«Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia».
Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia Obiettivo VERITAS, nuova mission del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”.
Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l’organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce.
Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi – ha aggiunto – che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari».
L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del 1523.it, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava – ha detto – perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità – ha incalzato Pisani – ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».
«Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 – ha poi spiegato – è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni».
Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri – ha detto Pisani – che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa».


