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	<title>Angelo Pisani &#187; aumento</title>
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		<title>1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il Reddito di libertà destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo da 500 a 530 euro al mese per un anno. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025. Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, statistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali. Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime. Da qui la proposta del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti. «Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà». «Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5782" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42-300x162.png" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il <strong>Reddito di libertà</strong> destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo <strong>da 500 a 530 euro al mese per un anno</strong>. Il contributo complessivo annuo sale così a <strong>6.360 euro</strong>, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa <strong>16,5 milioni di euro</strong>, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025.</p>
<p>Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, s<strong>tatistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali.</strong> Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime.</p>
<p>Da qui la proposta del <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a>, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti.</p>
<p>«Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere <strong>la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 07:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI? NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli. Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini. LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti: ACCESSO CIVICO (FOIA): Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana. ESPOSTO ALL&#8217;ART: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa. ESPOSTO CAUTELATIVO, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE: ESPOSTO alla Procura della Repubblica per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica. CLASS ACTION: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria . Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio. &#160; GUARDA IL VIDEO! https://youtu.be/YA-xAKubXuU &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5439" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png" alt="" width="419" height="424" /></a><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></strong></p>
<p><strong>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. </strong></p>
<p><strong>I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI?</strong></p>
<p>NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli.</p>
<p><strong>Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO</strong><br />
Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini.</p>
<p><strong>LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H</strong><br />
Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada</p>
<p><strong>LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti:<br />
<strong>ACCESSO CIVICO (FOIA)</strong>: Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana.<br />
<strong>ESPOSTO ALL&#8217;ART</strong>: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa.<br />
<strong>ESPOSTO CAUTELATIVO</strong>, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE:</p>
<p><strong>ESPOSTO alla Procura della Repubblica</strong> per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica.<br />
<strong>CLASS ACTION</strong>: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria .</p>
<p>Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GUARDA IL VIDEO!</strong></p>
<p><strong><a href="https://youtu.be/YA-xAKubXuU">https://youtu.be/YA-xAKubXuU</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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