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	<title>Angelo Pisani &#187; cronaca</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>Pisani: class action su Terra dei Fuochi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 09:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Anche il presidente della Repubblica inizia a parlare di misure compensative per le vittime ma questo è un obbligo/dovere delle istituzioni. Oltre alle  varie istanze di  politici a Strasburgo, sul tavolo delle competenti Procure della Repubblica arriva anche la richiesta di punizione di tutti i rappresentati delle Istituzioni responsabili per gravi omissioni del disastro della cd. Terra dei Fuochi, che presto registrerà la sottoscrizione di migliaia di persone legittimate a chieder giustizia. L’Associazione Noiconsumatotri.it tramite gli avvocati Sergio Pisani ed Angelo Pisani, chiede che i rappresentanti delle istituzioni si assumano ora tutte le responsabilità come previste dall’art. 40 del c.p. (“non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”) e provvedano oltre che alla immediata e vera bonifica dei luoghi avvelenati anche al risarcimento di tutti i danni e pregiudizi provocati per omissione alle popolazioni della cd Terra dei Fuochi, dove si registrano vittime e feriti ogni giorno. Ora occorre risarcire le vittime ed evitare speculazioni e truffe sulle bonifiche tenendo gli occhi aperti e pretendendo giustizia per questa tragedia che ha tanti responsabili noti e meno noti. La denuncia predisposta dai due legali è stata già sottoscritta da alcuni familiari di una giovane vittima e presto diventerà una class action civile e penale per la tutela dei diritti e salute dei cittadini. Avv. Angelo Pisani &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Modello esposto ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI Il sottoscritto ___________________________, nato a ______________ il_________residente in ___________________alla Via_________________________________, ESPONE Negli ultimi ventidue anni sono stati illecitamente smaltiti tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano ove hanno sversato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da società o impianti noti nel panorama nazionale. Solo la colpevole inerzia delle istituzioni, la disattenzione di chi doveva controllare ed una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito tutto ciò e dunque anche tra gli uomini delle istituzioni, ad ogni livello, vanno oggi doverosamente individuate le responsabilità dell’avvelenamento di un intero popolo. Fanno chiara luce su tali tipi di responsabilità le dichiarazioni rilasciate da Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, il quale dispose la secretazione dell&#8217;audizione del pentito Schaivoneche nel lontano 1997 rivelò gli interramenti di rifiuti industriali provenienti dal Nord nelle campagne campane ad opera del clan dei Casalesi: “Informammo tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati”tra cui anche l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano “ed anche il Presidente del Consiglio”; “Andavano fatte le bonifiche lo Stato non è intervenuto ed i governi hanno enormi responsabilità” ed ancora “quando facevamo le audizioni c&#8217;erano anche assessori comunali, regionali e provinciali” ed erano a conoscenza della situazione. Inoltre è emerso ultimamente che Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, aveva indagato sul meccanismo che ruota attorno al traffico di rifiuti tossici descrivendolo in modo dettagliato in un&#8217;informativa consegnata alla Dda di Napoli ma il suo rapporto è rimasto inspiegabilmente chiuso in un cassetto per 15 anni. Il funzionario oggi lotta contro un tumore che ha contratto per il lavoro svolto per conto della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti. &#8220;Se l&#8217;informativa fosse stata presa in considerazione nel 1996, ha dichiarato il Mancini, avremmo potuto limitare i danni. Non so perché sia stata sottovalutata.” Esso rappresenta un vero e proprio &#8221;saggio storico, un veromanuale sull&#8217;ecomafia&#8221;. Nelle sue oltre 200 pagine, che si chiede di asquisire agli atti dell’instaurando procedimento,ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, ci sono la Indesit dei Merloni e le Coop rosse. Ma c&#8217;è anche la Massoneria di Licio Gelli, la politica come referente per risolvere i problemi, ci sono le dichiarazioni di pentiti come Carmine Schiavone; ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti con la Pubblica amministrazione, ci sono i nomi dei funzionari delle Asl che facevano finta di controllare le discariche; ci sono i nomi di assessori, di politici, di funzionari della Provincia; ci sono infine i nomi delle società che organizzavano il trasporto e lo sversamento dei rifiuti, quelli dei gruppi criminali coinvolti e di tanti soggetti compiacenti. Uno spaccato del più grande crimine ambientale commesso in Italia nell&#8217;ultimo mezzo secolo. L&#8217;informativa, redatta da un investigatore, da un servitore dello Stato che lavorava per difendere la salute di tutti noi, quindi un documento basato su fatti veri e concreti, per anni è rimasta inspiegabilmente in un cassetto. Alla luce delle affermazioni di Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, stridono le dichiarazioni rilasciate recentemente a Napoli dal Presidente della Repubblica, che sebbene fosseda tempo ufficialmente informato quale allora Ministro degli Interni di tali gravissimi fatti, ha affermato: &#8221;Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all&#8217;ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell&#8217;area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti dimolti anni di prassi illegale - nella quale la camorra l&#8217;ha fatta da protagonista - di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano&#8221;. &#8221;Le conseguenze del pauroso inquinamento dei terreni -prosegue il presidente della Repubblica- con rilevanti ricadute sulla salute e sull&#8217;ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche”. Tali affermazioni stridono in modo intollerabile con la realtà dei fatti poiché da circa 20 anni le istituzioni, compreso lo stesso Napolitano!!!, sapevano tutto ma hanno colpevolmente deciso di non intervenire in aiuto delle ignare popolazioni. Oltre alle denunce orami pubbliche di vari pentiti, che hanno detto quello che altri hanno nascosto,  peraltro, già con il progetto Terra il ministero dell&#8217;Ambiente, come poi anche l’Arpac,  fotografò nei minimi particolari l&#8217;intero Mezzogiorno d&#8217;Italia e nel 2004 l&#8217;operazione fu  ripetuta nell&#8217;ambito del Pon Sicurezza utilizzando il sistemaMivis, che consentiva di radiografare il sottosuolo e le sue temperature con  interventi costati milioni di euro. La mappatura, insomma, c’era già da tempo e chi doveva intervenire, pur conoscendo bene cause ed effetti non lo ha fatto . Si doveva e poteva intervenire subito e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade, scuole [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/">Pisani: class action su Terra dei Fuochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il presidente della Repubblica inizia a parlare di misure compensative per le vittime ma questo è un obbligo/dovere delle istituzioni.</p>
<p>Oltre alle  varie istanze di  politici a Strasburgo, sul tavolo delle competenti Procure della Repubblica arriva anche la richiesta di punizione di tutti i rappresentati delle Istituzioni responsabili per gravi omissioni del disastro della cd. Terra dei Fuochi, che presto registrerà la sottoscrizione di migliaia di persone legittimate a chieder giustizia.</p>
<p>L’Associazione <a href="http://noiconsumatotri.it/">Noiconsumatotri.it</a> tramite gli avvocati Sergio Pisani ed Angelo Pisani, chiede che i rappresentanti delle istituzioni si assumano ora tutte le responsabilità come previste dall’art. 40 del c.p. (“non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”) e provvedano oltre che alla immediata e vera bonifica dei luoghi avvelenati anche al risarcimento di tutti i danni e pregiudizi provocati per omissione alle popolazioni della cd Terra dei Fuochi, dove si registrano vittime e feriti ogni giorno.</p>
<p>Ora occorre risarcire le vittime ed evitare speculazioni e truffe sulle bonifiche tenendo gli occhi aperti e pretendendo giustizia per questa tragedia che ha tanti responsabili noti e meno noti. La denuncia predisposta dai due legali è stata già sottoscritta da alcuni familiari di una giovane vittima e presto diventerà una class action civile e penale per la tutela dei diritti e salute dei cittadini.</p>
<p>Avv. Angelo Pisani</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Modello esposto</p>
<p>ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA</p>
<p>PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI</p>
<p>Il sottoscritto ___________________________, nato a ______________ il_________residente in</p>
<p>___________________alla Via_________________________________,</p>
<p>ESPONE</p>
<p>Negli ultimi ventidue anni sono stati illecitamente smaltiti tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano ove hanno sversato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da società o impianti noti nel panorama nazionale.</p>
<p>Solo la colpevole inerzia delle istituzioni, la disattenzione di chi doveva controllare ed una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito tutto ciò e dunque anche tra gli uomini delle istituzioni, ad ogni livello, vanno oggi doverosamente individuate le responsabilità dell’avvelenamento di un intero popolo.</p>
<p>Fanno chiara luce su tali tipi di responsabilità le dichiarazioni rilasciate da Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, il quale dispose la secretazione dell&#8217;audizione del pentito Schaivoneche nel lontano 1997 rivelò gli interramenti di rifiuti industriali provenienti dal Nord nelle campagne campane ad opera del clan dei Casalesi:</p>
<p>“Informammo tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati”tra cui anche l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano “ed anche il Presidente del Consiglio”; “Andavano fatte le bonifiche lo Stato non è intervenuto ed i governi hanno enormi responsabilità” ed ancora “quando facevamo le audizioni c&#8217;erano anche assessori comunali, regionali e provinciali” ed erano a conoscenza della situazione.</p>
<p>Inoltre è emerso ultimamente che Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, aveva indagato sul meccanismo che ruota attorno al traffico di rifiuti tossici descrivendolo in modo dettagliato in un&#8217;informativa consegnata alla Dda di Napoli ma il suo rapporto è rimasto inspiegabilmente chiuso in un cassetto per 15 anni. Il funzionario oggi lotta contro un tumore che ha contratto per il lavoro svolto per conto della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti. &#8220;Se l&#8217;informativa fosse stata presa in considerazione nel 1996, ha dichiarato il Mancini, avremmo potuto limitare i danni. Non so perché sia stata sottovalutata.”</p>
<p>Esso rappresenta un vero e proprio &#8221;saggio storico, un veromanuale sull&#8217;ecomafia&#8221;. Nelle sue oltre 200 pagine, che si chiede di asquisire agli atti dell’instaurando procedimento,ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, ci sono la Indesit dei Merloni e le Coop rosse. Ma c&#8217;è anche la Massoneria di Licio Gelli, la politica come referente per risolvere i problemi, ci sono le dichiarazioni di pentiti come Carmine Schiavone; ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti con la Pubblica amministrazione, ci sono i nomi dei funzionari delle Asl che facevano finta di controllare le discariche; ci sono i nomi di assessori, di politici, di funzionari della Provincia; ci sono infine i nomi delle società che organizzavano il trasporto e lo sversamento dei rifiuti, quelli dei gruppi criminali coinvolti e di tanti soggetti compiacenti. Uno spaccato del più grande crimine ambientale commesso in Italia nell&#8217;ultimo mezzo secolo.</p>
<p>L&#8217;informativa, redatta da un investigatore, da un servitore dello Stato che lavorava per difendere la salute di tutti noi, quindi un documento basato su fatti veri e concreti, per anni è rimasta inspiegabilmente in un cassetto.</p>
<p>Alla luce delle affermazioni di Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, stridono le dichiarazioni rilasciate recentemente a Napoli dal Presidente della Repubblica, che sebbene fosseda tempo ufficialmente informato quale allora Ministro degli Interni di tali gravissimi fatti, ha affermato: &#8221;Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all&#8217;ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell&#8217;area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti dimolti anni di prassi illegale - nella quale la camorra l&#8217;ha fatta da protagonista - di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano&#8221;. &#8221;Le conseguenze del pauroso inquinamento dei terreni -prosegue il presidente della Repubblica- con rilevanti ricadute sulla salute e sull&#8217;ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche”.</p>
<p>Tali affermazioni stridono in modo intollerabile con la realtà dei fatti poiché da circa 20 anni le istituzioni, compreso lo stesso Napolitano!!!, sapevano tutto ma hanno colpevolmente deciso di non intervenire in aiuto delle ignare popolazioni. Oltre alle denunce orami pubbliche di vari pentiti, che hanno detto quello che altri hanno nascosto,  peraltro, già con il progetto Terra il ministero dell&#8217;Ambiente, come poi anche l’Arpac,  fotografò nei minimi particolari l&#8217;intero Mezzogiorno d&#8217;Italia e nel 2004 l&#8217;operazione fu  ripetuta nell&#8217;ambito del Pon Sicurezza utilizzando il sistemaMivis, che consentiva di radiografare il sottosuolo e le sue temperature con  interventi costati milioni di euro. La mappatura, insomma, c’era già da tempo e chi doveva intervenire, pur conoscendo bene cause ed effetti non lo ha fatto . Si doveva e poteva intervenire subito e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade, scuole e la morte di tanti cittadini e bambini. Sono 47 i comuni ufficialmente ‘contaminati’, tra cui Afragola, Arzano, Aversa, Caivano, Calvizzano, Cardito, Carinaro, Casal di principe, Casaluce, Casandrino, Casapesenna, Casavatore, Casoria, Cesa, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Frignano, Giugliano, Gricignano di Aversa, Grumo Nevano, Lusciano, Marano, Melito, Mugnano, Orta di Atella, Parete, Qualiano, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Antimo, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca. A questi si aggiungono i quartieri di Bagnoli e Cavalleggeri di Napoli, dove lo smantellamento dell’ex fabbrica Eternit si è trasformato in un enorme ammasso di amianto a pochi metri dalle case, e di Chiaiano per le cave e terreni avvelenati da rifiuti pericolosi come di Pianura, dove esiste una discarica molto contestata dalla popolazione. Da più di vent’anni anche a causa della colpevole inerzia delle istituzioni, due milioni di personesono state esposte e continueranno ad esserlo ad agenti tossici, mutageni, nocivi per la salute.<br />
Non perparticolari loro colpe, ma per il malaffare che agisce alla luce del sole, per uno Stato italiano che ha omesso di intervenire quando poteva evitare tutto questo.</p>
<p>MIGLIAIA SONO LE VITTIME GIÀ ACCERTATE TRA CUI MOLTISSIMI BAMBINI MORTI DI TUMORE  MORTI PRECOCI, ASSURDE CHE ESIGONO GIUSTIZIA.</p>
<p>Per i fatti su esposti, lo scrivente</p>
<p>CHIEDE</p>
<p>L’iscrizione urgente di tale notizia di reato affinché vengano identificati i responsabili anche tra i rappresentanti delle istituzioni, in particolare tutti coloro che pur essendo stati ufficialmente informati di quanto stava accadendo hanno omesso di intervenire adeguatamente  in modo tale da evitare pericoli per le popolazioni di tali luoghi.</p>
<p>Ai sensi dell’art. 40 del codice penale, “non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.</p>
<p>Alla luce di quanto esposto e tenuto conto di quanto dichiarato dal presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, chiede di identificare al più presto tutti i responsabili di tali condotte omissive nei cui confronti sipropone istanza punitiva.</p>
<p>Dichiara di volere essere informato circa l’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi di quanto disposto dall’art. 408, comma 2 c.p.p.</p>
<p>Dichiara di voler ricevere, ex art. 360 c.p.p., l’avviso di fissazione di accertamenti tecnici eventualmente disposti, al fine di parteciparvi con il proprio difensore.</p>
<p>Dichiara, sin d’ora, di opporsi qualora il Pubblico Ministero ritenga di procedere nei confronti dei responsabili con decreto penale di condanna.</p>
<p>Napoli, lì                                     In fede</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/">Pisani: class action su Terra dei Fuochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Maltempo: Ottava Municipalità Napoli, aiuti veri per sfollati. &#8220;Case popolari inabitabili: servono soluzioni per 21 famiglie&#8221;</title>
		<link>https://angelopisani.it/maltempo-ottava-municipalita-napoli-aiuti-veri-per-sfollati-case-popolari-inabitabili-servono-soluzioni-per-21-famiglie/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Nov 2013 18:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>NAPOLI, 23 NOV &#8211; &#8220;Il maltempo, complice la mancata manutenzione e l&#8217;indifferenza del Comune, mette in ginocchio Napoli nord, con le case popolari comunali in condizioni pietose e inabitabili, e la collina dei Camaldoli a rischio frane anche per la mancanza di un sistema fognario adeguato&#8221;. E&#8217; la denuncia che giunge dal presidente della VIII Municipalità di Napoli, Angelo Pisani. &#8220;Ho trascorso giornate al freddo e sotto la pioggia - prosegue Pisani &#8211; con gli sfollati per chiedere al sindaco assistenza e soluzioni per 21 famiglie, tra cui anziani, disabili e bambini fatti evacuare dai Vigili del Fuoco dal loro palazzo incendiato e reso inabitabile dai fumi velenosi, dalle infiltrazione e dalla mancanza di corrente elettrica&#8221;. &#8220;L&#8217;assessore Fucito &#8211; dice ancora il presidente dell&#8217;VIII Municipalità &#8211; anziché chiedere al sindaco, come per legge, alternative e un&#8217;ordinanza di impraticabilità dell&#8217;edificio, non a norma, come gli altri cosiddetti palazzi gemelli, ha dichiarato rientrato il problema e le case abitabili, permettendo a gente stanca ed esasperata da una giornata senza assistenza ed informazioni, di rientrare a dormire nelle proprie case senza luce ed abitabilità, in barba ad ogni regola e norma sulla sicurezza&#8221;. Il presidente Pisani annuncia la presentazione di un esposto in Procura: &#8220;Ieri l&#8217;albergo alla famiglia con bambini invalidi sloggiati l&#8217;abbiamo pagato noi personalmente e non con soldi della Municipalità, &#8211; conclude Pisani &#8211; così come farò anche stasera se il sindaco non darà alternative ai malcapitati cittadini&#8221;. (ANSA).</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/maltempo-ottava-municipalita-napoli-aiuti-veri-per-sfollati-case-popolari-inabitabili-servono-soluzioni-per-21-famiglie/">Maltempo: Ottava Municipalità Napoli, aiuti veri per sfollati. &#8220;Case popolari inabitabili: servono soluzioni per 21 famiglie&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NAPOLI, 23 NOV &#8211; &#8220;Il maltempo, complice la mancata manutenzione e l&#8217;indifferenza del Comune, mette in ginocchio Napoli nord, con le case popolari comunali in condizioni pietose e inabitabili, e la collina dei Camaldoli a rischio frane anche per la mancanza di un sistema fognario adeguato&#8221;. E&#8217; la denuncia che giunge dal presidente della VIII Municipalità di Napoli, Angelo Pisani.</p>
<p>&#8220;Ho trascorso giornate al freddo e sotto la pioggia - prosegue Pisani &#8211; con gli sfollati per chiedere al sindaco assistenza e soluzioni per 21 famiglie, tra cui anziani, disabili e bambini fatti evacuare dai Vigili del Fuoco dal loro palazzo incendiato e reso inabitabile dai fumi velenosi, dalle infiltrazione e dalla mancanza di corrente elettrica&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;assessore Fucito &#8211; dice ancora il presidente dell&#8217;VIII Municipalità &#8211; anziché chiedere al sindaco, come per legge, alternative e un&#8217;ordinanza di impraticabilità dell&#8217;edificio, non a norma, come gli altri cosiddetti palazzi gemelli, ha dichiarato rientrato il problema e le case abitabili, permettendo a gente stanca ed esasperata da una giornata senza assistenza ed informazioni, di rientrare a dormire nelle proprie case senza luce ed abitabilità, in barba ad ogni regola e norma sulla sicurezza&#8221;.</p>
<p>Il presidente Pisani annuncia la presentazione di un esposto in Procura: &#8220;Ieri l&#8217;albergo alla famiglia con bambini invalidi sloggiati l&#8217;abbiamo pagato noi personalmente e non con soldi della Municipalità, &#8211; conclude Pisani &#8211; così come farò anche stasera se il sindaco non darà alternative ai malcapitati cittadini&#8221;. (ANSA).</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/maltempo-ottava-municipalita-napoli-aiuti-veri-per-sfollati-case-popolari-inabitabili-servono-soluzioni-per-21-famiglie/">Maltempo: Ottava Municipalità Napoli, aiuti veri per sfollati. &#8220;Case popolari inabitabili: servono soluzioni per 21 famiglie&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Napoli, non ha i soldi per il funerale. Da 9 giorni la salma resta nell&#8217;obitorio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 12:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giovanni, 55 anni, lavoratore saltuario, è morto il 17 giugno scorso. Senza casa e senza speranze, viveva in uno scantinato di qualche metro quadrato a Marianella mantenendosi con i pochissimi soldi che riusciva a mettere insieme raccogliendo di tanto in tanto frutta e verdura nei campi del quartiere. È morto al Cardarelli in seguito a un arresto cardiaco, ultimo atto di una feroce malattia che lo ha stroncato in meno di sei mesi. Giovanni è ancora lì, nell’obitorio dell’ospedale, in attesa che il carro del Comune lo porti via. «Soldi per pagare un’impresa di pompe funebri Giovanni non ne aveva, e noi nemmeno &#8211; spiega suo cugino Pasquale &#8211; così ci siamo rivolti al Comune per chiedere il servizio di trasporto gratuito. Ad oggi non si è visto nessuno e nemmeno ci hanno dato speranze per i prossimi giorni. A questo punto aspettare ancora diventa impossibile. I medici del Cardarelli ci hanno detto che non possono più tenerlo in obitorio». Grazie alla collaborazione di un gruppo di amici e parenti, si è messa in moto la macchina della solidarietà: «Stiamo organizzando una colletta &#8211; aggiunge il cugino &#8211; abbiamo già raccolto buona parte del danaro necessario, per fortuna abbiamo trovato il responsabile di un’agenzia di pompe funebri che ha preso a cuore il nostro caso, ci farà pagare solo 2500 euro mentre tutti ne avevano chiesti almeno mille in più. Abbiamo sbagliato ad aspettare tanto, la raccolta dovevamo farla prima, a quest’ora mio cugino avrebbe già avuto la giusta sepoltura». Stamattina, dunque, salvo ulteriori problemi, verrà finalmente celebrato il funerale in una piccola chiesa del quartiere. Ed è stata proprio la celebrazione della cerimonia in chiesa a creare altri problemi e a rallentare ulteriormente l’intervento del Comune. Già, perché gli addetti al servizio defunti di Palazzo San Giacomo avevano comunicato alla famiglia di Giovanni che, quando e se avessero recuperato la salma, non l’avrebbero portata in chiesa per dare la possibilità di celebrare il sacramento, bensì direttamente al cimitero dove, al massimo, potevano sperare in una benedizione. Da qui la protesta dei parenti che per nulla al mondo avrebbero seppellito il proprio caro senza dargli l’ultimo saluto. «Non capisco per quale ragione il Comune si rifiuta di accompagnare il morto in chiesa prima di portarlo al cimitero. Un aggravio di spesa, forse? O troppa fatica per i dipendenti?». Se lo domanda l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’ottava Municipalità, a cui i parenti di Giovanni si sono rivolti nei giorni scorsi per presentare la dichiarazione di morte e inoltrare la pratica per ottenere il funerale comunale. «Una situazione vergognosa &#8211; prosegue il presidente Pisani &#8211; vi sembra possibile che se una persona non lascia i soldi per pagarsi il funerale debba rimanere per giorni in un obitorio o, peggio, a casa? E poi, mi chiedo ancora, quando gli addetti del Comune hanno finalmente prelevato la salma, perché devono portarla direttamente al cimitero negando ai familiari la possibilità di celebrare il funerale? Quanto costa fermarsi mezz’ora in una chiesa? È una questione di carità cristiana, non altro». Intanto, questa mattina, grazie alla generosità di amici e parenti, Giovanni avrà il suo funerale. &#160; Fonte: www.leggo.it</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-non-ha-i-soldi-per-il-funerale-da-9-giorni-la-salma-resta-nellobitorio/">Napoli, non ha i soldi per il funerale. Da 9 giorni la salma resta nell&#8217;obitorio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni, 55 anni, lavoratore saltuario, è morto il 17 giugno scorso. Senza casa e senza speranze, viveva in uno scantinato di qualche metro quadrato a Marianella mantenendosi con i pochissimi soldi che riusciva a mettere insieme raccogliendo di tanto in tanto frutta e verdura nei campi del quartiere.</p>
<p>È morto al Cardarelli in seguito a un arresto cardiaco, ultimo atto di una feroce malattia che lo ha stroncato in meno di sei mesi. Giovanni è ancora lì, nell’obitorio dell’ospedale, in attesa che il carro del Comune lo porti via. «Soldi per pagare un’impresa di pompe funebri Giovanni non ne aveva, e noi nemmeno &#8211; spiega suo cugino Pasquale &#8211; così ci siamo rivolti al Comune per chiedere il servizio di trasporto gratuito. Ad oggi non si è visto nessuno e nemmeno ci hanno dato speranze per i prossimi giorni. A questo punto aspettare ancora diventa impossibile. I medici del Cardarelli ci hanno detto che non possono più tenerlo in obitorio».</p>
<p>Grazie alla collaborazione di un gruppo di amici e parenti, si è messa in moto la macchina della solidarietà: «Stiamo organizzando una colletta &#8211; aggiunge il cugino &#8211; abbiamo già raccolto buona parte del danaro necessario, per fortuna abbiamo trovato il responsabile di un’agenzia di pompe funebri che ha preso a cuore il nostro caso, ci farà pagare solo 2500 euro mentre tutti ne avevano chiesti almeno mille in più. Abbiamo sbagliato ad aspettare tanto, la raccolta dovevamo farla prima, a quest’ora mio cugino avrebbe già avuto la giusta sepoltura».</p>
<p>Stamattina, dunque, salvo ulteriori problemi, verrà finalmente celebrato il funerale in una piccola chiesa del quartiere. Ed è stata proprio la celebrazione della cerimonia in chiesa a creare altri problemi e a rallentare ulteriormente l’intervento del Comune. Già, perché gli addetti al servizio defunti di Palazzo San Giacomo avevano comunicato alla famiglia di Giovanni che, quando e se avessero recuperato la salma, non l’avrebbero portata in chiesa per dare la possibilità di celebrare il sacramento, bensì direttamente al cimitero dove, al massimo, potevano sperare in una benedizione. Da qui la protesta dei parenti che per nulla al mondo avrebbero seppellito il proprio caro senza dargli l’ultimo saluto.</p>
<p>«Non capisco per quale ragione il Comune si rifiuta di accompagnare il morto in chiesa prima di portarlo al cimitero. Un aggravio di spesa, forse? O troppa fatica per i dipendenti?». Se lo domanda l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’ottava Municipalità, a cui i parenti di Giovanni si sono rivolti nei giorni scorsi per presentare la dichiarazione di morte e inoltrare la pratica per ottenere il funerale comunale.</p>
<p>«Una situazione vergognosa &#8211; prosegue il presidente Pisani &#8211; vi sembra possibile che se una persona non lascia i soldi per pagarsi il funerale debba rimanere per giorni in un obitorio o, peggio, a casa? E poi, mi chiedo ancora, quando gli addetti del Comune hanno finalmente prelevato la salma, perché devono portarla direttamente al cimitero negando ai familiari la possibilità di celebrare il funerale? Quanto costa fermarsi mezz’ora in una chiesa? È una questione di carità cristiana, non altro». Intanto, questa mattina, grazie alla generosità di amici e parenti, Giovanni avrà il suo funerale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/napoli_funerale_salma_obitorio_caldarelli/notizie/296879.shtml" target="_blank">www.leggo.it</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/napoli-non-ha-i-soldi-per-il-funerale-da-9-giorni-la-salma-resta-nellobitorio/">Napoli, non ha i soldi per il funerale. Da 9 giorni la salma resta nell&#8217;obitorio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pisani: unica la sensibilità e forza di Maradona sempre al fianco dei più deboli</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jun 2013 08:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Maradona si schiera con chi soffre e protesta in Brasile: la solidarietà viene espressa sui social network e per tramite del legale del campione argentino, l’avvocato napoletano Angelo Pisani,  il quale ne sottolinea la esclusiva sensibilità e forza contro i poteri forti, e del caro amico di Diego, Stefano Ceci, entrambi con lui a Dubai in queste ore per la preparazione di un libro verità. Maradona esprime solidarietà a favore di quelli che soffrono in Brasile e di chi protesta e si sacrifica in maniera civile per le riforme e contro gli sprechi dei costi per il mondiale di calcio senza pensare alle assurde condizioni della popolazione. Maradona prende le distanze da chi come Pelé è sempre pro FIFA e dimentica e trascura la gente del popolo. Maradona invece è sempre pronto a stare vicino alla gente per difendere i diritti di tutti e assicurare vita e decoro al popolo, stare vicino ai suoi problemi come ha sempre fatto. Diego si augura che vada tutto bene e che la gente non soffra per le speculazioni dei potenti di turno: se i brasiliani hanno bisogno di me- fa sapere- io sarò sempre al loro fianco perché già sto con loro e con le loro battaglie.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-unica-la-sensibilita-e-forza-di-maradona-sempre-al-fianco-dei-piu-deboli/">Pisani: unica la sensibilità e forza di Maradona sempre al fianco dei più deboli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maradona si schiera con chi soffre e protesta in Brasile: la solidarietà viene espressa sui social network e per tramite del legale del campione argentino, l’avvocato napoletano Angelo Pisani,  il quale ne sottolinea la esclusiva sensibilità e forza contro i poteri forti, e del caro amico di Diego, Stefano Ceci, entrambi con lui a Dubai in queste ore per la preparazione di un libro verità.</p>
<p>Maradona esprime solidarietà a favore di quelli che soffrono in Brasile e di chi protesta e si sacrifica in maniera civile per le riforme e contro gli sprechi dei costi per il mondiale di calcio senza pensare alle assurde condizioni della popolazione.</p>
<p>Maradona prende le distanze da chi come Pelé è sempre pro FIFA e dimentica e trascura la gente del popolo. Maradona invece è sempre pronto a stare vicino alla gente per difendere i diritti di tutti e assicurare vita e decoro al popolo, stare vicino ai suoi problemi come ha sempre fatto. Diego si augura che vada tutto bene e che la gente non soffra per le speculazioni dei potenti di turno: se i brasiliani hanno bisogno di me- fa sapere- io sarò sempre al loro fianco perché già sto con loro e con le loro battaglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-unica-la-sensibilita-e-forza-di-maradona-sempre-al-fianco-dei-piu-deboli/">Pisani: unica la sensibilità e forza di Maradona sempre al fianco dei più deboli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Scomparsa da tre mesi: convivente arrestato per omicidio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 11:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[2005]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 28 SETTEMBRE 2005 Carmen Polce, di 31 anni, la napoletana della quale non si avevano più notizie dalla sera del 18 giugno scorso, sarebbe stata uccisa con un corpo contundente dal convivente, Michele Campanile, di 33 anni, che avrebbe poi occultato il cadavere. La lite &#8211; spiegano i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta che hanno effettuato le indagini in collaborazione anche con i colleghi del Ris &#8211; sarebbe avvenuta nella camera da letto dell&#8217;abitazione occupata da circa un anno dai due, in via Toti a Cancello Arnone, in provincia di Caserta, e sarebbe scaturita dallo stato di tossicodipendenza dei due conviventi. Michele Campanile è stato arrestato, in base a un provvedimento emesso del gip del Tribunale di S. Maria Capua Vetere su richiesta del pm Maurizio Giordano,con l&#8217;accusa di omicidio e occultamento di cadavere. La svolta delle indagini si è avuta a conclusione degli accertamenti tecnico scientifici, effettuati con sofisticate attrezzature su macchie di sangue e di capelli trovati dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma sia nella camera da letto dell&#8217;appartamento nel quale abitavano la Polce e l&#8217;arrestato sia nel cofano della vettura del convivente. Tracce di sangue e capelli sono infatti risultati, dall&#8217;esame del Dna, appartenenti alla donna scomparsa. Secondo gli investigatori, dunque, Michele Campanile, nel corso del violento litigio, avvertito anche dai vicini di casa, avrebbe colpito ed ucciso la convivente con un corpo contundente e successivamente, dopo aver caricato il cadavere nel cofano della vettura, l&#8217;avrebbe nascosto in un luogo non ancora individuato dagli investigatori. Tracce di sangue, che inutilmente il presunto omicida avrebbe tentato di eliminare, sono state trovate anche sulle pareti e sul pavimento della stanza da letto dell&#8217;abitazione che, su provvedimento della magistratura samaritana era stato sequestrato le scorse settimane. Dopo tre mesi, in seguito a sopralluoghi che i carabinieri hanno effettuato con l&#8217;ausilio di cani poliziotto in una vasta zona compresa tra Cancello Arnone e Mondragone, con il supporto del Nucleo Subacqueo nel fiume Volturno, da Cancello Arnone alla foce e dopo ricerche estese in tutta Italia, sarebbe stato risolto il caso della scomparsa di Carmen Polce, del quale si è anche occupata la trasmissione televisiva &#8221;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;. La mamma di Carmen Polce, Rosa, infermiera  in un ospedale napoletano, il 21 settembre scorso aveva anche lanciato un appello attraverso il suo legale, l&#8217;avvocato Angelo Pisani: &#8221;Aiutatemi a ritrovare mia figlia &#8211; aveva scritto -. E&#8217; scomparsa da giugno e da allora non ho più notizie&#8221;. Secondo quanto si è appreso l&#8217;arrestato continua a negare di essere l&#8217;autore dell&#8217;omicidio, sostenendo che la donna, dalla quale ha avuto un figlio che oggi ha tre anni, si sia allontanata da casa dopo il violento litigio senza farvi più ritorno. Carmen Polce, era separata dal marito e da qualche anno aveva lasciato Napoli e si era stabilita con il convivente a Cancello Arnone. Tra i due, che secondo gli investigatori facevano uso di sostanze stupefacenti, erano frequenti i litigi, come testimoniato anche dai vicini. (ANSA)</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/scomparsa-da-tre-mesi-convivente-arrestato-per-omicidio/">Scomparsa da tre mesi: convivente arrestato per omicidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 28 SETTEMBRE 2005</p>
<p>Carmen Polce, di 31 anni, la napoletana della quale non si avevano più notizie dalla sera del 18 giugno scorso, sarebbe stata uccisa con un corpo contundente dal convivente, Michele Campanile, di 33 anni, che avrebbe poi occultato il cadavere. La lite &#8211; spiegano i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta che hanno effettuato le indagini in collaborazione anche con i colleghi del Ris &#8211; sarebbe avvenuta nella camera da letto dell&#8217;abitazione occupata da circa un anno dai due, in via Toti a Cancello Arnone, in provincia di Caserta, e sarebbe scaturita dallo stato di tossicodipendenza dei due conviventi.</p>
<p>Michele Campanile è stato arrestato, in base a un provvedimento emesso del gip del Tribunale di S. Maria Capua Vetere su richiesta del pm Maurizio Giordano,con l&#8217;accusa di omicidio e occultamento di cadavere.</p>
<p>La svolta delle indagini si è avuta a conclusione degli accertamenti tecnico scientifici, effettuati con sofisticate attrezzature su macchie di sangue e di capelli trovati dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma sia nella camera da letto dell&#8217;appartamento nel quale abitavano la Polce e l&#8217;arrestato sia nel cofano della vettura del convivente.</p>
<p>Tracce di sangue e capelli sono infatti risultati, dall&#8217;esame del Dna, appartenenti alla donna scomparsa. Secondo gli investigatori, dunque, Michele Campanile, nel corso del violento litigio, avvertito anche dai vicini di casa, avrebbe colpito ed ucciso la convivente con un corpo contundente e successivamente, dopo aver caricato il cadavere nel cofano della vettura, l&#8217;avrebbe nascosto in un luogo non ancora individuato dagli investigatori. Tracce di sangue, che inutilmente il presunto omicida avrebbe tentato di eliminare, sono state trovate anche sulle pareti e sul pavimento della stanza da letto dell&#8217;abitazione che, su provvedimento della magistratura samaritana era stato sequestrato le scorse settimane.</p>
<p>Dopo tre mesi, in seguito a sopralluoghi che i carabinieri hanno effettuato con l&#8217;ausilio di cani poliziotto in una vasta zona compresa tra Cancello Arnone e Mondragone, con il supporto del Nucleo Subacqueo nel fiume Volturno, da Cancello Arnone alla foce e dopo ricerche estese in tutta Italia, sarebbe stato risolto il caso della scomparsa di Carmen Polce, del quale si è anche occupata la trasmissione televisiva &#8221;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;.</p>
<p>La mamma di Carmen Polce, Rosa, infermiera  in un ospedale napoletano, il 21 settembre scorso aveva anche lanciato un appello attraverso il suo legale, l&#8217;avvocato Angelo Pisani: &#8221;Aiutatemi a ritrovare mia figlia &#8211; aveva scritto -. E&#8217; scomparsa da giugno e da allora non ho più notizie&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto si è appreso l&#8217;arrestato continua a negare di essere l&#8217;autore dell&#8217;omicidio, sostenendo che la donna, dalla quale ha avuto un figlio che oggi ha tre anni, si sia allontanata da casa dopo il violento litigio senza farvi più ritorno. Carmen Polce, era separata dal marito e da qualche anno aveva lasciato Napoli e si era stabilita con il convivente a Cancello Arnone. Tra i due, che secondo gli investigatori facevano uso di sostanze stupefacenti, erano frequenti i litigi, come testimoniato anche dai vicini. (ANSA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/scomparsa-da-tre-mesi-convivente-arrestato-per-omicidio/">Scomparsa da tre mesi: convivente arrestato per omicidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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