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	<title>Angelo Pisani &#187; In evidenza</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ragazza accoltella il fidanzato &#8211; applicato per lui il &#8220;codice rosso&#8221; &#8211; Il 1523.it ringrazia le forze dell’ordine &#160;   Una ragazza appena maggiorenne è stata denunciata per lesioni aggravate e nei suoi confronti è scattata la procedura del &#8220;codice rosso&#8221;. La giovane ha colpito il fidanzato con un coltello da cucina durante un diverbio, facendolo finire in ospedale con una ferita alla testa.   «Questo ennesimo caso dimostra che di fatto ci sono donne molto più violente degli uomini, anche a causa dell’incitamento socio-politico, di slogan e inviti alla violenza da parte di femministe tossiche e per effetto delle ricorrenti, false denunce. Una giovanissima, a Torino, accoltella crudelmente il compagno che addirittura, come spesso accade, non ha neanche il coraggio e la dignità di denunciarla». Così l’avvocato Angelo Pisani, founder del contatto nazionale antiviolenza 1523.it. «Ancora una volta &#8211; aggiunge il legale &#8211; dobbiamo condannare l’escalation della violenza femminile».  Da qui l’annuncio: «Con l’associazione 1523.it &#8211; Potere ai Diritti ci costituiremo parte civile, auspicando di contribuire a debellare simili violenze, senza mai lasciare sole le vittime».   IL COMUNICATO UFFICIALE DEL 1523.it   1523.it – Potere ai Diritti esprime soddisfazione e ringrazia le forze dell’ordine per aver accertato la verità e assistito la vittima, che finalmente ha denunciato. La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime.   L’avv. Angelo Pisani rivolge un appello pubblico al Presidente della Repubblica, alle istituzioni, alla politica nazionale e locale affinché venga finalmente garantita una reale uguaglianza dei diritti e delle tutele per tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, condizioni personali o colore della pelle, anche alla luce del grave episodio di discriminazione in danno del cittadino straniero evirato dell’organo genitale ad Angri ed abbandonato a se stesso, senza neanche un gesto di solidarietà.   A seguito di questo ennesimo e pericoloso atto di violenza femminile scoperto dalla polizia e nascosto dalla vittima, il team 1523.it invierà alle istituzioni una richiesta di aiuto, rispetto e ascolto accompagnata da locandine e cartoline informative contenenti dati, numeri, ricostruzioni e testimonianze raccolte direttamente da vittime e team territoriali, relativi alle violenze e discriminazioni subite da uomini nei primi cinque mesi del 2026.   Dati non ufficiali, ricostruiti “per difetto”, proprio perché in Italia manca ancora una raccolta istituzionale completa e imparziale sulle violenze subite dagli uomini, a differenza di quanto avviene per altre categorie giustamente tutelate.   Secondo il progetto 1523.it, il silenzio istituzionale rappresenta oggi una grave lacuna democratica e culturale.   Senza raccolta dati ISTAT, senza centri antiviolenza dedicati agli uomini, senza specifiche tutele, leggi o benefit, senza reale attenzione della politica e dei grandi media finanziati con fondi pubblici, migliaia di uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche o giudiziarie restano invisibili.   «Alla luce della realtà &#8211; spiegano al 1523 -  non è più possibile ignorare uomini uccisi, feriti, avvelenati, perseguitati, suicidati o ridotti in miseria nel silenzio generale. La violenza non ha sesso e la giustizia, come l’informazione, deve essere uguale per tutti».   Oltre al malcapitato fidanzato accoltellato a Torino, il 1523 invita almeno in popolo del web a dare la propria solidarietà anche all’uomo evirato ad Angri, ritenuto emblema non solo di una feroce violenza criminale, ma anche dell’assenza di solidarietà, assistenza e tutela istituzionale nei confronti delle vittime maschili.   1523.it sottolinea inoltre che il rispetto per gli uomini vittime di violenza non è in contrasto con la tutela delle donne realmente vittime di abusi, ma rappresenta un completamento dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e dignità umana.   L’associazione chiede un incontro istituzionale urgente per affrontare quella che definisce «una discriminazione sociale e culturale che non può più essere nascosta».   La violenza non ha sesso. Il dolore non ha genere. La legalità deve proteggere tutti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5903/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Ragazza accoltella il fidanzato &#8211; applicato per lui il &#8220;codice rosso&#8221; &#8211; Il <a href="http://1523.it/">1523.it</a> ringrazia le forze dell’ordine</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></p>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Anche-le-donne-uccidono-1523.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5904" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Anche-le-donne-uccidono-1523-168x300.jpeg" alt="" width="168" height="300" /></a></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Una ragazza appena maggiorenne è stata denunciata per lesioni aggravate e nei suoi confronti è scattata la procedura del &#8220;codice rosso&#8221;. La giovane ha colpito il fidanzato con un coltello da cucina durante un diverbio, facendolo finire in ospedale con una ferita alla testa.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Questo ennesimo caso dimostra che di fatto ci sono donne molto più violente degli uomini, anche a causa dell’incitamento socio-politico, di slogan e inviti alla violenza da parte di femministe tossiche e per effetto delle ricorrenti, false denunce. Una giovanissima, a Torino, accoltella crudelmente il compagno che addirittura, come spesso accade, non ha neanche il coraggio e la dignità di denunciarla». Così l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del contatto nazionale antiviolenza <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong>. «Ancora una volta &#8211; aggiunge il legale &#8211; dobbiamo condannare l’escalation della violenza femminile». </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Da qui l’annuncio: «Con l’associazione <strong>1523.it &#8211; Potere ai Diritti</strong> ci costituiremo parte civile, auspicando di contribuire a debellare simili violenze, senza mai lasciare sole le vittime».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">IL COMUNICATO UFFICIALE DEL 1523.it</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://1523.i/">1523.i</a>t – Potere ai Diritti esprime soddisfazione e ringrazia le forze dell’ordine per aver accertato la verità e assistito la vittima, che finalmente ha denunciato. La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’avv. <strong>Angelo Pisani</strong> rivolge un appello pubblico al Presidente della Repubblica, alle istituzioni, alla politica nazionale e locale affinché venga finalmente garantita una reale uguaglianza dei diritti e delle tutele per tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, condizioni personali o colore della pelle, anche alla luce del grave episodio di discriminazione in danno del <a href="https://angelopisani.it/uomo-evirato-ad-angri-pisani-lo-stato-garantisca-tutela-e-cure-necessarie/">cittadino straniero evirato dell’organo genitale ad Angri</a> ed abbandonato a se stesso, senza neanche un gesto di solidarietà.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">A seguito di questo ennesimo e pericoloso atto di violenza femminile scoperto dalla polizia e nascosto dalla vittima, il team <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> invierà alle istituzioni una richiesta di aiuto, rispetto e ascolto accompagnata da locandine e cartoline informative contenenti dati, numeri, ricostruzioni e testimonianze raccolte direttamente da vittime e team territoriali, relativi alle violenze e discriminazioni subite da uomini nei primi cinque mesi del 2026.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Dati non ufficiali, ricostruiti “per difetto”, proprio perché in Italia manca ancora una raccolta istituzionale completa e imparziale sulle violenze subite dagli uomini, a differenza di quanto avviene per altre categorie giustamente tutelate.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Secondo il progetto 1523.it, il silenzio istituzionale rappresenta oggi una grave lacuna democratica e culturale.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Senza raccolta dati ISTAT, senza centri antiviolenza dedicati agli uomini, senza specifiche tutele, leggi o benefit, senza reale attenzione della politica e dei grandi media finanziati con fondi pubblici, migliaia di uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche o giudiziarie restano invisibili.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Alla luce della realtà &#8211; spiegano al 1523 -  non è più possibile ignorare uomini uccisi, feriti, avvelenati, perseguitati, suicidati o ridotti in miseria nel silenzio generale. La violenza non ha sesso e la giustizia, come l’informazione, deve essere uguale per tutti».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Oltre al malcapitato fidanzato accoltellato a Torino, il 1523 invita almeno in popolo del web a dare la propria solidarietà anche all’uomo evirato ad Angri, ritenuto emblema non solo di una feroce violenza criminale, ma anche dell’assenza di solidarietà, assistenza e tutela istituzionale nei confronti delle vittime maschili.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong><a href="http://1523.it/">1523.it </a></strong>sottolinea inoltre che il rispetto per gli uomini vittime di violenza non è in contrasto con la tutela delle donne realmente vittime di abusi, ma rappresenta un completamento dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e dignità umana.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’associazione chiede un incontro istituzionale urgente per affrontare quella che definisce «una discriminazione sociale e culturale che non può più essere nascosta».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La violenza non ha sesso.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il dolore non ha genere.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La legalità deve proteggere tutti.</span></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5903/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NOI CONSUMATORI DIFFIDA MINISTERO SALUTE PER RISCHI VACCINI A M-RNA SUI POLLI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 07:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Appello urgente alle istituzioni per trasparenza, consenso informato e tutela della salute pubblica “I consumatori non possono essere cavie inconsapevoli”     L’Avv. Angelo Pisani, nella qualità di rappresentante legale dell’associazione NoiConsumatori e procuratore dell’associazione Potere ai Diritti – 1523.it congiuntamente agli Avv.ti Sergio Pisani e Sergio Carlino del Team Pronto Intervento Legale, ha inoltrato una formale diffida e richiesta urgente di chiarimenti al Ministero della Salute, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alle aziende coinvolte nel progetto pilota di vaccinazione HPAI H5 sugli allevamenti avicoli. La questione riguarda un tema di assoluta delicatezza: la notizia dell’utilizzo di vaccini a tecnologia genica/mRNA nell’ambito di un progetto pilota destinato ad animali inseriti nella filiera alimentare umana. Al di là delle posizioni ideologiche o delle contrapposizioni mediatiche, il punto centrale è uno solo: i cittadini-consumatori hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla libertà di scelta consapevole e se &#8211; come si legge &#8211; è vietata l’esportazione dei prodotti oggetto di sperimentazione, certo non possono essere distribuiti e consumati in Italia. Non è accettabile che milioni di persone possano consumare prodotti provenienti da animali sottoposti a trattamenti innovativi e sperimentali senza una chiara informazione preventiva, senza etichettatura trasparente e senza la pubblicazione completa degli studi scientifici relativi alla sicurezza alimentare e agli eventuali impatti sulla salute umana. La salute pubblica non può essere gestita con opacità. Se un prodotto è assolutamente sicuro, allora i cittadini devono poter conoscere apertamente la filiera, gli allevamenti coinvolti, i marchi commerciali e gli studi scientifici posti a fondamento delle autorizzazioni. Se invece esistono dubbi, limiti o restrizioni — come sembrerebbe emergere dal divieto di esportazione verso altri Stati membri dell’Unione Europea e Paesi terzi previsto dal dispositivo ministeriale — allora diventa ancora più urgente chiarire perché tali prodotti possano essere commercializzati liberamente sul mercato italiano. Non possono esistere consumatori di “serie B”. I cittadini italiani non possono essere trattati come cavie o come destinatari inconsapevoli di sperimentazioni e pratiche rispetto alle quali non viene garantita la massima trasparenza informativa. La richiesta avanzata alle istituzioni è semplice, civile e doverosa: •⁠  ⁠pubblicare immediatamente tutti gli studi scientifici disponibili; •⁠  ⁠indicare chiaramente quali allevamenti e quali marchi siano coinvolti; •⁠  ⁠garantire un sistema di etichettatura trasparente; •⁠  ⁠avviare campagne informative pubbliche; •⁠  ⁠tutelare in via prioritaria minori, anziani e soggetti fragili; •⁠  ⁠verificare la presenza di tali prodotti nelle mense scolastiche e ospedaliere.   La tutela della salute non appartiene a una parte politica né a una ideologia. Appartiene ai cittadini. NoiConsumatori e il team 1523.it ribadiscono che nessuno può essere sottoposto, direttamente o indirettamente, a trattamenti, sperimentazioni o esposizioni alimentari senza adeguata conoscenza e senza reale possibilità di scelta. La fiducia nelle istituzioni si costruisce con la verità, non con il silenzio, memori anche delle conseguenze dello scandalo Covid. Per questo motivo, in assenza di risposte chiare e documentate, saranno valutate tutte le ulteriori iniziative giudiziarie, amministrative e di tutela collettiva previste dall’ordinamento nazionale ed europeo a difesa dei diritti fondamentali dei consumatori e della salute pubblica. In allegato il testo integrale dell&#8217;istanza.  pec Ministero Salute Vaccini &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/noi-consumatori-diffida-ministero-salute-per-rischi-vaccini-a-m-rna-sui-polli/">NOI CONSUMATORI DIFFIDA MINISTERO SALUTE PER RISCHI VACCINI A M-RNA SUI POLLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Appello urgente alle istituzioni per trasparenza, consenso informato e tutela della salute pubblica</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>“I consumatori non possono essere cavie inconsapevoli”</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/polli.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5884" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/polli-300x294.jpeg" alt="" width="300" height="294" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’Avv. <strong>Angelo Pisani,</strong> nella qualità di rappresentante legale dell’associazione <strong><em>NoiConsumatori </em></strong>e procuratore dell’associazione <strong>Potere ai Diritti – <a href="http://1523.it">1523.it</a></strong> congiuntamente agli Avv.ti <strong>Sergio Pisani </strong>e <strong>Sergio Carlino</strong> del <strong><em>Team Pronto Intervento Legale</em></strong>, ha inoltrato una formale diffida e richiesta urgente di chiarimenti al Ministero della Salute, </span>all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e<span style="font-family: georgia, serif"> alle aziende coinvolte nel <strong>progetto pilota di vaccinazione HPAI H5 sugli allevamenti avicoli.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La questione riguarda un tema di assoluta delicatezza: <strong>la notizia dell’utilizzo di vaccini a tecnologia genica/mRNA nell’ambito di un progetto pilota destinato ad animali inseriti nella filiera alimentare umana.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Al di là delle posizioni ideologiche o delle contrapposizioni mediatiche, il punto centrale è uno solo: i cittadini-consumatori hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla libertà di scelta consapevole e se &#8211; come si legge &#8211; è vietata l’esportazione dei prodotti oggetto di sperimentazione, certo non possono essere distribuiti e consumati in Italia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non è accettabile che milioni di persone possano consumare prodotti provenienti da animali sottoposti a trattamenti innovativi e sperimentali senza una chiara informazione preventiva, senza etichettatura trasparente e senza la pubblicazione completa degli studi scientifici relativi alla sicurezza alimentare e agli eventuali impatti sulla salute umana.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La salute pubblica non può essere gestita con opacità.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se un prodotto è assolutamente sicuro, allora i cittadini devono poter conoscere apertamente la filiera, gli allevamenti coinvolti, i marchi commerciali e gli studi scientifici posti a fondamento delle autorizzazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se invece esistono dubbi, limiti o restrizioni — come sembrerebbe emergere dal divieto di esportazione verso altri Stati membri dell’Unione Europea e Paesi terzi previsto dal dispositivo ministeriale — allora diventa ancora più urgente chiarire perché tali prodotti possano essere commercializzati liberamente sul mercato italiano.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non possono esistere consumatori di “serie B”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">I cittadini italiani non possono essere trattati come cavie o come destinatari inconsapevoli di sperimentazioni e pratiche rispetto alle quali non viene garantita la massima trasparenza informativa.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L<strong>a richiesta avanzata alle istituzioni è semplice, civile e doverosa:</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠pubblicare immediatamente tutti gli studi scientifici disponibili;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠indicare chiaramente quali allevamenti e quali marchi siano coinvolti;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠garantire un sistema di etichettatura trasparente;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠avviare campagne informative pubbliche;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠tutelare in via prioritaria minori, anziani e soggetti fragili;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠verificare la presenza di tali prodotti nelle mense scolastiche e ospedaliere.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La tutela della salute non appartiene a una parte politica né a una ideologia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Appartiene ai cittadini.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>NoiConsumatori</strong> e il team <strong><a href="http://1523.it">1523.it</a></strong> ribadiscono che nessuno può essere sottoposto, direttamente o indirettamente, a trattamenti, sperimentazioni o esposizioni alimentari senza adeguata conoscenza e senza reale possibilità di scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La fiducia nelle istituzioni si costruisce con la verità, non con il silenzio, memori anche delle conseguenze dello scandalo Covid.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Per questo motivo, in assenza di risposte chiare e documentate, saranno valutate tutte le ulteriori iniziative giudiziarie, amministrative e di tutela collettiva previste dall’ordinamento nazionale ed europeo a difesa dei diritti fondamentali dei consumatori e della salute pubblica.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><em><br />
</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><em>In allegato il testo integrale dell&#8217;istanza.</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pec-Ministero-Salute-Vaccini.pdf">pec Ministero Salute Vaccini</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/noi-consumatori-diffida-ministero-salute-per-rischi-vaccini-a-m-rna-sui-polli/">NOI CONSUMATORI DIFFIDA MINISTERO SALUTE PER RISCHI VACCINI A M-RNA SUI POLLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 14:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[infermiera aggredita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ORRORE A NAPOLI: Bimbo di 12 anni accoltellato, il padre tenta di strangolare l&#8217;infermiera del 118  Ferma condanna del 1523 Asl Napoli 1: è l&#8217;aggressione n. 5 del 2026 Totale: 13 aggressioni tra Napoli 1 e Napoli 2 nel 2026   Una mattinata di pura follia e terrore nel cuore di Napoli. Quello che doveva essere un normale intervento di soccorso si è trasformato in un incubo a mano armata, dove il personale sanitario ha sfiorato la tragedia per salvare la vita di un bambino. Chiamato per un presunto malore all&#8217;interno di un&#8217;abitazione, l&#8217;equipaggio del 118 della postazione &#8220;Municipio&#8221; si è trovato davanti uno scenario agghiacciante: un uomo armato di coltello e il figlio di appena 12 anni a terra, quasi incosciente e in un lago di sangue a causa di ferite multiple. Ignorando il pericolo mortale per via della gravità disperata del piccolo, l&#8217;infermiera e l&#8217;autista soccorritore si sono fiondati sul paziente per caricarlo d&#8217;urgenza in ambulanza. La furia del padre non si è fermata però tra le mura di casa: l&#8217;uomo ha inseguito i sanitari e si è barricato all&#8217;interno del mezzo di soccorso, dove ha preso possesso di alcuni aghi cannula minacciando l&#8217;equipaggio e ferendo se stesso, il figlio e l&#8217;infermiera. L&#8217;apice del terrore è scattato pochi istanti dopo quando, mentre la professionista cercava disperatamente di iniettare un antidolorifico al bambino, l&#8217;aggressore si è scagliato contro di lei tentando di strangolarla. Solo la straordinaria prontezza di riflessi dell&#8217;infermiera, che è riuscita ad aprire il portellone e a spingere l&#8217;uomo fuori dal mezzo, ha evitato il peggio, prima che alcuni passanti bloccassero definitivamente il folle. Oggi il dodicenne lotta tra la vita e la morte in codice rosso all&#8217;Ospedale Pellegrini, mentre l&#8217;equipaggio del 118 si trova sotto shock. Questo ennesimo e inaccettabile episodio di violenza solleva un&#8217;ondata di indignazione unanime: il mondo della sanità urla vergogna e chiede tutele drastiche e immediate perché non è possibile rischiare la vita per salvare quella degli altri.  Nessuno tocchi Ippocrate. «Condanniamo questo ennesimo atto di violenza, chiediamo tutela per i sanitari ed annunciamo che come Progetto 1523.it ci costituiremo parte civile, a tutela delle vittime e per contrastare il dilagare della violenza», dichiara l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5871/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>ORRORE A NAPOLI: Bimbo di 12 anni accoltellato, il padre tenta di strangolare l&#8217;infermiera del 118 </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><strong>Ferma condanna del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523</a></strong></span></p>
<p style="text-align: center"><strong>Asl Napoli 1: è l&#8217;aggressione n. 5 del 2026</strong></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Totale: 13 aggressioni tra Napoli 1 e Napoli 2 nel 2026</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-27-alle-16.00.52.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5872" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-27-alle-16.00.52.png" alt="" width="356" height="302" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Una mattinata di pura follia e terrore nel cuore di Napoli. Quello che doveva essere un normale intervento di soccorso si è trasformato in un incubo a mano armata, dove il personale sanitario ha sfiorato la tragedia per salvare la vita di un bambino.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Chiamato per un presunto malore all&#8217;interno di un&#8217;abitazione, l&#8217;equipaggio del 118 della postazione &#8220;Municipio&#8221; si è trovato davanti uno scenario agghiacciante: un uomo armato di coltello e il figlio di appena 12 anni a terra, quasi incosciente e in un lago di sangue a causa di ferite multiple. Ignorando il pericolo mortale per via della gravità disperata del piccolo, l&#8217;infermiera e l&#8217;autista soccorritore si sono fiondati sul paziente per caricarlo d&#8217;urgenza in ambulanza. La furia del padre non si è fermata però tra le mura di casa: l&#8217;uomo ha inseguito i sanitari e si è barricato all&#8217;interno del mezzo di soccorso, dove ha preso possesso di alcuni aghi cannula minacciando l&#8217;equipaggio e ferendo se stesso, il figlio e l&#8217;infermiera.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;apice del terrore è scattato pochi istanti dopo quando, mentre la professionista cercava disperatamente di iniettare un antidolorifico al bambino, l&#8217;aggressore si è scagliato contro di lei tentando di strangolarla. Solo la straordinaria prontezza di riflessi dell&#8217;infermiera, che è riuscita ad aprire il portellone e a spingere l&#8217;uomo fuori dal mezzo, ha evitato il peggio, prima che alcuni passanti bloccassero definitivamente il folle.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Oggi il dodicenne lotta tra la vita e la morte in codice rosso all&#8217;Ospedale Pellegrini, mentre l&#8217;equipaggio del 118 si trova sotto shock. Questo ennesimo e inaccettabile episodio di violenza solleva un&#8217;ondata di indignazione unanime: il mondo della sanità urla vergogna e chiede tutele drastiche e immediate perché non è possibile rischiare la vita per salvare quella degli altri. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Nessuno tocchi Ippocrate.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Condanniamo questo ennesimo atto di violenza, chiediamo tutela per i sanitari ed annunciamo che come Progetto <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> ci costituiremo parte civile, a tutela delle vittime e per contrastare il dilagare della violenza», dichiara l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>.</strong></span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5871/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>AIUTIAMO L’UOMO EVIRATO, FERITO, ABBANDONATO E RIDOTTO ALLA MISERIA E ALLA FAME</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2026 15:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;APPELLO AIUTIAMO L’UOMO EVIRATO, FERITO, ABBANDONATO RIDOTTO ALLA MISERIA E ALLA FAME M.R. Vittima di una brutale violenza rosa: oggi non ha più nulla Un uomo è stato distrutto dalla violenza. Non gli è stata portata via soltanto la serenità, la dignità o il futuro. Gli sono stati sottratti persino gli organi genitali, oltre i pochi soldi del suo lavoro, lasciandolo segnato per sempre nel corpo e nell’anima. Oggi M.R. vive una tragedia umana devastante, non ha più nulla. È rimasto senza dignità , senza lavoro, senza sostegno economico, senza alcuna vera assistenza istituzionale e praticamente senza nulla per sopravvivere. Ed è impossibile non vedere una realtà dolorosa e le gravi contraddizioni : se la vittima fosse stata una donna, probabilmente ci sarebbe stata una mobilitazione immediata, solidarietà nazionale, sostegni economici, aiuti pubblici, attenzione politica e mediatica continua, con ogni benefit. Invece, poiché la vittima è un uomo, attorno a lui troppo spesso c’è stato solo silenzio e violenza Nessuna solidarietà. Nessun sostegno. Quasi nessuna tutela concreta, tranne le cure salva vita. Ma il dolore non ha sesso. La sofferenza non può essere ignorata o valutata in base al genere della vittima. LA VIOLENZA NON HA SESSO Ogni vittima merita rispetto. Ogni vittima merita ascolto. Ogni vittima merita aiuto. Per questo abbiamo avviato una raccolta fondi urgente per consentire a M.R. di sopravvivere e tentare di poter ricominciare a vivere. Le donazioni serviranno: •⁠  ⁠per consentirgli di alimentarsi ed accedere a cure mediche /chirurgiche; •⁠  ⁠assistenza psicologica; •⁠  ⁠vitto e alloggio; •⁠  ⁠aiuti economici immediati; •⁠  ⁠future cure ricostruttive e protesiche; •⁠  ⁠sostegno concreto per tornare a vivere. DONAZIONI LIBERE IN FAVORE DELLA VITTIMA IBAN IT11X07601034000001050514767 Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza. Condividete questa iniziativa. Aiutiamo quest’uomo a non sentirsi solo e morto. «Ho scelto di assisterlo &#8211; dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, che lancia questo appello &#8211; perché nessuna vittima deve essere dimenticata o discriminata. Qui non esistono uomini o donne: esiste un essere umano devastato dalla violenza e lasciato completamente solo. Trovo profondamente ingiusto che, ancora oggi, l’attenzione, la solidarietà e gli aiuti sembrino cambiare a seconda del sesso della vittima. La dignità umana deve valere allo stesso modo per tutti». «Quest’uomo oggi non ha bisogno di polemiche, ma di cure, sostegno, vicinanza e umanità. E io continuerò a battermi affinché nessuna vittima venga lasciata indietro nel silenzio e nell’indifferenza».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/aiutiamo-luomo-evirato-ferito-abbandonato-e-ridotto-alla-miseria-e-alla-fame/">AIUTIAMO L’UOMO EVIRATO, FERITO, ABBANDONATO E RIDOTTO ALLA MISERIA E ALLA FAME</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><span style="font-size: large">L&#8217;APPELLO</span></div>
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<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>AIUTIAMO L’UOMO EVIRATO, FERITO, ABBANDONATO </strong></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>RIDOTTO ALLA MISERIA E ALLA FAME</strong></span></div>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></span></p>
<div style="text-align: center"><strong><span style="font-size: large">M.R. Vittima di una brutale violenza rosa: oggi non ha più nulla</span></strong></div>
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<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-16-alle-17.20.12.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5847" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-16-alle-17.20.12.png" alt="" width="574" height="420" /></a></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Un uomo è stato distrutto dalla violenza.</strong><br />
Non gli è stata portata via soltanto la serenità, la dignità o il futuro.<br />
Gli sono stati sottratti persino gli organi genitali, oltre i pochi soldi del suo lavoro, lasciandolo segnato per sempre nel corpo e nell’anima.</p>
<p>Oggi M.R. vive una tragedia umana devastante, non ha più nulla.<br />
È rimasto senza dignità , senza lavoro, senza sostegno economico, senza alcuna vera assistenza istituzionale e praticamente senza nulla per sopravvivere.</p>
<p>Ed è impossibile non vedere una realtà dolorosa e le gravi contraddizioni :<br />
se la vittima fosse stata una donna, probabilmente ci sarebbe stata una mobilitazione immediata, solidarietà nazionale, sostegni economici, aiuti pubblici, attenzione politica e mediatica continua, con ogni benefit.</p>
<p>Invece, poiché la vittima è un uomo, attorno a lui troppo spesso c’è stato solo silenzio e violenza<br />
Nessuna solidarietà.<br />
Nessun sostegno.<br />
Quasi nessuna tutela concreta, tranne le cure salva vita.</p>
<p>Ma il dolore non ha sesso.<br />
La sofferenza non può essere ignorata o valutata in base al genere della vittima.</p>
<p>LA VIOLENZA NON HA SESSO<br />
Ogni vittima merita rispetto.<br />
Ogni vittima merita ascolto.<br />
Ogni vittima merita aiuto.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>Per questo abbiamo avviato una raccolta fondi urgente per consentire a M.R. di sopravvivere e tentare di poter ricominciare a vivere.</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Le donazioni serviranno:</p>
<p>•⁠  ⁠per consentirgli di alimentarsi ed accedere a cure mediche /chirurgiche;<br />
•⁠  ⁠assistenza psicologica;<br />
•⁠  ⁠vitto e alloggio;<br />
•⁠  ⁠aiuti economici immediati;<br />
•⁠  ⁠future cure ricostruttive e protesiche;<br />
•⁠  ⁠sostegno concreto per tornare a vivere.</p>
<p><strong>DONAZIONI LIBERE IN FAVORE DELLA VITTIMA</p>
<p>IBAN</p>
<p>IT11X07601034000001050514767</strong></p>
<p><strong>Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza.</p>
<p></strong></span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Condividete questa iniziativa.<br />
Aiutiamo quest’uomo a non sentirsi solo e morto.</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Ho scelto di assisterlo &#8211; dichiara l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> che lancia questo appello &#8211; perché nessuna vittima deve essere dimenticata o discriminata. Qui non esistono uomini o donne: esiste un essere umano devastato dalla violenza e lasciato completamente solo. Trovo profondamente ingiusto che, ancora oggi, l’attenzione, la solidarietà e gli aiuti sembrino cambiare a seconda del sesso della vittima. La dignità umana deve valere allo stesso modo per tutti».</p>
<p>«Quest’uomo oggi non ha bisogno di polemiche, ma di cure, sostegno, vicinanza e umanità. E io continuerò a battermi affinché nessuna vittima venga lasciata indietro nel silenzio e nell’indifferenza».</span></div>
<div></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/aiutiamo-luomo-evirato-ferito-abbandonato-e-ridotto-alla-miseria-e-alla-fame/">AIUTIAMO L’UOMO EVIRATO, FERITO, ABBANDONATO E RIDOTTO ALLA MISERIA E ALLA FAME</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Nascono i CAV per uomini vittime di violenza</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2026 15:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donna evira il marito]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Anche gli uomini vittime di violenza tutelati gratuitamente Pisani: «difenderei gratuitamente (al contrario dei CAV DONNE pagati dai contribuenti)  l’uomo vittima dell&#8217;assurda violenza della moglie  L’associazione 1523.it - Potere ai Diritti SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI ANGRI: “LA VIOLENZA NON HA SESSO. BASTA NARRAZIONI DISTORTE E CONTRAPPOSIZIONI” L’Avv. Angelo Pisani, founder del progetto 1523.it – Potere ai Diritti, annuncia che il movimento si costituirà parte civile nel procedimento penale relativo al gravissimo episodio avvenuto ad Angri, dove un uomo è stato brutalmente mutilato dalla propria moglie. «Si tratta – dichiara l’Avv. Pisani – di un fatto di una violenza inaudita che impone una riflessione seria, equilibrata e finalmente libera da ideologie. Il nostro intervento sarà a tutela della vittima, ma anche di tutti coloro che subiscono violenze troppo spesso ignorate o minimizzate». Secondo 1523.it, questo drammatico episodio evidenzia con forza una verità troppo spesso rimossa dal dibattito pubblico: &#160; la violenza non ha sesso. «Non è più tollerabile – prosegue Pisani – che si continui a raccontare la violenza come un fenomeno unidirezionale. Ogni persona merita tutela, ascolto e giustizia, senza distinzioni e senza pregiudizi. Le contrapposizioni ideologiche tra uomo e donna non proteggono le vittime, ma rischiano di alimentare ingiustizie e silenzi». L’episodio di Angri, con la drammatica corsa in ospedale per tentare di salvare la vittima, rappresenta una scena che scuote le coscienze e richiama le istituzioni a un intervento concreto e responsabile. 1523.it ribadisce che: * la violenza va condannata sempre, in ogni forma e indipendentemente da chi la commette; * è necessario superare ogni approccio ideologico o selettivo nella tutela delle vittime; * occorre garantire pari dignità e protezione a tutti, uomini, donne e minori; * il sistema giuridico e mediatico deve fondarsi su dati reali, equilibrio e rispetto. «Costituirci parte civile – conclude Pisani – significa difendere un principio fondamentale: la giustizia non può avere colore, genere o appartenenza. Deve essere uguale per tutti». Perché la verità non ha sesso. E la giustizia non può essere selettiva.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nascono-i-cav-per-uomini-vittime-di-violenza/">Nascono i CAV per uomini vittime di violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Anche gli uomini vittime di violenza tutelati gratuitamente</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><strong>Pisani: «difenderei gratuitamente (al contrario dei CAV DONNE pagati dai contribuenti) </strong></div>
<div style="text-align: center"><strong>l’uomo vittima dell&#8217;assurda violenza della moglie </strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Angri-titolo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5800" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Angri-titolo-170x300.jpg" alt="" width="170" height="300" /></a></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><strong>L’associazione <a href="http://1523.it/">1523.it </a>- Potere ai Diritti SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI ANGRI:</strong></div>
<div><strong>“LA VIOLENZA NON HA SESSO. BASTA NARRAZIONI DISTORTE E CONTRAPPOSIZIONI”</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del progetto <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> <strong>– Potere ai Diritti</strong>, annuncia che il movimento si costituirà parte civile nel procedimento penale relativo al gravissimo episodio avvenuto ad Angri, dove un uomo è stato brutalmente mutilato dalla propria moglie.</span></span></p>
<p>«Si tratta – dichiara l’Avv. Pisani – di un fatto di una violenza inaudita che impone una riflessione seria, equilibrata e finalmente libera da ideologie. Il nostro intervento sarà a tutela della vittima, ma anche di tutti coloro che subiscono violenze troppo spesso ignorate o minimizzate».</p>
<p>Secondo 1523.it, questo drammatico episodio evidenzia con forza una verità troppo spesso rimossa dal dibattito pubblico:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>la violenza non ha sesso.</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Non è più tollerabile – prosegue Pisani – che si continui a raccontare la violenza come un fenomeno unidirezionale. Ogni persona merita tutela, ascolto e giustizia, senza distinzioni e senza pregiudizi. Le contrapposizioni ideologiche tra uomo e donna non proteggono le vittime, ma rischiano di alimentare ingiustizie e silenzi».</span></p>
<p>L’episodio di Angri, con la drammatica corsa in ospedale per tentare di salvare la vittima, rappresenta una scena che scuote le coscienze e richiama le istituzioni a un intervento concreto e responsabile.</p>
<p><strong>1523.it ribadisce che:</strong></p>
<p>* la violenza va condannata sempre, in ogni forma e indipendentemente da chi la commette;<br />
* è necessario superare ogni approccio ideologico o selettivo nella tutela delle vittime;<br />
* occorre garantire pari dignità e protezione a tutti, uomini, donne e minori;<br />
* il sistema giuridico e mediatico deve fondarsi su dati reali, equilibrio e rispetto.</p>
<p>«Costituirci parte civile – conclude Pisani – significa difendere un principio fondamentale: la giustizia non può avere colore, genere o appartenenza. Deve essere uguale per tutti».</p>
<p>Perché la verità non ha sesso.<br />
E la giustizia non può essere selettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nascono-i-cav-per-uomini-vittime-di-violenza/">Nascono i CAV per uomini vittime di violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</title>
		<link>https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona Social Club]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri della Serie A si presenta carica di inquietanti sviluppi giudiziari. Un intero campionato di calcio, quanto meno quello in corso, risulta falsato. «Come Studio Legale &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; insieme ai colleghi Antonio Chicoli,  Alessandra Salerno e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, abbiamo già depositato un ricorso ex art. 700 motivando la richiesta di sospensione del campionato e il blocco dell’assegnazione dello scudetto a qualsiasi squadra. Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è stato strutturato su basi giuridiche chiare e gravi: * I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato; * La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse); * Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto * L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:     * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;     * dei diritti dei consumatori;     * degli interessi economici degli scommettitori. Oggi, nell’annunciare la nostra costituzione di parte civile nei processi che eventualmente seguiranno alle indagini, chiediamo a tutti i tifosi, ma anche agli altri Studi legali di aderire alla nostra iniziativa, nonché ad altre Procure della Repubblica di indagare sui fatti che stanno inquinando il calcio italiano. E’ un dovere che abbiamo verso il grande popolo degli italiani che ama il calcio e non può sentirsi preso in giro da situazioni come quelle ipotizzate dalla Procura milanese. Le ricordiamo: il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse. Se confermati, tali fatti configurano evidentemente uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato. &#160; Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/">INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri della Serie A si presenta carica di inquietanti sviluppi giudiziari. Un intero campionato di calcio, quanto meno quello in corso, risulta falsato.</span></p>
<p><span style="font-size: large"><span style="font-family: georgia, serif">«Come Studio Legale &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; insieme ai colleghi </span><span style="color: #000000"><strong>Antonio Chicoli</strong>,  <strong>Alessandra Salerno</strong></span><span style="color: #000000"> </span><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif">e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del </span><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><strong>Social Club Maradona</strong>, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati</span>, abbiamo già depositato un ricorso ex art. 700 motivando la richiesta di sospensione del campionato e il blocco dell’assegnazione dello scudetto a qualsiasi squadra.</span></p>
<p><span style="font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è stato strutturato su basi giuridiche chiare e gravi:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse);</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * dei diritti dei consumatori;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * degli interessi economici degli scommettitori.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>Oggi, nell’annunciare la nostra costituzione di parte civile nei processi che eventualmente seguiranno alle indagini, chiediamo a tutti i tifosi, ma anche agli altri Studi legali di aderire alla nostra iniziativa, nonché ad altre Procure della Repubblica di indagare sui fatti che stanno inquinando il calcio italiano.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">E’ un dovere che abbiamo verso il grande popolo degli italiani che ama il calcio e non può sentirsi preso in giro da situazioni come quelle ipotizzate dalla Procura milanese. Le ricordiamo: il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Se confermati, tali fatti configurano evidentemente uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5797" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-263x300.png" alt="" width="263" height="300" /></a></span></p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/">INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti. &#160; &#160; C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso. Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito. Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro. E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere . Il coraggio di chiamare le cose col loro nome Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità. Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi. Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità. La violenza invisibile del torto sportivo C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui. È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco. È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano . È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato. L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita. Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani. Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore. Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto. Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani . So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5791" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png" alt="" width="704" height="462" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso.<br />
Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito.</p>
<p>Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro.</p>
<p>E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere .<br />
<strong>Il coraggio di chiamare le cose col loro nome</strong></p>
<p>Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5503" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1-221x300.jpeg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi.</p>
<p>Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità.<br />
<strong>La violenza invisibile del torto sportivo</strong></p>
<p>C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui.</p>
<p>È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco.<br />
È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano .<br />
È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato.<br />
<strong>L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo</strong></p>
<p>Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita.</p>
<p>Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani.</p>
<p>Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore.</p>
<p>Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto.<br />
<strong>Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento</strong></p>
<p>Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani .</p>
<p>So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di euro, convenienze consolidate che non vogliono essere disturbate. Ma so anche che ogni battaglia giusta è cominciata con qualcuno disposto a sembrare pazzo agli occhi di chi ha interesse a mantenere le cose come stanno.</p>
<p>Chiedo alla FIGC il coraggio di riformarsi prima di essere commissariata. Chiedo alla Lega Serie A di mettere la credibilità del prodotto davanti agli interessi di breve periodo. Chiedo all&#8217;AIA di fare un passo indietro — un passo che è in realtà un atto di rispetto verso se stessa e verso lo sport. Chiedo alla magistratura sportiva e ordinaria di fare il proprio dovere senza guardare in faccia a nessuno.</p>
<p>Ma chiedo soprattutto a tutti noi — tifosi, giornalisti, atleti, dirigenti, cittadini — di smettere con il silenzio complice. Di tornare a chiamare le cose col loro nome. Di ricordarci che lo sport è nostro, non di chi lo gestisce. Che il campo appartiene a chi ci gioca con onestà, non a chi lo usa per fare affari.<br />
Lo sport ha bisogno di giustizia per sopravvivere. La giustizia ha bisogno di coraggio per esistere. Il coraggio comincia sempre da qualcuno che dice: basta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5793" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-295x300.jpeg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>Napoli, 27 aprile 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TESTO INTEGRALE DELLA DIFFIDA</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/DIFFIDA.pdf">DIFFIDA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</title>
		<link>https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 15:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricorso ex art. 700]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SOSPENSIONE URGENTE &#8211; “NON È PIÙ GIOCO”   “SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO” Il collegio di difesa con gli avvocati  Angelo e Sergio Pisani, Antonio Chicoli,  Alessandra Salerno e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, sta preparando per il depositato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. innanzi al Tribunale Ordinario di Roma (con riserva anche per Napoli e Milano) per chiedere l’immediata sospensione del campionato di Serie A e il blocco dell’assegnazione dello scudetto. L’azione cautelare nasce dalle gravissime ipotesi di reato emerse presso la Procura della Repubblica di Milano, che coinvolgerebbero il sistema delle designazioni arbitrali. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse. Se confermati, tali fatti configurano uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato. IL CONTENUTO DEL RICORSO CAUTELARE Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è strutturato su basi giuridiche chiare e gravi: * I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato; * La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse); * Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto * L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:     * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;     * dei diritti dei consumatori;     * degli interessi economici degli scommettitori. IN DIRITTO 1. Giurisdizione del giudice ordinario Il ricorso tutela diritti soggettivi (consumatori e scommettitori) incisi da un sistema che deve garantire correttezza e trasparenza. 1. Fumus boni iuris * Esistenza di indagini per frode sportiva e illeciti arbitrali; * Connessione diretta tra tali fatti e la validità del campionato; * Interesse concreto e attuale dei ricorrenti. 1. Periculum in mora * L’assegnazione imminente dello scudetto produrrebbe effetti irreversibili; * Il danno sarebbe grave e difficilmente riparabile, anche in caso di successivi accertamenti. NATURA DEL PROVVEDIMENTO RICHIESTO Si chiede un provvedimento d’urgenza atipico ex art. 700 c.p.c. con funzione conservativa, per evitare il consolidarsi di una situazione illegittima. LE DIFESE E CONCLUSIONI DEL RICORSO DEGLI AVVOCATI Il ricorso chiede al Tribunale: * di ordinare alla FIGC e alla Lega Serie A la sospensione dell’assegnazione dello scudetto; * di bloccare ogni effetto definitivo sino alla conclusione delle indagini penali; * di fissare con urgenza l’udienza; * di acquisire atti e prove anche dalle indagini in corso; * di garantire tutela piena ai ricorrenti. LA POSIZIONE DELL’AVV. PISANI «Non siamo più davanti a semplici errori arbitrali, ma secondo la procura a ipotesi di sistema. Se anche solo una parte di queste accuse fosse vera, il campionato è palesemente falsato e non può giocarsi o assegnarsi uno scudetto in tali condizioni. Non si può assegnare uno scudetto sotto indagine. Sarebbe una ferita irreparabile per lo sport, per i consumatori e per la giustizia». APPELLO ALLE ISTITUZIONI Si chiede un intervento immediato: * della magistratura ordinaria; * della Procura Federale; * delle autorità politiche e di vigilanza; affinché venga ristabilita legalità, trasparenza e credibilità del calcio italiano. Il calcio non è un gioco se le regole vengono manipolate. Se il dubbio  è fondato e le indagini rispondenti a prove evidenti , il campionato va fermato. Subito.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/">SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>SOSPENSIONE URGENTE &#8211; “NON È PIÙ GIOCO”</strong></div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-26-alle-16.59.37.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5786" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-26-alle-16.59.37-222x300.png" alt="" width="222" height="300" /></a></div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>“SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO”</strong></div>
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<div dir="ltr">Il collegio di difesa con gli avvocati  <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani,</strong> <strong>Antonio Chicoli</strong>,  <strong>Alessandra Salerno</strong> e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del <em><strong>Social Club Maradona</strong></em>, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, sta preparando per il depositato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. innanzi al Tribunale Ordinario di Roma (con riserva anche per Napoli e Milano)</div>
<div dir="ltr"><strong>per chiedere l’immediata sospensione del campionato di Serie A e il blocco dell’assegnazione dello scudetto.</strong></div>
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<div dir="ltr">L’azione cautelare nasce dalle gravissime ipotesi di reato emerse presso la Procura della Repubblica di Milano, che coinvolgerebbero il sistema delle designazioni arbitrali. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, il designatore <strong>Gianluca Rocchi</strong> a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro <strong>Daniele Doveri</strong> in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse.</div>
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<div dir="ltr">Se confermati, tali fatti configurano uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato.</div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>IL CONTENUTO DEL RICORSO CAUTELARE</strong></div>
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<div dir="ltr">Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è strutturato su basi giuridiche chiare e gravi:</div>
<div dir="ltr">* I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato;</div>
<div dir="ltr">* La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse);</div>
<div dir="ltr">* Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto</div>
<div dir="ltr">* L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:</div>
<div dir="ltr">    * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;</div>
<div dir="ltr">    * dei diritti dei consumatori;</div>
<div dir="ltr">    * degli interessi economici degli scommettitori.</div>
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<div dir="ltr">IN DIRITTO</div>
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<div dir="ltr">1. Giurisdizione del giudice ordinario</div>
<div dir="ltr">Il ricorso tutela diritti soggettivi (consumatori e scommettitori) incisi da un sistema che deve garantire correttezza e trasparenza.</div>
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<div dir="ltr">1. Fumus boni iuris</div>
<div dir="ltr">* Esistenza di indagini per frode sportiva e illeciti arbitrali;</div>
<div dir="ltr">* Connessione diretta tra tali fatti e la validità del campionato;</div>
<div dir="ltr">* Interesse concreto e attuale dei ricorrenti.</div>
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<div dir="ltr">1. Periculum in mora</div>
<div dir="ltr">* L’assegnazione imminente dello scudetto produrrebbe effetti irreversibili;</div>
<div dir="ltr">* Il danno sarebbe grave e difficilmente riparabile, anche in caso di successivi accertamenti.</div>
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<div dir="ltr">NATURA DEL PROVVEDIMENTO RICHIESTO</div>
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<div dir="ltr">Si chiede un provvedimento d’urgenza atipico ex art. 700 c.p.c. con funzione conservativa, per evitare il consolidarsi di una situazione illegittima.</div>
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<div dir="ltr">LE DIFESE E CONCLUSIONI DEL RICORSO DEGLI AVVOCATI</div>
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<div dir="ltr">Il ricorso chiede al Tribunale:</div>
<div dir="ltr">* di ordinare alla FIGC e alla Lega Serie A la sospensione dell’assegnazione dello scudetto;</div>
<div dir="ltr">* di bloccare ogni effetto definitivo sino alla conclusione delle indagini penali;</div>
<div dir="ltr">* di fissare con urgenza l’udienza;</div>
<div dir="ltr">* di acquisire atti e prove anche dalle indagini in corso;</div>
<div dir="ltr">* di garantire tutela piena ai ricorrenti.</div>
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<div dir="ltr"><strong>LA POSIZIONE DELL’AVV. PISANI</strong></div>
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<div dir="ltr">«Non siamo più davanti a semplici errori arbitrali, ma secondo la procura a ipotesi di sistema. Se anche solo una parte di queste accuse fosse vera, il campionato è palesemente falsato e non può giocarsi o assegnarsi uno scudetto in tali condizioni.</div>
<div dir="ltr">Non si può assegnare uno scudetto sotto indagine. Sarebbe una ferita irreparabile per lo sport, per i consumatori e per la giustizia».</div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>APPELLO ALLE ISTITUZIONI</strong></div>
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<div dir="ltr">Si chiede un intervento immediato:</div>
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<div dir="ltr">* della magistratura ordinaria;</div>
<div dir="ltr">* della Procura Federale;</div>
<div dir="ltr">* delle autorità politiche e di vigilanza;</div>
<div dir="ltr">affinché venga ristabilita legalità, trasparenza e credibilità del calcio italiano.</div>
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<div dir="ltr"><strong>Il calcio non è un gioco se le regole vengono manipolate.</strong></div>
<div dir="ltr"><strong>Se il dubbio  è fondato e le indagini rispondenti a prove evidenti , il campionato va fermato. Subito.</strong></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/">SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il Reddito di libertà destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo da 500 a 530 euro al mese per un anno. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025. Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, statistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali. Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime. Da qui la proposta del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti. «Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà». «Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5782" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42-300x162.png" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il <strong>Reddito di libertà</strong> destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo <strong>da 500 a 530 euro al mese per un anno</strong>. Il contributo complessivo annuo sale così a <strong>6.360 euro</strong>, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa <strong>16,5 milioni di euro</strong>, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025.</p>
<p>Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, s<strong>tatistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali.</strong> Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime.</p>
<p>Da qui la proposta del <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a>, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti.</p>
<p>«Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere <strong>la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia». Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia Obiettivo VERITAS, nuova mission del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”.  Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce. Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari». L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del 1523.it, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».   «Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni». Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5762" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48-1024x542.png" alt="" width="980" height="518" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large">«</span><span style="font-family: georgia, serif">Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia».</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Con queste parole l’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia <strong><em>Obiettivo VERITAS</em></strong>, nuova mission del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del <a href="http://1523.it/">1523.it</a>, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5763" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">«Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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