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	<title>Angelo Pisani &#187; 1523</title>
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		<title>Uomo evirato ad Angri / Il difensore Angelo Pisani annuncia battaglia</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 17:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> «La tragica vicenda di Angri &#8211; esordisce l’avvocato Angelo Pisani, che ha appena assunto la difesa legale dell’uomo evirato ad Angri (SA) dalla compagna &#8211; è una brutta pagina di cronaca, non solo per la brutale violenza esercitata con tanta crudeltà, ma anche per la mancata solidarietà alla vittima». Pisani, che ha accettato l’incarico a nome del 1523.it, il progetto antiviolenza da lui stesso fondato, che ha già assistito centinaia di vittime in tutta Italia, senza distinzioni di sesso, parla poi di feroce istigazione alla violenza. «Non solo &#8211; rincara la dose &#8211; né forze politiche o istituzioni hanno espresso solidarietà all’uomo, che è ancora ricoverato in ospedale e resterà per sempre mutilato, ma fin da quando si è diffusa la notizia sui social sono apparsi a pioggia inqualificabili manifestazioni di consenso verso il gesto criminale della donna». «Stiamo assistendo &#8211; sottolinea Pisani &#8211; ad un capovolgimento plateale dei principi costituzionali di uguaglianza. Se analoga mutilazione fosse stata commessa ai danni di una donna, sarebbero già insorte associazioni, istituzioni, i media e le forze politiche». «Lo Stato &#8211; aggiunge il legale &#8211; così come ha fatto con tante donne vittime di brutalità maschile, che va sempre duramente condannata, ora deve risarcire anche quest’uomo, dandogli i mezzi materiali per poter provvedere alle cure necessarie. Pretendiamo gli stessi diritti». Basta, dunque, nascondere sotto il tappeto la violenza quando la vittima è un uomo. Secondo la ricostruzione l’uomo, un cittadino del Bangladesh residente in Italia, aveva da poco intrapreso una relazione con la trentacinquenne. Quando le ha comunicato che la moglie sarebbe venuta in Italia la situazione è precipitata. La donna avrebbe pianificato l’aggressione: prima un sonnifero per stordirlo, poi il gesto estremo. L’uomo è riuscito a chiedere aiuto ai vicini ma i sanitari, intervenuti prontamente, non sono riusciti a riattaccare l’organo, che la donna aveva gettato giù per le scale della modesta abitazione prima di fuggire. L’accusa formulata inizialmente dalla Procura, quella di tentato omicidio, è stata ora trasformata in “lesioni gravissime”. E già al Pronto soccorso, dove era stato ricoverato in gravi condizioni per le vistose perdite ematiche subite, qualcuno aveva cominciato a scattare foto, diffuse poi sui social insieme ai commenti di esaltazione per il gesto della donna. «Quest’uomo &#8211; dichiara Pisani &#8211; è stato colpito tre volte: dalla violenza fisica, dall’umiliazione pubblica e dalla diffusione di immagini private». La donna si trova ora detenuta nel carcere di Fuorni (SA). Ma il futuro dell’uomo è compromesso per sempre. Per questo Pisani annuncia che chiederà risarcimento pieno per il danno biologico, morale ed esistenziale subito dalla vittima, oltre alla copertura finanziaria per gli interventi ricostruttivi e le cure future. Non è esclusa un’eccezione di costituzionalità, che potrebbe trasformare questa brutta pagina di cronaca in un pilastro giurisprudenziale. Potrebbe infatti arrivare anche un’eccezione di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento e l’assenza di strumenti specifici a tutela degli uomini vittime di violenza femminile.  &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uomo-evirato-ad-angri-il-difensore-angelo-pisani-annuncia-battaglia/">Uomo evirato ad Angri / Il difensore Angelo Pisani annuncia battaglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/2.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5812" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/2-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span><span style="font-family: georgia, serif">«La tragica vicenda di Angri &#8211; esordisce l’avvocato </span><strong>Angelo Pisani</strong><span style="font-family: georgia, serif">, che ha appena assunto la difesa legale dell’uomo evirato ad Angri (SA) dalla compagna &#8211; è una brutta pagina di cronaca, non solo per la brutale violenza esercitata con tanta crudeltà, ma anche per la mancata solidarietà alla vittima».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani, che ha accettato l’incarico a nome del <strong><a href="http://1523.it">1523.it</a></strong>, il progetto antiviolenza da lui stesso fondato, che ha già assistito centinaia di vittime in tutta Italia, senza distinzioni di sesso, parla poi di feroce istigazione alla violenza. «Non solo &#8211; rincara la dose &#8211; né forze politiche o istituzioni hanno espresso solidarietà all’uomo, che è ancora ricoverato in ospedale e resterà per sempre mutilato, ma fin da quando si è diffusa la notizia sui social sono apparsi a pioggia inqualificabili manifestazioni di consenso verso il gesto criminale della donna».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Stiamo assistendo &#8211; sottolinea Pisani &#8211; ad un capovolgimento plateale dei principi costituzionali di uguaglianza. Se analoga mutilazione fosse stata commessa ai danni di una donna, sarebbero già insorte associazioni, istituzioni, i media e le forze politiche». «Lo Stato &#8211; aggiunge il legale &#8211; così come ha fatto con tante donne vittime di brutalità maschile, che va sempre duramente condannata, ora deve risarcire anche quest’uomo, dandogli i mezzi materiali per poter provvedere alle cure necessarie. Pretendiamo gli stessi diritti». Basta, dunque, nascondere sotto il tappeto la violenza quando la vittima è un uomo.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">Secondo la ricostruzione l’uomo, un cittadino del Bangladesh residente in Italia, aveva da poco intrapreso una relazione con la trentacinquenne. Quando le ha comunicato che la moglie sarebbe venuta in Italia la situazione è precipitata. La donna avrebbe pianificato l’aggressione: prima un sonnifero per stordirlo, poi il gesto estremo. L’uomo è riuscito a chiedere aiuto ai vicini ma i sanitari, intervenuti prontamente, non sono riusciti a riattaccare l’organo, che la donna aveva gettato giù per le scale della modesta abitazione prima di fuggire.</span></p>
<div id="attachment_5813" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1.jpeg"><img class="size-medium wp-image-5813" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">L&#8217;organo amputato gettato sulle scale di casa</p>
</div>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’accusa formulata inizialmente dalla Procura, quella di tentato omicidio, è stata ora trasformata in “lesioni gravissime”. E già al Pronto soccorso, dove era stato ricoverato in gravi condizioni per le vistose perdite ematiche subite, qualcuno aveva cominciato a scattare foto, diffuse poi sui social insieme ai commenti di esaltazione per il gesto della donna.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Quest’uomo &#8211; dichiara Pisani &#8211; è stato colpito tre volte: dalla violenza fisica, dall’umiliazione pubblica e dalla diffusione di immagini private».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La donna si trova ora detenuta nel carcere di Fuorni (SA). Ma il futuro dell’uomo è compromesso per sempre. Per questo Pisani annuncia che chiederà risarcimento pieno per il danno biologico, morale ed esistenziale subito dalla vittima, oltre alla copertura finanziaria per gli interventi ricostruttivi e le cure future. Non è esclusa un’eccezione di costituzionalità, che potrebbe trasformare questa brutta pagina di cronaca in un pilastro giurisprudenziale. Potrebbe infatti arrivare anche un’eccezione di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento e l’assenza di strumenti specifici a tutela degli uomini vittime di violenza femminile. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uomo-evirato-ad-angri-il-difensore-angelo-pisani-annuncia-battaglia/">Uomo evirato ad Angri / Il difensore Angelo Pisani annuncia battaglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E D I T O R I A L E La legge contro l&#8217;uomo: quando il diritto diventa discriminazione &#160; Violenza economica, femminicidio e l&#8217;incostituzionale guerra tra i sessi fomentata dal legislatore di Avv. Angelo Pisani Fondatore di 1523.it – Presidente Noi Consumatori – Associazione Potere ai Diritti C&#8217;è un momento preciso in cui una norma smette di essere tutela e diventa persecuzione. Quel momento è adesso. L&#8217;espansione ideologica del concetto di &#8220;violenza economica&#8221; e il consolidamento normativo del reato di femminicidio — così come oggi configurati — non sono strumenti neutri di giustizia. Sono il prodotto di una visione unilaterale che viola principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall&#8217;articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Tutti. Uomini e donne. I. La &#8220;violenza economica&#8221;: una norma vaga, pericolosa, incostituzionale Sia chiaro, e lo dico senza ambiguità: chi abusa economicamente del partner, chi priva il coniuge dei mezzi di sostentamento, chi umilia e controlla attraverso il denaro deve essere perseguito con fermezza, indipendentemente dal sesso di chi commette l&#8217;abuso e di chi lo subisce. Ma questo non è il problema. Il problema è la vagheità deliberata con cui questi concetti vengono costruiti legislativamente. Cosa significa esattamente &#8220;violenza economica&#8221;? La giurisprudenza e le proposte di legge attualmente in campo disegnano un perimetro talmente ampio da risultare pericolosamente indeterminato: discussioni sulla gestione del bilancio familiare, richieste di rendicontazione delle spese, opposizioni a scelte economiche considerate irresponsabili. Tutto questo, nella vaghezza normativa proposta, può essere riqualificato come condotta penalmente rilevante. Il principio di tassatività penale — pilastro del nostro ordinamento, fondamento dell&#8217;art. 25 Cost. — impone che una fattispecie criminosa sia descritta con precisione. Una norma che punisce &#8220;comportamenti di controllo&#8221; senza definirli con chirurgica puntualità non è una legge: è una trappola. E una trappola che, come la storia di queste normative insegna, viene attivata prevalentemente — statisticamente, sistematicamente — nei confronti degli uomini. Non per volere della natura, ma per costruzione ideologica del legislatore. Davvero vogliamo arrivare al punto in cui discutere di spese familiari costituisce un rischio penale? Chiedere trasparenza sul bilancio condiviso può davvero diventare &#8220;controllo coercitivo&#8221;? II. Il femminicidio: una categoria che viola l&#8217;articolo 3 della Costituzione Il reato di femminicidio, nella sua configurazione attuale, introduce una fattispecie penale aggravata basata esclusivamente sul sesso della vittima. Un uomo ucciso dalla moglie non gode della stessa tutela penale di una donna uccisa dal marito. Questo non è un&#8217;opinione: è il testo della norma. Eppure la Costituzione Italiana, all&#8217;art. 3, co. 1, stabilisce con cristallina chiarezza che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso&#8221;. La pari dignità non è negoziabile. Non si &#8220;bilancia&#8221; con considerazioni sociologiche, pur legittime. Non si sospende per contingenze politiche. Il problema della violenza di genere è reale e va combattuto con strumenti adeguati: ma strumenti che siano universali, che tutelino ogni vittima di violenza domestica, indipendentemente dal sesso. Anche uomini, anziani, bambini. Anche padri. Creare una gerarchia tra vittime non è progressismo: è discriminazione istituzionalizzata. Ed è giuridicamente insostenibile. III. La contrapposizione uomo/donna: a chi serve? C&#8217;è una domanda che nessuno vuole fare, ma che è doveroso porre: a chi giova la narrativa della guerra tra i sessi? Non giova alle donne vittime di violenza, che meritano protezione reale e non slogan. Non giova agli uomini, dipinti come potenziali aggressori per definizione. Non giova ai figli, che crescono in un clima di reciproca diffidenza tra genitori. Non giova alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società ex art. 29 Cost. Giova, invece, a chi costruisce consenso politico sulla paura. A chi monetizza la divisione. A chi trasforma il dolore delle vittime reali in carburante per campagne mediatiche. A chi, nell&#8217;industria della separazione conflittuale, trova il proprio business model. La violenza domestica non ha sesso. I dati — quelli reali, non quelli presentati in modo parziale — ci dicono che uomini, anziani e bambini sono anch&#8217;essi vittime. Le leggi devono rispecchiare questa realtà, non una vulgata ideologica. IV. Il padre: il grande assente del dibattito In questo scenario normativo emerge una vittima silenziosa ma sistematica: il padre. Il padre che lavora, contribuisce, ama — e che oggi viene sempre più percepito, per costruzione istituzionale, come un potenziale imputato. Le conseguenze concrete di questo clima normativo sono devastanti: – meno dialogo in famiglia, perché ogni parola può essere riqualificata come &#8220;controllo&#8221; – più diffidenza, perché ogni scelta economica condivisa può diventare prova a carico – separazioni più conflittuali, alimentate dalla disponibilità di strumenti giuridici utilizzabili in modo strumentale – figli allontanati dai padri, con buona pace della bigenitorialità sancita dalla Cassazione E i nonni. E i fratelli. E tutti coloro che un sistema legislativo squilibrato finisce per marginalizzare nell&#8217;interesse del conflitto anziché del bambino. V. Le denunce strumentali: quando la legge diventa arma C&#8217;è un effetto perverso che non viene mai nominato nel dibattito pubblico: l&#8217;aumento delle denunce strumentali. Quando la legge offre strumenti ad hoc con perimetri vagi, questi strumenti vengono inevitabilmente utilizzati in modo non conforme agli scopi della tutela. Il risultato duplice è devastante: si danneggiano gli innocenti sottoposti a procedimenti penali per condotte del tutto lecite, e simultaneamente si depotenzia la tutela delle vere vittime, sommerse in un sistema congestionato da denunce improprie. Quando tutto diventa violenza, niente è più davvero riconoscibile come tale. La giustizia perde credibilità. Le vere vittime vengono tradite. E chi ha costruito questo sistema può continuare a proclamarsi difensore dei diritti. VI. Cosa chiediamo: equilibrio, non resa Non chiediamo impunità per chi abusa. Chiediamo leggi che rispettino la Costituzione e i suoi principi fondamentali. In concreto: – definizioni legislative tassative e precise delle fattispecie di &#8220;violenza economica&#8221;, nel rispetto del principio di determinatezza ex art. 25 Cost. – norme sulla violenza domestica gender-neutral, che tutelino ogni vittima indipendentemente dal sesso, nel rispetto dell&#8217;art. 3 Cost. – strumenti processuali efficaci contro l&#8217;uso strumentale delle denunce, a tutela sia degli innocenti sia delle vere vittime – un dibattito pubblico fondato su dati reali e [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-leditoriale-basta-caccia-alluomo/">1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>E D I T O R I A L E</strong></p>
<p align="center"><strong>La legge contro l&#8217;uomo:</strong><br />
<strong>quando il diritto diventa discriminazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Violenza economica, femminicidio e l&#8217;incostituzionale guerra tra i sessi fomentata dal legislatore</strong></p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini1.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5773" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini1-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>di Avv. Angelo Pisani</strong><br />
<strong>Fondatore di <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> – Presidente Noi Consumatori – Associazione Potere ai Diritti</strong></p>
<p>C&#8217;è un momento preciso in cui una norma smette di essere tutela e diventa persecuzione. Quel momento è adesso.</p>
<p>L&#8217;espansione ideologica del concetto di &#8220;violenza economica&#8221; e il consolidamento normativo del reato di femminicidio — così come oggi configurati — non sono strumenti neutri di giustizia. Sono il prodotto di una visione unilaterale che viola principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall&#8217;articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Tutti. Uomini e donne.</p>
<p><strong>I. La &#8220;violenza economica&#8221;: una norma vaga, pericolosa, incostituzionale</strong></p>
<p>Sia chiaro, e lo dico senza ambiguità: chi abusa economicamente del partner, chi priva il coniuge dei mezzi di sostentamento, chi umilia e controlla attraverso il denaro deve essere perseguito con fermezza, indipendentemente dal sesso di chi commette l&#8217;abuso e di chi lo subisce. Ma questo non è il problema.</p>
<p>Il problema è la vagheità deliberata con cui questi concetti vengono costruiti legislativamente. Cosa significa esattamente &#8220;violenza economica&#8221;? La giurisprudenza e le proposte di legge attualmente in campo disegnano un perimetro talmente ampio da risultare pericolosamente indeterminato: discussioni sulla gestione del bilancio familiare, richieste di rendicontazione delle spese, opposizioni a scelte economiche considerate irresponsabili. Tutto questo, nella vaghezza normativa proposta, può essere riqualificato come condotta penalmente rilevante.</p>
<p>Il principio di tassatività penale — pilastro del nostro ordinamento, fondamento dell&#8217;art. 25 Cost. — impone che una fattispecie criminosa sia descritta con precisione. Una norma che punisce &#8220;comportamenti di controllo&#8221; senza definirli con chirurgica puntualità non è una legge: è una trappola.<br />
E una trappola che, come la storia di queste normative insegna, viene attivata prevalentemente — statisticamente, sistematicamente — nei confronti degli uomini. Non per volere della natura, ma per costruzione ideologica del legislatore.<br />
Davvero vogliamo arrivare al punto in cui discutere di spese familiari costituisce un rischio penale?<br />
Chiedere trasparenza sul bilancio condiviso può davvero diventare &#8220;controllo coercitivo&#8221;?</p>
<p><strong>II. Il femminicidio: una categoria che viola l&#8217;articolo 3 della Costituzione</strong></p>
<p>Il reato di femminicidio, nella sua configurazione attuale, introduce una fattispecie penale aggravata basata esclusivamente sul sesso della vittima. Un uomo ucciso dalla moglie non gode della stessa tutela penale di una donna uccisa dal marito. Questo non è un&#8217;opinione: è il testo della norma.</p>
<p>Eppure la Costituzione Italiana, all&#8217;art. 3, co. 1, stabilisce con cristallina chiarezza che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso&#8221;. La pari dignità non è negoziabile. Non si &#8220;bilancia&#8221; con considerazioni sociologiche, pur legittime. Non si sospende per contingenze politiche.</p>
<p>Il problema della violenza di genere è reale e va combattuto con strumenti adeguati: ma strumenti che siano universali, che tutelino ogni vittima di violenza domestica, indipendentemente dal sesso. Anche uomini, anziani, bambini. Anche padri.</p>
<p>Creare una gerarchia tra vittime non è progressismo: è discriminazione istituzionalizzata. Ed è giuridicamente insostenibile.</p>
<p><strong>III. La contrapposizione uomo/donna: a chi serve?</strong></p>
<p>C&#8217;è una domanda che nessuno vuole fare, ma che è doveroso porre: a chi giova la narrativa della guerra tra i sessi?</p>
<p>Non giova alle donne vittime di violenza, che meritano protezione reale e non slogan. Non giova agli uomini, dipinti come potenziali aggressori per definizione. Non giova ai figli, che crescono in un clima di reciproca diffidenza tra genitori. Non giova alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società ex art. 29 Cost.<br />
Giova, invece, a chi costruisce consenso politico sulla paura. A chi monetizza la divisione. A chi trasforma il dolore delle vittime reali in carburante per campagne mediatiche. A chi, nell&#8217;industria della separazione conflittuale, trova il proprio business model.</p>
<p>La violenza domestica non ha sesso. I dati — quelli reali, non quelli presentati in modo parziale — ci dicono che uomini, anziani e bambini sono anch&#8217;essi vittime. Le leggi devono rispecchiare questa realtà, non una vulgata ideologica.</p>
<p><strong>IV. Il padre: il grande assente del dibattito</strong></p>
<p>In questo scenario normativo emerge una vittima silenziosa ma sistematica: il padre. Il padre che lavora, contribuisce, ama — e che oggi viene sempre più percepito, per costruzione istituzionale, come un potenziale imputato.</p>
<p>Le conseguenze concrete di questo clima normativo sono devastanti:<br />
– meno dialogo in famiglia, perché ogni parola può essere riqualificata come &#8220;controllo&#8221;<br />
– più diffidenza, perché ogni scelta economica condivisa può diventare prova a carico<br />
– separazioni più conflittuali, alimentate dalla disponibilità di strumenti giuridici utilizzabili in modo strumentale<br />
– figli allontanati dai padri, con buona pace della bigenitorialità sancita dalla Cassazione<br />
E i nonni. E i fratelli. E tutti coloro che un sistema legislativo squilibrato finisce per marginalizzare nell&#8217;interesse del conflitto anziché del bambino.</p>
<p><strong>V. Le denunce strumentali: quando la legge diventa arma</strong></p>
<p>C&#8217;è un effetto perverso che non viene mai nominato nel dibattito pubblico: l&#8217;aumento delle denunce strumentali. Quando la legge offre strumenti ad hoc con perimetri vagi, questi strumenti vengono inevitabilmente utilizzati in modo non conforme agli scopi della tutela.</p>
<p>Il risultato duplice è devastante: si danneggiano gli innocenti sottoposti a procedimenti penali per condotte del tutto lecite, e simultaneamente si depotenzia la tutela delle vere vittime, sommerse in un sistema congestionato da denunce improprie. Quando tutto diventa violenza, niente è più davvero riconoscibile come tale.</p>
<p>La giustizia perde credibilità. Le vere vittime vengono tradite. E chi ha costruito questo sistema può continuare a proclamarsi difensore dei diritti.</p>
<p><strong>VI. Cosa chiediamo: equilibrio, non resa</strong></p>
<p>Non chiediamo impunità per chi abusa. Chiediamo leggi che rispettino la Costituzione e i suoi principi fondamentali. In concreto:<br />
– definizioni legislative tassative e precise delle fattispecie di &#8220;violenza economica&#8221;, nel rispetto del principio di determinatezza ex art. 25 Cost.<br />
– norme sulla violenza domestica gender-neutral, che tutelino ogni vittima indipendentemente dal sesso, nel rispetto dell&#8217;art. 3 Cost.<br />
– strumenti processuali efficaci contro l&#8217;uso strumentale delle denunce, a tutela sia degli innocenti sia delle vere vittime<br />
– un dibattito pubblico fondato su dati reali e completi, non su narrative parziali funzionali al consenso politico<br />
– il riconoscimento pieno della bigenitorialità e il contrasto a ogni forma di allontanamento strumentale dei figli da uno dei genitori</p>
<p>Come avvocato, come cittadino, come uomo impegnato nella difesa dei diritti — di tutti — non posso che oppormi con fermezza a questa deriva.</p>
<p>La violenza va combattuta, sempre. Ma la libertà, la dignità e la presunzione di innocenza non possono essere il prezzo da pagare. Non si costruisce una società più giusta seminando paura e sospetto nei rapporti familiari. Non si tutelano le vittime creando nuovi potenziali innocenti da sacrificare sull&#8217;altare dell&#8217;ideologia.</p>
<p>Uomo e donna sono due esseri umani uguali in dignità e diritti. La Costituzione lo afferma. La ragione lo conferma. È ora che anche il legislatore lo ricordi.</p>
<p>La violenza non ha sesso. La giustizia nemmeno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5770" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini-819x1024.jpeg" alt="" width="819" height="1024" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-leditoriale-basta-caccia-alluomo/">1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 &#8211; BASTA COL PADRE-BANCOMAT &#8211; PAROLA DI CASSAZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 06:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Basta col padre-bancomat / Cassazione su papà separati  Pisani: un primo, importante passo avanti &#160; 17 LUGLIO 2025 &#8211; L’assegno di mantenimento per i figli non è immutabile e deve essere ricalcolato se cambiano le condizioni economiche del genitore, anche se ha scelto volontariamente di guadagnare meno. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con un provvedimento che ha già fatto tirare un sospiro di sollievo alle migliaia di padri separati sull&#8217;orlo del baratro, molti dei quali ormai privi della casa, costretti a dormire in auto ed impossibilitati a sostenere le spese di mantenimento. «Si tratta &#8211; osserva l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del Servizio Antiviolenza 1523.it che assiste tanti di questi padri separati &#8211; di un primo, importante passo avanti nel riconoscimento dei diritti dei papà separati. Il padre non deve più essere considerato un bancomat ed alle necessità dei figli deve provvedere in egual misura anche la madre. Giustamente i giudici della Suprema Corte hanno affermato che il contributo economico per i figli deve sempre rispettare il principio di proporzionalità rispetto alle reali capacità economiche dei genitori, anche nel caso in cui sia il padre ad aver cambiato lavoro scegliendo un impiego più stabile ma meno redditizio». Nelle stesse ore è stato diffusa dallo Studio Legale dell&#8217;avvocato Angelo Pisani l&#8217;istanza rivolta a numerose ed importanti amministrazioni comunali italiane per poter affiggere nelle strade cittadine manifesti del 1523.it, analogamente a quelli del 1522.it, «dal momento che &#8211; si legge nel documento &#8211; per il servizio 1522 in favore della tutela dei diritti delle donne, gestito da associazioni &#8220;rosa&#8221;, viene garantita ampia visibilità e rilasciata ogni tipo di autorizzazione per la promozione e l&#8217;affissione delle iniziative». «Aspettiamo risposte tempestive specie dai Comuni di Napoli, Roma e Milano ma se non arriveranno &#8211; avverte Pisani &#8211; ricorreremo in tutte le sedi arrivando, qualora necessario, fino alla CEDU». &#160; &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-basta-col-padre-bancomat-parola-di-cassazione/">1523 &#8211; BASTA COL PADRE-BANCOMAT &#8211; PAROLA DI CASSAZIONE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Cassazione1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4717" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Cassazione1.png" alt="" width="638" height="434" /></a></p>
<p align="center"><strong>Basta col padre-bancomat / Cassazione su papà separati </strong></p>
<p align="center"><strong>Pisani: un primo, importante passo avanti</strong></p>
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<p>17 LUGLIO 2025 &#8211; L’assegno di mantenimento per i figli non è immutabile e deve essere ricalcolato se cambiano le condizioni economiche del genitore, anche se ha scelto volontariamente di guadagnare meno. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con un provvedimento che ha già fatto tirare un sospiro di sollievo alle migliaia di padri separati sull&#8217;orlo del baratro, molti dei quali ormai privi della casa, costretti a dormire in auto ed impossibilitati a sostenere le spese di mantenimento.</p>
<p>«Si tratta &#8211; osserva l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del Servizio Antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> che assiste tanti di questi padri separati &#8211; di un primo, importante passo avanti nel riconoscimento dei diritti dei papà separati. Il padre non deve più essere considerato un bancomat ed alle necessità dei figli deve provvedere in egual misura anche la madre. Giustamente i giudici della Suprema Corte hanno affermato che il contributo economico per i figli deve sempre<strong> </strong>rispettare il principio di proporzionalità rispetto alle reali capacità economiche dei genitori, anche nel caso in cui sia il padre ad aver cambiato lavoro scegliendo un impiego più stabile ma meno redditizio».</p>
<p><strong>Nelle stesse ore è stato diffusa dallo Studio Legale dell&#8217;avvocato Angelo Pisani l&#8217;istanza rivolta a numerose ed importanti amministrazioni comunali italiane per poter affiggere nelle strade cittadine manifesti del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, analogamente a quelli del <a href="http://1522.it/" target="_blank">1522.it</a>, «dal momento che &#8211; si legge nel documento &#8211; per il servizio 1522 in favore della tutela dei diritti delle donne, gestito da associazioni &#8220;rosa&#8221;, viene garantita ampia visibilità e rilasciata ogni tipo di autorizzazione per la promozione e l&#8217;affissione delle iniziative».</strong></p>
<p>«Aspettiamo risposte tempestive specie dai Comuni di Napoli, Roma e Milano ma se non arriveranno &#8211; avverte Pisani &#8211; ricorreremo in tutte le sedi arrivando, qualora necessario, fino alla CEDU».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-basta-col-padre-bancomat-parola-di-cassazione/">1523 &#8211; BASTA COL PADRE-BANCOMAT &#8211; PAROLA DI CASSAZIONE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pisani regala a politici e giornalisti il suo libro «L’ALTRA VIOLENZA &#8211; Se questo è (ancora) un uomo”.</title>
		<link>https://angelopisani.it/pisani-regala-a-politici-e-giornalisti-il-suo-libro-laltra-violenza-se-questo-e-ancora-un-uomo/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 06:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avvocato Angelo Pisani]]></category>
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		<category><![CDATA[Se questo è (ancora) un uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Senatrice Valeria Valente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; 9 LUGLIO 2025 &#8211; L’avvocato Angelo Pisani ha deciso di donare una copia del suo libro «L’altra violenza…» ai parlamentari della Commissione d’inchiesta sul Femminicidio e la violenza di genere &#8211; Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio e Filippo Sensi &#8211; esponenti dem come Valeria Valente e Stefano Bonaccini, nonché a figure del mondo dell’informazione e dell’opinione pubblica come Lorenzo Tosa e Stefano Bonaccini, a coloro che non hanno ancora capito che &#8220;la violenza non ha sesso&#8221;. Una scelta motivata dalla volontà di aprire un dialogo civile e di sensibilizzare su un punto fondamentale per il benessere soprattutto dei più giovani: la violenza non ha genere sessuale e deve essere condannata sempre e ovunque, senza distinzioni ideologiche. &#160; Un libro scomodo, per chi vuole non ascoltare e ha altri interessi, ma scritto per raccontare storie vere e ricordare la Costituzione, dedicato alle vittime di violenza senza pregiudizi e discriminazioni. &#160; Il volume, dal titolo &#8220;L’altra violenza… Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, affronta una realtà spesso ignorata: quella degli uomini vittime di violenze fisiche , psicologiche, economiche, sociali e giudiziarie, oltre che di discriminazione e speculazione, padri allontanati, figli privati di affetto e verità, uomini la cui sofferenza rimane senza voce. Pisani scrive di pregiudizi culturali e storture giudiziarie che colpiscono chi, per ruolo o per genere, non rientra nelle narrative prevalenti. «La dignità non ha genere e la giustizia, se non è per tutti, non è giustizia» afferma l’autore, che con questo gesto intende rompere il silenzio ed offrire un punto di vista spesso ignorato. &#160; La replica alla senatrice Valente &#160; L’iniziativa di Pisani arriva in risposta alle dichiarazioni della senatrice Valeria Valente (PD), che ha recentemente criticato i manifesti del 1523.it e l’apertura di uno sportello per uomini  maltrattati nel web come nel VI Municipio di Roma. Lo ha definito: «Un attacco a tutto l’impegno che viene portato avanti per sconfiggere la cultura patriarcale che è la matrice della violenza maschile sulle donne. Un attacco ai centri antiviolenza e alle operatrici […]. Un attacco soprattutto alle donne. Tutte». &#160; La senatrice ha proseguito affermando che iniziative come quella romana alimentano una visione distorta: «Che esiste solo una violenza neutra e che non esiste una violenza specifica e diversa, che è quella agita dagli uomini nei confronti delle donne […]. A questa domanda rispondiamo di sì, questo tipo di violenza fondata sulla cultura del possesso e del controllo deve essere chiamata con il suo vero e unico nome: violenza maschile contro le donne». &#160; L’attacco denunciato e l’esposto in Procura &#160; Valente ha anche parlato pubblicamente di un «attacco» nei suoi confronti, e il gruppo PD in Commissione ha commentato con fermezza: «Con un’intimidazione nei confronti della senatrice Valeria Valente, qualcuno intende negare quanto abbiamo imparato sulla nostra pelle […]. Ogni cammino di emancipazione porta, purtroppo, a resistenze […]. Ma questa forza di liberazione non può essere bloccata». &#160; L’episodio a cui si riferiscono è un esposto presentato contro Valente alla Procura della Repubblica di Napoli, in seguito al post in cui aveva espresso le sue critiche allo sportello per uomini maltrattati e ai manifesti apparsi a Napoli con la scritta: “Ma la violenza ha sempre lo stesso sesso?”. L’esposto ipotizza reati come istigazione all’odio o alla discriminazione. &#160; Una risposta con le parole, non con l’odio &#160; Pisani, che ricorda «ho sempre difeso e tutelato le donne, come le bambine di Caivano, ha scelto di non entrare nella polemica verbale», si dissocia da qualsiasi presunto attacco alla Valente e si dichiara vittima di un chiaro esempio di violenza politica e manipolazione, ma risponde con un gesto concreto e pacato: inviare il suo libro a chi ritiene fondamentale che legga, prima di giudicare,  per un confronto civile. Una chiamata alla riflessione, non alla contrapposizione. Secondo l’autore, riconoscere la violenza contro gli uomini non significa negare quella contro le donne, ma denunciare una lacuna del sistema che, se ignorata, mina l’equità e la credibilità della giustizia. Con questo dono, Pisani riafferma un principio semplice quanto potente: la violenza va condannata sempre, a prescindere dal sesso di chi la subisce o la infligge. E la giustizia, per essere tale, deve saper ascoltare tutti. &#160; «La Valente, con i suoi sostenitori &#8211; conclude Angelo Pisani &#8211; continua a cavalcare una corrente mediatica manipolando realmente la comunicazione e lo stato delle cose. La commissione da lei presieduta  risponde che il 1522 tutela solo le donne e i loro figli vittime di violenza, non gli uomini. Come mai non si è mai accorta in tutti questi anni di altri numeri e genere di vittime, maschi e minori, che oggi, pur non essendosene mai interessata, inizia a vedere?». E alla Fondazione Polis, istituita per la difesa delle vittime di criminalità, che oggi ha espresso un messaggio di solidarietà alla senatrice Valente, Pisani rivolge un appello: che siano tutelate tutte le vittime di qualsiasi forma di criminalità, sia se sono femmine, sia se sono maschi. &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-regala-a-politici-e-giornalisti-il-suo-libro-laltra-violenza-se-questo-e-ancora-un-uomo/">Pisani regala a politici e giornalisti il suo libro «L’ALTRA VIOLENZA &#8211; Se questo è (ancora) un uomo”.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/cop-violenza-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4705" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/cop-violenza-2-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" /></a></p>
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<p>9 LUGLIO 2025 &#8211; L’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>ha deciso di donare una copia del suo libro «L’altra violenza…» ai parlamentari della Commissione d’inchiesta sul Femminicidio e la violenza di genere &#8211; Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio e Filippo Sensi &#8211; esponenti dem come <strong>Valeria Valente</strong> e Stefano Bonaccini, nonché a figure del mondo dell’informazione e dell’opinione pubblica come Lorenzo Tosa e Stefano Bonaccini, a coloro che non hanno ancora capito che &#8220;la violenza non ha sesso&#8221;.</p>
<p>Una scelta motivata dalla volontà di aprire un dialogo civile e di sensibilizzare su un punto fondamentale per il benessere soprattutto dei più giovani: la violenza non ha genere sessuale e deve essere condannata sempre e ovunque, senza distinzioni ideologiche.</p>
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<p>Un libro scomodo, per chi vuole non ascoltare e ha altri interessi, ma scritto per raccontare storie vere e ricordare la Costituzione, dedicato alle vittime di violenza senza pregiudizi e discriminazioni.</p>
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<p>Il volume, dal titolo &#8220;L’altra violenza… Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, affronta una realtà spesso ignorata: quella degli uomini vittime di violenze fisiche , psicologiche, economiche, sociali e giudiziarie, oltre che di discriminazione e speculazione, padri allontanati, figli privati di affetto e verità, uomini la cui sofferenza rimane senza voce.</p>
<p>Pisani scrive di pregiudizi culturali e storture giudiziarie che colpiscono chi, per ruolo o per genere, non rientra nelle narrative prevalenti. «La dignità non ha genere e la giustizia, se non è per tutti, non è giustizia» afferma l’autore, che con questo gesto intende rompere il silenzio ed offrire un punto di vista spesso ignorato.</p>
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<p><strong>La replica alla senatrice Valente</strong></p>
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<p>L’iniziativa di Pisani arriva in risposta alle dichiarazioni della senatrice Valeria Valente (PD), che ha recentemente criticato i manifesti del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> e l’apertura di uno sportello per uomini  maltrattati nel web come nel VI Municipio di Roma. Lo ha definito:</p>
<p>«Un attacco a tutto l’impegno che viene portato avanti per sconfiggere la cultura patriarcale che è la matrice della violenza maschile sulle donne. Un attacco ai centri antiviolenza e alle operatrici […]. Un attacco soprattutto alle donne. Tutte».</p>
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<p>La senatrice ha proseguito affermando che iniziative come quella romana alimentano una visione distorta:</p>
<p>«Che esiste solo una violenza neutra e che non esiste una violenza specifica e diversa, che è quella agita dagli uomini nei confronti delle donne […]. A questa domanda rispondiamo di sì, questo tipo di violenza fondata sulla cultura del possesso e del controllo deve essere chiamata con il suo vero e unico nome: violenza maschile contro le donne».</p>
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<p><strong>L’attacco denunciato e l’esposto in Procura</strong></p>
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<p>Valente ha anche parlato pubblicamente di un «attacco» nei suoi confronti, e il gruppo PD in Commissione ha commentato con fermezza: «Con un’intimidazione nei confronti della senatrice Valeria Valente, qualcuno intende negare quanto abbiamo imparato sulla nostra pelle […]. Ogni cammino di emancipazione porta, purtroppo, a resistenze […]. Ma questa forza di liberazione non può essere bloccata».</p>
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<p>L’episodio a cui si riferiscono è un esposto presentato contro Valente alla Procura della Repubblica di Napoli, in seguito al post in cui aveva espresso le sue critiche allo sportello per uomini maltrattati e ai manifesti apparsi a Napoli con la scritta: “Ma la violenza ha sempre lo stesso sesso?”. L’esposto ipotizza reati come istigazione all’odio o alla discriminazione.</p>
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<p><strong>Una risposta con le parole, non con l’odio</strong></p>
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<p>Pisani, che ricorda «ho sempre difeso e tutelato le donne, come le bambine di Caivano, ha scelto di non entrare nella polemica verbale», si dissocia da qualsiasi presunto attacco alla Valente e si dichiara vittima di un chiaro esempio di violenza politica e manipolazione, ma risponde con un gesto concreto e pacato: inviare il suo libro a chi ritiene fondamentale che legga, prima di giudicare,  per un confronto civile. Una chiamata alla riflessione, non alla contrapposizione. Secondo l’autore, riconoscere la violenza contro gli uomini non significa negare quella contro le donne, ma denunciare una lacuna del sistema che, se ignorata, mina l’equità e la credibilità della giustizia. Con questo dono, Pisani riafferma un principio semplice quanto potente: la violenza va condannata sempre, a prescindere dal sesso di chi la subisce o la infligge. E la giustizia, per essere tale, deve saper ascoltare tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La Valente, con i suoi sostenitori &#8211; conclude Angelo Pisani &#8211; continua a cavalcare una corrente mediatica manipolando realmente la comunicazione e lo stato delle cose. La commissione da lei presieduta  risponde che il 1522 tutela solo le donne e i loro figli vittime di violenza, non gli uomini. Come mai non si è mai accorta in tutti questi anni di altri numeri e genere di vittime, maschi e minori, che oggi, pur non essendosene mai interessata, inizia a vedere?».</p>
<p>E alla Fondazione Polis, istituita per la difesa delle vittime di criminalità, che oggi ha espresso un messaggio di solidarietà alla senatrice Valente, Pisani rivolge un appello: che siano tutelate tutte le vittime di qualsiasi forma di criminalità, sia se sono femmine, sia se sono maschi.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-regala-a-politici-e-giornalisti-il-suo-libro-laltra-violenza-se-questo-e-ancora-un-uomo/">Pisani regala a politici e giornalisti il suo libro «L’ALTRA VIOLENZA &#8211; Se questo è (ancora) un uomo”.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ora anche la Cassa Commercialisti, dopo l&#8217;Inps, indennizza solo le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://angelopisani.it/ora-anche-la-cassa-commercialisti-dopo-linps-indennizza-solo-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 16:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Ora anche la Cassa Commercialisti, dopo l&#8217;Inps, indennizza solo le donne vittime di violenza/Pisani: chiediamo giustizia per tutte le altre vittime 22 GIUGNO 2025 &#8211; Con un avviso di questi giorni, la Cassa Commercialisti annuncia di aver stanziato &#8220;200.000,00 euro finalizzati a sostenere le Dottoresse Commercialiste vittime di violenza, con l’obiettivo di garantire alla donna, un sostegno economico che le consenta di allontanarsi da un contesto violento e di riprendere l’attività professionale&#8221;. Da maggio anche l&#8217;Inps aveva adottato un analogo provvedimento. Non ci sta l&#8217;avvocato Angelo Pisani, coordinatore della Commissione Diritto degli affetti all&#8217;Ordine Avvocati Napoli e fondatore del servizio antiviolenza 1523.it, nato per offrire assistenza a qualsiasi persona sia vittima di abusi, a prescindere dal sesso e dall&#8217;età. «Chiederemo che queste misure siano adottate in favore di tutte le vittime, non solo per le donne &#8211; annuncia Pisani &#8211; la giustizia deve essere uguale per tutti, quindi solleveremo eccezione di incostituzionalità e, se necessario, ricorreremo alla CEDU contro provvedimenti che escludono apriori milioni di persone vittime di violenza, sol perché non sono di sesso femminile». Pisani è anche autore del fresco di stampa &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, libro di successo che raccoglie statistiche impressionanti e centinaia di storie vere di vittime che hanno trovato assistenza nel 1523.it.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/ora-anche-la-cassa-commercialisti-dopo-linps-indennizza-solo-le-donne-vittime-di-violenza/">Ora anche la Cassa Commercialisti, dopo l&#8217;Inps, indennizza solo le donne vittime di violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/commercialiste.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4666" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/commercialiste.png" alt="" width="465" height="295" /></a></p>
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<p><strong>Ora anche la Cassa Commercialisti, dopo l&#8217;Inps, indennizza solo le donne vittime di violenza/Pisani: chiediamo giustizia per tutte le altre vittime</strong></p>
<p>22 GIUGNO 2025 &#8211; Con un avviso di questi giorni, la Cassa Commercialisti annuncia di aver stanziato &#8220;200.000,00 euro finalizzati a sostenere le Dottoresse Commercialiste vittime di violenza, con l’obiettivo di garantire alla donna, un sostegno economico che le consenta di allontanarsi da un contesto violento e di riprendere l’attività professionale&#8221;.</p>
<p>Da maggio anche l&#8217;Inps aveva adottato un analogo provvedimento.</p>
<p>Non ci sta l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, coordinatore della Commissione Diritto degli affetti all&#8217;Ordine Avvocati Napoli e fondatore del servizio antiviolenza<strong> </strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, nato per offrire assistenza a qualsiasi persona sia vittima di abusi, a prescindere dal sesso e dall&#8217;età.</p>
<p>«Chiederemo che queste misure siano adottate in favore di tutte le vittime, non solo per le donne &#8211; annuncia Pisani &#8211; la giustizia deve essere uguale per tutti, quindi solleveremo eccezione di incostituzionalità e, se necessario, ricorreremo alla CEDU contro provvedimenti che escludono apriori milioni di persone vittime di violenza, sol perché non sono di sesso femminile».</p>
<p>Pisani è anche autore del fresco di stampa &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, libro di successo che raccoglie statistiche impressionanti e centinaia di storie vere di vittime che hanno trovato assistenza nel <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/ora-anche-la-cassa-commercialisti-dopo-linps-indennizza-solo-le-donne-vittime-di-violenza/">Ora anche la Cassa Commercialisti, dopo l&#8217;Inps, indennizza solo le donne vittime di violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NAPOLI / VANDALIZZATI I MANIFESTI ANTI-VIOLENZA DEL 1523</title>
		<link>https://angelopisani.it/napoli-vandalizzati-i-manifesti-anti-violenza-del-1523/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2025 16:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<category><![CDATA[vandalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; 3 MAGGIO 2025 &#8211; Questa notte gli estremisti dell&#8217;Ex OPG Occupato Je so&#8217; pazz hanno imbrattato i manifesti  antiviolenza affissi per le strade di Napoli e di altri comuni per promuovere il progetto 1523.it, insieme all&#8217;Associazione POTERE AI DIRITTI ed a LUUV. Parliamo del servizio antiviolenza operante da oltre un anno e costituito da un team di professionisti fra cui avvocati, medici, operatori sociali, psicologi, consulenti ed altre figure in grado di sostenere chiunque stia subendo violenza fisica, ma anche domestica, psicologica, economica e, molto spesso, giudiziaria. Il servizio, operante a tutela di tutte le persone giuridicamente deboli, ha già fornito assistenza a decine e decine di vittime. «Si tratta &#8211; tuona l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del 1523.it - di inaccettabili forme di violenza e discriminazione». «Atti di grave inciviltà che non possono restare impuniti, per questo &#8211; annuncia il legale &#8211; chiederemo immediatamente con un esposto alla Procura della Repubblica di individuare e punire i responsabili». Sui social, dove i militanti di estrema sinistra di Je so&#8217; pazz hanno rivendicato il gesto, pubblicando le foto dei manifesti imbrattati, non sono mancati i commenti sdegnati. Scrive ad esempio Jaqueline (che si firma con nome e cognome): «Non sono per niente d’accordo con voi. È giusto che ad entrambe le lotte venga dato valore e rilevanza. Non è perché avvengono più femminicidi allora non si fa luce anche sull’altro problema. Pochi giorni fa ho visto in via Cesario Console una ragazza mandare in crisi il fidanzato che urlava e le chiedeva: “basta, basta!” Disperato, feroce, chiedeva di smetterla. Ci metteva la faccia, e lei lo sapeva. Cosa faceva lei? Lo provocava e lo stressava ancora di più ogni qual volta si avvicinavano dei passanti, fino a mettergli le mani addosso e schiaffeggiarlo al culmine del suo urlare. Come se lei fosse la vittima. I passanti non lo sapevano perché avevano assistito solo alle urla di lui; io invece avevo sentito dal principio e mi sento in colpa per non essere andata lì ad affrontare lei e a dire a lui di lasciarla perché gli stava facendo solo del male, e per una così può passare dei guai (come avrei fatto se fosse stata una ragazza ad essere in difficoltà) Lui era estenuato e lei ci marciava sopra facendo violenza psicologica. Poi l’aggressione fisica. Nessuno ha fatto niente. NIENTE. Se siamo contrari alla violenza sulle donne, per coerenza e rispetto di ciò che si combatte (la violenza), dobbiamo essere contrari anche alla violenza sugli uomini» Aggiunge Danny: «Vandalizzare dei cartelloni che vogliono sensibilizzare un tema, brutto segno di estremismo cieco. Stanotte a Torino un ragazzo è stato accoltellato al cuore ed è morto». &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-vandalizzati-i-manifesti-anti-violenza-del-1523/">NAPOLI / VANDALIZZATI I MANIFESTI ANTI-VIOLENZA DEL 1523</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-manifesti-vandalizzati.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4657" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-manifesti-vandalizzati.png" alt="" width="330" height="410" /></a></p>
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<p>3 MAGGIO 2025 &#8211; Questa notte gli estremisti dell&#8217;<strong>Ex OPG Occupato Je so&#8217; pazz</strong> hanno imbrattato i manifesti  antiviolenza affissi per le strade di Napoli e di altri comuni per promuovere il progetto <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, insieme all&#8217;Associazione POTERE AI DIRITTI ed a LUUV. Parliamo del servizio antiviolenza operante da oltre un anno e costituito da un team di professionisti fra cui avvocati, medici, operatori sociali, psicologi, consulenti ed altre figure in grado di sostenere chiunque stia subendo violenza fisica, ma anche domestica, psicologica, economica e, molto spesso, giudiziaria. Il servizio, operante a tutela di tutte le persone giuridicamente deboli, ha già fornito assistenza a decine e decine di vittime.</p>
<p>«Si tratta &#8211; tuona l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del <a href="http://1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a><strong> </strong>- di inaccettabili forme di violenza e discriminazione». «Atti di grave inciviltà che non possono restare impuniti, per questo &#8211; annuncia il legale &#8211; chiederemo immediatamente con un esposto alla Procura della Repubblica di individuare e punire i responsabili».</p>
<p>Sui social, dove i militanti di estrema sinistra di Je so&#8217; pazz hanno rivendicato il gesto, pubblicando le foto dei manifesti imbrattati, non sono mancati i commenti sdegnati. Scrive ad esempio Jaqueline (che si firma con nome e cognome): «Non sono per niente d’accordo con voi. È giusto che ad entrambe le lotte venga dato valore e rilevanza. Non è perché avvengono più femminicidi allora non si fa luce anche sull’altro problema. Pochi giorni fa ho visto in via Cesario Console una ragazza mandare in crisi il fidanzato che urlava e le chiedeva: “basta, basta!” Disperato, feroce, chiedeva di smetterla. Ci metteva la faccia, e lei lo sapeva. Cosa faceva lei? Lo provocava e lo stressava ancora di più ogni qual volta si avvicinavano dei passanti, fino a mettergli le mani addosso e schiaffeggiarlo al culmine del suo urlare. Come se lei fosse la vittima.</p>
<p>I passanti non lo sapevano perché avevano assistito solo alle urla di lui; io invece avevo sentito dal principio e mi sento in colpa per non essere andata lì ad affrontare lei e a dire a lui di lasciarla perché gli stava facendo solo del male, e per una così può passare dei guai (come avrei fatto se fosse stata una ragazza ad essere in difficoltà) Lui era estenuato e lei ci marciava sopra facendo violenza psicologica. Poi l’aggressione fisica. Nessuno ha fatto niente. NIENTE. Se siamo contrari alla violenza sulle donne, per coerenza e rispetto di ciò che si combatte (la violenza), dobbiamo essere contrari anche alla violenza sugli uomini»</p>
<p>Aggiunge Danny: «Vandalizzare dei cartelloni che vogliono sensibilizzare un tema, <strong>brutto segno di estremismo cieco</strong>. Stanotte a Torino un ragazzo è stato accoltellato al cuore ed è morto».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-vandalizzati-i-manifesti-anti-violenza-del-1523/">NAPOLI / VANDALIZZATI I MANIFESTI ANTI-VIOLENZA DEL 1523</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>LA VIOLENZA IGNORATA – ANGELO PISANI LANCIA LA CAMPAGNA DI AFFISSIONI DEL 1523</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2025 15:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; 1 MAGGIO 2025 - “Ti tolgo i figli, ti rovino” “Sei solo tu il problema di questa famiglia” “Ti distruggo e non vedrai più i tuoi figli” “NO al DDL Femminicidio”&#8230;  Eccoli, per le strade di Napoli, i manifesti promossi dal 1523.it, il servizio antiviolenza guidato dall’avvocato Angelo Pisani insieme ad un team di penalisti, civilisti, operatori sociali, psicologi ed altre figure in grado di sostenere chiunque stia subendo violenza fisica, ma anche psicologica, economica e, molto spesso, giudiziaria. Quasi il 90% delle denunce a carico di compagni o mariti &#8211; è emerso da recenti statistiche &#8211;  si rivelano infondate, lanciate solo come minacce per ottenere vantaggi economici. Resta la piaga del femminicidio, contro cui ovviamente si batte anche il 1523.it, che però intende far aprire gli occhi dell’opinione pubblica anche sulla “violenza ignorata”, quella che colpisce quotidianamente centinaia di uomini in ogni parte della penisola, vittime di donne che sfruttano abilmente il sacrificio di tante altre mogli, fidanzate o compagne &#8211; loro sì vittime effettive di abusi e gravi reati &#8211; per ottenere vantaggi economici in Tribunale. &#160; E mentre parte la Campagna di sensibilizzazione attraverso i manifesti, l’avvocato Pisani annuncia che sarà presentato al Salone del Libro di Torino il volume choc che racconta le storie vere di questa violenza sottaciuta ed oscurata. Ha per titolo “Se questo è (ancora) un uomo – La violenza ignorata” e, oltre al racconto di questi autentici calvari, propone statistiche aggiornate sul fenomeno in Europa, nonché decine di autorevoli testimonianze di avvocati, magistrati e giornalisti, su quella che sta diventando un’autentica piaga sociale.  Perché «la violenza non ha sesso, non conosce limiti di genere o di età – dice Pisani – va prevenuta, va contrastata ovunque, in ogni sua forma e chiunque ne sia la vittima». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/la-violenza-ignorata-angelo-pisani-lancia-la-campagna-di-affissioni-del-1523/">LA VIOLENZA IGNORATA – ANGELO PISANI LANCIA LA CAMPAGNA DI AFFISSIONI DEL 1523</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/25.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4652" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/25.png" alt="" width="556" height="619" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 MAGGIO 2025 - <strong>“Ti tolgo i figli, ti rovino” </strong><strong>“Sei solo tu il problema di questa famiglia” </strong><strong>“Ti distruggo e non vedrai più i tuoi figli” </strong><strong>“NO al DDL Femminicidio”&#8230;</strong></p>
<p align="center"> Eccoli, per le strade di Napoli, i manifesti promossi dal <a href="https://www.1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a>, il servizio antiviolenza guidato dall’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>insieme ad un team di penalisti, civilisti, operatori sociali, psicologi ed altre figure in grado di sostenere chiunque stia subendo violenza fisica, ma anche psicologica, economica e, molto spesso, giudiziaria. Quasi il 90% delle denunce a carico di compagni o mariti &#8211; è emerso da recenti statistiche &#8211;  si rivelano infondate, lanciate solo come minacce per ottenere vantaggi economici.</p>
<p>Resta la piaga del femminicidio, contro cui ovviamente si batte anche il <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, che però intende far aprire gli occhi dell’opinione pubblica anche sulla “violenza ignorata”, quella che colpisce quotidianamente centinaia di uomini in ogni parte della penisola, vittime di donne che sfruttano abilmente il sacrificio di tante altre mogli, fidanzate o compagne &#8211; loro sì vittime effettive di abusi e gravi reati &#8211; per ottenere vantaggi economici in Tribunale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E<strong> </strong><strong>mentre parte la Campagna di sensibilizzazione attraverso i manifesti, l’avvocato Pisani annuncia che sarà presentato al Salone del Libro di Torino il volume choc che racconta le storie vere di questa violenza sottaciuta ed oscurata. Ha per titolo “Se questo è (ancora) un uomo – La violenza ignorata” e, oltre al racconto di questi autentici calvari, propone statistiche aggiornate sul fenomeno in Europa, nonché decine di autorevoli testimonianze di avvocati, magistrati e giornalisti, su quella che sta diventando un’autentica piaga sociale. </strong></p>
<p>Perché «la violenza non ha sesso, non conosce limiti di genere o di età – dice Pisani – va prevenuta, va contrastata ovunque, in ogni sua forma e chiunque ne sia la vittima».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/la-violenza-ignorata-angelo-pisani-lancia-la-campagna-di-affissioni-del-1523/">LA VIOLENZA IGNORATA – ANGELO PISANI LANCIA LA CAMPAGNA DI AFFISSIONI DEL 1523</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza sugli uomini: a Napoli a una contro-campagna del 1523 per rompere il silenzio</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 16:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>28 MARZO 2025 – Le associazioni Lega Uomini Vittime di Violenza, Progetto 1523.it e l’associazione Potere ai Diritti annunciano l’avvio di una contro-campagna di tutela delle persone giuridicamente deboli e di sensibilizzazione sulla violenza subita dagli uomini. Domani saranno distribuiti volantini ed adesivi del contatto blu 1523.it in diverse zone della città, come in altre città d’Italia, che riportano frasi emblematiche di situazioni di violenza psicologica, economica e giudiziaria che colpiscono gli uomini, tra cui : &#160; “TI DENUNCIO TANTO CREDERANNO SOLO A ME&#8221; SE LEI TE LO DICE E&#8217; VIOLENZA” , &#160; &#8220;CHIEDO LA SEPARAZIONE, TI TOLGO I FIGLI E TI ROVINO&#8221; SE LEI TE LO DICE E&#8217; VIOLENZA, &#160; “I FIGLI SONO MIEI&#8221; SE LEI TE LO DICE E&#8217; VIOLENZA, &#160; &#8220;CE L&#8217;HAI PICCOLO&#8221; SE LEI TE LO DICE E&#8217; VIOLENZA. Il messaggio è chiaro: la violenza non ha sesso, come fece pubblicare su vari manifesti 6&#215;3 l’avvocato Angelo Pisani in molte strade della città e, soprattutto, si manifesta perché tutte le vittime meritano tutela e riconoscimento. Così sabato 29 marzo: - ore 11.00 appuntamento a pz. Trieste e Trento (Gambrinus), poi via Toledo - ore 12.00 salita al Vomero per pz. Vanvitelli e via Scarlatti. Nonostante le evidenze, per miope strumentalizzazione ed interessi politici, la violenza sugli uomini rimane un fenomeno nascosto, sottostimato e privo di adeguata tutela ed attenzione mediatica/istituzionale. Anche molti uomini subiscono abusi psicologici, aggressioni fisiche, umiliazioni, speculazioni e ricatti economici, ma spesso non denunciano per paura di non essere creduti o di essere ridicolizzati dal sistema che di fatto li discrimina ed offende. La narrazione pubblica, polarizzata e ideologizzata, tende a ignorare questa realtà, impedendo un dibattito equo e inclusivo sul tema della violenza di genere, che non è un affare di partito come nei fatti ha dimostrato la violenza di Prodi in danno di una giornalista, in tal caso lasciata indifesa come tanti uomini dalla politica del femminismo. &#160; &#160; Napoli, 28 marzo 2025</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenza-sugli-uomini-a-napoli-a-una-contro-campagna-del-1523-per-rompere-il-silenzio/">Violenza sugli uomini: a Napoli a una contro-campagna del 1523 per rompere il silenzio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/43.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4641" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/43.png" alt="" width="522" height="585" /></a></p>
<p align="center">
<p>28 MARZO 2025 – Le associazioni <strong><em>Lega Uomini Vittime di Violenza</em></strong>, <strong>Progetto </strong><a href="http://1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a><strong> </strong>e l’associazione <strong>Potere ai Diritti </strong>annunciano l’avvio di una contro-campagna di tutela delle persone giuridicamente deboli e di sensibilizzazione sulla violenza subita dagli uomini.</p>
<p>Domani saranno distribuiti volantini ed adesivi del contatto blu <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> in diverse zone della città, come in altre città d’Italia, che riportano frasi emblematiche di situazioni di violenza psicologica, economica e giudiziaria che colpiscono gli uomini, tra cui :</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“TI DENUNCIO<br />
TANTO CREDERANNO<br />
SOLO A ME&#8221;</strong><br />
SE LEI TE LO DICE<br />
E&#8217; VIOLENZA” ,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8220;CHIEDO LA SEPARAZIONE, TI TOLGO I FIGLI E TI ROVINO&#8221;</strong><br />
SE LEI<br />
TE LO DICE<br />
E&#8217; VIOLENZA,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“I FIGLI<br />
SONO MIEI&#8221;</strong><br />
SE LEI<br />
TE LO DICE<br />
E&#8217; VIOLENZA,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8220;CE L&#8217;HAI<br />
PICCOLO&#8221;</strong><br />
SE LEI<br />
TE LO DICE<br />
E&#8217; VIOLENZA.<br />
<strong>Il messaggio è chiaro: la violenza non ha sesso, come fece pubblicare su vari manifesti 6&#215;3 l’avvocato Angelo Pisani in molte strade della città e, soprattutto, si manifesta perché tutte le vittime meritano tutela e riconoscimento.<br />
</strong><br />
Così sabato 29 marzo:<br />
- ore 11.00 appuntamento a pz. Trieste e Trento (Gambrinus), poi via Toledo<br />
- ore 12.00 salita al Vomero per pz. Vanvitelli e via Scarlatti.</p>
<p>Nonostante le evidenze, per miope strumentalizzazione ed interessi politici, la violenza sugli uomini rimane un fenomeno nascosto, sottostimato e privo di adeguata tutela ed attenzione mediatica/istituzionale. Anche molti uomini subiscono abusi psicologici, aggressioni fisiche, umiliazioni, speculazioni e ricatti economici, ma spesso non denunciano per paura di non essere creduti o di essere ridicolizzati dal sistema che di fatto li discrimina ed offende.</p>
<p><strong>La narrazione pubblica, polarizzata e ideologizzata, tende a ignorare questa realtà, impedendo un dibattito equo e inclusivo sul tema della violenza di genere, che non è un affare di partito come nei fatti ha dimostrato la violenza di Prodi in danno di una giornalista, in tal caso lasciata indifesa come tanti uomini dalla politica del femminismo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Napoli, 28 marzo 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenza-sugli-uomini-a-napoli-a-una-contro-campagna-del-1523-per-rompere-il-silenzio/">Violenza sugli uomini: a Napoli a una contro-campagna del 1523 per rompere il silenzio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>UNO STAND DEL 1523 A TUTTOSPOSI 2024 PER IL CONTRASTO AD OGNI FORMA DI VIOLENZA</title>
		<link>https://angelopisani.it/uno-stand-del-1523-a-tuttosposi-2024-per-il-contrasto-ad-ogni-forma-di-violenza/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 08:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[1523]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[stand 1523]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttosposi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> 25 OTTOBRE 2024 &#8211; Il 1523, servizio di pronta emergenza per il contrasto a qualsiasi forma di violenza (a differenza del 1522, dedicato solo alla tutela delle donne), sarà presente con un proprio stand a Tuttosposi 2024, l&#8217;evento che si inaugura oggi alla Mostra d&#8217;Oltremare di Napoli e resterà aperto fino a lunedì 28 ottobre. «Abbiamo scelto questo Salone del Wedding &#8211; spiega il promotore del 1523.it, avvocato Angelo Pisani - perché è proprio all&#8217;interno del matrimonio che occorre mettere in campo ogni tipo di prevenzione della violenza, sia quella esercitata dagli uomini, sia quella, sempre più frequente e pericolosa, e lo dicono i numeri, esercitata dalle donne in danno dei compagni, mariti o fidanzati». «Questa &#8211; continua il legale &#8211; è la ragione per la quale abbiamo dato vita al 1523.it, cui si può rivolgere qualsiasi vittima di violenza, uomo o donna, bambino o anziano che sia, perché sono stati tantissimi i casi, segnalati al nostro Studio legale, di vittime della violenza rifiutati dal 1522, in quanto tale servizio è rivolto esclusivamente alle donne». Il 1523 estende dunque la tutela a tutte le vittime di violenza fisica, psicologica, anche giudiziaria &#8211; una forma sempre più insidiosa e diffusa &#8211; e si propone al tempo stesso di diffondere la cura degli affetti, il rispetto delle persone, la cultura dei diritti. Nel corso nel Salone il team di esperti del 1523 &#8211; avvocati, fra cui molte professioniste donna, ma anche operatori sanitari, consulenti psicologi etc. &#8211; saranno a disposizione del pubblico e terranno alcune conference sul tema. «Ci rivolgiamo inoltre alle scuole &#8211; spiega ancora l&#8217;avvocato Pisani &#8211; perché è dall&#8217;infanzia e dall&#8217;adolescenza che debbono partire queste attività di diffusione del rispetto per i diritti umani e di educazione agli affetti». Nel corso degli incontri gli avvocati dello Studio Pisani faranno inoltre conoscere i contorni della battaglia legale in atto al TAR dopo che la Presidenza del Consiglio aveva negato al 1523 la concessione del Numero verde gratuito. Intanto sono attivi il sito 1523.it, il cell. +39 335 417 420, la mail  SOS@1523.IT  e il numero di WhatsApp +39 335 417 420. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uno-stand-del-1523-a-tuttosposi-2024-per-il-contrasto-ad-ogni-forma-di-violenza/">UNO STAND DEL 1523 A TUTTOSPOSI 2024 PER IL CONTRASTO AD OGNI FORMA DI VIOLENZA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-stand.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4615" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-stand.png" alt="" width="479" height="359" /></a></p>
<p align="center">
<p> 25 OTTOBRE 2024 &#8211; Il <a href="https://www.1523.it/" target="_blank"><strong>1523</strong></a>, servizio di pronta emergenza per il contrasto a qualsiasi forma di violenza (a differenza del 1522, dedicato solo alla tutela delle donne), sarà presente con un proprio stand a Tuttosposi 2024, l&#8217;evento che si inaugura oggi alla Mostra d&#8217;Oltremare di Napoli e resterà aperto fino a lunedì 28 ottobre.</p>
<p>«Abbiamo scelto questo Salone del Wedding &#8211; spiega il promotore del <a href="http://1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a>, avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>- perché è proprio all&#8217;interno del matrimonio che occorre mettere in campo ogni tipo di prevenzione della violenza, sia quella esercitata dagli uomini, sia quella, sempre più frequente e pericolosa, e lo dicono i numeri, esercitata dalle donne in danno dei compagni, mariti o fidanzati». «Questa &#8211; continua il legale &#8211; è la ragione per la quale abbiamo dato vita al <a href="http://1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a>, cui si può rivolgere qualsiasi vittima di violenza, uomo o donna, bambino o anziano che sia, perché sono stati tantissimi i casi, segnalati al nostro Studio legale, di vittime della violenza rifiutati dal 1522, in quanto tale servizio è rivolto esclusivamente alle donne».</p>
<p><strong>Il 1523 estende dunque la tutela a tutte le vittime di violenza fisica, psicologica, anche giudiziaria &#8211; una forma sempre più insidiosa e diffusa &#8211; e si propone al tempo stesso di diffondere la cura degli affetti, il rispetto delle persone, la cultura dei diritti.</strong></p>
<p>Nel corso nel Salone il team di esperti del 1523 &#8211; avvocati, fra cui molte professioniste donna, ma anche operatori sanitari, consulenti psicologi etc. &#8211; saranno a disposizione del pubblico e terranno alcune conference sul tema. «Ci rivolgiamo inoltre alle scuole &#8211; spiega ancora l&#8217;avvocato Pisani &#8211; perché è dall&#8217;infanzia e dall&#8217;adolescenza che debbono partire queste attività di diffusione del rispetto per i diritti umani e di educazione agli affetti».</p>
<p>Nel corso degli incontri gli avvocati dello Studio Pisani faranno inoltre conoscere i contorni della battaglia legale in atto al TAR dopo che la Presidenza del Consiglio aveva negato al 1523 la concessione del Numero verde gratuito.</p>
<p>Intanto sono attivi il sito <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, il cell. +39 335 417 420, la mail  <a href="mailto:SOS@1523.IT" target="_blank">SOS@1523.IT</a>  e il numero di WhatsApp +39 335 417 420.</p>
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