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	<title>Angelo Pisani &#187; Corriere della Sera</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>SAL DA VINCI/IL TESTO DELL&#8217;ESPOSTO PRESENTATO IN DIFESA DELLA MUSICA NAPOLETANA</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 13:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo l’annuncio di ieri dell’esposto presentato dall’avv. Angelo Pisani e le successive, offensive polemiche di alcuni giornali,  pubblichiamo il testo integrale del documento, che è stato già depositato. &#160; &#160; ESPOSTO – DIFFIDA per la valutazione di violazioni deontologiche, discriminazione territoriale e campagne mediatiche lesive dell’immagine dell’artista Sal Da Vinci e della cultura musicale napoletana al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti PEC: cnog@pec.cnog.it Al Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Campania PEC: odgcampania@pec.it All’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – AGCOM PEC: agcom@cert.agcom.it A Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri PEC: dipartimentopariopportunita@pec.governo.it OGGETTO: Esposto – diffida per dichiarazioni offensive e stereotipi discriminatori pubblicati sul quotidiano Corriere della Sera nei confronti dell’artista Sal Da Vinci vittima di violenza e volto della cultura musicale napoletana – richiesta di verifica di eventuali violazioni deontologiche e riserva di azioni legali. Il sottoscritto Avv. Angelo Pisani, founder del progetto di tutela dei diritti 1523.it – Potere ai Diritti, nell’interesse dei cittadini napoletani, degli amici e dei sostenitori dell’artista Sal Da Vinci, espone quanto segue. PREMESSO che sulle pagine del quotidiano nazionale Corriere della Sera il giornalista Aldo Cazzullo ha espresso giudizi fortemente denigratori in merito alla canzone “Per sempre sì” dell’artista Sal Da Vinci, arrivando ad associare il brano alla “colonna sonora di un matrimonio della camorra”. Tale affermazione appare eccedere i limiti della legittima critica artistica e musicale e si configura come accostamento improprio tra un’opera musicale e fenomeni criminali, con evidenti riflessi negativi sull’immagine dell’artista e sulla percezione della cultura napoletana. CONSIDERATO che la libertà di stampa è garantita dall’art. 21 della Costituzione, ma incontra limiti nel rispetto della dignità delle persone e delle comunità. La giurisprudenza consolidata stabilisce che il diritto di critica deve rispettare i principi di: • verità sostanziale dei fatti • continenza espressiva • pertinenza e correttezza principi richiamati anche nel Testo Unico dei Doveri del Giornalista e nel Codice deontologico della professione giornalistica. RILEVATO che l’utilizzo di stereotipi territoriali e l’associazione tra un’opera artistica e fenomeni criminali contribuisce ad alimentare pregiudizi culturali e discriminazioni, determinando un danno all’immagine non solo dell’artista ma anche della città di Napoli e della sua tradizione musicale. Va inoltre evidenziato che l’artista Sal Da Vinci è stato oggetto, nei giorni successivi alla pubblicazione delle dichiarazioni sopra richiamate, anche di numerosi attacchi mediatici e campagne di aggressione verbale sui social, provenienti da ambienti ideologici e gruppi organizzati che hanno contribuito a generare un clima di delegittimazione personale e culturale. In tale contesto, dichiarazioni provenienti da firme autorevoli del giornalismo nazionale rischiano di legittimare e amplificare tali dinamiche di aggressione mediatica. &#160; &#160; RICHIAMI NORMATIVI Le condotte sopra descritte devono essere valutate anche alla luce di: • art. 21 Costituzione (libertà di stampa e limiti nel rispetto della dignità delle persone) • Testo Unico dei Doveri del Giornalista • art. 595 c.p. (diffamazione) • art. 2043 c.c. (responsabilità civile per danno ingiusto) Alla luce di quanto sopra, il sottoscritto DIFFIDA  il quotidiano Corriere della Sera e il giornalista Aldo Cazzullo, ciascuno per quanto di propria competenza, a: 1. cessare immediatamente la diffusione di affermazioni offensive o discriminanti nei confronti dell’artista e della cultura musicale napoletana; 2. pubblicare un chiarimento e scuse pubbliche, con adeguata evidenza editoriale, al fine di ristabilire una corretta rappresentazione dell’opera artistica e della cultura napoletana; 3. evitare l’utilizzo di stereotipi territoriali o accostamenti impropri tra espressioni artistiche e fenomeni criminali. RISERVA DI AZIONI Il sottoscritto si riserva sin d’ora ogni ulteriore azione nelle sedi competenti, civili e penali, per la tutela: • della reputazione e dell’immagine dell’artista Sal Da Vinci; • della dignità della cultura musicale napoletana; • dei diritti e degli interessi dei cittadini eventualmente lesi da tali dichiarazioni. In particolare, si riserva di promuovere azione risarcitoria per danno all’immagine e alla reputazione ai sensi dell’art. 2043 c.c.. &#160; &#160; RICHIESTA ALLE AUTORITÀ Si chiede pertanto alle Autorità in indirizzo, ciascuna per quanto di propria competenza, di: 1. verificare eventuali violazioni dei principi deontologici della professione giornalistica; 2. valutare la sussistenza di forme di discriminazione territoriale o stereotipi offensivi; 3. adottare eventuali provvedimenti disciplinari o regolatori ritenuti opportuni. &#160; &#160; CONCLUSIONI Il presente esposto non intende limitare la libertà di stampa o il diritto di critica, ma richiamare il dovere di responsabilità sociale dell’informazione. La musica napoletana rappresenta un patrimonio storico e culturale dell’Italia e non può essere oggetto di stereotipi o accostamenti offensivi che ne compromettano l’immagine. &#160; Avv. Angelo Pisani Founder 1523.it – Potere ai Diritti Contatto Antiviolenza e tutela dei diritti</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sal-da-vinciil-testo-dellesposto-presentato-in-difesa-della-musica-napoletana/">SAL DA VINCI/IL TESTO DELL&#8217;ESPOSTO PRESENTATO IN DIFESA DELLA MUSICA NAPOLETANA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo l’annuncio di ieri dell’esposto presentato dall’avv. Angelo Pisani e le successive, offensive polemiche di alcuni giornali,  pubblichiamo il testo integrale del documento, che è stato già depositato.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/giu-le-mani.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5635" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/giu-le-mani-216x300.png" alt="" width="216" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ESPOSTO – DIFFIDA</strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">per la valutazione di violazioni deontologiche, discriminazione territoriale e campagne mediatiche lesive dell’immagine dell’artista Sal Da Vinci e della cultura musicale napoletana</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">PEC: cnog@pec.cnog.it</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Al Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Campania</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">PEC: odgcampania@pec.it</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">All’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – AGCOM</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">PEC: agcom@cert.agcom.it</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">A Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">PEC: dipartimentopariopportunita@pec.governo.it</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">OGGETTO:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Esposto – diffida per dichiarazioni offensive e stereotipi discriminatori pubblicati sul quotidiano Corriere della Sera nei confronti dell’artista Sal Da Vinci vittima di violenza e volto della cultura musicale napoletana – richiesta di verifica di eventuali violazioni deontologiche e riserva di azioni legali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il sottoscritto Avv. Angelo Pisani, founder del progetto di tutela dei diritti 1523.it – Potere ai Diritti, nell’interesse dei cittadini napoletani, degli amici e dei sostenitori dell’artista Sal Da Vinci, espone quanto segue.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">PREMESSO</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">che sulle pagine del quotidiano nazionale <em>Corriere della Sera</em> il giornalista Aldo Cazzullo ha espresso giudizi fortemente denigratori in merito alla canzone “Per sempre sì” dell’artista Sal Da Vinci, arrivando ad associare il brano alla “colonna sonora di un matrimonio della camorra”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Tale affermazione appare eccedere i limiti della legittima critica artistica e musicale e si configura come accostamento improprio tra un’opera musicale e fenomeni criminali, con evidenti riflessi negativi sull’immagine dell’artista e sulla percezione della cultura napoletana.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">CONSIDERATO</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">che la libertà di stampa è garantita dall’art. 21 della Costituzione, ma incontra limiti nel rispetto della dignità delle persone e delle comunità.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La giurisprudenza consolidata stabilisce che il diritto di critica deve rispettare i principi di:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• verità sostanziale dei fatti</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• continenza espressiva</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• pertinenza e correttezza</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">principi richiamati anche nel Testo Unico dei Doveri del Giornalista e nel Codice deontologico della professione giornalistica.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">RILEVATO</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">che l’utilizzo di stereotipi territoriali e l’associazione tra un’opera artistica e fenomeni criminali contribuisce ad alimentare pregiudizi culturali e discriminazioni, determinando un danno all’immagine non solo dell’artista ma anche della città di Napoli e della sua tradizione musicale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Va inoltre evidenziato che l’artista Sal Da Vinci è stato oggetto, nei giorni successivi alla pubblicazione delle dichiarazioni sopra richiamate, anche di numerosi attacchi mediatici e campagne di aggressione verbale sui social, provenienti da ambienti ideologici e gruppi organizzati che hanno contribuito a generare un clima di delegittimazione personale e culturale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">In tale contesto, dichiarazioni provenienti da firme autorevoli del giornalismo nazionale rischiano di legittimare e amplificare tali dinamiche di aggressione mediatica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">RICHIAMI NORMATIVI</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Le condotte sopra descritte devono essere valutate anche alla luce di:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• art. 21 Costituzione (libertà di stampa e limiti nel rispetto della dignità delle persone)</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• Testo Unico dei Doveri del Giornalista</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• art. 595 c.p. (diffamazione)</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• art. 2043 c.c. (responsabilità civile per danno ingiusto)</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Alla luce di quanto sopra, il sottoscritto</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">DIFFIDA </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">il quotidiano Corriere della Sera e il giornalista Aldo Cazzullo, ciascuno per quanto di propria competenza, a:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">1. cessare immediatamente la diffusione di affermazioni offensive o discriminanti nei confronti dell’artista e della cultura musicale napoletana;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">2. pubblicare un chiarimento e scuse pubbliche, con adeguata evidenza editoriale, al fine di ristabilire una corretta rappresentazione dell’opera artistica e della cultura napoletana;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">3. evitare l’utilizzo di stereotipi territoriali o accostamenti impropri tra espressioni artistiche e fenomeni criminali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">RISERVA DI AZIONI</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il sottoscritto si riserva sin d’ora ogni ulteriore azione nelle sedi competenti, civili e penali, per la tutela:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• della reputazione e dell’immagine dell’artista Sal Da Vinci;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• della dignità della cultura musicale napoletana;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">• dei diritti e degli interessi dei cittadini eventualmente lesi da tali dichiarazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">In particolare, si riserva di promuovere azione risarcitoria per danno all’immagine e alla reputazione ai sensi dell’art. 2043 c.c..</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">RICHIESTA ALLE AUTORITÀ</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Si chiede pertanto alle Autorità in indirizzo, ciascuna per quanto di propria competenza, di:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">1. verificare eventuali violazioni dei principi deontologici della professione giornalistica;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">2. valutare la sussistenza di forme di discriminazione territoriale o stereotipi offensivi;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">3. adottare eventuali provvedimenti disciplinari o regolatori ritenuti opportuni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">CONCLUSIONI</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il presente esposto non intende limitare la libertà di stampa o il diritto di critica, ma richiamare il dovere di responsabilità sociale dell’informazione.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La musica napoletana rappresenta un patrimonio storico e culturale dell’Italia e non può essere oggetto di stereotipi o accostamenti offensivi che ne compromettano l’immagine.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Avv. Angelo Pisani</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Founder <a href="http://1523.it/">1523.it </a>– Potere ai Diritti</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Contatto Antiviolenza e tutela dei diritti</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sal-da-vinciil-testo-dellesposto-presentato-in-difesa-della-musica-napoletana/">SAL DA VINCI/IL TESTO DELL&#8217;ESPOSTO PRESENTATO IN DIFESA DELLA MUSICA NAPOLETANA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Qualche risposta a Roberto Saviano intervistato da Marco Imarisio per il Corriere</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 17:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Qualche risposta a Roberto Saviano intervistato da Marco Imarisio per il Corriere In merito alla lunga intervista di Marco Imarisio a Roberto Saviano su “Gomorra La Serie”, pubblicata domenica dal Corriere della Sera, avendo governato per cinque anni Scampia, il territorio divenuto “teatro” della fiction, ritengo doveroso replicare allo scrittore. Saviano infatti, pur incalzato dalle puntuali domande del giornalista, si è limitato a ribadire la sua verità: il male è nei fatti, non in chi li rappresenta. Senza riconoscere &#8211; forse proprio perché ormai distante fisicamente anni luce da quelle terre &#8211; l’autentica “mutazione antropologica” che quella stessa rappresentazione sta contribuendo ad alimentare. Qui non si vuole certo fare del negazionismo e gli ultimi a farlo dovremmo essere proprio noi, che da difensori della parte civile stiamo ricostruendo gli orrori avvenuti in un’enclave camorristica come il Parco Verde di Caivano. Ma è proprio in virtù di questo inedito “superamento del fronte”, verificatosi tra alcune famiglie di ventenni e trentenni a Caivano, che chiediamo a Saviano di riflettere sulla sua posizione, ormai cristallizzata in decine di pubbliche affermazioni. Perché non è vero che la rappresentazione del male non possa produrre, nelle menti fragili di chi vive, nasce e muore senza punti di riferimento, danni irreparabili, peggiori del male vero in sé. Certo, la narrazione cruda della realtà di Gomorra produce, come era nel suo intento, un salutare sussulto negli studiosi, negli storici e nei sociologi, così come nelle menti più avvertite e acculturate fra le giovani generazioni. Non ha prodotto alcun effetto nella classe politica locale – contrariamente a quanto da tutti auspicato – né tanto meno in quella nazionale, come si è visto. Portata in tv, assume invece effetti devastanti su quei “figli di nessuno” che vedono nei clan l’unica “impresa” pronta ad “investire” su di loro, come giustamente ha osservato lo stesso Roberto Saviano. Al di là dell’imprinting morale e materiale indelebilmente lasciato su questa generazione, “Gomorra – La Serie” ha prodotto nel quartiere altri effetti non meno ignobili, che forse il grande scrittore ignora. Non li hanno ignorati David Doucet e Margherita Nasi, inviati a Scampia dal periodico francese lesinrocks   con il dichiarato scopo di “andare alle radici di Gomorra”. «Dopo il lancio del film – scrivono &#8211; molti giovani hanno imitato gli atteggiamenti di Genny Savastano, uno dei personaggi principali. Frasi cult della serie tv sono diventate espressioni correnti tra i ragazzi. Senza contare la nascita, come effetto collaterale, di quella che viene definita nell’articolo “la nouvelle vague criminale”, i tredici-quattordicenni che terrorizzano i quartieri maneggiando all’impazzata armi da fuoco». E per meglio rendere il quadro, intervistano don Sergio Sala, parroco di Scampia, un uomo austero, lo definiscono i giornalisti francesi. Ai quali lui racconta: «i produttori vengono sempre in Chiesa a chiedere il permesso per girare le scene dei funerali. Si riproducono solo stereotipi. L’ultima volta che sono arrivati da me, ho scoperto che ai figuranti davano 25 euro al giorno. Allora ho rifiutato l’offerta che volevano lasciare alla nostra parrocchia. Ho detto: non vogliamo niente, ma aumentate la paga dei figuranti». Intorno a quella misera paga a Scampia sono sorte autentiche “faide” tra i disperati, pronti a tutto pur di portare un piatto caldo in tavola il giorno dopo. Consiglio a Roberto Saviano, malgré soi sempre in giro per il mondo, quanto capita a Parigi di fare un salto alla redazione da David Doucet. Forse capirà cosa sta davvero succedendo a Scampia, la “cinecittà di Gomorra”. Avvocato Angelo Pisani Presidente Ottava Municipalità di Napoli  Naples-giornale francese</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/qualche-risposta-a-roberto-saviano-intervistato-da-marco-imarisio-per-il-corriere/">Qualche risposta a Roberto Saviano intervistato da Marco Imarisio per il Corriere</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qualche risposta a Roberto Saviano intervistato da Marco Imarisio per il Corriere</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-23-alle-19.35.39.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4019" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-23-alle-19.35.39-300x209.png" alt="" width="300" height="209" /></a>In merito alla lunga intervista di <strong>Marco Imarisio</strong> a <strong>Roberto Saviano</strong> su “Gomorra La Serie”, pubblicata domenica dal <em>Corriere della Sera</em>, avendo governato per cinque anni Scampia, il territorio divenuto “teatro” della fiction, ritengo doveroso replicare allo scrittore. Saviano infatti, pur incalzato dalle puntuali domande del giornalista, si è limitato a ribadire la sua verità: il male è nei fatti, non in chi li rappresenta. Senza riconoscere &#8211; forse proprio perché ormai distante fisicamente anni luce da quelle terre &#8211; l’autentica “mutazione antropologica” che quella stessa rappresentazione sta contribuendo ad alimentare.</p>
<p>Qui non si vuole certo fare del negazionismo e gli ultimi a farlo dovremmo essere proprio noi, che da difensori della parte civile stiamo ricostruendo gli orrori avvenuti in un’enclave camorristica come il Parco Verde di Caivano. Ma è proprio in virtù di questo inedito “superamento del fronte”, verificatosi tra alcune famiglie di ventenni e trentenni a Caivano, che chiediamo a Saviano di riflettere sulla sua posizione, ormai cristallizzata in decine di pubbliche affermazioni. Perché non è vero che la rappresentazione del male non possa produrre, nelle menti fragili di chi vive, nasce e muore senza punti di riferimento, danni irreparabili, peggiori del male vero in sé.</p>
<p>Certo, la narrazione cruda della realtà di Gomorra produce, come era nel suo intento, un salutare sussulto negli studiosi, negli storici e nei sociologi, così come nelle menti più avvertite e acculturate fra le giovani generazioni. Non ha prodotto alcun effetto nella classe politica locale – contrariamente a quanto da tutti auspicato – né tanto meno in quella nazionale, come si è visto. Portata in tv, assume invece effetti devastanti su quei “figli di nessuno” che vedono nei clan l’unica “impresa” pronta ad “investire” su di loro, come giustamente ha osservato lo stesso Roberto Saviano.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-23-alle-19.36.37.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4018" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-23-alle-19.36.37-300x188.png" alt="" width="300" height="188" /></a>Al di là dell’imprinting morale e materiale indelebilmente lasciato su questa generazione, “Gomorra – La Serie” ha prodotto nel quartiere altri effetti non meno ignobili, che forse il grande scrittore ignora. Non li hanno ignorati <strong>David Doucet</strong> e <strong>Margherita Nasi</strong>, inviati a Scampia dal periodico francese <a href="http://www.lesinrocks.com/2016/03/22/actualite/reportage-au-c%CFur-de-scampia-quartier-mafieux-devenu-un-lieu-de-tournage-pour-pnl-ou-gomorra-11813321/">lesinrocks </a>  con il dichiarato scopo di “andare alle radici di Gomorra”. «Dopo il lancio del film – scrivono &#8211; molti giovani hanno imitato gli atteggiamenti di Genny Savastano, uno dei personaggi principali. Frasi cult della serie tv sono diventate espressioni correnti tra i ragazzi. Senza contare la nascita, come effetto collaterale, di quella che viene definita nell’articolo “la nouvelle vague criminale”, i tredici-quattordicenni che terrorizzano i quartieri maneggiando all’impazzata armi da fuoco». E per meglio rendere il quadro, intervistano <strong>don Sergio Sala</strong>, parroco di Scampia, un uomo austero, lo definiscono i giornalisti francesi. Ai quali lui racconta: «i produttori vengono sempre in Chiesa a chiedere il permesso per girare le scene dei funerali. Si riproducono solo stereotipi. L’ultima volta che sono arrivati da me, ho scoperto che ai figuranti davano 25 euro al giorno. Allora ho rifiutato l’offerta che volevano lasciare alla nostra parrocchia. Ho detto: non vogliamo niente, ma aumentate la paga dei figuranti».</p>
<p>Intorno a quella misera paga a Scampia sono sorte autentiche “faide” tra i disperati, pronti a tutto pur di portare un piatto caldo in tavola il giorno dopo.</p>
<p>Consiglio a Roberto Saviano, malgré soi sempre in giro per il mondo, quanto capita a Parigi di fare un salto alla redazione da David Doucet. Forse capirà cosa sta davvero succedendo a Scampia, la “cinecittà di Gomorra”.</p>
<p align="right">Avvocato Angelo Pisani</p>
<p align="right">Presidente Ottava Municipalità di Napoli</p>
<p align="right">
<p align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-23-alle-19.37.27.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4020" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-23-alle-19.37.27-234x300.png" alt="" width="234" height="300" /></a></p>
<p> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Naples-giornale-francese.pdf">Naples-giornale francese</a></p>
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