritto di avere le sue opinioni sulla musica, ma diffamare e lanciare accuse di mafiosità senza prove è un atto di estrema gravità. È inaccettabile che un teatro come il San Carlo, fondato nel 1737, modello per i più grandi teatri d’Europa, il teatro che ha incantato Stendhal, sia ora messo alla gogna sulla base di una frase detta con leggerezza. Eppure, l’effetto domino è già partito: il teatro è sotto indagine e l’ombra dell’infamia si allunga su chi ci lavora con passione e dedizione. Napoli è stanca di dover sempre rispondere alle solite accuse, di dover sempre dimostrare di essere qualcosa di diverso dallo stereotipo che gli altri vogliono imporre e, nonostante questo, battere Napoli è impossibile».</p>
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<p>Adesso la parola passa ai tribunali. Gardner dovrà rispondere delle sue affermazioni e spiegare dove ha visto tanti mafiosi come lui ha chiamato genericamente tutti gli artisti del Coro. «E stavolta, le prove, dovrà portarle lui, non solo bacchette e parole», avverte l’avvocato Pisani, che promette battaglia e giustizia per malcapitate vittime di questa incredibile vicenda.</p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/San-Carlo-2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4927" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/San-Carlo-2.png" alt="" width="520" height="258" /></a></p>
<p align="center"><strong>LE SCUSE DI GARDNER AGLI ARTISTI DEL SAN CARLO DOPO L’ANNUNCIO DELLE AZIONI LEGALI</strong></p>
<p align="center"><strong>LA REPLICA DELL’AVVOCATO PISANI</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
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<p>17 FEBBRAIO 2025 &#8211; In una nota inoltrata ieri alla stampa,  il maestro Edward Gardner si è scusato con gli artisti del Teatro San Carlo di Napoli, dopo che il <em>Times</em> aveva riportato sue dichiarazioni palesemente diffamatorie.</p>
<p>«Desidero porgere le mie più sincere scuse agli Artisti del Coro del Teatro di San Carlo di Napoli &#8211; si legge nella nota &#8211;  per le mie recenti dichiarazioni rilasciate in un’intervista al <em>The Times</em>. Nutro profondo rispetto e sincera stima per il Coro e per ciascuno dei suoi componenti. Poco prima del mio arrivo a Napoli sono stato informato di una rissa avvenuta tra due Artisti del Coro appena fuori dal Teatro, che aveva portato al ricovero in ospedale di uno di loro. La notizia mi aveva sorpreso molto. Tuttavia, non era assolutamente mia intenzione suggerire che il Coro avesse legami con la mafia, e sono ben lieto di ritirare questa affermazione.</p>
<p>Eseguire insieme la Nona di Beethoven, la scorsa estate a Ravello, è stata un’esperienza significativa che ha messo in luce il talento, la dedizione e il duro lavoro di questa compagine artistica. Mi rammarico profondamente se le mie parole hanno lasciato intendere il contrario, perché ho avuto modo di constatare personalmente la professionalità e l’eccellenza di questo coro. Desidero ribadire quanto apprezzi e rispetti ciascuno dei suoi membri».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>LA REPLICA DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI, DIFENSORE DEGLI ARTISTI DEL SAN CARLO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedo che la mia prima domanda stragiudiziale di scuse è stata accolta dal famoso direttore d’orchestra. Gardner, però, deve rendersi conto anche di aver procurato danni incalcolabili, di cui pare essersi pentito un mese dopo, ma ciò non significa che la controversia possa finire qui, i danni non sono stati provocati da un bambino o da “topolino”, quindi vanno anche risarciti come per legge. Ci aspettiamo, in via conciliativa, un&#8217;offerta risarcitoria per evitare inutili e costosi processi e, soprattutto, un risarcimento idoneo per tutte le vittime che sia anche da esempio per tutti. Non è pensabile di poter compiere un  atto illecito e poi cavarsela solo con delle scuse, sarebbe un messaggio sbagliato e pericoloso per il futuro di tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per evitare futuri episodi emulativi e per educare alla legalità, nelle more di un incontro con il responsabile di tutto quanto accaduto, i responsabili del <em>Times</em> devono cancellare immediatamente il link dal web, se davvero si intende risolvere bonariamente la controversia.</p>
<p>Ci aspettiamo dunque, ad horas, che si oscuri e si cancelli ovunque, nel web e dal sito de <em>The Times</em>, corresponsabile di tutti i danni, la grave diffamazione perpetrata a livello internazionale in danno della cultura, immagine, dignità e professionalità degli artisti italiani. Inoltre ci aspettiamo che lo stesso Gardner invii le sue scuse personali non solo alla stampa ma soprattutto alle vittime, al Teatro San Carlo e alla Prefettura di Napoli, spiegando che non è necessario attivare ispezioni antimafia nel San Carlo così come la burocrazia ha annunciato.</p>
<p>Da avvocato ero sicuro che bisognava salvare il salvabile ed agire subito, inchiodando i colpevoli alle loro responsabilità. Aggiungo che  le istituzioni preposte avrebbero dovuto denunciarli immediatamente.</p>
<p>Il risarcimento dovrà essere pari alle offese arrecate e questo vale per chiunque  sfrutti negativamente il marchio Napoli e offenda addirittura anche la cultura e i valori del nostro territorio.</p>
<p>Per inciso, speriamo che anche il direttore di <em>The Times</em> chieda scusa subito, come l’autore, della grave diffamazione da me denunciata, visto che la fonte è completamente errata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><strong> 24 FEBBRAIO 2025</strong></p>
<p align="center"><strong>IL “THE TIMES” RITRATTA DOPO OLTRE 40 GIORNI DI DIFFAMAZIONI</strong></p>
<p align="center"><strong> L’AVVOCATO PISANI ANNUNCIA LE DOVUTE AZIONI PER TUTELARE </strong></p>
<p align="center"><strong>GLI ARTISTI DEL TEATRO SAN CARLO</strong></p>
<p>Solo oggi, dopo oltre 40 giorni di ingiusta e gratuita diffamazione nei confronti degli artisti del coro del Teatro San Carlo di Napoli, il quotidiano inglese <em>The Times</em> ha finalmente cancellato la diffamazione di Gadner e pubblicato una dichiarazione ufficiale con cui riporta la ritrattazione e le scuse del direttore <strong>Edward Gardner </strong>per le affermazioni contenute in una precedente versione di un’intervista.</p>
<p>L’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, che ha rappresentato e difeso con fermezza l’onore e la dignità degli artisti napoletani, dopo reiterate richiesta di cancellazione illeciti dal web, accoglie questa ritrattazione come un primo passo verso la giustizia, ma sottolinea che la questione non può considerarsi chiusa.</p>
<p>«Prendiamo atto della rettifica e della cancellazione ad opera del giornale inglese delle dichiarazioni illegittime di Gardner, ma il danno arrecato è incalcolabile. Gli artisti del San Carlo sono stati ingiustamente colpiti da un attacco mediatico lesivo della loro immagine, dignità e professionalità, e ciò non può essere semplicemente archiviato con una tardiva smentita, o scuse del Gardner solo con un comunicato al San Carlo. La legge prevede il giusto risarcimento per le vittime di tali diffamazioni, e continueremo a lottare affinché la verità e la dignità di questi professionisti siano pienamente ripristinate e la giustizia rimanga scritta nero su bianco, oltre a difendere la legalità».</p>
<p>Gli avvocati <strong>Angelo e Sergio Pisani</strong> e il loro team legale continueranno quindi a perseguire tutte le vie necessarie affinché gli artisti del San Carlo ottengano il dovuto riconoscimento per il danno subito e affinché episodi di questo genere non si ripetano in futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Natale 2012: Nero e pericoloso. Per evitare tragedie necessarie sospensione controllata delle azioni esecutive, moratoria e provvedimenti seri del governo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 12:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Quest’anno il Natale, oltre che nero, sarà estremamente triste e pericoloso per milioni di cittadini. Non più la spensieratezza di tavole imbandite e la gioia di regalare bei giochi ai propri  bambini. La forte epidemia di licenziamenti, come lo scandalo dellilva, l’aumento impressionante dei disoccupati, che, secondo le recenti statistiche, ad oggi si attesta al 10,6%, percentuale destinata purtroppo a salire per il 2013, di precari, che ha registrato nel 2012 un incremento del 21,4% rispetto al 2008, e  di cassaintegrati, che ha raggiunto numeri impressionanti, e le impossibilità per questi di far fronte, oltre alla sopravvivenza quotidiana, alle obbligazioni assunte, anche in passato prima della crisi, con banche, finanziarie e con Equitalia, che la disastrata situazione attuale rende impossibile da pagare, portano i contribuenti italiani ad una condizione di totale disperazione che bisogna subito arrestare prima di trovarci dinnanzi all’ennesima tragedia”. Ad affermarlo nel corso di una riunione del network studi anticrisi è l’avvocato Angelo Pisani, presidente del Movimento AntiEquitalia e leader dell’associazione NoiConsumatori, il quale, soffermandosi sulle reiterate richieste di aiuto dei contribuenti  e sull’aumento delle condizioni di disagio e sulle difficoltà che il popolo italiano continua a subire a causa di “una crisi senza eguali e un malgoverno che ha fatto chiudere le aziende, ha gettato in mezzo alla strada milioni di famiglie e nega il futuro ai giovani” e sulle problematiche legate alle metodologie usate da Equitalia “che non dà tregua e respiro ai contribuenti tartassati e vessati”, ha ribadito che: “ per evitare e prevenire altre tragedie e disordini il Governo deve intervenire d’urgenza con una sospensione controllata delle azioni esecutive, una moratoria e dei provvedimenti ad hoc di gestione dei debiti per agevolare gente che oramai non ha più niente da perdere. Bisogna agire subito senza se e senza ma, non c’è più tempo da perdere”.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/natale-2012-nero-e-pericoloso-per-evitare-tragedie-necessarie-sospensione-controllata-delle-azioni-esecutive-moratoria-e-provvedimenti-seri-del-governo/">Natale 2012: Nero e pericoloso. Per evitare tragedie necessarie sospensione controllata delle azioni esecutive, moratoria e provvedimenti seri del governo</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Quest’anno il Natale, oltre che nero, sarà estremamente triste e pericoloso per milioni di cittadini. Non più la spensieratezza di tavole imbandite e la gioia di regalare bei giochi ai propri  bambini. La forte epidemia di licenziamenti, come lo scandalo dellilva, l’aumento impressionante dei disoccupati, che, secondo le recenti statistiche, ad oggi si attesta al 10,6%, percentuale destinata purtroppo a salire per il 2013, di precari, che ha registrato nel 2012 un incremento del 21,4% rispetto al 2008, e  di cassaintegrati, che ha raggiunto numeri impressionanti, e le impossibilità per questi di far fronte, oltre alla sopravvivenza quotidiana, alle obbligazioni assunte, anche in passato prima della crisi, con banche, finanziarie e con Equitalia, che la disastrata situazione attuale rende impossibile da pagare, portano i contribuenti italiani ad una condizione di totale disperazione che bisogna subito arrestare prima di trovarci dinnanzi all’ennesima tragedia”.</p>
<p>Ad affermarlo nel corso di una riunione del network studi anticrisi è l’avvocato Angelo Pisani, presidente del Movimento AntiEquitalia e leader dell’associazione NoiConsumatori, il quale, soffermandosi sulle reiterate richieste di aiuto dei contribuenti  e sull’aumento delle condizioni di disagio e sulle difficoltà che il popolo italiano continua a subire a causa di “una crisi senza eguali e un malgoverno che ha fatto chiudere le aziende, ha gettato in mezzo alla strada milioni di famiglie e nega il futuro ai giovani” e sulle problematiche legate alle metodologie usate da Equitalia “che non dà tregua e respiro ai contribuenti tartassati e vessati”, ha ribadito che: “ per evitare e prevenire altre tragedie e disordini il Governo deve intervenire d’urgenza con una sospensione controllata delle azioni esecutive, una moratoria e dei provvedimenti ad hoc di gestione dei debiti per agevolare gente che oramai non ha più niente da perdere. Bisogna agire subito senza se e senza ma, non c’è più tempo da perdere”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/natale-2012-nero-e-pericoloso-per-evitare-tragedie-necessarie-sospensione-controllata-delle-azioni-esecutive-moratoria-e-provvedimenti-seri-del-governo/">Natale 2012: Nero e pericoloso. Per evitare tragedie necessarie sospensione controllata delle azioni esecutive, moratoria e provvedimenti seri del governo</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il danneggiato deve provare l&#8217;incidenza dei postumi sulla sua attivit</title>
		<link>https://angelopisani.it/il-danneggiato-deve-provare-lincidenza-dei-postumi-sulla-sua-attivita-lavorativa/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 09:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO DEL LAVORO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Spetta al soggetto danneggiato provare l&#8217;incidenza dei postumi da sinistro stradale sulla sua attività lavorativa, presente e futura. Lo ha stabilito la Sesta Sezione Civile &#8211; 3 della Corte di Cassazione, con l&#8217;ordinanza 10 luglio 2012, n. 11516. Il caso vedeva un uomo perdere il controllo della sua motocicletta mentre affrontava una curva a visuale preclusa; una volta finito a terra, urtava con la testa contro lo spigolo anteriore sinistro dell’auto che proveniva dalla direzione opposta, e veniva investito da un motociclista che viaggiava appena dietro di lui. La Corte d&#8217;Appello di Trieste, in parziale riforma della sentenza di primo grado, rideterminava la corresponsabilità nella produzione del sinistro nella misura del 70% in capo al danneggiato e per il restante 30% in capo all’altro motociclista coinvolto nel sinistro stradale e rigettava la richiesta di riconoscimento del danno patrimoniale da diminuzione della capacità lavorativa. Per quanto attiene proprio al profilo del risarcimento del danno patrimoniale da diminuzione della capacità lavorativa, l&#8217;orientamento dominante in giurisprudenza, richiamato dal giudice nomofilattico, evidenzia come tra la lesione della salute e la diminuzione della capacità di guadagno non sussista alcun rigido automatismo; in particolare, il danneggiato ha l&#8217;onere di provare l&#8217;incidenza dei postumi sulla sua attività di lavoro attuale o futura, nonché &#8211; ove possibile &#8211; la contrazione dei redditi ovvero la presumibile anticipata cessazione dell&#8217;attività lavorativa o la preclusione dello svolgimento di attività più remunerative. Tornando al caso di specie, &#8220;trattandosi di soggetto impiegato in attività lavorativa stabile al momento del sinistro, proseguita anche in data successiva a questo, ed essendo decorso un notevole lasso di tempo dalla data dell&#8217;incidente, bene avrebbe potuto il danneggiato fornire, per il tramite delle dichiarazioni dei redditi ovvero altrimenti, la prova dell&#8217;avvenuta contrazione dei guadagni ovvero fornire, tramite prova documentale o testimoniale, elementi idonei a sorreggere la presunzione della contrazione futura del reddito da lavoro&#8220;. Il ricorrente, al contrario, non solo non aveva provato l&#8217;ammontare del reddito percepito prima e/o dopo il sinistro, né per il tramite della documentazione fiscale né altrimenti, ma non aveva nemmeno dimostrato la concreta incidenza della ridotta capacità lavorativa sulla percezione del reddito da lavoro autonomo.  http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?il-danneggiato-deve-provare-incidenza-dei-postumi-sulla-sua-attivita-lavorativa-633ce0619bba78e701626682e1243c61</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-danneggiato-deve-provare-lincidenza-dei-postumi-sulla-sua-attivita-lavorativa/">Il danneggiato deve provare l&#8217;incidenza dei postumi sulla sua attivit</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://1.bp.blogspot.com/-ufgUJnCQ078/UEhqIRqEjLI/AAAAAAAAOJ0/7chk1VioJTE/s1600/martello-giudice_t.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-ufgUJnCQ078/UEhqIRqEjLI/AAAAAAAAOJ0/7chk1VioJTE/s1600/martello-giudice_t.jpg" /></a>Spetta al soggetto danneggiato provare l&#8217;incidenza dei postumi da  sinistro stradale sulla sua attività lavorativa, presente e futura. Lo  ha stabilito la Sesta Sezione Civile &#8211; 3 della Corte di Cassazione, con  l&#8217;ordinanza 10 luglio 2012, n. 11516. </div>
<div style="text-align: justify;"> Il caso vedeva un uomo perdere il controllo della sua motocicletta  mentre affrontava una curva a visuale preclusa; una volta finito a  terra, urtava con la testa contro lo spigolo anteriore sinistro  dell’auto che proveniva dalla direzione opposta, e veniva investito da  un motociclista che viaggiava appena dietro di lui. La Corte d&#8217;Appello  di Trieste, in parziale riforma della sentenza di primo grado,  rideterminava la corresponsabilità nella produzione del sinistro nella  misura del 70% in capo al danneggiato e per il restante 30% in capo  all’altro motociclista coinvolto nel sinistro stradale e rigettava la  richiesta di riconoscimento del danno patrimoniale da diminuzione della  capacità lavorativa.</div>
<div style="text-align: justify;"> Per quanto attiene proprio al profilo del risarcimento del danno  patrimoniale da diminuzione della capacità lavorativa, l&#8217;orientamento  dominante in giurisprudenza, richiamato dal giudice nomofilattico,  evidenzia come <b>tra la lesione della salute e la diminuzione della  capacità di guadagno non sussista alcun rigido automatismo; in  particolare, il danneggiato ha l&#8217;onere di provare l&#8217;incidenza dei  postumi sulla sua attività di lavoro attuale o futura, nonché &#8211; ove  possibile &#8211; la contrazione dei redditi ovvero la presumibile anticipata  cessazione dell&#8217;attività lavorativa o la preclusione dello svolgimento  di attività più remunerative</b>.</div>
<div style="text-align: justify;"> Tornando al caso di specie, &#8220;<em>trattandosi di soggetto impiegato in  attività lavorativa stabile al momento del sinistro, proseguita anche in  data successiva a questo, ed essendo decorso un notevole lasso di tempo  dalla data dell&#8217;incidente, bene avrebbe potuto il danneggiato fornire,  per il tramite delle dichiarazioni dei redditi ovvero altrimenti, la  prova dell&#8217;avvenuta contrazione dei guadagni ovvero fornire, tramite  prova documentale o testimoniale, elementi idonei a sorreggere la  presunzione della contrazione futura del reddito da lavoro</em>&#8220;. Il  ricorrente, al contrario, non solo non aveva provato l&#8217;ammontare del  reddito percepito prima e/o dopo il sinistro, né per il tramite della  documentazione fiscale né altrimenti, ma non aveva nemmeno dimostrato la  concreta incidenza della ridotta capacità lavorativa sulla percezione  del reddito da lavoro autonomo.</div>
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<div style="text-align: justify;"> http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?il-danneggiato-deve-provare-incidenza-dei-postumi-sulla-sua-attivita-lavorativa-633ce0619bba78e701626682e1243c61</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-danneggiato-deve-provare-lincidenza-dei-postumi-sulla-sua-attivita-lavorativa/">Il danneggiato deve provare l&#8217;incidenza dei postumi sulla sua attivit</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Si alla sanzione amministrativa se il datore di lavoro reintegra &#8220;parzialmente&#8221; il lavoratore</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 09:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO DEL LAVORO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9965 del 18 giugno 2012, ha affermato che sussiste l&#8217;applicabilità della sanzione di cui all&#8217;ultimo comma dell&#8217;articolo 18 della legge 300/70 nel caso in cui il datore di lavoro &#8211; accertata l&#8217;illegittimità del licenziamento disposto nei confronti di due suoi dipendenti, nonché dirigenti sindacali aziendali e ordinata la loro reintegrazione nel posto di lavoro &#8211; corrisponde ai lavoratori reintegrati la retribuzione e ne consente l&#8217;ingresso in azienda per svolgere le funzioni di dirigenti sindacali, ma non consente loro di riprendere l&#8217;attività lavorativa. Nella fattispecie l&#8217;INPS ha ritenuto che il comportamento della società non fosse conforme alla legge ed ha, di conseguenza, applicato la sanzione prevista dall&#8217;ultimo comma dell&#8217;art. 18, mediante l&#8217;emissione di cartelle esattoriali; il Tribunale prima e la Corte d&#8217;appello poi, hanno dato ragione all&#8217;INPS, affermando che il comportamento della società non con figura &#8220;un reale adempimento dell&#8217;ordine di reintegrazione&#8221; contenuto nella sentenza passata in giudicato perché l&#8217;adempimento del contratto di lavoro da parte del datore di lavoro, cui è strumentale l&#8217;obbligo di reintegrazione, implica che al lavoratore venga consentito di rendere la prestazione, che non è solo un obbligo ma anche un diritto. La Società datrice di lavoro propone ricorso in Cassazione sostenendo che l&#8217;ordine di reintegrazione non è coercibile e da tale affermazione desume che il rifiuto da parte del datore di lavoro di accettare la prestazione lavorativa è legittimo, traendone la conseguenza che non è applicabile il decimo comma dell&#8217;art. 18 secondo cui il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza o all&#8217;ordinanza è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all&#8217;importo della retribuzione dovuta al lavoratore. La Suprema Corte, rigettando il ricorso, precisa che l&#8217;ordine di reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato non è suscettibile di esecuzione specifica, in quanto l&#8217;esecuzione in forma specifica è possibile per le obbligazioni di fare di natura fungibile &#8220;mentre la reintegrazione nel posto di lavoro comporta non soltanto la riammissione dei lavoratore nell&#8217;azienda (e cioè un comportamento riconducibile ad un semplice &#8216;pati&#8217;) ma anche un indispensabile ed insostituibile comportamento attivo del datore di lavoro di carattere organizzativo-funzionale, consistente, fra l&#8217;altro, nell&#8217;impartire al dipendente le opportune direttive, nell&#8217;ambito di una relazione di reciproca ed infungibile collaborazione. Se tale affermazione in ordine alla incoercibilità è fondata, non è invece condivisibile la conseguenza che la società ricorrente propone di trarne e cioè che l&#8217;incoercibilità comporti la non applicabilità della sanzione specifica prevista dal decimo comma dell&#8217;art. 18 poiché tale disposizione non è collegata alla coercibilità dell&#8217;ordine di reintegrazione, ma semplicemente alla ‘inottemperanza&#8217; dell&#8217;ordine stesso.&#8221;. Si legge nella sentenza &#8220;&#8216;Reintegrare&#8217; significa &#8216;restituire in integro&#8217;: cioè riportare nella condizione di pienezza del diritto leso, comprensiva di tutti i profili, tanto economici che non economici. Questa integralità della posizione da ripristinare insita nel concetto di reintegrazione è poi ulteriormente rafforzata dall&#8217;utilizzo della espressione &#8216;nel posto di lavoro&#8217;, che esclude ogni dubbio sul fatto che la ricostruzione debba riguardare l&#8217;integralità della posizione del lavoratore e non solo i profili retributivi ed eventualmente sindacali.&#8221;. Incoercibilità in forma specifica &#8211; affermano i giudici di legittimità &#8211; non significa che l&#8217;obbligo di reintegrazione possa considerarsi ottemperato con il mero pagamento della retribuzione né deve ritenersi che ineseguibilità in forma specifica significhi esenzione da qualsiasi sanzione anzi, è proprio questo il campo in cui vengono utilizzati strumenti di coercizione &#8216;indiretta&#8217; per indurre all&#8217;adempimento l&#8217;obbligato, mediante il pagamento di una somma da versare qualora rifiuti di ottemperare all&#8217;ordine del giudice di eseguire la prestazione dovuta.  http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12092.asp</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/si-alla-sanzione-amministrativa-se-il-datore-di-lavoro-reintegra-parzialmente-il-lavoratore/">Si alla sanzione amministrativa se il datore di lavoro reintegra &#8220;parzialmente&#8221; il lavoratore</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-u_YZFl972YE/T-LvUWpOS3I/AAAAAAAANog/f7DkxLXAqqk/s1600/cass.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" height="212" src="http://4.bp.blogspot.com/-u_YZFl972YE/T-LvUWpOS3I/AAAAAAAANog/f7DkxLXAqqk/s320/cass.jpg" width="320" /></a>La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9965 del 18 giugno 2012, ha  affermato che sussiste l&#8217;applicabilità della sanzione di cui all&#8217;ultimo  comma dell&#8217;articolo 18 della legge 300/70 nel caso in cui il datore di  lavoro &#8211; accertata l&#8217;illegittimità del licenziamento disposto nei  confronti di due suoi dipendenti, nonché dirigenti sindacali aziendali e  ordinata la loro reintegrazione nel posto di lavoro &#8211; corrisponde ai  lavoratori reintegrati la retribuzione e ne consente l&#8217;ingresso in  azienda per svolgere le funzioni di dirigenti sindacali, ma non consente  loro di riprendere l&#8217;attività lavorativa.  Nella fattispecie l&#8217;INPS ha ritenuto che il comportamento della società  non fosse conforme alla legge ed ha, di conseguenza, applicato la  sanzione prevista dall&#8217;ultimo comma dell&#8217;art. 18, mediante l&#8217;emissione  di cartelle esattoriali; il Tribunale prima e la Corte d&#8217;appello poi,  hanno dato ragione all&#8217;INPS, affermando che il comportamento della  società non con figura &#8220;un reale adempimento dell&#8217;ordine di  reintegrazione&#8221; contenuto nella sentenza passata in giudicato perché  l&#8217;adempimento del contratto di lavoro da parte del datore di lavoro, cui  è strumentale l&#8217;obbligo di reintegrazione, implica che al lavoratore  venga consentito di rendere la prestazione, che non è solo un obbligo ma  anche un diritto. La Società datrice di lavoro propone ricorso in Cassazione sostenendo  che l&#8217;ordine di reintegrazione non è coercibile e da tale affermazione  desume che il rifiuto da parte del datore di lavoro di accettare la  prestazione lavorativa è legittimo, traendone la conseguenza che non è  applicabile il decimo comma dell&#8217;art. 18 secondo cui il datore di lavoro  che non ottempera alla sentenza o all&#8217;ordinanza è tenuto anche, per  ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento  pensioni di una somma pari all&#8217;importo della retribuzione dovuta al  lavoratore. La Suprema Corte, rigettando il ricorso, precisa che l&#8217;ordine di  reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato non è  suscettibile di esecuzione specifica, in quanto l&#8217;esecuzione in forma  specifica è possibile per le obbligazioni di fare di natura fungibile  &#8220;mentre la reintegrazione nel posto di lavoro comporta non soltanto la  riammissione dei lavoratore nell&#8217;azienda (e cioè un comportamento  riconducibile ad un semplice &#8216;pati&#8217;) ma anche un indispensabile ed  insostituibile comportamento attivo del datore di lavoro di carattere  organizzativo-funzionale, consistente, fra l&#8217;altro, nell&#8217;impartire al  dipendente le opportune direttive, nell&#8217;ambito di una relazione di  reciproca ed infungibile collaborazione. Se tale affermazione in ordine  alla incoercibilità è fondata, non è invece condivisibile la conseguenza  che la società ricorrente propone di trarne e cioè che l&#8217;incoercibilità  comporti la non applicabilità della sanzione specifica prevista dal  decimo comma dell&#8217;art. 18 poiché tale disposizione non è collegata alla  coercibilità dell&#8217;ordine di reintegrazione, ma semplicemente alla  ‘inottemperanza&#8217; dell&#8217;ordine stesso.&#8221;. Si legge nella sentenza &#8220;&#8216;Reintegrare&#8217; significa &#8216;restituire in  integro&#8217;: cioè riportare nella condizione di pienezza del diritto leso,  comprensiva di tutti i profili, tanto economici che non economici.  Questa integralità della posizione da ripristinare insita nel concetto  di reintegrazione è poi ulteriormente rafforzata dall&#8217;utilizzo della  espressione &#8216;nel posto di lavoro&#8217;, che esclude ogni dubbio sul fatto che  la ricostruzione debba riguardare l&#8217;integralità della posizione del  lavoratore e non solo i profili retributivi ed eventualmente  sindacali.&#8221;. Incoercibilità in forma specifica &#8211; affermano i giudici di legittimità &#8211;  non significa che l&#8217;obbligo di reintegrazione possa considerarsi  ottemperato con il mero pagamento della retribuzione né deve ritenersi  che ineseguibilità in forma specifica significhi esenzione da qualsiasi  sanzione anzi, è proprio questo il campo in cui vengono utilizzati  strumenti di coercizione &#8216;indiretta&#8217; per indurre all&#8217;adempimento  l&#8217;obbligato, mediante il pagamento di una somma da versare qualora  rifiuti di ottemperare all&#8217;ordine del giudice di eseguire la prestazione  dovuta.</div>
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<div style="text-align: justify;"> http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12092.asp</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/si-alla-sanzione-amministrativa-se-il-datore-di-lavoro-reintegra-parzialmente-il-lavoratore/">Si alla sanzione amministrativa se il datore di lavoro reintegra &#8220;parzialmente&#8221; il lavoratore</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Licenziamento disciplinare, il datore può sentire il dipendente anche in luogo diverso dalla sede di lavoro e fuori dell&#8217;orario di impiego</title>
		<link>https://angelopisani.it/licenziamento-disciplinare-il-datore-puo-sentire-il-dipendente-anche-in-luogo-diverso-dalla-sede-di-lavoro-e-fuori-dellorario-di-impiego/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 09:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO DEL LAVORO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Ai sensi dell&#8217;art. 7, secondo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, in caso di irrogazione di licenziamento disciplinare, il lavoratore ha diritto, qualora ne abbia fatto richiesta, ad essere sentito oralmente dal datore di lavoro; tuttavia, ove il datore, a seguito di tale richiesta, abbia convocato il lavoratore, questi non ha diritto ad un diverso incontro limitandosi ad addurre una mera disagevole o sgradita possibilità di presenziare, poiché l&#8217;obbligo di accogliere la richiesta del lavoratore sussiste solo ove la stessa risponda ad un&#8217;esigenza difensiva non altrimenti tutelabile.&#8221;. E&#8217; quanto affermato dalla Corte di Casszione che, con sentenza n. 8845 del 1 giugno 2012, ha rigettato il ricorso proposto da un lavoratore, licenziato a seguito di una reiterata serie di infrazioni disciplinari (insubordinazione, ritardo nelle consegne, accunulo di giacenza, ritardi o assenze sul lavoro), il quale sosteneva la violazione del procedimento previsto dall&#8217;art. 7 della L. 300/70, in quanto aveva chiesto di essere sentito a sua difesa durante l&#8217;orario di lavoro e presso la sua sede di lavoro e l&#8217;azienda aveva disatteso tale richiesta. La Suprema Corte precisa che, nell&#8217;ambito di un licenziamento per motivi disciplinari, il datore di lavoro non ha l&#8217;obbligo di ascoltare il dipendente che ne abbia fatto richiesta nella sua sede e nell&#8217;orario di lavoro ma può convocarlo anche altrove e fuori dell&#8217;orario di impiego purché ciò, per le difficoltà del caso, non si traduca in un violazione del diritto di difesa. Nella specie &#8211; precisano i giudici di legittimità &#8211; non sono stati evidenziati elementi per ritenere che la convocazione presso gli uffici preposti, secondo l&#8217;accertamento del giudice di merito, alla gestione del procedimento disciplinare, alle ore 14,30 (e dunque mezz&#8217;ora dopo la fine del turno di lavoro), rendessero difficile o gravoso l&#8217;esercizio del diritto di difesa. In merito poi alla presunta illegittimità della sanzione irrogata &#8211; si legge nella sentenza &#8211; la corte di merito ha correttamente ritenuto che i fatti addebitati, correttamente valutati nel loro complesso alla luce dell&#8217;istruttoria espletata, dimostrassero un pervicace ritardo nell&#8217;esecuzione della prestazione e delle direttive ricevute da parte del dipendente, connotato anche da un palese ostruzionismo nello svolgimento dei compiti affidatigli, manifestatosi anche attraverso la meticolosa pesatura della corrispondenza con rimozione di missive eccedenti di pochi grammi il peso convenuto, causando notevoli disservizi. Trattasi di accertamento di fatto logico e correttamente motivato, e pertanto insindacabile in questa sede di legittimità. Va inoltre considerato che in tema di licenziamento per giusta causa, spetta unicamente al giudice del merito -e non può essere sindacato in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici o giuridici &#8211; l&#8217;accertamento che il fatto addebitato sia di gravità tale da integrare la fattispecie di cui all&#8217;art. 2119 cod. civ.&#8221;. http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12028.asp</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/licenziamento-disciplinare-il-datore-puo-sentire-il-dipendente-anche-in-luogo-diverso-dalla-sede-di-lavoro-e-fuori-dellorario-di-impiego/">Licenziamento disciplinare, il datore può sentire il dipendente anche in luogo diverso dalla sede di lavoro e fuori dell&#8217;orario di impiego</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-Z4Y8n7nD1gs/T83V_WGlzAI/AAAAAAAANN8/8OxZgas7CMY/s1600/Martello_giudice.png" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" height="301" src="http://4.bp.blogspot.com/-Z4Y8n7nD1gs/T83V_WGlzAI/AAAAAAAANN8/8OxZgas7CMY/s320/Martello_giudice.png" width="320" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Ai sensi dell&#8217;art. 7, secondo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, in caso di irrogazione di licenziamento disciplinare, il lavoratore ha diritto, qualora ne abbia fatto richiesta, ad essere sentito oralmente dal datore di lavoro; tuttavia, ove il datore, a seguito di tale richiesta, abbia convocato il lavoratore, questi non ha diritto ad un diverso incontro limitandosi ad addurre una mera disagevole o sgradita possibilità di presenziare, poiché l&#8217;obbligo di accogliere la richiesta del lavoratore sussiste solo ove la stessa risponda ad un&#8217;esigenza difensiva non altrimenti tutelabile.&#8221;. E&#8217; quanto affermato dalla Corte di Casszione che, con sentenza n. 8845 del 1 giugno 2012, ha rigettato il ricorso proposto da un lavoratore, licenziato a seguito di una reiterata serie di infrazioni disciplinari (insubordinazione, ritardo nelle consegne, accunulo di giacenza, ritardi o assenze sul lavoro), il quale sosteneva la violazione del procedimento previsto dall&#8217;art. 7 della L. 300/70, in quanto aveva chiesto di essere sentito a sua difesa durante l&#8217;orario di lavoro e presso la sua sede di lavoro e l&#8217;azienda aveva disatteso tale richiesta. La Suprema Corte precisa che, nell&#8217;ambito di un licenziamento per motivi disciplinari, il datore di lavoro non ha l&#8217;obbligo di ascoltare il dipendente che ne abbia fatto richiesta nella sua sede e nell&#8217;orario di lavoro ma può convocarlo anche altrove e fuori dell&#8217;orario di impiego purché ciò, per le difficoltà del caso, non si traduca in un violazione del diritto di difesa. Nella specie &#8211; precisano i giudici di legittimità &#8211; non sono stati evidenziati elementi per ritenere che la convocazione presso gli uffici preposti, secondo l&#8217;accertamento del giudice di merito, alla gestione del procedimento disciplinare, alle ore 14,30 (e dunque mezz&#8217;ora dopo la fine del turno di lavoro), rendessero difficile o gravoso l&#8217;esercizio del diritto di difesa. In merito poi alla presunta illegittimità della sanzione irrogata &#8211; si legge nella sentenza &#8211; la corte di merito ha correttamente ritenuto che i fatti addebitati, correttamente valutati nel loro complesso alla luce dell&#8217;istruttoria espletata, dimostrassero un pervicace ritardo nell&#8217;esecuzione della prestazione e delle direttive ricevute da parte del dipendente, connotato anche da un palese ostruzionismo nello svolgimento dei compiti affidatigli, manifestatosi anche attraverso la meticolosa pesatura della corrispondenza con rimozione di missive eccedenti di pochi grammi il peso convenuto, causando notevoli disservizi. Trattasi di accertamento di fatto logico e correttamente motivato, e pertanto insindacabile in questa sede di legittimità. Va inoltre considerato che in tema di licenziamento per giusta causa, spetta unicamente al giudice del merito -e non può essere sindacato in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici o giuridici &#8211; l&#8217;accertamento che il fatto addebitato sia di gravità tale da integrare la fattispecie di cui all&#8217;art. 2119 cod. civ.&#8221;.</div>
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<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12028.asp">http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12028.asp</a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/licenziamento-disciplinare-il-datore-puo-sentire-il-dipendente-anche-in-luogo-diverso-dalla-sede-di-lavoro-e-fuori-dellorario-di-impiego/">Licenziamento disciplinare, il datore può sentire il dipendente anche in luogo diverso dalla sede di lavoro e fuori dell&#8217;orario di impiego</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Amianto, si al risarcimento dei danni agli eredi del lavoratore deceduto se il datore non ha adottato idonee misure preventive</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 14:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO DEL LAVORO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8655 del 30 maggio 2012, ha ribadito che &#8220;la responsabilità dell&#8217;imprenditore ex art. 2087 c.c., pur non essendo di carattere oggettivo, deve ritenersi volta a sanzionare l&#8217;omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l&#8217;integrità psicofisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto del concreto tipo da lavorazione e del connesso rischio&#8221;. Nel caso di specie un lavoratore era deceduto per mesotelioma pleurico e gli eredi avevano chiesto il risarcimento jure hereditatis del danno biologico e morale sofferto in vita dal de cuius e tanto sul presupposto che il decesso era ascrivibile a responsabilità del datore di lavoro che non aveva rispettato le prescrizioni generali di cui all&#8217;art. 2087 c.c. e quelle specifiche poste dalla legislazione speciale. I Giudici di legittimità, respingendo il ricorso della società datrice di lavoro avverso la sentenza del giudice d&#8217;appello che accoglieva in parte la richiesta degli eredi del lavoratore, afferma che correttamente la Corte d&#8217;Appello aveva precisato che &#8220;una volta assodato che fin dagli inizi del 1900 vi era la consapevolezza della dannosità per la salute umana dell&#8217;amianto e la sua correlazione con le patologie tumorali non può ritenersi immune da responsabilità il datore di lavoro che non appronti tutte le cautele in chiave preventiva conosciute all&#8217;epoca di riferimento per il solo fatto che la patologia specifica (mesotelioma) non era stata ancora compiutamente correlata all&#8217;amianto perché, comunque, era conosciuta la pericolosità di detta sostanza indipendentemente dalla patologia che ne è derivata.&#8221;. In particolare la Corte del merito, con adeguata e coerente motivazione, aveva accertato che nella specie l&#8217;ambiente di lavoro in cui il lavoratore aveva svolto la propria attività non aveva i caratteri della salubrità necessari per garantire una piena tutela della salute e non risultava rispettata da parte datoriale la normativa esistente all&#8217;epoca in termini di prevenzione rispetto alla patologia che aveva determinato la morte del lavoratore, con conseguente responsabilità della società anche se tali misure preventive avrebbero potuto solo ridurre il rischio di contrarre la patologia rivelatasi letale. http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_12015.asp</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/amianto-si-al-risarcimento-dei-danni-agli-eredi-del-lavoratore-deceduto-se-il-datore-non-ha-adottato-idonee-misure-preventive/">Amianto, si al risarcimento dei danni agli eredi del lavoratore deceduto se il datore non ha adottato idonee misure preventive</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"><a href="http://1.bp.blogspot.com/-YdL88-MD2-E/T8jKOZn8KkI/AAAAAAAANE0/3a25mhpuJug/s1600/martelllo+2.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" height="295" rba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-YdL88-MD2-E/T8jKOZn8KkI/AAAAAAAANE0/3a25mhpuJug/s400/martelllo+2.jpg" width="400" /></a>La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8655 del 30 maggio 2012, ha ribadito che &#8220;la responsabilità dell&#8217;imprenditore ex art. 2087 c.c., pur non essendo di carattere oggettivo, deve ritenersi volta a sanzionare l&#8217;omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l&#8217;integrità psicofisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto del concreto tipo da lavorazione e del connesso rischio&#8221;. Nel caso di specie un lavoratore era deceduto per mesotelioma pleurico e gli eredi avevano chiesto il risarcimento jure hereditatis del danno biologico e morale sofferto in vita dal de cuius e tanto sul presupposto che il decesso era ascrivibile a responsabilità del datore di lavoro che non aveva rispettato le prescrizioni generali di cui all&#8217;art. 2087 c.c. e quelle specifiche poste dalla legislazione speciale. I Giudici di legittimità, respingendo il ricorso della società datrice di lavoro avverso la sentenza del giudice d&#8217;appello che accoglieva in parte la richiesta degli eredi del lavoratore, afferma che correttamente la Corte d&#8217;Appello aveva precisato che &#8220;una volta assodato che fin dagli inizi del 1900 vi era la consapevolezza della dannosità per la salute umana dell&#8217;amianto e la sua correlazione con le patologie tumorali non può ritenersi immune da responsabilità il datore di lavoro che non appronti tutte le cautele in chiave preventiva conosciute all&#8217;epoca di riferimento per il solo fatto che la patologia specifica (mesotelioma) non era stata ancora compiutamente correlata all&#8217;amianto perché, comunque, era conosciuta la pericolosità di detta sostanza indipendentemente dalla patologia che ne è derivata.&#8221;. In particolare la Corte del merito, con adeguata e coerente motivazione, aveva accertato che nella specie l&#8217;ambiente di lavoro in cui il lavoratore aveva svolto la propria attività non aveva i caratteri della salubrità necessari per garantire una piena tutela della salute e non risultava rispettata da parte datoriale la normativa esistente all&#8217;epoca in termini di prevenzione rispetto alla patologia che aveva determinato la morte del lavoratore, con conseguente responsabilità della società anche se tali misure preventive avrebbero potuto solo ridurre il rischio di contrarre la patologia rivelatasi letale.</div>
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