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	<title>Angelo Pisani &#187; camorra</title>
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		<title>Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2016 19:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Minacce di morte all’avvocato pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire, andremo avanti per difendere i valori e la vita dei piccoli innocenti da questo orrore senza fine &#160; Pesanti minacce sono arrivate oggi dal Parco Verde di Caivano all’indirizzo di Angelo Pisani, che con il fratello Sergio è impegnato nelle indagini difensive per ricostruire la verità sulla morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, assistendo i papà dei due bambini e i nonni di Chicca. Ed è stata proprio la famiglia di Mimma Guardato, madre di Fortuna, a denunciare l’esistenza di minacce e a chiedere giustizia.  Alcune persone si erano infatti recate ieri sera a casa di familiari della piccola Fortuna, ai quali avrebbero detto: &#8220;Non fate più venire l&#8217;avvocato e i giornalisti nel Parco Verde altrimenti fanno la stessa fine di Fortuna&#8221;. In merito a questo grave episodio intimidatorio, che è stato denunciato alle forze dell’ordine, l’avvocato Angelo Pisani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni. Le gravi minacce rimbombate oggi dal Parco Verde di Caivano arrivano dopo che le TV nazionali hanno acceso i riflettori, e alla vigilia dell’incidente probatorio nel quale due bambine, che sono riuscite ad infrangere il muro dell’omertà, dovranno confermare dinanzi ai pubblici ministeri le atroci verità su quanto loro accaduto e sul tragico destino di Fortuna. Non è certo un caso che proprio in queste ore, come spesso accade, si cerchi con ogni mezzo di evitare e fermare la verità, e possiamo immaginare quali tentativi potrebbero essere messi in atto, oltre alle pesanti intimidazioni di queste ultime ore, proprio per impedire che si cristallizzino prove e testimonianze. Fin dal primo momento abbiamo sostenuto che, per quanto già di per sé atroci, le morti di Chicca e di Antonio rappresentavano lo scenario emerso di un contesto ancora più esteso ed orribile, ponendoci l’obiettivo di offrire il massimo della nostra collaborazione alle accurate indagini, con lo scopo primario di sottrarre altri piccoli innocenti allo stesso destino, oltre che per individuare e punire i responsabili di simili scempi.  I riflettori che abbiamo acceso su quell’angolo più buio della provincia di Napoli, anche attraverso la stampa, dovrebbero spegnersi: questo l’obiettivo palese delle minacce, rivolte a noi legali e ai giornalisti, con l’evidente scopo di far inghiottire nuovamente nell’oscurità la catena di abusi e reati che sono stati consumati per anni. Finora si era trattato di intimidazioni velate, anche a carico di qualche operatore sociale che aveva provato a sollevare il velo. Adesso si è deciso evidentemente di alzare il tiro, benché le stesse aggressioni in carcere all’indagato per queste mostruosità e alla sua compagna sembrassero indicare che anche tra i detenuti si manifesta orrore verso crimini come questi. Invece si cerca di sbarrare la strada a tutti coloro che con rigore e coraggio cercano di sottrarre altri piccoli  innocenti a delitti ripugnanti contro l’umanità, lungo un percorso che appare solo all’inizio rispetto alla gravità della situazione.  Ma nella città in cui si stava preparando il tritolo per il nostro procuratore capo Giovanni Colangelo, e nello stesso Parco Verde in cui un anno fa qualcuno aveva stappato lo spumante dopo la notizia della morte di Federico Bisceglia, che proprio su quegli orrori stava indagando, noi non ci fermeremo, noi abbiamo il dovere di andare avanti, così come devono farlo tutte le istituzioni.  Diamo atto alla famiglia di Mimma Guardato, mamma della povera Fortuna,  di aver reso nota l’esistenza di queste minacce,  facendo seguito all’atteggiamento tenuto fin dall’inizio da questa famiglia, con la richiesta di conoscere ad ogni costo la verità sulla morte della loro bambina.  Certo, si respira un clima torbido, qualcuno sta cercando di seminare il terrore. Ma noi andremo avanti ed ogni altra minaccia, come qualsiasi ‘anomalia’ che possa intralciare il nostro percorso e quello degli investigatori, sarà denunciata ai carabinieri. Lo faremo per onorare la memoria di Chicca, il ricordo di Antonio, la testimonianza di vita che ci ha lasciato Federico Bisceglia.  Nulla può fermare il dovere e l&#8217;obbligo di accertare la verità e di difendere tutti i bambini. Nella foto il Parco Verde di Caivano</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minacce-di-morte-allavvocato-pisani-da-chi-non-vuole-sentir-parlare-degli-orchi-del-parco-verde-il-legale-nella-citta-in-cui-si-arriva-a-preparare-il-tritolo-contro-il-procuratore-capo-o-si/">Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Minacce di morte all’avvocato pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire, andremo avanti per difendere i valori e la vita dei piccoli innocenti da questo orrore senza fine</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pesanti minacce sono arrivate oggi dal Parco Verde di Caivano all’indirizzo di Angelo Pisani, che con il fratello Sergio è impegnato nelle indagini difensive per ricostruire la verità sulla morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, assistendo i papà dei due bambini e i nonni di Chicca.</p>
<p>Ed è stata proprio la famiglia di Mimma Guardato, madre di Fortuna, a denunciare l’esistenza di minacce e a chiedere giustizia.  Alcune persone si erano infatti recate ieri sera a casa di familiari della piccola Fortuna, ai quali avrebbero detto: &#8220;Non fate più venire l&#8217;avvocato e i giornalisti nel Parco Verde altrimenti fanno la stessa fine di Fortuna&#8221;. In merito a questo grave episodio intimidatorio, che è stato denunciato alle forze dell’ordine, l’avvocato Angelo Pisani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.</p>
<p><em>Le gravi minacce rimbombate oggi dal Parco Verde di Caivano arrivano dopo che le TV nazionali hanno acceso i riflettori, e alla vigilia dell’incidente probatorio nel quale due bambine, che sono riuscite ad infrangere il muro dell’omertà, dovranno confermare dinanzi ai pubblici ministeri le atroci verità su quanto loro accaduto e sul tragico destino di Fortuna. Non è certo un caso che proprio in queste ore, come spesso accade, si cerchi con ogni mezzo di evitare e fermare la verità, e possiamo immaginare quali tentativi potrebbero essere messi in atto, oltre alle pesanti intimidazioni di queste ultime ore, proprio per impedire che si cristallizzino prove e testimonianze.</em></p>
<p><em>Fin dal primo momento abbiamo sostenuto che, per quanto già di per sé atroci, le morti di Chicca e di Antonio rappresentavano lo scenario emerso di un contesto ancora più esteso ed orribile, ponendoci l’obiettivo di offrire il massimo della nostra collaborazione alle accurate indagini, con lo scopo primario di sottrarre altri piccoli innocenti allo stesso destino, oltre che per individuare e punire i responsabili di simili scempi.</em></p>
<p><em> I riflettori che abbiamo acceso su quell’angolo più buio della provincia di Napoli, anche attraverso la stampa, dovrebbero spegnersi: questo l’obiettivo palese delle minacce, rivolte a noi legali e ai giornalisti, con l’evidente scopo di far inghiottire nuovamente nell’oscurità la catena di abusi e reati che sono stati consumati per anni. Finora si era trattato di intimidazioni velate, anche a carico di qualche operatore sociale che aveva provato a sollevare il velo. Adesso si è deciso evidentemente di alzare il tiro, benché le stesse aggressioni in carcere all’indagato per queste mostruosità e alla sua compagna sembrassero indicare che anche tra i detenuti si manifesta orrore verso crimini come questi. Invece si cerca di sbarrare la strada a tutti coloro che con rigore e coraggio cercano di sottrarre altri piccoli  innocenti a delitti ripugnanti contro l’umanità, lungo un percorso che appare solo all’inizio rispetto alla gravità della situazione.</em></p>
<p><em> Ma nella città in cui si stava preparando il tritolo per il nostro procuratore capo Giovanni Colangelo, e nello stesso Parco Verde in cui un anno fa qualcuno aveva stappato lo spumante dopo la notizia della morte di Federico Bisceglia, che proprio su quegli orrori stava indagando, noi non ci fermeremo, noi abbiamo il dovere di andare avanti, così come devono farlo tutte le istituzioni.</em></p>
<p><em> Diamo atto alla famiglia di Mimma Guardato, mamma della povera Fortuna,  di aver reso nota l’esistenza di queste minacce,  facendo seguito all’atteggiamento tenuto fin dall’inizio da questa famiglia, con la richiesta di conoscere ad ogni costo la verità sulla morte della loro bambina.</em></p>
<p><em> Certo, si respira un clima torbido, qualcuno sta cercando di seminare il terrore. Ma noi andremo avanti ed ogni altra minaccia, come qualsiasi ‘anomalia’ che possa intralciare il nostro percorso e quello degli investigatori, sarà denunciata ai carabinieri. Lo faremo per onorare la memoria di Chicca, il ricordo di Antonio, la testimonianza di vita che ci ha lasciato Federico Bisceglia.</em></p>
<p><em> Nulla può fermare il dovere e l&#8217;obbligo di accertare la verità e di difendere tutti i bambini. </em></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-14-alle-21.06.36.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3960" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-14-alle-21.06.36.png" alt="" width="673" height="444" /></a></p>
<p>Nella foto il Parco Verde di Caivano</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minacce-di-morte-allavvocato-pisani-da-chi-non-vuole-sentir-parlare-degli-orchi-del-parco-verde-il-legale-nella-citta-in-cui-si-arriva-a-preparare-il-tritolo-contro-il-procuratore-capo-o-si/">Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Omicidio Fortuna &#8211; la nota dell&#8217;avvocato Angelo Pisani</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 10:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A seguito dell’arresto di Raimondo Caputo per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo e dell’agghiacciante scenario emerso dall’ordinanza di custodia cautelare, l’avvocato Angelo Pisani, che con Sergio Pisani assiste il padre, i nonni ed i familiari della piccola, ribadendo il suo allarme sulla calamità criminale a danno dei minori, ha diffuso la seguente nota. &#160; L’orrore che suscita la lettura della minuziosa ordinanza (122 pagine) del gip Alessandro Buccino Grimaldi sull’omicidio della piccola Fortuna Loffredo è pari solo allo sgomento che si prova dovendo accertare, oltre all&#8217;assenza delle istituzioni e mancanza di valori elementari, la coltre di connivenze e complicità familiari, talvolta anche da parte delle madri e nonne, dentro quello che emerge come un contesto sociale e criminale tra i più degradati e feroci dell’intero pianeta. Lo scenario entro cui si inserisce l’orrendo giro di pedofilia e criminalità  che ieri ha portato in carcere Raimondo Caputo è quello tipico della nuova camorra, dove il disprezzo della vita umana rappresenta un elemento tipico del sistema criminale, anche quando si tratta di frantumare, per vizio o quasi per “gioco”, la vita dei bambini, compresa quella dei propri figli. Del resto, la miseria morale e materiale spinta a condizioni di estrema, quotidiana disperazione, sono da sempre l’humus più fertile dentro il quale attecchisce e cresce la pianta venefica del giogo camorristico e della moderna criminalità. Né sono serviti, come si può ampiamente constatare negli atti del gip e nelle rigorose ricostruzioni dei pm Domenico Airoma e Claudia Maone, i giustificativi rimedi istituzionali finora messi in campo dallo Stato, laddove è evidente che occorrono invece strumenti radicali, lavoro, cultura, sviluppo economico e luci per un rivolgimento a 360 gradi di assetti sociali come quello del Parco Verde di Caivano, quell’infernale negazione dei più elementari diritti umani così nitidamente  descritta nell’ordinanza. A fronte di situazioni che sfidano perfino le leggi naturali e ci inducono a vergognarci di appartenere non solo all’umanità, ma perfino alla specie animale, ci vuole insomma ben altro. Ed è per questo che il mio ringraziamento per l’enorme e difficile lavoro svolto va alla magistratura, che ancora una volta sta svolgendo un ruolo essenziale, nelle nostre disastrate terre, anche dentro il vuoto lasciato dagli altri presìdi dello Stato, tutti responsabili di aver lasciato che creature innocenti come Chicca e come forse altri bambini venissero letteralmente buttati via dopo essere stati ripetutamente abusati. Ma il primo, emozionato ringraziamento lo devo a Federico Bisceglia, il magistrato di Napoli Nord scomparso in un incidente stradale pochi mesi dopo, che fin dall’inizio accolse i miei sospetti sul fatto che la morte di Chicca non fosse dovuta ad una caduta accidentale, come tanti volevano affermare per chiudere il capitolo e come invece un anno prima era stata &#8220;raccontata&#8221; in primis da una diversa madre quella del piccolo Antonio, al quale era invece toccata un&#8217;atroce sorte. E fu proprio a Federico Bisceglia che nei primi giorni delle indagini, dopo avergli raccontato le mie tristi sensazioni e sospetti, poi rilevatisi fondati,  consegnai i quaderni e i disegni delle bambine,   risultati in seguito così determinanti per l’accertamento della verità. Così come dobbiamo essere grati alla mamma di Fortuna, Domenica Guardato &#8211; ed anche al padre Pietro, che piangeva e gridava dal carcere &#8211; perché ha preteso fin dal primo momento di conoscere la verità, sottoponendosi alle luci dei riflettori per chiedere giustizia sulla morte della sua bambina, ben consapevole, come oggi mostrano le carte giudiziarie, della sfida che stava lanciando alle omissioni e all’assenza delle istituzioni, ma ancor di più allo strapotere camorristico degli orchi assetati di sangue e di carne umana, anche quella dei bambini. Ancora una parola va detta per il papà di Fortuna, recluso da anni per contraffazione di CD, colpevole di essere nato in uno dei luoghi più degradati della terra, dove la deprivazione di futuro e speranza sono condizioni congenite all’esistenza umana. Per Pietro Loffredo rivolgo un accorato appello alle istituzioni affinché gli possa essere data la dignità di un lavoro per la crescita e la tutela della sua famiglia. Ha un altro figlio piccolo da crescere, ma la ragione principale è che Pietro possa diventare il simbolo di uno Stato che, seppure tante volte sconfitto, è ancora in grado di offrire una speranza, anche agli “ultimi” come lui. Angelo Pisani</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/omicidio-fortuna-la-nota-dellavvocato-angelo-pisani-cs/">Omicidio Fortuna &#8211; la nota dell&#8217;avvocato Angelo Pisani</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>A seguito dell’arresto di Raimondo Caputo per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo e dell’agghiacciante scenario emerso dall’ordinanza di custodia cautelare, l’avvocato Angelo Pisani, che con Sergio Pisani assiste il padre, i nonni ed i familiari della piccola, ribadendo il suo allarme sulla calamità criminale a danno dei minori, ha diffuso la seguente nota.</em></strong><strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’orrore che suscita la lettura della minuziosa ordinanza (122 pagine) del gip Alessandro Buccino Grimaldi sull’omicidio della piccola Fortuna Loffredo è pari solo allo sgomento che si prova dovendo accertare, oltre all&#8217;assenza delle istituzioni e mancanza di valori elementari, la coltre di connivenze e complicità familiari, talvolta anche da parte delle madri e nonne, dentro quello che emerge come un contesto sociale e criminale tra i più degradati e feroci dell’intero pianeta.</p>
<p>Lo scenario entro cui si inserisce l’orrendo giro di pedofilia e criminalità  che ieri ha portato in carcere Raimondo Caputo è quello tipico della nuova camorra, dove il disprezzo della vita umana rappresenta un elemento tipico del sistema criminale, anche quando si tratta di frantumare, per vizio o quasi per “gioco”, la vita dei bambini, compresa quella dei propri figli.</p>
<p>Del resto, la miseria morale e materiale spinta a condizioni di estrema, quotidiana disperazione, sono da sempre l’humus più fertile dentro il quale attecchisce e cresce la pianta venefica del giogo camorristico e della moderna criminalità. Né sono serviti, come si può ampiamente constatare negli atti del gip e nelle rigorose ricostruzioni dei pm Domenico Airoma e Claudia Maone, i giustificativi rimedi istituzionali finora messi in campo dallo Stato, laddove è evidente che occorrono invece strumenti radicali, lavoro, cultura, sviluppo economico e luci per un rivolgimento a 360 gradi di assetti sociali come quello del Parco Verde di Caivano, quell’infernale negazione dei più elementari diritti umani così nitidamente  descritta nell’ordinanza.</p>
<p>A fronte di situazioni che sfidano perfino le leggi naturali e ci inducono a vergognarci di appartenere non solo all’umanità, ma perfino alla specie animale, ci vuole insomma ben altro. Ed è per questo che il mio ringraziamento per l’enorme e difficile lavoro svolto va alla magistratura, che ancora una volta sta svolgendo un ruolo essenziale, nelle nostre disastrate terre, anche dentro il vuoto lasciato dagli altri presìdi dello Stato, tutti responsabili di aver lasciato che creature innocenti come Chicca e come forse altri bambini venissero letteralmente buttati via dopo essere stati ripetutamente abusati.</p>
<p>Ma il primo, emozionato ringraziamento lo devo a Federico Bisceglia, il magistrato di Napoli Nord scomparso in un incidente stradale pochi mesi dopo, che fin dall’inizio accolse i miei sospetti sul fatto che la morte di Chicca non fosse dovuta ad una caduta accidentale, come tanti volevano affermare per chiudere il capitolo e come invece un anno prima era stata &#8220;raccontata&#8221; in primis da una diversa madre quella del piccolo Antonio, al quale era invece toccata un&#8217;atroce sorte.</p>
<p>E fu proprio a Federico Bisceglia che nei primi giorni delle indagini, dopo avergli raccontato le mie tristi sensazioni e sospetti, poi rilevatisi fondati,  consegnai i quaderni e i disegni delle bambine,   risultati in seguito così determinanti per l’accertamento della verità.</p>
<p>Così come dobbiamo essere grati alla mamma di Fortuna, Domenica Guardato &#8211; ed anche al padre Pietro, che piangeva e gridava dal carcere &#8211; perché ha preteso fin dal primo momento di conoscere la verità, sottoponendosi alle luci dei riflettori per chiedere giustizia sulla morte della sua bambina, ben consapevole, come oggi mostrano le carte giudiziarie, della sfida che stava lanciando alle omissioni e all’assenza delle istituzioni, ma ancor di più allo strapotere camorristico degli orchi assetati di sangue e di carne umana, anche quella dei bambini.</p>
<p>Ancora una parola va detta per il papà di Fortuna, recluso da anni per contraffazione di CD, colpevole di essere nato in uno dei luoghi più degradati della terra, dove la deprivazione di futuro e speranza sono condizioni congenite all’esistenza umana.</p>
<p>Per Pietro Loffredo rivolgo un accorato appello alle istituzioni affinché gli possa essere data la dignità di un lavoro per la crescita e la tutela della sua famiglia. Ha un altro figlio piccolo da crescere, ma la ragione principale è che Pietro possa diventare il simbolo di uno Stato che, seppure tante volte sconfitto, è ancora in grado di offrire una speranza, anche agli “ultimi” come lui.</p>
<p align="right">Angelo Pisani</p>
<p align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-30-alle-12.35.231.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3882" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-30-alle-12.35.231.png" alt="" width="747" height="439" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/omicidio-fortuna-la-nota-dellavvocato-angelo-pisani-cs/">Omicidio Fortuna &#8211; la nota dell&#8217;avvocato Angelo Pisani</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La camorra che fa da scudo all’Isis? Pazzesco!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 09:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La camorra che fa da scudo all’Isis? Pisani commenta le ipotesi di un esperto al Giornale mentre alla Sanità si consuma l’ennesima mattanza «Cose da pazzi, siamo arrivati al punto da dover leggere su un quotidiano nazionale, come Il Giornale, che secondo un esperto di sicurezza internazionale la Campania non deve temere attentati dell’Isis perché c’è già la camorra che controlla il territorio!». Non si fa attendere la reazione di Angelo Pisani, avvocato e presidente della Municipalità Napoli Nord, a seguito delle presunte rivelazioni riportate ieri dal Giornale, che scrive: «Per l’Isis gli obiettivi sensibili sono tutti al Nord e al centro. Il Sud pare invece al sicuro», perché «nell’ipotetica mappa del rischio, rivela una fonte dell’antiterrorismo, il Sud è paradossalmente meno esposto: infatti dove c’è qualcuno che sorveglia o addirittura gestisce il territorio, mafia e malavita organizzata, le infiltrazioni sono molto più difficili, a meno di alleanze per ora escluse, se non impossibili». «Certo! – rincara la dose Pisani – perché a Napoli la nostra mattanza quotidiana va avanti da anni e versa ogni giorno sangue sulle strade, anche sangue innocente, come accaduto ieri durante l’ennesimo omicidio di camorra alla Sanità, dove è stato gravemente ferito un passante». Per Pisani, il dramma degli eventi internazionali in queste ultime ore non deve oscurare la grave situazione della sicurezza e dell’ordine pubblico a Napoli, di fronte alla quale le istituzioni sembrano essersi arrese. «Siamo arrivati alla follia, collettiva ed istituzionale – tuona in conclusione il presidente Pisani – e al declino morale di doverci sentir dire che lo stato di guerra permanente in atto a Napoli rappresenta uno spauracchio addirittura per i feroci assassini dell’Isis. Cosa si aspetta a fermare questa guerra nella nostra città? Che dice il ministro Alfano delle ipotetiche rivelazioni dell’esperto intervistato dal Giornale? E che fine hanno fatto i rinforzi di uomini e mezzi promessi dal Viminale per presidiare i quartieri maggiormente a rischio come la Sanità? Hanno sbandierato di aver riattivato le telecamere di sorveglianza. Dove? Quando? Con risultati come quello di ieri, un agguato mortale in pieno giorno sotto gli occhi di tutti?». &#160;    </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/la-camorra-che-fa-da-scudo-allisis-pazzesco/">La camorra che fa da scudo all’Isis? Pazzesco!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La camorra che fa da scudo all’Isis? Pisani commenta le ipotesi di un esperto al Giornale mentre alla Sanità si consuma l’ennesima mattanza </strong></p>
<p>«Cose da pazzi, siamo arrivati al punto da dover leggere su un quotidiano nazionale, come Il Giornale, che secondo un esperto di sicurezza internazionale la Campania non deve temere attentati dell’Isis perché c’è già la camorra che controlla il territorio!».</p>
<p>Non si fa attendere la reazione di Angelo Pisani, avvocato e presidente della Municipalità Napoli Nord, a seguito delle presunte rivelazioni riportate ieri dal Giornale, che scrive: «Per l’Isis gli obiettivi sensibili sono tutti al Nord e al centro. Il Sud pare invece al sicuro», perché «nell’ipotetica mappa del rischio, rivela una fonte dell’antiterrorismo, il Sud è paradossalmente meno esposto: infatti dove c’è qualcuno che sorveglia o addirittura gestisce il territorio, mafia e malavita organizzata, le infiltrazioni sono molto più difficili, a meno di alleanze per ora escluse, se non impossibili».</p>
<p>«Certo! – rincara la dose Pisani – perché a Napoli la nostra mattanza quotidiana va avanti da anni e versa ogni giorno sangue sulle strade, anche sangue innocente, come accaduto ieri durante l’ennesimo omicidio di camorra alla Sanità, dove è stato gravemente ferito un passante». Per Pisani, il dramma degli eventi internazionali in queste ultime ore non deve oscurare la grave situazione della sicurezza e dell’ordine pubblico a Napoli, di fronte alla quale le istituzioni sembrano essersi arrese.</p>
<p>«Siamo arrivati alla follia, collettiva ed istituzionale – tuona in conclusione il presidente Pisani – e al declino morale di doverci sentir dire che lo stato di guerra permanente in atto a Napoli rappresenta uno spauracchio addirittura per i feroci assassini dell’Isis. Cosa si aspetta a fermare questa guerra nella nostra città? Che dice il ministro Alfano delle ipotetiche rivelazioni dell’esperto intervistato dal Giornale? E che fine hanno fatto i rinforzi di uomini e mezzi promessi dal Viminale per presidiare i quartieri maggiormente a rischio come la Sanità? Hanno sbandierato di aver riattivato le telecamere di sorveglianza. Dove? Quando? Con risultati come quello di ieri, un agguato mortale in pieno giorno sotto gli occhi di tutti?».</p>
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