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	<title>Angelo Pisani &#187; Torino</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Potere ai Diritti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ragazza accoltella il fidanzato &#8211; applicato per lui il &#8220;codice rosso&#8221; &#8211; Il 1523.it ringrazia le forze dell’ordine &#160;   Una ragazza appena maggiorenne è stata denunciata per lesioni aggravate e nei suoi confronti è scattata la procedura del &#8220;codice rosso&#8221;. La giovane ha colpito il fidanzato con un coltello da cucina durante un diverbio, facendolo finire in ospedale con una ferita alla testa.   «Questo ennesimo caso dimostra che di fatto ci sono donne molto più violente degli uomini, anche a causa dell’incitamento socio-politico, di slogan e inviti alla violenza da parte di femministe tossiche e per effetto delle ricorrenti, false denunce. Una giovanissima, a Torino, accoltella crudelmente il compagno che addirittura, come spesso accade, non ha neanche il coraggio e la dignità di denunciarla». Così l’avvocato Angelo Pisani, founder del contatto nazionale antiviolenza 1523.it. «Ancora una volta &#8211; aggiunge il legale &#8211; dobbiamo condannare l’escalation della violenza femminile».  Da qui l’annuncio: «Con l’associazione 1523.it &#8211; Potere ai Diritti ci costituiremo parte civile, auspicando di contribuire a debellare simili violenze, senza mai lasciare sole le vittime».   IL COMUNICATO UFFICIALE DEL 1523.it   1523.it – Potere ai Diritti esprime soddisfazione e ringrazia le forze dell’ordine per aver accertato la verità e assistito la vittima, che finalmente ha denunciato. La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime.   L’avv. Angelo Pisani rivolge un appello pubblico al Presidente della Repubblica, alle istituzioni, alla politica nazionale e locale affinché venga finalmente garantita una reale uguaglianza dei diritti e delle tutele per tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, condizioni personali o colore della pelle, anche alla luce del grave episodio di discriminazione in danno del cittadino straniero evirato dell’organo genitale ad Angri ed abbandonato a se stesso, senza neanche un gesto di solidarietà.   A seguito di questo ennesimo e pericoloso atto di violenza femminile scoperto dalla polizia e nascosto dalla vittima, il team 1523.it invierà alle istituzioni una richiesta di aiuto, rispetto e ascolto accompagnata da locandine e cartoline informative contenenti dati, numeri, ricostruzioni e testimonianze raccolte direttamente da vittime e team territoriali, relativi alle violenze e discriminazioni subite da uomini nei primi cinque mesi del 2026.   Dati non ufficiali, ricostruiti “per difetto”, proprio perché in Italia manca ancora una raccolta istituzionale completa e imparziale sulle violenze subite dagli uomini, a differenza di quanto avviene per altre categorie giustamente tutelate.   Secondo il progetto 1523.it, il silenzio istituzionale rappresenta oggi una grave lacuna democratica e culturale.   Senza raccolta dati ISTAT, senza centri antiviolenza dedicati agli uomini, senza specifiche tutele, leggi o benefit, senza reale attenzione della politica e dei grandi media finanziati con fondi pubblici, migliaia di uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche o giudiziarie restano invisibili.   «Alla luce della realtà &#8211; spiegano al 1523 -  non è più possibile ignorare uomini uccisi, feriti, avvelenati, perseguitati, suicidati o ridotti in miseria nel silenzio generale. La violenza non ha sesso e la giustizia, come l’informazione, deve essere uguale per tutti».   Oltre al malcapitato fidanzato accoltellato a Torino, il 1523 invita almeno in popolo del web a dare la propria solidarietà anche all’uomo evirato ad Angri, ritenuto emblema non solo di una feroce violenza criminale, ma anche dell’assenza di solidarietà, assistenza e tutela istituzionale nei confronti delle vittime maschili.   1523.it sottolinea inoltre che il rispetto per gli uomini vittime di violenza non è in contrasto con la tutela delle donne realmente vittime di abusi, ma rappresenta un completamento dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e dignità umana.   L’associazione chiede un incontro istituzionale urgente per affrontare quella che definisce «una discriminazione sociale e culturale che non può più essere nascosta».   La violenza non ha sesso. Il dolore non ha genere. La legalità deve proteggere tutti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5903/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Ragazza accoltella il fidanzato &#8211; applicato per lui il &#8220;codice rosso&#8221; &#8211; Il <a href="http://1523.it/">1523.it</a> ringrazia le forze dell’ordine</strong></span></p>
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<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Anche-le-donne-uccidono-1523.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5904" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Anche-le-donne-uccidono-1523-168x300.jpeg" alt="" width="168" height="300" /></a></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">Una ragazza appena maggiorenne è stata denunciata per lesioni aggravate e nei suoi confronti è scattata la procedura del &#8220;codice rosso&#8221;. La giovane ha colpito il fidanzato con un coltello da cucina durante un diverbio, facendolo finire in ospedale con una ferita alla testa.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Questo ennesimo caso dimostra che di fatto ci sono donne molto più violente degli uomini, anche a causa dell’incitamento socio-politico, di slogan e inviti alla violenza da parte di femministe tossiche e per effetto delle ricorrenti, false denunce. Una giovanissima, a Torino, accoltella crudelmente il compagno che addirittura, come spesso accade, non ha neanche il coraggio e la dignità di denunciarla». Così l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del contatto nazionale antiviolenza <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong>. «Ancora una volta &#8211; aggiunge il legale &#8211; dobbiamo condannare l’escalation della violenza femminile». </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Da qui l’annuncio: «Con l’associazione <strong>1523.it &#8211; Potere ai Diritti</strong> ci costituiremo parte civile, auspicando di contribuire a debellare simili violenze, senza mai lasciare sole le vittime».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">IL COMUNICATO UFFICIALE DEL 1523.it</span></strong></p>
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<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://1523.i/">1523.i</a>t – Potere ai Diritti esprime soddisfazione e ringrazia le forze dell’ordine per aver accertato la verità e assistito la vittima, che finalmente ha denunciato. La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’avv. <strong>Angelo Pisani</strong> rivolge un appello pubblico al Presidente della Repubblica, alle istituzioni, alla politica nazionale e locale affinché venga finalmente garantita una reale uguaglianza dei diritti e delle tutele per tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, condizioni personali o colore della pelle, anche alla luce del grave episodio di discriminazione in danno del <a href="https://angelopisani.it/uomo-evirato-ad-angri-pisani-lo-stato-garantisca-tutela-e-cure-necessarie/">cittadino straniero evirato dell’organo genitale ad Angri</a> ed abbandonato a se stesso, senza neanche un gesto di solidarietà.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">A seguito di questo ennesimo e pericoloso atto di violenza femminile scoperto dalla polizia e nascosto dalla vittima, il team <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> invierà alle istituzioni una richiesta di aiuto, rispetto e ascolto accompagnata da locandine e cartoline informative contenenti dati, numeri, ricostruzioni e testimonianze raccolte direttamente da vittime e team territoriali, relativi alle violenze e discriminazioni subite da uomini nei primi cinque mesi del 2026.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">Dati non ufficiali, ricostruiti “per difetto”, proprio perché in Italia manca ancora una raccolta istituzionale completa e imparziale sulle violenze subite dagli uomini, a differenza di quanto avviene per altre categorie giustamente tutelate.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Secondo il progetto 1523.it, il silenzio istituzionale rappresenta oggi una grave lacuna democratica e culturale.</strong></span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">Senza raccolta dati ISTAT, senza centri antiviolenza dedicati agli uomini, senza specifiche tutele, leggi o benefit, senza reale attenzione della politica e dei grandi media finanziati con fondi pubblici, migliaia di uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche o giudiziarie restano invisibili.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">«Alla luce della realtà &#8211; spiegano al 1523 -  non è più possibile ignorare uomini uccisi, feriti, avvelenati, perseguitati, suicidati o ridotti in miseria nel silenzio generale. La violenza non ha sesso e la giustizia, come l’informazione, deve essere uguale per tutti».</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">Oltre al malcapitato fidanzato accoltellato a Torino, il 1523 invita almeno in popolo del web a dare la propria solidarietà anche all’uomo evirato ad Angri, ritenuto emblema non solo di una feroce violenza criminale, ma anche dell’assenza di solidarietà, assistenza e tutela istituzionale nei confronti delle vittime maschili.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong><a href="http://1523.it/">1523.it </a></strong>sottolinea inoltre che il rispetto per gli uomini vittime di violenza non è in contrasto con la tutela delle donne realmente vittime di abusi, ma rappresenta un completamento dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e dignità umana.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’associazione chiede un incontro istituzionale urgente per affrontare quella che definisce «una discriminazione sociale e culturale che non può più essere nascosta».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La violenza non ha sesso.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il dolore non ha genere.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La legalità deve proteggere tutti.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5903/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Luci a Scampia – Le “sviste” congenite di una libreria piemontese</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 17:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La strage di poliziotti a Dallas ha riportato a galla certi aspetti ferocemente insensati dell’umanità che nel &#8216;civile&#8217; mondo occidentale pensavamo di aver archiviato: xenofobia e razzismo. E che fossero state archiviate, queste categorie della barbarie, lo avevano creduto anche buona parte dei cittadini americani e dei tanti europei sempre pronti ad osservare ciò che accade negli Stati Uniti. Dove, con l’avvento di Obama alla Casa Bianca, l’odio razziale sembrava bello che sepolto. Era invece, come dimostrano i fatti del Texas, solo un fuoco che covava sotto la cenere. Forse un’insopprimibile espressione di quella faccia oscura della natura umana che nonostante tutto tenacemente resiste. E molto spesso divampa. Dal Texas all’Italia, se parliamo di stupida follia xenofoba, il passo diventa breve. Ce lo dicono i truculenti post anti-meridionali apparsi sui social poche ore dopo la strage ferroviaria di Andria, seguiti da non meno demenziali esternazioni di stampo genericamente nordista, con incitamenti a Etna, Vesuvio, e tutto l’abusato cliché a corredo. Fatta questa doverosa premessa, c’è poco da stupirsi se qualcuno nella civilissima Torino ha pensato bene di inserire nel reparto “criminalità organizzata” un libro che porta nel titolo la parola Scampia. Già perché evidentemente, accanto all’ottusità razziale che accende non solo il web, ma purtroppo anche le piazze ed i campi di calcio, esiste anche una sorta di razzismo “congenito”, o se vogliamo ,una forma di indelebile provincialismo, una specie di carenza genetica innata, che induce alcuni settentrionali, pur se privi di intenti dichiaratamente offensivi, a formulare mentalmente equazioni facili facili, tipo Scampia = camorra, o Napoli = colera, e così via. Ci dispiace molto per quel commesso di una libreria torinese del centro che ha scelto il reparto delle mafie per inserirvi “Luci a Scampia”, il libro-emozione di Angelo Pisani sull’Italia che ricomincia dalle periferie, anche da questa periferia di Napoli Nord. Ci dispiace per il commesso, verso la cui ignoranza non possiamo che provare sentimenti di solidarietà. Ma più che altro ce ne rammarichiamo per i tanti lettori della città sabauda che saranno indotti nell’errore, complici forse quelle atmosfere sanguinolente della fiction Gomorra che, come è stato mille volte spiegato, si riferiscono a fatti di dieci e passa anni fa e non rappresentano niente, ma davvero niente, della nuova Scampia. Ci dispiace per tutti loro, dicevamo, perché hanno perso l’occasione di riflettere seriamente sul futuro prossimo di questo Paese. Una terra di culle sempre più vuote, dove folle di anziani avanzano a passi da gigante per contendersi gli ultimi posti liberi con le ondate di migranti in fuga dagli inferni del mondo. Ci dispiace perché il futuro dell’Italia, se ci sarà, potrà solo ripartire dalle tante Scampia sparse ancora per il Sud, con tassi di natalità altissimi e la voglia disperata di crederci ancora. Sempre che questa moltitudine di giovani non venga prima sterminata dai disastri ferroviari causati da uno Stato che non conosce più neppure se stesso. Rita Pennarola &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/luci-a-scampia-le-sviste-congenite-di-una-libreria-piemontese/">Luci a Scampia – Le “sviste” congenite di una libreria piemontese</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La strage di poliziotti a Dallas ha riportato a galla certi aspetti ferocemente insensati dell’umanità che nel &#8216;civile&#8217; mondo occidentale pensavamo di aver archiviato: xenofobia e razzismo. E che fossero state archiviate, queste categorie della barbarie, lo avevano creduto anche buona parte dei cittadini americani e dei tanti europei sempre pronti ad osservare ciò che accade negli Stati Uniti. Dove, con l’avvento di Obama alla Casa Bianca, l’odio razziale sembrava bello che sepolto.</p>
<p>Era invece, come dimostrano i fatti del Texas, solo un fuoco che covava sotto la cenere. Forse un’insopprimibile espressione di quella faccia oscura della natura umana che nonostante tutto tenacemente resiste. E molto spesso divampa.</p>
<p>Dal Texas all’Italia, se parliamo di stupida follia xenofoba, il passo diventa breve. Ce lo dicono i truculenti post anti-meridionali apparsi sui social poche ore dopo la strage ferroviaria di Andria, seguiti da non meno demenziali esternazioni di stampo genericamente nordista, con incitamenti a Etna, Vesuvio, e tutto l’abusato cliché a corredo.</p>
<p>Fatta questa doverosa premessa, c’è poco da stupirsi se qualcuno nella civilissima Torino ha pensato bene di inserire nel reparto “criminalità organizzata” un libro che porta nel titolo la parola <em>Scampia</em>.</p>
<p>Già perché evidentemente, accanto all’ottusità razziale che accende non solo il web, ma purtroppo anche le piazze ed i campi di calcio, esiste anche una sorta di <strong>razzismo “congenito”</strong>, o se vogliamo ,una forma di <strong>indelebile provincialismo</strong>, una specie di <strong>carenza genetica innata</strong>, che induce alcuni settentrionali, pur se privi di intenti dichiaratamente offensivi, a formulare mentalmente equazioni facili facili, tipo Scampia = camorra, o Napoli = colera, e così via.</p>
<p>Ci dispiace molto per quel commesso di una libreria torinese del centro che ha scelto il reparto delle mafie per inserirvi <strong>“Luci a Scampia”</strong>, il libro-emozione di <strong>Angelo Pisani</strong> sull’Italia che ricomincia dalle periferie, anche da questa periferia di Napoli Nord. Ci dispiace per il commesso, verso la cui ignoranza non possiamo che provare sentimenti di solidarietà. Ma più che altro ce ne rammarichiamo per i tanti lettori della città sabauda che saranno indotti nell’errore, complici forse quelle atmosfere sanguinolente della fiction <em>Gomorra </em>che, come è stato mille volte spiegato, si riferiscono a fatti di dieci e passa anni fa e non rappresentano niente, ma davvero niente, della nuova Scampia.</p>
<p>Ci dispiace per tutti loro, dicevamo, perché hanno perso l’occasione di riflettere seriamente sul futuro prossimo di questo Paese. Una terra di culle sempre più vuote, dove folle di anziani avanzano a passi da gigante per contendersi gli ultimi posti liberi con le ondate di migranti in fuga dagli inferni del mondo. Ci dispiace perché il futuro dell’Italia, se ci sarà, potrà solo ripartire dalle tante Scampia sparse ancora per il Sud, con tassi di natalità altissimi e la voglia disperata di crederci ancora. Sempre che questa moltitudine di giovani non venga prima sterminata dai disastri ferroviari causati da uno Stato che non conosce più neppure se stesso.</p>
<p><strong>Rita Pennarola</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_4268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 966px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libreria1.png"><img class="size-full wp-image-4268" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libreria1.png" alt="" width="956" height="716" /></a>
<p class="wp-caption-text">La foto è stata scattata questa mattina in una libreria centrale di Torino</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/luci-a-scampia-le-sviste-congenite-di-una-libreria-piemontese/">Luci a Scampia – Le “sviste” congenite di una libreria piemontese</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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