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	<title>Angelo Pisani &#187; Figli violenti</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>FIGLI VIOLENTI / PAGANO ANCHE I GENITORI</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
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		<category><![CDATA[Figli violenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Tribunale civile di Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; “Se i figli sono violenti e provocano danni o lesioni, i genitori devono pagare anche in solido con lo Stato, di fatto responsabile del fallimento dell’istituto famiglia e di omessa prevenzione&#8221;.  &#160; &#8220;E lo Stato non può più voltarsi dall’altra parte. Per esempio tutte le vittime hanno diritto a giustizia e indennizzo, non solo le donne”, avvisa Angelo Pisani, avvocato, fondatore del progetto 1523.it e autore del libro “L’Altra Violenza” 20 LUGLIO 2025 &#8211; «La notizia della sentenza del Tribunale Civile di Napoli, che ha condannato due genitori al risarcimento di 15.000 euro per le gravi lesioni inflitte dal loro figlio minorenne a un coetaneo, è un segnale da valutare positivamente e fa ben sperare che si continui sul binario dei valori e della legalità uguale per tutti». Così l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del servizio antiviolenza 1523.it ed autore del recente &#8220;L&#8217;altra violenza&#8221;. &#160; La motivazione della sentenza è netta: “deficit educativo” e mancata vigilanza. In termini giuridici: culpa in educando e culpa in vigilando, secondo quanto previsto dall’articolo 2048 del Codice Civile. «Finalmente, verrebbe da dire &#8211; spiega Pisani &#8211; un tribunale italiano ha riconosciuto che non è solo il figlio a essere responsabile del crimine, ma anche chi ha fallito nella sua educazione e chi lo ha lasciato crescere nell’abbandono morale, etico e familiare. Ma questa sentenza, benché significativa, è solo un primo passo. Il vero problema è che in Italia non esiste ancora un sistema equo, uniforme e inclusivo che tuteli tutte le vittime delle violenze, a prescindere dal sesso, dall’età, o dallo status sociale». «Viviamo in un Paese dove si parla solo della violenza sulle donne – tema ovviamente gravissimo e meritevole di ogni attenzione – ma si dimentica completamente che anche uomini, padri, bambini, giovani e anziani sono ogni giorno vittime di abusi, aggressioni e sopraffazioni, senza avere strumenti né voce per difendersi. Peggio ancora: vengono derisi o ignorati, perché non rientrano nei canoni mediatici o politici del momento», incalza il legale. «Nel mio libro “L’Altra Violenza”, e attraverso il progetto nazionale 1523.it, riceviamo ogni giorno segnalazioni scioccanti: figli violenti con i genitori, baby gang senza controllo, padri separati umiliati, uomini falsamente accusati e abbandonati dalle istituzioni. E in tutto questo, lo Stato resta colpevolmente assente, lasciando molto spesso  il peso della giustizia e del dolore sulle spalle delle vittime, che  non ricevono neppure un euro di indennizzo, non esistono fondi e sistemi di assistenza , mentre i responsabili restano impuniti o dichiarano “incapienza” e se le loro famiglie non sono benestanti, le vittime non vengono tutelate né risarcite». LA PROPOSTA DI RIFORMA LANCIATA DA ANGELO PISANI È ora di dire basta a un tipo di giustizia selettiva e a questa ipocrisia istituzionale, chiunque sbaglia deve pagare. Serve una riforma radicale che preveda: 1. oltre a severe condanne per i responsabili di ogni tipo di violenza, anche i genitori nel caso di minori violenti. Un fondo nazionale di indennizzo per tutte le vittime di violenza, anche nei casi in cui i responsabili siano minori, nullatenenti o irreperibili. 2. L’obbligo ancora più evidente e pubblicizzato di responsabilità civile dei genitori per le azioni dei figli minorenni, con possibilità di intervento dello Stato nei casi di famiglie assenti o disfunzionali. 3. Una legge quadro contro ogni forma di violenza, che protegga tutte le persone, a prescindere dal sesso, e che riconosca anche la violenza subita dagli uomini e dai minori come fenomeni reali e diffusi. 4. Servizi sociali realmente funzionanti, non solo di parte rosa e non solo sulla carta, ma presenti nei territori, nei quartieri difficili, dove spesso si formano i futuri carnefici e si abbandonano le future vittime, con attenzione vera anche dietro le tende delle case della borghesia rimasta. «È finito il tempo delle mezze misure &#8211; conclude l&#8217;avvocato Pisani &#8211; se un minore aggredisce un altro ragazzo con un oggetto contundente, lasciandogli lesioni permanenti, come è accaduto a Napoli, non si può più parlare di “ragazzata”.cÈ criminalità. È violenza. È responsabilità genitoriale e sociale. E quando i genitori sono assenti o incapaci, lo Stato deve farsi carico della tutela delle vittime, anche economicamente. Tutti parlano di educazione. Ma senza sanzione, prevenzione, giustizia e indennizzo certo, non ci sarà mai vera educazione. Solo slogan vuoti». Infine: «Lo ribadisco con forza: difendere solo una parte della popolazione e ignorare le altre vittime è una violenza nella violenza. Chiunque subisce un torto, chiunque viene colpito nel corpo o nell’anima, deve avere lo stesso diritto alla giustizia, alla verità e al risarcimento. Ecco perché la sentenza di Napoli deve essere un punto di svolta e non un caso isolato. Solo così potremo spezzare la catena dell’omertà, dell’impunità e dell’abbandono, ridando dignità a tutte le vittime di questa società malata e disattenta».  Per segnalazioni o assistenza legale, visita www.1523.it – il primo servizio nazionale contro tutte le violenze, senza pregiudizi. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/figli-violenti-pagano-anche-i-genitori/">FIGLI VIOLENTI / PAGANO ANCHE I GENITORI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/ragazzini-violenti.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4721" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/ragazzini-violenti.png" alt="" width="494" height="297" /></a></p>
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<p><strong>“Se i figli sono violenti e provocano danni o lesioni, i genitori devono pagare anche in solido con lo Stato, di fatto responsabile del fallimento dell’istituto famiglia e di omessa prevenzione&#8221;. </strong></p>
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<p><strong>&#8220;E lo Stato non può più voltarsi dall’altra parte. Per esempio tutte le vittime hanno diritto a giustizia e indennizzo, non solo le donne”, avvisa Angelo Pisani, avvocato, fondatore del progetto</strong><strong> </strong><a href="http://1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a><strong> </strong><strong>e autore del libro “L’Altra Violenza”</strong></p>
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20 LUGLIO 2025 &#8211; «La notizia della sentenza del Tribunale Civile di Napoli, che ha condannato due genitori al risarcimento di 15.000 euro per le gravi lesioni inflitte dal loro figlio minorenne a un coetaneo, è un segnale da valutare positivamente e fa ben sperare che si continui sul binario dei valori e della legalità uguale per tutti». Così l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del servizio antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank"><strong>1523.it</strong></a><strong> </strong>ed autore del recente &#8220;L&#8217;altra violenza&#8221;.</p>
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<p>La motivazione della sentenza è netta: “deficit educativo” e mancata vigilanza. In termini giuridici: culpa in educando e culpa in vigilando, secondo quanto previsto dall’articolo 2048 del Codice Civile.</p>
<p>«Finalmente, verrebbe da dire &#8211; spiega Pisani &#8211; un tribunale italiano ha riconosciuto che non è solo il figlio a essere responsabile del crimine, ma anche chi ha fallito nella sua educazione e chi lo ha lasciato crescere nell’abbandono morale, etico e familiare. Ma questa sentenza, benché significativa, è solo un primo passo. Il vero problema è che in Italia non esiste ancora un sistema equo, uniforme e inclusivo che tuteli tutte le vittime delle violenze, a prescindere dal sesso, dall’età, o dallo status sociale».<br />
«Viviamo in un Paese dove si parla solo della violenza sulle donne – tema ovviamente gravissimo e meritevole di ogni attenzione – ma si dimentica completamente che anche uomini, padri, bambini, giovani e anziani sono ogni giorno vittime di abusi, aggressioni e sopraffazioni, senza avere strumenti né voce per difendersi. Peggio ancora: vengono derisi o ignorati, perché non rientrano nei canoni mediatici o politici del momento», incalza il legale.</p>
<p>«Nel mio libro “L’Altra Violenza”, e attraverso il progetto nazionale <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, riceviamo ogni giorno segnalazioni scioccanti: figli violenti con i genitori, baby gang senza controllo, padri separati umiliati, uomini falsamente accusati e abbandonati dalle istituzioni. <strong>E in tutto questo, lo Stato resta colpevolmente assente</strong>, lasciando molto spesso  il peso della giustizia e del dolore sulle spalle delle vittime, che  non ricevono neppure un euro di indennizzo, non esistono fondi e sistemi di assistenza , mentre i responsabili restano impuniti o dichiarano “incapienza” e se le loro famiglie non sono benestanti, le vittime non vengono tutelate né risarcite».</p>
<p><strong>LA PROPOSTA DI RIFORMA LANCIATA DA ANGELO PISANI</strong><br />
È ora di dire basta a un tipo di giustizia selettiva e a questa ipocrisia istituzionale, chiunque sbaglia deve pagare. Serve una riforma radicale che preveda:<br />
1. oltre a severe condanne per i responsabili di ogni tipo di violenza, anche i genitori nel<br />
caso di minori violenti. Un fondo nazionale di indennizzo per tutte le vittime di violenza, anche nei casi in cui i responsabili siano minori, nullatenenti o irreperibili.<br />
2. L’obbligo ancora più evidente e pubblicizzato di responsabilità civile dei genitori per le azioni dei figli minorenni, con possibilità di intervento dello Stato nei casi di famiglie assenti o disfunzionali.<br />
3. Una legge quadro contro ogni forma di violenza, che protegga tutte le persone, a prescindere dal sesso, e che riconosca anche la violenza subita dagli uomini e dai minori come fenomeni reali e diffusi.<br />
4. Servizi sociali realmente funzionanti, non solo di parte rosa e non solo sulla carta, ma presenti nei territori, nei quartieri difficili, dove spesso si formano i futuri carnefici e si abbandonano le future vittime, con attenzione vera anche dietro le tende delle case della borghesia rimasta.</p>
<p>«È finito il tempo delle mezze misure &#8211; conclude l&#8217;avvocato Pisani &#8211; se un minore aggredisce un altro ragazzo con un oggetto contundente, lasciandogli lesioni permanenti, come è accaduto a Napoli, non si può più parlare di “ragazzata”.cÈ criminalità. È violenza. È responsabilità genitoriale e sociale. E quando i genitori sono assenti o incapaci, lo Stato deve farsi carico della tutela delle vittime, anche economicamente.<br />
Tutti parlano di educazione. Ma senza sanzione, prevenzione, giustizia e indennizzo certo, non ci sarà mai vera educazione. Solo slogan vuoti».</p>
<p>Infine: «Lo ribadisco con forza: difendere solo una parte della popolazione e ignorare le altre vittime è una violenza nella violenza. Chiunque subisce un torto, chiunque viene colpito nel corpo o nell’anima, deve avere lo stesso diritto alla giustizia, alla verità e al risarcimento. Ecco perché la sentenza di Napoli deve essere un punto di svolta e non un caso isolato. Solo così potremo spezzare la catena dell’omertà, dell’impunità e dell’abbandono, ridando dignità a tutte le vittime di questa società malata e disattenta».</p>
<p><strong> Per segnalazioni o assistenza legale, visita </strong><a href="http://www.1523.it/" target="_blank"><strong>www.1523.it</strong></a><strong> </strong><strong>– il primo servizio nazionale contro tutte le violenze, senza pregiudizi.</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/figli-violenti-pagano-anche-i-genitori/">FIGLI VIOLENTI / PAGANO ANCHE I GENITORI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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