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	<title>Angelo Pisani &#187; POLITICA</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E D I T O R I A L E La legge contro l&#8217;uomo: quando il diritto diventa discriminazione &#160; Violenza economica, femminicidio e l&#8217;incostituzionale guerra tra i sessi fomentata dal legislatore di Avv. Angelo Pisani Fondatore di 1523.it – Presidente Noi Consumatori – Associazione Potere ai Diritti C&#8217;è un momento preciso in cui una norma smette di essere tutela e diventa persecuzione. Quel momento è adesso. L&#8217;espansione ideologica del concetto di &#8220;violenza economica&#8221; e il consolidamento normativo del reato di femminicidio — così come oggi configurati — non sono strumenti neutri di giustizia. Sono il prodotto di una visione unilaterale che viola principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall&#8217;articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Tutti. Uomini e donne. I. La &#8220;violenza economica&#8221;: una norma vaga, pericolosa, incostituzionale Sia chiaro, e lo dico senza ambiguità: chi abusa economicamente del partner, chi priva il coniuge dei mezzi di sostentamento, chi umilia e controlla attraverso il denaro deve essere perseguito con fermezza, indipendentemente dal sesso di chi commette l&#8217;abuso e di chi lo subisce. Ma questo non è il problema. Il problema è la vagheità deliberata con cui questi concetti vengono costruiti legislativamente. Cosa significa esattamente &#8220;violenza economica&#8221;? La giurisprudenza e le proposte di legge attualmente in campo disegnano un perimetro talmente ampio da risultare pericolosamente indeterminato: discussioni sulla gestione del bilancio familiare, richieste di rendicontazione delle spese, opposizioni a scelte economiche considerate irresponsabili. Tutto questo, nella vaghezza normativa proposta, può essere riqualificato come condotta penalmente rilevante. Il principio di tassatività penale — pilastro del nostro ordinamento, fondamento dell&#8217;art. 25 Cost. — impone che una fattispecie criminosa sia descritta con precisione. Una norma che punisce &#8220;comportamenti di controllo&#8221; senza definirli con chirurgica puntualità non è una legge: è una trappola. E una trappola che, come la storia di queste normative insegna, viene attivata prevalentemente — statisticamente, sistematicamente — nei confronti degli uomini. Non per volere della natura, ma per costruzione ideologica del legislatore. Davvero vogliamo arrivare al punto in cui discutere di spese familiari costituisce un rischio penale? Chiedere trasparenza sul bilancio condiviso può davvero diventare &#8220;controllo coercitivo&#8221;? II. Il femminicidio: una categoria che viola l&#8217;articolo 3 della Costituzione Il reato di femminicidio, nella sua configurazione attuale, introduce una fattispecie penale aggravata basata esclusivamente sul sesso della vittima. Un uomo ucciso dalla moglie non gode della stessa tutela penale di una donna uccisa dal marito. Questo non è un&#8217;opinione: è il testo della norma. Eppure la Costituzione Italiana, all&#8217;art. 3, co. 1, stabilisce con cristallina chiarezza che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso&#8221;. La pari dignità non è negoziabile. Non si &#8220;bilancia&#8221; con considerazioni sociologiche, pur legittime. Non si sospende per contingenze politiche. Il problema della violenza di genere è reale e va combattuto con strumenti adeguati: ma strumenti che siano universali, che tutelino ogni vittima di violenza domestica, indipendentemente dal sesso. Anche uomini, anziani, bambini. Anche padri. Creare una gerarchia tra vittime non è progressismo: è discriminazione istituzionalizzata. Ed è giuridicamente insostenibile. III. La contrapposizione uomo/donna: a chi serve? C&#8217;è una domanda che nessuno vuole fare, ma che è doveroso porre: a chi giova la narrativa della guerra tra i sessi? Non giova alle donne vittime di violenza, che meritano protezione reale e non slogan. Non giova agli uomini, dipinti come potenziali aggressori per definizione. Non giova ai figli, che crescono in un clima di reciproca diffidenza tra genitori. Non giova alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società ex art. 29 Cost. Giova, invece, a chi costruisce consenso politico sulla paura. A chi monetizza la divisione. A chi trasforma il dolore delle vittime reali in carburante per campagne mediatiche. A chi, nell&#8217;industria della separazione conflittuale, trova il proprio business model. La violenza domestica non ha sesso. I dati — quelli reali, non quelli presentati in modo parziale — ci dicono che uomini, anziani e bambini sono anch&#8217;essi vittime. Le leggi devono rispecchiare questa realtà, non una vulgata ideologica. IV. Il padre: il grande assente del dibattito In questo scenario normativo emerge una vittima silenziosa ma sistematica: il padre. Il padre che lavora, contribuisce, ama — e che oggi viene sempre più percepito, per costruzione istituzionale, come un potenziale imputato. Le conseguenze concrete di questo clima normativo sono devastanti: – meno dialogo in famiglia, perché ogni parola può essere riqualificata come &#8220;controllo&#8221; – più diffidenza, perché ogni scelta economica condivisa può diventare prova a carico – separazioni più conflittuali, alimentate dalla disponibilità di strumenti giuridici utilizzabili in modo strumentale – figli allontanati dai padri, con buona pace della bigenitorialità sancita dalla Cassazione E i nonni. E i fratelli. E tutti coloro che un sistema legislativo squilibrato finisce per marginalizzare nell&#8217;interesse del conflitto anziché del bambino. V. Le denunce strumentali: quando la legge diventa arma C&#8217;è un effetto perverso che non viene mai nominato nel dibattito pubblico: l&#8217;aumento delle denunce strumentali. Quando la legge offre strumenti ad hoc con perimetri vagi, questi strumenti vengono inevitabilmente utilizzati in modo non conforme agli scopi della tutela. Il risultato duplice è devastante: si danneggiano gli innocenti sottoposti a procedimenti penali per condotte del tutto lecite, e simultaneamente si depotenzia la tutela delle vere vittime, sommerse in un sistema congestionato da denunce improprie. Quando tutto diventa violenza, niente è più davvero riconoscibile come tale. La giustizia perde credibilità. Le vere vittime vengono tradite. E chi ha costruito questo sistema può continuare a proclamarsi difensore dei diritti. VI. Cosa chiediamo: equilibrio, non resa Non chiediamo impunità per chi abusa. Chiediamo leggi che rispettino la Costituzione e i suoi principi fondamentali. In concreto: – definizioni legislative tassative e precise delle fattispecie di &#8220;violenza economica&#8221;, nel rispetto del principio di determinatezza ex art. 25 Cost. – norme sulla violenza domestica gender-neutral, che tutelino ogni vittima indipendentemente dal sesso, nel rispetto dell&#8217;art. 3 Cost. – strumenti processuali efficaci contro l&#8217;uso strumentale delle denunce, a tutela sia degli innocenti sia delle vere vittime – un dibattito pubblico fondato su dati reali e [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-leditoriale-basta-caccia-alluomo/">1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>E D I T O R I A L E</strong></p>
<p align="center"><strong>La legge contro l&#8217;uomo:</strong><br />
<strong>quando il diritto diventa discriminazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Violenza economica, femminicidio e l&#8217;incostituzionale guerra tra i sessi fomentata dal legislatore</strong></p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini1.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5773" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini1-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>di Avv. Angelo Pisani</strong><br />
<strong>Fondatore di <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> – Presidente Noi Consumatori – Associazione Potere ai Diritti</strong></p>
<p>C&#8217;è un momento preciso in cui una norma smette di essere tutela e diventa persecuzione. Quel momento è adesso.</p>
<p>L&#8217;espansione ideologica del concetto di &#8220;violenza economica&#8221; e il consolidamento normativo del reato di femminicidio — così come oggi configurati — non sono strumenti neutri di giustizia. Sono il prodotto di una visione unilaterale che viola principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall&#8217;articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Tutti. Uomini e donne.</p>
<p><strong>I. La &#8220;violenza economica&#8221;: una norma vaga, pericolosa, incostituzionale</strong></p>
<p>Sia chiaro, e lo dico senza ambiguità: chi abusa economicamente del partner, chi priva il coniuge dei mezzi di sostentamento, chi umilia e controlla attraverso il denaro deve essere perseguito con fermezza, indipendentemente dal sesso di chi commette l&#8217;abuso e di chi lo subisce. Ma questo non è il problema.</p>
<p>Il problema è la vagheità deliberata con cui questi concetti vengono costruiti legislativamente. Cosa significa esattamente &#8220;violenza economica&#8221;? La giurisprudenza e le proposte di legge attualmente in campo disegnano un perimetro talmente ampio da risultare pericolosamente indeterminato: discussioni sulla gestione del bilancio familiare, richieste di rendicontazione delle spese, opposizioni a scelte economiche considerate irresponsabili. Tutto questo, nella vaghezza normativa proposta, può essere riqualificato come condotta penalmente rilevante.</p>
<p>Il principio di tassatività penale — pilastro del nostro ordinamento, fondamento dell&#8217;art. 25 Cost. — impone che una fattispecie criminosa sia descritta con precisione. Una norma che punisce &#8220;comportamenti di controllo&#8221; senza definirli con chirurgica puntualità non è una legge: è una trappola.<br />
E una trappola che, come la storia di queste normative insegna, viene attivata prevalentemente — statisticamente, sistematicamente — nei confronti degli uomini. Non per volere della natura, ma per costruzione ideologica del legislatore.<br />
Davvero vogliamo arrivare al punto in cui discutere di spese familiari costituisce un rischio penale?<br />
Chiedere trasparenza sul bilancio condiviso può davvero diventare &#8220;controllo coercitivo&#8221;?</p>
<p><strong>II. Il femminicidio: una categoria che viola l&#8217;articolo 3 della Costituzione</strong></p>
<p>Il reato di femminicidio, nella sua configurazione attuale, introduce una fattispecie penale aggravata basata esclusivamente sul sesso della vittima. Un uomo ucciso dalla moglie non gode della stessa tutela penale di una donna uccisa dal marito. Questo non è un&#8217;opinione: è il testo della norma.</p>
<p>Eppure la Costituzione Italiana, all&#8217;art. 3, co. 1, stabilisce con cristallina chiarezza che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso&#8221;. La pari dignità non è negoziabile. Non si &#8220;bilancia&#8221; con considerazioni sociologiche, pur legittime. Non si sospende per contingenze politiche.</p>
<p>Il problema della violenza di genere è reale e va combattuto con strumenti adeguati: ma strumenti che siano universali, che tutelino ogni vittima di violenza domestica, indipendentemente dal sesso. Anche uomini, anziani, bambini. Anche padri.</p>
<p>Creare una gerarchia tra vittime non è progressismo: è discriminazione istituzionalizzata. Ed è giuridicamente insostenibile.</p>
<p><strong>III. La contrapposizione uomo/donna: a chi serve?</strong></p>
<p>C&#8217;è una domanda che nessuno vuole fare, ma che è doveroso porre: a chi giova la narrativa della guerra tra i sessi?</p>
<p>Non giova alle donne vittime di violenza, che meritano protezione reale e non slogan. Non giova agli uomini, dipinti come potenziali aggressori per definizione. Non giova ai figli, che crescono in un clima di reciproca diffidenza tra genitori. Non giova alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società ex art. 29 Cost.<br />
Giova, invece, a chi costruisce consenso politico sulla paura. A chi monetizza la divisione. A chi trasforma il dolore delle vittime reali in carburante per campagne mediatiche. A chi, nell&#8217;industria della separazione conflittuale, trova il proprio business model.</p>
<p>La violenza domestica non ha sesso. I dati — quelli reali, non quelli presentati in modo parziale — ci dicono che uomini, anziani e bambini sono anch&#8217;essi vittime. Le leggi devono rispecchiare questa realtà, non una vulgata ideologica.</p>
<p><strong>IV. Il padre: il grande assente del dibattito</strong></p>
<p>In questo scenario normativo emerge una vittima silenziosa ma sistematica: il padre. Il padre che lavora, contribuisce, ama — e che oggi viene sempre più percepito, per costruzione istituzionale, come un potenziale imputato.</p>
<p>Le conseguenze concrete di questo clima normativo sono devastanti:<br />
– meno dialogo in famiglia, perché ogni parola può essere riqualificata come &#8220;controllo&#8221;<br />
– più diffidenza, perché ogni scelta economica condivisa può diventare prova a carico<br />
– separazioni più conflittuali, alimentate dalla disponibilità di strumenti giuridici utilizzabili in modo strumentale<br />
– figli allontanati dai padri, con buona pace della bigenitorialità sancita dalla Cassazione<br />
E i nonni. E i fratelli. E tutti coloro che un sistema legislativo squilibrato finisce per marginalizzare nell&#8217;interesse del conflitto anziché del bambino.</p>
<p><strong>V. Le denunce strumentali: quando la legge diventa arma</strong></p>
<p>C&#8217;è un effetto perverso che non viene mai nominato nel dibattito pubblico: l&#8217;aumento delle denunce strumentali. Quando la legge offre strumenti ad hoc con perimetri vagi, questi strumenti vengono inevitabilmente utilizzati in modo non conforme agli scopi della tutela.</p>
<p>Il risultato duplice è devastante: si danneggiano gli innocenti sottoposti a procedimenti penali per condotte del tutto lecite, e simultaneamente si depotenzia la tutela delle vere vittime, sommerse in un sistema congestionato da denunce improprie. Quando tutto diventa violenza, niente è più davvero riconoscibile come tale.</p>
<p>La giustizia perde credibilità. Le vere vittime vengono tradite. E chi ha costruito questo sistema può continuare a proclamarsi difensore dei diritti.</p>
<p><strong>VI. Cosa chiediamo: equilibrio, non resa</strong></p>
<p>Non chiediamo impunità per chi abusa. Chiediamo leggi che rispettino la Costituzione e i suoi principi fondamentali. In concreto:<br />
– definizioni legislative tassative e precise delle fattispecie di &#8220;violenza economica&#8221;, nel rispetto del principio di determinatezza ex art. 25 Cost.<br />
– norme sulla violenza domestica gender-neutral, che tutelino ogni vittima indipendentemente dal sesso, nel rispetto dell&#8217;art. 3 Cost.<br />
– strumenti processuali efficaci contro l&#8217;uso strumentale delle denunce, a tutela sia degli innocenti sia delle vere vittime<br />
– un dibattito pubblico fondato su dati reali e completi, non su narrative parziali funzionali al consenso politico<br />
– il riconoscimento pieno della bigenitorialità e il contrasto a ogni forma di allontanamento strumentale dei figli da uno dei genitori</p>
<p>Come avvocato, come cittadino, come uomo impegnato nella difesa dei diritti — di tutti — non posso che oppormi con fermezza a questa deriva.</p>
<p>La violenza va combattuta, sempre. Ma la libertà, la dignità e la presunzione di innocenza non possono essere il prezzo da pagare. Non si costruisce una società più giusta seminando paura e sospetto nei rapporti familiari. Non si tutelano le vittime creando nuovi potenziali innocenti da sacrificare sull&#8217;altare dell&#8217;ideologia.</p>
<p>Uomo e donna sono due esseri umani uguali in dignità e diritti. La Costituzione lo afferma. La ragione lo conferma. È ora che anche il legislatore lo ricordi.</p>
<p>La violenza non ha sesso. La giustizia nemmeno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5770" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini-819x1024.jpeg" alt="" width="819" height="1024" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-leditoriale-basta-caccia-alluomo/">1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia». Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia Obiettivo VERITAS, nuova mission del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”.  Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce. Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari». L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del 1523.it, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».   «Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni». Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5762" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48-1024x542.png" alt="" width="980" height="518" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large">«</span><span style="font-family: georgia, serif">Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia».</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Con queste parole l’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia <strong><em>Obiettivo VERITAS</em></strong>, nuova mission del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del <a href="http://1523.it/">1523.it</a>, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5763" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">«Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PAPA&#8217; IL 1523.it DIFFONDE IL KIT SALVA-DIRITTI</title>
		<link>https://angelopisani.it/in-occasione-della-festa-del-papa-il-1523-it-diffonde-il-kit-salva-diritti/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/in-occasione-della-festa-del-papa-il-1523-it-diffonde-il-kit-salva-diritti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 15:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>BIGENITORIALITA&#8217; NEGATA/PISANI  &#8221;NORMA INCOSTITUZIONALE&#8221;  IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PAPA&#8217; IL 1523.it DIFFONDE IL KIT SALVA-DIRITTI «Finalmente la politica si interessa di un tema fondamentale per lo sviluppo e la tutela della società. i padri separati, che spesso sono le vere vittime». Lo ha dichiarato l&#8217;avvocato Angelo Pisani a margine della conferenza stampa organizzata da Forza Italia stamane sul tema: &#8220;I papà separati per una giustizia familiare più giusta&#8221;. «Basti pensare &#8211; ha rincarato la dose Pisani &#8211; che spesso un padre in Tribunale perde la sua dignità, la sua casa, il suo rapporto con i figli». «Queste &#8211; ha aggiunto il legale, fondatore del contatto antiviolenza 1523.it - sono le prassi del tutto incostituzionali di tanti Tribunali, che impongono solo poche ore settimanali di incontro padre-figlio, eludendo le indicazioni precise della CEDU, che ha già sanzionato l&#8217;Italia per queste prassi disumane nei confronti dei padri». «In occasione della Festa del papà &#8211; ha concluso Pisani &#8211; regaliamo ai padri i loro diritti, perché non esiste solo la violenza fisica, esiste anche la violenza della giustizia, che a volte fa più danni di quella fisica». &#160; LA BIGENITORIALITA&#8217; NEGATA La prassi che vieta ai figli di pernottare con il padre fino ai tre anni è incostituzionale e contraria all’interesse dei minori. In occasione della festa del papà, diffusione di kit salva-diritti figli/padre L’Avv. Angelo Pisani denuncia con forza una prassi sempre più diffusa in alcuni tribunali italiani che impedisce ai figli minori di pernottare con il padre fino al compimento del terzo anno di età, senza alcuna motivazione concreta o valutazione caso per caso. Si tratta di una prassi profondamente ingiusta, discriminatoria e incostituzionale, che viola i principi fondamentali dell’ordinamento italiano e le convenzioni internazionali sulla tutela dei minori. L’Avv. Pisani evidenzia come simili decisioni: • violino il principio di bigenitorialità, sancito dalla legge italiana; • discriminino il padre sulla base del genere; • ignorino l’interesse superiore del minore, che ha diritto a mantenere un rapporto pieno e continuativo con entrambi i genitori; • producano danni psicologici e affettivi nei primi anni di vita, proprio nella fase più delicata dello sviluppo. «Negare a un bambino la possibilità di dormire con il proprio padre per tre anni – dichiara l’Avv. Pisani – significa privarlo di una relazione fondamentale, senza alcuna base scientifica o giuridica. È una prassi figlia di pregiudizi culturali superati, che trattano il padre come un genitore di serie B.» Il progetto 1523.it, nato per la tutela delle vittime di violenza e discriminazioni spesso ignorate, annuncia che impugnerà in tutte le sedi competenti le decisioni fondate su tali automatismi, promuovendo anche esposti alle autorità competenti e alle istituzioni di garanzia. «La legge – prosegue Pisani – non consente scorciatoie ideologiche. Ogni decisione sui figli deve essere presa solo nell’interesse del minore e sulla base di fatti concreti, non su stereotipi che escludono il padre dalla vita quotidiana del bambino.» L’Avv. Pisani lancia inoltre un appello alle istituzioni, al Parlamento e agli organi di autogoverno della magistratura affinché si intervenga per fermare prassi giudiziarie che svuotano di significato il principio di bigenitorialità, garantendo ai figli il diritto di crescere con entrambi i genitori, senza discriminazioni. «La violenza non ha sesso. La tutela dei figli non può avere pregiudizi.» Il progetto 1523.it invita tutte le famiglie e i genitori che si trovano in situazioni analoghe a segnalare i casi, affinché possano essere portati all’attenzione delle autorità competenti e della società civile. GUARDA IL VIDEO DELL&#8217;INTERVISTA GUARDA IL VIDEO DELl&#8217;INTERVENTO</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/in-occasione-della-festa-del-papa-il-1523-it-diffonde-il-kit-salva-diritti/">IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PAPA&#8217; IL 1523.it DIFFONDE IL KIT SALVA-DIRITTI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/padri-separati.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5645" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/padri-separati.png" alt="" width="827" height="467" /></a></p>
<p align="center"><strong>BIGENITORIALITA&#8217; NEGATA/PISANI  &#8221;NORMA INCOSTITUZIONALE&#8221; </strong></p>
<p align="center"><strong>IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PAPA&#8217; IL 1523.it DIFFONDE IL KIT SALVA-DIRITTI</strong></p>
<p>«Finalmente la politica si interessa di un tema fondamentale per lo sviluppo e la tutela della società. i padri separati, che spesso sono le vere vittime». Lo ha dichiarato l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong> a margine della conferenza stampa organizzata da Forza Italia stamane sul tema: &#8220;I papà separati per una giustizia familiare più giusta&#8221;. «Basti pensare &#8211; ha rincarato la dose Pisani &#8211; che spesso un padre in Tribunale perde la sua dignità, la sua casa, il suo rapporto con i figli». «Queste &#8211; ha aggiunto il legale, fondatore del contatto antiviolenza <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> - sono le prassi del tutto incostituzionali di tanti Tribunali, che impongono solo poche ore settimanali di incontro padre-figlio, eludendo le indicazioni precise della CEDU, che ha già sanzionato l&#8217;Italia per queste prassi disumane nei confronti dei padri». «In occasione della Festa del papà &#8211; ha concluso Pisani &#8211; regaliamo ai padri i loro diritti, perché non esiste solo la violenza fisica, esiste anche la violenza della giustizia, che a volte fa più danni di quella fisica».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>LA BIGENITORIALITA&#8217; NEGATA</strong></p>
<p align="center"><strong>La prassi che vieta ai figli di pernottare con il padre fino ai tre anni è incostituzionale e contraria all’interesse dei minori. In occasione della festa del papà, diffusione di kit salva-diritti figli/padre</strong></p>
<p>L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong> denuncia con forza una prassi sempre più diffusa in alcuni tribunali italiani che impedisce ai figli minori di pernottare con il padre fino al compimento del terzo anno di età, senza alcuna motivazione concreta o valutazione caso per caso.</p>
<p>Si tratta di una prassi profondamente ingiusta, discriminatoria e incostituzionale, che viola i principi fondamentali dell’ordinamento italiano e le convenzioni internazionali sulla tutela dei minori.</p>
<p>L’Avv. Pisani evidenzia come simili decisioni:<br />
• violino il principio di bigenitorialità, sancito dalla legge italiana;<br />
• discriminino il padre sulla base del genere;<br />
• ignorino l’interesse superiore del minore, che ha diritto a mantenere un rapporto pieno e continuativo con entrambi i genitori;<br />
• producano danni psicologici e affettivi nei primi anni di vita, proprio nella fase più delicata dello sviluppo.</p>
<p>«Negare a un bambino la possibilità di dormire con il proprio padre per tre anni – dichiara l’Avv. Pisani – significa privarlo di una relazione fondamentale, senza alcuna base scientifica o giuridica.<br />
È una prassi figlia di pregiudizi culturali superati, che trattano il padre come un genitore di serie B.»</p>
<p>Il progetto <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong>, nato per la tutela delle vittime di violenza e discriminazioni spesso ignorate, annuncia che impugnerà in tutte le sedi competenti le decisioni fondate su tali automatismi, promuovendo anche esposti alle autorità competenti e alle istituzioni di garanzia.</p>
<p>«La legge – prosegue Pisani – non consente scorciatoie ideologiche.<br />
Ogni decisione sui figli deve essere presa solo nell’interesse del minore e sulla base di fatti concreti, non su stereotipi che escludono il padre dalla vita quotidiana del bambino.»</p>
<p>L’Avv. Pisani lancia inoltre un appello alle istituzioni, al Parlamento e agli organi di autogoverno della magistratura affinché si intervenga per fermare prassi giudiziarie che svuotano di significato il principio di bigenitorialità, garantendo ai figli il diritto di crescere con entrambi i genitori, senza discriminazioni.</p>
<p>«La violenza non ha sesso.<br />
La tutela dei figli non può avere pregiudizi.»</p>
<p>Il progetto 1523.it invita tutte le famiglie e i genitori che si trovano in situazioni analoghe a segnalare i casi, affinché possano essere portati all’attenzione delle autorità competenti e della società civile.</p>
<p><strong>GUARDA IL <a href="https://youtu.be/KYev2o3DPd4">VIDEO</a> DELL&#8217;INTERVISTA</strong></p>
<p><strong>GUARDA IL <a href="https://youtu.be/YpZLkxsup_g">VIDEO</a> DELl&#8217;INTERVENTO</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/in-occasione-della-festa-del-papa-il-1523-it-diffonde-il-kit-salva-diritti/">IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PAPA&#8217; IL 1523.it DIFFONDE IL KIT SALVA-DIRITTI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Oltraggio ai danni della senatrice Bongiorno. Pisani (1523.it): “Anche questa è violenza”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 16:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Le attiviste del comitato femminista “Non una di meno” hanno scaricato letame dinanzi all’ufficio milanese della senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale. «Mi pare evidente &#8211; tuona l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del servizio antiviolenza nazionale 1523.it - che le agitatissime attiviste non abbiamo letto o compreso il testo in discussione, un testo che sostanzialmente risponde alle indicazioni emerse nel corso della discussione parlamentare di porre al centro la donna e la sua autodeterminazione. Nell’articolo 609-bis del Codice Penale, cui si appigliano le attiviste &#8211; aggiunge Pisani &#8211; l’autodeterminazione della donna era del tutto assente». «Si tratta dunque &#8211; dichiara ancora l’avvocato Pisani &#8211; di una forma di violenza del tutto gratuita, che risponde solo alle logiche di una lotta politica basata sulla violenza e non sui contenuti, spiace che ancora una volta le femministe, che pure tante volte hanno sostenuto giusti principi di libertà, questa volta si abbandonino ad atti incivili per il solo antagonismo politico, senza conoscere a fondo i motivi del loro gesto». «Personalmente &#8211; ricorda l’avvocato &#8211; sono stato bersaglio di aggressioni verbali da parte di esponenti dello stesso comitato per aver presentato alla Biblioteca Nazionale di Napoli il mio libro “L’altra violenza”, in cui si raccontano le storie vere dei tanti uomini, ragazzi, anziani, vittime di violenza che, privi di tutela da parte delle istituzioni, quotidianamente si rivolgono al 1523». «Giulia Bongiorno &#8211; conclude Pisani &#8211; non ha certo bisogno di chi la difenda, tanta è la sua autorevolezza come avvocato, tuttavia come 1523.it esprimiamo indignazione per il gesto del comitato, richiesta di tutela per le vittime di simili azioni e tutta la nostra solidarietà alla senatrice Bongiorno». &#160; &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/oltraggio-ai-danni-della-senatrice-bongiorno-pisani-1523-it-anche-questa-e-violenza/">Oltraggio ai danni della senatrice Bongiorno. Pisani (1523.it): “Anche questa è violenza”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2026-02-26-18-51-37.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5612" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2026-02-26-18-51-37-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le attiviste del comitato femminista “Non una di meno” hanno scaricato letame dinanzi all’ufficio milanese della senatrice <strong>Giulia Bongiorno</strong>, relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale. «Mi pare evidente &#8211; tuona l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del servizio antiviolenza nazionale <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> - che le agitatissime attiviste non abbiamo letto o compreso il testo in discussione, un testo che sostanzialmente risponde alle indicazioni emerse nel corso della discussione parlamentare di porre al centro la donna e la sua autodeterminazione. Nell’articolo 609-bis del Codice Penale, cui si appigliano le attiviste &#8211; aggiunge Pisani &#8211; l’autodeterminazione della donna era del tutto assente». «Si tratta dunque &#8211; dichiara ancora l’avvocato Pisani &#8211; di una forma di violenza del tutto gratuita, che risponde solo alle logiche di una lotta politica basata sulla violenza e non sui contenuti, spiace che ancora una volta le femministe, che pure tante volte hanno sostenuto giusti principi di libertà, questa volta si abbandonino ad atti incivili per il solo antagonismo politico, senza conoscere a fondo i motivi del loro gesto».</p>
<p>«Personalmente &#8211; ricorda l’avvocato &#8211; sono stato bersaglio di aggressioni verbali da parte di esponenti dello stesso comitato per aver presentato alla Biblioteca Nazionale di Napoli il mio libro “L’altra violenza”, in cui si raccontano le storie vere dei tanti uomini, ragazzi, anziani, vittime di violenza che, privi di tutela da parte delle istituzioni, quotidianamente si rivolgono al 1523».</p>
<p>«Giulia Bongiorno &#8211; conclude Pisani &#8211; non ha certo bisogno di chi la difenda, tanta è la sua autorevolezza come avvocato, tuttavia come 1523.it esprimiamo indignazione per il gesto del comitato, richiesta di tutela per le vittime di simili azioni e tutta la nostra solidarietà alla senatrice Bongiorno».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/oltraggio-ai-danni-della-senatrice-bongiorno-pisani-1523-it-anche-questa-e-violenza/">Oltraggio ai danni della senatrice Bongiorno. Pisani (1523.it): “Anche questa è violenza”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CALCIO: I TIFOSI FANNO SQUADRA CON RICORSO AL TAR CONTRO DIVIETO TRASFERTE.  PISANI: “DIFENDIAMO COSTITUZIONE E SPORT”</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CALCIO: I TIFOSI FANNO SQUADRA CON RICORSO AL TAR CONTRO DIVIETO TRASFERTE.  PISANI: “DIFENDIAMO COSTITUZIONE E SPORT” L’avv. Angelo Pisani, presidente del Social Club Napoli Maradona, lancia un appello a fare squadra e tifare contro ingiustizia e violenze, sottoscrivendo il ricorso al TAR Lazio contro il divieto di trasferta, imposto anche ai tifosi del Napoli fino a fine stagione, tra l’altro per fatti già puniti avvenuti fuori e lontano dallo stadio . «È una punizione di massa inaccettabile, ingiusta e incostituzionale – afferma Pisani – che colpisce solo cittadini onesti senza prevenire la violenza e risolvere i problemi con vantaggi per Pay tv e poteri forti ospitati negli stadi». Secondo il ricorso, il provvedimento viola ogni principio di diritto e buon senso, oltre alle libertà fondamentali e principi di proporzionalità. Il Club annuncia che la battaglia di giustizia è valori proseguirà, se necessario, fino alla CEDU. «La violenza si combatte con giustizia e cultura, non sospendendo e violentando i diritti», conclude Pisani, invitando i tifosi a sottoscrivere il ricorso e la dignità azzurra.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/calcio-i-tifosi-fanno-squadra-con-ricorso-al-tar-contro-divieto-trasferte-pisani-difendiamo-costituzione-e-sport/">CALCIO: I TIFOSI FANNO SQUADRA CON RICORSO AL TAR CONTRO DIVIETO TRASFERTE.  PISANI: “DIFENDIAMO COSTITUZIONE E SPORT”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">CALCIO: I TIFOSI FANNO SQUADRA CON RICORSO AL TAR CONTRO DIVIETO TRASFERTE. </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">PISANI: “DIFENDIAMO COSTITUZIONE E SPORT”</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2026-02-05-12-29-40.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5565" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2026-02-05-12-29-40-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
L’avv. Angelo Pisani, presidente del <em>Social Club Napoli Maradona</em>, lancia un appello a fare squadra e tifare contro ingiustizia e violenze, sottoscrivendo il ricorso al TAR Lazio contro il divieto di trasferta, imposto anche ai tifosi del Napoli fino a fine stagione, tra l’altro per fatti già puniti avvenuti fuori e lontano dallo stadio .</p>
<p></strong></span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong>«È una punizione di massa inaccettabile, ingiusta e incostituzionale – afferma Pisani – che colpisce solo cittadini onesti senza prevenire la violenza e risolvere i problemi con vantaggi per Pay tv e poteri forti ospitati negli stadi».</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
Secondo il ricorso, il provvedimento viola ogni principio di diritto e buon senso, oltre alle libertà fondamentali e principi di proporzionalità.<br />
Il Club annuncia che la battaglia di giustizia è valori proseguirà, se necessario, fino alla CEDU.</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
«La violenza si combatte con giustizia e cultura, non sospendendo e violentando i diritti», conclude Pisani, invitando i tifosi a sottoscrivere il ricorso e la dignità azzurra.</strong></span></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2026-02-05-12-29-41.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5566" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2026-02-05-12-29-41-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/calcio-i-tifosi-fanno-squadra-con-ricorso-al-tar-contro-divieto-trasferte-pisani-difendiamo-costituzione-e-sport/">CALCIO: I TIFOSI FANNO SQUADRA CON RICORSO AL TAR CONTRO DIVIETO TRASFERTE.  PISANI: “DIFENDIAMO COSTITUZIONE E SPORT”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pisani domani in Senato al Convegno sulla fragilità familiare</title>
		<link>https://angelopisani.it/pisani-domani-in-senato-al-convegno-sulla-fragilita-familiare/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/pisani-domani-in-senato-al-convegno-sulla-fragilita-familiare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 16:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tavola Rotonda su Fragilità familiare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Domani l&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it, sarà in Senato, Sala Barberia dalle ore 16.00 alle ore 18.30 (ingresso da Piazza San Luigi de&#8217; Francesi) per partecipare alla Tavola Rotonda sulle Fragilità reddituali e fragilità familiari. «Sarà l’occasione &#8211; dice Pisani &#8211; per esprimere il mio punto di vista e dibattere di “fragilità familiare”, affrontando le difficoltà, le criticità e le sfide che attanagliano le famiglie italiane, in un decennio contraddistinto da un incremento della povertà, soprattutto nei territori più marginali». Analogamente, la tavola rotonda verterà anche sulle problematiche afferenti agli equilibri familiari, alla tutela dei minori, alle liti domestiche (che spesso necessitano dell’intervento del 118 o delle forze dell’ordine), il tutto da inquadrare in un radicale mutamento del concetto di famiglia avvenuto negli ultimi decenni. «Ascolterò anche gli altri pareri ed interventi &#8211; aggiunge Pisani &#8211; in merito per le istanze e proposte da rivolgere al decisore politico. L’obiettivo, infatti, è anche quello di trasformare in iniziative parlamentari i rilievi che arriveranno al tavolo».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-domani-in-senato-al-convegno-sulla-fragilita-familiare/">Pisani domani in Senato al Convegno sulla fragilità familiare</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domani l&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it, sarà in Senato, Sala Barberia dalle ore 16.00 alle ore 18.30 (ingresso da Piazza San Luigi de&#8217; Francesi) per partecipare alla Tavola Rotonda sulle Fragilità reddituali e fragilità familiari.</strong></p>
<p><strong>«Sarà l’occasione &#8211; dice Pisani &#8211; per esprimere il mio punto di vista e dibattere di “fragilità familiare”, affrontando le difficoltà, le criticità e le sfide che attanagliano le famiglie italiane, in un decennio contraddistinto da un incremento della povertà, soprattutto nei territori più marginali».</strong><br />
<strong>Analogamente, la tavola rotonda verterà anche sulle problematiche afferenti agli equilibri familiari, alla tutela dei minori, alle liti domestiche (che spesso necessitano dell’intervento del 118 o delle forze dell’ordine), il tutto da inquadrare in un radicale mutamento del concetto di famiglia avvenuto negli ultimi decenni.</strong><br />
<strong>«Ascolterò anche gli altri pareri ed interventi &#8211; aggiunge Pisani &#8211; in merito per le istanze e proposte da rivolgere al decisore politico. L’obiettivo, infatti, è anche quello di trasformare in iniziative parlamentari i rilievi che arriveranno al tavolo».</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-02-04-alle-17.30.51.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5559" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-02-04-alle-17.30.51.png" alt="" width="796" height="568" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-domani-in-senato-al-convegno-sulla-fragilita-familiare/">Pisani domani in Senato al Convegno sulla fragilità familiare</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Separazione delle carriere: perché votare SÌ è una scelta di giustizia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 08:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>-DI ANGELO PISANI - &#160; &#160; Non è una presa di posizione ideologica. Non è una battaglia di parte. È, prima di tutto, una riflessione sul funzionamento della giustizia e sulla credibilità del processo. Mi sento spinto a intervenire nel dibattito sul referendum per la separazione delle carriere con una convinzione chiara: voterò SÌ, in modo fermo e ragionato. Lo faccio da avvocato, non da militante politico. E lo faccio proprio perché non mi riconosco nelle semplificazioni che riducono questo tema a uno scontro tra schieramenti. La separazione delle carriere va letta per ciò che è realmente: una questione di garanzie, di tutela del diritto di difesa e di trasparenza del sistema giudiziario. Chiunque frequenti quotidianamente le aule di giustizia conosce bene una dinamica che raramente viene raccontata fuori dai palazzi: giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine, condividono percorsi professionali, ambienti di lavoro, logiche ordinamentali. Sono colleghi. Ed è naturale che lo siano. Ma è altrettanto naturale domandarsi se questo assetto sia ancora compatibile con l’esigenza – oggi più che mai avvertita – di una giustizia che non solo sia imparziale, ma che appaia tale. Nel processo penale, il pubblico ministero esercita l’azione penale. Il giudice decide della libertà, dei diritti, talvolta del destino delle persone. È legittimo chiedersi se questi due ruoli possano continuare a convivere all’interno dello stesso percorso professionale senza generare, anche solo potenzialmente, interferenze, condizionamenti, cortocircuiti istituzionali. &#160; Non si tratta di mettere in discussione la buona fede o la professionalità dei magistrati. Si tratta di riconoscere che le relazioni ordinamentali, le carriere, le prospettive di nomina e di avanzamento fanno parte di un sistema che inevitabilmente incide sul clima in cui si forma il giudizio. Tutto questo ha un riflesso concreto: sull’attività dell’avvocatura, sul diritto di difesa, sulla percezione di equità da parte dei cittadini. Un sistema nel quale accusa e giudice condividono lo stesso orizzonte professionale rischia di rendere opache dinamiche che dovrebbero essere cristalline. La separazione delle carriere non indebolisce la magistratura. Al contrario, ne rafforza l’autorevolezza, sottraendo ogni sospetto di contiguità e restituendo piena centralità al principio del giusto processo. Per questo il referendum non dovrebbe dividere in base alle appartenenze politiche. Il SÌ non è di destra né di sinistra. È una scelta a tutela dei diritti fondamentali, dell’equilibrio tra le parti, della credibilità della giurisdizione. Il NO, invece, finisce per difendere uno status quo che da tempo mostra limiti evidenti e che, nei fatti, continua a comprimere il diritto di difesa e la fiducia dei cittadini nella giustizia. Rivolgo quindi un appello agli avvocati, ai cittadini e anche ai magistrati che credono davvero nella neutralità del giudicare: votare SÌ significa rafforzare lo Stato di diritto, non indebolirlo. È una scelta di trasparenza. È una scelta di civiltà giuridica. Mettiamo da parte, una volta per tutte, le appartenenze politiche. Mettiamo da parte le tifoserie. Guardiamo la questione dal punto di vista dell’avvocatura e di chi, ogni giorno, è costretto a rivolgersi a noi: i cittadini, i nostri clienti. &#160; Entriamo idealmente in un’aula penale. Il giudice si rivolge al pubblico ministero con modi cordiali. È normale: sono colleghi. Quando il giudice si ritira in camera di consiglio, il PM va via. Torna nel suo ufficio, al bar, altrove. Poi, avvisato dal cancelliere, rientra pochi istanti prima della decisione. Fuori dall’aula, nella quotidianità lavorativa, giudice e PM condividono ambienti, percorsi, dinamiche. Possono parlare delle future nomine, delle elezioni per il CSM, di carriere, incarichi, rivendicazioni lavorative. Possono commentare procedimenti che riguardano altri colleghi. Possono – anche inconsapevolmente – condizionarsi. E il giorno dopo, uno rappresenta l’accusa. L’altro decide sulla libertà personale di un cittadino. &#160; Ecco il punto. Il vero punto. Chi promuove l’azione penale e chi decide del destino delle persone non devono essere colleghi. Non devono condividere carriere, percorsi, interessi ordinamentali. Non devono trovarsi, anche solo indirettamente, dentro le stesse logiche di appartenenza. Perché tutto questo si ripercuote in aula. Si ripercuote nel modo di giudicare. Si ripercuote sul diritto di difesa. Si ripercuote sui nostri clienti. E si ripercuote sul nostro lavoro quotidiano di avvocati, spesso mortificato da dinamiche invisibili, non controllabili, non conoscibili. &#160; Questa non è una battaglia contro la magistratura. È una battaglia per la magistratura, affinché sia – e appaia – davvero imparziale. È una battaglia per la trasparenza del processo. È una battaglia per la credibilità della giustizia. &#160; Mettiamo da parte il linguaggio ideologico. Mettiamo da parte il “destra contro sinistra”. &#160; Il SÌ è per la tutela dei diritti. Il NO è per il mantenimento di un sistema che, oggettivamente, indebolisce il diritto di difesa. &#160; Per questo rivolgo un appello: •          agli avvocati, custodi della difesa e della libertà; •          ai cittadini, che chiedono una giustizia giusta, non sospetta; •          ai magistrati, che sanno quanto sia importante non solo essere imparziali, ma anche apparirlo. &#160; Votare SÌ non significa schierarsi. Significa scegliere una giustizia più credibile, più equa, più moderna. &#160; AVVOCATO ANGELO PISANI </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/separazione-delle-carriere-perche-votare-si-e-una-scelta-di-giustizia/">Separazione delle carriere: perché votare SÌ è una scelta di giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>-DI ANGELO PISANI -</strong></p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/SI.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5415" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/SI.png" alt="" width="244" height="275" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è una presa di posizione ideologica.</p>
<p>Non è una battaglia di parte.</p>
<p>È, prima di tutto, una riflessione sul funzionamento della giustizia e sulla credibilità del processo.</p>
<p>Mi sento spinto a intervenire nel dibattito sul referendum per la separazione delle carriere con una convinzione chiara: voterò SÌ, in modo fermo e ragionato.</p>
<p>Lo faccio da avvocato, non da militante politico. E lo faccio proprio perché non mi riconosco nelle semplificazioni che riducono questo tema a uno scontro tra schieramenti.</p>
<p>La separazione delle carriere va letta per ciò che è realmente: una questione di garanzie, di tutela del diritto di difesa e di trasparenza del sistema giudiziario.</p>
<p>Chiunque frequenti quotidianamente le aule di giustizia conosce bene una dinamica che raramente viene raccontata fuori dai palazzi: giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine, condividono percorsi professionali, ambienti di lavoro, logiche ordinamentali. Sono colleghi. Ed è naturale che lo siano.</p>
<p>Ma è altrettanto naturale domandarsi se questo assetto sia ancora compatibile con l’esigenza – oggi più che mai avvertita – di una giustizia che non solo sia imparziale, ma che appaia tale.</p>
<p>Nel processo penale, il pubblico ministero esercita l’azione penale.</p>
<p>Il giudice decide della libertà, dei diritti, talvolta del destino delle persone.</p>
<p>È legittimo chiedersi se questi due ruoli possano continuare a convivere all’interno dello stesso percorso professionale senza generare, anche solo potenzialmente, interferenze, condizionamenti, cortocircuiti istituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si tratta di mettere in discussione la buona fede o la professionalità dei magistrati. Si tratta di riconoscere che le relazioni ordinamentali, le carriere, le prospettive di nomina e di avanzamento fanno parte di un sistema che inevitabilmente incide sul clima in cui si forma il giudizio. Tutto questo ha un riflesso concreto: sull’attività dell’avvocatura, sul diritto di difesa, sulla percezione di equità da parte dei cittadini. Un sistema nel quale accusa e giudice condividono lo stesso orizzonte professionale rischia di rendere opache dinamiche che dovrebbero essere cristalline.</p>
<p><strong>La separazione delle carriere non indebolisce la magistratura.</strong></p>
<p>Al contrario, ne rafforza l’autorevolezza, sottraendo ogni sospetto di contiguità e restituendo piena centralità al principio del giusto processo.</p>
<p>Per questo il referendum non dovrebbe dividere in base alle appartenenze politiche.</p>
<p><strong>Il SÌ non è di destra né di sinistra.</strong></p>
<p>È una scelta a tutela dei diritti fondamentali, dell’equilibrio tra le parti, della credibilità della giurisdizione.</p>
<p>Il NO, invece, finisce per difendere uno status quo che da tempo mostra limiti evidenti e che, nei fatti, continua a comprimere il diritto di difesa e la fiducia dei cittadini nella giustizia.</p>
<p>Rivolgo quindi un appello agli avvocati, ai cittadini e anche ai magistrati che credono davvero nella neutralità del giudicare: votare SÌ significa rafforzare lo Stato di diritto, non indebolirlo.</p>
<p>È una scelta di trasparenza.</p>
<p>È una scelta di civiltà giuridica.</p>
<p>Mettiamo da parte, una volta per tutte, le appartenenze politiche.</p>
<p>Mettiamo da parte le tifoserie.</p>
<p>Guardiamo la questione dal punto di vista dell’avvocatura e di chi, ogni giorno, è costretto a rivolgersi a noi: i cittadini, i nostri clienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Entriamo idealmente in un’aula penale.</p>
<p>Il giudice si rivolge al pubblico ministero con modi cordiali. È normale: sono colleghi.</p>
<p>Quando il giudice si ritira in camera di consiglio, il PM va via. Torna nel suo ufficio, al bar, altrove.</p>
<p>Poi, avvisato dal cancelliere, rientra pochi istanti prima della decisione.</p>
<p>Fuori dall’aula, nella quotidianità lavorativa, giudice e PM condividono ambienti, percorsi, dinamiche.</p>
<p>Possono parlare delle future nomine, delle elezioni per il CSM, di carriere, incarichi, rivendicazioni lavorative.</p>
<p>Possono commentare procedimenti che riguardano altri colleghi.</p>
<p>Possono – anche inconsapevolmente – condizionarsi.</p>
<p>E il giorno dopo, uno rappresenta l’accusa.</p>
<p>L’altro decide sulla libertà personale di un cittadino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il punto. Il vero punto.</p>
<p>Chi promuove l’azione penale e chi decide del destino delle persone non devono essere colleghi. Non devono condividere carriere, percorsi, interessi ordinamentali. Non devono trovarsi, anche solo indirettamente, dentro le stesse logiche di appartenenza. Perché tutto questo si ripercuote in aula.</p>
<p>Si ripercuote nel modo di giudicare.</p>
<p>Si ripercuote sul diritto di difesa.</p>
<p>Si ripercuote sui nostri clienti.</p>
<p>E si ripercuote sul nostro lavoro quotidiano di avvocati, spesso mortificato da dinamiche invisibili, non controllabili, non conoscibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questa non è una battaglia contro la magistratura.</strong></p>
<p><strong>È una battaglia per la magistratura, affinché sia – e appaia – davvero imparziale.</strong></p>
<p><strong>È una battaglia per la trasparenza del processo.</strong></p>
<p><strong>È una battaglia per la credibilità della giustizia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mettiamo da parte il linguaggio ideologico.</p>
<p>Mettiamo da parte il “destra contro sinistra”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il SÌ è per la tutela dei diritti.</strong></p>
<p><strong>Il NO è per il mantenimento di un sistema che, oggettivamente, indebolisce il diritto di difesa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo rivolgo un appello:</p>
<p>•          agli avvocati, custodi della difesa e della libertà;</p>
<p>•          ai cittadini, che chiedono una giustizia giusta, non sospetta;</p>
<p>•          ai magistrati, che sanno quanto sia importante non solo essere imparziali, ma anche apparirlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Votare SÌ non significa schierarsi.</p>
<p>Significa scegliere una giustizia più credibile, più equa, più moderna.</p>
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<p style="text-align: right"><strong>AVVOCATO ANGELO PISANI </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/separazione-delle-carriere-perche-votare-si-e-una-scelta-di-giustizia/">Separazione delle carriere: perché votare SÌ è una scelta di giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>“Se confermato il cosiddetto Sistema Signorini” è triste esempio di spietata violenza sugli uomini”</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 08:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Se confermato il cosiddetto Sistema Signorini” è triste esempio di spietata violenza sugli uomini” Pisani: nessuno è solo &#8211; Comitato “salva sogni e diritti “, segnalazione abusi: sos@1523.it «Ritengo &#8211; dichiara l’avv. Angelo Pisani, founder del 1523.it per il contrasto agli abusi sugli uomini &#8211; che le dinamiche ed i metodi disumani di spinta ed ingresso nel mondo dello spettacolo/vip,  denunciati da Corona ed altri, su cui ora in primis la magistratura non può non accendere i riflettori per accertare la verità  e le varie responsabilità a tutela dei diritti umani, se confermati da fatti concreti, prove e testimonianze documentate, configurino una palese forma di violenza e sfruttamento nei confronti di persone, spesso anche minori, che aspirano a fare carriera nel mondo dello spettacolo, soffocando i sogni dei più giovani. Un fenomeno &#8211; aggiunge il legale &#8211; che non può essere derubricato a semplice gossip o pettegolezzo, ma che merita verifica giudiziaria, approfondita attenzione pubblica ed istituzionale per la sua gravità. Le pericolose conseguenze sono non meno gravi delle violazioni da femminicidio e da violenza sui bambini. Se si fossero ipotizzate come vittime le donne, sarebbe successo il finimondo, ma pare che trattandosi di ragazzi il fatto non faccia notizia. Anche questa è discriminazione, è squallore». «Da quanto si legge &#8211; sottolineano ancora gli avvocati Angelo e Sergio Pisani - non si tratterebbe di chiacchiere ed opinioni di parte su personaggi televisivi, ma di un tema serio che riguarda la tutela dei diritti e valori individuali, l’integrità morale e sociale, oltre che il dovere di protezione delle vittime di violenze ed abusi di potere, ostacolate anche nel loro diritto di difesa». «La violenza psicologica, economica o di condizionamento nelle relazioni di potere, in qualsiasi forma si manifesti &#8211; aggiungono &#8211; deve essere sempre denunciata, affrontata e contrastata con gli strumenti della legge e della giustizia. Tutte le persone senza distinzione di sesso e soprattuto i genitori di minori vittime su tali violenze,  che ritengono di avere subito comportamenti lesivi, abusi o pressioni sessuali nei contesti professionali o mediatici del mondo dello spettacolo, devono avere la possibilità di segnalare e farsi avanti, denunciare ed essere ascoltati e tutelati, come previsto dal progetto 1523.it». Pertanto il progetto 1523.it mette fin da subito a disposizione i suoi sportelli web ed il team di esperti e consulenti, oltre alla lunga esperienza professionale, anche agli uomini e alle persone coinvolte che desiderano liberarsi da segreti e incubi inconfessabili ed intendono presentare una denuncia formale, o intraprendere ogni ogni altra azione legale possibile nei confronti di chiunque risulti abbia esercitato violenza, mobbing, coercizione o abuso di potere. «Invito sempre tutte le vittime, comprese eventuali figure pubbliche o lavoratori nel settore televisivo, spettacolo e media &#8211; esorta l&#8217;avvocato Angelo Pisani - a farsi avanti, segnalare anche tramite social o email a sos@1523.it per denunciare e chiedere giustizia, avvalendosi di assistenza legale qualificata e degli strumenti previsti dall’ordinamento per la tutela delle persone offese da comportamenti illeciti e/o di bravate». «Auspichiamo &#8211; concludono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani - che le indagini delle istituzioni competenti possano fare piena luce su quanto emerge per tutelare la dignità di tutte le persone coinvolte». Avvocati Angelo e Sergio Pisani 1523.it</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/se-confermato-il-cosiddetto-sistema-signorini-e-triste-esempio-di-spietata-violenza-sugli-uomini/">“Se confermato il cosiddetto Sistema Signorini” è triste esempio di spietata violenza sugli uomini”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">“Se confermato il cosiddetto Sistema Signorini” è triste esempio di spietata violenza sugli uomini”</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">Pisani: nessuno è solo &#8211; Comitato “salva sogni e diritti “, segnalazione abusi: sos@1523.it</span></strong><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large"><br />
</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/abusi.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5408" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/abusi-300x229.png" alt="" width="300" height="229" /></a></p>
<p>«Ritengo &#8211; dichiara l’avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> per il contrasto agli abusi sugli uomini &#8211; che le dinamiche ed i metodi disumani di spinta ed ingresso nel mondo dello spettacolo/vip,  denunciati da Corona ed altri, su cui ora in primis la magistratura non può non accendere i riflettori per accertare la verità  e le varie responsabilità a tutela dei diritti umani, se confermati da fatti concreti, prove e testimonianze documentate, configurino una <strong>palese forma di violenza e sfruttamento nei confronti di persone</strong>, spesso anche minori, che aspirano a fare carriera nel mondo dello spettacolo, soffocando i sogni dei più giovani. Un fenomeno &#8211; aggiunge il legale &#8211; che non può essere derubricato a semplice gossip o pettegolezzo, ma che merita verifica giudiziaria, approfondita attenzione pubblica ed istituzionale per la sua gravità. Le pericolose conseguenze sono non meno gravi delle violazioni da femminicidio e da violenza sui bambini. Se si fossero ipotizzate come vittime le donne, sarebbe successo il finimondo, ma pare che trattandosi di ragazzi il fatto non faccia notizia. Anche questa è discriminazione, è squallore».</p>
<p>«Da quanto si legge &#8211; sottolineano ancora gli avvocati Angelo e <strong>Sergio Pisani</strong> - non si tratterebbe di chiacchiere ed opinioni di parte su personaggi televisivi, ma di un tema serio che riguarda la tutela dei diritti e valori individuali, l’integrità morale e sociale, oltre che il dovere di protezione delle vittime di violenze ed abusi di potere, ostacolate anche nel loro diritto di difesa».<br />
«La violenza psicologica, economica o di condizionamento nelle relazioni di potere, in qualsiasi forma si manifesti &#8211; aggiungono &#8211; deve essere sempre denunciata, affrontata e contrastata con gli strumenti della legge e della giustizia. Tutte le persone senza distinzione di sesso e soprattuto i genitori di minori vittime su tali violenze,  che ritengono di avere subito comportamenti lesivi, abusi o pressioni sessuali nei contesti professionali o mediatici del mondo dello spettacolo, devono avere la possibilità di segnalare e farsi avanti, denunciare ed essere ascoltati e tutelati, come previsto dal progetto <strong>1523.it».</strong></p>
<p></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Pertanto il <strong>progetto 1523.it</strong> mette fin da subito a disposizione i suoi sportelli web ed il team di esperti e consulenti, oltre alla lunga esperienza professionale, anche agli uomini e alle persone coinvolte che desiderano liberarsi da segreti e incubi inconfessabili ed intendono presentare una denuncia formale, o intraprendere ogni ogni altra azione legale possibile nei confronti di chiunque risulti abbia esercitato violenza, mobbing, coercizione o abuso di potere.</p>
<p>«Invito sempre tutte le vittime, comprese eventuali figure pubbliche o lavoratori nel settore televisivo, spettacolo e media &#8211; esorta l&#8217;avvocato Angelo Pisani - a farsi avanti, segnalare anche tramite social o email a <strong>sos@1523.it</strong> per denunciare e chiedere giustizia, avvalendosi di assistenza legale qualificata e degli strumenti previsti dall’ordinamento per la tutela delle persone offese da comportamenti illeciti e/o di bravate».</p>
<p>«Auspichiamo &#8211; concludono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani - che le indagini delle istituzioni competenti possano fare piena luce su quanto emerge per tutelare la dignità di tutte le persone coinvolte».</p>
<p>Avvocati Angelo e Sergio Pisani<br />
<strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong></span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/se-confermato-il-cosiddetto-sistema-signorini-e-triste-esempio-di-spietata-violenza-sugli-uomini/">“Se confermato il cosiddetto Sistema Signorini” è triste esempio di spietata violenza sugli uomini”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>PISANI: GIUSTIZIA PER TUTTI GLI INNOCENTI SENZA DISCRIMINAZIONI</title>
		<link>https://angelopisani.it/pisani-giustizia-per-tutti-gli-innocenti-senza-discriminazioni/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/pisani-giustizia-per-tutti-gli-innocenti-senza-discriminazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 08:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Se questo è (ancora) un uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questo video l&#8217;avvocato Angelo Pisani replica ad alcune critiche che erano state rivolte al suo libro &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;. Secondo qualcuno il libro sarebbe &#8220;non politicamente corretto&#8221;. «Chi afferma che questo libro non è politicamente corretto &#8211; dice Pisani &#8211; non rispetta i diritti delle persone. Per i primi vent&#8217;anni della mia carriera ho difeso prevalentemente donne e bambini, ma da cinque, sei anni a questa parte difendo per l&#8217;80 per cento uomini vittime di violenza, fisica, giudiziaria, psicologica.». «Faccio l&#8217;avvocato &#8211; aggiunge &#8211; non solo per difendere le vittime, ma soprattutto per difendere gli innocenti, questa è la cosa pi difficile. Oggi le donne si difendono, si organizzano, creano docce, purtroppo talvolta strumentalizzano i figli, soffocano gli ex mariti, cercano di speculare su tutto». E «gli uomini non solo non denunciano, per vergogna, ma anche quando lo fanno rischiano di non essere creduti da una giustizia spesso caratterizzata da pregiudizi, da un sistema carico di discriminazioni. Basta, vogliamo giustizia per tutti!». IL VIDEO https://youtube.com/shorts/LkRHU1sstkc &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-giustizia-per-tutti-gli-innocenti-senza-discriminazioni/">PISANI: GIUSTIZIA PER TUTTI GLI INNOCENTI SENZA DISCRIMINAZIONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In questo video l&#8217;avvocato Angelo Pisani replica ad alcune critiche che erano state rivolte al suo libro &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;. Secondo qualcuno il libro sarebbe &#8220;non politicamente corretto&#8221;.</strong></p>
<p><strong>«Chi afferma che questo libro non è politicamente corretto &#8211; dice Pisani &#8211; non rispetta i diritti delle persone. Per i primi vent&#8217;anni della mia carriera ho difeso prevalentemente donne e bambini, ma da cinque, sei anni a questa parte difendo per l&#8217;80 per cento uomini vittime di violenza, fisica, giudiziaria, psicologica.».</strong></p>
<p><strong>«Faccio l&#8217;avvocato &#8211; aggiunge &#8211; non solo per difendere le vittime, ma soprattutto per difendere gli innocenti, questa è la cosa pi difficile. Oggi le donne si difendono, si organizzano, creano docce, purtroppo talvolta strumentalizzano i figli, soffocano gli ex mariti, cercano di speculare su tutto».</strong></p>
<p><strong>E «gli uomini non solo non denunciano, per vergogna, ma anche quando lo fanno rischiano di non essere creduti da una giustizia spesso caratterizzata da pregiudizi, da un sistema carico di discriminazioni. Basta, vogliamo giustizia per tutti!».</strong></p>
<p>IL VIDEO</p>
<p><a href="https://youtube.com/shorts/LkRHU1sstkc">https://youtube.com/shorts/LkRHU1sstkc</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani11.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5396" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani11-251x300.png" alt="" width="251" height="300" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-giustizia-per-tutti-gli-innocenti-senza-discriminazioni/">PISANI: GIUSTIZIA PER TUTTI GLI INNOCENTI SENZA DISCRIMINAZIONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>ANGELO PISANi &#8211; GRAZIE! La stessa mano che vi sostiene tutti i giorni è la stessa che vi ringrazia</title>
		<link>https://angelopisani.it/angelo-pisani-grazie-la-stessa-mano-che-vi-sostiene-tutti-i-giorni-e-la-stessa-che-vi-ringrazia/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 09:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mi hanno chiamato in campo all’ultimo minuto e in un momento difficile per il centrodestra, spontaneamente abbiamo dato il nostro contributo e non ci siamo tirati indietro . Pur sapendo che era difficile organizzare una lista e per dare una testimonianza della società civile abbiamo accettato il confronto con liste e candidature di servizio per rappresentare le istatnze della gente . Lo abbiamo comunque fatto spontaneamente e senza “poltrone di comando o eserciti di partito” perché ciò che ci interessa è affrontare le problematiche di questa città senza nasconderci e non aspettiamo certo la campagna elettorale per dirlo, per denunciare e contrastare i problemi, per offrire assistenza e soluzioni. Il nostro impegno è visibile , costante tutti i giorni, nel sociale e per strada offrendo una mano a chi è rimasto indietro, restituendo voce a chi non ce l’ha e così lottiamo per i cittadini, per i deboli, contro la violenza sulle persone per la giustizia, in contrapposizione alle lobby di potere che hanno preso in ostaggio la comunità e il territorio. Continueremo a farlo sin da subito come abbiamo sempre fatto. Ci saremo sempre ed abbiamo già fissato il prossimo obiettivo. Restate connessi e ancora grazie per questa avventura che ci ha regalato e mi ha regalato emozioni inspiegabili e nuove amicizie . Questo risultato resta un punto di partenza e sicuramente non lo disperderemo. Parola mia. Angelo Pisani</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/angelo-pisani-grazie-la-stessa-mano-che-vi-sostiene-tutti-i-giorni-e-la-stessa-che-vi-ringrazia/">ANGELO PISANi &#8211; GRAZIE! La stessa mano che vi sostiene tutti i giorni è la stessa che vi ringrazia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Grazie.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5375" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Grazie.png" alt="" width="469" height="471" /></a></p>
<p>Mi hanno chiamato in campo all’ultimo minuto e in un momento difficile per il centrodestra, spontaneamente abbiamo dato il nostro contributo e non ci siamo tirati indietro . Pur sapendo che era difficile organizzare una lista e per dare una testimonianza della società civile abbiamo accettato il confronto con liste e candidature di servizio per rappresentare le istatnze della gente .</p>
<p>Lo abbiamo comunque fatto spontaneamente e senza “poltrone di comando o eserciti di partito” perché ciò che ci interessa è affrontare le problematiche di questa città senza nasconderci e non aspettiamo certo la campagna elettorale per dirlo, per denunciare e contrastare i problemi, per offrire assistenza e soluzioni. Il nostro impegno è visibile , costante tutti i giorni, nel sociale e per strada offrendo una mano a chi è rimasto indietro, restituendo voce a chi non ce l’ha e così lottiamo per i cittadini, per i deboli, contro la violenza sulle persone per la giustizia, in contrapposizione alle lobby di potere che hanno preso in ostaggio la comunità e il territorio.</p>
<p>Continueremo a farlo sin da subito come abbiamo sempre fatto. Ci saremo sempre ed abbiamo già fissato il prossimo obiettivo. Restate connessi e ancora grazie per questa avventura che ci ha regalato e mi ha regalato emozioni inspiegabili e nuove amicizie . Questo risultato resta un punto di partenza e sicuramente non lo disperderemo. Parola mia.</p>
<p><strong>Angelo Pisani</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/angelo-pisani-grazie-la-stessa-mano-che-vi-sostiene-tutti-i-giorni-e-la-stessa-che-vi-ringrazia/">ANGELO PISANi &#8211; GRAZIE! La stessa mano che vi sostiene tutti i giorni è la stessa che vi ringrazia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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