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	<title>Angelo Pisani &#187; 2005</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>Giustizia: inefficienze a Napoli, legale fa causa a Ministero</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 15:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 02 NOVEMBRE 2005 Cause per danni sono state avviate contro il ministero della Giustizia da un avvocato di Napoli, Angelo Pisani, a causa &#8211; spiega il legale &#8211; &#8221;dell&#8217;assoluta inefficienza, dei disservizi e degli enormi ritardi che soffocano l&#8217;ufficio dei giudici di pace del capoluogo campano&#8221;. Pisani cita in particolare &#8221;l&#8217;ingiustificabile ritardo, anche di 11 mesi, nel rilascio di copie delle sentenze o la mancata possibilità di poter ritirare le produzioni di parte in archivi fatiscenti&#8221;. Gli atti di citazione &#8211; cui &#8221;ne seguiranno presto molti altri di altrettanti professionisti unitisi alla mia iniziativa&#8221;, sostiene Pisani &#8211; sono già stati notificati al legale rappresentante del dicastero, il ministro Roberto Castelli. La prima udienza è fissata il 10 dicembre, davanti al giudice di pace di Napoli, in relazione al ritardo nella consegna di una sentenza: &#8221;Ma già a questo proposito &#8211; sottolinea l&#8217;avvocato Pisani, noto alle cronache per le sue iniziative legali a difesa dei consumatori &#8211; il ministro sarà costretto ad accorgersi che l&#8217;ufficio non funziona: quella data slitterà di circa un mese, in violazione del diritto di difesa e delle norme del codice, e ciò basterebbe a dimostrare i danni causati dall&#8217;inefficienza&#8221;. Nell&#8217;atto di citazione l&#8217;avvocato offre uno spaccato dei disservizi e disagi subiti dai legali e dai cittadini che chiedono giustizia: &#8221;L&#8217;ufficio notifiche è al collasso e le cancellerie non riescono a smaltire il lavoro in tempi ragionevoli, a Napoli, infatti, per ottenere le copie di una sentenza, o anche soltanto riuscire a farsi restituire la documentazione che gli stessi avvocati hanno depositato nel corso delle cause bisogna aspettare anche un anno&#8221;. &#8221;Il paradosso &#8211; continua Pisani &#8211; è che pagando i diritti di urgenza &#8216;bastano&#8217;, si fa per dire, 5 mesi, mentre la legge prevede un termine di due giorni lavorativi. Tutto questo impedisce l&#8217;esercizio dei propri diritti e viola ogni aspettativa di giustizia: non riuscendo ad avere le copie delle sentenze non è possibile presentare appelli, ricorsi, e soprattutto non possono essere messe in esecuzione le sentenze, svilendo di ogni significato i seri sacrifici sostenuti durante il già lungo e difficile processo. Questo vuol dire che un creditore che ottiene dal giudice una sentenza necessaria a riscuotere il suo credito, dovrà in realtà aspettare ancora uno o due anni soltanto per cominciare l&#8217;esecuzione, se il debitore nel frattempo esiste ancora&#8221;. (ANSA)</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/giustizia-inefficienze-a-napoli-legale-fa-causa-a-ministero/">Giustizia: inefficienze a Napoli, legale fa causa a Ministero</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 02 NOVEMBRE 2005</p>
<p>Cause per danni sono state avviate contro il ministero della Giustizia da un avvocato di Napoli, Angelo Pisani, a causa &#8211; spiega il legale &#8211; &#8221;dell&#8217;assoluta inefficienza, dei disservizi e degli enormi ritardi che soffocano l&#8217;ufficio dei giudici di pace del capoluogo campano&#8221;.</p>
<p>Pisani cita in particolare &#8221;l&#8217;ingiustificabile ritardo, anche di 11 mesi, nel rilascio di copie delle sentenze o la mancata possibilità di poter ritirare le produzioni di parte in archivi fatiscenti&#8221;.</p>
<p>Gli atti di citazione &#8211; cui &#8221;ne seguiranno presto molti altri di altrettanti professionisti unitisi alla mia iniziativa&#8221;, sostiene Pisani &#8211; sono già stati notificati al legale rappresentante del dicastero, il ministro Roberto Castelli. La prima udienza è fissata il 10 dicembre, davanti al giudice di pace di Napoli, in relazione al ritardo nella consegna di una sentenza: &#8221;Ma già a questo proposito &#8211; sottolinea l&#8217;avvocato Pisani, noto alle cronache per le sue iniziative legali a difesa dei consumatori &#8211; il ministro sarà costretto ad accorgersi che l&#8217;ufficio non funziona: quella data slitterà di circa un mese, in violazione del diritto di difesa e delle norme del codice, e ciò basterebbe a dimostrare i danni causati dall&#8217;inefficienza&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;atto di citazione l&#8217;avvocato offre uno spaccato dei disservizi e disagi subiti dai legali e dai cittadini che chiedono giustizia: &#8221;L&#8217;ufficio notifiche è al collasso e le cancellerie non riescono a smaltire il lavoro in tempi ragionevoli, a Napoli, infatti, per ottenere le copie di una sentenza, o anche soltanto riuscire a farsi restituire la documentazione che gli stessi avvocati hanno depositato nel corso delle cause bisogna aspettare anche un anno&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il paradosso &#8211; continua Pisani &#8211; è che pagando i diritti di urgenza &#8216;bastano&#8217;, si fa per dire, 5 mesi, mentre la legge prevede un termine di due giorni lavorativi. Tutto questo impedisce l&#8217;esercizio dei propri diritti e viola ogni aspettativa di giustizia: non riuscendo ad avere le copie delle sentenze non è possibile presentare appelli, ricorsi, e soprattutto non possono essere messe in esecuzione le sentenze, svilendo di ogni significato i seri sacrifici sostenuti durante il già lungo e difficile processo. Questo vuol dire che un creditore che ottiene dal giudice una sentenza necessaria a riscuotere il suo credito, dovrà in realtà aspettare ancora uno o due anni soltanto per cominciare l&#8217;esecuzione, se il debitore nel frattempo esiste ancora&#8221;. (ANSA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/giustizia-inefficienze-a-napoli-legale-fa-causa-a-ministero/">Giustizia: inefficienze a Napoli, legale fa causa a Ministero</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sequestro motorini: Napoli, giudice pace sospende confisca in uno dei ricorsi promossi da Associazione NOI Consumatori</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 17:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 03 SETTEMBRE 2005 Il giudice di pace di Napoli ha sospeso un provvedimento di sequestro e confisca di un motorino in base alla nuova normativa, in attesa dell&#8217;udienza di merito fissata per dicembre. La decisione &#8211; del giudice Attilio Ruggiero, seconda sezione &#8211; è stata presa in seguito a uno dei ricorsi presentati dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori. Per Pisani si tratta &#8221;di un segnale positivo per contrastare una legge che infligge sanzioni abnormi anche per violazioni lievi e presenta diversi profili d&#8217;incostituzionalita&#8221;&#8217;. Nel caso in questione, il conducente del ciclomotore circolava senza aver indossato il casco protettivo. Il giudice, informa il legale, ha fissato l&#8217;udienza al 19 dicembre 2005, &#8221;per decidere sia sulla questione di legittimità costituzionale sollevata sia nel merito delle difese, ma nel frattempo l&#8217;utente ha recuperato il motorino e non subirà danni o altri pregiudizi nelle more del procedimento&#8221;. &#8221;L&#8217;illegalità diffusa nell&#8217;uso dei motocicli compromette la sicurezza della circolazione ed agevola comportamenti criminosi per cui è giusto cercare di arginarla &#8211; ricorda Pisani &#8211; ma è necessario che la sanzione sia sempre proporzionale alla violazione. Al contrario la confisca di una moto per violazioni lievi è una sanzione abnorme e viene percepita non come giusta misura di contrasto dell&#8217;illegalità, ma come una vessazione da parte dell&#8217;autorità&#8221;. Per il presidente di Noi Consumatori &#8221;questa legge viola i principi cardini del nostro ordinamento e sicuramente risulta incostituzionale in quanto punisce più il proprietario del motociclo che l&#8217;eventuale trasgressore della norma, ledendo il principio di personalità della responsabilità penale e amministrativa, il divieto di responsabilità per fatto altrui, il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione rispetto alla violazione accertata, costituendo una chiara disparità di trattamento rispetto agli automobilisti&#8221;. (ANSA) &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sequestro-motorini-napoli-giudice-pace-sospende-confisca-in-uno-dei-ricorsi-promossi-da-associazione-noi-consumatori/">Sequestro motorini: Napoli, giudice pace sospende confisca in uno dei ricorsi promossi da Associazione NOI Consumatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 03 SETTEMBRE 2005</p>
<p>Il giudice di pace di Napoli ha sospeso un provvedimento di sequestro e confisca di un motorino in base alla nuova normativa, in attesa dell&#8217;udienza di merito fissata per dicembre. La decisione &#8211; del giudice Attilio Ruggiero, seconda sezione &#8211; è stata presa in seguito a uno dei ricorsi presentati dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori.</p>
<p>Per Pisani si tratta &#8221;di un segnale positivo per contrastare una legge che infligge sanzioni abnormi anche per violazioni lievi e presenta diversi profili d&#8217;incostituzionalita&#8221;&#8217;. Nel caso in questione, il conducente del ciclomotore circolava senza aver indossato il casco protettivo. Il giudice, informa il legale, ha fissato l&#8217;udienza al 19 dicembre 2005, &#8221;per decidere sia sulla questione di legittimità costituzionale sollevata sia nel merito delle difese, ma nel frattempo l&#8217;utente ha recuperato il motorino e non subirà danni o altri pregiudizi nelle more del procedimento&#8221;.</p>
<p>&#8221;L&#8217;illegalità diffusa nell&#8217;uso dei motocicli compromette la sicurezza della circolazione ed agevola comportamenti criminosi per cui è giusto cercare di arginarla &#8211; ricorda Pisani &#8211; ma è necessario che la sanzione sia sempre proporzionale alla violazione. Al contrario la confisca di una moto per violazioni lievi è una sanzione abnorme e viene percepita non come giusta misura di contrasto dell&#8217;illegalità, ma come una vessazione da parte dell&#8217;autorità&#8221;.</p>
<p>Per il presidente di Noi Consumatori &#8221;questa legge viola i principi cardini del nostro ordinamento e sicuramente risulta incostituzionale in quanto punisce più il proprietario del motociclo che l&#8217;eventuale trasgressore della norma, ledendo il principio di personalità della responsabilità penale e amministrativa, il divieto di responsabilità per fatto altrui, il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione rispetto alla violazione accertata, costituendo una chiara disparità di trattamento rispetto agli automobilisti&#8221;. (ANSA)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sequestro-motorini-napoli-giudice-pace-sospende-confisca-in-uno-dei-ricorsi-promossi-da-associazione-noi-consumatori/">Sequestro motorini: Napoli, giudice pace sospende confisca in uno dei ricorsi promossi da Associazione NOI Consumatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Scomparsa da tre mesi: convivente arrestato per omicidio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 11:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 28 SETTEMBRE 2005 Carmen Polce, di 31 anni, la napoletana della quale non si avevano più notizie dalla sera del 18 giugno scorso, sarebbe stata uccisa con un corpo contundente dal convivente, Michele Campanile, di 33 anni, che avrebbe poi occultato il cadavere. La lite &#8211; spiegano i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta che hanno effettuato le indagini in collaborazione anche con i colleghi del Ris &#8211; sarebbe avvenuta nella camera da letto dell&#8217;abitazione occupata da circa un anno dai due, in via Toti a Cancello Arnone, in provincia di Caserta, e sarebbe scaturita dallo stato di tossicodipendenza dei due conviventi. Michele Campanile è stato arrestato, in base a un provvedimento emesso del gip del Tribunale di S. Maria Capua Vetere su richiesta del pm Maurizio Giordano,con l&#8217;accusa di omicidio e occultamento di cadavere. La svolta delle indagini si è avuta a conclusione degli accertamenti tecnico scientifici, effettuati con sofisticate attrezzature su macchie di sangue e di capelli trovati dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma sia nella camera da letto dell&#8217;appartamento nel quale abitavano la Polce e l&#8217;arrestato sia nel cofano della vettura del convivente. Tracce di sangue e capelli sono infatti risultati, dall&#8217;esame del Dna, appartenenti alla donna scomparsa. Secondo gli investigatori, dunque, Michele Campanile, nel corso del violento litigio, avvertito anche dai vicini di casa, avrebbe colpito ed ucciso la convivente con un corpo contundente e successivamente, dopo aver caricato il cadavere nel cofano della vettura, l&#8217;avrebbe nascosto in un luogo non ancora individuato dagli investigatori. Tracce di sangue, che inutilmente il presunto omicida avrebbe tentato di eliminare, sono state trovate anche sulle pareti e sul pavimento della stanza da letto dell&#8217;abitazione che, su provvedimento della magistratura samaritana era stato sequestrato le scorse settimane. Dopo tre mesi, in seguito a sopralluoghi che i carabinieri hanno effettuato con l&#8217;ausilio di cani poliziotto in una vasta zona compresa tra Cancello Arnone e Mondragone, con il supporto del Nucleo Subacqueo nel fiume Volturno, da Cancello Arnone alla foce e dopo ricerche estese in tutta Italia, sarebbe stato risolto il caso della scomparsa di Carmen Polce, del quale si è anche occupata la trasmissione televisiva &#8221;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;. La mamma di Carmen Polce, Rosa, infermiera  in un ospedale napoletano, il 21 settembre scorso aveva anche lanciato un appello attraverso il suo legale, l&#8217;avvocato Angelo Pisani: &#8221;Aiutatemi a ritrovare mia figlia &#8211; aveva scritto -. E&#8217; scomparsa da giugno e da allora non ho più notizie&#8221;. Secondo quanto si è appreso l&#8217;arrestato continua a negare di essere l&#8217;autore dell&#8217;omicidio, sostenendo che la donna, dalla quale ha avuto un figlio che oggi ha tre anni, si sia allontanata da casa dopo il violento litigio senza farvi più ritorno. Carmen Polce, era separata dal marito e da qualche anno aveva lasciato Napoli e si era stabilita con il convivente a Cancello Arnone. Tra i due, che secondo gli investigatori facevano uso di sostanze stupefacenti, erano frequenti i litigi, come testimoniato anche dai vicini. (ANSA)</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/scomparsa-da-tre-mesi-convivente-arrestato-per-omicidio/">Scomparsa da tre mesi: convivente arrestato per omicidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 28 SETTEMBRE 2005</p>
<p>Carmen Polce, di 31 anni, la napoletana della quale non si avevano più notizie dalla sera del 18 giugno scorso, sarebbe stata uccisa con un corpo contundente dal convivente, Michele Campanile, di 33 anni, che avrebbe poi occultato il cadavere. La lite &#8211; spiegano i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta che hanno effettuato le indagini in collaborazione anche con i colleghi del Ris &#8211; sarebbe avvenuta nella camera da letto dell&#8217;abitazione occupata da circa un anno dai due, in via Toti a Cancello Arnone, in provincia di Caserta, e sarebbe scaturita dallo stato di tossicodipendenza dei due conviventi.</p>
<p>Michele Campanile è stato arrestato, in base a un provvedimento emesso del gip del Tribunale di S. Maria Capua Vetere su richiesta del pm Maurizio Giordano,con l&#8217;accusa di omicidio e occultamento di cadavere.</p>
<p>La svolta delle indagini si è avuta a conclusione degli accertamenti tecnico scientifici, effettuati con sofisticate attrezzature su macchie di sangue e di capelli trovati dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma sia nella camera da letto dell&#8217;appartamento nel quale abitavano la Polce e l&#8217;arrestato sia nel cofano della vettura del convivente.</p>
<p>Tracce di sangue e capelli sono infatti risultati, dall&#8217;esame del Dna, appartenenti alla donna scomparsa. Secondo gli investigatori, dunque, Michele Campanile, nel corso del violento litigio, avvertito anche dai vicini di casa, avrebbe colpito ed ucciso la convivente con un corpo contundente e successivamente, dopo aver caricato il cadavere nel cofano della vettura, l&#8217;avrebbe nascosto in un luogo non ancora individuato dagli investigatori. Tracce di sangue, che inutilmente il presunto omicida avrebbe tentato di eliminare, sono state trovate anche sulle pareti e sul pavimento della stanza da letto dell&#8217;abitazione che, su provvedimento della magistratura samaritana era stato sequestrato le scorse settimane.</p>
<p>Dopo tre mesi, in seguito a sopralluoghi che i carabinieri hanno effettuato con l&#8217;ausilio di cani poliziotto in una vasta zona compresa tra Cancello Arnone e Mondragone, con il supporto del Nucleo Subacqueo nel fiume Volturno, da Cancello Arnone alla foce e dopo ricerche estese in tutta Italia, sarebbe stato risolto il caso della scomparsa di Carmen Polce, del quale si è anche occupata la trasmissione televisiva &#8221;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;.</p>
<p>La mamma di Carmen Polce, Rosa, infermiera  in un ospedale napoletano, il 21 settembre scorso aveva anche lanciato un appello attraverso il suo legale, l&#8217;avvocato Angelo Pisani: &#8221;Aiutatemi a ritrovare mia figlia &#8211; aveva scritto -. E&#8217; scomparsa da giugno e da allora non ho più notizie&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto si è appreso l&#8217;arrestato continua a negare di essere l&#8217;autore dell&#8217;omicidio, sostenendo che la donna, dalla quale ha avuto un figlio che oggi ha tre anni, si sia allontanata da casa dopo il violento litigio senza farvi più ritorno. Carmen Polce, era separata dal marito e da qualche anno aveva lasciato Napoli e si era stabilita con il convivente a Cancello Arnone. Tra i due, che secondo gli investigatori facevano uso di sostanze stupefacenti, erano frequenti i litigi, come testimoniato anche dai vicini. (ANSA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/scomparsa-da-tre-mesi-convivente-arrestato-per-omicidio/">Scomparsa da tre mesi: convivente arrestato per omicidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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