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	<title>Angelo Pisani &#187; giudice di pace</title>
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		<title>Un altro incendio nell’ufficio del Giudice di Pace di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 14:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Stamane un altro incendio nell’ufficio del Giudice di Pace di Napoli. Caos e tilt alla caserma Garibaldi evacuato lo stabile ed udienze sospese sine die: bruciano gli archivi dei giudici di pace 21 MARZO 2024 &#8211; Questa mattina a Napoli un incendio è divampato negli archivi della ex caserma Garibaldi, in via Foria, che ospita gli uffici del giudice di pace di Napoli. Le udienze sono state sospese e centinaia di persone sono state fatte uscire ed intrattenute sul marciapiede  fuori dal palazzo, invaso da un forte fumo, fino alla notizia del rinvio di tutte le udienze. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme e sono stati impegnati ore nelle operazioni di spegnimento e controllo dei luoghi interessati dall’incendio e fumi. Non si ha notizia di persone  ferite o intossicate dal fumo durante l’evacuazione, anche se il fumo  ha invaso tutti i piani della ex caserma. Non sono nemmeno iniziate, quindi, le udienze dinanzi al Giudice di pace, tutte  rinviate a date da destinarsi, con avvocati fortunatamente tornati indietro e scampati al pericolo dei fumi e dell’incendio, perché non ancora saliti nelle varie aule del palazzo. L’avvocato Angelo Pisani (presidente di Noiconsumatori), tra gli ultimi arrivati e rimasto bloccato fuori al palazzo, non si è meravigliato dell’accaduto. «Per come è organizzato l’ufficio, tra l’altro oggi non affollato come negli anni scorsi, e per come qui si  amministra una giustizia senza futuro &#8211; dichiara &#8211;  era prevedibile quanto accaduto, che è  la riprova del fallimento di tutte le misure di prevenzione, ancora una volta sostituite dall’intervento dei vigili del fuoco e dalla fortuna che l&#8217;incendio non sia divampato  nelle torri del Centro Direzionale, ancor più pericolose per la pubblica incolumità in caso di allarmi e di evacuazione». «Questo incendio &#8211; rincara la dose Pisani &#8211; ripropone in maniera drammatica il problema delle misure di sicurezza negli uffici giudiziari», tema «caldo» per l’avvocatura partenopea che protesta da sempre, purtroppo senza successo, anche  per le gravi e vergognose condizioni di lavoro in un’altra sede, quello del nuovo palazzo di giustizia al Centro Direzionale. Pisani chiede al governo e al ministro competente il rispetto della dignità e sicurezza della classe forense e dei cittadini ostaggio di una giustizia sempre più fantasma, sottolineando  il «fallimento clamoroso delle misure di prevenzione e organizzazione del sistema giustizia che addirittura è ancora più irraggiungibile ed incerta con le nuove procedure telematiche». «A via Foria stamane &#8211; fa sapere l&#8217;avvocato &#8211;  l’evacuazione è avvenuta con il passaparola, ma senza che scattasse alcun allarme. Né mi è parso di vedere estintori o tubi dell’acqua in azione prima che giungessero i pompieri. C’è da chiedersi cosa sarebbe successo se un incidente analogo si fosse verificato nella torre del nuovo palazzo di giustizia e dove sarebbero scappate migliaia di persone. Chi firma per la sicurezza e prevenzione negli giudiziari si passi la mano sulla coscienza e, soprattutto, non si ricorra ai cancelli di ferro dopo che i ladri sono già entrati ed hanno già rubato». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/un-altro-incendio-nellufficio-del-giudice-di-pace-di-napoli/">Un altro incendio nell’ufficio del Giudice di Pace di Napoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/incendio.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4859" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/incendio.png" alt="" width="479" height="411" /></a></p>
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<p align="center"><strong>Stamane un altro incendio nell’ufficio del Giudice di Pace di Napoli. Caos e tilt alla caserma Garibaldi</strong></p>
<p align="center"><strong>evacuato lo stabile ed udienze sospese sine die: bruciano gli archivi dei giudici di pace</strong></p>
<p align="center">
<p style="text-align: left" align="center">21 MARZO 2024 &#8211; Questa mattina a Napoli un incendio è divampato negli archivi della ex caserma Garibaldi, in via Foria, che ospita gli uffici del giudice di pace di Napoli. Le udienze sono state sospese e centinaia di persone sono state fatte uscire ed intrattenute sul marciapiede  fuori dal palazzo, invaso da un forte fumo, fino alla notizia del rinvio di tutte le udienze. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme e sono stati impegnati ore nelle operazioni di spegnimento e controllo dei luoghi interessati dall’incendio e fumi. Non si ha notizia di persone  ferite o intossicate dal fumo durante l’evacuazione, anche se il fumo  ha invaso tutti i piani della ex caserma.</p>
<p>Non sono nemmeno iniziate, quindi, le udienze dinanzi al Giudice di pace, tutte  rinviate a date da destinarsi, con avvocati fortunatamente tornati indietro e scampati al pericolo dei fumi e dell’incendio, perché non ancora saliti nelle varie aule del palazzo.</p>
<p>L’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>(presidente di Noiconsumatori), tra gli ultimi arrivati e rimasto bloccato fuori al palazzo, non si è meravigliato dell’accaduto. «Per come è organizzato l’ufficio, tra l’altro oggi non affollato come negli anni scorsi, e per come qui si  amministra una giustizia senza futuro &#8211; dichiara &#8211;  era prevedibile quanto accaduto, che è  la riprova del fallimento di tutte le misure di prevenzione, ancora una volta sostituite dall’intervento dei vigili del fuoco e dalla fortuna che l&#8217;incendio non sia divampato  nelle torri del Centro Direzionale, ancor più pericolose per la pubblica incolumità in caso di allarmi e di evacuazione».</p>
<p>«Questo incendio &#8211; rincara la dose Pisani &#8211; ripropone in maniera drammatica il problema delle misure di sicurezza negli uffici giudiziari», tema «caldo» per l’avvocatura partenopea che protesta da sempre, purtroppo senza successo, anche  per le gravi e vergognose condizioni di lavoro in un’altra sede, quello del nuovo palazzo di giustizia al Centro Direzionale.<br />
Pisani chiede al governo e al ministro competente il rispetto della dignità e sicurezza della classe forense e dei cittadini ostaggio di una giustizia sempre più fantasma, sottolineando  il «fallimento clamoroso delle misure di prevenzione e organizzazione del sistema giustizia che addirittura è ancora più irraggiungibile ed incerta con le nuove procedure telematiche». «A via Foria stamane &#8211; fa sapere l&#8217;avvocato &#8211;  l’evacuazione è avvenuta con il passaparola, ma senza che scattasse alcun allarme. Né mi è parso di vedere estintori o tubi dell’acqua in azione prima che giungessero i pompieri. C’è da chiedersi cosa sarebbe successo se un incidente analogo si fosse verificato nella torre del nuovo palazzo di giustizia e dove sarebbero scappate migliaia di persone. Chi firma per la sicurezza e prevenzione negli giudiziari si passi la mano sulla coscienza e, soprattutto, non si ricorra ai cancelli di ferro dopo che i ladri sono già entrati ed hanno già rubato».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/un-altro-incendio-nellufficio-del-giudice-di-pace-di-napoli/">Un altro incendio nell’ufficio del Giudice di Pace di Napoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Giustizia: inefficienze a Napoli, legale fa causa a Ministero</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 15:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 02 NOVEMBRE 2005 Cause per danni sono state avviate contro il ministero della Giustizia da un avvocato di Napoli, Angelo Pisani, a causa &#8211; spiega il legale &#8211; &#8221;dell&#8217;assoluta inefficienza, dei disservizi e degli enormi ritardi che soffocano l&#8217;ufficio dei giudici di pace del capoluogo campano&#8221;. Pisani cita in particolare &#8221;l&#8217;ingiustificabile ritardo, anche di 11 mesi, nel rilascio di copie delle sentenze o la mancata possibilità di poter ritirare le produzioni di parte in archivi fatiscenti&#8221;. Gli atti di citazione &#8211; cui &#8221;ne seguiranno presto molti altri di altrettanti professionisti unitisi alla mia iniziativa&#8221;, sostiene Pisani &#8211; sono già stati notificati al legale rappresentante del dicastero, il ministro Roberto Castelli. La prima udienza è fissata il 10 dicembre, davanti al giudice di pace di Napoli, in relazione al ritardo nella consegna di una sentenza: &#8221;Ma già a questo proposito &#8211; sottolinea l&#8217;avvocato Pisani, noto alle cronache per le sue iniziative legali a difesa dei consumatori &#8211; il ministro sarà costretto ad accorgersi che l&#8217;ufficio non funziona: quella data slitterà di circa un mese, in violazione del diritto di difesa e delle norme del codice, e ciò basterebbe a dimostrare i danni causati dall&#8217;inefficienza&#8221;. Nell&#8217;atto di citazione l&#8217;avvocato offre uno spaccato dei disservizi e disagi subiti dai legali e dai cittadini che chiedono giustizia: &#8221;L&#8217;ufficio notifiche è al collasso e le cancellerie non riescono a smaltire il lavoro in tempi ragionevoli, a Napoli, infatti, per ottenere le copie di una sentenza, o anche soltanto riuscire a farsi restituire la documentazione che gli stessi avvocati hanno depositato nel corso delle cause bisogna aspettare anche un anno&#8221;. &#8221;Il paradosso &#8211; continua Pisani &#8211; è che pagando i diritti di urgenza &#8216;bastano&#8217;, si fa per dire, 5 mesi, mentre la legge prevede un termine di due giorni lavorativi. Tutto questo impedisce l&#8217;esercizio dei propri diritti e viola ogni aspettativa di giustizia: non riuscendo ad avere le copie delle sentenze non è possibile presentare appelli, ricorsi, e soprattutto non possono essere messe in esecuzione le sentenze, svilendo di ogni significato i seri sacrifici sostenuti durante il già lungo e difficile processo. Questo vuol dire che un creditore che ottiene dal giudice una sentenza necessaria a riscuotere il suo credito, dovrà in realtà aspettare ancora uno o due anni soltanto per cominciare l&#8217;esecuzione, se il debitore nel frattempo esiste ancora&#8221;. (ANSA)</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/giustizia-inefficienze-a-napoli-legale-fa-causa-a-ministero/">Giustizia: inefficienze a Napoli, legale fa causa a Ministero</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 02 NOVEMBRE 2005</p>
<p>Cause per danni sono state avviate contro il ministero della Giustizia da un avvocato di Napoli, Angelo Pisani, a causa &#8211; spiega il legale &#8211; &#8221;dell&#8217;assoluta inefficienza, dei disservizi e degli enormi ritardi che soffocano l&#8217;ufficio dei giudici di pace del capoluogo campano&#8221;.</p>
<p>Pisani cita in particolare &#8221;l&#8217;ingiustificabile ritardo, anche di 11 mesi, nel rilascio di copie delle sentenze o la mancata possibilità di poter ritirare le produzioni di parte in archivi fatiscenti&#8221;.</p>
<p>Gli atti di citazione &#8211; cui &#8221;ne seguiranno presto molti altri di altrettanti professionisti unitisi alla mia iniziativa&#8221;, sostiene Pisani &#8211; sono già stati notificati al legale rappresentante del dicastero, il ministro Roberto Castelli. La prima udienza è fissata il 10 dicembre, davanti al giudice di pace di Napoli, in relazione al ritardo nella consegna di una sentenza: &#8221;Ma già a questo proposito &#8211; sottolinea l&#8217;avvocato Pisani, noto alle cronache per le sue iniziative legali a difesa dei consumatori &#8211; il ministro sarà costretto ad accorgersi che l&#8217;ufficio non funziona: quella data slitterà di circa un mese, in violazione del diritto di difesa e delle norme del codice, e ciò basterebbe a dimostrare i danni causati dall&#8217;inefficienza&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;atto di citazione l&#8217;avvocato offre uno spaccato dei disservizi e disagi subiti dai legali e dai cittadini che chiedono giustizia: &#8221;L&#8217;ufficio notifiche è al collasso e le cancellerie non riescono a smaltire il lavoro in tempi ragionevoli, a Napoli, infatti, per ottenere le copie di una sentenza, o anche soltanto riuscire a farsi restituire la documentazione che gli stessi avvocati hanno depositato nel corso delle cause bisogna aspettare anche un anno&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il paradosso &#8211; continua Pisani &#8211; è che pagando i diritti di urgenza &#8216;bastano&#8217;, si fa per dire, 5 mesi, mentre la legge prevede un termine di due giorni lavorativi. Tutto questo impedisce l&#8217;esercizio dei propri diritti e viola ogni aspettativa di giustizia: non riuscendo ad avere le copie delle sentenze non è possibile presentare appelli, ricorsi, e soprattutto non possono essere messe in esecuzione le sentenze, svilendo di ogni significato i seri sacrifici sostenuti durante il già lungo e difficile processo. Questo vuol dire che un creditore che ottiene dal giudice una sentenza necessaria a riscuotere il suo credito, dovrà in realtà aspettare ancora uno o due anni soltanto per cominciare l&#8217;esecuzione, se il debitore nel frattempo esiste ancora&#8221;. (ANSA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/giustizia-inefficienze-a-napoli-legale-fa-causa-a-ministero/">Giustizia: inefficienze a Napoli, legale fa causa a Ministero</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sequestro motorini: Napoli, giudice pace sospende confisca in uno dei ricorsi promossi da Associazione NOI Consumatori</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 17:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 03 SETTEMBRE 2005 Il giudice di pace di Napoli ha sospeso un provvedimento di sequestro e confisca di un motorino in base alla nuova normativa, in attesa dell&#8217;udienza di merito fissata per dicembre. La decisione &#8211; del giudice Attilio Ruggiero, seconda sezione &#8211; è stata presa in seguito a uno dei ricorsi presentati dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori. Per Pisani si tratta &#8221;di un segnale positivo per contrastare una legge che infligge sanzioni abnormi anche per violazioni lievi e presenta diversi profili d&#8217;incostituzionalita&#8221;&#8217;. Nel caso in questione, il conducente del ciclomotore circolava senza aver indossato il casco protettivo. Il giudice, informa il legale, ha fissato l&#8217;udienza al 19 dicembre 2005, &#8221;per decidere sia sulla questione di legittimità costituzionale sollevata sia nel merito delle difese, ma nel frattempo l&#8217;utente ha recuperato il motorino e non subirà danni o altri pregiudizi nelle more del procedimento&#8221;. &#8221;L&#8217;illegalità diffusa nell&#8217;uso dei motocicli compromette la sicurezza della circolazione ed agevola comportamenti criminosi per cui è giusto cercare di arginarla &#8211; ricorda Pisani &#8211; ma è necessario che la sanzione sia sempre proporzionale alla violazione. Al contrario la confisca di una moto per violazioni lievi è una sanzione abnorme e viene percepita non come giusta misura di contrasto dell&#8217;illegalità, ma come una vessazione da parte dell&#8217;autorità&#8221;. Per il presidente di Noi Consumatori &#8221;questa legge viola i principi cardini del nostro ordinamento e sicuramente risulta incostituzionale in quanto punisce più il proprietario del motociclo che l&#8217;eventuale trasgressore della norma, ledendo il principio di personalità della responsabilità penale e amministrativa, il divieto di responsabilità per fatto altrui, il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione rispetto alla violazione accertata, costituendo una chiara disparità di trattamento rispetto agli automobilisti&#8221;. (ANSA) &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sequestro-motorini-napoli-giudice-pace-sospende-confisca-in-uno-dei-ricorsi-promossi-da-associazione-noi-consumatori/">Sequestro motorini: Napoli, giudice pace sospende confisca in uno dei ricorsi promossi da Associazione NOI Consumatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia ANSA del 03 SETTEMBRE 2005</p>
<p>Il giudice di pace di Napoli ha sospeso un provvedimento di sequestro e confisca di un motorino in base alla nuova normativa, in attesa dell&#8217;udienza di merito fissata per dicembre. La decisione &#8211; del giudice Attilio Ruggiero, seconda sezione &#8211; è stata presa in seguito a uno dei ricorsi presentati dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori.</p>
<p>Per Pisani si tratta &#8221;di un segnale positivo per contrastare una legge che infligge sanzioni abnormi anche per violazioni lievi e presenta diversi profili d&#8217;incostituzionalita&#8221;&#8217;. Nel caso in questione, il conducente del ciclomotore circolava senza aver indossato il casco protettivo. Il giudice, informa il legale, ha fissato l&#8217;udienza al 19 dicembre 2005, &#8221;per decidere sia sulla questione di legittimità costituzionale sollevata sia nel merito delle difese, ma nel frattempo l&#8217;utente ha recuperato il motorino e non subirà danni o altri pregiudizi nelle more del procedimento&#8221;.</p>
<p>&#8221;L&#8217;illegalità diffusa nell&#8217;uso dei motocicli compromette la sicurezza della circolazione ed agevola comportamenti criminosi per cui è giusto cercare di arginarla &#8211; ricorda Pisani &#8211; ma è necessario che la sanzione sia sempre proporzionale alla violazione. Al contrario la confisca di una moto per violazioni lievi è una sanzione abnorme e viene percepita non come giusta misura di contrasto dell&#8217;illegalità, ma come una vessazione da parte dell&#8217;autorità&#8221;.</p>
<p>Per il presidente di Noi Consumatori &#8221;questa legge viola i principi cardini del nostro ordinamento e sicuramente risulta incostituzionale in quanto punisce più il proprietario del motociclo che l&#8217;eventuale trasgressore della norma, ledendo il principio di personalità della responsabilità penale e amministrativa, il divieto di responsabilità per fatto altrui, il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione rispetto alla violazione accertata, costituendo una chiara disparità di trattamento rispetto agli automobilisti&#8221;. (ANSA)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sequestro-motorini-napoli-giudice-pace-sospende-confisca-in-uno-dei-ricorsi-promossi-da-associazione-noi-consumatori/">Sequestro motorini: Napoli, giudice pace sospende confisca in uno dei ricorsi promossi da Associazione NOI Consumatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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