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	<title>Angelo Pisani &#187; In evidenza</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il Reddito di libertà destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo da 500 a 530 euro al mese per un anno. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025. Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, statistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali. Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime. Da qui la proposta del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti. «Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà». «Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5782" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42-300x162.png" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il <strong>Reddito di libertà</strong> destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo <strong>da 500 a 530 euro al mese per un anno</strong>. Il contributo complessivo annuo sale così a <strong>6.360 euro</strong>, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa <strong>16,5 milioni di euro</strong>, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025.</p>
<p>Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, s<strong>tatistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali.</strong> Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime.</p>
<p>Da qui la proposta del <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a>, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti.</p>
<p>«Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere <strong>la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia». Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia Obiettivo VERITAS, nuova mission del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”.  Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce. Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari». L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del 1523.it, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».   «Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni». Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5762" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48-1024x542.png" alt="" width="980" height="518" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large">«</span><span style="font-family: georgia, serif">Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia».</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Con queste parole l’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia <strong><em>Obiettivo VERITAS</em></strong>, nuova mission del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del <a href="http://1523.it/">1523.it</a>, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5763" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">«Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NASCE Obiettivo VERITAS – LA RETE NAZIONALE DI AVVOCATI CHE SFIDA GLI ABUSI DEL SISTEMA E I FALSI CODICI ROSSI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nasce Obiettivo VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze, un team di promozione sociale composto da avvocati ed altri professionisti, federato ed affiliato all&#8217;Associazione &#8220;Potere ai Diritti&#8221; Progetto 1523.it. Obiettivo VERITAS punta in particolare a: contrastare le false accuse; tutelare le vere vittime di codice rosso uomini e donne; proteggere i minori e i familiari coinvolti nei conflitti; denunciare gli abusi del sistema giudiziario e politico; promuovere riforme legislative urgenti. &#160; «Non è una battaglia ideologica – dichiara il Founder Avv. Angelo Pisani – ma una battaglia di civiltà giuridica. La violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia». &#160; Il Contesto: Quando la Giustizia Diventa un&#8217;Arma  Quale avvocato e fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, l&#8217;Avv. Pisani osserva con attenzione quanto sta accadendo a livello internazionale. In Brasile, il Progetto di Legge n. 5.128 del 2025 mira a punire severamente chi presenta denunce false, prevedendo pene fino a otto anni di reclusione, mentre in Italia il reato di calunnia non sempre punisce come meritano i responsabili. Non è una provocazione: è un segnale di civiltà giuridica. Perché la vera tutela delle vittime passa anche – e soprattutto – attraverso la credibilità del sistema giudiziario, istituzionale e politico . Quando la macchina della giustizia viene utilizzata in modo distorto, quando accuse infondate vengono trasformate in armi processuali, non solo si distruggono vite innocenti, ma si incrina irrimediabilmente la fiducia verso chi denuncia davvero e ha bisogno di essere creduto e protetto. &#160; La Realtà Quotidiana: Separazioni Conflittuali e Strumentalizzazione del Diritto Penale Nella pratica forense quotidiana si assiste sempre più spesso a derive pericolose: nei contesti di separazioni conflittuali, il diritto penale diventa uno strumento di pressione, una leva per ottenere vantaggi economici o per condizionare l&#8217;affidamento dei figli. È una realtà che non può più essere ignorata o nascosta dietro il paravento del politicamente corretto. &#160; Sia chiaro: nessuno vuole scoraggiare le denunce fondate, né mettere in discussione il coraggio di chi denuncia in buona fede. Ma è altrettanto doveroso denunciare un sistema che, tollerando gli abusi, finisce per tradire proprio le vittime autentiche. &#160; IL DANNO PIU&#8217; GRAVE: I MINORI Il danno più grave lo subiscono i figli. Minori trascinati in guerre giudiziarie, privati di uno dei genitori sulla base di accuse poi rivelatesi infondate, costretti a crescere in un clima di sospetto e conflitto permanente. È una forma di violenza silenziosa, istituzionalizzata, che la nostra società continua a sottovalutare. &#160; Il Ruolo della Classe Forense e la Proposta dell&#8217;Osservatorio Non si può tacere neppure sul ruolo di una parte della classe forense. Esistono professionisti che, anziché spegnere il conflitto, lo alimentano deliberatamente, trasformando il dolore familiare in un terreno di profitto. Quando l&#8217;avvocato smette di essere garante dell&#8217;equilibrio e diventa un traghettatore verso anni di contenzioso, tradisce la propria funzione sociale. &#160; Per questo VERITAS e 1523.it rilanciano una proposta chiara e urgente: l&#8217;istituzione di un Osservatorio Disciplinare Specifico sul Diritto di Famiglia, capace di vigilare sulle condotte professionali che esasperano i conflitti invece di risolverli, con strumenti di controllo, responsabilità e sanzioni disciplinari concrete. &#160; &#160; LE PROPOSTE DI VERITAS * Riforma normativa urgente sulle false denunce, ispirandosi alle migliori esperienze internazionali * Istituzione di un Osservatorio Disciplinare sul Diritto di Famiglia * Costituzione di parte civile nei processi a tutela delle vittime di false accuse e di violenze * Indagini difensive coordinate e trasparenti a tutela degli indagati * Campagna di informazione e controinformazione capillare su casi emblematici * Rete nazionale di avvocati specializzati, disponibili su tutto il territorio &#160; La giustizia non può essere un&#8217;arma. La giustizia deve tornare ad essere una garanzia. E difenderla, oggi, significa avere il coraggio di dire ciò che molti preferiscono tacere: la violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia. &#160; &#160; Ufficio Stampa VERITAS  &#124;  c/o Studio Legale Pisani &#38; Formicola  &#124;  Napoli www.1523.it  &#124;  info@1523.it  &#124;  Associazione Potere ai Diritti &#160; &#160; IL MANIFESTO FONDATIVO &#8220;VERITAS – DIFESA CONTRO FALSE ACCUSE E VIOLENZE&#8221; &#160; I. Chi Siamo Siamo avvocati, giuristi e professionisti del diritto che hanno scelto di non tacere. Abbiamo assistito, caso dopo caso, alla distorsione di strumenti pensati per proteggere i più vulnerabili, trasformati in armi dei conflitti più cinici. Abbiamo visto innocenti travolti dalla macchina giudiziaria. Abbiamo visto padri strappati ai figli, madri criminalizzate, minori usati come ostaggi processuali. &#160; Abbiamo deciso di unirci. Non per ideologia, ma per rispetto della verità. Non contro le vittime di violenza, ma al loro fianco – e al fianco di tutti coloro che sono vittime di un sistema che, quando si inceppa, può distruggere vite con la stessa ferocia della violenza che pretende di combattere. &#160; II. Cosa Crediamo * Che la tutela delle donne vittime di violenza sia un valore irrinunciabile e non negoziabile. * Che la credibilità di chi denuncia debba essere protetta anche sanzionando chi denuncia il falso. * Che ogni indagato abbia diritto a una difesa piena, effettiva e libera da condizionamenti mediatici. * Che i minori non siano pedine, ma persone con diritti propri al primo posto in ogni procedimento. * Che la bigenitorialità non sia un privilegio ma un diritto del figlio. * Che l&#8217;avvocato sia garante della pace, non trafficante di conflitti. * Che le istituzioni siano tenute a rispondere degli abusi compiuti in nome della legge. &#160; III. Cosa Faremo Costituiremo parte civile nei processi in cui i diritti collettivi delle vittime di false denunce siano stati violati. Condurremo indagini difensive rigorose, trasparenti e documentate. Produrremo informazione libera, libera dalla demagogia e dall&#8217;ideologia. Formeremo una rete nazionale di avvocati capaci di rispondere ovunque nel Paese. &#160; Chiederemo al Parlamento italiano di legiferare con coraggio, sull&#8217;onda delle esperienze internazionali più illuminate. Denunceremo agli ordini professionali i comportamenti deontologicamente devianti. Saremo la voce di chi non ha voce, non solo in televisione, ma nelle aule di giustizia. &#160; IV. Un Impegno di Civiltà VERITAS non è una bandiera politica. È un impegno di civiltà. È la consapevolezza che una società giusta non può permettersi l&#8217;ingiustizia nemmeno quando indossa i panni della tutela. È la certezza che la verità processuale è un diritto fondamentale di ogni essere umano, indipendentemente dal suo sesso, dalla sua [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nasce-obiettivo-veritas-la-rete-nazionale-di-avvocati-che-sfida-gli-abusi-del-sistema-e-i-falsi-codici-rossi/">NASCE Obiettivo VERITAS – LA RETE NAZIONALE DI AVVOCATI CHE SFIDA GLI ABUSI DEL SISTEMA E I FALSI CODICI ROSSI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Nasce Obiettivo VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze, un team di promozione sociale composto da avvocati ed altri professionisti, federato ed affiliato all&#8217;Associazione &#8220;Potere ai Diritti&#8221; Progetto 1523.it.</strong></p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5751" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Obiettivo VERITAS</strong> punta in particolare a:</p>
<p><strong>contrastare le false accuse; tutelare le vere vittime di codice rosso uomini e donne; proteggere i minori e i familiari coinvolti nei conflitti; denunciare gli abusi del sistema giudiziario e politico; promuovere riforme legislative urgenti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Non è una battaglia ideologica – dichiara il Founder Avv. <strong>Angelo Pisani </strong>– ma una battaglia di civiltà giuridica. La violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Il Contesto: Quando la Giustizia Diventa un&#8217;Arma</strong><strong> </strong></p>
<p>Quale avvocato e fondatore del progetto antiviolenza <a href="http://1523.it/">1523.it</a>, l&#8217;Avv. Pisani osserva con attenzione quanto sta accadendo a livello internazionale. In Brasile, il Progetto di Legge n. 5.128 del 2025 mira a punire severamente chi presenta denunce false, prevedendo pene fino a otto anni di reclusione, mentre in Italia il reato di calunnia non sempre punisce come meritano i responsabili. Non è una provocazione: è un segnale di civiltà giuridica.</p>
<p>Perché la vera tutela delle vittime passa anche – e soprattutto – attraverso la credibilità del sistema giudiziario, istituzionale e politico .</p>
<p>Quando la macchina della giustizia viene utilizzata in modo distorto, quando accuse infondate vengono trasformate in armi processuali, non solo si distruggono vite innocenti, ma si incrina irrimediabilmente la fiducia verso chi denuncia davvero e ha bisogno di essere creduto e protetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>La Realtà Quotidiana: Separazioni Conflittuali e Strumentalizzazione del Diritto Penale</strong></p>
<p>Nella pratica forense quotidiana si assiste sempre più spesso a derive pericolose: nei contesti di separazioni conflittuali, il diritto penale diventa uno strumento di pressione, una leva per ottenere vantaggi economici o per condizionare l&#8217;affidamento dei figli. È una realtà che non può più essere ignorata o nascosta dietro il paravento del politicamente corretto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia chiaro: nessuno vuole scoraggiare le denunce fondate, né mettere in discussione il coraggio di chi denuncia in buona fede. Ma è altrettanto doveroso denunciare un sistema che, tollerando gli abusi, finisce per tradire proprio le vittime autentiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>IL DANNO PIU&#8217; GRAVE: I MINORI</strong></p>
<p>Il danno più grave lo subiscono i figli. Minori trascinati in guerre giudiziarie, privati di uno dei genitori sulla base di accuse poi rivelatesi infondate, costretti a crescere in un clima di sospetto e conflitto permanente. È una forma di violenza silenziosa, istituzionalizzata, che la nostra società continua a sottovalutare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Il Ruolo della Classe Forense e la Proposta dell&#8217;Osservatorio</strong></p>
<p>Non si può tacere neppure sul ruolo di una parte della classe forense. Esistono professionisti che, anziché spegnere il conflitto, lo alimentano deliberatamente, trasformando il dolore familiare in un terreno di profitto. Quando l&#8217;avvocato smette di essere garante dell&#8217;equilibrio e diventa un traghettatore verso anni di contenzioso, tradisce la propria funzione sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo <strong>VERITAS</strong> e <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> rilanciano una proposta chiara e urgente: l&#8217;istituzione di un Osservatorio Disciplinare Specifico sul Diritto di Famiglia, capace di vigilare sulle condotte professionali che esasperano i conflitti invece di risolverli, con strumenti di controllo, responsabilità e sanzioni disciplinari concrete.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5753" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>LE PROPOSTE DI VERITAS</strong></p>
<p>* Riforma normativa urgente sulle false denunce, ispirandosi alle migliori esperienze internazionali</p>
<p>* Istituzione di un Osservatorio Disciplinare sul Diritto di Famiglia</p>
<p>* Costituzione di parte civile nei processi a tutela delle vittime di false accuse e di violenze</p>
<p>* Indagini difensive coordinate e trasparenti a tutela degli indagati</p>
<p>* Campagna di informazione e controinformazione capillare su casi emblematici</p>
<p>* Rete nazionale di avvocati specializzati, disponibili su tutto il territorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La giustizia non può essere un&#8217;arma. La giustizia deve tornare ad essere una garanzia. E difenderla, oggi, significa avere il coraggio di dire ciò che molti preferiscono tacere: la violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Ufficio Stampa VERITAS  |  c/o Studio Legale Pisani &amp; Formicola  |  Napoli</p>
<p align="right"><a href="http://www.1523.it/">www.1523.it</a>  |  info@1523.it  |  Associazione Potere ai Diritti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>IL MANIFESTO FONDATIVO</strong></p>
<p align="center"><strong>&#8220;VERITAS – DIFESA CONTRO FALSE ACCUSE E VIOLENZE&#8221;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I. Chi Siamo</strong></p>
<p>Siamo avvocati, giuristi e professionisti del diritto che hanno scelto di non tacere. Abbiamo assistito, caso dopo caso, alla distorsione di strumenti pensati per proteggere i più vulnerabili, trasformati in armi dei conflitti più cinici. Abbiamo visto innocenti travolti dalla macchina giudiziaria. Abbiamo visto padri strappati ai figli, madri criminalizzate, minori usati come ostaggi processuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo deciso di unirci. Non per ideologia, ma per rispetto della verità. Non contro le vittime di violenza, ma al loro fianco – e al fianco di tutti coloro che sono vittime di un sistema che, quando si inceppa, può distruggere vite con la stessa ferocia della violenza che pretende di combattere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>II. Cosa Crediamo</strong></p>
<p>* Che la tutela delle donne vittime di violenza sia un valore irrinunciabile e non negoziabile.</p>
<p>* Che la credibilità di chi denuncia debba essere protetta anche sanzionando chi denuncia il falso.</p>
<p>* Che ogni indagato abbia diritto a una difesa piena, effettiva e libera da condizionamenti mediatici.</p>
<p>* Che i minori non siano pedine, ma persone con diritti propri al primo posto in ogni procedimento.</p>
<p>* Che la bigenitorialità non sia un privilegio ma un diritto del figlio.</p>
<p>* Che l&#8217;avvocato sia garante della pace, non trafficante di conflitti.</p>
<p>* Che le istituzioni siano tenute a rispondere degli abusi compiuti in nome della legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>III. Cosa Faremo</strong></p>
<p>Costituiremo parte civile nei processi in cui i diritti collettivi delle vittime di false denunce siano stati violati. Condurremo indagini difensive rigorose, trasparenti e documentate. Produrremo informazione libera, libera dalla demagogia e dall&#8217;ideologia. Formeremo una rete nazionale di avvocati capaci di rispondere ovunque nel Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiederemo al Parlamento italiano di legiferare con coraggio, sull&#8217;onda delle esperienze internazionali più illuminate. Denunceremo agli ordini professionali i comportamenti deontologicamente devianti. Saremo la voce di chi non ha voce, non solo in televisione, ma nelle aule di giustizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IV. Un Impegno di Civiltà</strong></p>
<p><strong>VERITAS</strong> non è una bandiera politica. È un impegno di civiltà. È la consapevolezza che una società giusta non può permettersi l&#8217;ingiustizia nemmeno quando indossa i panni della tutela. È la certezza che la verità processuale è un diritto fondamentale di ogni essere umano, indipendentemente dal suo sesso, dalla sua origine, dalla sua condizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Non si tratta di punire, ma di ristabilire equilibrio.</strong></p>
<p align="center"><strong>Non si tratta di negare tutela, ma di garantirla davvero a chi ne ha diritto. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">I Fondatori di VERITAS</p>
<p align="right">
<p align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5751" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a></p>
<p align="right">
<p align="right">
<p align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5753" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1-768x1024.jpg" alt="" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nasce-obiettivo-veritas-la-rete-nazionale-di-avvocati-che-sfida-gli-abusi-del-sistema-e-i-falsi-codici-rossi/">NASCE Obiettivo VERITAS – LA RETE NAZIONALE DI AVVOCATI CHE SFIDA GLI ABUSI DEL SISTEMA E I FALSI CODICI ROSSI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Legge d’iniziativa popolare contro false denunce e violenze di parte &#8211; FIRMA ANCHE TU!</title>
		<link>https://angelopisani.it/legge-diniziativa-popolare-contro-false-denunce-e-violenze-di-parte-firma-anche-tu/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 15:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[GOVERNO]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[NORME E TRIBUTI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[1523.it]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[la giustizia non è un'arma]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum iniziativa popolare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come avvocato e come fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, guardo con grande attenzione a quanto sta accadendo in Brasile, dove una proposta di legge – il Progetto n. 5.128 del 2025 – mira a punire severamente chi presenta denunce false, prevedendo pene fino a otto anni di reclusione. Non è una provocazione. È un segnale di civiltà giuridica. Perché la vera tutela delle vittime passa anche – e soprattutto – attraverso la credibilità del sistema giudiziario. Quando la macchina della giustizia viene utilizzata in modo distorto, quando accuse infondate vengono trasformate in armi processuali, non solo si distruggono vite innocenti, ma si incrina irrimediabilmente la fiducia verso chi denuncia davvero e ha bisogno di essere creduto e protetto. Nella mia esperienza quotidiana, purtroppo, assisto sempre più spesso a derive pericolose: nei contesti di separazioni conflittuali, il diritto penale diventa uno strumento di pressione, una leva per ottenere vantaggi economici o per condizionare l’affidamento dei figli. È una realtà che non può più essere ignorata o nascosta dietro il paravento del politicamente corretto. Sia chiaro: nessuno vuole scoraggiare le denunce fondate, né mettere in discussione il coraggio di chi denuncia in buona fede. Ma è altrettanto doveroso denunciare un sistema che, tollerando gli abusi, finisce per tradire proprio le vittime autentiche. Il danno più grave? Lo subiscono i figli. Minori trascinati in guerre giudiziarie, privati di uno dei genitori sulla base di accuse poi rivelatesi infondate, costretti a crescere in un clima di sospetto e conflitto permanente. È una forma di violenza silenziosa, istituzionalizzata, che la nostra società continua a sottovalutare. E non possiamo più tacere neppure sul ruolo di una parte della classe forense. Esistono professionisti che, anziché spegnere il conflitto, lo alimentano deliberatamente. Che trasformano il dolore familiare in un terreno di profitto. Che dimenticano che dietro ogni fascicolo ci sono esseri umani, non numeri. Quando l’avvocato smette di essere garante dell’equilibrio e diventa un traghettatore verso anni di contenzioso, tradisce la propria funzione sociale. In questi casi, non bastano richiami morali: servono controlli, responsabilità, sanzioni disciplinari concrete. Per questo, come 1523.it, rilanciamo una proposta chiara e urgente: l’istituzione di un osservatorio disciplinare specifico sul diritto di famiglia, capace di vigilare sulle condotte professionali che esasperano i conflitti invece di risolverli. E al tempo stesso, chiediamo al legislatore italiano di avere il coraggio di affrontare il tema delle false accuse con strumenti normativi adeguati, sulla scia di quanto proposto in Brasile. Non si tratta di punire, ma di ristabilire equilibrio. Non si tratta di negare tutela, ma di garantirla davvero a chi ne ha diritto. &#160; La giustizia non può essere un’arma. La giustizia deve tornare ad essere una garanzia. E difenderla, oggi, significa avere il coraggio di dire ciò che molti preferiscono tacere: la violenza non ha sesso, e neppure l’ingiustizia. &#160; &#160; &#160; FIRMA ANCHE TU! https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400032 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400028 &#160; &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/legge-diniziativa-popolare-contro-false-denunce-e-violenze-di-parte-firma-anche-tu/">Legge d’iniziativa popolare contro false denunce e violenze di parte &#8211; FIRMA ANCHE TU!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-12-alle-17.29.36.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5739" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-12-alle-17.29.36.png" alt="" width="280" height="416" /></a></p>
<p><strong>Come avvocato e come fondatore del progetto antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, guardo con grande attenzione a quanto sta accadendo in Brasile, dove una proposta di legge – il Progetto n. 5.128 del 2025 – mira a punire severamente chi presenta denunce false, prevedendo pene fino a otto anni di reclusione.</strong></p>
<p>Non è una provocazione. È un segnale di civiltà giuridica.</p>
<p>Perché la vera tutela delle vittime passa anche – e soprattutto – attraverso la credibilità del sistema giudiziario. Quando la macchina della giustizia viene utilizzata in modo distorto, quando accuse infondate vengono trasformate in armi processuali, non solo si distruggono vite innocenti, ma si incrina irrimediabilmente la fiducia verso chi denuncia davvero e ha bisogno di essere creduto e protetto.</p>
<p>Nella mia esperienza quotidiana, purtroppo, assisto sempre più spesso a derive pericolose: nei contesti di separazioni conflittuali, il diritto penale diventa uno strumento di pressione, una leva per ottenere vantaggi economici o per condizionare l’affidamento dei figli. È una realtà che non può più essere ignorata o nascosta dietro il paravento del politicamente corretto.</p>
<p>Sia chiaro: nessuno vuole scoraggiare le denunce fondate, né mettere in discussione il coraggio di chi denuncia in buona fede. Ma è altrettanto doveroso denunciare un sistema che, tollerando gli abusi, finisce per tradire proprio le vittime autentiche.</p>
<p>Il danno più grave? Lo subiscono i figli.</p>
<p>Minori trascinati in guerre giudiziarie, privati di uno dei genitori sulla base di accuse poi rivelatesi infondate, costretti a crescere in un clima di sospetto e conflitto permanente. È una forma di violenza silenziosa, istituzionalizzata, che la nostra società continua a sottovalutare.</p>
<p>E non possiamo più tacere neppure sul ruolo di una parte della classe forense. Esistono professionisti che, anziché spegnere il conflitto, lo alimentano deliberatamente. Che trasformano il dolore familiare in un terreno di profitto. Che dimenticano che dietro ogni fascicolo ci sono esseri umani, non numeri.</p>
<p>Quando l’avvocato smette di essere garante dell’equilibrio e diventa un traghettatore verso anni di contenzioso, tradisce la propria funzione sociale. In questi casi, non bastano richiami morali: servono controlli, responsabilità, sanzioni disciplinari concrete.</p>
<p>Per questo, come <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, rilanciamo una proposta chiara e urgente:<br />
l’istituzione di un osservatorio disciplinare specifico sul diritto di famiglia, capace di vigilare sulle condotte professionali che esasperano i conflitti invece di risolverli.</p>
<p>E al tempo stesso, chiediamo al legislatore italiano di avere il coraggio di affrontare il tema delle false accuse con strumenti normativi adeguati, sulla scia di quanto proposto in Brasile.</p>
<p>Non si tratta di punire, ma di ristabilire equilibrio.<br />
Non si tratta di negare tutela, ma di garantirla davvero a chi ne ha diritto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-12-alle-17.29.46.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5740" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-12-alle-17.29.46.png" alt="" width="313" height="509" /></a></p>
<p><strong>La giustizia non può essere un’arma.</strong><br />
<strong>La giustizia deve tornare ad essere una garanzia.</strong></p>
<p>E difenderla, oggi, significa avere il coraggio di dire ciò che molti preferiscono tacere:</p>
<p>la violenza non ha sesso, e neppure l’ingiustizia.</p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-12-alle-17.22.26.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5737" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-12-alle-17.22.26.png" alt="" width="433" height="607" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FIRMA ANCHE TU!</p>
<p><a href="https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400032">https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400032</a><br />
<a href="https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400028">https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400028</a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/legge-diniziativa-popolare-contro-false-denunce-e-violenze-di-parte-firma-anche-tu/">Legge d’iniziativa popolare contro false denunce e violenze di parte &#8211; FIRMA ANCHE TU!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ALTRA VIOLENZA / ANGELO PISANI INTERVISTATO SUL SUO ULTIMO LIBRO</title>
		<link>https://angelopisani.it/laltra-violenza-angelo-pisani-intervistato-sul-suo-ultimo-libro/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/laltra-violenza-angelo-pisani-intervistato-sul-suo-ultimo-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 07:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<category><![CDATA[L'altra violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo il testo di una recente intervista all&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del 1523.it-Contatto Antiviolenza, sul suo ultimo libro di successo &#8220;L&#8217;altra violenza&#8221; &#160; &#160; Avvocato Piani, chi sono questi uomini di cui si parla così poco? Sono uomini comuni, che svolgono ogni genere di professione, di ogni ceto sociale ed ogni livello socioeconomico. Sono persone che hanno sentimenti, educazione, dignità. E che hanno dei valori radicati, come il senso ed il rispetto per la famiglia. Persone che rifiutano la violenza, e che, quando la subiscono da una donna, sono indifesi rispetto alle violenze psicologiche e, più spesso di quanti si possa immaginare, anche da quelle fisiche. &#160; Perché soffrono e perché fanno fatica a chiedere aiuto? Sono uomini che molto spesso si vergognano di ciò che subiscono, per questo non denunciano. Che spesso per amore dei figli preferiscono sacrificare sé stessi. Che difendono la propria famiglia come valore. E che subiscono anche l’umiliazione non solo di non essere creduti, ma anche di essere discriminati dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarli. Che devono ascoltare che un Ministro della Repubblica li definisca un fenomeno “residuale”. Cittadini cui è letteralmente negato il diritto di chiedere aiuto. &#160; È vero che a molti uomini è stato insegnato a “tenere tutto dentro”? Sicuramente sì. Sono stereotipi difficili da superare. Un uomo deve essere forte, non deve lamentarsi, deve subire senza chiedere, deve rispettare le donne, e, appunto, deve tenersi tutto dentro. Fa parte della nostra educazione, di una tradizione e anche di un’idea distorta di normalità. Un uomo si vergogna nel raccontare di aver subito violenza da una donna; per una donna, al contrario, essere una vittima fa guadagnare consensi. Una donna abusata non viene messa in discussione nella propria femminilità. Un uomo abusato vede messa in discussione la propria virilità. E poi esiste la paura, una delle più diffuse è quella di essere privato dei propri figli &#160; Cosa fa concretamente 1523.it? Il 1523 prova a colmare un gravissimo vuoto ed una violazione accecante della Costituzione: lo scandalo del servizio 1522. Lo Stato ha creato uno strumento di sostegno delle vittime di violenza che dovrebbe tutelare tutti i cittadini. Ma al contrario, malgrado ogni evidenza, tutela solo le vittime di sesso femminile: la violenza subita dagli uomini è definita dallo stesso Ministro un fenomeno “residuale”. Ma non è finita. Seppure “residuale” non merita alcuna tutela, e, a scanso di dubbi, ne affida la gestione, finanziandola molto generosamente, ad una associazione, “Differenza Donna” che già nella propria stessa denominazione anticipa la propria parzialità. Noi cerchiamo di fare semplicemente lo stesso lavoro del 1522, ma senza alcun finanziamento statale e confidando solo sul volontariato, sulla nostra buona volontà e sul senso civico. &#160; Chi chiama, cosa trova dall’altra parte? Trova innanzitutto qualcuno che lo ascolta. Che non lo giudica. Che cerca innanzitutto di comprendere i fatti e di indirizzare la persona all’interlocutore più adeguato. Che possono essere le forze dell’Ordine, avvocati, psicologi, medici o i Servizi Sociali. Non va dimenticato che la discriminazione del cosiddetto servizio 1522 non è solo operata verso gli uomini, ma anche verso i soggetti LGBTQIA+ che subiscono violenza ed hanno la sfortuna di essere censiti come genere maschile. Anche loro, non essendo di “puro genere femminile”, non hanno diritto alla tutela dello Stato. Sembra incredibile, ma è tutto sotto gli occhi del mondo. &#160; Che tipo di richieste ricevete più spesso? Le richieste più frequenti sono sicuramente quelle di violenza psicologica subita o all’interno di una relazione o nel corso di una separazione. Un altro fenomeno estremamente preoccupante è quello delle denunce strumentali nel contesto del Codice Rosso, che rappresentano un abuso grave del sistema giudiziario. Si tratta di denunce false o esagerate, presentate non per ottenere giustizia, ma per conseguire vantaggi personali come una separazione o una causa di affidamento dei figli.  Questo fenomeno produce effetti negativi su più fronti: mina la credibilità delle vere vittime di violenza, rendendo più difficile distinguere i casi autentici da quelli inventati e, dall’altro, espone l’accusato ingiustamente a misure cautelari immediate, con conseguenze pesanti sul piano personale, sociale ed economico. &#160; Ci sono molte associazioni che collaborano con voi o è ancora un lavoro solitario? Siamo in contatto con molte associazioni che si occupano dello stesso fenomeno. Al momento non esiste però un coordinamento. E questo è l’aspetto negativo. Quello positivo è che vi è un’onda crescente di attenzione verso la violenza subita dagli uomini. Il numero di persone che trovano il coraggio di denunciare e di agire è in forte crescita. E questo anche perché sono sempre più numerose le possibilità di essere ascoltati. Nel frattempo ognuno cerca di fare del proprio meglio &#160; Perché si parla poco di “violenza sugli uomini”? Ovviamente perché la tendenza è, credo ancora per poco, quella di cavalcare “la violenza sulle donne”. Qualcuno ritiene così di poter rosicchiare qualche discutibile consenso, pur sapendo di alimentare conflitti e ulteriore violenza. Si crea il fenomeno, così tutti ne parlano, gli opinionisti si scatenano, i media ci nuotano, si fanno trasmissioni, dibattiti. E spesso sono i dati oggettivi, le analisi affidabili al cedere il passo alle esigenze del circo. La percezione diviene più importante della verità. Basti vedere le aberrazioni fatte con le statistiche, alterate senza pudore. Il rischio è che però si vada nel senso opposto. La violenza non è un fenomeno di genere e va combattuta come mentalità, come inclinazione e come strumento. Il 1523 nasce per superare le discriminazioni agite dal 1522, non per riproporle in senso inverso. &#160; È solo una questione di numeri o c’è anche difficoltà a riconoscerla? I numeri, se letti in modo serio ed intelligente descrivono i fatti. Ed i fatti sono che quelle che dovevano essere delle misure di contenimento della violenza hanno invece peggiorato la situazione. Di fatto è stata letteralmente creata una specie guerra tra maschi e femmine, anche nelle case, e gli episodi di violenza si sono moltiplicati invece che diminuiti. Se io creo un servizio solo a favore delle donne posso solo attivare conflitto. Vado a scatenare individui [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/laltra-violenza-angelo-pisani-intervistato-sul-suo-ultimo-libro/">L&#8217;ALTRA VIOLENZA / ANGELO PISANI INTERVISTATO SUL SUO ULTIMO LIBRO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo il testo di una recente intervista all&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore del <a href="https://www.1523.it">1523.it</a>-Contatto Antiviolenza, sul suo ultimo libro di successo &#8220;L&#8217;altra violenza&#8221;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/LIBRO-Pisani.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5592" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/LIBRO-Pisani-206x300.jpeg" alt="" width="206" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Avvocato Piani, chi sono questi uomini di cui si parla così poco?</strong></p>
<p>Sono uomini comuni, che svolgono ogni genere di professione, di ogni ceto sociale ed ogni livello socioeconomico. Sono persone che hanno sentimenti, educazione, dignità. E che hanno dei valori radicati, come il senso ed il rispetto per la famiglia. Persone che rifiutano la violenza, e che, quando la subiscono da una donna, sono indifesi rispetto alle violenze psicologiche e, più spesso di quanti si possa immaginare, anche da quelle fisiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché soffrono e perché fanno fatica a chiedere aiuto?</strong></p>
<p>Sono uomini che molto spesso si vergognano di ciò che subiscono, per questo non denunciano. Che spesso per amore dei figli preferiscono sacrificare sé stessi. Che difendono la propria famiglia come valore. E che subiscono anche l’umiliazione non solo di non essere creduti, ma anche di essere discriminati dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarli. Che devono ascoltare che un Ministro della Repubblica li definisca un fenomeno “residuale”. Cittadini cui è letteralmente negato il diritto di chiedere aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È vero che a molti uomini è stato insegnato a “tenere tutto dentro”?</strong></p>
<p>Sicuramente sì. Sono stereotipi difficili da superare. Un uomo deve essere forte, non deve lamentarsi, deve subire senza chiedere, deve rispettare le donne, e, appunto, deve tenersi tutto dentro. Fa parte della nostra educazione, di una tradizione e anche di un’idea distorta di normalità. Un uomo si vergogna nel raccontare di aver subito violenza da una donna; per una donna, al contrario, essere una vittima fa guadagnare consensi. Una donna abusata non viene messa in discussione nella propria femminilità. Un uomo abusato vede messa in discussione la propria virilità. E poi esiste la paura, una delle più diffuse è quella di essere privato dei propri figli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa fa concretamente 1523.it?</strong></p>
<p>Il 1523 prova a colmare un gravissimo vuoto ed una violazione accecante della Costituzione: lo scandalo del servizio 1522. Lo Stato ha creato uno strumento di sostegno delle vittime di violenza che dovrebbe tutelare tutti i cittadini. Ma al contrario, malgrado ogni evidenza, tutela solo le vittime di sesso femminile: la violenza subita dagli uomini è definita dallo stesso Ministro un fenomeno “residuale”. Ma non è finita. Seppure “residuale” non merita alcuna tutela, e, a scanso di dubbi, ne affida la gestione, finanziandola molto generosamente, ad una associazione, “Differenza Donna” che già nella propria stessa denominazione anticipa la propria parzialità. Noi cerchiamo di fare semplicemente lo stesso lavoro del 1522, ma senza alcun finanziamento statale e confidando solo sul volontariato, sulla nostra buona volontà e sul senso civico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi chiama, cosa trova dall’altra parte?</strong></p>
<p>Trova innanzitutto qualcuno che lo ascolta. Che non lo giudica. Che cerca innanzitutto di comprendere i fatti e di indirizzare la persona all’interlocutore più adeguato. Che possono essere le forze dell’Ordine, avvocati, psicologi, medici o i Servizi Sociali. Non va dimenticato che la discriminazione del cosiddetto servizio 1522 non è solo operata verso gli uomini, ma anche verso i soggetti LGBTQIA+ che subiscono violenza ed hanno la sfortuna di essere censiti come genere maschile. Anche loro, non essendo di “puro genere femminile”, non hanno diritto alla tutela dello Stato. Sembra incredibile, ma è tutto sotto gli occhi del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che tipo di richieste ricevete più spesso?</strong></p>
<p>Le richieste più frequenti sono sicuramente quelle di violenza psicologica subita o all’interno di una relazione o nel corso di una separazione. Un altro fenomeno estremamente preoccupante è quello delle denunce strumentali nel contesto del Codice Rosso, che rappresentano un abuso grave del sistema giudiziario. Si tratta di denunce false o esagerate, presentate non per ottenere giustizia, ma per conseguire vantaggi personali come una separazione o una causa di affidamento dei figli.  Questo fenomeno produce effetti negativi su più fronti: mina la credibilità delle vere vittime di violenza, rendendo più difficile distinguere i casi autentici da quelli inventati e, dall’altro, espone l’accusato ingiustamente a misure cautelari immediate, con conseguenze pesanti sul piano personale, sociale ed economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci sono molte associazioni che collaborano con voi o è ancora un lavoro solitario?</strong></p>
<p>Siamo in contatto con molte associazioni che si occupano dello stesso fenomeno. Al momento non esiste però un coordinamento. E questo è l’aspetto negativo. Quello positivo è che vi è un’onda crescente di attenzione verso la violenza subita dagli uomini. Il numero di persone che trovano il coraggio di denunciare e di agire è in forte crescita. E questo anche perché sono sempre più numerose le possibilità di essere ascoltati. Nel frattempo ognuno cerca di fare del proprio meglio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché si parla poco di “violenza sugli uomini”?</strong></p>
<p>Ovviamente perché la tendenza è, credo ancora per poco, quella di cavalcare “la violenza sulle donne”. Qualcuno ritiene così di poter rosicchiare qualche discutibile consenso, pur sapendo di alimentare conflitti e ulteriore violenza. Si crea il fenomeno, così tutti ne parlano, gli opinionisti si scatenano, i media ci nuotano, si fanno trasmissioni, dibattiti. E spesso sono i dati oggettivi, le analisi affidabili al cedere il passo alle esigenze del circo. La percezione diviene più importante della verità. Basti vedere le aberrazioni fatte con le statistiche, alterate senza pudore. Il rischio è che però si vada nel senso opposto. La violenza non è un fenomeno di genere e va combattuta come mentalità, come inclinazione e come strumento. Il 1523 nasce per superare le discriminazioni agite dal 1522, non per riproporle in senso inverso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È solo una questione di numeri o c’è anche difficoltà a riconoscerla?</strong></p>
<p>I numeri, se letti in modo serio ed intelligente descrivono i fatti. Ed i fatti sono che quelle che dovevano essere delle misure di contenimento della violenza hanno invece peggiorato la situazione. Di fatto è stata letteralmente creata una specie guerra tra maschi e femmine, anche nelle case, e gli episodi di violenza si sono moltiplicati invece che diminuiti. Se io creo un servizio solo a favore delle donne posso solo attivare conflitto. Vado a scatenare individui di entrambi i sessi che sono inclini alla violenza, a prescindere dal proprio genere. In psicologia sono ben conosciute le dinamiche proprie della violenza, e non c’entrano assolutamente nulla con il proprio sesso, se non per le modalità con le quali vengono agite di preferenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando si affronta questo tema, perché si crea subito tensione?</strong></p>
<p>Si genera tensione ogni volta che si creano, spesso ad arte, contrasti, dibattiti, controversie di tipo divisivo. Posso suscitare tensione anche parlando di sport. Basta creare un qualsiasi tema o una qualsiasi questione che sia divisiva. In modo che le persone a qualsiasi livello possano prendere una delle due posizioni. Tutto viene costruito sulla divisione e sul contrasto. Finché poi il pubblico non perde interesse e l’attenzione cala. Nel caso specifico quindi la gente è invitata a dare “ragione” in modo demenziale ai maschi o alle femmine, e la tensione è conseguenziale, come avviene in un talk show. Chiaramente un simile approccio dovrebbe essere ben lontano dagli interessi dello Stato, che al contrario dovrebbe promuovere una serenità sociale. Ma lo Stato è fatto di forze politiche, che al contrario promuovono lo scontro per contendersi il consenso. Tutto qui</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa scatta, secondo te, nell’opinione pubblica?</strong></p>
<p>L’opinione pubblica tende ad andare dove crede vada la maggioranza. Si crea il colpevole di turno, che sia una persona, una categoria sociale, un’etnia, una religione e tutti seguono il gregge. Si crea una sorta di identità fittizia ed immaginaria: “la gente”. Che, come se avesse un’opinione unica e coerente, prende posizione e ghettizza chi non si accoda. Un grande gioco di specchi dove l’opinione pubblica è semplicemente influenzata dai media o viene appunto impegnata in questioni divisive, che sono appunto quelle che polarizzano maggiori energie. Dinamiche pur comprensibili, ma che lasciano, come effetti collaterali, sofferenze, vite, sangue, devastazioni. Prezzi troppo alti per essere pagati. Noi a questo abbiamo scelto di opporci, invitando a vedere le cose con un minimo di oggettività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Raccontare anche questa sofferenza rischia davvero di togliere spazio a qualcuno?</strong></p>
<p>Raccontare la sofferenza, svelare la realtà non toglie spazio se non a chi è nemico della verità. A chi ha interesse a distorcere la realtà per un proprio tornaconto. Bisogna avere il coraggio di opporsi alla distorsione o all’alterazione. Ed alle letture parziali. E soprattutto bisogna opporsi a tutto ciò che attiva il conflitto tra gruppi sociali, comunque identificabili. Promuovere le risse nei programmi televisivi porta facilmente agli scontri nelle piazze. O nelle case. Non posso farlo per guadagnare pubblico. Piuttosto è necessario promuovere l’idea che è necessario comprendere a fondo i fenomeni. Studiarli bene per ottenere dei risultati di giustizia. E combattere soprattutto l’ignoranza, che è la prima matrice di qualsiasi conflitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oppure è il modo in cui ne parliamo che cambia tutto?</strong></p>
<p>Certo che il modo con cui si parla di qualcosa cambia tutto. Puntare il dito, proiettare sull’altro tutto il male proponendosi come paladini del bene è evidente che non può portare a delle soluzioni efficaci. In un confronto è fondamentale innanzitutto approfondire la propria posizione per comprendere quella dell’altro ed infine identificare le dinamiche che sono tossiche e non funzionali al vivere civile. Ecco perché è così importante non fare gli stessi errori di chi ci ha preceduto: dire che le donne sono violente e non gli uomini significa solo rovesciare il problema. Senza risolverlo. Bisogna affrontare il tema della violenza delle relazioni. Perché è urgente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa significa dire che “la violenza non ha genere”?</strong></p>
<p>Esiste una ricchissima letteratura che si è occupata della violenza. In filosofia, in psicologia, in sociologia ed in molti altri ambiti. Che si è domandata perché un essere umano può diventare violento. E sarebbe davvero impensabile condensarla in una risposta semplice. Forse uno di questi meccanismi, come dicono gli psicologi, è la proiezione: quello che non accettiamo di noi stessi lo odiamo negli altri, lo mettiamo fuori di noi per poi tentare di distruggerlo, perchè non vogliamo riconoscerlo. Una cosa è però certa. La violenza non è una prerogativa maschile o femminile: possono esserlo le modalità di espressione della violenza, ma non la violenza stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parliamo di resilienza: quanta ne ha avuta finora l’uomo nel silenzio?</strong></p>
<p>La stessa nascita del 1523 è esattamente un prodotto di questa resilienza. Nel momento in cui creo una pressione, un’ingiustizia, uno squilibrio ovviamente genero una forza, un movimento, un’energia che sorge limpida, pulita proprio come espressione di resilienza. L’aspetto grave è che sia uno stato democratico a generare un simile fenomeno, e con motivazioni discutibili. Per lo stesso principio, non mi stancherò mai di ripeterlo, è importate non commettere gli stessi errori combattendo le radici del problema, non alimentandole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E quanta ancora gliene stiamo chiedendo prima di permettergli di dire semplicemente: “Ho paura”?</strong></p>
<p>Ormai il livello di tolleranza è stato superato. Il permesso sociale è stato ormai dato. E noi lo vediamo nei numeri. Ormai non si torna più indietro. Si consolida una cultura in cui la violenza va denunciata, va affrontata, a prescindere dal proprio sesso. E vedremo in tempi brevi che questa visione finalmente equilibrata arriverà non solo all’opinione pubblica come già sta avvenendo. Ma anche alle istituzioni, alla magistratura, a tutti coloro che hanno il dovere di tutelare i diritti e la legalità. Ma, anche se sembra assurdo, sarà il crollo della bolla mediatica a dare a tutti il permesso di guardare le cose come stanno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E una domanda personale: Se un bambino cresce sentendosi dire “non piangere”, quanto tempo gli servirà, da adulto, per imparare a chiedere aiuto?</strong></p>
<p>Potrebbe non bastare una vita, se, per esempio, non ci si rivolge ad uno psicoterapeuta o a qualcuno che accenda la luce. Siamo tutti pieni di convinzioni che ci portiamo dall’infanzia. Non devi piangere, non avere paura, devi essere forte, ce la devi fare da solo, non è mai abbastanza. Se uno ci pensa sono credenze senza una logica. Che in qualche modo ci sono state proposte da bambini e su cui non ci siamo mai fermati a riflettere sulla effettiva validità. Per cui le diamo per scontate. Anche per questo nella nostra squadra non mancano professionisti della salute mentale, che a volte servono proprio ad accendere una candela nel buio.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-8.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5593" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1523-8.png" alt="" width="493" height="282" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/laltra-violenza-angelo-pisani-intervistato-sul-suo-ultimo-libro/">L&#8217;ALTRA VIOLENZA / ANGELO PISANI INTERVISTATO SUL SUO ULTIMO LIBRO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Concorso notai &#8211; Pisani: “Sgomento e indignazione: se confermato, il concorso va annullato”</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Concorso notai &#8211; Pisani: “Sgomento e indignazione: se confermato, il concorso va annullato” Il progetto 1523.it – Contatto Antiviolenza Tutela Persone e Diritti, fondato dall’avvocato Angelo Pisani, esprime profondo stupore e ferma indignazione per quanto emerso in relazione al recente concorso notarile e alla pubblicazione del file contenente annotazioni improprie accanto ai nominativi dei candidati. Il fatto che su un documento interno, riconducibile alla commissione esaminatrice e pubblicato – seppur per errore – sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, compaiano espressioni quali “carina”, “graziato”, “fenomeno”, oltre a riferimenti criptici e codici ispirati a santi e a un presunto “Papa”, è circostanza di una gravità inaudita. Non siamo di fronte a un semplice incidente tecnico. Siamo di fronte a un possibile vulnus ai principi di imparzialità, trasparenza e par condicio che devono governare ogni concorso pubblico. Chi partecipa a una selezione per l’accesso a una funzione pubblica di altissima responsabilità ha diritto:             •          ad essere valutato esclusivamente per merito;             •          a non essere oggetto di giudizi personali o apprezzamenti estranei ai criteri legali;             •          a non subire, neppure indirettamente, sospetti di favoritismi o “protezioni”. Se anche solo una parte delle circostanze emerse fosse confermata, si configurerebbe una lesione certificata dei principi costituzionali di uguaglianza e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Per questo chiediamo con forza:  1. Immediata sospensione e verifica della procedura  2. Accesso integrale agli atti e ai sistemi informatici utilizzati  3. Accertamento delle responsabilità disciplinari, amministrative e penali  4. Annullamento della prova ove risultasse compromessa l’imparzialità della valutazione   La credibilità delle istituzioni si fonda sulla fiducia dei cittadini. La fiducia si fonda sulla trasparenza. Non è accettabile che giovani professionisti, dopo anni di studio e sacrifici, si trovino a dubitare della regolarità della competizione. Non è accettabile che chi dovrebbe rappresentare il rigore giuridico e l’esempio etico venga associato a dinamiche opache o discriminatorie. Il progetto 1523.it ribadisce con forza: La violenza non è solo fisica. È anche istituzionale quando umilia la dignità e calpesta il merito. Pretendiamo giustizia. Pretendiamo rispetto delle persone. Pretendiamo rispetto delle norme e dei valori costituzionali. Se la prova è stata anche solo potenzialmente contaminata da criteri estranei alla legge, l’unica risposta coerente è l’annullamento. La trasparenza non si negozia. La dignità non si baratta. La legalità non è opzionale.   1523.it Contatto Antiviolenza – Tutela Persone e Diritti Perché la dignità non ha genere. Perché la giustizia non può essere selettiva</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/concorso-notai-pisani-sgomento-e-indignazione-se-confermato-il-concorso-va-annullato/">Concorso notai &#8211; Pisani: “Sgomento e indignazione: se confermato, il concorso va annullato”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Concorso notai &#8211; Pisani: “Sgomento e indignazione: se confermato, il concorso va annullato”</strong></span></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/SOS-1523.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5461" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/SOS-1523-300x279.jpeg" alt="" width="300" height="279" /></a></p>
<p><span style="color: #000000">Il progetto </span><strong><a href="http://1523.it/">1523.it </a></strong><span style="color: #000000">– </span><span style="color: #0000ff">Contatto Antiviolenza Tutela Persone e Diritti</span><span style="color: #000000">, fondato dall’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, esprime profondo stupore e ferma indignazione per quanto emerso in relazione al recente concorso notarile e alla pubblicazione del file contenente annotazioni improprie accanto ai nominativi dei candidati.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il fatto che su un documento interno, riconducibile alla commissione esaminatrice e pubblicato – seppur per errore – sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, compaiano espressioni quali “carina”, “graziato”, “fenomeno”, oltre a riferimenti criptici e codici ispirati a santi e a un presunto “Papa”, è circostanza di una gravità inaudita.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non siamo di fronte a un semplice incidente tecnico.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Siamo di fronte a un possibile vulnus ai principi di imparzialità, trasparenza e par condicio che devono governare ogni concorso pubblico.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Chi partecipa a una selezione per l’accesso a una funzione pubblica di altissima responsabilità ha diritto:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">            •          ad essere valutato esclusivamente per merito;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">            •          a non essere oggetto di giudizi personali o apprezzamenti estranei ai criteri legali;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">            •          a non subire, neppure indirettamente, sospetti di favoritismi o “protezioni”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se anche solo una parte delle circostanze emerse fosse confermata, si configurerebbe una lesione certificata dei principi costituzionali di uguaglianza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">Per questo chiediamo con forza:</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> 1. Immediata sospensione e verifica della procedura</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> 2. Accesso integrale agli atti e ai sistemi informatici utilizzati</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> 3. Accertamento delle responsabilità disciplinari, amministrative e penali</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> 4. Annullamento della prova ove risultasse compromessa l’imparzialità della valutazione</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La credibilità delle istituzioni si fonda sulla fiducia dei cittadini.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La fiducia si fonda sulla trasparenza.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non è accettabile che giovani professionisti, dopo anni di studio e sacrifici, si trovino a dubitare della regolarità della competizione.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non è accettabile che chi dovrebbe rappresentare il rigore giuridico e l’esempio etico venga associato a dinamiche opache o discriminatorie.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il progetto <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> ribadisce con forza:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>La violenza non è solo fisica. È anche istituzionale quando umilia la dignità e calpesta il merito.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pretendiamo giustizia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pretendiamo rispetto delle persone.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pretendiamo rispetto delle norme e dei valori costituzionali.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">Se la prova è stata anche solo potenzialmente contaminata da criteri estranei alla legge, </span>l’unica risposta coerente è l’annullamento.</strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La trasparenza non si negozia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La dignità non si baratta.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La legalità non è opzionale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p style="text-align: right"><span style="font-family: georgia, serif"><strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong></span></p>
<p style="text-align: right"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Contatto Antiviolenza – Tutela Persone e Diritti</strong></span></p>
<p style="text-align: right"><span style="font-family: georgia, serif">Perché la dignità non ha genere. Perché la giustizia non può essere selettiva</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/concorso-notai-pisani-sgomento-e-indignazione-se-confermato-il-concorso-va-annullato/">Concorso notai &#8211; Pisani: “Sgomento e indignazione: se confermato, il concorso va annullato”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Trasferte vietate ai residenti in Campania: Pisani impugneremo subito al Consiglio di Stato</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Trasferte vietate ai residenti in Campania Pisani: impugneremo subito al Consiglio di Stato  ROMA– Per far vincere la giustizia e salvare il diritto alle rimanenti trasferte, sarà subito depositato al Consiglio di Stato l’appello cautelare contro l’ordinanza del Tar Lazio ,che ha rigettato la sospensione del decreto del Ministro dell’Interno con cui è stato disposto il divieto di trasferta, fino al termine del campionato, per i residenti nella Regione Campania in occasione delle partite della S.S.C. Napoli. «Rispettiamo il Tar – afferma l’avvocato Angelo Pisani – ma riteniamo necessario un ulteriore vaglio giurisdizionale su una misura che, pur qualificata come preventiva, finisce in realtà per colpire indistintamente un’intera comunità territoriale, senza alcuna distinzione tra chi ha commesso illeciti e chi è totalmente estraneo ai fatti». Nel ricorso al Consiglio di Stato si evidenzierà ancora come la responsabilità, nel nostro ordinamento costituzionale, sia personale e non collettiva, e come ogni limitazione di libertà fondamentali debba rispettare i principi di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza. «La sicurezza è un valore primario – prosegue Pisani – ma non può tradursi in una compressione generalizzata dei diritti di migliaia di cittadini innocenti e nella mortificazione di tanti principi costituzionali e diritti umani. Le sanzioni e le misure individuali esistono e devono essere utilizzate contro chi sbaglia. Non può invece radicarsi l’idea di una presunzione di pericolosità legata al luogo di residenza». L’appello richiama espressamente i principi costituzionali di uguaglianza e libertà di circolazione, nonché i parametri della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, con particolare riferimento al divieto di discriminazione e alla tutela della libertà di movimento. «Non si tratta di difendere chi ha commesso violenze che tra l’altro viene identificato e punito – conclude Pisani – ma di tutelare lo Stato di diritto. In una democrazia matura non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Se necessario, la questione sarà sottoposta anche alle Corti europee». L’Associazione Club Napoli Maradona ribadisce che la violenza si combatte con la giustizia, la cultura e l’applicazione rigorosa delle responsabilità individuali, non con provvedimenti generalizzati che rischiano di colpire indiscriminatamente una comunità.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/trasferte-vietate-ai-residenti-in-campania-pisani-impugneremo-subito-al-consiglio-di-stato/">Trasferte vietate ai residenti in Campania: Pisani impugneremo subito al Consiglio di Stato</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Trasferte vietate ai residenti in Campania</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Pisani: impugneremo subito al Consiglio di Stato </span></strong></span></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/No-al-divieto-di-trasferta.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5587" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/No-al-divieto-di-trasferta-195x300.png" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
<div><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong><br />
</strong></span></p>
<div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="color: #0000ff;font-size: large"><strong><br />
</strong></span>ROMA– </span>Per far vincere la giustizia e salvare il diritto alle rimanenti trasferte, sarà subito depositato al Consiglio di Stato l’appello cautelare contro l’ordinanza del Tar Lazio ,che ha rigettato la sospensione del decreto del Ministro dell’Interno con cui è stato disposto il divieto di trasferta, fino al termine del campionato, per i residenti nella Regione Campania in occasione delle partite della S.S.C. Napoli.</div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"></p>
<p>«Rispettiamo il Tar – afferma l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong> – ma riteniamo necessario un ulteriore vaglio giurisdizionale su una misura che, pur qualificata come preventiva, finisce in realtà per colpire indistintamente un’intera comunità territoriale, senza alcuna distinzione tra chi ha commesso illeciti e chi è totalmente estraneo ai fatti».</p>
<p>Nel ricorso al Consiglio di Stato si evidenzierà ancora come la responsabilità, nel nostro ordinamento costituzionale, sia personale e non collettiva, e come ogni limitazione di libertà fondamentali debba rispettare i principi di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza.</p>
<p>«La sicurezza è un valore primario – prosegue Pisani – ma non può tradursi in una compressione generalizzata dei diritti di migliaia di cittadini innocenti e nella mortificazione di tanti principi costituzionali e diritti umani. Le sanzioni e le misure individuali esistono e devono essere utilizzate contro chi sbaglia. Non può invece radicarsi l’idea di una presunzione di pericolosità legata al luogo di residenza».</p>
<p>L’appello richiama espressamente i principi costituzionali di uguaglianza e libertà di circolazione, nonché i parametri della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, con particolare riferimento al divieto di discriminazione e alla tutela della libertà di movimento.</p>
<p>«Non si tratta di difendere chi ha commesso violenze che tra l’altro viene identificato e punito – conclude Pisani – ma di tutelare lo Stato di diritto. In una democrazia matura non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Se necessario, la questione sarà sottoposta anche alle Corti europee».</p>
<p>L’<strong><em>Associazione Club Napoli Maradona</em></strong> ribadisce che la violenza si combatte con la giustizia, la cultura e l’applicazione rigorosa delle responsabilità individuali, non con provvedimenti generalizzati che rischiano di colpire indiscriminatamente una comunità.</span></div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/trasferte-vietate-ai-residenti-in-campania-pisani-impugneremo-subito-al-consiglio-di-stato/">Trasferte vietate ai residenti in Campania: Pisani impugneremo subito al Consiglio di Stato</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>TAR LAZIO – RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA PER I TIFOSI DEL NAPOLI Avv. Angelo Pisani: “Punire gli innocenti non è sicurezza, è rinuncia allo Stato di diritto” ROMA &#8211; Si è svolta oggi dinanzi al TAR Lazio – Sezione I Ter la Camera di Consiglio relativa al ricorso R.G. 1563/2025 contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto il divieto generalizzato di trasferta per i tifosi del Napoli fino al termine della stagione. Nel corso dell’udienza, l’Avv. Angelo Pisani, intervenuto ad adiuvandum in difesa di numerosi tifosi tesserati e identificabili, ha denunciato con fermezza l’illegittimità e la sproporzione del provvedimento, replicando inoltre all&#8217;Avvocatura di Stato, che insisteva sulla prevenzione,  che con questo principio si sarebbero dovute limitare allora anche le Olimpiadi, nel cui caso si parla di attentati e pericoli ben più seri di quelli che riguardano il calcio. «Se lo Stato può identificare i colpevoli, ma sceglie di punire gli innocenti, allora la misura non protegge l’ordine pubblico &#8211; dichiara Pisani &#8211; ma  punisce la libertà. E questo, in una democrazia, non può diventare normale». Il ricorso contesta la natura sostanzialmente punitiva del decreto, adottato formalmente come misura preventiva ex art. 7-bis.1 L. 401/1989 ma applicato in modo indiscriminato, senza una valutazione concreta e specifica dei rischi partita per partita. Secondo la difesa: • sono stati identificati circa 300 soggetti coinvolti in episodi di violenza, • esistono strumenti individuali come DASPO e misure cautelari, • non vi è stata adeguata istruttoria sugli indici di rischio per le singole trasferte, • la misura colpisce migliaia di tifosi estranei ai fatti, incluse famiglie e minori. «Non si può trasformare una tifoseria in una categoria sospetta per appartenenza territoriale. La responsabilità è personale, non collettiva. Lo impone l’articolo 27 della Costituzione e lo impone la coscienza democratica del Paese», incalza Pisani, il quale ha contestualmente evidenziato la disparità di trattamento rispetto a precedenti, analoghi provvedimenti adottati nei confronti di altre tifoserie, per le quali il divieto di trasferta è stato limitato nel tempo e circoscritto a specifici incontri. «La sicurezza si realizza con misure mirate, non con divieti generalizzati. Chi sbaglia deve pagare, ma non possono pagare tutti». La decisione del TAR è attesa nei prossimi giorni. La difesa si dice fiduciosa che venga ristabilito il principio di proporzionalità e che si riaffermi il fondamento dello Stato di diritto: colpire i responsabili, non sacrificare i diritti degli innocenti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/">PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">TAR LAZIO – RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">PER I TIFOSI DEL NAPOLI</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">Avv. Angelo Pisani: “Punire gli innocenti non è sicurezza, è rinuncia allo Stato di diritto”</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-TAR-Lazio.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5584" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-TAR-Lazio-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<div><strong><span style="color: #0000ff"><br />
</span></strong></div>
<div></div>
<p>ROMA &#8211; Si è svolta oggi dinanzi al TAR Lazio – Sezione I Ter la Camera di Consiglio relativa al ricorso R.G. 1563/2025 contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto il divieto generalizzato di trasferta per i tifosi del Napoli fino al termine della stagione.</p>
<p>Nel corso dell’udienza, l’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, intervenuto ad adiuvandum in difesa di numerosi tifosi tesserati e identificabili, ha denunciato con fermezza l’illegittimità e la sproporzione del provvedimento, replicando inoltre all&#8217;Avvocatura di Stato, che insisteva sulla prevenzione,  che con questo principio si sarebbero dovute limitare allora anche le Olimpiadi, nel cui caso si parla di attentati e pericoli ben più seri di quelli che riguardano il calcio.</p>
<p>«Se lo Stato può identificare i colpevoli, ma sceglie di punire gli innocenti, allora la misura non protegge l’ordine pubblico &#8211; dichiara Pisani &#8211; ma  punisce la libertà. E questo, in una democrazia, non può diventare normale».</p>
<p>Il ricorso contesta la natura sostanzialmente punitiva del decreto, adottato formalmente come misura preventiva ex art. 7-bis.1 L. 401/1989 ma applicato in modo indiscriminato, senza una valutazione concreta e specifica dei rischi partita per partita.</p>
<p>Secondo la difesa:<br />
• sono stati identificati circa 300 soggetti coinvolti in episodi di violenza,<br />
• esistono strumenti individuali come DASPO e misure cautelari,<br />
• non vi è stata adeguata istruttoria sugli indici di rischio per le singole trasferte,<br />
• la misura colpisce migliaia di tifosi estranei ai fatti, incluse famiglie e minori.</p>
<p>«Non si può trasformare una tifoseria in una categoria sospetta per appartenenza territoriale. La responsabilità è personale, non collettiva. Lo impone l’articolo 27 della Costituzione e lo impone la coscienza democratica del Paese», incalza Pisani, il quale ha contestualmente evidenziato la disparità di trattamento rispetto a precedenti, analoghi provvedimenti adottati nei confronti di altre tifoserie, per le quali il divieto di trasferta è stato limitato nel tempo e circoscritto a specifici incontri.</p>
<p>«La sicurezza si realizza con misure mirate, non con divieti generalizzati. Chi sbaglia deve pagare, ma non possono pagare tutti».</p>
<p>La decisione del TAR è attesa nei prossimi giorni.</p>
<p>La difesa si dice fiduciosa che venga ristabilito il principio di proporzionalità e che si riaffermi il fondamento dello Stato di diritto: colpire i responsabili, non sacrificare i diritti degli innocenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/">PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli eredi di Maradona vincono la causa sui marchi del campione del mondo contro Morla, Pomargo ed altri.  Pisani, storico difensore di Diego: “Soddisfazione per gli eredi e giustizia per la memoria di Diego”</title>
		<link>https://angelopisani.it/gli-eredi-di-maradona-vincono-la-causa-sui-marchi-del-campione-del-mondo-contro-morla-pomargo-ed-altri-pisani-storico-difensore-di-diego-soddisfazione-per-gli-eredi-e-giustizia-per-la-me/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 13:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«Accolgo con profonda soddisfazione la decisione dell’Eccellentissima Camera Nazionale in materia Criminale e Correzionale della Repubblica Argentina che, nell’ambito del procedimento n. 11.155/2021 (“Morla Matías Edgardo e altri s/ truffa per amministrazione fraudolenta”), ha disposto il divieto di innovare e contrattare sui marchi, sul nome e sull’immagine di Diego Armando Maradona registrati a nome di SATTVICA S.A., nonché l’obbligo per gli imputati di astenersi da qualsiasi utilizzo e negoziazione connessa. È un primo, importante passo di giustizia a tutela degli eredi e, soprattutto, della memoria di Diego». Con queste parole, non senza commozione, lo storico difensore legale di Diego Armando Maradona, avvocato Angelo Pisani, commenta la notizia diffusa questa mattina della sentenza pronunciata dal Tribunale argentino che, dando ragione agli eredi del D10S, ha disposto il divieto di utilizzare il brand Maradona, in ogni sua declinazione, all’avvocato Matias Morla ed altri componenti del suo entourage. Come si descrive minuziosamente nel libro di Angelo Pisani “Diego c’è!”, in uscita nelle prossime settimane, «Matias Edgardo Morla incontrò il campione argentino per la prima volta nel 2008. E da quel momento ne diventò, secondo molti, l’alfa e l’omega. Era uno dei tanti periodi down di Diego, quelli in cui per un motivo o per l’altro si sentiva a terra sul campo degli affari. Non fu difficile, per gli “amici&#8221; e per il legale argentino, coglierne la fiducia, fino a convincere Maradona di non ascoltare i diversi consigli dell’avvocato Pisani, lasciato solo a combattere per Diego contro il fisco, dopo averlo convinto a riabbracciare il figlio, Diego junior. La svolta arriva nel 2015, quando Morla ed altri convincono El D10S ad affidargli i diritti di sfruttamento del brand Diego Armando Maradona. A quel punto blinda il tutto in un ufficio di Puerto Madero e assume la carica di presidente unico della società così costituita, la Sattvica S.A., nominando amministratore delegato sua sorella, Vanesa Morla». La stessa Sattvica al centro del divieto imposto dai giudici argentini. «Diego &#8211; avverte Pisani &#8211; non è un marchio, è patrimonio dell’umanità sportiva, va onorato e rispettato sine die. Parlo &#8211; incalza &#8211; non solo come avvocato, ma come suo amico e storico difensore di Diego, dall’epoca delle battaglie contro il fisco italiano, alle vicende umane più delicate, fino al percorso di riconciliazione con suo figlio italiano». «Ho avuto procure in bianco ed atti notarili che mi abilitavano ad agire in ogni ambito, ma non ho mai trasformato Diego in un affare», dichiara. «Gli ho promesso che lo avrei difeso contro ogni ingiustizia. E l’ho fatto. Senza mai sfruttarlo, né da vivo né dopo la sua morte». Ma non è stato così per tutti e non è certo stato così alla luce di questa decisione della Giustizia Argentina, né è stato così, se le accusee saranno accertate, per gli  otto imputati che sfileranno nuovamente  dal 17 marzo prossimo dinanzi al Tribunale penale di San Isidro per rispondere a vario titolo delle ipotesi di omicidio ed altri reati ai danni del più grande astro del calcio mondiale. «Diego &#8211; attacca Pisani &#8211; non doveva e non deve essere trattato come un mercato, una licenza commerciale o un brand da spartire. Meritava investimenti in cultura, arte, sport e formazione, per trasmettere ai giovani il valore dei suoi messaggi: riscatto sociale, dignità, talento, amore per il popolo». Restano comunque aperti due capitoli di primo piano: la tutela della memoria e le responsabilità ancora da accertare. «Oggi &#8211; dice Pisani &#8211; salutiamo una vittoria degli eredi contro presunte gestioni fraudolente dei diritti. Ma la giustizia non è finita. Attendiamo ancora: • la piena verità sulle responsabilità della prematura morte di Diego, • le decisioni definitive della giustizia argentina, • e il completamento dei percorsi giudiziari anche in Italia». «Ho il dovere morale di dirlo: c’è chi forse ha ritenuto che Diego valesse più da morto che da vivo. Se così fosse, sarebbe la sconfitta più grande per lo sport e per l’umanità &#8211; scandisce Angelo Pisani &#8211; io continuerò a difendere la sua memoria, come ho sempre fatto. E racconterò ciò che so nel mio prossimo libro sulla “vita senza fine” di Maradona», annuncia poi Pisani. La conclusione Ai figli di Diego va il mio rispetto. Alla sua memoria, la mia fedeltà. Alla giustizia, la mia determinazione. Diego è stato grande nel calcio, ma ancora più grande nel cuore della gente. E la sua eredità non può essere sequestrata dall’avidità. Ora e sempre. Avv. Angelo Pisani Avvocato Cassazionista Storico legale di Diego Armando Maradona Pagine dalla sentenza del Tribunale argentino</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gli-eredi-di-maradona-vincono-la-causa-sui-marchi-del-campione-del-mondo-contro-morla-pomargo-ed-altri-pisani-storico-difensore-di-diego-soddisfazione-per-gli-eredi-e-giustizia-per-la-me/">Gli eredi di Maradona vincono la causa sui marchi del campione del mondo contro Morla, Pomargo ed altri.  Pisani, storico difensore di Diego: “Soddisfazione per gli eredi e giustizia per la memoria di Diego”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-con-Diego-a-Napoli.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5577" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-con-Diego-a-Napoli.jpeg" alt="" width="565" height="386" /></a></p>
<div>
<div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Accolgo con profonda soddisfazione la decisione dell’Eccellentissima Camera Nazionale in materia Criminale e Correzionale della Repubblica Argentina che, nell’ambito del procedimento n. 11.155/2021 (“Morla Matías Edgardo e altri s/ truffa per amministrazione fraudolenta”), ha disposto il divieto di innovare e contrattare sui marchi, sul nome e sull’immagine di Diego Armando Maradona registrati a nome di SATTVICA S.A., nonché l’obbligo per gli imputati di astenersi da qualsiasi utilizzo e negoziazione connessa. È un primo, importante passo di giustizia a tutela degli eredi e, soprattutto, della memoria di Diego».<br />
Con queste parole, non senza commozione, lo storico difensore legale di <strong>Diego Armando Maradona</strong>, avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, commenta la notizia diffusa questa mattina della sentenza pronunciata dal Tribunale argentino che, dando ragione agli eredi del D10S, ha disposto il divieto di utilizzare il brand Maradona, in ogni sua declinazione, all’avvocato <strong>Matias Morla </strong>ed altri componenti del suo entourage.</p>
<p>Come si descrive minuziosamente nel libro di Angelo Pisani<strong><em> “Diego c’è!”,</em></strong> in uscita nelle prossime settimane, «Matias Edgardo Morla incontrò il campione argentino per la prima volta nel 2008. E da quel momento ne diventò, secondo molti, l’alfa e l’omega. Era uno dei tanti periodi down di Diego, quelli in cui per un motivo o per l’altro si sentiva a terra sul campo degli affari. Non fu difficile, per gli “amici&#8221; e per il legale argentino, coglierne la fiducia, fino a convincere Maradona di non ascoltare i diversi consigli dell’avvocato Pisani, lasciato solo a combattere per Diego contro il fisco, dopo averlo convinto a riabbracciare il figlio, Diego junior. La svolta arriva nel 2015, quando Morla ed altri convincono El D10S ad affidargli i diritti di sfruttamento del brand Diego Armando Maradona. A quel punto blinda il tutto in un ufficio di Puerto Madero e assume la carica di presidente unico della società così costituita, la Sattvica S.A., nominando amministratore delegato sua sorella, Vanesa Morla».<br />
La stessa Sattvica al centro del divieto imposto dai giudici argentini.</p>
<p>«Diego &#8211; avverte Pisani &#8211; non è un marchio, è patrimonio dell’umanità sportiva, va onorato e rispettato sine die. Parlo &#8211; incalza &#8211; non solo come avvocato, ma come suo amico e storico difensore di Diego, dall’epoca delle battaglie contro il fisco italiano, alle vicende umane più delicate, fino al percorso di riconciliazione con suo figlio italiano». «Ho avuto procure in bianco ed atti notarili che mi abilitavano ad agire in ogni ambito, ma non ho mai trasformato Diego in un affare», dichiara. «Gli ho promesso che lo avrei difeso contro ogni ingiustizia. E l’ho fatto. Senza mai sfruttarlo, né da vivo né dopo la sua morte».</p>
<p>Ma non è stato così per tutti e non è certo stato così alla luce di questa decisione della Giustizia Argentina, né è stato così, se le accusee saranno accertate, per gli  otto imputati che sfileranno nuovamente  dal 17 marzo prossimo dinanzi al Tribunale penale di San Isidro per rispondere a vario titolo delle ipotesi di omicidio ed altri reati ai danni del più grande astro del calcio mondiale.<br />
«Diego &#8211; attacca Pisani &#8211; non doveva e non deve essere trattato come un mercato, una licenza commerciale o un brand da spartire. Meritava investimenti in cultura, arte, sport e formazione, per trasmettere ai giovani il valore dei suoi messaggi: riscatto sociale, dignità, talento, amore per il popolo».</p>
<p>Restano comunque aperti due capitoli di primo piano: la tutela della memoria e le responsabilità ancora da accertare.</p>
<p>«Oggi &#8211; dice Pisani &#8211; salutiamo una vittoria degli eredi contro presunte gestioni fraudolente dei diritti. Ma la giustizia non è finita. Attendiamo ancora:<br />
• la piena verità sulle responsabilità della prematura morte di Diego,<br />
• le decisioni definitive della giustizia argentina,<br />
• e il completamento dei percorsi giudiziari anche in Italia».</p>
<p>«Ho il dovere morale di dirlo: c’è chi forse ha ritenuto che Diego valesse più da morto che da vivo. Se così fosse, sarebbe la sconfitta più grande per lo sport e per l’umanità &#8211; scandisce Angelo Pisani &#8211; io continuerò a difendere la sua memoria, come ho sempre fatto. E racconterò ciò che so nel mio prossimo libro sulla “vita senza fine” di Maradona», annuncia poi Pisani.</p>
<p><strong>La conclusione</strong><br />
Ai figli di Diego va il mio rispetto.<br />
Alla sua memoria, la mia fedeltà.<br />
Alla giustizia, la mia determinazione.</p>
<p>Diego è stato grande nel calcio, ma ancora più grande nel cuore della gente.<br />
E la sua eredità non può essere sequestrata dall’avidità.</p>
<p>Ora e sempre.</span></div>
<div style="text-align: right"><span style="font-family: georgia, serif"></p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani</strong><br />
Avvocato Cassazionista<br />
Storico legale di Diego Armando Maradona</span></div>
</div>
<div style="text-align: right"></div>
<div style="text-align: left">Pagine dalla sentenza del Tribunale argentino</div>
<div style="text-align: left"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pagine-sentenza1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5579" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pagine-sentenza1.png" alt="" width="369" height="418" /></a></div>
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<div style="text-align: left"></div>
<div style="text-align: left"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pagine-sentenza-.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5580" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pagine-sentenza-.png" alt="" width="366" height="416" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gli-eredi-di-maradona-vincono-la-causa-sui-marchi-del-campione-del-mondo-contro-morla-pomargo-ed-altri-pisani-storico-difensore-di-diego-soddisfazione-per-gli-eredi-e-giustizia-per-la-me/">Gli eredi di Maradona vincono la causa sui marchi del campione del mondo contro Morla, Pomargo ed altri.  Pisani, storico difensore di Diego: “Soddisfazione per gli eredi e giustizia per la memoria di Diego”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Caccia alla Supercar sparita/In campo gli avvocati Angelo e Sergio Pisani</title>
		<link>https://angelopisani.it/caccia-alla-supercar-sparitain-campo-gli-avvocati-angelo-e-sergio-pisani/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 07:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Supercar]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un’auto da collezione che vale 30 milioni di euro, un’Alfa Romeo 33 Stradale rarissima e preziosa, per decenni custodita in un garage specializzato. Dopo la morte del proprietario la vettura sparisce.  E ora gli eredi, assistiti dagli avvocati partenopei Angelo e Sergio Pisani e dal collega milanese Francesco Sacchetti, denunciano pressioni costanti, telefonate e minacce di cause milionarie. Sostengono di essere stati spinti a firmare la cessione dell’auto in un clima di forti tensioni e paure, mentre la moglie del proprietario, provata dal lutto e da gravi problemi di salute, racconta uno stato di estrema vulnerabilità.  «Preghiamo chiunque avesse informazioni sul veicolo, oppure lo avvistasse, a segnalarlo ai legali», è l’appello degli avvocati. Diffusa anche la foto dell’auto. Dopo la firma contestata, la supercar avrebbe cambiato rapidamente proprietario: una nuova società creata ad hoc, nella quale comparirebbe anche uno dei legali coinvolti nella vicenda. Poi il colpo di scena: l’auto sarebbe stata radiata ed esportata all’estero con denuncia di smarrimento targhe. Da quel momento, di fatto, sparisce dai radar italiani.   La vicenda è ora al centro di un fascicolo aperto dalla Procura di Milano. Gli inquirenti ipotizzano estorsione, falso e operazioni per rendere il bene irrintracciabile.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caccia-alla-supercar-sparitain-campo-gli-avvocati-angelo-e-sergio-pisani/">Caccia alla Supercar sparita/In campo gli avvocati Angelo e Sergio Pisani</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/supercar.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5572" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/supercar.png" alt="" width="599" height="395" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Un’auto da collezione che vale 30 milioni di euro, un’Alfa Romeo 33 Stradale rarissima e preziosa, per decenni custodita in un garage specializzato. Dopo la morte del proprietario la vettura sparisce. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">E ora gli eredi, assistiti dagli avvocati partenopei <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong> e dal collega milanese <strong>Francesco Sacchetti</strong>, denunciano pressioni costanti, telefonate e minacce di cause milionarie. Sostengono di essere stati spinti a firmare la cessione dell’auto in un clima di forti tensioni e paure, mentre la moglie del proprietario, provata dal lutto e da gravi problemi di salute, racconta uno stato di estrema vulnerabilità. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Preghiamo chiunque avesse informazioni sul veicolo, oppure lo avvistasse, a segnalarlo ai legali», è l’appello degli avvocati. Diffusa anche la foto dell’auto.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Dopo la firma contestata, la supercar avrebbe cambiato rapidamente proprietario: una nuova società creata ad hoc, nella quale comparirebbe anche uno dei legali coinvolti nella vicenda. Poi il colpo di scena: l’auto sarebbe stata radiata ed esportata all’estero con denuncia di smarrimento targhe. Da quel momento, di fatto, sparisce dai radar italiani.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">  La vicenda è ora al centro di un fascicolo aperto dalla Procura di Milano. Gli inquirenti ipotizzano estorsione, falso e operazioni per rendere il bene irrintracciabile.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caccia-alla-supercar-sparitain-campo-gli-avvocati-angelo-e-sergio-pisani/">Caccia alla Supercar sparita/In campo gli avvocati Angelo e Sergio Pisani</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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