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	<title>Angelo Pisani &#187; PROTESTE</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti. &#160; &#160; C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso. Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito. Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro. E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere . Il coraggio di chiamare le cose col loro nome Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità. Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi. Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità. La violenza invisibile del torto sportivo C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui. È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco. È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano . È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato. L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita. Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani. Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore. Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto. Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani . So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti.</strong></p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5791" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png" alt="" width="704" height="462" /></a></p>
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<p>C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso.<br />
Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito.</p>
<p>Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro.</p>
<p>E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere .<br />
<strong>Il coraggio di chiamare le cose col loro nome</strong></p>
<p>Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5503" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1-221x300.jpeg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi.</p>
<p>Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità.<br />
<strong>La violenza invisibile del torto sportivo</strong></p>
<p>C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui.</p>
<p>È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco.<br />
È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano .<br />
È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato.<br />
<strong>L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo</strong></p>
<p>Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita.</p>
<p>Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani.</p>
<p>Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore.</p>
<p>Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto.<br />
<strong>Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento</strong></p>
<p>Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani .</p>
<p>So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di euro, convenienze consolidate che non vogliono essere disturbate. Ma so anche che ogni battaglia giusta è cominciata con qualcuno disposto a sembrare pazzo agli occhi di chi ha interesse a mantenere le cose come stanno.</p>
<p>Chiedo alla FIGC il coraggio di riformarsi prima di essere commissariata. Chiedo alla Lega Serie A di mettere la credibilità del prodotto davanti agli interessi di breve periodo. Chiedo all&#8217;AIA di fare un passo indietro — un passo che è in realtà un atto di rispetto verso se stessa e verso lo sport. Chiedo alla magistratura sportiva e ordinaria di fare il proprio dovere senza guardare in faccia a nessuno.</p>
<p>Ma chiedo soprattutto a tutti noi — tifosi, giornalisti, atleti, dirigenti, cittadini — di smettere con il silenzio complice. Di tornare a chiamare le cose col loro nome. Di ricordarci che lo sport è nostro, non di chi lo gestisce. Che il campo appartiene a chi ci gioca con onestà, non a chi lo usa per fare affari.<br />
Lo sport ha bisogno di giustizia per sopravvivere. La giustizia ha bisogno di coraggio per esistere. Il coraggio comincia sempre da qualcuno che dice: basta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5793" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-295x300.jpeg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>Napoli, 27 aprile 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TESTO INTEGRALE DELLA DIFFIDA</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/DIFFIDA.pdf">DIFFIDA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Duro esposto in Procura dell’avv. Angelo Pisani dopo le irregolarità contestate nel match Atalanta-Napoli</title>
		<link>https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le aspre contestazioni che hanno segnato la partita Atalanta Napoli domenica 22 febbraio avranno uno strascico giudiziario. L’avvocato Angelo Pisani, presidente del Social Club Maradona Napoli, con il collega Ludovico Franco, ha presentato un affilato esposto-ricorso rivolto alla Procura Federale FIGC, a quella del CONI, ma anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e alla Corte dei Conti. Il Ricorso-Esposto è incentrato su “gravi anomalie procedurali, violazione dei diritti utenti e della normativa vigente, tutela della legalità e valori sportivi e dell’affidamento dei cittadini ai regolamenti e principi di buona fede, trasparenza, correttezza”. Scopo dell’atto &#8211; si legge in premessa &#8211; è quello di segnalare alle autorità le note e gravi anomalie procedurali e le violazioni delle norme vigenti verificatesi nel corso della gara Atalanta-Napoli, conclusasi con il risultato di 2-1 in favore della squadra di casa. Il ricorso continua evidenziando i due episodi di maggiore gravità. «In primo luogo &#8211; si legge &#8211; l’arbitro ha prima fischiato ed assegnato un calcio di rigore in favore del Napoli, salvo poi revocarlo a seguito dell’intervento e richiamo del VAR». Ma «tale revoca è stata fondata su una valutazione discrezionale relativa all’intensità e all’intenzionalità del contatto tra i giocatori, valutazione che, per sua natura, non dovrebbe rientrare nell’ambito di applicazione del protocollo VAR». Segue la spiegazione tecnica sull’ambito di applicazione del VAR. &#160; Ma non basta perché, dopo la revoca del rigore, «è stata annullata una rete regolarmente segnata dal Napoli per un presunto fallo commesso dal calciatore partenopeo ai danni di un avversario», mentre «dalle immagini disponibili non emerge alcuna evidenza chiara di fallo». Alla luce di queste ed altre irregolarità segnalate, li legali chiedono l’apertura di un’istruttoria, nonché l’acquisizione integrale delle registrazioni VAR, oltre all’accertamento delle eventuali responsabilità disciplinari a carico degli arbitri. Ma il preciso riferimento è anche «alle conseguenze che tali anomalie potrebbero aver determinato sul sistema delle scommesse sportive e sulle entrate fiscali dello Stato». &#160; Video 2026-02-25 at 21.47.58</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/">Duro esposto in Procura dell’avv. Angelo Pisani dopo le irregolarità contestate nel match Atalanta-Napoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-02-26-alle-11.26.44.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5605" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-02-26-alle-11.26.44-173x300.png" alt="" width="173" height="300" /></a></p>
<p>Le aspre contestazioni che hanno segnato la partita Atalanta Napoli domenica 22 febbraio avranno uno strascico giudiziario. L’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente del <em>Social Club Maradona Napoli</em>, con il collega <strong>Ludovico Franco</strong>, ha presentato un affilato esposto-ricorso rivolto alla<strong> Procura Federale FIGC, a quella del CONI, ma anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e alla Corte dei Conti.</strong></p>
<p>Il Ricorso-Esposto è incentrato su “gravi anomalie procedurali, violazione dei diritti utenti e della normativa vigente, tutela della legalità e valori sportivi e dell’affidamento dei cittadini ai regolamenti e principi di buona fede, trasparenza, correttezza”.</p>
<p>Scopo dell’atto &#8211; si legge in premessa &#8211; è quello di segnalare alle autorità le note e gravi anomalie procedurali e le violazioni delle norme vigenti verificatesi nel corso della gara Atalanta-Napoli, conclusasi con il risultato di 2-1 in favore della squadra di casa.</p>
<p>Il ricorso continua evidenziando i due episodi di maggiore gravità. «In primo luogo &#8211; si legge &#8211; l’arbitro ha prima fischiato ed assegnato un calcio di rigore in favore del Napoli, salvo poi revocarlo a seguito dell’intervento e richiamo del VAR». Ma «tale revoca è stata fondata su una valutazione discrezionale relativa all’intensità e all’intenzionalità del contatto tra i giocatori, valutazione che, per sua natura, non dovrebbe rientrare nell’ambito di applicazione del protocollo VAR».</p>
<p>Segue la spiegazione tecnica sull’ambito di applicazione del VAR.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non basta perché, dopo la revoca del rigore, «è stata annullata una rete regolarmente segnata dal Napoli per un presunto fallo commesso dal calciatore partenopeo ai danni di un avversario», mentre «dalle immagini disponibili non emerge alcuna evidenza chiara di fallo».</p>
<p>Alla luce di queste ed altre irregolarità segnalate, li legali chiedono l’apertura di un’istruttoria, nonché l’acquisizione integrale delle registrazioni VAR, oltre all’accertamento delle eventuali responsabilità disciplinari a carico degli arbitri. Ma il preciso riferimento è anche «alle conseguenze che tali anomalie potrebbero aver determinato sul sistema delle scommesse sportive e sulle entrate fiscali dello Stato».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Video-2026-02-25-at-21.47.58.mp4">Video 2026-02-25 at 21.47.58</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/duro-esposto-in-procura-dellavv-angelo-pisani-dopo-le-irregolarita-contestate-nel-match-atalanta-napoli/">Duro esposto in Procura dell’avv. Angelo Pisani dopo le irregolarità contestate nel match Atalanta-Napoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</title>
		<link>https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:16:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>TAR LAZIO – RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA PER I TIFOSI DEL NAPOLI Avv. Angelo Pisani: “Punire gli innocenti non è sicurezza, è rinuncia allo Stato di diritto” ROMA &#8211; Si è svolta oggi dinanzi al TAR Lazio – Sezione I Ter la Camera di Consiglio relativa al ricorso R.G. 1563/2025 contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto il divieto generalizzato di trasferta per i tifosi del Napoli fino al termine della stagione. Nel corso dell’udienza, l’Avv. Angelo Pisani, intervenuto ad adiuvandum in difesa di numerosi tifosi tesserati e identificabili, ha denunciato con fermezza l’illegittimità e la sproporzione del provvedimento, replicando inoltre all&#8217;Avvocatura di Stato, che insisteva sulla prevenzione,  che con questo principio si sarebbero dovute limitare allora anche le Olimpiadi, nel cui caso si parla di attentati e pericoli ben più seri di quelli che riguardano il calcio. «Se lo Stato può identificare i colpevoli, ma sceglie di punire gli innocenti, allora la misura non protegge l’ordine pubblico &#8211; dichiara Pisani &#8211; ma  punisce la libertà. E questo, in una democrazia, non può diventare normale». Il ricorso contesta la natura sostanzialmente punitiva del decreto, adottato formalmente come misura preventiva ex art. 7-bis.1 L. 401/1989 ma applicato in modo indiscriminato, senza una valutazione concreta e specifica dei rischi partita per partita. Secondo la difesa: • sono stati identificati circa 300 soggetti coinvolti in episodi di violenza, • esistono strumenti individuali come DASPO e misure cautelari, • non vi è stata adeguata istruttoria sugli indici di rischio per le singole trasferte, • la misura colpisce migliaia di tifosi estranei ai fatti, incluse famiglie e minori. «Non si può trasformare una tifoseria in una categoria sospetta per appartenenza territoriale. La responsabilità è personale, non collettiva. Lo impone l’articolo 27 della Costituzione e lo impone la coscienza democratica del Paese», incalza Pisani, il quale ha contestualmente evidenziato la disparità di trattamento rispetto a precedenti, analoghi provvedimenti adottati nei confronti di altre tifoserie, per le quali il divieto di trasferta è stato limitato nel tempo e circoscritto a specifici incontri. «La sicurezza si realizza con misure mirate, non con divieti generalizzati. Chi sbaglia deve pagare, ma non possono pagare tutti». La decisione del TAR è attesa nei prossimi giorni. La difesa si dice fiduciosa che venga ristabilito il principio di proporzionalità e che si riaffermi il fondamento dello Stato di diritto: colpire i responsabili, non sacrificare i diritti degli innocenti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/">PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">TAR LAZIO – RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">PER I TIFOSI DEL NAPOLI</span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">Avv. Angelo Pisani: “Punire gli innocenti non è sicurezza, è rinuncia allo Stato di diritto”</span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-TAR-Lazio.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5584" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-TAR-Lazio-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
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<p>ROMA &#8211; Si è svolta oggi dinanzi al TAR Lazio – Sezione I Ter la Camera di Consiglio relativa al ricorso R.G. 1563/2025 contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto il divieto generalizzato di trasferta per i tifosi del Napoli fino al termine della stagione.</p>
<p>Nel corso dell’udienza, l’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, intervenuto ad adiuvandum in difesa di numerosi tifosi tesserati e identificabili, ha denunciato con fermezza l’illegittimità e la sproporzione del provvedimento, replicando inoltre all&#8217;Avvocatura di Stato, che insisteva sulla prevenzione,  che con questo principio si sarebbero dovute limitare allora anche le Olimpiadi, nel cui caso si parla di attentati e pericoli ben più seri di quelli che riguardano il calcio.</p>
<p>«Se lo Stato può identificare i colpevoli, ma sceglie di punire gli innocenti, allora la misura non protegge l’ordine pubblico &#8211; dichiara Pisani &#8211; ma  punisce la libertà. E questo, in una democrazia, non può diventare normale».</p>
<p>Il ricorso contesta la natura sostanzialmente punitiva del decreto, adottato formalmente come misura preventiva ex art. 7-bis.1 L. 401/1989 ma applicato in modo indiscriminato, senza una valutazione concreta e specifica dei rischi partita per partita.</p>
<p>Secondo la difesa:<br />
• sono stati identificati circa 300 soggetti coinvolti in episodi di violenza,<br />
• esistono strumenti individuali come DASPO e misure cautelari,<br />
• non vi è stata adeguata istruttoria sugli indici di rischio per le singole trasferte,<br />
• la misura colpisce migliaia di tifosi estranei ai fatti, incluse famiglie e minori.</p>
<p>«Non si può trasformare una tifoseria in una categoria sospetta per appartenenza territoriale. La responsabilità è personale, non collettiva. Lo impone l’articolo 27 della Costituzione e lo impone la coscienza democratica del Paese», incalza Pisani, il quale ha contestualmente evidenziato la disparità di trattamento rispetto a precedenti, analoghi provvedimenti adottati nei confronti di altre tifoserie, per le quali il divieto di trasferta è stato limitato nel tempo e circoscritto a specifici incontri.</p>
<p>«La sicurezza si realizza con misure mirate, non con divieti generalizzati. Chi sbaglia deve pagare, ma non possono pagare tutti».</p>
<p>La decisione del TAR è attesa nei prossimi giorni.</p>
<p>La difesa si dice fiduciosa che venga ristabilito il principio di proporzionalità e che si riaffermi il fondamento dello Stato di diritto: colpire i responsabili, non sacrificare i diritti degli innocenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-al-tar-lazio-per-il-ricorso-contro-il-divieto-di-trasferta-dei-tifosi-del-napoli/">PISANI AL TAR LAZIO PER IL RICORSO CONTRO IL DIVIETO DI TRASFERTA DEI TIFOSI DEL NAPOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 13:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini L’Avv. Angelo Pisani (Noi Consumatori): «Non sono solo 5 centesimi in più, causa anche di più traffico ed inquinamento, ma altri disagi e costi per gli automobilisti. Chiediamo Giustizia! È una questione di legalità, correttezza e rispetto costituzionale». Pronti due esposti formali di NOI CONSUMATORI all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti in relazione alla gestione del pedaggio della Tangenziale di Napoli. Oggetto delle segnalazioni è la mancata restituzione del resto di 5 centesimi agli automobilisti, una prassi che, moltiplicata per centinaia di migliaia di transiti giornalieri, genera milioni di euro annui a carico dei cittadini. «Scaricare sugli utenti il peso di recuperare ciò che è dovuto – dichiara Pisani – è una forma di abuso sistemico che non si può tollerare, anche per evitare tali precedenti. Non è una dimenticanza, è un modello negativo ed ingiusto che va fermato subito». L’Avvocato di Noi Consumatori chiede: • cessazione immediata della prassi; • rimborsi automatici; • accertamento delle responsabilità; • tutela risarcitoria per gli utenti. L’Associazione invita tutti i cittadini a richiedere formalmente il rimborso L’Avvocato Angelo Pisani, leader dell’associazione Noi Consumatori, lancia un formale appello alle Istituzioni nazionali ed europee affinché intervengano con urgenza sulla gestione e disservizi del pedaggio della Tangenziale di Napoli, dopo l’ennesimo aumento tariffario accompagnato da una pratica inaccettabile: la mancata restituzione del resto di 5 centesimi ai caselli, checostringe anche gli automobilisti a perdite di tempo, ulteriori adempimenti e disagi per ottenere ciò che è loro dovuto. «Non sono ‘solo’ 5 centesimi – dichiara Pisani – ma una questione di principio e di legalità. Quando un servizio impone un pagamento, tra l’altro ingiustificato e discutibile , deve garantire il resto immediato. Il contrario configura un indebito aggravio a carico dei cittadini». I numeri del disservizio Secondo stime ampiamente diffuse, la Tangenziale registra circa centinaia di migliaia di transiti al giorno. Un “mancato resto” di 5 centesimi equivale ad altrettanti maggiori incassi al giorno, ossia anche milioni di euro l’anno. Una “goccia” per il singolo, un mare per chi incassa. Chi gestisce e chi deve vigilare La Tangenziale di Napoli S.p.A. è oggi controllata da Autostrade per l’Italia, a sua volta controllata da Cassa Depositi e Prestiti, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Siamo dunque nell’alveo della responsabilità pubblica: per questo l’inerzia non è più tollerabile. Un pedaggio già contestato come illegittimo Il pedaggio della Tangenziale di Napoli rappresenta un unicum europeo: una strada urbana a pagamento. Nel 2017 anche al Parlamento Europeo, di chiese la cessazione del pedaggio e la revoca della concessione. Nella pratica, però, nulla è cambiato. Il pedaggio, nato per ripagare l’investimento iniziale, avrebbe dovuto cessare nel 2001. È invece proseguito per anni oltre la scadenza, fino alla nuova concessione del 2008 (scadenza 2037), giustificata da lavori specifici su una strada per nulla sicura dato che esiste un limite è relative contravvenzioni per il superamento di 80 km orari . Nel frattempo, i cittadini napoletani continuano a pagare ciò che altrove è stato finanziato con risorse pubbliche, in palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (principio di uguaglianza). Profili di responsabilità Considerata la complessità degli interessi in gioco e precisamente: •  il rispetto, o meno, dei principi di correttezza, buona fede e trasparenza di tale sistema in danno degli utenti  . la pratica illegittima e temeraria del mancato resto e lo scarico sugli utenti di disagi procedure per il rimborso causa il disservizio • l’aumento tariffario senza adeguate misure di restituzione • i disagi sistematici e il tempo sottratto ai cittadini il presidente di Noi Consumatori chiede che venga accertato se tali circostanze possano integrare profili di responsabilità per appropriazione indebita e arricchimento senza causa, oltre a violazioni dei doveri di correttezza e trasparenza. L’impegno personale «Sarò io per primo – annuncia l’Avv. Pisani – a seguito di mancato resto a richiedere formalmente, in uno all’addebito ai responsabili di tutte le spese e oneri/costi sostenuti per il recupero,  il rimborso del resto non erogato e, contestualmente, a chiedere alla società concessionaria il pagamento delle spese sostenute per il tempo e i mezzi impiegati nel recupero, oltre alle richieste di risarcimento dei danni subiti». L’appello Noi Consumatori chiede: 1. Intervento immediato del Governo e delle Autorità di vigilanza e magistratura 2. nelle more della risoluzione della questione la Restituzione automatica e immediata del resto o adeguamento dei sistemi di pagamento; 3. Sospensione degli aumenti fino al ripristino della piena correttezza del servizio; 4. Verifica della legittimità del pedaggio e della concessione; 5. Tutela risarcitoria per i cittadini danneggiati. “Napoli non è una città di serie B. Il rispetto delle regole vale per tutti e ovunque.”</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/">Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/tangenziale-.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5535" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/tangenziale--164x300.png" alt="" width="164" height="300" /></a></div>
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<div><strong>L’Avv. Angelo Pisani (Noi Consumatori): «Non sono solo 5 centesimi in più, causa anche di più traffico ed inquinamento, ma altri disagi e costi per gli automobilisti.</strong></div>
<div><strong>Chiediamo Giustizia! È una questione di legalità, correttezza e rispetto costituzionale».</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Pronti due esposti formali di NOI CONSUMATORI all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti in relazione alla gestione del pedaggio della Tangenziale di Napoli.</p>
<p>Oggetto delle segnalazioni è <strong>la mancata restituzione del resto di 5 centesimi agli automobilisti, </strong>una prassi che, moltiplicata per centinaia di migliaia di transiti giornalieri, genera milioni di euro annui a carico dei cittadini.</p>
<p>«Scaricare sugli utenti il peso di recuperare ciò che è dovuto – dichiara Pisani – è una forma di abuso sistemico che non si può tollerare, anche per evitare tali precedenti. Non è una dimenticanza, è un modello negativo ed ingiusto che va fermato subito».</p>
<p>L’Avvocato di Noi Consumatori chiede:<br />
•<strong> cessazione immediata della prassi;<br />
• rimborsi automatici;<br />
• accertamento delle responsabilità;<br />
• tutela risarcitoria per gli utenti.</strong></p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">L’Associazione invita tutti i cittadini a richiedere formalmente il rimborso</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
L’Avvocato Angelo Pisani, leader dell’associazione Noi Consumatori, lancia un formale appello alle Istituzioni nazionali ed europee affinché intervengano con urgenza sulla gestione e disservizi del pedaggio della Tangenziale di Napoli, dopo l’ennesimo aumento tariffario accompagnato da una pratica inaccettabile: la mancata restituzione del resto di 5 centesimi ai caselli, checostringe anche gli automobilisti a perdite di tempo, ulteriori adempimenti e disagi per ottenere ciò che è loro dovuto.</p>
<p>«Non sono ‘solo’ 5 centesimi – dichiara Pisani – ma una questione di principio e di legalità. Quando un servizio impone un pagamento, tra l’altro ingiustificato e discutibile , deve garantire il resto immediato. Il contrario configura un indebito aggravio a carico dei cittadini».</p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">I numeri del disservizio</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Secondo stime ampiamente diffuse, la Tangenziale registra circa centinaia di migliaia di transiti al giorno. Un “mancato resto” di 5 centesimi equivale ad altrettanti maggiori incassi al giorno, ossia anche milioni di euro l’anno.<br />
Una “goccia” per il singolo, un mare per chi incassa.</p>
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<div><strong>Chi gestisce e chi deve vigilare</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
La Tangenziale di Napoli S.p.A. è oggi controllata da Autostrade per l’Italia, a sua volta controllata da Cassa Depositi e Prestiti, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.<br />
Siamo dunque nell’alveo della responsabilità pubblica: per questo l’inerzia non è più tollerabile.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>Un pedaggio già contestato come illegittimo</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Il pedaggio della Tangenziale di Napoli rappresenta un unicum europeo: una strada urbana a pagamento.</strong> Nel 2017 anche al Parlamento Europeo, di chiese la cessazione del pedaggio e la revoca della concessione. Nella pratica, però, nulla è cambiato.</p>
<p>Il pedaggio, nato per ripagare l’investimento iniziale, avrebbe dovuto cessare nel 2001. È invece proseguito per anni oltre la scadenza, fino alla nuova concessione del 2008 (scadenza 2037), giustificata da lavori specifici su una strada per nulla sicura dato che esiste un limite è relative contravvenzioni per il superamento di 80 km orari .<br />
Nel frattempo, i cittadini napoletani continuano a pagare ciò che altrove è stato finanziato con risorse pubbliche, in palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (principio di uguaglianza).</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>Profili di responsabilità</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Considerata la complessità degli interessi in gioco e precisamente:</strong><br />
•  il rispetto, o meno, dei principi di correttezza, buona fede e trasparenza di tale sistema in danno degli utenti </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">. la pratica illegittima e temeraria del mancato resto e lo scarico sugli utenti di disagi procedure per il rimborso causa il disservizio<br />
• l’aumento tariffario senza adeguate misure di restituzione<br />
• i disagi sistematici e il tempo sottratto ai cittadini</p>
<p></span><strong>il presidente di Noi Consumatori chiede che venga accertato se tali circostanze</strong><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>possano integrare profili di responsabilità per appropriazione indebita e arricchimento senza causa, oltre a violazioni dei doveri di correttezza e trasparenza.<br />
</strong><br />
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<div><span style="font-size: large"><strong>L’impegno personale</strong></span></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Sarò io per primo – annuncia l’Avv. Pisani – a seguito di mancato resto a richiedere formalmente, in uno all’addebito ai responsabili di tutte le spese e oneri/costi sostenuti per il recupero,  il rimborso del resto non erogato e, contestualmente, a chiedere alla società concessionaria il pagamento delle spese sostenute per il tempo e i mezzi impiegati nel recupero, oltre alle richieste di risarcimento dei danni subiti».</p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">L’appello</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Noi Consumatori chiede:<br />
1. Intervento immediato del Governo e delle Autorità di vigilanza e magistratura<br />
2. nelle more della risoluzione della questione la Restituzione automatica e immediata del resto o adeguamento dei sistemi di pagamento;<br />
3. Sospensione degli aumenti fino al ripristino della piena correttezza del servizio;<br />
4. Verifica della legittimità del pedaggio e della concessione;<br />
5. Tutela risarcitoria per i cittadini danneggiati.</p>
<p>“Napoli non è una città di serie B. Il rispetto delle regole vale per tutti e ovunque.”</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napoli-aumenti-ingiustificati-e-temerari-niente-resto-nuovi-disagi-per-i-cittadini/">Tangenziale di Napoli: aumenti ingiustificati e temerari, niente resto nuovi disagi per i cittadini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</title>
		<link>https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 07:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI? NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli. Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini. LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti: ACCESSO CIVICO (FOIA): Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana. ESPOSTO ALL&#8217;ART: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa. ESPOSTO CAUTELATIVO, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE: ESPOSTO alla Procura della Repubblica per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica. CLASS ACTION: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria . Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio. &#160; GUARDA IL VIDEO! https://youtu.be/YA-xAKubXuU &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5439" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png" alt="" width="419" height="424" /></a><br />
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<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><br />
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<p><strong>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. </strong></p>
<p><strong>I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI?</strong></p>
<p>NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli.</p>
<p><strong>Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO</strong><br />
Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini.</p>
<p><strong>LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H</strong><br />
Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada</p>
<p><strong>LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti:<br />
<strong>ACCESSO CIVICO (FOIA)</strong>: Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana.<br />
<strong>ESPOSTO ALL&#8217;ART</strong>: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa.<br />
<strong>ESPOSTO CAUTELATIVO</strong>, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE:</p>
<p><strong>ESPOSTO alla Procura della Repubblica</strong> per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica.<br />
<strong>CLASS ACTION</strong>: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria .</p>
<p>Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio.</p>
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<p><strong>GUARDA IL VIDEO!</strong></p>
<p><strong><a href="https://youtu.be/YA-xAKubXuU">https://youtu.be/YA-xAKubXuU</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Incendio nel quartiere cinese di Gianturco/Deceduto un napoletano &#8211; Pisani: ora basta!</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 17:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Lo scorso 23 ottobre un incendio, divampato in un magazzino nel quartiere cinese di Gianturco, ha causato numerosi feriti e costretto molte famiglie a lasciare la propria abitazione. Oggi arriva la triste notizia: uno di loro, Pasquale Capano, è deceduto a seguito del trauma e degli stress subiti in quell&#8217;incendio. E a Gianturco stasera la gente è ora in piazza per chiedere giustizia. Riportiamo l&#8217;intervento dell&#8217;Avv. Angelo Pisani, legale delle vittime, la sera stessa dell&#8217;incendio.   Napoli e la Campania non possono più essere ostaggio del degrado e dell’illegalità,  la famiglia dei miei assistiti ha rischiato di morire, oltre a subire danni e perdere la casa, mentre uno di loro è stato portato in ospedale  per le cure salvavita. L’ennesimo incendio verificatosi questa notte in un capannone commerciale cinese  a Gianturco, oramai paese straniero, gestito da attività cinesi ed estere prive degli stessi controlli e regole chiare imposte ai tartassati commercianti e imprenditori italiani, è la prova evidente di un’emergenza ormai fuori controllo e dei gravi pericoli cui siamo tutti esposti.  Stanotte le fiamme hanno messo in grave pericolo la vita degli abitanti del palazzo adiacente, costretti ad evacuare le proprie case nel cuore della notte per colpa di chi viene lasciato operare indisturbato dalla mala politica &#8211; e purtroppo anche dalle istituzioni italiane &#8211; al di fuori di ogni norma di sicurezza e di convivenza civile, in regime di concorrenza sleale e di grave pericolo per i cittadini. Non è più tollerabile che interi quartieri – da Gianturco a Piazza Garibaldi, da Poggioreale a Vasto – siano trasformati in zone franche pericolosissime, dove gli italiani vengono depredati e violentati, dove la legge italiana sembra non valere, dove l’abusivismo, l’insicurezza e la concorrenza sleale distruggono il tessuto economico e sociale dei nostri territori. I commercianti e gli imprenditori italiani, costretti a rispettare regole severe, pagare tasse altissime e garantire sicurezza ai propri lavoratori e clienti, non possono più assistere impotenti a questa ingiustizia palese, dove chi non rispetta le norme continua ad agire impunito. Chiediamo con forza un intervento immediato e straordinario in primis dei candidati alla presidenza della Regione Campania, per conoscere cosa intendono fare per difendere i napoletani e la legalità, del Prefetto, del Sindaco e del Governo nazionale, affinché siano disposti controlli capillari, chiusure delle attività abusive, verifiche strutturali e sanzioni severe contro chi non rispetta la legge e soprattutto alle attività straniere, che impoveriscono e feriscono l’Italia. Quella che tutti noi subiamo è violenza e discriminazione al contrario. Non si tratta di discriminazione verso gli stranieri, ma di giustizia, sicurezza e parità di trattamento: le regole devono valere per tutti, italiani e stranieri, senza eccezioni. Invitiamo inoltre tutti i candidati e i rappresentanti politici a uscire dal silenzio e ad assumersi le proprie responsabilità, proponendo soluzioni concrete e immediate per ristabilire ordine e dignità nei nostri quartieri, prima che ci scappi la tragedia irreparabile. Napoli e la Campania non possono più essere lasciate sole. Serve un piano straordinario per la sicurezza urbana, il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini onesti, italiani e stranieri che vogliono vivere nel rispetto reciproco e nella legalità. “La vera integrazione nasce dal rispetto delle regole, non dall’impunità.” Chiediamo legalità per tutti contro ogni violenza e prevaricazione.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/">Incendio nel quartiere cinese di Gianturco/Deceduto un napoletano &#8211; Pisani: ora basta!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-14-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5333" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-14-2-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong>Lo scorso 23 ottobre un incendio, divampato in un magazzino nel quartiere cinese di Gianturco, ha causato numerosi feriti e costretto molte famiglie a lasciare la propria abitazione. Oggi arriva la triste notizia: uno di loro, Pasquale Capano, è deceduto a seguito del trauma e degli stress subiti in quell&#8217;incendio. E a Gianturco stasera la gente è ora in piazza per chiedere giustizia.</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5334" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/PHOTO-2025-11-15-18-01-15-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a></p>
<p>Riportiamo l&#8217;intervento dell&#8217;<strong><span style="color: #351c75">Avv. Angelo Pisani, legale delle vittime, la sera stessa dell&#8217;incendio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #351c75"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Napoli e la Campania non possono più essere ostaggio del degrado e dell’illegalità,  la famiglia dei miei assistiti ha rischiato di morire, oltre a subire danni e perdere la casa, mentre uno di loro è stato portato in ospedale  per le cure salvavita.<br />
L’ennesimo incendio verificatosi questa notte in un capannone commerciale cinese  a Gianturco, oramai paese straniero, gestito da attività cinesi ed estere prive degli stessi controlli e regole chiare imposte ai tartassati commercianti e imprenditori italiani, è la prova evidente di un’emergenza ormai fuori controllo e dei gravi pericoli cui siamo tutti esposti. </strong></span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Stanotte le fiamme hanno messo in grave pericolo la vita degli abitanti del palazzo adiacente, costretti ad evacuare le proprie case nel cuore della notte per colpa di chi viene lasciato operare indisturbato dalla mala politica &#8211; e purtroppo anche dalle istituzioni italiane &#8211; al di fuori di ogni norma di sicurezza e di convivenza civile, in regime di concorrenza sleale e di grave pericolo per i cittadini.</p>
<p>Non è più tollerabile che interi quartieri – da Gianturco a Piazza Garibaldi, da Poggioreale a Vasto – siano trasformati in zone franche pericolosissime, dove gli italiani vengono depredati e violentati, dove la legge italiana sembra non valere, dove l’abusivismo, l’insicurezza e la concorrenza sleale distruggono il tessuto economico e sociale dei nostri territori.</p>
<p>I commercianti e gli imprenditori italiani, costretti a rispettare regole severe, pagare tasse altissime e garantire sicurezza ai propri lavoratori e clienti, non possono più assistere impotenti a questa ingiustizia palese, dove chi non rispetta le norme continua ad agire impunito.</p>
<p>Chiediamo con forza un intervento immediato e straordinario in primis dei candidati alla presidenza della Regione Campania, per conoscere cosa intendono fare per difendere i napoletani e la legalità, del Prefetto, del Sindaco e del Governo nazionale, affinché siano disposti controlli capillari, chiusure delle attività abusive, verifiche strutturali e sanzioni severe contro chi non rispetta la legge e soprattutto alle attività straniere, che impoveriscono e feriscono l’Italia.<br />
Quella che tutti noi subiamo è violenza e discriminazione al contrario. Non si tratta di discriminazione verso gli stranieri, ma di giustizia, sicurezza e parità di trattamento: le regole devono valere per tutti, italiani e stranieri, senza eccezioni.</p>
<p>Invitiamo inoltre tutti i candidati e i rappresentanti politici a uscire dal silenzio e ad assumersi le proprie responsabilità, proponendo soluzioni concrete e immediate per ristabilire ordine e dignità nei nostri quartieri, prima che ci scappi la tragedia irreparabile.</p>
<p>Napoli e la Campania non possono più essere lasciate sole.<br />
Serve un piano straordinario per la sicurezza urbana, il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini onesti, italiani e stranieri che vogliono vivere nel rispetto reciproco e nella legalità.</p>
<p>“La vera integrazione nasce dal rispetto delle regole, non dall’impunità.”<br />
Chiediamo legalità per tutti contro ogni violenza e prevaricazione.</strong></span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/incendio-nel-quartiere-cinese-di-gianturcodeceduto-un-napoletano-pisani-ora-basta/">Incendio nel quartiere cinese di Gianturco/Deceduto un napoletano &#8211; Pisani: ora basta!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Eindhoven, vergogna europea: tifosi del Napoli fermati, interrogati e cacciati senza motivo &#8211; Pisani: «Gravissima violazione dei diritti civili. Il Governo intervenga subito»</title>
		<link>https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 15:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vergogna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EINDHOVEN – Quella che doveva essere una trasferta di sport e passione si è trasformata in un incubo per circa 180 tifosi del Napoli, fermati e trattenuti per ore dalla polizia olandese nella notte tra martedì e mercoledì a Eindhoven, senza accuse chiare e sulla base di presunti “assembramenti” vietati da regolamenti locali. Le autorità dei Paesi Bassi, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze dei presenti e dalle indagini difensive coordinate dall’avvocato Angelo Pisani, avevano emanato un’ordinanza per impedire raduni di tifosi azzurri nel centro città. «Un provvedimento ritenuto assurdo e inapplicabile – spiega il legale – soprattutto nei confronti di cittadini europei che si muovono insieme per assistere a una partita di calcio». Il gruppo di tifosi è stato fermato arbitrariamente, sottoposto a interrogatori e identificazioni, per poi essere allontanato dalla città “a scopo precauzionale”. Come se non bastasse, i biglietti acquistati regolarmente per la partita sono stati annullati, impedendo loro di accedere allo stadio e causando ingenti danni economici e morali. «Schengen ridotto a carta straccia» Durissima la denuncia dell’avv. Angelo Pisani, presidente di Potere ai Diritti – 1523.it e storico difensore dei tifosi italiani in sede europea: «Il trattamento disumano e discriminatorio riservato ai tifosi del Napoli rappresenta una macchia indelebile per l’Europa dei diritti. Siamo davanti a una palese violazione delle libertà fondamentali, del diritto alla libera circolazione e del Trattato di Schengen, ridotto ormai a carta straccia». Pisani ha chiesto un intervento immediato del Governo italiano, del Ministro degli Esteri e del Ministro dell’Interno, sollecitando spiegazioni ufficiali dalle autorità olandesi e annunciando la possibilità di valutare azioni legali e diplomatiche per tutelare i diritti dei cittadini italiani coinvolti. «Un precedente pericoloso per tutta l’Europa» L’episodio di Eindhoven, sottolinea il legale, non è solo un affronto alla dignità dei tifosi coinvolti, ma rappresenta anche un precedente gravissimo che rischia di minare i principi stessi su cui si fonda l’Unione Europea. «Il diritto di viaggiare, assistere a un evento sportivo e manifestare pacificamente la propria passione – aggiunge Pisani – non può essere sospeso per stereotipi geografici o appartenenze calcistiche. È tempo che l’Italia faccia sentire la propria voce e difenda i suoi cittadini da simili abusi». Le immagini e le testimonianze provenienti dall’Olanda raccontano di viaggi rovinati, umiliazioni e danni patrimoniali significativi per decine di persone, molte delle quali avevano organizzato la trasferta con largo anticipo e nel pieno rispetto delle norme. Pisani ha espresso solidarietà e vicinanza alle vittime di questa «pagina vergognosa» e ha promesso che il suo team legale porterà avanti ogni iniziativa utile per ottenere giustizia e risarcimento dei danni subiti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/">Eindhoven, vergogna europea: tifosi del Napoli fermati, interrogati e cacciati senza motivo &#8211; Pisani: «Gravissima violazione dei diritti civili. Il Governo intervenga subito»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Eindhoven.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5192" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Eindhoven.png" alt="" width="497" height="263" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">EINDHOVEN – Quella che doveva essere una trasferta di sport e passione si è trasformata in un incubo per circa 180 tifosi del Napoli, fermati e trattenuti per ore dalla polizia olandese nella notte tra martedì e mercoledì a Eindhoven, senza accuse chiare e sulla base di presunti “assembramenti” vietati da regolamenti locali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Le autorità dei Paesi Bassi, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze dei presenti e dalle indagini difensive coordinate dall’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, avevano emanato un’ordinanza per impedire raduni di tifosi azzurri nel centro città. «Un provvedimento ritenuto assurdo e inapplicabile – spiega il legale – soprattutto nei confronti di cittadini europei che si muovono insieme per assistere a una partita di calcio».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Il gruppo di tifosi è stato fermato arbitrariamente, sottoposto a interrogatori e identificazioni, per poi essere allontanato dalla città “a scopo precauzionale”. Come se non bastasse, i biglietti acquistati regolarmente per la partita sono stati annullati, impedendo loro di accedere allo stadio e causando ingenti danni economici e morali.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>«Schengen ridotto a carta straccia»</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Durissima la denuncia dell’avv. Angelo Pisani, presidente di <strong>Potere ai Diritti – <a href="http://1523.it/">1523.it </a></strong>e storico difensore dei tifosi italiani in sede europea:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Il trattamento disumano e discriminatorio riservato ai tifosi del Napoli rappresenta una macchia indelebile per l’Europa dei diritti. Siamo davanti a una palese violazione delle libertà fondamentali, del diritto alla libera circolazione e del Trattato di Schengen, ridotto ormai a carta straccia».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani ha chiesto un intervento immediato del Governo italiano, del Ministro degli Esteri e del Ministro dell’Interno, sollecitando spiegazioni ufficiali dalle autorità olandesi e annunciando la possibilità di valutare azioni legali e diplomatiche per tutelare i diritti dei cittadini italiani coinvolti.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>«Un precedente pericoloso per tutta l’Europa»</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’episodio di Eindhoven, sottolinea il legale, non è solo un affronto alla dignità dei tifosi coinvolti, ma rappresenta anche un precedente gravissimo che rischia di minare i principi stessi su cui si fonda l’Unione Europea.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Il diritto di viaggiare, assistere a un evento sportivo e manifestare pacificamente la propria passione – aggiunge Pisani – non può essere sospeso per stereotipi geografici o appartenenze calcistiche. È tempo che l’Italia faccia sentire la propria voce e difenda i suoi cittadini da simili abusi».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Le immagini e le testimonianze provenienti dall’Olanda raccontano di viaggi rovinati, umiliazioni e danni patrimoniali significativi per decine di persone, molte delle quali avevano organizzato la trasferta con largo anticipo e nel pieno rispetto delle norme.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani ha espresso solidarietà e vicinanza alle vittime di questa «pagina vergognosa» e ha promesso che il suo team legale porterà avanti ogni iniziativa utile per ottenere giustizia e risarcimento dei danni subiti.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/eindhoven-vergogna-europea-tifosi-del-napoli-fermati-interrogati-e-cacciati-senza-motivo-pisani-gravissima-violazione-dei-diritti-civili-il-governo-intervenga-subito/">Eindhoven, vergogna europea: tifosi del Napoli fermati, interrogati e cacciati senza motivo &#8211; Pisani: «Gravissima violazione dei diritti civili. Il Governo intervenga subito»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dura replica dell&#8217;avv. Angelo Pisani alla &#8220;moda&#8221; di chiudere pagine solo se parlano di donne, mentre si accettano influencer che istigano alla violenza contro gli uomini</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 15:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Perché nessuno parla delle azioni e politiche “femministe” pericolose, discriminatorie e violente contro il genere maschile, o di siti e pagine social “rosa “, come anche l’app “Tea” con 6 MILIONI di donne iscritte, in cui gli uomini vengono schedati e recensiti tipo Tripadvisor, a loro insaputa? Perché nonostante migliaia di visualizzazioni nessuno, né le autorità competenti, pare abbiano visto e fermato neanche @propriosimona, l&#8217;influencer che inneggia alla morte degli uomini e &#8220;spinge&#8221; le donne a vendicarsi anche con le armi? E come mai nessuna rappresentante della politica o femminista ha ancora preso le distanze?». Questo il provocatorio, durissimo incipit dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del servizio nazionale antiviolenza 1523.it. «Ovviamente la premessa necessaria per evitare equivoci è strumentalizzazioni &#8211; tiene a precisare &#8211; è che vanno puniti tutti quelli che sbagliano o offendono, senza distinzione di genere, perché la violenza non ha sesso». &#160; IL CASO Una TikToker italiana, conosciuta come @propriosimona, da anni pubblicizza offese, attacchi, contenuti di misandria e incitazione alla violenza verso gli uomini, rivolgendosi a un pubblico anche minorenne, ma tutto viene fatto passare per normale. «I suoi scopi &#8211; incalza Pisani &#8211; sono ispirati a forme estreme di femminismo radicale, con toni e messaggi ingiustificabili, che mirano a spingere follower, anche adolescenti, a gesti violenti e azioni coordinate, online e offline. Questo caso, così come tutte le pagine social o propaganda, diffamazione, violazione della privacy sia in danno di donne (uniche tutelate), sia dei discriminati uomini (ignorati anche dalle istituzioni per moda politica), vanno immediatamente portati all’attenzione delle autorità competenti e denunciati, per fermare tanta violenza e illegalità dilagante». &#160; C’era una volta il femminismo estremista che, dopo politiche discriminatorie ed incostituzionali, oggi si presenta nel web con il volto violento di tale Simona la quale su Instagram e su TikTok si mostra come @propriosimona. Conta circa di 140.000 follower e una missione chiara: demolire ed estinguere il maschio, possibilmente con metodi non esattamente da cerchio di sorellanza. Il suo Vangelo? Non quello dell’inclusione, ma quello della vendetta. Violenza fisica, altro che strategie psicologiche femminili, già di per sé pericolose e dannose. Una sorta di SCUM Manifesto 2.0, versione italiana con filtri social, in cui il modello sembra essere Valerie Solanas, la squilibrata che sparò a Andy Warhol. D’altra parte Simona ne idolatra un’altra, di squilibrate, quella mamma che insieme alla compagna ha fatto a pezzi il figlio, o anche quella donna che qualche tempo fa ha bruciato vivo un uomo, definita da Simona, con ammirazione, “mia divinità”. Non è un lapsus, è una dichiarazione di intenti.  &#160; In un altro video, la stessa Simona con tanto di seguaci e complici follower, auspica : “Mamma, se potessi tornare indietro nel tempo ti chiederei di educarmi alla vi@l3nza&#8221;. Un vero e proprio inno alla radicalizzazione emotiva e fisica. Non è più autodifesa, è culto del trauma trasformato in arma. Quello di Simona, purtroppo, non è un caso isolato. Come in politica, dove non mancano esempi distorti per le nuove generazioni, sul web è lei, Simona, l’idolo digitale di una nuova setta femminista radicale, che parla alle adolescenti e semina odio sotto forma di empowerment. Una setta fatta di gruppi Telegram, profili falsi, strategie e scontri all’ultimo sangue con chi non si allinea al loro pensiero radicale. E infatti Simona aveva annunciato di voler fondare una rete segreta, nascosta, illegale, “per fare giustizia alle sorelle”. Aggiungeva: “Non è facile, perché non tutte si vogliono accollare di usare la vxxxnza&#8221;. Chi non accetta la lotta armata – anche solo simbolica – è esclusa. Come in ogni setta. Simona spiegava a ragazze – anche minorenni – in che modo costruire armi. Non metaforiche. Vere. E non in teoria, ma con istruzioni pratiche. Per tale Simona la legge non serve più. La violenza sommaria è la risposta. E chi dice il contrario è “complice del patriarcato”. Tanto odio sui social. Però poi le cose succedono nel mondo reale e quando capitano agli uomini, che hanno difficoltà anche a fare una denuncia o chiedere aiuto, non se ne parla, non si scomoda il parlamento e non si fanno leggi di parte. &#160; Ma ora l’avvocato Angelo Pisani, founder del progetto 1523.it, che sta tutelando tante vittime di violenza giuridicamente deboli come uomini, anziani, bambini senza esclusione delle donne, con suoi ultimi libri “L’altra violenza” e “Se questo è (ancora) un uomo”, ha deciso di rompere il silenzio e di documentare violenze, abusi e discriminazioni sul genere maschile. Per questo oggi denuncia uno degli ultimi scandalosi attacchi al genere umano, come la pagina di tale Simona e tante altre che non vengono chiuse, ma tollerate.  &#160; «Lo scandalo vero è che per mesi e mesi, per anni, questa persona è stata libera di educare ragazzine, anche minorenni, all’odio, alla misandria e alla violenza, senza che nessuno, né  la piattaforma, sia intervenuta in modo adeguato. Il tutto perché agiva facendo ciò che va tanto di moda. L’attivismo. Anzi la politica dell’odio e denigrazione dell’uomo maschio. Nella comunità di TikTok ci sono ancora un sacco di persone – molti di quelli che condividevano i suoi contenuti carichi di odio – che continuano a difenderla e a difendere le sue teorie estremiste». &#160; Pare che al momento tale Simona avrebbe messo offline l’account da sola, per poi usarlo all’occorrenza, molto probabilmente perché i follower stavano crollando dopo i video di alcuni sani contestatori. Il che la dice lunga su quali siano le vere linee guida delle piattaforme. Non si tratta solo di Simona. Il vero problema è la complicità del sistema. Il vero problema è che intorno a lei c’è una comunità d’odio. TikTok, che si vanta di proteggere i giovani, ha permesso per mesi che una figura così potesse radicalizzare le minorenni, spingerle alla violenza e costruire una rete d’odio ideologico. In nome di cosa? Di una parola diventata ormai scudo per ogni mostruosità: “femminismo&#8221;. «Non c’è alcuna deviazione. Non c’è alcuna degenerazione. Questo è il femminismo oggi, nella sua forma reale e diffusa sulle piattaforme. Questo è il femminismo per le generazioni formate sui social. Un femminismo che inneggia alla violenza, che odia l’uomo in quanto uomo e che quindi vuole eliminarlo, simbolicamente [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/">Dura replica dell&#8217;avv. Angelo Pisani alla &#8220;moda&#8221; di chiudere pagine solo se parlano di donne, mentre si accettano influencer che istigano alla violenza contro gli uomini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/foto.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5000" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/foto.png" alt="" width="665" height="398" /></a>Perché nessuno parla delle azioni e politiche “femministe” pericolose, discriminatorie e violente contro il genere maschile, o di siti e pagine social “rosa “, come anche <strong>l’app “Tea” con 6 MILIONI di donne iscritte</strong>, in cui gli uomini vengono schedati e recensiti tipo Tripadvisor, a loro insaputa? Perché nonostante migliaia di visualizzazioni nessuno, né le autorità competenti, pare abbiano visto e fermato neanche @propriosimona, l&#8217;influencer che inneggia alla morte degli uomini e &#8220;spinge&#8221; le donne a vendicarsi anche con le armi? E come mai nessuna rappresentante della politica o femminista ha ancora preso le distanze?». Questo il provocatorio, durissimo incipit dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del servizio nazionale antiviolenza <a href="http://1523.it/">1523.it</a>.</p>
<p>«Ovviamente la premessa necessaria per evitare equivoci è strumentalizzazioni &#8211; tiene a precisare &#8211; è che vanno puniti tutti quelli che sbagliano o offendono, senza distinzione di genere, perché la violenza non ha sesso».</p>
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<p><strong>IL CASO</strong></p>
<p>Una TikToker italiana, conosciuta come @propriosimona, da anni pubblicizza offese, attacchi, contenuti di misandria e incitazione alla violenza verso gli uomini, rivolgendosi a un pubblico anche minorenne, ma tutto viene fatto passare per normale.</p>
<p>«I suoi scopi &#8211; incalza Pisani &#8211; sono ispirati a forme estreme di femminismo radicale, con toni e messaggi ingiustificabili, che mirano a spingere follower, anche adolescenti, a gesti violenti e azioni coordinate, online e offline. Questo caso, così come tutte le pagine social o propaganda, diffamazione, violazione della privacy sia in danno di donne (uniche tutelate), sia dei discriminati uomini (ignorati anche dalle istituzioni per moda politica), vanno immediatamente portati all’attenzione delle autorità competenti e denunciati, per fermare tanta violenza e illegalità dilagante».</p>
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<p>C’era una volta il femminismo estremista che, dopo politiche discriminatorie ed incostituzionali, oggi si presenta nel web con il volto violento di tale Simona la quale su Instagram e su TikTok si mostra come @propriosimona.</p>
<p>Conta circa di 140.000 follower e una missione chiara: demolire ed estinguere il maschio, possibilmente con metodi non esattamente da cerchio di sorellanza. Il suo Vangelo? Non quello dell’inclusione, ma quello della vendetta. Violenza fisica, altro che strategie psicologiche femminili, già di per sé pericolose e dannose. Una sorta di SCUM Manifesto 2.0, versione italiana con filtri social, in cui il modello sembra essere Valerie Solanas, la squilibrata che sparò a Andy Warhol. <strong>D’altra parte Simona ne idolatra un’altra, di squilibrate, quella mamma che insieme alla compagna ha fatto a pezzi il figlio, o anche quella donna che qualche tempo fa ha bruciato vivo un uomo, definita da Simona, con ammirazione, “mia divinità”. Non è un lapsus, è una dichiarazione di intenti. </strong></p>
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<p>In un altro video, la stessa Simona con tanto di seguaci e complici follower, auspica : “Mamma, se potessi tornare indietro nel tempo ti chiederei di educarmi alla vi@l3nza&#8221;. Un vero e proprio inno alla radicalizzazione emotiva e fisica. Non è più autodifesa, è culto del trauma trasformato in arma.</p>
<p>Quello di Simona, purtroppo, non è un caso isolato. Come in politica, dove non mancano esempi distorti per le nuove generazioni, sul web è lei, Simona, l’idolo digitale di una nuova setta femminista radicale, che parla alle adolescenti e semina odio sotto forma di empowerment. Una setta fatta di gruppi Telegram, profili falsi, strategie e scontri all’ultimo sangue con chi non si allinea al loro pensiero radicale. E infatti Simona aveva annunciato di voler fondare una rete segreta, nascosta, illegale, “per fare giustizia alle sorelle”. Aggiungeva: “Non è facile, perché non tutte si vogliono accollare di usare la vxxxnza&#8221;. Chi non accetta la lotta armata – anche solo simbolica – è esclusa. Come in ogni setta. Simona spiegava a ragazze – anche minorenni – in che modo costruire armi. Non metaforiche. Vere. E non in teoria, ma con istruzioni pratiche. Per tale Simona la legge non serve più. La violenza sommaria è la risposta. E chi dice il contrario è “complice del patriarcato”. Tanto odio sui social. Però poi le cose succedono nel mondo reale e quando capitano agli uomini, che hanno difficoltà anche a fare una denuncia o chiedere aiuto, non se ne parla, non si scomoda il parlamento e non si fanno leggi di parte.</p>
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<p><strong>Ma ora l’avvocato Angelo Pisani, founder del progetto 1523.it, che sta tutelando tante vittime di violenza giuridicamente deboli come uomini, anziani, bambini senza esclusione delle donne, con suoi ultimi libri “L’altra violenza” e “Se questo è (ancora) un uomo”, ha deciso di rompere il silenzio e di documentare violenze, abusi e discriminazioni sul genere maschile. Per questo oggi denuncia uno degli ultimi scandalosi attacchi al genere umano, come la pagina di tale Simona e tante altre che non vengono chiuse, ma tollerate. </strong></p>
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<p>«Lo scandalo vero è che per mesi e mesi, per anni, questa persona è stata libera di educare ragazzine, anche minorenni, all’odio, alla misandria e alla violenza, senza che nessuno, né  la piattaforma, sia intervenuta in modo adeguato. Il tutto perché agiva facendo ciò che va tanto di moda. L’attivismo. Anzi la politica dell’odio e denigrazione dell’uomo maschio. Nella comunità di TikTok ci sono ancora un sacco di persone – molti di quelli che condividevano i suoi contenuti carichi di odio – che continuano a difenderla e a difendere le sue teorie estremiste».</p>
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<p>Pare che al momento tale Simona avrebbe messo offline l’account da sola, per poi usarlo all’occorrenza, molto probabilmente perché i follower stavano crollando dopo i video di alcuni sani contestatori. Il che la dice lunga su quali siano le vere linee guida delle piattaforme. Non si tratta solo di Simona. Il vero problema è la complicità del sistema. Il vero problema è che intorno a lei c’è una comunità d’odio. TikTok, che si vanta di proteggere i giovani, ha permesso per mesi che una figura così potesse radicalizzare le minorenni, spingerle alla violenza e costruire una rete d’odio ideologico. In nome di cosa? Di una parola diventata ormai scudo per ogni mostruosità: “femminismo&#8221;.</p>
<p>«Non c’è alcuna deviazione. Non c’è alcuna degenerazione. Questo è il femminismo oggi, nella sua forma reale e diffusa sulle piattaforme. Questo è il femminismo per le generazioni formate sui social. Un femminismo che inneggia alla violenza, che odia l’uomo in quanto uomo e che quindi vuole eliminarlo, simbolicamente e anche fisicamente. Non è più lotta per l’uguaglianza. È una guerra di religione laica, con tanto di martiri, sante, e sacrifici. E se non avremo il coraggio di dirlo, di denunciarlo, e di fermarlo, non resterà nessun uomo da odiare, ma solo una società incapace di riconoscere se stessa nello specchio».</p>
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<p>«E’ scandaloso &#8211; conclude l&#8217;avvocato Pisani &#8211; quello che fanno contro gli uomini, ma nessuno parla, la prima pagina social che andrebbe sanzionata è quella della senatrice Valente, che accusa solo gli uomini di violenza e discrimina il genere maschile, provocando danni e creando pregiudizi. Per tentare di arginare tutte le varie e pericolose forme di violenza occorre una serie replica ed impegno bipartisan a tutte le violazioni ed abusi, alla moda e passerelle politiche di chiudere siti e pagine solo se parlano di donne e mogli, mentre si accettano e non si criticano pagine ed influencer che seminano odio ed offese sul genere maschile».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/dura-replica-dellavv-angelo-pisani-alla-moda-di-chiudere-pagine-solo-se-parlano-di-donne-mentre-si-accettano-influencer-che-istigano-alla-violenza-contro-gli-uomini/">Dura replica dell&#8217;avv. Angelo Pisani alla &#8220;moda&#8221; di chiudere pagine solo se parlano di donne, mentre si accettano influencer che istigano alla violenza contro gli uomini</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>GENDER &#8211; IL PARADOSSALE CASO DEL NEONAZISTA TEDESCO / PISANI (1523.IT): ESPRIMIAMO SDEGNO</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 06:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; In Germania una legge federale varata qualche anno  fa dal governo di centrosinistra guidato da Olaf Scholz consente a chiunque di cambiare sesso all&#8217;anagrafe con una semplice autodichiarazione. Una follia in termini, che ha indotto il neonazista conclamato , dopo anni di carcere, a scagliare l&#8217;ennesima provocazione: prima di terminare la pena, nel 2024 Liebich ha inviato l&#8217;autodichiarazione affermando di voler cambiare sesso. Subito accontentato, il pericoloso criminale ha inoltrato una ulteriore domanda: quella di essere recluso in un carcere femminile. Ed anche stavolta, nessuna obiezione! Ne dà notizia il canale &#8220;lanticonfotrmista&#8221;. La provocazione di Liebich sta lacerando perfino il mondo woke tedesco che, se finora aveva difeso contro tutto e tutti quella legge, adesso si trova a dover fare i conti con un soggetto come il pericoloso nazi a contatto con le recluse di un carcere femminile. «Assurdo, paradossale!», tuona l&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del 1523.it. «Ecco dove portano le aberrazioni connesse ad una certa ideologia di sinistra, buona sola a catturare voti. Esprimiamo sdegno e riprovazione, mettendo in guardia qualsiasi altro governo dalla sola ipotesi di poter varare simili provvedimenti!».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/">GENDER &#8211; IL PARADOSSALE CASO DEL NEONAZISTA TEDESCO / PISANI (1523.IT): ESPRIMIAMO SDEGNO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p>In Germania una legge federale varata qualche anno  fa dal governo di centrosinistra guidato da Olaf Scholz consente a chiunque di cambiare sesso all&#8217;anagrafe con una semplice autodichiarazione. Una follia in termini, che ha indotto il neonazista conclamato <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-28-alle-08.25.40.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4992" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-28-alle-08.25.40.png" alt="" width="388" height="588" /></a>, dopo anni di carcere, a scagliare l&#8217;ennesima provocazione: prima di terminare la pena, nel 2024 Liebich ha inviato l&#8217;autodichiarazione affermando di voler cambiare sesso. Subito accontentato, il pericoloso criminale ha inoltrato una ulteriore domanda: quella di essere recluso in un carcere femminile. Ed anche stavolta, nessuna obiezione! Ne dà notizia il canale &#8220;lanticonfotrmista&#8221;.</p>
<p>La provocazione di Liebich sta lacerando perfino il mondo woke tedesco che, se finora aveva difeso contro tutto e tutti quella legge, adesso si trova a dover fare i conti con un soggetto come il pericoloso nazi a contatto con le recluse di un carcere femminile.</p>
<p>«Assurdo, paradossale!», tuona l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>. «Ecco dove portano le aberrazioni connesse ad una certa ideologia di sinistra, buona sola a catturare voti. Esprimiamo sdegno e riprovazione, mettendo in guardia qualsiasi altro governo dalla sola ipotesi di poter varare simili provvedimenti!».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gender-il-paradossale-caso-del-neonazista-tedesco-pisani-1523-it-esprimiamo-sdegno/">GENDER &#8211; IL PARADOSSALE CASO DEL NEONAZISTA TEDESCO / PISANI (1523.IT): ESPRIMIAMO SDEGNO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Gomorra 2&#8243; un film/affare che già ha diffusi tanti cattivi esempi ora sfrutta contro ogni valore e diritto la notorietà e nome di Maradona</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jan 2014 14:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[VIII Municipalità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Pisani: «Lesa l&#8217;immagine di Napoli e del suo campione: un danno per lo sport e la maglia azzurra». &#8220;Una trovata pregiudizievole ed una offesa senza precedenti, ma soprattutto un altro attacco alla città di Napoli. Dopo i rifiuti, l&#8217;acqua contaminata e il razzismo folle addirittura un criminale di Gomorra 2 soprannominato Maradona&#8221;. Pisani denuncia il vile attacco alla maglia azzurra e chiede lo stop della pellicola con danni milionari per lo sfruttamento e l&#8217;usurpazione del nome di un soggetto vivente e il danno alla notorietà ed immagine. &#8220;Non si finisce mai di scandalizzarsi di fronte al denaro e ai propri interessi si passa anche sulla vita della gente e sui valori ed affetto dei cittadini. Alcuni ragazzi scandalizzati mi hanno raccontato un notizia assurda alla quale quasi stentavo a credere ma mi sono reso conto che purtroppo era vera e che si vuole danneggiare non solo Maradona ma tutto quello che lui rappresenta nel mondo per la città di Napoli&#8221;. &#8220;Addirittura la seconda serie di Gomorra, quella che purtroppo mira a parlare ancora e solo male di Napoli e della sua gioventù senza dire che a Scampia ha vinto la legalità ma evidenziando solo crimini, violenza ed illegalità e trasmettendo esempi sbagliati e negativi, alza il tiro e mira a colpire &#8216;ad arte&#8217; uno dei miti di Napoli più conosciuti al Mondo e immagine di successo per la città che si vuole mortificare. Nel cast di Gomorra, ho notato che tra i protagonisti ce n’è uno che ha un soprannome che nessuno nel rispetto dei valori sportivi e sociali di una città come Napoli avrebbe potuto immaginare: Diego Armando Maradona. Un killer, un criminale, un personaggio assolutamente negativo che deve essere solo condannato e cancellato per un futuro migliore e per il bene della legalità e del buon di vivere civile, sfrutta, nel film, il nome e immagine di Maradona senza autorizzazione, consenso e diritti d&#8217;immagine. Questo è un gravissimo danno al nome, all’immagine e notorietà del grande campione del Secolo che sarebbe proiettato in tutti i paesi del Mondo con un’etichetta criminale e delinquenziale. Non lo consentiremo a nessuno, chiederemo giustizia ed il blocco della produzione per noi diffamatoria e pregiudizievole ed alla società che ha realizzato le immagini e riprese di non diffondere, per nessun motivo, la pellicola onde non danneggiare l’immagine di Maradona e di Napoli. Chiederemo, inoltre, i danni per l’utilizzo arbitrario e illegittimo e lo sfruttamento senza diritti del nome di Maradona come soprannome di un criminale. Se i produttori e gli artisti vogliono un soprannome per i killer, utilizzassero il loro nome per interpretare e pubblicizzare i protagonisti criminali del film, loro non saranno mai Maradona che per gli sportivi è sempre e solo un piacere ed un mito positivo. Un&#8217;usurpazione d&#8217;immagine e attacco alla notorietà per meriti sportivi troppo grave per cui Diego chiede 10miliomi di euro di danni da devolvere poi in beneficenza per legalità e sport su esempi positivi.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/">&#8220;Gomorra 2&#8243; un film/affare che già ha diffusi tanti cattivi esempi ora sfrutta contro ogni valore e diritto la notorietà e nome di Maradona</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Pisani: «Lesa l&#8217;immagine di Napoli e del suo campione: un danno per lo sport e la maglia azzurra».</p>
<p>&#8220;Una trovata pregiudizievole ed una offesa senza precedenti, ma soprattutto un altro attacco alla città di Napoli. Dopo i rifiuti, l&#8217;acqua contaminata e il razzismo folle addirittura un criminale di Gomorra 2 soprannominato Maradona&#8221;. Pisani denuncia il vile attacco alla maglia azzurra e chiede lo stop della pellicola con danni milionari per lo sfruttamento e l&#8217;usurpazione del nome di un soggetto vivente e il danno alla notorietà ed immagine.</p>
<p>&#8220;Non si finisce mai di scandalizzarsi di fronte al denaro e ai propri interessi si passa anche sulla vita della gente e sui valori ed affetto dei cittadini. Alcuni ragazzi scandalizzati mi hanno raccontato un notizia assurda alla quale quasi stentavo a credere ma mi sono reso conto che purtroppo era vera e che si vuole danneggiare non solo Maradona ma tutto quello che lui rappresenta nel mondo per la città di Napoli&#8221;.</p>
<p>&#8220;Addirittura la seconda serie di Gomorra, quella che purtroppo mira a parlare ancora e solo male di Napoli e della sua gioventù senza dire che a Scampia ha vinto la legalità ma evidenziando solo crimini, violenza ed illegalità e trasmettendo esempi sbagliati e negativi, alza il tiro e mira a colpire &#8216;ad arte&#8217; uno dei miti di Napoli più conosciuti al Mondo e immagine di successo per la città che si vuole mortificare. Nel cast di Gomorra, ho notato che tra i protagonisti ce n’è uno che ha un soprannome che nessuno nel rispetto dei valori sportivi e sociali di una città come Napoli avrebbe potuto immaginare: Diego Armando Maradona.<br />
Un killer, un criminale, un personaggio assolutamente negativo che deve essere solo condannato e cancellato per un futuro migliore e per il bene della legalità e del buon di vivere civile, sfrutta, nel film, il nome e immagine di Maradona senza autorizzazione, consenso e diritti d&#8217;immagine. Questo è un gravissimo danno al nome, all’immagine e notorietà del grande campione del Secolo che sarebbe proiettato in tutti i paesi del Mondo con un’etichetta criminale e delinquenziale. Non lo consentiremo a nessuno, chiederemo giustizia ed il blocco della produzione per noi diffamatoria e pregiudizievole ed alla società che ha realizzato le immagini e riprese di non diffondere, per nessun motivo, la pellicola onde non danneggiare l’immagine di Maradona e di Napoli. Chiederemo, inoltre, i danni per l’utilizzo arbitrario e illegittimo e lo sfruttamento senza diritti del nome di Maradona come soprannome di un criminale. Se i produttori e gli artisti vogliono un soprannome per i killer, utilizzassero il loro nome per interpretare e pubblicizzare i protagonisti criminali del film, loro non saranno mai Maradona che per gli sportivi è sempre e solo un piacere ed un mito positivo. Un&#8217;usurpazione d&#8217;immagine e attacco alla notorietà per meriti sportivi troppo grave per cui Diego chiede 10miliomi di euro di danni da devolvere poi in beneficenza per legalità e sport su esempi positivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/gomorra-2-un-filmaffare-che-gia-ha-diffusi-tanti-cattivi-esempi-ora-sfrutta-contro-ogni-valore-e-diritto-la-notorieta-e-nome-di-maradona/">&#8220;Gomorra 2&#8243; un film/affare che già ha diffusi tanti cattivi esempi ora sfrutta contro ogni valore e diritto la notorietà e nome di Maradona</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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