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	<title>Angelo Pisani &#187; Parco Verde</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>Stupri di Caivano, condannati 3 dei 7 minorenni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 08:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Parla Angelo Pisani, difensore delle vittime &#160; &#160; 11 LUGLIO 2024 &#8211; Dopo la condanna inflitta qualche giorno fa ai maggiorenni del “branco” da parte del Tribunale di Napoli Nord (12 anni e 5 mesi a Giuseppe Varriale, 13 anni e 4 mesi a Pasquale Mosca), oggi il Tribunale per i minorenni di Napoli ha emesso la sentenza a carico dei minori coinvolti come artefici delle violenze sessuali ai danni delle bambine di Caivano. Al termine del processo, celebrato con rito abbreviato, il giudice Anita Polito ha emesso due condanne a 9 anni e una a 10 anni di reclusione. Ascoltiamo l’avvocato Angelo Pisani, che difende la mamma e il fratello maggiore di una delle bambine violentate dal branco. &#160; Avvocato Pisani, qual è la sua opinione sulla sentenza di condanna dei minorenni del branco che ha violentato le bambine di Caivano? &#160; È una condanna giusta e speriamo esemplare per chi ha umiliato e violato la vita, distruggendo l’anima di bambine innocenti. Questi criminali non sono solo colpevoli di abusi sessuali, ma anche vittime anche del degrado e dell&#8217;inferno delle periferie come Caivano e tanti altri quartieri simili in Italia, abbandonati e sfruttati per anni anche dalla malapolitica. &#160; La sentenza ha inflitto le pene massime previste e severe agli imputati. Come giudica la decisione del Tribunale? &#160; La legge purtroppo non prevede una pena maggiore e per questi reati, soprattutto sui minori, non dovrebbero esserci sconti. Il giudice ha agito con fermezza, infliggendo pene severe agli imputati, come nel caso dei due maggiorenni del branco, riconoscendo la gravità dei crimini commessi. La condanna di circa 10 anni per i responsabili riflette la necessità di giustizia per le vittime, che purtroppo non potranno mai dimenticare ed essere risarcite con nessuna sentenza di condanna per quanto subito. Inoltre, la sentenza dimostra un impegno concreto nel dare esempi di fermezza e valore delle regole anche se non risarcisce i danni subiti, mentre la famiglia della vittima purtroppo ancora non ha avuto alcuna assistenza e la bambina, che è in casa famiglia così come i fratelli, non può riabbracciare la mamma, altra  vittima dell&#8217;inferno di Caivano. &#160;  Cosa si dovrebbe fare per prevenire il ripetersi di simili violenze? &#160; C’è assoluto bisogno di misure per proteggere la società da individui che hanno commesso atti così gravi, soprattutto se minori. Queste persone non dovrebbero avere la possibilità di ripetere tali crimini. Quella del giudice di oggi è una decisione che tutela le vittime e la comunità, e spero che serva da deterrente per futuri comportamenti criminali. &#160; Qual è stato l&#8217;impatto di questa vicenda sulla comunità di Caivano e sulle famiglie delle vittime?   Questa vicenda ha avuto un impatto devastante sulla comunità di Caivano e sulle famiglie delle vittime. Le bambine hanno subito traumi enormi che richiederanno anni per essere superati, se mai sarà possibile. La comunità è stata scossa da questi eventi, che hanno messo in luce le condizioni di abbandono e degrado in cui molte periferie italiane versano. &#160; Cosa non si è fatto per queste periferie? &#160; È fondamentale intervenire nelle periferie abbandonate, offrendo supporto e risorse alle comunità locali. La prevenzione passa anche attraverso l&#8217;educazione, il supporto psicologico e sociale per le famiglie, la lotta contro la malapolitica e la criminalità organizzata. Solo attraverso un impegno collettivo si può sperare di evitare che simili tragedie si ripetano. &#160; Qual è il messaggio che vuole mandare alle istituzioni? &#160; Alle istituzioni dico che è ora di agire con decisione per proteggere i più vulnerabili e per risanare le periferie. Non possiamo permettere che altri bambini crescano in ambienti così pericolosi e degradati. È necessario un impegno concreto e duraturo per migliorare le condizioni di vita e garantire un futuro migliore per tutti. &#160; La sentenza sarà seguita da motivazioni. Cosa si aspetta? &#160; Mi aspetto che le motivazioni forniscano un quadro chiaro e dettagliato delle ragioni che hanno portato a queste condanne, sottolineando la gravità dei crimini e l&#8217;importanza di proteggere le vittime. Speriamo che queste motivazioni possano essere utilizzate anche come base per future azioni legali e per promuovere cambiamenti nelle politiche di tutela dei minori. Soprattutto, ora attendiamo cure, assistenza e tutela per le vittime, per i genitori e i familiari, che ancora non possono abbracciarsi, ma non devono rimanere ostaggio di fascicoli e burocrazia perché, in quanto esseri umani,  hanno diritto anche loro alla tutela degli affetti e dei valori previsti dalla Costituzione.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/stupri-di-caivano-condannati-3-dei-7-minorenni/">Stupri di Caivano, condannati 3 dei 7 minorenni</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-06-alle-09.41.391.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4766" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-06-alle-09.41.391.png" alt="" width="496" height="302" /></a></p>
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<p align="center"><strong>Parla Angelo Pisani, difensore delle vittime</strong></p>
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<p>11 LUGLIO 2024 &#8211; Dopo la condanna inflitta qualche giorno fa ai maggiorenni del “branco” da parte del Tribunale di Napoli Nord (12 anni e 5 mesi a Giuseppe Varriale, 13 anni e 4 mesi a Pasquale Mosca), oggi il Tribunale per i minorenni di Napoli ha emesso la sentenza a carico dei minori coinvolti come artefici delle violenze sessuali ai danni delle bambine di Caivano.</p>
<p>Al termine del processo, celebrato con rito abbreviato, il giudice Anita Polito ha emesso due condanne a 9 anni e una a 10 anni di reclusione.</p>
<p>Ascoltiamo l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, che difende la mamma e il fratello maggiore di una delle bambine violentate dal branco.</p>
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<p><strong>Avvocato Pisani, qual è la sua opinione sulla sentenza di condanna dei minorenni del branco che ha violentato le bambine di Caivano?</strong></p>
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<p>È una condanna giusta e speriamo esemplare per chi ha umiliato e violato la vita, distruggendo l’anima di bambine innocenti. Questi criminali non sono solo colpevoli di abusi sessuali, ma anche vittime anche del degrado e dell&#8217;inferno delle periferie come Caivano e tanti altri quartieri simili in Italia, abbandonati e sfruttati per anni anche dalla malapolitica.</p>
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<p><strong>La sentenza ha inflitto le pene massime previste e severe agli imputati. Come giudica la decisione del Tribunale?</strong></p>
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<p>La legge purtroppo non prevede una pena maggiore e per questi reati, soprattutto sui minori, non dovrebbero esserci sconti. Il giudice ha agito con fermezza, infliggendo pene severe agli imputati, come nel caso dei due maggiorenni del branco, riconoscendo la gravità dei crimini commessi. La condanna di circa 10 anni per i responsabili riflette la necessità di giustizia per le vittime, che purtroppo non potranno mai dimenticare ed essere risarcite con nessuna sentenza di condanna per quanto subito. Inoltre, la sentenza dimostra un impegno concreto nel dare esempi di fermezza e valore delle regole anche se non risarcisce i danni subiti, mentre la famiglia della vittima purtroppo ancora non ha avuto alcuna assistenza e la bambina, che è in casa famiglia così come i fratelli, non può riabbracciare la mamma, altra  vittima dell&#8217;inferno di Caivano.</p>
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<p><strong> Cosa si dovrebbe fare per prevenire il ripetersi di simili violenze?</strong></p>
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<p>C’è assoluto bisogno di misure per proteggere la società da individui che hanno commesso atti così gravi, soprattutto se minori. Queste persone non dovrebbero avere la possibilità di ripetere tali crimini. Quella del giudice di oggi è una decisione che tutela le vittime e la comunità, e spero che serva da deterrente per futuri comportamenti criminali.</p>
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<p><strong>Qual è stato l&#8217;impatto di questa vicenda sulla comunità di Caivano e sulle famiglie delle vittime?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Questa vicenda ha avuto un impatto devastante sulla comunità di Caivano e sulle famiglie delle vittime. Le bambine hanno subito traumi enormi che richiederanno anni per essere superati, se mai sarà possibile. La comunità è stata scossa da questi eventi, che hanno messo in luce le condizioni di abbandono e degrado in cui molte periferie italiane versano.</p>
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<p><strong>Cosa non si è fatto per queste periferie?</strong></p>
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<p>È fondamentale intervenire nelle periferie abbandonate, offrendo supporto e risorse alle comunità locali. La prevenzione passa anche attraverso l&#8217;educazione, il supporto psicologico e sociale per le famiglie, la lotta contro la malapolitica e la criminalità organizzata. Solo attraverso un impegno collettivo si può sperare di evitare che simili tragedie si ripetano.</p>
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<p><strong>Qual è il messaggio che vuole mandare alle istituzioni?</strong></p>
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<p>Alle istituzioni dico che è ora di agire con decisione per proteggere i più vulnerabili e per risanare le periferie. Non possiamo permettere che altri bambini crescano in ambienti così pericolosi e degradati. È necessario un impegno concreto e duraturo per migliorare le condizioni di vita e garantire un futuro migliore per tutti.</p>
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<p><strong>La sentenza sarà seguita da motivazioni. Cosa si aspetta?</strong></p>
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<p>Mi aspetto che le motivazioni forniscano un quadro chiaro e dettagliato delle ragioni che hanno portato a queste condanne, sottolineando la gravità dei crimini e l&#8217;importanza di proteggere le vittime. Speriamo che queste motivazioni possano essere utilizzate anche come base per future azioni legali e per promuovere cambiamenti nelle politiche di tutela dei minori. Soprattutto, ora attendiamo cure, assistenza e tutela per le vittime, per i genitori e i familiari, che ancora non possono abbracciarsi, ma non devono rimanere ostaggio di fascicoli e burocrazia perché, in quanto esseri umani,  hanno diritto anche loro alla tutela degli affetti e dei valori previsti dalla Costituzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/stupri-di-caivano-condannati-3-dei-7-minorenni/">Stupri di Caivano, condannati 3 dei 7 minorenni</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Ho visto Chicca volare&#8221; &#8211; Presentato il libro di Angelo Pisani sui crimini di Caivano</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 08:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; 19 NOVEMBRE 2023 &#8211; Stamane, nella giornata mondiale dei diritti dei bambini e di tutela dell’adolescenza, tra gli studenti nell’auditorium del polo liceale “Salvatore Di Giacomo” a San Sebastiano al Vesuvio, si è inaugurata la stagione 2023/24 del Caffè letterario con la presentazione e lettura dal libro-memoria sui crimini di Caivano. Appuntamento ormai consueto, organizzato dalle professoresse Marilù Cuppone e Marina Faustoferri. Ospite della mattinata l’avvocato Angelo Pisani che, in questa giornata dedicata ai diritti dell’infanzia, ha portato la sua testimonianza presentando il libro “Ho visto Chicca volare”, in cui si documenta la terribile storia degli abusi perpetrati a danno di bambini nel Parco Verde di Caivano. Dinanzi ad un pubblico di giovani attenti e commossi, insieme alla direttrice scolastica, professoressa Fabrizia Landolfi, si sono alternati ai microfoni del “Caffè” diversi ospiti: anche il preside  dell’IC Parco Verde, dott. Bartolomeo Perna accompagnato dalla maestra Pina Pascarella, protagonista del libro di Pisani in quanto è la persona che per prima ha denunciato gli orrori che venivano portati avanti tra le mura dei palazzoni del Parco Verde. Inoltre la giornalista del Mattino Maria Chiara Aulisio, che fu la prima la scorsa estate a denunciare nuovi gravi fatti che vedevano coinvolte ragazzine di Caivano, il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio Giuseppe Panico, presenza costante in ogni attività culturale promossa sul territorio. La mattinata è trascorsa tra i commenti, le letture e le domande dei ragazzi rivolte all’avvocato Pisani e agli altri ospiti. Ne è scaturito un dibattito estremamente coinvolgente, concluso con la riflessione stimolata dalla dottoressa Aulisio, che esortava i giovani a non abbandonarsi all’indifferenza e a condannare l’omertà. Se “ognuno fa la sua parte” le cose possono migliorare. La mattinata si è conclusa con le parole dell’avvocato Pisani: “se non si rinuncia all’opportunità, di qualsiasi tipo – dall’esigenza di rispondere all’opinione pubblica con i numeri o la sentenza esemplare, così come alle vetrine che una tragedia conferisce di ufficio &#8211; continueremo a guardare il dito e non la luna. Vale a dire ai dettagli del problema e non al suo nucleo. E chi ne farà le spese saranno ancora loro, i bimbi, i giovani, gli indifesi” , mentre le istituzioni e la giustizia devono essere complici del bene e dei valori, sempre vicine alle vittime. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/ho-visto-chicca-volare-presentato-il-libro-di-angelo-pisani-sui-crimini-di-caivano/">&#8220;Ho visto Chicca volare&#8221; &#8211; Presentato il libro di Angelo Pisani sui crimini di Caivano</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Chicca.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4745" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Chicca.png" alt="" width="471" height="319" /></a></p>
<p>19 NOVEMBRE 2023 &#8211; Stamane, nella giornata mondiale dei diritti dei bambini e di tutela dell’adolescenza, tra gli studenti nell’auditorium del polo liceale “Salvatore Di Giacomo” a San Sebastiano al Vesuvio, si è inaugurata la stagione 2023/24 del <em>Caffè letterario</em> con la presentazione e lettura dal libro-memoria sui crimini di Caivano.<br />
Appuntamento ormai consueto, organizzato dalle professoresse Marilù Cuppone e Marina Faustoferri. Ospite della mattinata l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong> che, in questa giornata dedicata ai diritti dell’infanzia, ha portato la sua testimonianza presentando il libro <strong>“Ho visto Chicca volare”, </strong>in cui si documenta la terribile storia degli abusi perpetrati a danno di bambini nel Parco Verde di Caivano.<br />
Dinanzi ad un pubblico di giovani attenti e commossi, insieme alla direttrice scolastica, professoressa Fabrizia Landolfi, si sono alternati ai microfoni del “Caffè” diversi ospiti: anche il preside  dell’IC Parco Verde, dott. Bartolomeo Perna accompagnato dalla maestra Pina Pascarella, protagonista del libro di Pisani in quanto è la persona che per prima ha denunciato gli orrori che venivano portati avanti tra le mura dei palazzoni del Parco Verde. Inoltre la giornalista del Mattino Maria Chiara Aulisio, che fu la prima la scorsa estate a denunciare nuovi gravi fatti che vedevano coinvolte ragazzine di Caivano, il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio Giuseppe Panico, presenza costante in ogni attività culturale promossa sul territorio.<br />
La mattinata è trascorsa tra i commenti, le letture e le domande dei ragazzi rivolte all’avvocato Pisani e agli altri ospiti. Ne è scaturito un dibattito estremamente coinvolgente, concluso con la riflessione stimolata dalla dottoressa Aulisio, che esortava i giovani a non abbandonarsi all’indifferenza e a condannare l’omertà. Se “ognuno fa la sua parte” le cose possono migliorare. La mattinata si è conclusa con le parole dell’avvocato Pisani: “se non si rinuncia all’opportunità, di qualsiasi tipo – dall’esigenza di rispondere all’opinione pubblica con i numeri o la sentenza esemplare, così come alle vetrine che una tragedia conferisce di ufficio &#8211; continueremo a guardare il dito e non la luna. Vale a dire ai dettagli del problema e non al suo nucleo. E chi ne farà le spese saranno ancora loro, i bimbi, i giovani, gli indifesi” , mentre le istituzioni e la giustizia devono essere complici del bene e dei valori, sempre vicine alle vittime.</p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina-Chicca.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4753" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina-Chicca.png" alt="" width="729" height="517" /></a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/ho-visto-chicca-volare-presentato-il-libro-di-angelo-pisani-sui-crimini-di-caivano/">&#8220;Ho visto Chicca volare&#8221; &#8211; Presentato il libro di Angelo Pisani sui crimini di Caivano</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Due alberi al Parco Verde in memoria di Fortuna e Antonio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 13:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Due alberi piantati stamane al Parco Verde nel nome di Chicca e di Antonio, a due anni esatti dalla morte della bambina e a tre da quella di Antonio. Era il 24 giugno del 2014 quando cominciò a rimbalzare la notizia che una bambina di 6 anni era volata giù da un Palazzone del Parco Verde di Caivano, schiantandosi al suolo e perdendo la vita. E sono due anni esatti oggi da quando gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, giunti immediatamente sul posto, intuirono che esisteva un collegamento fra l’atroce fine di Chicca e quella del piccolo Antonio, 3 anni, cui un anno prima era toccata la stressa terribile sorte, benché allora si parlasse ancora di una “caduta accidentale”. A due anni dalla morte di Chicca questa mattina l’avvocato Angelo Pisani e tanti volontari del posto, insieme a Mimma, madre della piccola, hanno piantato due alberi nel Parco Verde in ricordo di Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio. «Questi due alberi – ha detto Pisani – sono una testimonianza nel ricordo dei due bambini, ma intendono rappresentare anche un segno di speranza e di voglia di vivere per tutti i piccoli di questo territorio». «Un territorio – ha aggiunto il legale – in cui purtroppo a due anni dalla morte di Fortuna e a tre anni da quella di Antonio, lo Stato qui ancora non c’è, mentre resistono degrado, abbandono, miseria». «Dobbiamo fare in modo che questa equazione sia capovolta, più Stato e soprattutto leggi idonee a punire crimini disumani come quelli avvenuti qui a danno di creature innocenti. Non dobbiamo accontentarci di verità parziali – ha incalzato Pisani – non ci basta qualche colpevole, è necessario che ci impegniamo tutti per salvare altri innocenti esposti allo stesso pericolo e chiediamo allo Stato un deciso scatto di dignità morale. Lo dobbiamo alla memoria di Antonio e di Chicca, lo chiediamo come italiani in nome e per conto di tutti i bambini che vivono in simili condizioni di degrado, a Caivano come in altre parti del Paese. Pene più severe da parte del legislatore – ha concluso l’avvocato – e una forte, autorevole presenza dello Stato».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/">Due alberi al Parco Verde in memoria di Fortuna e Antonio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Due alberi piantati stamane al Parco Verde nel nome di Chicca e di Antonio, a due anni esatti dalla morte della bambina e a tre da quella di Antonio.</strong></p>
<p>Era il 24 giugno del 2014 quando cominciò a rimbalzare la notizia che una bambina di 6 anni era volata giù da un Palazzone del Parco Verde di Caivano, schiantandosi al suolo e perdendo la vita. E sono due anni esatti oggi da quando gli avvocati <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong>, giunti immediatamente sul posto, intuirono che esisteva un collegamento fra l’atroce fine di <strong>Chicca</strong> e quella del piccolo <strong>Antonio</strong>, 3 anni, cui un anno prima era toccata la stressa terribile sorte, benché allora si parlasse ancora di una “caduta accidentale”.</p>
<p>A due anni dalla morte di Chicca questa mattina l’avvocato Angelo Pisani e tanti volontari del posto, insieme a <strong>Mimma</strong>, madre della piccola, hanno piantato due alberi nel Parco Verde in ricordo di <strong>Fortuna Loffredo</strong> e di <strong>Antonio Giglio</strong>.</p>
<p>«Questi due alberi – ha detto Pisani – sono una testimonianza nel ricordo dei due bambini, ma intendono rappresentare anche un segno di speranza e di voglia di vivere per tutti i piccoli di questo territorio». «Un territorio – ha aggiunto il legale – in cui purtroppo a due anni dalla morte di Fortuna e a tre anni da quella di Antonio, lo Stato qui ancora non c’è, mentre resistono degrado, abbandono, miseria». «Dobbiamo fare in modo che questa equazione sia capovolta, più Stato e soprattutto leggi idonee a punire crimini disumani come quelli avvenuti qui a danno di creature innocenti. Non dobbiamo accontentarci di verità parziali – ha incalzato Pisani – non ci basta qualche colpevole, è necessario che ci impegniamo tutti per salvare altri innocenti esposti allo stesso pericolo e chiediamo allo Stato un deciso scatto di dignità morale. Lo dobbiamo alla memoria di Antonio e di Chicca, lo chiediamo come italiani in nome e per conto di tutti i bambini che vivono in simili condizioni di degrado, a Caivano come in altre parti del Paese. Pene più severe da parte del legislatore – ha concluso l’avvocato – e una forte, autorevole presenza dello Stato».</p>
<p><a href='https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/pisani-parco-verde/' title='Pisani Parco verde'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Parco-verde-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Pisani Parco verde" title="Pisani Parco verde" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/parco-verde-1/' title='Parco verde-1'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Parco-verde-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Parco verde-1" title="Parco verde-1" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/parco-verde-2/' title='Parco verde-2'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Parco-verde-2-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Parco verde-2" title="Parco verde-2" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/parco-verde-3/' title='Parco verde-3'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Parco-verde-3-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Parco verde-3" title="Parco verde-3" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/parco-verde-4/' title='Parco verde-4'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Parco-verde-4-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Parco verde-4" title="Parco verde-4" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/parco-verde-5/' title='Parco verde-5'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Parco-verde-5-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Parco verde-5" title="Parco verde-5" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/due-alberi-al-parco-verde-in-memoria-di-fortuna-e-antonio/">Due alberi al Parco Verde in memoria di Fortuna e Antonio</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Caivano da luogo dell&#8217;orrore a città simbolo come &#8220;Ambasciata dei bambini&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2016 16:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Caivano ambasciata dei bambini. Da luogo che comprende aree come Parco verde, enclave di abusi e di orrori sui piccoli innocenti, a  simbolo della rinascita possibile. E’ una delle iniziative emerse nell’incontro pubblico che si è concluso poco fa a Caivano con la marcia dei palloncini bianchi. Pisani: ci sono cento, mille Parco verde in Italia, nessuna criminalizzazione dei territori ma presenza vera dello Stato Un incontro partecipato dalla cittadinanza, cui si sono via via aggiunti tanti cittadini di Caivano, molti provenienti proprio dal Parco verde.  E poi lei, Mimma Guardato, che ha preso posto silenziosa accanto ai relatori, e subito dopo anche Pietro, il papà di Chicca, seduto vicino al suo avvocato, Sergio Pisani. Su tutti le veementi introduzioni del sindaco di Caivano Simone Monopoli e dell’avvocato Angelo Pisani, il primo ad aver acceso i riflettori su  quello che stava realmente accadendo dentro quei palazzoni dove due bambini vengono buttati giù dall’ottavo piano, sfracellati sul selciato come stracci, dopo essere stati abusati. E se Monopoli, che ha già rivolto lettere alle massime autorità dello Stato senza ricevere risposta, preannuncia che la prossima marcia «se necessario la faremo tutti insieme a Roma, dinanzi al Parlamento, e quelle porte siamo disposte a sfondarle, se non vorranno ascoltarci, se con ci assicureranno l’arrivi di investimenti e l’adozione di adeguati provvedimenti», non meno duro è Angelo Pisani, che richiama con forza  alle sue responsabilità lo Stato intero, «uno Stato finora qui latitante, la cui assenza ha permesso il verificarsi di tutto questo orrore». Lavoro, lavoro, lavoro: questa la parola più volte risuonata nei tanti interventi, dal tavolo dei relatori &#8211; dove il confronto è stato condotto dalla giornalista Rita Pennarola &#8211; fino al fondo della sala, con tanta gente in piedi che non riusciva a trattenere tante volte l’emozione e la rabbia. Applausi commossi nel ricordo di Federico Bisceglia, il pm di Napoli Nord che per primo aveva impresso impulso alle indagini dopo le denunce di Pisani, che fin dalle prime ore, giunto sul posto con il penalista Sergio Pisani, aveva messo in relazione la morte di Fortuna con la “caduta accidentale” del piccolo Antonio avvenuta un anno prima. «Il carcere, così come è adesso – ha aggiunto Angelo Pisani – non serve contro la pedofilia, lo Stato si limita a mantenere gli artefici di questi mostruosi reati a spese della collettività, ma non esiste alcuna forma di riabilitazione». «Occorrono pene più severe – ha incalzato Sergio Pisani &#8211; è necessario che la pedofilia venga considerata come l’omicidio, perché è un omicidio dell’anima, da cui non si guarisce mai più». Roberto Mirabile de La Caramella buona onlus, arrivato da Reggio Emilia, ha proposto un capovolgimento di fronte: Caivano diventi una sorta di “Ambasciata dei bambini”. Proposta accolta subito dal sindaco Monopoli e da Angelo Pisani «perché – ha detto il legale &#8211; solo così il sacrificio di Chicca e di Antonio non sarà stato vano». Mirabile inoltre ha offerto alla popolazione di Caivano una tre giorni formativa «per comprendere e prevenire le dinamiche, spesso silenti, di questi reati», mentre don Aniello Manganiello, parroco coraggio di Scampia, ha invitato ad una vigilanza attiva sul territorio, esortando la popolazione a mettere in campo  forme sane di associazionismo come la sua “Ultimi”, operante da anni nel difficile contesto delle vele.   «Questo incontro non è una conclusione – ha annunciato Angelo Pisani – al contrario, è solo l’inizio, così come solo all’inizio è il difficile percorso per arrivare alla verità e salvare altri bambini vittime di analoghe sofferenze, un percorso che ripercorreremo tutti insieme nelle pagine di un libro verità e nel corso di prossimi incontri pubblici». video Pisani &#160; qui sotto in audio alcuni momenti dall&#8217;intervento di Angelo Pisani audio 8  audio 9  audio 10</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caivano-da-luogo-dellorrore-a-citta-simbolo-come-ambasciata-dei-bambini/">Caivano da luogo dell&#8217;orrore a città simbolo come &#8220;Ambasciata dei bambini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: large">Caivano ambasciata dei bambini. Da luogo che comprende aree come Parco verde, enclave di abusi e di orrori sui piccoli innocenti, a  simbolo della rinascita possibile. E’ una delle iniziative emerse nell’incontro pubblico che si è concluso poco fa a Caivano con la marcia dei palloncini bianchi. Pisani: ci sono cento, mille Parco verde in Italia, nessuna criminalizzazione dei territori ma presenza vera dello Stato</span></strong><span style="font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-27-alle-18.50.37.png"><img class="alignleft  wp-image-4056" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-27-alle-18.50.37.png" alt="" width="406" height="445" /></a>Un incontro partecipato dalla cittadinanza, cui si sono via via aggiunti tanti cittadini di Caivano, molti provenienti proprio dal Parco verde.  E poi lei, <strong>Mimma Guardato</strong>, che ha preso posto silenziosa accanto ai relatori, e subito dopo anche Pietro, il papà di Chicca, seduto vicino al suo avvocato, <strong>Sergio Pisani</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Su tutti le veementi introduzioni del sindaco di Caivano <strong>Simone Monopoli</strong> e dell’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, il primo ad aver acceso i riflettori su  quello che stava realmente accadendo dentro quei palazzoni dove due bambini vengono buttati giù dall’ottavo piano, sfracellati sul selciato come stracci, dopo essere stati abusati.</span></p>
<p><span style="font-size: large">E se Monopoli, che ha già rivolto lettere alle massime autorità dello Stato senza ricevere risposta, preannuncia che la prossima marcia «se necessario la faremo tutti insieme a Roma, dinanzi al Parlamento, e quelle porte siamo disposte a sfondarle, se non vorranno ascoltarci, se con ci assicureranno l’arrivi di investimenti e l’adozione di adeguati provvedimenti», non meno duro è Angelo Pisani, che richiama con forza  alle sue responsabilità lo Stato intero, «uno Stato finora qui latitante, la cui assenza ha permesso il verificarsi di tutto questo orrore».</span></p>
<p><span style="font-size: large">Lavoro, lavoro, lavoro: questa la parola più volte risuonata nei tanti interventi, dal tavolo dei relatori &#8211; dove il confronto è stato condotto dalla giornalista <strong>Rita Pennarola</strong> &#8211; fino al fondo della sala, con tanta gente in piedi che non riusciva a trattenere tante volte l’emozione e la rabbia. Applausi commossi nel ricordo di <strong>Federico Bisceglia</strong>, il pm di Napoli Nord che per primo aveva impresso impulso alle indagini dopo le denunce di Pisani, che fin dalle prime ore, giunto sul posto con il penalista Sergio Pisani, aveva messo in relazione la morte di Fortuna con la “caduta accidentale” del piccolo Antonio avvenuta un anno prima.</span></p>
<p><span style="font-size: large">«Il carcere, così come è adesso – ha aggiunto Angelo Pisani – non serve contro la pedofilia, lo Stato si limita a mantenere gli artefici di questi mostruosi reati a spese della collettività, ma non esiste alcuna forma di riabilitazione». «Occorrono pene più severe – ha incalzato Sergio Pisani &#8211; è necessario che la pedofilia venga considerata come l’omicidio, perché è un omicidio dell’anima, da cui non si guarisce mai più».</span></p>
<p><span style="font-size: large"><strong><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-27-alle-18.45.51.png"><img class="alignright size-full wp-image-4057" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-27-alle-18.45.51.png" alt="" width="485" height="273" /></a>Roberto Mirabile</strong> de <em>La Caramella buona onlus</em>, arrivato da Reggio Emilia, ha proposto un capovolgimento di fronte: Caivano diventi una sorta di “Ambasciata dei bambini”. Proposta accolta subito dal sindaco Monopoli e da Angelo Pisani «perché – ha detto il legale &#8211; solo così il sacrificio di Chicca e di Antonio non sarà stato vano». Mirabile inoltre ha offerto alla popolazione di Caivano una tre giorni formativa «per comprendere e prevenire le dinamiche, spesso silenti, di questi reati», mentre don <strong>Aniello Manganiello</strong>, parroco coraggio di Scampia, ha invitato ad una vigilanza attiva sul territorio, esortando la popolazione a mettere in campo  forme sane di associazionismo come la sua “Ultimi”, operante da anni nel difficile contesto delle vele.  </span></p>
<p><span style="font-size: large">«Questo incontro non è una conclusione – ha annunciato Angelo Pisani – al contrario, è solo l’inizio, così come solo all’inizio è il difficile percorso per arrivare alla verità e salvare altri bambini vittime di analoghe sofferenze, un percorso che ripercorreremo tutti insieme nelle pagine di un libro verità e nel corso di prossimi incontri pubblici».</span></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/video-Pisani.m4v">video Pisani</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>qui sotto in audio alcuni momenti dall&#8217;intervento di Angelo Pisani</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/audio-81.m4a">audio 8</a>  <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/audio-91.m4a">audio 9</a>  <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/audio-101.m4a">audio 10</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caivano-da-luogo-dellorrore-a-citta-simbolo-come-ambasciata-dei-bambini/">Caivano da luogo dell&#8217;orrore a città simbolo come &#8220;Ambasciata dei bambini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pisani annuncia un libro verità sugli orrori del Parco verde alla vigilia dell&#8217;incontro pubblico di domani a Caivano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 09:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Caso Fortuna – Pisani: avevamo prefigurato fin dal primo momento anche gli ultimi, tremendi scenari. E annuncia la pubblicazione di un libro, alla vigilia dell’incontro pubblico di domani a Caivano «Lo avevamo preannunciato fin da quel 24 giugno 2014, quando arrivammo per la prima volta sul posto per indagare sulla morte di Chicca, su quell’orrore che qualcuno voleva già allora far passare per un “incidente”». Alla luce dei nuovi, clamorosi sviluppi sugli orchi del Parco Verde, l’avvocato Angelo Pisani, difensore con Sergio Pisani del papà e dei nonni della bambina, tiene a sottolineare che fu proprio la tenacia investigativa di quelle prime ore a far accendere l’attenzione dell’opinione pubblica su quanto stava accadendo a Caivano. Scopo delle dichiarazioni di oggi è quello di far capire che questa vicenda giudiziaria «è solo all’inizio, perché abbiamo il dovere di andare avanti per salvare altri innocenti». L’ultimo colpo di scena in questo “giallo tinto di sangue”, come lo definisce Pisani, è la rottura fra l’uomo in carcere con l’accusa di aver ucciso Fortuna, Raimondo Caputo, e la sua compagna Marianna Fabozzi (anche lei arrestata), con Caputo che scarica le responsabilità dell’omicidio sulla donna.  «Anche la rottura fra i due – aggiunge Pisani – era stata da noi prevista, perché già in aula Titò aveva farfugliato una frase del tipo “chiedetelo alla Fabozzi…”. Su tutto, la morte del piccolo Antonio Giglio, tragedia avvenuta con modalità terribilmente analoghe a quelle della povera Fortuna, ma finita nel limbo come “caduta accidentale”, prima che Pisani mettesse fin da subito in stretta relazione i due omicidi. «Avevamo detto fin dall’inizio che c’era una mano femminile dietro questa atroce vicenda, ma gli arresti di Caputo e Fabozzi – avverte Pisani – non sono certo la conclusione delle indagini, rappresentano una tappa importante dentro un mare oscuro di omertà che non esito a definire un complotto». «Una cosa sono gli omicidi – tiene a puntualizzare il legale –un’altra sono gli abusi sessuali, e noi sappiamo che altri bambini sono stati, forse lo sono tuttora, sottoposti alle stesse violenze». Proprio per il dovere morale, oltre che professionale, di fare piena luce su questo mondo e di identificare pienamente le altre responsabilità, Pisani annuncia la pubblicazione di un libro verità. Si chiamerà “Inferno Verde” e sarà scritto “a dieci mani” con i familiari di Chicca, che stanno dando un importante contributo alle indagini. L’annuncio arriva alla vigilia dell’incontro pubblico in programma domani a Caivano: si prevede per la prima volta un confronto serrato fra autorità locali, avvocati, criminologi, psicologi e gente comune. Per capire come sia mai potuto accadere. E soprattutto cosa bisogna concretamente fare, tutti, perché non succeda mai più. &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-annuncia-un-libro-verita-sugli-orrori-del-parco-verde-alla-vigilia-dellincontro-pubblico-di-domani-a-caivano/">Pisani annuncia un libro verità sugli orrori del Parco verde alla vigilia dell&#8217;incontro pubblico di domani a Caivano</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Caso Fortuna – Pisani: avevamo prefigurato fin dal primo momento anche gli ultimi, tremendi scenari. E annuncia la pubblicazione di un libro, alla vigilia dell’incontro pubblico di domani a Caivano</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/tv-1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4043" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/tv-1.jpg" alt="" width="605" height="398" /></a></p>
<p>«Lo avevamo preannunciato fin da quel 24 giugno 2014, quando arrivammo per la prima volta sul posto per indagare sulla morte di Chicca, su quell’orrore che qualcuno voleva già allora far passare per un “incidente”». Alla luce dei nuovi, clamorosi sviluppi sugli orchi del Parco Verde, l’avvocato Angelo Pisani, difensore con Sergio Pisani del papà e dei nonni della bambina, tiene a sottolineare che fu proprio la tenacia investigativa di quelle prime ore a far accendere l’attenzione dell’opinione pubblica su quanto stava accadendo a Caivano. Scopo delle dichiarazioni di oggi è quello di far capire che questa vicenda giudiziaria «è solo all’inizio, perché abbiamo il dovere di andare avanti per salvare altri innocenti». L’ultimo colpo di scena in questo “giallo tinto di sangue”, come lo definisce Pisani, è la rottura fra l’uomo in carcere con l’accusa di aver ucciso Fortuna, Raimondo Caputo, e la sua compagna Marianna Fabozzi (anche lei arrestata), con Caputo che scarica le responsabilità dell’omicidio sulla donna.  «Anche la rottura fra i due – aggiunge Pisani – era stata da noi prevista, perché già in aula Titò aveva farfugliato una frase del tipo “chiedetelo alla Fabozzi…”.</p>
<p>Su tutto, la morte del piccolo Antonio Giglio, tragedia avvenuta con modalità terribilmente analoghe a quelle della povera Fortuna, ma finita nel limbo come “caduta accidentale”, prima che Pisani mettesse fin da subito in stretta relazione i due omicidi.</p>
<p>«Avevamo detto fin dall’inizio che c’era una mano femminile dietro questa atroce vicenda, ma gli arresti di Caputo e Fabozzi – avverte Pisani – non sono certo la conclusione delle indagini, rappresentano una tappa importante dentro un mare oscuro di omertà che non esito a definire un complotto». «Una cosa sono gli omicidi – tiene a puntualizzare il legale –un’altra sono gli abusi sessuali, e noi sappiamo che altri bambini sono stati, forse lo sono tuttora, sottoposti alle stesse violenze».</p>
<p>Proprio per il dovere morale, oltre che professionale, di fare piena luce su questo mondo e di identificare pienamente le altre responsabilità, Pisani annuncia la pubblicazione di un libro verità. Si chiamerà “Inferno Verde” e sarà scritto “a dieci mani” con i familiari di Chicca, che stanno dando un importante contributo alle indagini.</p>
<p>L’annuncio arriva alla vigilia dell’incontro pubblico in programma domani a Caivano: si prevede per la prima volta un confronto serrato fra autorità locali, avvocati, criminologi, psicologi e gente comune. Per capire come sia mai potuto accadere. E soprattutto cosa bisogna concretamente fare, tutti, perché non succeda mai più.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina2-Caivano-26-mag.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4044" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina2-Caivano-26-mag-722x1024.jpg" alt="" width="722" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-annuncia-un-libro-verita-sugli-orrori-del-parco-verde-alla-vigilia-dellincontro-pubblico-di-domani-a-caivano/">Pisani annuncia un libro verità sugli orrori del Parco verde alla vigilia dell&#8217;incontro pubblico di domani a Caivano</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Caivano, il massacro dei bambini e delle coscienze. Ma lo Stato dov’era? &#8211; Lettera aperta a Papa Francesco e ai rappresentanti dello Stato</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2016 08:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lettera aperta a Papa Francesco e alle Istituzioni italiane capo dello Stato, presidente del Consiglio, ministri e parlamentari tutti &#160; Caivano, il massacro dei bambini e delle coscienze. Ma lo Stato dov’era? &#160; &#160; &#160; Santità Autorità tutte e rappresentanti dello Stato Noi che abbiamo visto con i nostri occhi gli orrori inflitti alle tante creature innocenti di Caivano abusate, massacrate, quelle violentate e poi buttate via come stracci, o le altre sventrate dietro il vergognoso muro di omertà eretto da familiari e conoscenti, vi chiediamo in ginocchio di intervenire subito per fermare questo scempio, che è tuttora in atto e continua a mietere vittime nella più totale assenza dello Stato, ora come allora. Dov’erano i rappresentanti dei cittadini italiani quando i disegni di tanti bambini e bambine, anno dopo anno, gridavano apertamente il loro dolore? Dovevamo trovare sfracellati al suolo il corpicino da una bimba di sei anni perché quelle atroci rappresentazioni venissero interpretate da psicologi ed esperti, dovremo aspettare l’autopsia del piccolissimo Antonio perché questo nostro Paese apra gli occhi su un simile inferno per vivi, assumendo i primi, urgenti provvedimenti? Cosa facevano i servizi territoriali delle Asl, gli addetti all’assistenza sociale, i medici di famiglia, le istituzioni territoriali nel loro insieme? Abbiamo letto la lettera aperta del sindaco di Caivano Simone Monopoli. Ma possono bastare uomini e donne che si dichiarano di buona volontà, di fronte a situazioni che richiedono stravolgimenti radicali di assetti sociali retti da decenni sulle feroci logiche della camorra? O possiamo adesso, nel nome di Chicca e di Antonio, almeno sperare in una “penetrazione dello Stato” laddove i clan gestiscono il territorio da sempre? Il concreto timore, manifestato in primis dai sacerdoti, è che spenti i riflettori dei media tutto torni come prima. E non basteranno le indagini della magistratura, né eventuali condanne a carico degli orchi, che dal carcere già negano ogni addebito. Non riusciremo a strappare nemmeno un  bambino a questo abisso, che ci fa vergognare di appartenere al genere umano e perfino al regno animale, se lasceremo alla sola magistratura il compito della indispensabile palingenesi morale, umana, sociale e vorrei dire… genetica. Che italiani saranno domani, se riusciranno a sopravvivere agli abusi, i bambini violati di oggi, nel Parco Verde o nelle altre discariche di miseria umana in cui la parte opulenta del nostro Paese ha accumulato “gli scarti”? O vogliamo che questi bambini possano essere nostri figli, oggi, e fratelli domani? La nostra non è retorica: è orrore, è emergenza pura, è il dovere di andare fino in fondo, è l’obbligo di smuovere i cuori pietrificati, la politica indifferente, l’opinione pubblica scandalista, la parte del Paese sorda e lontana da qui. Papa Francesco, al cospetto di ciò che abbiamo visto al Parco Verde, ci chiediamo se non sia in atto una “trasformazione antropologica” che va ben oltre la pedofilia. E ci lascia sgomenti. La gente di Napoli, tanta gente di Napoli e delle sacche diseredate del Paese, nel chiuso di stanze buie dove regnano miseria e squallore, anno dopo anno può covare dentro di sé mostri che non hanno più nulla di umano. Io accuso lo Stato per aver permesso, inerte e cieco, che tutto questo accadesse. Io accuso chi non ha voluto o saputo cogliere, prima che fosse troppo tardi, il grido di questi innocenti. Io non smetterò mai di accusare con nomi e cognomi coloro che continueranno a nascondere la verità, rendendosi complici della morte interiore (e non solo interiore) di un’intera generazione. Ma la gente di Napoli, Santità, sa essere grande, grande anche quando è piccola e povera, come Lei ha sentito quando è stato accolto dall’amore dei bambini di Scampia, poco più di un anno fa, in Piazza Giovanni Paolo II. E così a Caivano, dentro ed oltre il Parco Verde, al di là di una miseria senza fine, ci sono cuori buoni, capaci ancora di sperare. Ed è per questo che annunciamo oggi alle Istituzioni che il 26 maggio prossimo si terrà un incontro pubblico di denuncia e confronto sugli orrori del Parco Verde. Lo terremo a Caivano e faremo in modo che possa esserci quanto più possibile la cittadinanza locale e, soprattutto, i rappresentanti dello Stato. Cominceremo a guardarci negli occhi. E poi interrogheremo le Istituzioni nazionali, che saranno tutte chiamate ad intervenire. Perché pretendiamo da loro risposte concrete. Dovranno darcele. In memoria di Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, perché la loro morte possa salvare altri innocenti. All’incontro invitiamo le massime autorità dello Stato Italiano a cominciare dal presidente Mattarella, al premier Matteo Renzi, a tutti i ministri e parlamentari. E sappiamo che Lei, Santità, sarà idealmente al nostro fianco, anche quel giorno. Napoli, 21 maggio 2016 &#160; avvocato Angelo Pisani difensore di Pietro Loffredo e Gennaro Giglio nei procedimenti per gli omicidi dei piccoli Fortuna Loffredo e Antonio Giglio</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caivano-il-massacro-dei-bambini-e-delle-coscienze-ma-lo-stato-dovera-lettera-aperta-a-papa-francesco-e-ai-rappresentanti-dello-stato/">Caivano, il massacro dei bambini e delle coscienze. Ma lo Stato dov’era? &#8211; Lettera aperta a Papa Francesco e ai rappresentanti dello Stato</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><strong>Lettera aperta a Papa Francesco </strong></p>
<p align="right">e alle Istituzioni italiane</p>
<p align="right">capo dello Stato, presidente del Consiglio, ministri e parlamentari tutti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 align="center"><strong>Caivano, il massacro dei bambini e delle coscienze. Ma lo Stato dov’era?</strong></h2>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-21-alle-10.33.16.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4004" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-21-alle-10.33.16-300x157.png" alt="" width="300" height="157" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Santità</em></p>
<p><em>Autorità tutte e rappresentanti dello Stato</em></p>
<p>Noi che abbiamo visto con i nostri occhi gli orrori inflitti alle tante creature innocenti di Caivano abusate, massacrate, quelle violentate e poi buttate via come stracci, o le altre sventrate dietro il vergognoso muro di omertà eretto da familiari e conoscenti, vi chiediamo in ginocchio di intervenire subito per fermare questo scempio, che è tuttora in atto e continua a mietere vittime nella più totale assenza dello Stato, ora come allora.</p>
<p>Dov’erano i rappresentanti dei cittadini italiani quando i disegni di tanti bambini e bambine, anno dopo anno, gridavano apertamente il loro dolore? Dovevamo trovare sfracellati al suolo il corpicino da una bimba di sei anni perché quelle atroci rappresentazioni venissero interpretate da psicologi ed esperti, dovremo aspettare l’autopsia del piccolissimo Antonio perché questo nostro Paese apra gli occhi su un simile inferno per vivi, assumendo i primi, urgenti provvedimenti? Cosa facevano i servizi territoriali delle Asl, gli addetti all’assistenza sociale, i medici di famiglia, le istituzioni territoriali nel loro insieme?</p>
<p>Abbiamo letto la lettera aperta del sindaco di Caivano Simone Monopoli. Ma possono bastare uomini e donne che si dichiarano di buona volontà, di fronte a situazioni che richiedono stravolgimenti radicali di assetti sociali retti da decenni sulle feroci logiche della camorra? O possiamo adesso, nel nome di Chicca e di Antonio, almeno sperare in una “penetrazione dello Stato” laddove i clan gestiscono il territorio da sempre?</p>
<p>Il concreto timore, manifestato in primis dai sacerdoti, è che spenti i riflettori dei media tutto torni come prima. E non basteranno le indagini della magistratura, né eventuali condanne a carico degli orchi, che dal carcere già negano ogni addebito. Non riusciremo a strappare nemmeno un  bambino a questo abisso, che ci fa vergognare di appartenere al genere umano e perfino al regno animale, se lasceremo alla sola magistratura il compito della indispensabile palingenesi morale, umana, sociale e vorrei dire… genetica.</p>
<p>Che italiani saranno domani, se riusciranno a sopravvivere agli abusi, i bambini violati di oggi, nel Parco Verde o nelle altre discariche di miseria umana in cui la parte opulenta del nostro Paese ha accumulato “gli scarti”? O vogliamo che questi bambini possano essere nostri figli, oggi, e fratelli domani?</p>
<p>La nostra non è retorica: è orrore, è emergenza pura, è il dovere di andare fino in fondo, è l’obbligo di smuovere i cuori pietrificati, la politica indifferente, l’opinione pubblica scandalista, la parte del Paese sorda e lontana da qui.</p>
<p>Papa Francesco, al cospetto di ciò che abbiamo visto al Parco Verde, ci chiediamo se non sia in atto una “trasformazione antropologica” che va ben oltre la pedofilia. E ci lascia sgomenti. La gente di Napoli, tanta gente di Napoli e delle sacche diseredate del Paese, nel chiuso di stanze buie dove regnano miseria e squallore, anno dopo anno può covare dentro di sé mostri che non hanno più nulla di umano.</p>
<p><strong>Io accuso lo Stato per aver permesso, inerte e cieco, che tutto questo accadesse. Io accuso chi non ha voluto o saputo cogliere, prima che fosse troppo tardi, il grido di questi innocenti. Io non smetterò mai di accusare con nomi e cognomi coloro che continueranno a nascondere la verità, rendendosi complici della morte interiore (e non solo interiore) di un’intera generazione.</strong></p>
<p>Ma la gente di Napoli, Santità, sa essere grande, grande anche quando è piccola e povera, come Lei ha sentito quando è stato accolto dall’amore dei bambini di Scampia, poco più di un anno fa, in Piazza Giovanni Paolo II.</p>
<p>E così a Caivano, dentro ed oltre il Parco Verde, al di là di una miseria senza fine, ci sono cuori buoni, capaci ancora di sperare.</p>
<p>Ed è per questo che annunciamo oggi alle Istituzioni che il 26 maggio prossimo si terrà un incontro pubblico di denuncia e confronto sugli orrori del Parco Verde. Lo terremo a Caivano e faremo in modo che possa esserci quanto più possibile la cittadinanza locale e, soprattutto, i rappresentanti dello Stato. Cominceremo a guardarci negli occhi. E poi interrogheremo le Istituzioni nazionali, che saranno tutte chiamate ad intervenire. Perché pretendiamo da loro risposte concrete. Dovranno darcele. In memoria di Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, perché la loro morte possa salvare altri innocenti.</p>
<p>All’incontro invitiamo le massime autorità dello Stato Italiano a cominciare dal presidente Mattarella, al premier Matteo Renzi, a tutti i ministri e parlamentari. E sappiamo che Lei, Santità, sarà idealmente al nostro fianco, anche quel giorno.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/foto-x-locandina.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4005" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/foto-x-locandina.png" alt="" width="599" height="379" /></a></p>
<p><em>Napoli, 21 maggio 2016</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><strong>avvocato Angelo Pisani</strong></p>
<p align="right">difensore di Pietro Loffredo e Gennaro Giglio</p>
<p align="right">nei procedimenti per gli omicidi dei piccoli Fortuna Loffredo e Antonio Giglio</p>
<p style="text-align: left" align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-21-alle-10.34.15.png"><img class="aligncenter  wp-image-4006" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-21-alle-10.34.15.png" alt="" width="580" height="814" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caivano-il-massacro-dei-bambini-e-delle-coscienze-ma-lo-stato-dovera-lettera-aperta-a-papa-francesco-e-ai-rappresentanti-dello-stato/">Caivano, il massacro dei bambini e delle coscienze. Ma lo Stato dov’era? &#8211; Lettera aperta a Papa Francesco e ai rappresentanti dello Stato</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CASO PICCOLA FORTUNA &#8211; L&#8217;INTERVISTA ESCLUSIVA DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI ALL&#8217;AGENZIA VISTA</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 11:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sul caso degli orchi del Parco Verde di Caivano, sulla tragica morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, ma anche sui tanti misteri ed interrogativi ancora aperti, ecco in tre parti la lunga intervista rilasciata all&#8217;Agenzia Vista dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, che con Sergio Pisani assiste i papà dei due bambini uccisi &#160; 1-intervista prima parte 2-intervista seconda parte 3-intervista terza parte</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-piccola-fortuna-tre-interviste-esclusive-dellavvocato-angelo-pisani-allagenzia-vista/">CASO PICCOLA FORTUNA &#8211; L&#8217;INTERVISTA ESCLUSIVA DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI ALL&#8217;AGENZIA VISTA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul caso degli orchi del Parco Verde di Caivano, sulla tragica morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, ma anche sui tanti misteri ed interrogativi ancora aperti, ecco in tre parti la lunga intervista rilasciata all&#8217;Agenzia Vista dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, che con Sergio Pisani assiste i papà dei due bambini uccisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1-intervista-prima-parte.mov">1-intervista prima parte</a></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/2-intervista-seconda-parte.mov">2-intervista seconda parte</a></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/3-intervista-terza-parte.mov">3-intervista terza parte</a></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-16-alle-12.44.28.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3969" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-16-alle-12.44.28.png" alt="" width="1278" height="717" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-piccola-fortuna-tre-interviste-esclusive-dellavvocato-angelo-pisani-allagenzia-vista/">CASO PICCOLA FORTUNA &#8211; L&#8217;INTERVISTA ESCLUSIVA DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI ALL&#8217;AGENZIA VISTA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2016 19:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Minacce di morte all’avvocato pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire, andremo avanti per difendere i valori e la vita dei piccoli innocenti da questo orrore senza fine &#160; Pesanti minacce sono arrivate oggi dal Parco Verde di Caivano all’indirizzo di Angelo Pisani, che con il fratello Sergio è impegnato nelle indagini difensive per ricostruire la verità sulla morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, assistendo i papà dei due bambini e i nonni di Chicca. Ed è stata proprio la famiglia di Mimma Guardato, madre di Fortuna, a denunciare l’esistenza di minacce e a chiedere giustizia.  Alcune persone si erano infatti recate ieri sera a casa di familiari della piccola Fortuna, ai quali avrebbero detto: &#8220;Non fate più venire l&#8217;avvocato e i giornalisti nel Parco Verde altrimenti fanno la stessa fine di Fortuna&#8221;. In merito a questo grave episodio intimidatorio, che è stato denunciato alle forze dell’ordine, l’avvocato Angelo Pisani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni. Le gravi minacce rimbombate oggi dal Parco Verde di Caivano arrivano dopo che le TV nazionali hanno acceso i riflettori, e alla vigilia dell’incidente probatorio nel quale due bambine, che sono riuscite ad infrangere il muro dell’omertà, dovranno confermare dinanzi ai pubblici ministeri le atroci verità su quanto loro accaduto e sul tragico destino di Fortuna. Non è certo un caso che proprio in queste ore, come spesso accade, si cerchi con ogni mezzo di evitare e fermare la verità, e possiamo immaginare quali tentativi potrebbero essere messi in atto, oltre alle pesanti intimidazioni di queste ultime ore, proprio per impedire che si cristallizzino prove e testimonianze. Fin dal primo momento abbiamo sostenuto che, per quanto già di per sé atroci, le morti di Chicca e di Antonio rappresentavano lo scenario emerso di un contesto ancora più esteso ed orribile, ponendoci l’obiettivo di offrire il massimo della nostra collaborazione alle accurate indagini, con lo scopo primario di sottrarre altri piccoli innocenti allo stesso destino, oltre che per individuare e punire i responsabili di simili scempi.  I riflettori che abbiamo acceso su quell’angolo più buio della provincia di Napoli, anche attraverso la stampa, dovrebbero spegnersi: questo l’obiettivo palese delle minacce, rivolte a noi legali e ai giornalisti, con l’evidente scopo di far inghiottire nuovamente nell’oscurità la catena di abusi e reati che sono stati consumati per anni. Finora si era trattato di intimidazioni velate, anche a carico di qualche operatore sociale che aveva provato a sollevare il velo. Adesso si è deciso evidentemente di alzare il tiro, benché le stesse aggressioni in carcere all’indagato per queste mostruosità e alla sua compagna sembrassero indicare che anche tra i detenuti si manifesta orrore verso crimini come questi. Invece si cerca di sbarrare la strada a tutti coloro che con rigore e coraggio cercano di sottrarre altri piccoli  innocenti a delitti ripugnanti contro l’umanità, lungo un percorso che appare solo all’inizio rispetto alla gravità della situazione.  Ma nella città in cui si stava preparando il tritolo per il nostro procuratore capo Giovanni Colangelo, e nello stesso Parco Verde in cui un anno fa qualcuno aveva stappato lo spumante dopo la notizia della morte di Federico Bisceglia, che proprio su quegli orrori stava indagando, noi non ci fermeremo, noi abbiamo il dovere di andare avanti, così come devono farlo tutte le istituzioni.  Diamo atto alla famiglia di Mimma Guardato, mamma della povera Fortuna,  di aver reso nota l’esistenza di queste minacce,  facendo seguito all’atteggiamento tenuto fin dall’inizio da questa famiglia, con la richiesta di conoscere ad ogni costo la verità sulla morte della loro bambina.  Certo, si respira un clima torbido, qualcuno sta cercando di seminare il terrore. Ma noi andremo avanti ed ogni altra minaccia, come qualsiasi ‘anomalia’ che possa intralciare il nostro percorso e quello degli investigatori, sarà denunciata ai carabinieri. Lo faremo per onorare la memoria di Chicca, il ricordo di Antonio, la testimonianza di vita che ci ha lasciato Federico Bisceglia.  Nulla può fermare il dovere e l&#8217;obbligo di accertare la verità e di difendere tutti i bambini. Nella foto il Parco Verde di Caivano</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minacce-di-morte-allavvocato-pisani-da-chi-non-vuole-sentir-parlare-degli-orchi-del-parco-verde-il-legale-nella-citta-in-cui-si-arriva-a-preparare-il-tritolo-contro-il-procuratore-capo-o-si/">Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Minacce di morte all’avvocato pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire, andremo avanti per difendere i valori e la vita dei piccoli innocenti da questo orrore senza fine</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pesanti minacce sono arrivate oggi dal Parco Verde di Caivano all’indirizzo di Angelo Pisani, che con il fratello Sergio è impegnato nelle indagini difensive per ricostruire la verità sulla morte della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, assistendo i papà dei due bambini e i nonni di Chicca.</p>
<p>Ed è stata proprio la famiglia di Mimma Guardato, madre di Fortuna, a denunciare l’esistenza di minacce e a chiedere giustizia.  Alcune persone si erano infatti recate ieri sera a casa di familiari della piccola Fortuna, ai quali avrebbero detto: &#8220;Non fate più venire l&#8217;avvocato e i giornalisti nel Parco Verde altrimenti fanno la stessa fine di Fortuna&#8221;. In merito a questo grave episodio intimidatorio, che è stato denunciato alle forze dell’ordine, l’avvocato Angelo Pisani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.</p>
<p><em>Le gravi minacce rimbombate oggi dal Parco Verde di Caivano arrivano dopo che le TV nazionali hanno acceso i riflettori, e alla vigilia dell’incidente probatorio nel quale due bambine, che sono riuscite ad infrangere il muro dell’omertà, dovranno confermare dinanzi ai pubblici ministeri le atroci verità su quanto loro accaduto e sul tragico destino di Fortuna. Non è certo un caso che proprio in queste ore, come spesso accade, si cerchi con ogni mezzo di evitare e fermare la verità, e possiamo immaginare quali tentativi potrebbero essere messi in atto, oltre alle pesanti intimidazioni di queste ultime ore, proprio per impedire che si cristallizzino prove e testimonianze.</em></p>
<p><em>Fin dal primo momento abbiamo sostenuto che, per quanto già di per sé atroci, le morti di Chicca e di Antonio rappresentavano lo scenario emerso di un contesto ancora più esteso ed orribile, ponendoci l’obiettivo di offrire il massimo della nostra collaborazione alle accurate indagini, con lo scopo primario di sottrarre altri piccoli innocenti allo stesso destino, oltre che per individuare e punire i responsabili di simili scempi.</em></p>
<p><em> I riflettori che abbiamo acceso su quell’angolo più buio della provincia di Napoli, anche attraverso la stampa, dovrebbero spegnersi: questo l’obiettivo palese delle minacce, rivolte a noi legali e ai giornalisti, con l’evidente scopo di far inghiottire nuovamente nell’oscurità la catena di abusi e reati che sono stati consumati per anni. Finora si era trattato di intimidazioni velate, anche a carico di qualche operatore sociale che aveva provato a sollevare il velo. Adesso si è deciso evidentemente di alzare il tiro, benché le stesse aggressioni in carcere all’indagato per queste mostruosità e alla sua compagna sembrassero indicare che anche tra i detenuti si manifesta orrore verso crimini come questi. Invece si cerca di sbarrare la strada a tutti coloro che con rigore e coraggio cercano di sottrarre altri piccoli  innocenti a delitti ripugnanti contro l’umanità, lungo un percorso che appare solo all’inizio rispetto alla gravità della situazione.</em></p>
<p><em> Ma nella città in cui si stava preparando il tritolo per il nostro procuratore capo Giovanni Colangelo, e nello stesso Parco Verde in cui un anno fa qualcuno aveva stappato lo spumante dopo la notizia della morte di Federico Bisceglia, che proprio su quegli orrori stava indagando, noi non ci fermeremo, noi abbiamo il dovere di andare avanti, così come devono farlo tutte le istituzioni.</em></p>
<p><em> Diamo atto alla famiglia di Mimma Guardato, mamma della povera Fortuna,  di aver reso nota l’esistenza di queste minacce,  facendo seguito all’atteggiamento tenuto fin dall’inizio da questa famiglia, con la richiesta di conoscere ad ogni costo la verità sulla morte della loro bambina.</em></p>
<p><em> Certo, si respira un clima torbido, qualcuno sta cercando di seminare il terrore. Ma noi andremo avanti ed ogni altra minaccia, come qualsiasi ‘anomalia’ che possa intralciare il nostro percorso e quello degli investigatori, sarà denunciata ai carabinieri. Lo faremo per onorare la memoria di Chicca, il ricordo di Antonio, la testimonianza di vita che ci ha lasciato Federico Bisceglia.</em></p>
<p><em> Nulla può fermare il dovere e l&#8217;obbligo di accertare la verità e di difendere tutti i bambini. </em></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-14-alle-21.06.36.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3960" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-14-alle-21.06.36.png" alt="" width="673" height="444" /></a></p>
<p>Nella foto il Parco Verde di Caivano</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minacce-di-morte-allavvocato-pisani-da-chi-non-vuole-sentir-parlare-degli-orchi-del-parco-verde-il-legale-nella-citta-in-cui-si-arriva-a-preparare-il-tritolo-contro-il-procuratore-capo-o-si/">Minacce di morte all’avvocato Pisani da chi non vuole sentir parlare degli orchi del Parco Verde. Il legale: nella città in cui si arriva a preparare il tritolo contro il procuratore capo o si sparano fuochi per la morte del pm Bisceglia, non ci lasceremo intimidire</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Omicidio Fortuna &#8211; Pisani: Caputo solo la punta di un iceberg. E ricostruisce la perizia grafologica sui disegni della bambina.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 10:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani rendono noti stamane i risultati della perizia grafologica di Sara Cordella, l’esperta incaricata della lettura dei disegni per le indagini difensive sulla tragedia. «I disegni di Chicca parlavano &#8211; spiegano i due legali &#8211; e dicevano già tutto». Angelo Pisani, legale della famiglia, e il pm Federico Bisceglia, morto pochi mesi dopo in un tragico incidente, fin dal primo momento capiscono che Fortuna non può non aver manifestato in qualche modo la sofferenza per ciò che stava subendo. Raccolgono quaderni e disegni, consapevoli che il disegno è la più genuina forma di comunicazione dei sentimenti dei bambini. E Chicca, nei suoi disegni, parla. E parla molto. Disegna e cancella con insistenza figure femminili, come fossero una minaccia per lei. Disegna finestre con le sbarre, case senza porte, inaccessibili. E poi disegna case con due porte, ad indicare la paura della separazione, il ricatto, la necessità di farle mantenere il segreto. Quando usa i pennarelli nel palazzo dove vive, a casa con le amichette, sceglie colori vivaci e con un tratto marcato. Carichi di rabbia, eccitazione, aggressività. Intanto l’inchiesta sulla morte di Fortuna sembra non fermarsi a Caputo, che viene definito dalla avvocato Pisani solo la punta di un iceberg, mentre potrebbe riaprirsi anche l’indagine sulla morte, avvenuta nel 2013, di uno dei figli della convivente di Caputo, morto anche lui cadendo nel vuoto e rimasto ancora senza colpevoli.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/omicidio-fortuna-pisani-caputo-solo-la-punta-di-un-iceberg-e-ricostruisce-la-perizia-grafologica-sui-disegni-della-bambina/">Omicidio Fortuna &#8211; Pisani: Caputo solo la punta di un iceberg. E ricostruisce la perizia grafologica sui disegni della bambina.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli avvocati <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong> rendono noti stamane i risultati della perizia grafologica di Sara Cordella, l’esperta incaricata della lettura dei disegni per le indagini difensive sulla tragedia.</p>
<p>«I disegni di Chicca parlavano &#8211; spiegano i due legali &#8211; e dicevano già tutto».</p>
<p>Angelo Pisani, legale della famiglia, e il pm Federico Bisceglia, morto pochi mesi dopo in un tragico incidente, fin dal primo momento capiscono che Fortuna non può non aver manifestato in qualche modo la sofferenza per ciò che stava subendo. Raccolgono quaderni e disegni, consapevoli che il disegno è la più genuina forma di comunicazione dei sentimenti dei bambini.</p>
<p>E Chicca, nei suoi disegni, parla. E parla molto.</p>
<p>Disegna e cancella con insistenza figure femminili, come fossero una minaccia per lei.</p>
<p>Disegna finestre con le sbarre, case senza porte, inaccessibili. E poi disegna case con due porte, ad indicare la paura della separazione, il ricatto, la necessità di farle mantenere il segreto.</p>
<p>Quando usa i pennarelli nel palazzo dove vive, a casa con le amichette, sceglie colori vivaci e con un tratto marcato. Carichi di rabbia, eccitazione, aggressività.</p>
<p>Intanto l’inchiesta sulla morte di Fortuna sembra non fermarsi a Caputo, che viene definito dalla avvocato Pisani solo la punta di un iceberg, mentre potrebbe riaprirsi anche l’indagine sulla morte, avvenuta nel 2013, di uno dei figli della convivente di Caputo, morto anche lui cadendo nel vuoto e rimasto ancora senza colpevoli.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/disegni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3893" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/disegni.jpg" alt="" width="591" height="495" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/omicidio-fortuna-pisani-caputo-solo-la-punta-di-un-iceberg-e-ricostruisce-la-perizia-grafologica-sui-disegni-della-bambina/">Omicidio Fortuna &#8211; Pisani: Caputo solo la punta di un iceberg. E ricostruisce la perizia grafologica sui disegni della bambina.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>PISANI: CHIEDIAMO VERITA&#8217; SULLA MORTE DEL PICCOLO ANTONIO &#8211; FERMARE GLI ORCHI!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2016 12:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
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		<category><![CDATA[Parco Verde]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>AVVOCATO ANGELO PISANI: Vogliamo indagini moderne e tecniche avanzate come per Yara perché i bambini sono tutti uguali. FERMARE TUTTI I MOSTRI E ORA GIUSTIZIA ANCHE PER IL PICCOLO ANTONIO «Siamo solo alla prima pagina di un libro fatto di orrore, violenza, degrado e criminalità mai letto prima ed inimmaginabile anche per il regista più cruento. La giustizia deve arrestare tutti per rendere giustizia a Chicca e tutti gli altri banbini molestati e non curati della zona, come il piccolo Antonio, morto come Fortuna». E&#8217; l&#8217;appello che lancia Angelo Pisani, avvocato che assiste il padre e i nonni di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni uccisa nel parco Verde a Caivano (Napoli) il 24 giugno 2014, come sostenne per primo il legale davanti alle prime contraddizioni dei testi ed alla scena del crimine. Il riferimento è anche ad Antonio Giglio, figlio di Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo, arrestato con l&#8217;accusa di avere ripetutamente violentato e ucciso Fortuna, ma secondo il legale vittima di più criminali. Antonio è morto a 4 anni il 27 aprile 2013, a causa dei gravissimi traumi riportati cadendo al suolo da una finestra dell&#8217;abitazione della nonna, madre di Marianna Fabozzi, al settimo piano dello stesso edificio nel quale vive anche la famiglia di Fortuna.  «Castrazione chimica e nessuna pietà per i crimini sui bambini», chiede al legislatore  l&#8217;avvocato Pisani, aggiungendo: «Non immaginavo potesse esistere tale inferno dei bambini e che esistessero tanti mostri e nemici dell&#8217;infanzia così vicino a dove viviamo noi. Mai come questa volta ho visto e sentito troppa violenza e troppi orrori, purtroppo la sentenza arriverà tra tanti anni. Ma &#8211; conclude l&#8217;avvocato &#8211; non voglio tacere su tutti quello che ho sentito  e costringerò lo Stato a guardare ed ascoltare». Pisani promette di raccontare tutto «in un libro, sperando almeno di poter salvare altre vittime innocenti da destini già scritti e da tanti orchi ancora in giro nel palazzo dell&#8217;inferno come in altri lager del genere».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-chiediamo-verita-sulla-morte-del-piccolo-antonio-fermare-gli-orchi/">PISANI: CHIEDIAMO VERITA&#8217; SULLA MORTE DEL PICCOLO ANTONIO &#8211; FERMARE GLI ORCHI!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AVVOCATO ANGELO PISANI: Vogliamo indagini moderne e tecniche avanzate come per Yara perché i bambini sono tutti uguali.</p>
<p>FERMARE TUTTI I MOSTRI E ORA GIUSTIZIA ANCHE PER IL PICCOLO ANTONIO</p>
<p>«Siamo solo alla prima pagina di un libro fatto di orrore, violenza, degrado e criminalità mai letto prima ed inimmaginabile anche per il regista più cruento. La giustizia deve arrestare tutti per rendere giustizia a Chicca e tutti gli altri banbini molestati e non curati della zona, come il piccolo Antonio, morto come Fortuna».<br />
E&#8217; l&#8217;appello che lancia Angelo Pisani, avvocato che assiste il padre e i nonni di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni uccisa nel parco Verde a Caivano (Napoli) il 24 giugno 2014, come sostenne per primo il legale davanti alle prime contraddizioni dei testi ed alla scena del crimine. Il riferimento è anche ad Antonio Giglio, figlio di Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo, arrestato con l&#8217;accusa di avere ripetutamente violentato e ucciso Fortuna, ma secondo il legale vittima di più criminali. Antonio è morto a 4 anni il 27 aprile 2013, a causa dei gravissimi traumi riportati cadendo al suolo da una finestra dell&#8217;abitazione della nonna, madre di Marianna Fabozzi, al settimo piano dello stesso edificio nel quale vive anche la famiglia di Fortuna.  «Castrazione chimica e nessuna pietà per i crimini sui bambini», chiede al legislatore  l&#8217;avvocato Pisani, aggiungendo: «Non immaginavo potesse esistere tale inferno dei bambini e che esistessero tanti mostri e nemici dell&#8217;infanzia così vicino a dove viviamo noi. Mai come questa volta ho visto e sentito troppa violenza e troppi orrori, purtroppo la sentenza arriverà tra tanti anni. Ma &#8211; conclude l&#8217;avvocato &#8211; non voglio tacere su tutti quello che ho sentito  e costringerò lo Stato a guardare ed ascoltare». Pisani promette di raccontare tutto «in un libro, sperando almeno di poter salvare altre vittime innocenti da destini già scritti e da tanti orchi ancora in giro nel palazzo dell&#8217;inferno come in altri lager del genere».</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-02-alle-14.39.481.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3888" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-05-02-alle-14.39.481.png" alt="" width="683" height="450" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-chiediamo-verita-sulla-morte-del-piccolo-antonio-fermare-gli-orchi/">PISANI: CHIEDIAMO VERITA&#8217; SULLA MORTE DEL PICCOLO ANTONIO &#8211; FERMARE GLI ORCHI!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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