<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Angelo Pisani &#187; PROTESTE</title>
	<atom:link href="https://angelopisani.it/categoria/proteste/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://angelopisani.it</link>
	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 16:16:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>Duro esposto in Procura dell’avv. Angelo Pisani dopo le irregolarità contestate nel match Atalanta-Napoli</title>
		<link>https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Atalanta-Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[irregolarità]]></category>
		<category><![CDATA[Social Club Maradona Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[VAR]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=5604</guid>
		<description><![CDATA[<p>Le aspre contestazioni che hanno segnato la partita Atalanta Napoli domenica 22 febbraio avranno uno strascico giudiziario. L’avvocato Angelo Pisani, presidente del Social Club Maradona Napoli, con il collega Ludovico Franco, ha presentato un affilato esposto-ricorso rivolto alla Procura Federale FIGC, a quella del CONI, ma anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e alla Corte dei Conti. Il Ricorso-Esposto è incentrato su “gravi anomalie procedurali, violazione dei diritti utenti e della normativa vigente, tutela della legalità e valori sportivi e dell’affidamento dei cittadini ai regolamenti e principi di buona fede, trasparenza, correttezza”. Scopo dell’atto &#8211; si legge in premessa &#8211; è quello di segnalare alle autorità le note e gravi anomalie procedurali e le violazioni delle norme vigenti verificatesi nel corso della gara Atalanta-Napoli, conclusasi con il risultato di 2-1 in favore della squadra di casa. Il ricorso continua evidenziando i due episodi di maggiore gravità. «In primo luogo &#8211; si legge &#8211; l’arbitro ha prima fischiato ed assegnato un calcio di rigore in favore del Napoli, salvo poi revocarlo a seguito dell’intervento e richiamo del VAR». Ma «tale revoca è stata fondata su una valutazione discrezionale relativa all’intensità e all’intenzionalità del contatto tra i giocatori, valutazione che, per sua natura, non dovrebbe rientrare nell’ambito di applicazione del protocollo VAR». Segue la spiegazione tecnica sull’ambito di applicazione del VAR. &#160; Ma non basta perché, dopo la revoca del rigore, «è stata annullata una rete regolarmente segnata dal Napoli per un presunto fallo commesso dal calciatore partenopeo ai danni di un avversario», mentre «dalle immagini disponibili non emerge alcuna evidenza chiara di fallo». Alla luce di queste ed altre irregolarità segnalate, li legali chiedono l’apertura di un’istruttoria, nonché l’acquisizione integrale delle registrazioni VAR, oltre all’accertamento delle eventuali responsabilità disciplinari a carico degli arbitri. Ma il preciso riferimento è anche «alle conseguenze che tali anomalie potrebbero aver determinato sul sistema delle scommesse sportive e sulle entrate fiscali dello Stato». &#160; Video 2026-02-25 at 21.47.58</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/">Duro esposto in Procura dell’avv. Angelo Pisani dopo le irregolarità contestate nel match Atalanta-Napoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-02-26-alle-11.26.44.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5605" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-02-26-alle-11.26.44-173x300.png" alt="" width="173" height="300" /></a></p>
<p>Le aspre contestazioni che hanno segnato la partita Atalanta Napoli domenica 22 febbraio avranno uno strascico giudiziario. L’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente del <em>Social Club Maradona Napoli</em>, con il collega <strong>Ludovico Franco</strong>, ha presentato un affilato esposto-ricorso rivolto alla<strong> Procura Federale FIGC, a quella del CONI, ma anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e alla Corte dei Conti.</strong></p>
<p>Il Ricorso-Esposto è incentrato su “gravi anomalie procedurali, violazione dei diritti utenti e della normativa vigente, tutela della legalità e valori sportivi e dell’affidamento dei cittadini ai regolamenti e principi di buona fede, trasparenza, correttezza”.</p>
<p>Scopo dell’atto &#8211; si legge in premessa &#8211; è quello di segnalare alle autorità le note e gravi anomalie procedurali e le violazioni delle norme vigenti verificatesi nel corso della gara Atalanta-Napoli, conclusasi con il risultato di 2-1 in favore della squadra di casa.</p>
<p>Il ricorso continua evidenziando i due episodi di maggiore gravità. «In primo luogo &#8211; si legge &#8211; l’arbitro ha prima fischiato ed assegnato un calcio di rigore in favore del Napoli, salvo poi revocarlo a seguito dell’intervento e richiamo del VAR». Ma «tale revoca è stata fondata su una valutazione discrezionale relativa all’intensità e all’intenzionalità del contatto tra i giocatori, valutazione che, per sua natura, non dovrebbe rientrare nell’ambito di applicazione del protocollo VAR».</p>
<p>Segue la spiegazione tecnica sull’ambito di applicazione del VAR.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non basta perché, dopo la revoca del rigore, «è stata annullata una rete regolarmente segnata dal Napoli per un presunto fallo commesso dal calciatore partenopeo ai danni di un avversario», mentre «dalle immagini disponibili non emerge alcuna evidenza chiara di fallo».</p>
<p>Alla luce di queste ed altre irregolarità segnalate, li legali chiedono l’apertura di un’istruttoria, nonché l’acquisizione integrale delle registrazioni VAR, oltre all’accertamento delle eventuali responsabilità disciplinari a carico degli arbitri. Ma il preciso riferimento è anche «alle conseguenze che tali anomalie potrebbero aver determinato sul sistema delle scommesse sportive e sulle entrate fiscali dello Stato».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Video-2026-02-25-at-21.47.58.mp4">Video 2026-02-25 at 21.47.58</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/">Duro esposto in Procura dell’avv. Angelo Pisani dopo le irregolarità contestate nel match Atalanta-Napoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Video-2026-02-25-at-21.47.58.mp4" length="0" type="video/mp4" />
		</item>
		<item>
		<title>PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</title>
		<link>https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[SICUREZZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[Divieto trasferta]]></category>
		<category><![CDATA[ricorso]]></category>
		<category><![CDATA[TAR LAZIO]]></category>
		<category><![CDATA[tifosi del Napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=5583</guid>
		<description><![CDATA[<p>TAR LAZIO – RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA PER I TIFOSI DEL NAPOLI Avv. Angelo Pisani: “Punire gli innocenti non è sicurezza, è rinuncia allo Stato di diritto” ROMA &#8211; Si è svolta oggi dinanzi al TAR Lazio – Sezione I Ter la Camera di Consiglio relativa al ricorso R.G. 1563/2025 contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto il divieto generalizzato di trasferta per i tifosi del Napoli fino al termine della stagione. Nel corso dell’udienza, l’Avv. Angelo Pisani, intervenuto ad adiuvandum in difesa di numerosi tifosi tesserati e identificabili, ha denunciato con fermezza l’illegittimità e la sproporzione del provvedimento, replicando inoltre all&#8217;Avvocatura di Stato, che insisteva sulla prevenzione,  che con questo principio si sarebbero dovute limitare allora anche le Olimpiadi, nel cui caso si parla di attentati e pericoli ben più seri di quelli che riguardano il calcio. «Se lo Stato può identificare i colpevoli, ma sceglie di punire gli innocenti, allora la misura non protegge l’ordine pubblico &#8211; dichiara Pisani &#8211; ma  punisce la libertà. E questo, in una democrazia, non può diventare normale». Il ricorso contesta la natura sostanzialmente punitiva del decreto, adottato formalmente come misura preventiva ex art. 7-bis.1 L. 401/1989 ma applicato in modo indiscriminato, senza una valutazione concreta e specifica dei rischi partita per partita. Secondo la difesa: • sono stati identificati circa 300 soggetti coinvolti in episodi di violenza, • esistono strumenti individuali come DASPO e misure cautelari, • non vi è stata adeguata istruttoria sugli indici di rischio per le singole trasferte, • la misura colpisce migliaia di tifosi estranei ai fatti, incluse famiglie e minori. «Non si può trasformare una tifoseria in una categoria sospetta per appartenenza territoriale. La responsabilità è personale, non collettiva. Lo impone l’articolo 27 della Costituzione e lo impone la coscienza democratica del Paese», incalza Pisani, il quale ha contestualmente evidenziato la disparità di trattamento rispetto a precedenti, analoghi provvedimenti adottati nei confronti di altre tifoserie, per le quali il divieto di trasferta è stato limitato nel tempo e circoscritto a specifici incontri. «La sicurezza si realizza con misure mirate, non con divieti generalizzati. Chi sbaglia deve pagare, ma non possono pagare tutti». La decisione del TAR è attesa nei prossimi giorni. La difesa si dice fiduciosa che venga ristabilito il principio di proporzionalità e che si riaffermi il fondamento dello Stato di diritto: colpire i responsabili, non sacrificare i diritti degli innocenti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/">PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">TAR LAZIO – RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">PER I TIFOSI DEL NAPOLI</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">Avv. Angelo Pisani: “Punire gli innocenti non è sicurezza, è rinuncia allo Stato di diritto”</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-TAR-Lazio.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5584" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-TAR-Lazio-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<div><strong><span style="color: #0000ff"><br />
</span></strong></div>
<div></div>
<p>ROMA &#8211; Si è svolta oggi dinanzi al TAR Lazio – Sezione I Ter la Camera di Consiglio relativa al ricorso R.G. 1563/2025 contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto il divieto generalizzato di trasferta per i tifosi del Napoli fino al termine della stagione.</p>
<p>Nel corso dell’udienza, l’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, intervenuto ad adiuvandum in difesa di numerosi tifosi tesserati e identificabili, ha denunciato con fermezza l’illegittimità e la sproporzione del provvedimento, replicando inoltre all&#8217;Avvocatura di Stato, che insisteva sulla prevenzione,  che con questo principio si sarebbero dovute limitare allora anche le Olimpiadi, nel cui caso si parla di attentati e pericoli ben più seri di quelli che riguardano il calcio.</p>
<p>«Se lo Stato può identificare i colpevoli, ma sceglie di punire gli innocenti, allora la misura non protegge l’ordine pubblico &#8211; dichiara Pisani &#8211; ma  punisce la libertà. E questo, in una democrazia, non può diventare normale».</p>
<p>Il ricorso contesta la natura sostanzialmente punitiva del decreto, adottato formalmente come misura preventiva ex art. 7-bis.1 L. 401/1989 ma applicato in modo indiscriminato, senza una valutazione concreta e specifica dei rischi partita per partita.</p>
<p>Secondo la difesa:<br />
• sono stati identificati circa 300 soggetti coinvolti in episodi di violenza,<br />
• esistono strumenti individuali come DASPO e misure cautelari,<br />
• non vi è stata adeguata istruttoria sugli indici di rischio per le singole trasferte,<br />
• la misura colpisce migliaia di tifosi estranei ai fatti, incluse famiglie e minori.</p>
<p>«Non si può trasformare una tifoseria in una categoria sospetta per appartenenza territoriale. La responsabilità è personale, non collettiva. Lo impone l’articolo 27 della Costituzione e lo impone la coscienza democratica del Paese», incalza Pisani, il quale ha contestualmente evidenziato la disparità di trattamento rispetto a precedenti, analoghi provvedimenti adottati nei confronti di altre tifoserie, per le quali il divieto di trasferta è stato limitato nel tempo e circoscritto a specifici incontri.</p>
<p>«La sicurezza si realizza con misure mirate, non con divieti generalizzati. Chi sbaglia deve pagare, ma non possono pagare tutti».</p>
<p>La decisione del TAR è attesa nei prossimi giorni.</p>
<p>La difesa si dice fiduciosa che venga ristabilito il principio di proporzionalità e che si riaffermi il fondamento dello Stato di diritto: colpire i responsabili, non sacrificare i diritti degli innocenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/">PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</title>
		<link>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 13:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CODICE DELLA STRADA]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNE]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[DIFESA DELL'AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[MUNICIPALITA']]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[SICUREZZA TRASPORTI]]></category>
		<category><![CDATA[TRASPORTI]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
		<category><![CDATA[NOI Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[tangenziale di Napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=5534</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini L’Avv. Angelo Pisani (Noi Consumatori): «Non sono solo 5 centesimi in più, causa anche di più traffico ed inquinamento, ma altri disagi e costi per gli automobilisti. Chiediamo Giustizia! È una questione di legalità, correttezza e rispetto costituzionale». Pronti due esposti formali di NOI CONSUMATORI all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti in relazione alla gestione del pedaggio della Tangenziale di Napoli. Oggetto delle segnalazioni è la mancata restituzione del resto di 5 centesimi agli automobilisti, una prassi che, moltiplicata per centinaia di migliaia di transiti giornalieri, genera milioni di euro annui a carico dei cittadini. «Scaricare sugli utenti il peso di recuperare ciò che è dovuto – dichiara Pisani – è una forma di abuso sistemico che non si può tollerare, anche per evitare tali precedenti. Non è una dimenticanza, è un modello negativo ed ingiusto che va fermato subito». L’Avvocato di Noi Consumatori chiede: • cessazione immediata della prassi; • rimborsi automatici; • accertamento delle responsabilità; • tutela risarcitoria per gli utenti. L’Associazione invita tutti i cittadini a richiedere formalmente il rimborso L’Avvocato Angelo Pisani, leader dell’associazione Noi Consumatori, lancia un formale appello alle Istituzioni nazionali ed europee affinché intervengano con urgenza sulla gestione e disservizi del pedaggio della Tangenziale di Napoli, dopo l’ennesimo aumento tariffario accompagnato da una pratica inaccettabile: la mancata restituzione del resto di 5 centesimi ai caselli, checostringe anche gli automobilisti a perdite di tempo, ulteriori adempimenti e disagi per ottenere ciò che è loro dovuto. «Non sono ‘solo’ 5 centesimi – dichiara Pisani – ma una questione di principio e di legalità. Quando un servizio impone un pagamento, tra l’altro ingiustificato e discutibile , deve garantire il resto immediato. Il contrario configura un indebito aggravio a carico dei cittadini». I numeri del disservizio Secondo stime ampiamente diffuse, la Tangenziale registra circa centinaia di migliaia di transiti al giorno. Un “mancato resto” di 5 centesimi equivale ad altrettanti maggiori incassi al giorno, ossia anche milioni di euro l’anno. Una “goccia” per il singolo, un mare per chi incassa. Chi gestisce e chi deve vigilare La Tangenziale di Napoli S.p.A. è oggi controllata da Autostrade per l’Italia, a sua volta controllata da Cassa Depositi e Prestiti, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Siamo dunque nell’alveo della responsabilità pubblica: per questo l’inerzia non è più tollerabile. Un pedaggio già contestato come illegittimo Il pedaggio della Tangenziale di Napoli rappresenta un unicum europeo: una strada urbana a pagamento. Nel 2017 anche al Parlamento Europeo, di chiese la cessazione del pedaggio e la revoca della concessione. Nella pratica, però, nulla è cambiato. Il pedaggio, nato per ripagare l’investimento iniziale, avrebbe dovuto cessare nel 2001. È invece proseguito per anni oltre la scadenza, fino alla nuova concessione del 2008 (scadenza 2037), giustificata da lavori specifici su una strada per nulla sicura dato che esiste un limite è relative contravvenzioni per il superamento di 80 km orari . Nel frattempo, i cittadini napoletani continuano a pagare ciò che altrove è stato finanziato con risorse pubbliche, in palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (principio di uguaglianza). Profili di responsabilità Considerata la complessità degli interessi in gioco e precisamente: •  il rispetto, o meno, dei principi di correttezza, buona fede e trasparenza di tale sistema in danno degli utenti  . la pratica illegittima e temeraria del mancato resto e lo scarico sugli utenti di disagi procedure per il rimborso causa il disservizio • l’aumento tariffario senza adeguate misure di restituzione • i disagi sistematici e il tempo sottratto ai cittadini il presidente di Noi Consumatori chiede che venga accertato se tali circostanze possano integrare profili di responsabilità per appropriazione indebita e arricchimento senza causa, oltre a violazioni dei doveri di correttezza e trasparenza. L’impegno personale «Sarò io per primo – annuncia l’Avv. Pisani – a seguito di mancato resto a richiedere formalmente, in uno all’addebito ai responsabili di tutte le spese e oneri/costi sostenuti per il recupero,  il rimborso del resto non erogato e, contestualmente, a chiedere alla società concessionaria il pagamento delle spese sostenute per il tempo e i mezzi impiegati nel recupero, oltre alle richieste di risarcimento dei danni subiti». L’appello Noi Consumatori chiede: 1. Intervento immediato del Governo e delle Autorità di vigilanza e magistratura 2. nelle more della risoluzione della questione la Restituzione automatica e immediata del resto o adeguamento dei sistemi di pagamento; 3. Sospensione degli aumenti fino al ripristino della piena correttezza del servizio; 4. Verifica della legittimità del pedaggio e della concessione; 5. Tutela risarcitoria per i cittadini danneggiati. “Napoli non è una città di serie B. Il rispetto delle regole vale per tutti e ovunque.”</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/">Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/tangenziale-.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5535" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/tangenziale--164x300.png" alt="" width="164" height="300" /></a></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></span></p>
<div><strong>L’Avv. Angelo Pisani (Noi Consumatori): «Non sono solo 5 centesimi in più, causa anche di più traffico ed inquinamento, ma altri disagi e costi per gli automobilisti.</strong></div>
<div><strong>Chiediamo Giustizia! È una questione di legalità, correttezza e rispetto costituzionale».</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Pronti due esposti formali di NOI CONSUMATORI all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti in relazione alla gestione del pedaggio della Tangenziale di Napoli.</p>
<p>Oggetto delle segnalazioni è <strong>la mancata restituzione del resto di 5 centesimi agli automobilisti, </strong>una prassi che, moltiplicata per centinaia di migliaia di transiti giornalieri, genera milioni di euro annui a carico dei cittadini.</p>
<p>«Scaricare sugli utenti il peso di recuperare ciò che è dovuto – dichiara Pisani – è una forma di abuso sistemico che non si può tollerare, anche per evitare tali precedenti. Non è una dimenticanza, è un modello negativo ed ingiusto che va fermato subito».</p>
<p>L’Avvocato di Noi Consumatori chiede:<br />
•<strong> cessazione immediata della prassi;<br />
• rimborsi automatici;<br />
• accertamento delle responsabilità;<br />
• tutela risarcitoria per gli utenti.</strong></p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">L’Associazione invita tutti i cittadini a richiedere formalmente il rimborso</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
L’Avvocato Angelo Pisani, leader dell’associazione Noi Consumatori, lancia un formale appello alle Istituzioni nazionali ed europee affinché intervengano con urgenza sulla gestione e disservizi del pedaggio della Tangenziale di Napoli, dopo l’ennesimo aumento tariffario accompagnato da una pratica inaccettabile: la mancata restituzione del resto di 5 centesimi ai caselli, checostringe anche gli automobilisti a perdite di tempo, ulteriori adempimenti e disagi per ottenere ciò che è loro dovuto.</p>
<p>«Non sono ‘solo’ 5 centesimi – dichiara Pisani – ma una questione di principio e di legalità. Quando un servizio impone un pagamento, tra l’altro ingiustificato e discutibile , deve garantire il resto immediato. Il contrario configura un indebito aggravio a carico dei cittadini».</p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">I numeri del disservizio</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Secondo stime ampiamente diffuse, la Tangenziale registra circa centinaia di migliaia di transiti al giorno. Un “mancato resto” di 5 centesimi equivale ad altrettanti maggiori incassi al giorno, ossia anche milioni di euro l’anno.<br />
Una “goccia” per il singolo, un mare per chi incassa.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>Chi gestisce e chi deve vigilare</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
La Tangenziale di Napoli S.p.A. è oggi controllata da Autostrade per l’Italia, a sua volta controllata da Cassa Depositi e Prestiti, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.<br />
Siamo dunque nell’alveo della responsabilità pubblica: per questo l’inerzia non è più tollerabile.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>Un pedaggio già contestato come illegittimo</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Il pedaggio della Tangenziale di Napoli rappresenta un unicum europeo: una strada urbana a pagamento.</strong> Nel 2017 anche al Parlamento Europeo, di chiese la cessazione del pedaggio e la revoca della concessione. Nella pratica, però, nulla è cambiato.</p>
<p>Il pedaggio, nato per ripagare l’investimento iniziale, avrebbe dovuto cessare nel 2001. È invece proseguito per anni oltre la scadenza, fino alla nuova concessione del 2008 (scadenza 2037), giustificata da lavori specifici su una strada per nulla sicura dato che esiste un limite è relative contravvenzioni per il superamento di 80 km orari .<br />
Nel frattempo, i cittadini napoletani continuano a pagare ciò che altrove è stato finanziato con risorse pubbliche, in palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (principio di uguaglianza).</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>Profili di responsabilità</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Considerata la complessità degli interessi in gioco e precisamente:</strong><br />
•  il rispetto, o meno, dei principi di correttezza, buona fede e trasparenza di tale sistema in danno degli utenti </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">. la pratica illegittima e temeraria del mancato resto e lo scarico sugli utenti di disagi procedure per il rimborso causa il disservizio<br />
• l’aumento tariffario senza adeguate misure di restituzione<br />
• i disagi sistematici e il tempo sottratto ai cittadini</p>
<p></span><strong>il presidente di Noi Consumatori chiede che venga accertato se tali circostanze</strong><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>possano integrare profili di responsabilità per appropriazione indebita e arricchimento senza causa, oltre a violazioni dei doveri di correttezza e trasparenza.<br />
</strong><br />
</span></span></p>
<div><span style="font-size: large"><strong>L’impegno personale</strong></span></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Sarò io per primo – annuncia l’Avv. Pisani – a seguito di mancato resto a richiedere formalmente, in uno all’addebito ai responsabili di tutte le spese e oneri/costi sostenuti per il recupero,  il rimborso del resto non erogato e, contestualmente, a chiedere alla società concessionaria il pagamento delle spese sostenute per il tempo e i mezzi impiegati nel recupero, oltre alle richieste di risarcimento dei danni subiti».</p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">L’appello</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Noi Consumatori chiede:<br />
1. Intervento immediato del Governo e delle Autorità di vigilanza e magistratura<br />
2. nelle more della risoluzione della questione la Restituzione automatica e immediata del resto o adeguamento dei sistemi di pagamento;<br />
3. Sospensione degli aumenti fino al ripristino della piena correttezza del servizio;<br />
4. Verifica della legittimità del pedaggio e della concessione;<br />
5. Tutela risarcitoria per i cittadini danneggiati.</p>
<p>“Napoli non è una città di serie B. Il rispetto delle regole vale per tutti e ovunque.”</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/">Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</title>
		<link>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 07:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNE]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[DIFESA DELL'AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[INQUINAMENTO]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[SICUREZZA STRADALE]]></category>
		<category><![CDATA[SICUREZZA TRASPORTI]]></category>
		<category><![CDATA[SINDACO]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[ASPI]]></category>
		<category><![CDATA[aumento]]></category>
		<category><![CDATA[Class Action]]></category>
		<category><![CDATA[code]]></category>
		<category><![CDATA[esposto all'ART]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[tangenziale di Napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=5438</guid>
		<description><![CDATA[<p>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI? NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli. Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini. LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti: ACCESSO CIVICO (FOIA): Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana. ESPOSTO ALL&#8217;ART: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa. ESPOSTO CAUTELATIVO, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE: ESPOSTO alla Procura della Repubblica per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica. CLASS ACTION: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria . Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio. &#160; GUARDA IL VIDEO! https://youtu.be/YA-xAKubXuU &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5439" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png" alt="" width="419" height="424" /></a><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></strong></p>
<p><strong>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. </strong></p>
<p><strong>I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI?</strong></p>
<p>NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli.</p>
<p><strong>Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO</strong><br />
Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini.</p>
<p><strong>LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H</strong><br />
Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada</p>
<p><strong>LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti:<br />
<strong>ACCESSO CIVICO (FOIA)</strong>: Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana.<br />
<strong>ESPOSTO ALL&#8217;ART</strong>: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa.<br />
<strong>ESPOSTO CAUTELATIVO</strong>, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE:</p>
<p><strong>ESPOSTO alla Procura della Repubblica</strong> per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica.<br />
<strong>CLASS ACTION</strong>: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria .</p>
<p>Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GUARDA IL VIDEO!</strong></p>
<p><strong><a href="https://youtu.be/YA-xAKubXuU">https://youtu.be/YA-xAKubXuU</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incendio nel quartiere cinese di Gianturco/Deceduto un napoletano &#8211; Pisani: ora basta!</title>
		<link>https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 17:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNE]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SICUREZZA]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[Gianturco]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere cinese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=5332</guid>
		<description><![CDATA[<p>Lo scorso 23 ottobre un incendio, divampato in un magazzino nel quartiere cinese di Gianturco, ha causato numerosi feriti e costretto molte famiglie a lasciare la propria abitazione. Oggi arriva la triste notizia: uno di loro, Pasquale Capano, è deceduto a seguito del trauma e degli stress subiti in quell&#8217;incendio. E a Gianturco stasera la gente è ora in piazza per chiedere giustizia. Riportiamo l&#8217;intervento dell&#8217;Avv. Angelo Pisani, legale delle vittime, la sera stessa dell&#8217;incendio.   Napoli e la Campania non possono più essere ostaggio del degrado e dell’illegalità,  la famiglia dei miei assistiti ha rischiato di morire, oltre a subire danni e perdere la casa, mentre uno di loro è stato portato in ospedale  per le cure salvavita. L’ennesimo incendio verificatosi questa notte in un capannone commerciale cinese  a Gianturco, oramai paese straniero, gestito da attività cinesi ed estere prive degli stessi controlli e regole chiare imposte ai tartassati commercianti e imprenditori italiani, è la prova evidente di un’emergenza ormai fuori controllo e dei gravi pericoli cui siamo tutti esposti.  Stanotte le fiamme hanno messo in grave pericolo la vita degli abitanti del palazzo adiacente, costretti ad evacuare le proprie case nel cuore della notte per colpa di chi viene lasciato operare indisturbato dalla mala politica &#8211; e purtroppo anche dalle istituzioni italiane &#8211; al di fuori di ogni norma di sicurezza e di convivenza civile, in regime di concorrenza sleale e di grave pericolo per i cittadini. Non è più tollerabile che interi quartieri – da Gianturco a Piazza Garibaldi, da Poggioreale a Vasto – siano trasformati in zone franche pericolosissime, dove gli italiani vengono depredati e violentati, dove la legge italiana sembra non valere, dove l’abusivismo, l’insicurezza e la concorrenza sleale distruggono il tessuto economico e sociale dei nostri territori. I commercianti e gli imprenditori italiani, costretti a rispettare regole severe, pagare tasse altissime e garantire sicurezza ai propri lavoratori e clienti, non possono più assistere impotenti a questa ingiustizia palese, dove chi non rispetta le norme continua ad agire impunito. Chiediamo con forza un intervento immediato e straordinario in primis dei candidati alla presidenza della Regione Campania, per conoscere cosa intendono fare per difendere i napoletani e la legalità, del Prefetto, del Sindaco e del Governo nazionale, affinché siano disposti controlli capillari, chiusure delle attività abusive, verifiche strutturali e sanzioni severe contro chi non rispetta la legge e soprattutto alle attività straniere, che impoveriscono e feriscono l’Italia. Quella che tutti noi subiamo è violenza e discriminazione al contrario. Non si tratta di discriminazione verso gli stranieri, ma di giustizia, sicurezza e parità di trattamento: le regole devono valere per tutti, italiani e stranieri, senza eccezioni. Invitiamo inoltre tutti i candidati e i rappresentanti politici a uscire dal silenzio e ad assumersi le proprie responsabilità, proponendo soluzioni concrete e immediate per ristabilire ordine e dignità nei nostri quartieri, prima che ci scappi la tragedia irreparabile. Napoli e la Campania non possono più essere lasciate sole. Serve un piano straordinario per la sicurezza urbana, il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini onesti, italiani e stranieri che vogliono vivere nel rispetto reciproco e nella legalità. “La vera integrazione nasce dal rispetto delle regole, non dall’impunità.” Chiediamo legalità per tutti contro ogni violenza e prevaricazione.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/">Incendio nel quartiere cinese di Gianturco/Deceduto un napoletano &#8211; Pisani: ora basta!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-14-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5333" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-14-2-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong>Lo scorso 23 ottobre un incendio, divampato in un magazzino nel quartiere cinese di Gianturco, ha causato numerosi feriti e costretto molte famiglie a lasciare la propria abitazione. Oggi arriva la triste notizia: uno di loro, Pasquale Capano, è deceduto a seguito del trauma e degli stress subiti in quell&#8217;incendio. E a Gianturco stasera la gente è ora in piazza per chiedere giustizia.</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5334" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-15-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a></p>
<p>Riportiamo l&#8217;intervento dell&#8217;<strong><span style="color: #351c75">Avv. Angelo Pisani, legale delle vittime, la sera stessa dell&#8217;incendio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #351c75"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Napoli e la Campania non possono più essere ostaggio del degrado e dell’illegalità,  la famiglia dei miei assistiti ha rischiato di morire, oltre a subire danni e perdere la casa, mentre uno di loro è stato portato in ospedale  per le cure salvavita.<br />
L’ennesimo incendio verificatosi questa notte in un capannone commerciale cinese  a Gianturco, oramai paese straniero, gestito da attività cinesi ed estere prive degli stessi controlli e regole chiare imposte ai tartassati commercianti e imprenditori italiani, è la prova evidente di un’emergenza ormai fuori controllo e dei gravi pericoli cui siamo tutti esposti. </strong></span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Stanotte le fiamme hanno messo in grave pericolo la vita degli abitanti del palazzo adiacente, costretti ad evacuare le proprie case nel cuore della notte per colpa di chi viene lasciato operare indisturbato dalla mala politica &#8211; e purtroppo anche dalle istituzioni italiane &#8211; al di fuori di ogni norma di sicurezza e di convivenza civile, in regime di concorrenza sleale e di grave pericolo per i cittadini.</p>
<p>Non è più tollerabile che interi quartieri – da Gianturco a Piazza Garibaldi, da Poggioreale a Vasto – siano trasformati in zone franche pericolosissime, dove gli italiani vengono depredati e violentati, dove la legge italiana sembra non valere, dove l’abusivismo, l’insicurezza e la concorrenza sleale distruggono il tessuto economico e sociale dei nostri territori.</p>
<p>I commercianti e gli imprenditori italiani, costretti a rispettare regole severe, pagare tasse altissime e garantire sicurezza ai propri lavoratori e clienti, non possono più assistere impotenti a questa ingiustizia palese, dove chi non rispetta le norme continua ad agire impunito.</p>
<p>Chiediamo con forza un intervento immediato e straordinario in primis dei candidati alla presidenza della Regione Campania, per conoscere cosa intendono fare per difendere i napoletani e la legalità, del Prefetto, del Sindaco e del Governo nazionale, affinché siano disposti controlli capillari, chiusure delle attività abusive, verifiche strutturali e sanzioni severe contro chi non rispetta la legge e soprattutto alle attività straniere, che impoveriscono e feriscono l’Italia.<br />
Quella che tutti noi subiamo è violenza e discriminazione al contrario. Non si tratta di discriminazione verso gli stranieri, ma di giustizia, sicurezza e parità di trattamento: le regole devono valere per tutti, italiani e stranieri, senza eccezioni.</p>
<p>Invitiamo inoltre tutti i candidati e i rappresentanti politici a uscire dal silenzio e ad assumersi le proprie responsabilità, proponendo soluzioni concrete e immediate per ristabilire ordine e dignità nei nostri quartieri, prima che ci scappi la tragedia irreparabile.</p>
<p>Napoli e la Campania non possono più essere lasciate sole.<br />
Serve un piano straordinario per la sicurezza urbana, il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini onesti, italiani e stranieri che vogliono vivere nel rispetto reciproco e nella legalità.</p>
<p>“La vera integrazione nasce dal rispetto delle regole, non dall’impunità.”<br />
Chiediamo legalità per tutti contro ogni violenza e prevaricazione.</strong></span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/">Incendio nel quartiere cinese di Gianturco/Deceduto un napoletano &#8211; Pisani: ora basta!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Eindhoven, vergogna europea: tifosi del Napoli fermati, interrogati e cacciati senza motivo &#8211; Pisani: «Gravissima violazione dei diritti civili. Il Governo intervenga subito»</title>
		<link>https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 15:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[GOVERNO]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[appello alle Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[Eindhoven]]></category>
		<category><![CDATA[tifosi del Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[vergogna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=5191</guid>
		<description><![CDATA[<p>EINDHOVEN – Quella che doveva essere una trasferta di sport e passione si è trasformata in un incubo per circa 180 tifosi del Napoli, fermati e trattenuti per ore dalla polizia olandese nella notte tra martedì e mercoledì a Eindhoven, senza accuse chiare e sulla base di presunti “assembramenti” vietati da regolamenti locali. Le autorità dei Paesi Bassi, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze dei presenti e dalle indagini difensive coordinate dall’avvocato Angelo Pisani, avevano emanato un’ordinanza per impedire raduni di tifosi azzurri nel centro città. «Un provvedimento ritenuto assurdo e inapplicabile – spiega il legale – soprattutto nei confronti di cittadini europei che si muovono insieme per assistere a una partita di calcio». Il gruppo di tifosi è stato fermato arbitrariamente, sottoposto a interrogatori e identificazioni, per poi essere allontanato dalla città “a scopo precauzionale”. Come se non bastasse, i biglietti acquistati regolarmente per la partita sono stati annullati, impedendo loro di accedere allo stadio e causando ingenti danni economici e morali. «Schengen ridotto a carta straccia» Durissima la denuncia dell’avv. Angelo Pisani, presidente di Potere ai Diritti – 1523.it e storico difensore dei tifosi italiani in sede europea: «Il trattamento disumano e discriminatorio riservato ai tifosi del Napoli rappresenta una macchia indelebile per l’Europa dei diritti. Siamo davanti a una palese violazione delle libertà fondamentali, del diritto alla libera circolazione e del Trattato di Schengen, ridotto ormai a carta straccia». Pisani ha chiesto un intervento immediato del Governo italiano, del Ministro degli Esteri e del Ministro dell’Interno, sollecitando spiegazioni ufficiali dalle autorità olandesi e annunciando la possibilità di valutare azioni legali e diplomatiche per tutelare i diritti dei cittadini italiani coinvolti. «Un precedente pericoloso per tutta l’Europa» L’episodio di Eindhoven, sottolinea il legale, non è solo un affronto alla dignità dei tifosi coinvolti, ma rappresenta anche un precedente gravissimo che rischia di minare i principi stessi su cui si fonda l’Unione Europea. «Il diritto di viaggiare, assistere a un evento sportivo e manifestare pacificamente la propria passione – aggiunge Pisani – non può essere sospeso per stereotipi geografici o appartenenze calcistiche. È tempo che l’Italia faccia sentire la propria voce e difenda i suoi cittadini da simili abusi». Le immagini e le testimonianze provenienti dall’Olanda raccontano di viaggi rovinati, umiliazioni e danni patrimoniali significativi per decine di persone, molte delle quali avevano organizzato la trasferta con largo anticipo e nel pieno rispetto delle norme. Pisani ha espresso solidarietà e vicinanza alle vittime di questa «pagina vergognosa» e ha promesso che il suo team legale porterà avanti ogni iniziativa utile per ottenere giustizia e risarcimento dei danni subiti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/">Eindhoven, vergogna europea: tifosi del Napoli fermati, interrogati e cacciati senza motivo &#8211; Pisani: «Gravissima violazione dei diritti civili. Il Governo intervenga subito»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Eindhoven.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5192" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Eindhoven.png" alt="" width="497" height="263" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">EINDHOVEN – Quella che doveva essere una trasferta di sport e passione si è trasformata in un incubo per circa 180 tifosi del Napoli, fermati e trattenuti per ore dalla polizia olandese nella notte tra martedì e mercoledì a Eindhoven, senza accuse chiare e sulla base di presunti “assembramenti” vietati da regolamenti locali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Le autorità dei Paesi Bassi, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze dei presenti e dalle indagini difensive coordinate dall’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, avevano emanato un’ordinanza per impedire raduni di tifosi azzurri nel centro città. «Un provvedimento ritenuto assurdo e inapplicabile – spiega il legale – soprattutto nei confronti di cittadini europei che si muovono insieme per assistere a una partita di calcio».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il gruppo di tifosi è stato fermato arbitrariamente, sottoposto a interrogatori e identificazioni, per poi essere allontanato dalla città “a scopo precauzionale”. Come se non bastasse, i biglietti acquistati regolarmente per la partita sono stati annullati, impedendo loro di accedere allo stadio e causando ingenti danni economici e morali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>«Schengen ridotto a carta straccia»</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Durissima la denuncia dell’avv. Angelo Pisani, presidente di <strong>Potere ai Diritti – <a href="http://1523.it/">1523.it </a></strong>e storico difensore dei tifosi italiani in sede europea:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Il trattamento disumano e discriminatorio riservato ai tifosi del Napoli rappresenta una macchia indelebile per l’Europa dei diritti. Siamo davanti a una palese violazione delle libertà fondamentali, del diritto alla libera circolazione e del Trattato di Schengen, ridotto ormai a carta straccia».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani ha chiesto un intervento immediato del Governo italiano, del Ministro degli Esteri e del Ministro dell’Interno, sollecitando spiegazioni ufficiali dalle autorità olandesi e annunciando la possibilità di valutare azioni legali e diplomatiche per tutelare i diritti dei cittadini italiani coinvolti.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>«Un precedente pericoloso per tutta l’Europa»</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’episodio di Eindhoven, sottolinea il legale, non è solo un affronto alla dignità dei tifosi coinvolti, ma rappresenta anche un precedente gravissimo che rischia di minare i principi stessi su cui si fonda l’Unione Europea.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Il diritto di viaggiare, assistere a un evento sportivo e manifestare pacificamente la propria passione – aggiunge Pisani – non può essere sospeso per stereotipi geografici o appartenenze calcistiche. È tempo che l’Italia faccia sentire la propria voce e difenda i suoi cittadini da simili abusi».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Le immagini e le testimonianze provenienti dall’Olanda raccontano di viaggi rovinati, umiliazioni e danni patrimoniali significativi per decine di persone, molte delle quali avevano organizzato la trasferta con largo anticipo e nel pieno rispetto delle norme.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani ha espresso solidarietà e vicinanza alle vittime di questa «pagina vergognosa» e ha promesso che il suo team legale porterà avanti ogni iniziativa utile per ottenere giustizia e risarcimento dei danni subiti.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/">Eindhoven, vergogna europea: tifosi del Napoli fermati, interrogati e cacciati senza motivo &#8211; Pisani: «Gravissima violazione dei diritti civili. Il Governo intervenga subito»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dura replica dell&#8217;avv. Angelo Pisani alla &#8220;moda&#8221; di chiudere pagine solo se parlano di donne, mentre si accettano influencer che istigano alla violenza contro gli uomini</title>
		<link>https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 15:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[GOVERNO]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[@propriosimona]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[istigazione alla violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Senatrice Valeria Valente]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=4999</guid>
		<description><![CDATA[<p>Perché nessuno parla delle azioni e politiche “femministe” pericolose, discriminatorie e violente contro il genere maschile, o di siti e pagine social “rosa “, come anche l’app “Tea” con 6 MILIONI di donne iscritte, in cui gli uomini vengono schedati e recensiti tipo Tripadvisor, a loro insaputa? Perché nonostante migliaia di visualizzazioni nessuno, né le autorità competenti, pare abbiano visto e fermato neanche @propriosimona, l&#8217;influencer che inneggia alla morte degli uomini e &#8220;spinge&#8221; le donne a vendicarsi anche con le armi? E come mai nessuna rappresentante della politica o femminista ha ancora preso le distanze?». Questo il provocatorio, durissimo incipit dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del servizio nazionale antiviolenza 1523.it. «Ovviamente la premessa necessaria per evitare equivoci è strumentalizzazioni &#8211; tiene a precisare &#8211; è che vanno puniti tutti quelli che sbagliano o offendono, senza distinzione di genere, perché la violenza non ha sesso». &#160; IL CASO Una TikToker italiana, conosciuta come @propriosimona, da anni pubblicizza offese, attacchi, contenuti di misandria e incitazione alla violenza verso gli uomini, rivolgendosi a un pubblico anche minorenne, ma tutto viene fatto passare per normale. «I suoi scopi &#8211; incalza Pisani &#8211; sono ispirati a forme estreme di femminismo radicale, con toni e messaggi ingiustificabili, che mirano a spingere follower, anche adolescenti, a gesti violenti e azioni coordinate, online e offline. Questo caso, così come tutte le pagine social o propaganda, diffamazione, violazione della privacy sia in danno di donne (uniche tutelate), sia dei discriminati uomini (ignorati anche dalle istituzioni per moda politica), vanno immediatamente portati all’attenzione delle autorità competenti e denunciati, per fermare tanta violenza e illegalità dilagante». &#160; C’era una volta il femminismo estremista che, dopo politiche discriminatorie ed incostituzionali, oggi si presenta nel web con il volto violento di tale Simona la quale su Instagram e su TikTok si mostra come @propriosimona. Conta circa di 140.000 follower e una missione chiara: demolire ed estinguere il maschio, possibilmente con metodi non esattamente da cerchio di sorellanza. Il suo Vangelo? Non quello dell’inclusione, ma quello della vendetta. Violenza fisica, altro che strategie psicologiche femminili, già di per sé pericolose e dannose. Una sorta di SCUM Manifesto 2.0, versione italiana con filtri social, in cui il modello sembra essere Valerie Solanas, la squilibrata che sparò a Andy Warhol. D’altra parte Simona ne idolatra un’altra, di squilibrate, quella mamma che insieme alla compagna ha fatto a pezzi il figlio, o anche quella donna che qualche tempo fa ha bruciato vivo un uomo, definita da Simona, con ammirazione, “mia divinità”. Non è un lapsus, è una dichiarazione di intenti.  &#160; In un altro video, la stessa Simona con tanto di seguaci e complici follower, auspica : “Mamma, se potessi tornare indietro nel tempo ti chiederei di educarmi alla vi@l3nza&#8221;. Un vero e proprio inno alla radicalizzazione emotiva e fisica. Non è più autodifesa, è culto del trauma trasformato in arma. Quello di Simona, purtroppo, non è un caso isolato. Come in politica, dove non mancano esempi distorti per le nuove generazioni, sul web è lei, Simona, l’idolo digitale di una nuova setta femminista radicale, che parla alle adolescenti e semina odio sotto forma di empowerment. Una setta fatta di gruppi Telegram, profili falsi, strategie e scontri all’ultimo sangue con chi non si allinea al loro pensiero radicale. E infatti Simona aveva annunciato di voler fondare una rete segreta, nascosta, illegale, “per fare giustizia alle sorelle”. Aggiungeva: “Non è facile, perché non tutte si vogliono accollare di usare la vxxxnza&#8221;. Chi non accetta la lotta armata – anche solo simbolica – è esclusa. Come in ogni setta. Simona spiegava a ragazze – anche minorenni – in che modo costruire armi. Non metaforiche. Vere. E non in teoria, ma con istruzioni pratiche. Per tale Simona la legge non serve più. La violenza sommaria è la risposta. E chi dice il contrario è “complice del patriarcato”. Tanto odio sui social. Però poi le cose succedono nel mondo reale e quando capitano agli uomini, che hanno difficoltà anche a fare una denuncia o chiedere aiuto, non se ne parla, non si scomoda il parlamento e non si fanno leggi di parte. &#160; Ma ora l’avvocato Angelo Pisani, founder del progetto 1523.it, che sta tutelando tante vittime di violenza giuridicamente deboli come uomini, anziani, bambini senza esclusione delle donne, con suoi ultimi libri “L’altra violenza” e “Se questo è (ancora) un uomo”, ha deciso di rompere il silenzio e di documentare violenze, abusi e discriminazioni sul genere maschile. Per questo oggi denuncia uno degli ultimi scandalosi attacchi al genere umano, come la pagina di tale Simona e tante altre che non vengono chiuse, ma tollerate.  &#160; «Lo scandalo vero è che per mesi e mesi, per anni, questa persona è stata libera di educare ragazzine, anche minorenni, all’odio, alla misandria e alla violenza, senza che nessuno, né  la piattaforma, sia intervenuta in modo adeguato. Il tutto perché agiva facendo ciò che va tanto di moda. L’attivismo. Anzi la politica dell’odio e denigrazione dell’uomo maschio. Nella comunità di TikTok ci sono ancora un sacco di persone – molti di quelli che condividevano i suoi contenuti carichi di odio – che continuano a difenderla e a difendere le sue teorie estremiste». &#160; Pare che al momento tale Simona avrebbe messo offline l’account da sola, per poi usarlo all’occorrenza, molto probabilmente perché i follower stavano crollando dopo i video di alcuni sani contestatori. Il che la dice lunga su quali siano le vere linee guida delle piattaforme. Non si tratta solo di Simona. Il vero problema è la complicità del sistema. Il vero problema è che intorno a lei c’è una comunità d’odio. TikTok, che si vanta di proteggere i giovani, ha permesso per mesi che una figura così potesse radicalizzare le minorenni, spingerle alla violenza e costruire una rete d’odio ideologico. In nome di cosa? Di una parola diventata ormai scudo per ogni mostruosità: “femminismo&#8221;. «Non c’è alcuna deviazione. Non c’è alcuna degenerazione. Questo è il femminismo oggi, nella sua forma reale e diffusa sulle piattaforme. Questo è il femminismo per le generazioni formate sui social. Un femminismo che inneggia alla violenza, che odia l’uomo in quanto uomo e che quindi vuole eliminarlo, simbolicamente [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/">Dura replica dell&#8217;avv. Angelo Pisani alla &#8220;moda&#8221; di chiudere pagine solo se parlano di donne, mentre si accettano influencer che istigano alla violenza contro gli uomini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/foto.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5000" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/foto.png" alt="" width="665" height="398" /></a>Perché nessuno parla delle azioni e politiche “femministe” pericolose, discriminatorie e violente contro il genere maschile, o di siti e pagine social “rosa “, come anche <strong>l’app “Tea” con 6 MILIONI di donne iscritte</strong>, in cui gli uomini vengono schedati e recensiti tipo Tripadvisor, a loro insaputa? Perché nonostante migliaia di visualizzazioni nessuno, né le autorità competenti, pare abbiano visto e fermato neanche @propriosimona, l&#8217;influencer che inneggia alla morte degli uomini e &#8220;spinge&#8221; le donne a vendicarsi anche con le armi? E come mai nessuna rappresentante della politica o femminista ha ancora preso le distanze?». Questo il provocatorio, durissimo incipit dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del servizio nazionale antiviolenza <a href="http://1523.it/">1523.it</a>.</p>
<p>«Ovviamente la premessa necessaria per evitare equivoci è strumentalizzazioni &#8211; tiene a precisare &#8211; è che vanno puniti tutti quelli che sbagliano o offendono, senza distinzione di genere, perché la violenza non ha sesso».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL CASO</strong></p>
<p>Una TikToker italiana, conosciuta come @propriosimona, da anni pubblicizza offese, attacchi, contenuti di misandria e incitazione alla violenza verso gli uomini, rivolgendosi a un pubblico anche minorenne, ma tutto viene fatto passare per normale.</p>
<p>«I suoi scopi &#8211; incalza Pisani &#8211; sono ispirati a forme estreme di femminismo radicale, con toni e messaggi ingiustificabili, che mirano a spingere follower, anche adolescenti, a gesti violenti e azioni coordinate, online e offline. Questo caso, così come tutte le pagine social o propaganda, diffamazione, violazione della privacy sia in danno di donne (uniche tutelate), sia dei discriminati uomini (ignorati anche dalle istituzioni per moda politica), vanno immediatamente portati all’attenzione delle autorità competenti e denunciati, per fermare tanta violenza e illegalità dilagante».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’era una volta il femminismo estremista che, dopo politiche discriminatorie ed incostituzionali, oggi si presenta nel web con il volto violento di tale Simona la quale su Instagram e su TikTok si mostra come @propriosimona.</p>
<p>Conta circa di 140.000 follower e una missione chiara: demolire ed estinguere il maschio, possibilmente con metodi non esattamente da cerchio di sorellanza. Il suo Vangelo? Non quello dell’inclusione, ma quello della vendetta. Violenza fisica, altro che strategie psicologiche femminili, già di per sé pericolose e dannose. Una sorta di SCUM Manifesto 2.0, versione italiana con filtri social, in cui il modello sembra essere Valerie Solanas, la squilibrata che sparò a Andy Warhol. <strong>D’altra parte Simona ne idolatra un’altra, di squilibrate, quella mamma che insieme alla compagna ha fatto a pezzi il figlio, o anche quella donna che qualche tempo fa ha bruciato vivo un uomo, definita da Simona, con ammirazione, “mia divinità”. Non è un lapsus, è una dichiarazione di intenti. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un altro video, la stessa Simona con tanto di seguaci e complici follower, auspica : “Mamma, se potessi tornare indietro nel tempo ti chiederei di educarmi alla vi@l3nza&#8221;. Un vero e proprio inno alla radicalizzazione emotiva e fisica. Non è più autodifesa, è culto del trauma trasformato in arma.</p>
<p>Quello di Simona, purtroppo, non è un caso isolato. Come in politica, dove non mancano esempi distorti per le nuove generazioni, sul web è lei, Simona, l’idolo digitale di una nuova setta femminista radicale, che parla alle adolescenti e semina odio sotto forma di empowerment. Una setta fatta di gruppi Telegram, profili falsi, strategie e scontri all’ultimo sangue con chi non si allinea al loro pensiero radicale. E infatti Simona aveva annunciato di voler fondare una rete segreta, nascosta, illegale, “per fare giustizia alle sorelle”. Aggiungeva: “Non è facile, perché non tutte si vogliono accollare di usare la vxxxnza&#8221;. Chi non accetta la lotta armata – anche solo simbolica – è esclusa. Come in ogni setta. Simona spiegava a ragazze – anche minorenni – in che modo costruire armi. Non metaforiche. Vere. E non in teoria, ma con istruzioni pratiche. Per tale Simona la legge non serve più. La violenza sommaria è la risposta. E chi dice il contrario è “complice del patriarcato”. Tanto odio sui social. Però poi le cose succedono nel mondo reale e quando capitano agli uomini, che hanno difficoltà anche a fare una denuncia o chiedere aiuto, non se ne parla, non si scomoda il parlamento e non si fanno leggi di parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma ora l’avvocato Angelo Pisani, founder del progetto 1523.it, che sta tutelando tante vittime di violenza giuridicamente deboli come uomini, anziani, bambini senza esclusione delle donne, con suoi ultimi libri “L’altra violenza” e “Se questo è (ancora) un uomo”, ha deciso di rompere il silenzio e di documentare violenze, abusi e discriminazioni sul genere maschile. Per questo oggi denuncia uno degli ultimi scandalosi attacchi al genere umano, come la pagina di tale Simona e tante altre che non vengono chiuse, ma tollerate. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Lo scandalo vero è che per mesi e mesi, per anni, questa persona è stata libera di educare ragazzine, anche minorenni, all’odio, alla misandria e alla violenza, senza che nessuno, né  la piattaforma, sia intervenuta in modo adeguato. Il tutto perché agiva facendo ciò che va tanto di moda. L’attivismo. Anzi la politica dell’odio e denigrazione dell’uomo maschio. Nella comunità di TikTok ci sono ancora un sacco di persone – molti di quelli che condividevano i suoi contenuti carichi di odio – che continuano a difenderla e a difendere le sue teorie estremiste».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pare che al momento tale Simona avrebbe messo offline l’account da sola, per poi usarlo all’occorrenza, molto probabilmente perché i follower stavano crollando dopo i video di alcuni sani contestatori. Il che la dice lunga su quali siano le vere linee guida delle piattaforme. Non si tratta solo di Simona. Il vero problema è la complicità del sistema. Il vero problema è che intorno a lei c’è una comunità d’odio. TikTok, che si vanta di proteggere i giovani, ha permesso per mesi che una figura così potesse radicalizzare le minorenni, spingerle alla violenza e costruire una rete d’odio ideologico. In nome di cosa? Di una parola diventata ormai scudo per ogni mostruosità: “femminismo&#8221;.</p>
<p>«Non c’è alcuna deviazione. Non c’è alcuna degenerazione. Questo è il femminismo oggi, nella sua forma reale e diffusa sulle piattaforme. Questo è il femminismo per le generazioni formate sui social. Un femminismo che inneggia alla violenza, che odia l’uomo in quanto uomo e che quindi vuole eliminarlo, simbolicamente e anche fisicamente. Non è più lotta per l’uguaglianza. È una guerra di religione laica, con tanto di martiri, sante, e sacrifici. E se non avremo il coraggio di dirlo, di denunciarlo, e di fermarlo, non resterà nessun uomo da odiare, ma solo una società incapace di riconoscere se stessa nello specchio».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«E’ scandaloso &#8211; conclude l&#8217;avvocato Pisani &#8211; quello che fanno contro gli uomini, ma nessuno parla, la prima pagina social che andrebbe sanzionata è quella della senatrice Valente, che accusa solo gli uomini di violenza e discrimina il genere maschile, provocando danni e creando pregiudizi. Per tentare di arginare tutte le varie e pericolose forme di violenza occorre una serie replica ed impegno bipartisan a tutte le violazioni ed abusi, alla moda e passerelle politiche di chiudere siti e pagine solo se parlano di donne e mogli, mentre si accettano e non si criticano pagine ed influencer che seminano odio ed offese sul genere maschile».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/">Dura replica dell&#8217;avv. Angelo Pisani alla &#8220;moda&#8221; di chiudere pagine solo se parlano di donne, mentre si accettano influencer che istigano alla violenza contro gli uomini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GENDER &#8211; IL PARADOSSALE CASO DEL NEONAZISTA TEDESCO / PISANI (1523.IT): ESPRIMIAMO SDEGNO</title>
		<link>https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 06:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
		<category><![CDATA[EUROPA]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[governo tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[neonazisti]]></category>
		<category><![CDATA[Olaf Scholz]]></category>
		<category><![CDATA[Sven Liebich]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=4991</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; In Germania una legge federale varata qualche anno  fa dal governo di centrosinistra guidato da Olaf Scholz consente a chiunque di cambiare sesso all&#8217;anagrafe con una semplice autodichiarazione. Una follia in termini, che ha indotto il neonazista conclamato , dopo anni di carcere, a scagliare l&#8217;ennesima provocazione: prima di terminare la pena, nel 2024 Liebich ha inviato l&#8217;autodichiarazione affermando di voler cambiare sesso. Subito accontentato, il pericoloso criminale ha inoltrato una ulteriore domanda: quella di essere recluso in un carcere femminile. Ed anche stavolta, nessuna obiezione! Ne dà notizia il canale &#8220;lanticonfotrmista&#8221;. La provocazione di Liebich sta lacerando perfino il mondo woke tedesco che, se finora aveva difeso contro tutto e tutti quella legge, adesso si trova a dover fare i conti con un soggetto come il pericoloso nazi a contatto con le recluse di un carcere femminile. «Assurdo, paradossale!», tuona l&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del 1523.it. «Ecco dove portano le aberrazioni connesse ad una certa ideologia di sinistra, buona sola a catturare voti. Esprimiamo sdegno e riprovazione, mettendo in guardia qualsiasi altro governo dalla sola ipotesi di poter varare simili provvedimenti!».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/">GENDER &#8211; IL PARADOSSALE CASO DEL NEONAZISTA TEDESCO / PISANI (1523.IT): ESPRIMIAMO SDEGNO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>In Germania una legge federale varata qualche anno  fa dal governo di centrosinistra guidato da Olaf Scholz consente a chiunque di cambiare sesso all&#8217;anagrafe con una semplice autodichiarazione. Una follia in termini, che ha indotto il neonazista conclamato <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-28-alle-08.25.40.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4992" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-28-alle-08.25.40.png" alt="" width="388" height="588" /></a>, dopo anni di carcere, a scagliare l&#8217;ennesima provocazione: prima di terminare la pena, nel 2024 Liebich ha inviato l&#8217;autodichiarazione affermando di voler cambiare sesso. Subito accontentato, il pericoloso criminale ha inoltrato una ulteriore domanda: quella di essere recluso in un carcere femminile. Ed anche stavolta, nessuna obiezione! Ne dà notizia il canale &#8220;lanticonfotrmista&#8221;.</p>
<p>La provocazione di Liebich sta lacerando perfino il mondo woke tedesco che, se finora aveva difeso contro tutto e tutti quella legge, adesso si trova a dover fare i conti con un soggetto come il pericoloso nazi a contatto con le recluse di un carcere femminile.</p>
<p>«Assurdo, paradossale!», tuona l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>. «Ecco dove portano le aberrazioni connesse ad una certa ideologia di sinistra, buona sola a catturare voti. Esprimiamo sdegno e riprovazione, mettendo in guardia qualsiasi altro governo dalla sola ipotesi di poter varare simili provvedimenti!».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/">GENDER &#8211; IL PARADOSSALE CASO DEL NEONAZISTA TEDESCO / PISANI (1523.IT): ESPRIMIAMO SDEGNO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Gomorra 2&#8243; un film/affare che già ha diffusi tanti cattivi esempi ora sfrutta contro ogni valore e diritto la notorietà e nome di Maradona</title>
		<link>https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2014 14:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[2014]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[RASSEGNA STAMPA]]></category>
		<category><![CDATA[SCAMPIA]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Armando Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra 2]]></category>
		<category><![CDATA[Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[VIII Municipalità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=2291</guid>
		<description><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Pisani: «Lesa l&#8217;immagine di Napoli e del suo campione: un danno per lo sport e la maglia azzurra». &#8220;Una trovata pregiudizievole ed una offesa senza precedenti, ma soprattutto un altro attacco alla città di Napoli. Dopo i rifiuti, l&#8217;acqua contaminata e il razzismo folle addirittura un criminale di Gomorra 2 soprannominato Maradona&#8221;. Pisani denuncia il vile attacco alla maglia azzurra e chiede lo stop della pellicola con danni milionari per lo sfruttamento e l&#8217;usurpazione del nome di un soggetto vivente e il danno alla notorietà ed immagine. &#8220;Non si finisce mai di scandalizzarsi di fronte al denaro e ai propri interessi si passa anche sulla vita della gente e sui valori ed affetto dei cittadini. Alcuni ragazzi scandalizzati mi hanno raccontato un notizia assurda alla quale quasi stentavo a credere ma mi sono reso conto che purtroppo era vera e che si vuole danneggiare non solo Maradona ma tutto quello che lui rappresenta nel mondo per la città di Napoli&#8221;. &#8220;Addirittura la seconda serie di Gomorra, quella che purtroppo mira a parlare ancora e solo male di Napoli e della sua gioventù senza dire che a Scampia ha vinto la legalità ma evidenziando solo crimini, violenza ed illegalità e trasmettendo esempi sbagliati e negativi, alza il tiro e mira a colpire &#8216;ad arte&#8217; uno dei miti di Napoli più conosciuti al Mondo e immagine di successo per la città che si vuole mortificare. Nel cast di Gomorra, ho notato che tra i protagonisti ce n’è uno che ha un soprannome che nessuno nel rispetto dei valori sportivi e sociali di una città come Napoli avrebbe potuto immaginare: Diego Armando Maradona. Un killer, un criminale, un personaggio assolutamente negativo che deve essere solo condannato e cancellato per un futuro migliore e per il bene della legalità e del buon di vivere civile, sfrutta, nel film, il nome e immagine di Maradona senza autorizzazione, consenso e diritti d&#8217;immagine. Questo è un gravissimo danno al nome, all’immagine e notorietà del grande campione del Secolo che sarebbe proiettato in tutti i paesi del Mondo con un’etichetta criminale e delinquenziale. Non lo consentiremo a nessuno, chiederemo giustizia ed il blocco della produzione per noi diffamatoria e pregiudizievole ed alla società che ha realizzato le immagini e riprese di non diffondere, per nessun motivo, la pellicola onde non danneggiare l’immagine di Maradona e di Napoli. Chiederemo, inoltre, i danni per l’utilizzo arbitrario e illegittimo e lo sfruttamento senza diritti del nome di Maradona come soprannome di un criminale. Se i produttori e gli artisti vogliono un soprannome per i killer, utilizzassero il loro nome per interpretare e pubblicizzare i protagonisti criminali del film, loro non saranno mai Maradona che per gli sportivi è sempre e solo un piacere ed un mito positivo. Un&#8217;usurpazione d&#8217;immagine e attacco alla notorietà per meriti sportivi troppo grave per cui Diego chiede 10miliomi di euro di danni da devolvere poi in beneficenza per legalità e sport su esempi positivi.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/">&#8220;Gomorra 2&#8243; un film/affare che già ha diffusi tanti cattivi esempi ora sfrutta contro ogni valore e diritto la notorietà e nome di Maradona</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Pisani: «Lesa l&#8217;immagine di Napoli e del suo campione: un danno per lo sport e la maglia azzurra».</p>
<p>&#8220;Una trovata pregiudizievole ed una offesa senza precedenti, ma soprattutto un altro attacco alla città di Napoli. Dopo i rifiuti, l&#8217;acqua contaminata e il razzismo folle addirittura un criminale di Gomorra 2 soprannominato Maradona&#8221;. Pisani denuncia il vile attacco alla maglia azzurra e chiede lo stop della pellicola con danni milionari per lo sfruttamento e l&#8217;usurpazione del nome di un soggetto vivente e il danno alla notorietà ed immagine.</p>
<p>&#8220;Non si finisce mai di scandalizzarsi di fronte al denaro e ai propri interessi si passa anche sulla vita della gente e sui valori ed affetto dei cittadini. Alcuni ragazzi scandalizzati mi hanno raccontato un notizia assurda alla quale quasi stentavo a credere ma mi sono reso conto che purtroppo era vera e che si vuole danneggiare non solo Maradona ma tutto quello che lui rappresenta nel mondo per la città di Napoli&#8221;.</p>
<p>&#8220;Addirittura la seconda serie di Gomorra, quella che purtroppo mira a parlare ancora e solo male di Napoli e della sua gioventù senza dire che a Scampia ha vinto la legalità ma evidenziando solo crimini, violenza ed illegalità e trasmettendo esempi sbagliati e negativi, alza il tiro e mira a colpire &#8216;ad arte&#8217; uno dei miti di Napoli più conosciuti al Mondo e immagine di successo per la città che si vuole mortificare. Nel cast di Gomorra, ho notato che tra i protagonisti ce n’è uno che ha un soprannome che nessuno nel rispetto dei valori sportivi e sociali di una città come Napoli avrebbe potuto immaginare: Diego Armando Maradona.<br />
Un killer, un criminale, un personaggio assolutamente negativo che deve essere solo condannato e cancellato per un futuro migliore e per il bene della legalità e del buon di vivere civile, sfrutta, nel film, il nome e immagine di Maradona senza autorizzazione, consenso e diritti d&#8217;immagine. Questo è un gravissimo danno al nome, all’immagine e notorietà del grande campione del Secolo che sarebbe proiettato in tutti i paesi del Mondo con un’etichetta criminale e delinquenziale. Non lo consentiremo a nessuno, chiederemo giustizia ed il blocco della produzione per noi diffamatoria e pregiudizievole ed alla società che ha realizzato le immagini e riprese di non diffondere, per nessun motivo, la pellicola onde non danneggiare l’immagine di Maradona e di Napoli. Chiederemo, inoltre, i danni per l’utilizzo arbitrario e illegittimo e lo sfruttamento senza diritti del nome di Maradona come soprannome di un criminale. Se i produttori e gli artisti vogliono un soprannome per i killer, utilizzassero il loro nome per interpretare e pubblicizzare i protagonisti criminali del film, loro non saranno mai Maradona che per gli sportivi è sempre e solo un piacere ed un mito positivo. Un&#8217;usurpazione d&#8217;immagine e attacco alla notorietà per meriti sportivi troppo grave per cui Diego chiede 10miliomi di euro di danni da devolvere poi in beneficenza per legalità e sport su esempi positivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/">&#8220;Gomorra 2&#8243; un film/affare che già ha diffusi tanti cattivi esempi ora sfrutta contro ogni valore e diritto la notorietà e nome di Maradona</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pisani: class action su Terra dei Fuochi</title>
		<link>https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 09:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[2014]]></category>
		<category><![CDATA[CLASS ACTION]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[DIFESA DELL'AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[INQUINAMENTO]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOI CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[RASSEGNA STAMPA]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[SICUREZZA]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[Class Action]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[NOI Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti tossici]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Terra dei Fuochi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://angelopisani.it/?p=2264</guid>
		<description><![CDATA[<p>Anche il presidente della Repubblica inizia a parlare di misure compensative per le vittime ma questo è un obbligo/dovere delle istituzioni. Oltre alle  varie istanze di  politici a Strasburgo, sul tavolo delle competenti Procure della Repubblica arriva anche la richiesta di punizione di tutti i rappresentati delle Istituzioni responsabili per gravi omissioni del disastro della cd. Terra dei Fuochi, che presto registrerà la sottoscrizione di migliaia di persone legittimate a chieder giustizia. L’Associazione Noiconsumatotri.it tramite gli avvocati Sergio Pisani ed Angelo Pisani, chiede che i rappresentanti delle istituzioni si assumano ora tutte le responsabilità come previste dall’art. 40 del c.p. (“non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”) e provvedano oltre che alla immediata e vera bonifica dei luoghi avvelenati anche al risarcimento di tutti i danni e pregiudizi provocati per omissione alle popolazioni della cd Terra dei Fuochi, dove si registrano vittime e feriti ogni giorno. Ora occorre risarcire le vittime ed evitare speculazioni e truffe sulle bonifiche tenendo gli occhi aperti e pretendendo giustizia per questa tragedia che ha tanti responsabili noti e meno noti. La denuncia predisposta dai due legali è stata già sottoscritta da alcuni familiari di una giovane vittima e presto diventerà una class action civile e penale per la tutela dei diritti e salute dei cittadini. Avv. Angelo Pisani &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Modello esposto ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI Il sottoscritto ___________________________, nato a ______________ il_________residente in ___________________alla Via_________________________________, ESPONE Negli ultimi ventidue anni sono stati illecitamente smaltiti tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano ove hanno sversato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da società o impianti noti nel panorama nazionale. Solo la colpevole inerzia delle istituzioni, la disattenzione di chi doveva controllare ed una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito tutto ciò e dunque anche tra gli uomini delle istituzioni, ad ogni livello, vanno oggi doverosamente individuate le responsabilità dell’avvelenamento di un intero popolo. Fanno chiara luce su tali tipi di responsabilità le dichiarazioni rilasciate da Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, il quale dispose la secretazione dell&#8217;audizione del pentito Schaivoneche nel lontano 1997 rivelò gli interramenti di rifiuti industriali provenienti dal Nord nelle campagne campane ad opera del clan dei Casalesi: “Informammo tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati”tra cui anche l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano “ed anche il Presidente del Consiglio”; “Andavano fatte le bonifiche lo Stato non è intervenuto ed i governi hanno enormi responsabilità” ed ancora “quando facevamo le audizioni c&#8217;erano anche assessori comunali, regionali e provinciali” ed erano a conoscenza della situazione. Inoltre è emerso ultimamente che Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, aveva indagato sul meccanismo che ruota attorno al traffico di rifiuti tossici descrivendolo in modo dettagliato in un&#8217;informativa consegnata alla Dda di Napoli ma il suo rapporto è rimasto inspiegabilmente chiuso in un cassetto per 15 anni. Il funzionario oggi lotta contro un tumore che ha contratto per il lavoro svolto per conto della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti. &#8220;Se l&#8217;informativa fosse stata presa in considerazione nel 1996, ha dichiarato il Mancini, avremmo potuto limitare i danni. Non so perché sia stata sottovalutata.” Esso rappresenta un vero e proprio &#8221;saggio storico, un veromanuale sull&#8217;ecomafia&#8221;. Nelle sue oltre 200 pagine, che si chiede di asquisire agli atti dell’instaurando procedimento,ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, ci sono la Indesit dei Merloni e le Coop rosse. Ma c&#8217;è anche la Massoneria di Licio Gelli, la politica come referente per risolvere i problemi, ci sono le dichiarazioni di pentiti come Carmine Schiavone; ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti con la Pubblica amministrazione, ci sono i nomi dei funzionari delle Asl che facevano finta di controllare le discariche; ci sono i nomi di assessori, di politici, di funzionari della Provincia; ci sono infine i nomi delle società che organizzavano il trasporto e lo sversamento dei rifiuti, quelli dei gruppi criminali coinvolti e di tanti soggetti compiacenti. Uno spaccato del più grande crimine ambientale commesso in Italia nell&#8217;ultimo mezzo secolo. L&#8217;informativa, redatta da un investigatore, da un servitore dello Stato che lavorava per difendere la salute di tutti noi, quindi un documento basato su fatti veri e concreti, per anni è rimasta inspiegabilmente in un cassetto. Alla luce delle affermazioni di Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, stridono le dichiarazioni rilasciate recentemente a Napoli dal Presidente della Repubblica, che sebbene fosseda tempo ufficialmente informato quale allora Ministro degli Interni di tali gravissimi fatti, ha affermato: &#8221;Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all&#8217;ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell&#8217;area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti dimolti anni di prassi illegale - nella quale la camorra l&#8217;ha fatta da protagonista - di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano&#8221;. &#8221;Le conseguenze del pauroso inquinamento dei terreni -prosegue il presidente della Repubblica- con rilevanti ricadute sulla salute e sull&#8217;ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche”. Tali affermazioni stridono in modo intollerabile con la realtà dei fatti poiché da circa 20 anni le istituzioni, compreso lo stesso Napolitano!!!, sapevano tutto ma hanno colpevolmente deciso di non intervenire in aiuto delle ignare popolazioni. Oltre alle denunce orami pubbliche di vari pentiti, che hanno detto quello che altri hanno nascosto,  peraltro, già con il progetto Terra il ministero dell&#8217;Ambiente, come poi anche l’Arpac,  fotografò nei minimi particolari l&#8217;intero Mezzogiorno d&#8217;Italia e nel 2004 l&#8217;operazione fu  ripetuta nell&#8217;ambito del Pon Sicurezza utilizzando il sistemaMivis, che consentiva di radiografare il sottosuolo e le sue temperature con  interventi costati milioni di euro. La mappatura, insomma, c’era già da tempo e chi doveva intervenire, pur conoscendo bene cause ed effetti non lo ha fatto . Si doveva e poteva intervenire subito e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade, scuole [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/">Pisani: class action su Terra dei Fuochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il presidente della Repubblica inizia a parlare di misure compensative per le vittime ma questo è un obbligo/dovere delle istituzioni.</p>
<p>Oltre alle  varie istanze di  politici a Strasburgo, sul tavolo delle competenti Procure della Repubblica arriva anche la richiesta di punizione di tutti i rappresentati delle Istituzioni responsabili per gravi omissioni del disastro della cd. Terra dei Fuochi, che presto registrerà la sottoscrizione di migliaia di persone legittimate a chieder giustizia.</p>
<p>L’Associazione <a href="http://noiconsumatotri.it/">Noiconsumatotri.it</a> tramite gli avvocati Sergio Pisani ed Angelo Pisani, chiede che i rappresentanti delle istituzioni si assumano ora tutte le responsabilità come previste dall’art. 40 del c.p. (“non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”) e provvedano oltre che alla immediata e vera bonifica dei luoghi avvelenati anche al risarcimento di tutti i danni e pregiudizi provocati per omissione alle popolazioni della cd Terra dei Fuochi, dove si registrano vittime e feriti ogni giorno.</p>
<p>Ora occorre risarcire le vittime ed evitare speculazioni e truffe sulle bonifiche tenendo gli occhi aperti e pretendendo giustizia per questa tragedia che ha tanti responsabili noti e meno noti. La denuncia predisposta dai due legali è stata già sottoscritta da alcuni familiari di una giovane vittima e presto diventerà una class action civile e penale per la tutela dei diritti e salute dei cittadini.</p>
<p>Avv. Angelo Pisani</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Modello esposto</p>
<p>ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA</p>
<p>PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI</p>
<p>Il sottoscritto ___________________________, nato a ______________ il_________residente in</p>
<p>___________________alla Via_________________________________,</p>
<p>ESPONE</p>
<p>Negli ultimi ventidue anni sono stati illecitamente smaltiti tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano ove hanno sversato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da società o impianti noti nel panorama nazionale.</p>
<p>Solo la colpevole inerzia delle istituzioni, la disattenzione di chi doveva controllare ed una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito tutto ciò e dunque anche tra gli uomini delle istituzioni, ad ogni livello, vanno oggi doverosamente individuate le responsabilità dell’avvelenamento di un intero popolo.</p>
<p>Fanno chiara luce su tali tipi di responsabilità le dichiarazioni rilasciate da Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, il quale dispose la secretazione dell&#8217;audizione del pentito Schaivoneche nel lontano 1997 rivelò gli interramenti di rifiuti industriali provenienti dal Nord nelle campagne campane ad opera del clan dei Casalesi:</p>
<p>“Informammo tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati”tra cui anche l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano “ed anche il Presidente del Consiglio”; “Andavano fatte le bonifiche lo Stato non è intervenuto ed i governi hanno enormi responsabilità” ed ancora “quando facevamo le audizioni c&#8217;erano anche assessori comunali, regionali e provinciali” ed erano a conoscenza della situazione.</p>
<p>Inoltre è emerso ultimamente che Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, aveva indagato sul meccanismo che ruota attorno al traffico di rifiuti tossici descrivendolo in modo dettagliato in un&#8217;informativa consegnata alla Dda di Napoli ma il suo rapporto è rimasto inspiegabilmente chiuso in un cassetto per 15 anni. Il funzionario oggi lotta contro un tumore che ha contratto per il lavoro svolto per conto della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti. &#8220;Se l&#8217;informativa fosse stata presa in considerazione nel 1996, ha dichiarato il Mancini, avremmo potuto limitare i danni. Non so perché sia stata sottovalutata.”</p>
<p>Esso rappresenta un vero e proprio &#8221;saggio storico, un veromanuale sull&#8217;ecomafia&#8221;. Nelle sue oltre 200 pagine, che si chiede di asquisire agli atti dell’instaurando procedimento,ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, ci sono la Indesit dei Merloni e le Coop rosse. Ma c&#8217;è anche la Massoneria di Licio Gelli, la politica come referente per risolvere i problemi, ci sono le dichiarazioni di pentiti come Carmine Schiavone; ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti con la Pubblica amministrazione, ci sono i nomi dei funzionari delle Asl che facevano finta di controllare le discariche; ci sono i nomi di assessori, di politici, di funzionari della Provincia; ci sono infine i nomi delle società che organizzavano il trasporto e lo sversamento dei rifiuti, quelli dei gruppi criminali coinvolti e di tanti soggetti compiacenti. Uno spaccato del più grande crimine ambientale commesso in Italia nell&#8217;ultimo mezzo secolo.</p>
<p>L&#8217;informativa, redatta da un investigatore, da un servitore dello Stato che lavorava per difendere la salute di tutti noi, quindi un documento basato su fatti veri e concreti, per anni è rimasta inspiegabilmente in un cassetto.</p>
<p>Alla luce delle affermazioni di Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, stridono le dichiarazioni rilasciate recentemente a Napoli dal Presidente della Repubblica, che sebbene fosseda tempo ufficialmente informato quale allora Ministro degli Interni di tali gravissimi fatti, ha affermato: &#8221;Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all&#8217;ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell&#8217;area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti dimolti anni di prassi illegale - nella quale la camorra l&#8217;ha fatta da protagonista - di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano&#8221;. &#8221;Le conseguenze del pauroso inquinamento dei terreni -prosegue il presidente della Repubblica- con rilevanti ricadute sulla salute e sull&#8217;ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche”.</p>
<p>Tali affermazioni stridono in modo intollerabile con la realtà dei fatti poiché da circa 20 anni le istituzioni, compreso lo stesso Napolitano!!!, sapevano tutto ma hanno colpevolmente deciso di non intervenire in aiuto delle ignare popolazioni. Oltre alle denunce orami pubbliche di vari pentiti, che hanno detto quello che altri hanno nascosto,  peraltro, già con il progetto Terra il ministero dell&#8217;Ambiente, come poi anche l’Arpac,  fotografò nei minimi particolari l&#8217;intero Mezzogiorno d&#8217;Italia e nel 2004 l&#8217;operazione fu  ripetuta nell&#8217;ambito del Pon Sicurezza utilizzando il sistemaMivis, che consentiva di radiografare il sottosuolo e le sue temperature con  interventi costati milioni di euro. La mappatura, insomma, c’era già da tempo e chi doveva intervenire, pur conoscendo bene cause ed effetti non lo ha fatto . Si doveva e poteva intervenire subito e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade, scuole e la morte di tanti cittadini e bambini. Sono 47 i comuni ufficialmente ‘contaminati’, tra cui Afragola, Arzano, Aversa, Caivano, Calvizzano, Cardito, Carinaro, Casal di principe, Casaluce, Casandrino, Casapesenna, Casavatore, Casoria, Cesa, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Frignano, Giugliano, Gricignano di Aversa, Grumo Nevano, Lusciano, Marano, Melito, Mugnano, Orta di Atella, Parete, Qualiano, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Antimo, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca. A questi si aggiungono i quartieri di Bagnoli e Cavalleggeri di Napoli, dove lo smantellamento dell’ex fabbrica Eternit si è trasformato in un enorme ammasso di amianto a pochi metri dalle case, e di Chiaiano per le cave e terreni avvelenati da rifiuti pericolosi come di Pianura, dove esiste una discarica molto contestata dalla popolazione. Da più di vent’anni anche a causa della colpevole inerzia delle istituzioni, due milioni di personesono state esposte e continueranno ad esserlo ad agenti tossici, mutageni, nocivi per la salute.<br />
Non perparticolari loro colpe, ma per il malaffare che agisce alla luce del sole, per uno Stato italiano che ha omesso di intervenire quando poteva evitare tutto questo.</p>
<p>MIGLIAIA SONO LE VITTIME GIÀ ACCERTATE TRA CUI MOLTISSIMI BAMBINI MORTI DI TUMORE  MORTI PRECOCI, ASSURDE CHE ESIGONO GIUSTIZIA.</p>
<p>Per i fatti su esposti, lo scrivente</p>
<p>CHIEDE</p>
<p>L’iscrizione urgente di tale notizia di reato affinché vengano identificati i responsabili anche tra i rappresentanti delle istituzioni, in particolare tutti coloro che pur essendo stati ufficialmente informati di quanto stava accadendo hanno omesso di intervenire adeguatamente  in modo tale da evitare pericoli per le popolazioni di tali luoghi.</p>
<p>Ai sensi dell’art. 40 del codice penale, “non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.</p>
<p>Alla luce di quanto esposto e tenuto conto di quanto dichiarato dal presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, chiede di identificare al più presto tutti i responsabili di tali condotte omissive nei cui confronti sipropone istanza punitiva.</p>
<p>Dichiara di volere essere informato circa l’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi di quanto disposto dall’art. 408, comma 2 c.p.p.</p>
<p>Dichiara di voler ricevere, ex art. 360 c.p.p., l’avviso di fissazione di accertamenti tecnici eventualmente disposti, al fine di parteciparvi con il proprio difensore.</p>
<p>Dichiara, sin d’ora, di opporsi qualora il Pubblico Ministero ritenga di procedere nei confronti dei responsabili con decreto penale di condanna.</p>
<p>Napoli, lì                                     In fede</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/">Pisani: class action su Terra dei Fuochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
