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	<title>Angelo Pisani &#187; Reato di femminicidio</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>PISANI: LA GIUSTIZIA NON PUÒ AVERE SESSO. È TEMPO DI FERMARE LE LEGGI EMOTIVE</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LA GIUSTIZIA NON PUÒ AVERE SESSO. È TEMPO DI FERMARE LE LEGGI EMOTIVE E DI RICOMPORRE IL PAESE  SENZA CONTRAPPOSIZIONI Le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa sul reato di femminicidio impongono una riflessione seria, giuridica e costituzionalmente orientata replica l’Avv Angelo Pisani con il team 1523.it. Su temi così delicati non si può legiferare per inseguire il consenso, assecondare la pressione mediatica o rincorrere un’opinione pubblica troppo spesso alimentata da una comunicazione parziale, emotiva e talvolta ideologica. Il diritto penale non può diventare lo strumento della propaganda. Le leggi non possono essere scritte per soddisfare il sentimento del momento, ma per garantire giustizia, uguaglianza e tutela effettiva di ogni persona. È tempo di dire basta alle norme simboliche, costruite per l’applauso immediato anziché per risolvere realmente i problemi. La Costituzione non conosce vittime di serie A e vittime di serie B. L’articolo 3 afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. L’articolo 2 tutela i diritti inviolabili della persona. L’articolo 24 garantisce eguale tutela giurisdizionale. L’articolo 111 pretende un sistema improntato all’imparzialità e all’equilibrio. Sono principi che non possono essere sacrificati per esigenze comunicative o per rincorrere il consenso. Quando si afferma che lo Stato deve scegliere “da che parte stare”, si rischia di smarrire il ruolo stesso dello Stato. Lo Stato deve stare dalla parte della legalità. Della Costituzione. Della giustizia. Di ogni vittima. Mai dalla parte di un sesso contro un altro. La violenza non è maschile o femminile. La violenza è violenza. Colpisce donne, uomini, bambini, anziani, persone con disabilità e ogni soggetto che, in una determinata relazione, si trovi in una posizione di vulnerabilità. Per questo continuiamo a sostenere il concetto di Debolicidio, cioè l’aggressione alla persona più debole all’interno di una specifica relazione di potere, indipendentemente dal sesso dei protagonisti. Ciò che deve aggravare la responsabilità è l’abuso della vulnerabilità, non l’appartenenza biologica della vittima. Una donna assassinata merita la massima tutela. Ma la stessa tutela deve essere riconosciuta all’uomo ucciso dalla compagna, al padre vittima di violenza domestica, al minore maltrattato, all’anziano abusato, alla persona fragile o con disabilità. La dignità della persona non cambia in base al sesso. Cambiare il nome di un reato non impedirà un omicidio. Non insegnerà a gestire un rifiuto. Non curerà la dipendenza affettiva. Non svilupperà l’educazione emotiva. Non impedirà l’escalation della violenza. La prevenzione nasce molto prima del processo penale. Nasce nella famiglia. Nella scuola. Nell’educazione al rispetto reciproco. Nel sostegno psicologico. Nella gestione dei conflitti. Nell’ascolto di tutte le vittime. Da troppi anni il dibattito pubblico alimenta una contrapposizione permanente tra uomini e donne. Una narrazione che finisce per dividere la società anziché unirla. Questa continua guerra culturale produce soltanto diffidenza reciproca, pregiudizi e nuove discriminazioni. Le vittime non hanno sesso. Il dolore non ha sesso. La paura non ha sesso. La violenza non ha sesso. È arrivato il momento di abbassare i toni dello scontro ideologico e costruire una cultura della responsabilità condivisa, del rispetto reciproco e della pari dignità di ogni essere umano. Noi non chiediamo meno tutela per le donne. Chiediamo la stessa tutela per tutti. Chiediamo che nessuna vittima venga dimenticata. Che nessuna sofferenza venga classificata in base al sesso. Che ogni autore di violenza venga perseguito con identica fermezza, uomo o donna che sia. La politica deve avere il coraggio di uscire dalla logica delle leggi simboliche e tornare a costruire riforme fondate sui dati, sulla criminologia, sulla psicologia, sulla Costituzione e sulla realtà dei fatti. L’Italia non ha bisogno di norme che dividono. Ha bisogno di istituzioni che uniscono. Ha bisogno di una giustizia che protegga ogni persona senza distinzioni. Perché la giustizia non può avere genere. La tutela non può avere genere. La Costituzione non può avere genere. Lo Stato deve stare dalla parte di ogni vittima e contro ogni carnefice. Sempre.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-la-giustizia-non-puo-avere-sesso-e-tempo-di-fermare-le-leggi-emotive/">PISANI: LA GIUSTIZIA NON PUÒ AVERE SESSO. È TEMPO DI FERMARE LE LEGGI EMOTIVE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">LA GIUSTIZIA NON PUÒ AVERE SESSO. È TEMPO DI FERMARE LE LEGGI EMOTIVE E DI RICOMPORRE IL PAESE </span></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">SENZA CONTRAPPOSIZIONI</span></strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-07-31-alle-17.09.39.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6052" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-07-31-alle-17.09.39-300x222.png" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p>Le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa sul reato di femminicidio impongono una riflessione seria, giuridica e costituzionalmente orientata replica l’Avv Angelo Pisani con il team <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong>.</p>
<p>Su temi così delicati non si può legiferare per inseguire il consenso, assecondare la pressione mediatica o rincorrere un’opinione pubblica troppo spesso alimentata da una comunicazione parziale, emotiva e talvolta ideologica.</p>
<p>Il diritto penale non può diventare lo strumento della propaganda.</p>
<p>Le leggi non possono essere scritte per soddisfare il sentimento del momento, ma per garantire giustizia, uguaglianza e tutela effettiva di ogni persona.</p>
<p>È tempo di dire basta alle norme simboliche, costruite per l’applauso immediato anziché per risolvere realmente i problemi.</p>
<p>La Costituzione non conosce vittime di serie A e vittime di serie B.</p>
<p>L’articolo 3 afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso.</p>
<p>L’articolo 2 tutela i diritti inviolabili della persona.</p>
<p>L’articolo 24 garantisce eguale tutela giurisdizionale.</p>
<p>L’articolo 111 pretende un sistema improntato all’imparzialità e all’equilibrio.</p>
<p>Sono principi che non possono essere sacrificati per esigenze comunicative o per rincorrere il consenso.</p>
<p>Quando si afferma che lo Stato deve scegliere “da che parte stare”, si rischia di smarrire il ruolo stesso dello Stato.</p>
<p>Lo Stato deve stare dalla parte della legalità.</p>
<p>Della Costituzione.</p>
<p>Della giustizia.</p>
<p>Di ogni vittima.</p>
<p>Mai dalla parte di un sesso contro un altro.</p>
<p>La violenza non è maschile o femminile.</p>
<p>La violenza è violenza.</p>
<p>Colpisce donne, uomini, bambini, anziani, persone con disabilità e ogni soggetto che, in una determinata relazione, si trovi in una posizione di vulnerabilità.</p>
<p>Per questo continuiamo a sostenere il concetto di Debolicidio, cioè l’aggressione alla persona più debole all’interno di una specifica relazione di potere, indipendentemente dal sesso dei protagonisti.</p>
<p>Ciò che deve aggravare la responsabilità è l’abuso della vulnerabilità, non l’appartenenza biologica della vittima.</p>
<p>Una donna assassinata merita la massima tutela.</p>
<p>Ma la stessa tutela deve essere riconosciuta all’uomo ucciso dalla compagna, al padre vittima di violenza domestica, al minore maltrattato, all’anziano abusato, alla persona fragile o con disabilità.</p>
<p>La dignità della persona non cambia in base al sesso.</p>
<p>Cambiare il nome di un reato non impedirà un omicidio.</p>
<p>Non insegnerà a gestire un rifiuto.</p>
<p>Non curerà la dipendenza affettiva.</p>
<p>Non svilupperà l’educazione emotiva.</p>
<p>Non impedirà l’escalation della violenza.</p>
<p>La prevenzione nasce molto prima del processo penale.</p>
<p>Nasce nella famiglia.</p>
<p>Nella scuola.</p>
<p>Nell’educazione al rispetto reciproco.</p>
<p>Nel sostegno psicologico.</p>
<p>Nella gestione dei conflitti.</p>
<p>Nell’ascolto di tutte le vittime.</p>
<p>Da troppi anni il dibattito pubblico alimenta una contrapposizione permanente tra uomini e donne.</p>
<p>Una narrazione che finisce per dividere la società anziché unirla.</p>
<p>Questa continua guerra culturale produce soltanto diffidenza reciproca, pregiudizi e nuove discriminazioni.</p>
<p>Le vittime non hanno sesso.</p>
<p>Il dolore non ha sesso.</p>
<p>La paura non ha sesso.</p>
<p>La violenza non ha sesso.</p>
<p>È arrivato il momento di abbassare i toni dello scontro ideologico e costruire una cultura della responsabilità condivisa, del rispetto reciproco e della pari dignità di ogni essere umano.</p>
<p>Noi non chiediamo meno tutela per le donne.</p>
<p>Chiediamo la stessa tutela per tutti.</p>
<p>Chiediamo che nessuna vittima venga dimenticata.</p>
<p>Che nessuna sofferenza venga classificata in base al sesso.</p>
<p>Che ogni autore di violenza venga perseguito con identica fermezza, uomo o donna che sia.</p>
<p>La politica deve avere il coraggio di uscire dalla logica delle leggi simboliche e tornare a costruire riforme fondate sui dati, sulla criminologia, sulla psicologia, sulla Costituzione e sulla realtà dei fatti.</p>
<p>L’Italia non ha bisogno di norme che dividono.</p>
<p>Ha bisogno di istituzioni che uniscono.</p>
<p>Ha bisogno di una giustizia che protegga ogni persona senza distinzioni.</p>
<p>Perché la giustizia non può avere genere.</p>
<p>La tutela non può avere genere.</p>
<p>La Costituzione non può avere genere.</p>
<p>Lo Stato deve stare dalla parte di ogni vittima e contro ogni carnefice.</p>
<p>Sempre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-la-giustizia-non-puo-avere-sesso-e-tempo-di-fermare-le-leggi-emotive/">PISANI: LA GIUSTIZIA NON PUÒ AVERE SESSO. È TEMPO DI FERMARE LE LEGGI EMOTIVE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio  di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri”   &#160; « Pisani: finalmente una verità dalla politica e ricordo a tutti che la violenza non ha sesso, ha ripetuto oggi il fondatore del team 1523.it  Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri come nei convegni subendo attacchi violenti ” &#160; «Così come c&#8217;è la violenza sulle donne c&#8217;è quella sugli anziani e non c&#8217;è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c&#8217;è bisogno di una fattispecie specifica». La dichiarazione di Roberto Vannacci, pronunciata poche ore fa durante l’ultima giornata della Costituente di Futuro Nazionale, ricalca quanto da tempo è stato proclamato dall’avvocato Angelo Pisani, anche a nome dei team antiviolenza nazionale 1523.it, da lui fondato, che accoglie e sostiene ormai migliaia di vittime di violenza da tutta Italia, senza distinzione di sesso e soprattutto vittime maschili ignorate, derise e abbandonate da tutti comprese le istituzioni. In un’intervista  del 30 luglio 2025, in occasione del lancio dei suoi libri “Se questo è (ancora) un uomo” e “L’altra violenza”, Pisani spiegava innanzitutto perché la legge sul femminicidio è palesemente anticostituzionale. «La nostra Costituzione &#8211; spiegava Pisani &#8211; dice chiaramente che la legge è uguale per tutti, senza distinzione di sesso. Qui invece si introducono pene differenziate a seconda del genere della vittima, come se la vita di una donna valesse più di quella di un uomo, di un anziano, di un bambino, di un immigrato. Tutto ciò è ingiustificabile ed inaccettabile anche perché nella strumentalizzazione ed ideologia del sistema non si denuncia che , senza generalizzare, le donne sono più violente degli uomini . Chi uccide è un assassino, va punito sempre con pena fine mai, punto. Creare una categoria “speciale” di vittime significa spaccare la giustizia e alimentare divisioni sociali, qualcosa simile all’odiata omofobia». La legge che punisce gli assassini esiste già, bisognava solo applicarla. «Sono previste da tempo le aggravanti per omicidi commessi in ambito familiare, per futili motivi, con crudeltà, si può condannare anche all’ergastolo &#8211; continuava il legale, che è presidente della Commissione per il Diritto degli affetti presso l’Ordine degli Avvocati partenopeo &#8211; quindi non serve un nuovo reato di “genere”: serve far rispettare le leggi che abbiamo e, prima di tutto, servono educazione civica, tutela dei valori e degli affetti». «La verità &#8211; concludeva Pisani &#8211; è che qui si è usato il diritto penale per fare ideologia, politica di basso livello, a sinistra come a destra, e questo è inutile e pericoloso». «A nome mio personale e del progetto 1523.it- dice oggi Pisani &#8211; posso solo compiacermi del fatto che, a distanza di oltre un anno dall&#8217;uscita dei miei libri, la politica sia finalmente arrivata ad ammettere queste verità. Ma evidentemente era necessaria una proposta di rottura, come quella che sta portando avanti Roberto Vannacci, del quale non conosco tutte le proposte ma applaudo per la coerenza ed equilibrio apprezzando le sue considerazioni chiare sul reato di femminicidio e il suo coraggio. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/">Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri”</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></p>
<div> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Vannacci.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5958" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Vannacci-300x202.png" alt="" width="300" height="202" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif">«</span></p>
<p style="text-align: center"><strong>Pisani: finalmente una verità dalla politica e ricordo a tutti che la violenza non ha sesso, ha ripetuto oggi il fondatore del team 1523.it </strong><br />
Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio<br />
di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri come nei convegni subendo attacchi violenti ”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Così come c&#8217;è la violenza sulle donne c&#8217;è quella sugli anziani e non c&#8217;è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c&#8217;è bisogno di una fattispecie specifica». La dichiarazione di Roberto Vannacci, pronunciata poche ore fa durante l’ultima giornata della Costituente di Futuro Nazionale, ricalca quanto da tempo è stato proclamato dall’avvocato Angelo Pisani, anche a nome dei team antiviolenza nazionale 1523.it, da lui fondato, che accoglie e sostiene ormai migliaia di vittime di violenza da tutta Italia, senza distinzione di sesso e soprattutto vittime maschili ignorate, derise e abbandonate da tutti comprese le istituzioni.</p>
<p>In un’<a href="https://angelopisani.it/femminicidio-una-norma-incostituzionale/" target="_blank">intervista</a>  del 30 luglio 2025, in occasione del lancio dei suoi libri “<a href="https://www.amazon.it/questo-ancora-uomo-violenza-ignorata/dp/B0FBD4NXR1" target="_blank">Se questo è (ancora) un uomo</a>” e “<a href="https://www.amazon.it/Laltra-violenza-Angelo-Pisani/dp/B0F9423T4M" target="_blank">L’altra violenza</a>”, Pisani spiegava innanzitutto perché la legge sul femminicidio è palesemente anticostituzionale. «La nostra Costituzione &#8211; spiegava Pisani &#8211; dice chiaramente che la legge è uguale per tutti, senza distinzione di sesso. Qui invece si introducono pene differenziate a seconda del genere della vittima, come se la vita di una donna valesse più di quella di un uomo, di un anziano, di un bambino, di un immigrato. Tutto ciò è ingiustificabile ed inaccettabile anche perché nella strumentalizzazione ed ideologia del sistema non si denuncia che , senza generalizzare, le donne sono più violente degli uomini . Chi uccide è un assassino, va punito sempre con pena fine mai, punto. Creare una categoria “speciale” di vittime significa spaccare la giustizia e alimentare divisioni sociali, qualcosa simile all’odiata omofobia».<br />
La legge che punisce gli assassini esiste già, bisognava solo applicarla. «Sono previste da tempo le aggravanti per omicidi commessi in ambito familiare, per futili motivi, con crudeltà, si può condannare anche all’ergastolo &#8211; continuava il legale, che è presidente della Commissione per il Diritto degli affetti presso l’Ordine degli Avvocati partenopeo &#8211; quindi non serve un nuovo reato di “genere”: serve far rispettare le leggi che abbiamo e, prima di tutto, servono educazione civica, tutela dei valori e degli affetti». «La verità &#8211; concludeva Pisani &#8211; è che qui si è usato il diritto penale per fare ideologia, politica di basso livello, a sinistra come a destra, e questo è inutile e pericoloso».</p>
<p>«A nome mio personale e del progetto 1523.it- dice oggi Pisani &#8211; posso solo compiacermi del fatto che, a distanza di oltre un anno dall&#8217;uscita dei miei libri, la politica sia finalmente arrivata ad ammettere queste verità. Ma evidentemente era necessaria una proposta di rottura, come quella che sta portando avanti Roberto Vannacci, del quale non conosco tutte le proposte ma applaudo per la coerenza ed equilibrio apprezzando le sue considerazioni chiare sul reato di femminicidio e il suo coraggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libri-Pisani.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5959" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libri-Pisani-300x245.png" alt="" width="300" height="245" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/">Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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