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	<title>Angelo Pisani &#187; avv. Sergio Pisani</title>
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		<title>USO SPROPORZIONATO DELLA FORZA PUBBLICA AI DANNI DI UNA FAMIGLIA DI CASAMICCIOLA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 16:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Lo Stato deve tutelare famiglie e bambini, non umiliarli e abbandonarli in pericolo!  Stop a violenza burocratica su una famiglia con una bambina. A Casamicciola non si sfonda solo una porta, ma si crea un’ingiustizia. E&#8217; la durissima dichiarazione dell&#8217;avv. Angelo Pisani, founder 1523.it,  su quanto accaduto stamane.   «Quanto accaduto questa mattina a Casamicciola Terme  &#8211; incalza Pisani &#8211; è un fatto gravissimo, indegno in un paese civile, dove le istituzioni dovrebbero tutelare almeno i bambini. Un allarme che impone immediate verifiche giudiziarie ed istituzionali: in caso di responsabilità, tutti i danni dovranno essere risarciti alle vittime di tanta violenza». Alle ore 9:15 circa, proprio mentre i coniugi Mattera – mai avvisati e privati di qualsivoglia avviso e legittimo contraddittorio -si allontanavano da casa per semplici commissioni quotidiane, un imponente spiegamento di forze – Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Assistenti Sociali e funzionari comunali – faceva violenta irruzione nell’abitazione, procedendo allo sfondamento del portone di ingresso. Una vera e propria esecuzione forzata a sorpresa, eseguita senza alcun preavviso, rompendo porta e sequestrando ogni bene e vestiario della famiglia, con il risultato di impedire il rientro in casa dei genitori e della loro bambina in tenera età, da un momento all’altro lasciati in mezzo alla strada senza un ricambio e senza tutele, lasciando una famiglia senza alternativa, assistenza e rispetto. UNA OPERAZIONE CHE SOLLEVA GRAVI PROFILI DI INGIUSTIZIA SOCIALE ED ILLEGITTIMITÀ Siamo di fronte a una modalità operativa incompatibile con i principi fondamentali dello Stato di diritto: -assenza di adeguato contraddittorio e preavviso -uso sproporzionato della forza pubblica -mancata tutela della minore -esecuzione materiale discutibile rispetto ai titoli giuridici dell’immobile E soprattutto: -nessuna considerazione per l’interesse superiore della bambina, -nessuna valutazione umana e sociale della situazione familiare, -nessun percorso alternativo predisposto. UNA VICENDA GIÀ PIENA DI OMBRE SU CUI L&#8217;AVVOCATO DELLA FAMIGLIA AVEVA CHIESTO GIUSTIZIA  CON VIOLENTA RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI Dagli atti emerge un quadro ancora più inquietante: • l’alloggio sfondato dalla polizia risulta oggetto di controversie sulla legittima assegnazione • emergono dubbi su precedenti volture e residenze dichiarate • vi sono elementi che fanno ipotizzare irregolarità amministrative e possibili reati • il nucleo familiare si trovava già in condizioni di emergenza abitativa post-alluvione senza ricevere alcuna tutela Eppure, invece di tutelare chi ha bisogno, si è assistito ad una prova di forza senza precedenti, si interviene con violenza burocratica e istituzionale, colpendo chi è più fragile. LA VERA VITTIMA: UNA BAMBINA In questa vicenda la vera vittima è una bambina: • privata improvvisamente della propria casa • esposta a un trauma evitabile • coinvolta in un’azione esecutiva brutale e disumana «Questo non è diritto. Questo è fallimento dello Stato!», denuncia Pisani. LA RICHIESTA: INTERVENTO IMMEDIATO PER OTTENERE GIUSTIZIA  ED ACCERTARE LE RESPONSABILITÀ DEL  BLITZ Il collegio difensivo della famiglia, congiuntamente con la rete 1523.it, sta attivando ogni iniziativa con: • esposti alla Procura della Repubblica • verifiche sulla legittimità dell’operazione • accertamenti su eventuali abusi e responsabilità • tutela urgente della minore e della famiglia La malcapitata famiglia, vittima di tale violenza istituzionale, sarà ora assistita e difesa per tutti i danni e le gravissime violazioni subite dagli avvocati Nicola Nicolella, Sergio Pisani e  Angelo Pisani del team 1523.it, con ogni azione civile e penale necessaria, perché LA LEGGE NON PUÒ ESSERE USATA CONTRO I PIÙ DEBOLI «Quando le istituzioni dimenticano l’umanità, la legge diventa violenza. E quando a pagarne il prezzo sono i bambini, allora siamo davanti a un sistema che va fermato», conclude Angelo Pisani. </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uso-sproporzionato-della-forza-pubblica-ai-danni-di-una-famiglia-di-casamicciola/">USO SPROPORZIONATO DELLA FORZA PUBBLICA AI DANNI DI UNA FAMIGLIA DI CASAMICCIOLA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff"> Lo Stato deve tutelare famiglie e bambini, non umiliarli e abbandonarli in pericolo! </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Stop a violenza burocratica su una famiglia con una bambina.</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">A Casamicciola non si sfonda solo una porta, ma si crea un’ingiustizia.</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #000000">E&#8217; la durissima dichiarazione dell&#8217;avv. Angelo Pisani, founder 1523.it,  su quanto accaduto stamane.  </span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-18.07.34.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5767" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-18.07.34-220x300.png" alt="" width="220" height="300" /></a></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>«Quanto accaduto questa mattina a Casamicciola Terme  &#8211; incalza Pisani &#8211; è un fatto gravissimo, indegno in un paese civile, dove le istituzioni dovrebbero tutelare almeno i bambini. Un allarme che impone immediate verifiche giudiziarie ed istituzionali: in caso di responsabilità, tutti i danni dovranno essere risarciti alle vittime di tanta violenza».</strong></p>
<p>Alle ore 9:15 circa, proprio mentre i coniugi Mattera – mai avvisati e privati di qualsivoglia avviso e legittimo contraddittorio -si allontanavano da casa per semplici commissioni quotidiane, un imponente spiegamento di forze – Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Assistenti Sociali e funzionari comunali – faceva violenta irruzione nell’abitazione, procedendo allo sfondamento del portone di ingresso.<br />
Una vera e propria esecuzione forzata a sorpresa, eseguita senza alcun preavviso, rompendo porta e sequestrando ogni bene e vestiario della famiglia,<br />
con il risultato di impedire il rientro in casa dei genitori e della loro bambina in tenera età, da un momento all’altro lasciati in mezzo alla strada senza un ricambio e senza tutele, lasciando una famiglia senza alternativa, assistenza e rispetto.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>UNA OPERAZIONE CHE SOLLEVA GRAVI PROFILI DI INGIUSTIZIA SOCIALE ED ILLEGITTIMITÀ</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Siamo di fronte a una modalità operativa incompatibile con i principi fondamentali dello Stato di diritto:<br />
-assenza di adeguato contraddittorio e preavviso<br />
-uso sproporzionato della forza pubblica<br />
-mancata tutela della minore<br />
-esecuzione materiale discutibile rispetto ai titoli giuridici dell’immobile</p>
<p>E soprattutto:<br />
-nessuna considerazione per l’interesse superiore della bambina,<br />
-nessuna valutazione umana e sociale della situazione familiare,<br />
-nessun percorso alternativo predisposto.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>UNA VICENDA GIÀ PIENA DI OMBRE SU CUI L&#8217;AVVOCATO DELLA FAMIGLIA AVEVA CHIESTO GIUSTIZIA </strong></div>
<div><strong>CON VIOLENTA RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI</strong></div>
<div></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif">Dagli atti emerge un quadro ancora più inquietante:<br />
• l’alloggio sfondato dalla polizia risulta oggetto di controversie sulla legittima assegnazione<br />
• emergono dubbi su precedenti volture e residenze dichiarate<br />
• vi sono elementi che fanno ipotizzare irregolarità amministrative e possibili reati<br />
• il nucleo familiare si trovava già in condizioni di emergenza abitativa post-alluvione senza ricevere alcuna tutela</p>
<p>Eppure, invece di tutelare chi ha bisogno, si è assistito ad una prova di forza senza precedenti, si interviene con violenza burocratica e istituzionale,<br />
colpendo chi è più fragile.<br />
</span></span></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong><span style="font-family: georgia, serif">LA VERA VITTIMA: UNA BAMBINA</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif">In questa vicenda la vera vittima è una bambina:<br />
• privata improvvisamente della propria casa<br />
• esposta a un trauma evitabile<br />
• coinvolta in un’azione esecutiva brutale e disumana</p>
<p><strong>«Questo non è diritto. Questo è fallimento dello Stato!», denuncia Pisani.</strong></p>
<p></span></span></p>
<div><strong>LA RICHIESTA: INTERVENTO IMMEDIATO PER OTTENERE GIUSTIZIA </strong></div>
<div><strong>ED ACCERTARE LE RESPONSABILITÀ DEL  BLITZ</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Il collegio difensivo della famiglia, congiuntamente con la rete <a href="http://1523.it">1523.it</a>, </span>sta attivando ogni iniziativa con:</p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"> • esposti alla Procura della Repubblica<br />
• verifiche sulla legittimità dell’operazione<br />
• accertamenti su eventuali abusi e responsabilità<br />
• tutela urgente della minore e della famiglia</p>
<p>La malcapitata famiglia, vittima di tale violenza istituzionale, sarà ora assistita e difesa per tutti i danni e le gravissime violazioni subite dagli avvocati Nicola Nicolella, Sergio Pisani e  Angelo Pisani del team 1523.it, con ogni azione civile e penale necessaria, perché</span></div>
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<div><strong><br />
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<div><strong>LA LEGGE NON PUÒ ESSERE USATA CONTRO I PIÙ DEBOLI</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Quando le istituzioni dimenticano l’umanità, la legge diventa violenza. E quando a pagarne il prezzo sono i bambini, allora siamo davanti a un sistema che va fermato», conclude Angelo Pisani. </span></div>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uso-sproporzionato-della-forza-pubblica-ai-danni-di-una-famiglia-di-casamicciola/">USO SPROPORZIONATO DELLA FORZA PUBBLICA AI DANNI DI UNA FAMIGLIA DI CASAMICCIOLA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE &#8211; MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 12:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>NON MI DAI SOLDI, NON PAGHI? ALLORA VAI VIA, NON MANGI: ORRORE DOMESTICO A NAPOLI VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE: DOPO TANTE RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE MISURA CAUTELARE PER LA MADRE La malcapitata vittima: &#8220;La violenza non ha sesso. Basta silenzi e pregiudizi&#8221; Napoli – “Non mi paghi? Non mangi. Se parli con qualcuno, ti faccio passare per malato mentale e ti rovino.” Sono solo alcune delle frasi choc, fortunatamente registrate e acquisite agli atti, che emergono da una drammatica vicenda di violenza domestica avvenuta a Napoli, dove una donna di 59 anni è accusata di maltrattamenti aggravati, violenza psicologica, estorsione e peculato ai danni del proprio figlio, dopo che lo stesso ha avuto una pensione per la sua sindrome. La misura cautelare del divieto di avvicinamento è stata notificata su richiesta della Procura di Napoli (PM Valeria Vinci, Procuratore Aggiunto Falcone, IV Sezione), a seguito di indagini che delineano un quadro grave e continuativo di vessazioni. UNA SOFFERENZA DOCUMENTATA La vittima, un uomo di 34 anni, invalido al 100% ma senza limitazioni cognitive o fisiche, è stata sottoposta – secondo quanto emerge – a violazioni di ogni genere, gravi umiliazioni, minacce e richieste di denaro reiterate nel tempo. “Per me sei un fastidio… se vivi con me devi pagare per mangiare.” Frasi che, come evidenziato dal giudice Fabrizia Fiore nell’ordinanza del 2 aprile, hanno prodotto una vera e propria “sofferenza morale e psichica”, manifestatasi anche con crisi di vomito, ansia e somatizzazioni tali da rendere la vita del giovane “impossibile”. SOLDI, CONTROLLO E ABUSO DI POTERE Secondo le indagini, tra il 2021 e il 2025 la madre avrebbe costretto il figlio a versarle parte del denaro percepito, inclusa una pensione di invalidità mensile di circa 1.200 euro e il mantenimento paterno. Nel febbraio 2022, la donna si sarebbe fatta nominare amministratore di sostegno, entrando così nella gestione diretta dei beni e delle risorse economiche del figlio, che in realtà non ha alcun bisogno di tale amministrazione. Sotto la lente degli investigatori anche operazioni bancarie sospette, tra cui un prelievo di 25.000 euro nel giugno 2024 relativo a una polizza assicurativa intestata alla donna, per la quale non risulta documentazione giustificativa. VIOLENZE IGNORATE E RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE La vicenda assume contorni ancora più gravi alla luce delle numerose segnalazioni e richieste di aiuto che, secondo quanto denunciato, sarebbero rimaste inascoltate, forse anche a causa di un pregiudizio culturale: quello che fatica a riconoscere la violenza quando a esercitarla è una madre. Oggi il giovane vive da solo, dopo essere stato cacciato di casa per essersi opposto alle continue richieste di denaro. LA DIFESA: “SERVONO TUTELE IMMEDIATE” Il 34enne è assistito dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che chiedono “un percorso di protezione, sostegno e giustizia per riparare ai gravissimi traumi subiti”. “Questa vicenda dimostra ancora una volta che la violenza non ha sesso. È tempo di abbattere ogni pregiudizio e garantire ascolto e tutela a tutte le vittime, senza distinzioni&#8221;, dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani. L&#8217;APPELLO Il caso riaccende i riflettori sulla necessità di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza domestica, anche quando colpisce uomini e figli, troppo spesso ignorati o non creduti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenze-domestiche-e-psicologiche-su-figlio-disabile-misura-cautelare-per-la-madre/">VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE &#8211; MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
NON MI DAI SOLDI, NON PAGHI? ALLORA VAI VIA, NON MANGI:</strong></span></div>
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<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>ORRORE DOMESTICO A NAPOLI</strong></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE: DOPO TANTE RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE </span></strong><strong><span style="color: #0000ff">MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong>La malcapitata vittima: &#8220;La violenza non ha sesso. Basta silenzi e pregiudizi&#8221;</strong></div>
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<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-07-alle-14.02.19.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5721" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-07-alle-14.02.19-300x217.png" alt="" width="300" height="217" /></a></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Napoli – “Non mi paghi? Non mangi. Se parli con qualcuno, ti faccio passare per malato mentale e ti rovino.”<br />
Sono solo alcune delle frasi choc, fortunatamente registrate e acquisite agli atti, che emergono da una drammatica vicenda di violenza domestica avvenuta a Napoli, dove una donna di 59 anni è accusata di maltrattamenti aggravati, violenza psicologica, estorsione e peculato ai danni del proprio figlio, dopo che lo stesso ha avuto una pensione per la sua sindrome.</p>
<p>La misura cautelare del divieto di avvicinamento è stata notificata su richiesta della Procura di Napoli (PM Valeria Vinci, Procuratore Aggiunto Falcone, IV Sezione), a seguito di indagini che delineano un quadro grave e continuativo di vessazioni.</p>
<p><strong>UNA SOFFERENZA DOCUMENTATA</strong></p>
<p>La vittima, un uomo di 34 anni, invalido al 100% ma senza limitazioni cognitive o fisiche, è stata sottoposta – secondo quanto emerge – a violazioni di ogni genere, gravi umiliazioni, minacce e richieste di denaro reiterate nel tempo.</p>
<p>“Per me sei un fastidio… se vivi con me devi pagare per mangiare.”</p>
<p>Frasi che, come evidenziato dal giudice Fabrizia Fiore nell’ordinanza del 2 aprile, hanno prodotto una vera e propria “sofferenza morale e psichica”, manifestatasi anche con crisi di vomito, ansia e somatizzazioni tali da rendere la vita del giovane “impossibile”.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>SOLDI, CONTROLLO E ABUSO DI POTERE</strong></p>
<p>Secondo le indagini, tra il 2021 e il 2025 la madre avrebbe costretto il figlio a versarle parte del denaro percepito, inclusa una pensione di invalidità mensile di circa 1.200 euro e il mantenimento paterno.</p>
<p>Nel febbraio 2022, la donna si sarebbe fatta nominare amministratore di sostegno, entrando così nella gestione diretta dei beni e delle risorse economiche del figlio, che in realtà non ha alcun bisogno di tale amministrazione.</p>
<p>Sotto la lente degli investigatori anche operazioni bancarie sospette, tra cui un prelievo di 25.000 euro nel giugno 2024 relativo a una polizza assicurativa intestata alla donna, per la quale non risulta documentazione giustificativa.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>VIOLENZE IGNORATE E RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE<br />
</strong><br />
La vicenda assume contorni ancora più gravi alla luce delle numerose segnalazioni e richieste di aiuto che, secondo quanto denunciato, sarebbero rimaste inascoltate, forse anche a causa di un pregiudizio culturale: quello che fatica a riconoscere la violenza quando a esercitarla è una madre.</p>
<p>Oggi il giovane vive da solo, dopo essere stato cacciato di casa per essersi opposto alle continue richieste di denaro.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>LA DIFESA: “SERVONO TUTELE IMMEDIATE”</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Il 34enne è assistito dagli avvocati <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong>, che chiedono “un percorso di protezione, sostegno e giustizia per riparare ai gravissimi traumi subiti”.</p>
<p>“Questa vicenda dimostra ancora una volta che la violenza non ha sesso. È tempo di abbattere ogni pregiudizio e garantire ascolto e tutela a tutte le vittime, senza distinzioni&#8221;, dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></span></p>
<div><strong>L&#8217;APPELLO</strong></div>
</div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Il caso riaccende i riflettori sulla necessità di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza domestica, anche quando colpisce uomini e figli, troppo spesso ignorati o non creduti.</strong></span></div>
<div></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenze-domestiche-e-psicologiche-su-figlio-disabile-misura-cautelare-per-la-madre/">VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE &#8211; MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Body shaming / Pisani: basta violenze!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 16:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fabiana Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; «Se le piace mangiare non è colpa nostra» si è vista rispondere su richiesta di una 48. Un episodio di body shaming via social network sta facendo discutere nelle ultime ore, dopo la denuncia pubblica di Fabiana Sera, conduttrice radiofonica napoletana, che racconta di essere stata offesa da un’azienda di abbigliamento durante un tentativo di acquisto online. La vicenda nasce dalla ricerca di un indumento individuato sul profilo Instagram di un marchio di moda. Collegatasi al sito ufficiale, la donna avrebbe constatato che le taglie disponibili arrivavano solo fino alla taglia 44. Alla richiesta di chiarimenti, scritta sotto forma di commento a margine di una foto sul social, sarebbe seguita una risposta vocale in privato, da parte della titolare dell’azienda che, secondo quanto denunciato, conteneva l’affermazione: «Se indossa una taglia 48 perché le piace mangiare non è colpa nostra». Un messaggio lesivo della dignità personale, che la donna ha deciso di rendere pubblico attraverso i propri canali social, generando reazioni e commenti indignati per il linguaggio disciminatorio. A seguito della diffusione del caso, è stato conferito mandato agli Avv. Angelo e Sergio Pisani, che hanno provveduto all’invio di una formale diffida nei confronti dell’azienda coinvolta. Nell’atto, si contesta il contenuto dell’audio e si richiede la cessazione di comportamenti ritenuti offensivi e discriminatori con pubbliche scuse. «Non si tratta solo di una taglia mancata – scrive la donna – ma di rispetto, empatia e cultura. Nessuno dovrebbe essere giudicato o umiliato per il proprio corpo». Ed è stato anche richiesto un risarcimento danni. «La cifra che dovessi ricevere – conclude Fabiana Sera – la devolverò ad associazioni che si occupano di body shaming. L’unico mio desiderio è che queste cose non accadano più. Sto agendo per noi donne e per tutte le nostre figlie ». Nessuna forma di violenza può essere giustificata, minimizzata o tollerata. Né quando colpisce una donna, né quando proviene da una donna, né quando viene mascherata da “sfogo”, ironia o aggressività social dichiarano gli Avvocati Angelo e Sergio Pisani È questo il principio alla base dell’azione legale avviata dall Avv. Angelo Pisani, che ha formalmente chiesto immediate scuse ai responsabili ed il risarcimento dei danni per una grave vicenda di violenza verbale, body shaming e discriminazione, documentata e denunciata nelle sedi competenti. &#160; La vicenda nasce da una normale interazione sui social, degenerata in un messaggio privato dal contenuto offensivo, umiliante e discriminatorio, con riferimenti al corpo, al peso e alla dignità personale, tali da configurare una aggressione verbale vera e propria, con lesione dell’onore, dell’immagine e della sfera personale. &#160; “Non esistono violenze di serie A e violenze di serie B. Nessun uomo – ma ovviamente anche nessuna donna – deve mai fare violenza su un’altra donna o su chiunque altro”, dichiara Pisani. “Denunciamo ogni violazione, pretendiamo sempre rispetto ed educazione. Chi tace è complice. La violenza non ha sesso, nasce dall’ignoranza e dalla bestialità di pochi”. &#160; L’iniziativa giudiziaria non ha finalità punitive o mediatiche, ma civili e culturali: riaffermare un principio di responsabilità individuale e contrastare una pericolosa normalizzazione dell’aggressività verbale, soprattutto nei contesti digitali, dove troppo spesso si pensa di poter dire tutto senza conseguenze. &#160; Il caso diventa così un’occasione per ribadire un messaggio chiaro: la dignità non è negoziabile, il rispetto non è facoltativo, la violenza va condannata sempre, senza eccezioni ideologiche. Stop alle violenze. Stop alle follie senza freni. La civiltà si misura dal linguaggio, non dalla forza. &#160; Questo articolo è stato pubblicato su Napoli Oggi il 23 gennaio 2026</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/body-shaming-pisani-basta-violenze/">Body shaming / Pisani: basta violenze!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-01-24-alle-17.17.44.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5542" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-01-24-alle-17.17.44.png" alt="" width="365" height="545" /></a></p>
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<p>«Se le piace mangiare non è colpa nostra» si è vista rispondere su richiesta di una 48.</p>
<p>Un episodio di body shaming via social network sta facendo discutere nelle ultime ore, dopo la denuncia pubblica di Fabiana Sera, conduttrice radiofonica napoletana, che racconta di essere stata offesa da un’azienda di abbigliamento durante un tentativo di acquisto online.</p>
<p>La vicenda nasce dalla ricerca di un indumento individuato sul profilo Instagram di un marchio di moda. Collegatasi al sito ufficiale, la donna avrebbe constatato che le taglie disponibili arrivavano solo fino alla taglia 44. Alla richiesta di chiarimenti, scritta sotto forma di commento a margine di una foto sul social, sarebbe seguita una risposta vocale in privato, da parte della titolare dell’azienda che, secondo quanto denunciato, conteneva l’affermazione: «Se indossa una taglia 48 perché le piace mangiare non è colpa nostra».</p>
<p>Un messaggio lesivo della dignità personale, che la donna ha deciso di rendere pubblico attraverso i propri canali social, generando reazioni e commenti indignati per il linguaggio disciminatorio.</p>
<p>A seguito della diffusione del caso, è stato conferito mandato agli Avv. Angelo e Sergio Pisani, che hanno provveduto all’invio di una formale diffida nei confronti dell’azienda coinvolta. Nell’atto, si contesta il contenuto dell’audio e si richiede la cessazione di comportamenti ritenuti offensivi e discriminatori con pubbliche scuse.</p>
<p>«Non si tratta solo di una taglia mancata – scrive la donna – ma di rispetto, empatia e cultura. Nessuno dovrebbe essere giudicato o umiliato per il proprio corpo». Ed è stato anche richiesto un risarcimento danni. «La cifra che dovessi ricevere – conclude Fabiana Sera – la devolverò ad associazioni che si occupano di body shaming. L’unico mio desiderio è che queste cose non accadano più. Sto agendo per noi donne e per tutte le nostre figlie ».</p>
<p>Nessuna forma di violenza può essere giustificata, minimizzata o tollerata. Né quando colpisce una donna, né quando proviene da una donna, né quando viene mascherata da “sfogo”, ironia o aggressività social dichiarano gli Avvocati Angelo e Sergio Pisani</p>
<p>È questo il principio alla base dell’azione legale avviata dall Avv. Angelo Pisani, che ha formalmente chiesto immediate scuse ai responsabili ed il risarcimento dei danni per una grave vicenda di violenza verbale, body shaming e discriminazione, documentata e denunciata nelle sedi competenti.</p>
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<p>La vicenda nasce da una normale interazione sui social, degenerata in un messaggio privato dal contenuto offensivo, umiliante e discriminatorio, con riferimenti al corpo, al peso e alla dignità personale, tali da configurare una aggressione verbale vera e propria, con lesione dell’onore, dell’immagine e della sfera personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Non esistono violenze di serie A e violenze di serie B.</p>
<p>Nessun uomo – ma ovviamente anche nessuna donna – deve mai fare violenza su un’altra donna o su chiunque altro”, dichiara Pisani.</p>
<p>“Denunciamo ogni violazione, pretendiamo sempre rispetto ed educazione. Chi tace è complice. La violenza non ha sesso, nasce dall’ignoranza e dalla bestialità di pochi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’iniziativa giudiziaria non ha finalità punitive o mediatiche, ma civili e culturali: riaffermare un principio di responsabilità individuale e contrastare una pericolosa normalizzazione dell’aggressività verbale, soprattutto nei contesti digitali, dove troppo spesso si pensa di poter dire tutto senza conseguenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il caso diventa così un’occasione per ribadire un messaggio chiaro:</p>
<p>la dignità non è negoziabile,</p>
<p>il rispetto non è facoltativo,</p>
<p>la violenza va condannata sempre, senza eccezioni ideologiche.</p>
<p>Stop alle violenze.</p>
<p>Stop alle follie senza freni.</p>
<p>La civiltà si misura dal linguaggio, non dalla forza.</p>
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<p>Questo articolo è stato pubblicato su <a href="https://www.napolioggi.it/body-shaming-sui-social-cliente-denuncia-azienda-di-moda-dopo-audio-offensivo-sulle-taglie-lavv-pisani-la-violenza-non-ha-sesso-ora-subito-scuse-e-risarcimento-danni/"><em><strong>Napoli Oggi</strong></em></a> il 23 gennaio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/body-shaming-pisani-basta-violenze/">Body shaming / Pisani: basta violenze!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>MALASANITÀ A NAPOLI: GIUSTIZIA PER ANNA SIENA</title>
		<link>https://angelopisani.it/malasanita-a-napoli-giustizia-per-anna-siena/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/malasanita-a-napoli-giustizia-per-anna-siena/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 13:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Anna Siena]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Sergio Pisani]]></category>
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		<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[prontointerventolegale.it]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani al fianco dei familiari della 36enne deceduta: difesa penale e civile  con il team di prontointerventolegale.it Troppo dolore: c’è giustizia, ma nessuna vittoria &#160; NAPOLI – Gli Avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani, con il supporto del team di consulenti medici e legali di prontointerventolegale.it, hanno assistito e continuano ad assistere in sede penale e civile i familiari di Anna Siena, la giovane donna di 36 anni deceduta il 18 gennaio 2019 in un ospedale di Napoli, vittima di un grave caso di malasanità. Anna Siena morì senza sapere di essere incinta a causa di una gravidanza criptica. L’autopsia disposta dalla Procura di Napoli ha accertato che il decesso fu provocato da una necrosi sviluppatasi in seguito alla morte del feto, che determinò una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata, con conseguente shock emorragico, in concomitanza con l’inizio del travaglio di un feto già privo di vita. UNA TRAGEDIA EVITABILE Secondo gli inquirenti, la morte di Anna poteva essere evitata. Il 15 gennaio 2019, tre giorni prima del decesso, la donna si era recata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Vecchio Pellegrini accompagnata dalla madre, lamentando forti dolori addominali. In quella occasione, tuttavia: • non fu eseguito un corretto esame anamnestico • non vennero disposti accertamenti strumentali né esami di laboratorio • non fu effettuata alcuna ecografia La diagnosi formulata fu quella di lombosciatalgia. Dopo la somministrazione di un antidolorifico, Anna venne dimessa, senza essere trattenuta in osservazione clinica. Tre giorni dopo, la giovane perse la vita. LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI Il Tribunale di Napoli, con sentenza pronunciata dal giudice monocratico Filippo Potaturo, ha accolto le richieste della Procura (PM Capasso) e ha condannato a due anni di reclusione il medico che ebbe in cura Anna Siena, riconoscendolo responsabile di omicidio colposo e lesioni colpose. La sentenza ha stabilito che Anna Siena poteva essere salvata se fosse stata visitata adeguatamente, confermando quanto emerso dall’esame autoptico e dalle consulenze medico-legali. LE DICHIARAZIONI DEGLI AVVOCATI PISANI All’indomani dell’autopsia, l’Avv. Angelo Pisani dichiarò: «La verità è agghiacciante. Anna è stata “guardata”, non visitata. È stata fatta accomodare su una sedia, senza una reale osservazione clinica, senza palpazione, senza un’ecografia e senza esami diagnostici. Questo è gravissimo e sconvolgente.» «Può capitare, purtroppo, una gravidanza criptica, ma il dovere del medico – soprattutto in pronto soccorso – è quello di sopperire a ogni mancanza informativa del paziente, prestando la massima attenzione umana e professionale.» L’Avv. Sergio Pisani ha aggiunto dopo la sentenza: «Spero che questa decisione serva a salvare altre vite. I casi di gravidanza criptica sono molto più frequenti di quanto si pensi e non possono essere ignorati o sottovalutati.» C’È GIUSTIZIA, MA NON C’È VITTORIA La difesa dei familiari di Anna Siena prosegue anche in sede civile per l’accertamento di tutte le responsabilità. Gli Avvocati Pisani sottolineano che nessuna sentenza può restituire una vita spezzata, ma può e deve servire a evitare che simili tragedie si ripetano. «Quando negli ospedali non si presta la dovuta attenzione ai pazienti, quando non si effettuano esami che potrebbero salvare una vita, il diritto alla salute viene negato. Anna poteva essere salvata. Questa è la verità più dolorosa.»</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/malasanita-a-napoli-giustizia-per-anna-siena/">MALASANITÀ A NAPOLI: GIUSTIZIA PER ANNA SIENA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani al fianco dei familiari della 36enne deceduta: difesa penale e civile </strong></p>
<p align="center"><strong>con il team di <a href="http://prontointerventolegale.it/">prontointerventolegale.it</a></strong></p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pronto-intervento-legale.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5515" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pronto-intervento-legale-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p align="center"><strong>Troppo dolore: c’è giustizia, ma nessuna vittoria</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NAPOLI – Gli Avvocati <strong>Angelo Pisani</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong>, con il supporto del team di consulenti medici e legali di <a href="http://prontointerventolegale.it/">prontointerventolegale.it</a>, hanno assistito e continuano ad assistere in sede penale e civile i familiari di <strong>Anna Siena</strong>, la giovane donna di 36 anni deceduta il 18 gennaio 2019 in un ospedale di Napoli, vittima di un grave caso di malasanità.</p>
<p>Anna Siena morì senza sapere di essere incinta a causa di una gravidanza criptica. L’autopsia disposta dalla Procura di Napoli ha accertato che il decesso fu provocato da una necrosi sviluppatasi in seguito alla morte del feto, che determinò una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata, con conseguente shock emorragico, in concomitanza con l’inizio del travaglio di un feto già privo di vita.</p>
<p align="center"><strong>UNA TRAGEDIA EVITABILE</strong></p>
<p>Secondo gli inquirenti, la morte di Anna poteva essere evitata. Il 15 gennaio 2019, tre giorni prima del decesso, la donna si era recata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Vecchio Pellegrini accompagnata dalla madre, lamentando forti dolori addominali. In quella occasione, tuttavia:<br />
• non fu eseguito un corretto esame anamnestico<br />
• non vennero disposti accertamenti strumentali né esami di laboratorio<br />
• non fu effettuata alcuna ecografia</p>
<p>La diagnosi formulata fu quella di lombosciatalgia. Dopo la somministrazione di un antidolorifico, Anna venne dimessa, senza essere trattenuta in osservazione clinica. Tre giorni dopo, la giovane perse la vita.</p>
<p align="center"><strong>LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI</strong></p>
<p>Il Tribunale di Napoli, con sentenza pronunciata dal giudice monocratico <strong>Filippo Potaturo</strong>, ha accolto le richieste della Procura (PM Capasso) e ha condannato a due anni di reclusione il medico che ebbe in cura Anna Siena, riconoscendolo responsabile di omicidio colposo e lesioni colpose.</p>
<p>La sentenza ha stabilito che Anna Siena poteva essere salvata se fosse stata visitata adeguatamente, confermando quanto emerso dall’esame autoptico e dalle consulenze medico-legali.</p>
<p align="center"><strong>LE DICHIARAZIONI DEGLI AVVOCATI PISANI</strong></p>
<p>All’indomani dell’autopsia, l’Avv. Angelo Pisani dichiarò:</p>
<p>«La verità è agghiacciante. Anna è stata “guardata”, non visitata. È stata fatta accomodare su una sedia, senza una reale osservazione clinica, senza palpazione, senza un’ecografia e senza esami diagnostici. Questo è gravissimo e sconvolgente.» «Può capitare, purtroppo, una gravidanza criptica, ma il dovere del medico – soprattutto in pronto soccorso – è quello di sopperire a ogni mancanza informativa del paziente, prestando la massima attenzione umana e professionale.»</p>
<p>L’Avv. Sergio Pisani ha aggiunto dopo la sentenza:</p>
<p>«Spero che questa decisione serva a salvare altre vite. I casi di gravidanza criptica sono molto più frequenti di quanto si pensi e non possono essere ignorati o sottovalutati.»</p>
<p align="center"><strong>C’È GIUSTIZIA, MA NON C’È VITTORIA</strong></p>
<p>La difesa dei familiari di Anna Siena prosegue anche in sede civile per l’accertamento di tutte le responsabilità.<br />
Gli Avvocati Pisani sottolineano che nessuna sentenza può restituire una vita spezzata, ma può e deve servire a evitare che simili tragedie si ripetano.</p>
<p>«Quando negli ospedali non si presta la dovuta attenzione ai pazienti, quando non si effettuano esami che potrebbero salvare una vita, il diritto alla salute viene negato. Anna poteva essere salvata. Questa è la verità più dolorosa.»</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/malasanita-a-napoli-giustizia-per-anna-siena/">MALASANITÀ A NAPOLI: GIUSTIZIA PER ANNA SIENA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CASO STEFANO DE MARTINO / I DIFENSORI ANGELO E SERGIO PISANI ANNUNCIANO BATTAGLIA</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 07:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Stop ai “revenge dati”: querela e azioni milionarie contro ladri del web e utenti complici Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori di Stefano De Martino e dei suoi familiari, annunciano una dura battaglia legale contro chiunque abbia sottratto, diffuso o utilizzato illecitamente immagini e video rubati dai sistemi di sorveglianza privata della compagna dell’artista. Gli avvocati  hanno già depositato denunce penali ed avviato azioni civili milionarie di risarcimento danni non solo contro gli hacker responsabili del furto di dati, ma anche nei confronti di tutti coloro che – consapevolmente o meno – hanno visionato, diffuso o commentato tali contenuti in violazione della privacy. «Questa volta non ci limiteremo alla sede penale – spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani – ma chiederemo anche al Garante della privacy, così come in sede civile, condanne severe e risarcimenti esemplari, colpendo nelle tasche sia i criminali informatici sia gli utenti social che non cancellano dati altrui dai loro telefoni e che in tal modo hanno alimentato offese e speculazioni, arrivando persino a coinvolgere minori». Appello agli utenti inconsapevoli Gli avvocati rivolgono un appello a tutti gli utenti del web che abbiano ricevuto, o scaricato e gestito, anche per curiosità, i contenuti rubati: «cancellateli subito dai vostri dispositivi. Continuare a detenerli o condividerli significa esporsi a gravi responsabilità penali e pecuniarie». Il caso De Martino dimostra la gravità e la pericolosità di un fenomeno che va oltre il “revenge porn”, configurando un vero e proprio “revenge dati”: furto, diffusione e utilizzo arbitrario di dati personali e sensibili, puniti severamente dalla legge. Indagini in corso e prime responsabilità Grazie ai primi accertamenti, sono già stati individuati alcuni responsabili di post e commenti gravemente offensivi, anche contro minori: tutti ne risponderanno in tribunale. Saranno perseguiti in ogni sede e condannati a risarcire i danni, che – per volontà dell’artista napoletano – saranno devoluti a progetti di solidarietà ed iniziative contro il cyberbullismo e a favore dell’infanzia. «Nessuno, e soprattutto nessun minore, deve essere colpito dalla violenza del web – dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – Trasformeremo la condanna dei colpevoli in tutela e speranza per i più piccoli. È ora di dire basta a questi crimini digitali». La linea dura • Denunce penali per violazione della privacy e diffamazione. • Azioni civili per milioni di euro di risarcimento danni. • Estensione della responsabilità anche a chi ha ricevuto, condiviso o commentato i contenuti. • Invito a tutti gli utenti del web a collaborare, segnalando abusi e rimuovendo dati illeciti. Un messaggio chiaro: ognuno risponderà delle proprie condotte. Stop all’illegalità digitale, stop alle speculazioni sulla vita privata delle persone. &#160; L&#8217;intervento dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it &#160; Avvocato Angelo Pisani (Founder 1523.it): «Le telecamere in casa non sempre proteggono possono diventare un vero e proprio “cavallo di Troia “: sono un passepartout contro la nostra privacy, sicurezza e altri nostri diritti» «Contrariamente a quanto suggeriscono le pubblicità persuasive dei sistemi di videosorveglianza domestica – dichiara l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del progetto antiviolenze 1523.it – installare telecamere  tanto ricercate tramite wi fi dai ladri d’appartamento e truffatori di anziani)  all’interno delle proprie abitazioni non rappresenta sempre una garanzia di sicurezza, anzi, può trasformarsi in un pericolo ed una grave minaccia per la sicurezza, privacy e i diritti delle persone». Secondo l’avvocato, noto per le sue battaglie a tutela della sicurezza e privacy dei  cittadini, la vulnerabilità  ed i pericoli di questi dispositivi è altissima: «Una telecamera collegata al Wi-Fi di casa – spiega Pisani – può essere facilmente violata da hacker, operatori informatici e persino da soggetti esperti che accedono tramite le stesse reti telefoniche e Wi-Fi sempre penetrabili. Al di là delle pubblicità, di fatto non esiste un sistema realmente inviolabile: al massimo qualche barriera tecnica in più, i criminali informatici possono impiegare più tempo, ma prima o poi ogni sistema può essere forzato. Questo significa che ciò che accade tra le mura domestiche rischia di diventare accessibile a sconosciuti anche ai semplici topi di appartamento, cioè ai ladri». L’avvocato avverte inoltre sui pericoli concreti: • Diffusione non autorizzata di video privati, come già accade negli Stati Uniti, dove filmati di vita quotidiana finiscono in rete e sui social del settore in concorrenza con quello pornografici. • Facilitazione dei furti, poiché i ladri possono usare le immagini per capire quando la casa è vuota o attaccare per frodare anziani soli tramite truffe telefoniche. • Strumenti per crimini più gravi, che mettono a rischio l’incolumità stessa delle persone. «Le telecamere in casa – prosegue Pisani – possono diventare un vero e proprio passepartout in mano a criminali. Il mio consiglio da avvocato esperto in diritti della persona è di evitare o gestirle con intelligenza e limitare al massimo l’uso di telecamere negli ambienti domestici, ricorrendovi solo in casi eccezionali e per periodi di tempo ridotti, evitando così di consegnare inconsapevolmente la nostra vita privata a terzi». Il progetto 1523.it, fondato dall’Avv. Pisani, ribadisce così il suo impegno non solo nella lotta contro ogni forma di violenza, ma anche nella difesa dei cittadini dalle nuove e subdole minacce digitali che mettono in pericolo la dignità, la sicurezza e la libertà personale da ogni tipo di violenza. &#160; GUARDA SU YOUTUBE IL VIDEO INTERVENTO DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI, FOUNDER 1523.IT https://youtu.be/VzQzqtHWQCs</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-stefano-de-martino-i-difensori-angelo-e-sergio-pisani-annunciano-battaglia/">CASO STEFANO DE MARTINO / I DIFENSORI ANGELO E SERGIO PISANI ANNUNCIANO BATTAGLIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Stefano-De-Martino.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4981" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Stefano-De-Martino.png" alt="" width="386" height="298" /></a></p>
<p align="center"><strong>Stop ai “revenge dati”: querela e azioni milionarie contro ladri del web e utenti complici</strong></p>
<p align="center">
<p><strong>Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori di Stefano De Martino e dei suoi familiari, annunciano una dura battaglia legale contro chiunque abbia sottratto, diffuso o utilizzato illecitamente immagini e video rubati dai sistemi di sorveglianza privata della compagna dell’artista.</strong></p>
<p>Gli avvocati  hanno già depositato denunce penali ed avviato azioni civili milionarie di risarcimento danni non solo contro gli hacker responsabili del furto di dati, ma anche nei confronti di tutti coloro che – consapevolmente o meno – hanno visionato, diffuso o commentato tali contenuti in violazione della privacy.</p>
<p>«Questa volta non ci limiteremo alla sede penale – spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani – ma chiederemo anche al Garante della privacy, così come in sede civile, condanne severe e risarcimenti esemplari, colpendo nelle tasche sia i criminali informatici sia gli utenti social che non cancellano dati altrui dai loro telefoni e che in tal modo hanno alimentato offese e speculazioni, arrivando persino a coinvolgere minori».</p>
<p align="center"><strong>Appello agli utenti inconsapevoli</strong></p>
<p>Gli avvocati rivolgono un appello a tutti gli utenti del web che abbiano ricevuto, o scaricato e gestito, anche per curiosità, i contenuti rubati: «cancellateli subito dai vostri dispositivi. Continuare a detenerli o condividerli significa esporsi a gravi responsabilità penali e pecuniarie».</p>
<p>Il caso De Martino dimostra la gravità e la pericolosità di un fenomeno che va oltre il “revenge porn”, configurando un vero e proprio “revenge dati”: furto, diffusione e utilizzo arbitrario di dati personali e sensibili, puniti severamente dalla legge.</p>
<p align="center"><strong>Indagini in corso e prime responsabilità</strong></p>
<p>Grazie ai primi accertamenti, sono già stati individuati alcuni responsabili di post e commenti gravemente offensivi, anche contro minori: tutti ne risponderanno in tribunale. Saranno perseguiti in ogni sede e condannati a risarcire i danni, che – per volontà dell’artista napoletano – saranno devoluti a progetti di solidarietà ed iniziative contro il cyberbullismo e a favore dell’infanzia.</p>
<p>«Nessuno, e soprattutto nessun minore, deve essere colpito dalla violenza del web – dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – Trasformeremo la condanna dei colpevoli in tutela e speranza per i più piccoli. È ora di dire basta a questi crimini digitali».</p>
<p align="center"><strong>La linea dura</strong></p>
<p>• Denunce penali per violazione della privacy e diffamazione.<br />
• Azioni civili per milioni di euro di risarcimento danni.<br />
• Estensione della responsabilità anche a chi ha ricevuto, condiviso o commentato i contenuti.<br />
• Invito a tutti gli utenti del web a collaborare, segnalando abusi e rimuovendo dati illeciti.</p>
<p>Un messaggio chiaro: ognuno risponderà delle proprie condotte. Stop all’illegalità digitale, stop alle speculazioni sulla vita privata delle persone.</p>
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<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4982" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani1-300x213.png" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p align="center"><strong>L&#8217;intervento dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong></p>
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<p><strong>Avvocato Angelo Pisani (Founder <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>): «Le telecamere in casa non sempre proteggono possono diventare un vero e proprio “cavallo di Troia “: sono un passepartout contro la nostra privacy, sicurezza e altri nostri diritti»</strong></p>
<p>«Contrariamente a quanto suggeriscono le pubblicità persuasive dei sistemi di videosorveglianza domestica – dichiara l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del progetto antiviolenze <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> – installare telecamere  tanto ricercate tramite wi fi dai ladri d’appartamento e truffatori di anziani)  all’interno delle proprie abitazioni non rappresenta sempre una garanzia di sicurezza, anzi, può trasformarsi in un pericolo ed una grave minaccia per la sicurezza, privacy e i diritti delle persone».</p>
<p>Secondo l’avvocato, noto per le sue battaglie a tutela della sicurezza e privacy dei  cittadini, la vulnerabilità  ed i pericoli di questi dispositivi è altissima:<br />
«Una telecamera collegata al Wi-Fi di casa – spiega Pisani – può essere facilmente violata da hacker, operatori informatici e persino da soggetti esperti che accedono tramite le stesse reti telefoniche e Wi-Fi sempre penetrabili. Al di là delle pubblicità, di fatto non esiste un sistema realmente inviolabile: al massimo qualche barriera tecnica in più, i criminali informatici possono impiegare più tempo, ma prima o poi ogni sistema può essere forzato. Questo significa che ciò che accade tra le mura domestiche rischia di diventare accessibile a sconosciuti anche ai semplici topi di appartamento, cioè ai ladri».</p>
<p>L’avvocato avverte inoltre sui pericoli concreti:<br />
• Diffusione non autorizzata di video privati, come già accade negli Stati Uniti, dove filmati di vita quotidiana finiscono in rete e sui social del settore in concorrenza con quello pornografici.<br />
• Facilitazione dei furti, poiché i ladri possono usare le immagini per capire quando la casa è vuota o attaccare per frodare anziani soli tramite truffe telefoniche.<br />
• Strumenti per crimini più gravi, che mettono a rischio l’incolumità stessa delle persone.<br />
<strong><br />
«Le telecamere in casa – prosegue Pisani – possono diventare un vero e proprio passepartout in mano a criminali.</strong> Il mio consiglio da avvocato esperto in diritti della persona è di evitare o gestirle con intelligenza e limitare al massimo l’uso di telecamere negli ambienti domestici, ricorrendovi solo in casi eccezionali e per periodi di tempo ridotti, evitando così di consegnare inconsapevolmente la nostra vita privata a terzi».</p>
<p>Il progetto <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>, fondato dall’Avv. Pisani, ribadisce così il suo impegno non solo nella lotta contro ogni forma di violenza, ma anche nella difesa dei cittadini dalle nuove e subdole minacce digitali che mettono in pericolo la dignità, la sicurezza e la libertà personale da ogni tipo di violenza.</p>
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<p>GUARDA SU YOUTUBE IL VIDEO INTERVENTO DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI, FOUNDER 1523.IT</p>
<p><a href="https://youtu.be/VzQzqtHWQCs" target="_blank">https://youtu.be/VzQzqtHWQCs</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-stefano-de-martino-i-difensori-angelo-e-sergio-pisani-annunciano-battaglia/">CASO STEFANO DE MARTINO / I DIFENSORI ANGELO E SERGIO PISANI ANNUNCIANO BATTAGLIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SALVATORE GIORDANO / RIMBALZO DI RESPONSABILITA&#8217; SULL&#8217;OMICIDIO COLPOSO</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 14:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
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		<category><![CDATA[Comune di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[morte din Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio colposo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Giordano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160;   Nella foto gli avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani, difensori della famiglia del piccolo Salvatore Giordano ucciso dal crollo in Galleria &#160; SULL’ OMICIDIO COLPOSO DI SALVATORE GIORDANO LE RESPONSABILITA’ RIMBALZANO COME I SASSI, LO STANNO UCCIDENDO DUE VOLTE 7 DICEMBRE 2027 &#8211; Ieri in aula, presente il papà del povero Salvatore, abbiamo rivissuto quei tragici momenti attraverso la deposizione del primo soccorritore del ragazzo: “Vidi subito un fiume di sangue uscire dalla testa del povero ragazzo, capì che la situazione era gravissima, vorrei rimuovere tutto”. Un commerciante, altro teste oculare, ha invece detto di aver subito capito che a colpire a morte il ragazzo erano stati alcuni stucchi distaccatisi dal rosone della Galleria Umberto I situato su una parte del monumento che il professor Augenti, CT nominato dai P.M. ha stabilito dopo una superperizia svolta con la partecipazione di tutte le parti processuali, essere di evidente proprietà del Comune di Napoli. A conferma ti tale tesi ieri un teste della P.G. ha confermato che la custodia dei luoghi da cui avvenne il distacco venne affidata proprio al Comune di Napoli. Nonostante l’indubbia responsabilità anche civile dell’amministrazione, l’assicurazione del Comune di Napoli &#8211; a tre anni di distanza dai fatti &#8211; non ne vuol sapere di risarcire la famiglia dello sfortunato giovane, giocando sul fatto che la Procura, sconfessando il proprio c.t., ha ritenuto invece che il luogo da cui si verificò il crollo sia condominiale. Al contrario l’assicurazione del condominio nega ogni risarcimento alla famiglia della vittima, sostenendo la responsabilità dell’amministrazione comunale come accertata  in atti. I legali della famiglia di Salvatore, Angelo e Sergio Pisani, preparano un dossier per chiedere  un’interrogazione parlamentare sulla vicenda, oltre a denunciare al Capo dello Stato l’ingiustificabile rimpallo di responsabilità sul caso: “Quanto sta accadendo è altrettanto vergognoso e assurdo quanto l’evento stesso,  già di per sé inaccettabile&#8221;. Un ragazzo di 14 anni è morto per il crollo della parte di un monumento e dopo tre anni dall’evento, pur in presenza di una consulenza tecnica irripetibile che ha accertato la proprietà dei beni da cui è avvenuto il crollo, la famiglia non ha ottenuto ancora neanche il dovuto risarcimento, oltre a subire un inspiegabile e strumentale rimpallo di responsabilità sull’accadut . Addirittura esiste  un provvedimento del Gip Marcopido che, nell’archiviare la posizione dei condomini degli edifici della Galleria,  afferma che i luoghi da cui avvenne il distacco erano stati usucapiti dal Comune di Napoli, ma l’assicurazione dell’ente fa orecchie da mercante. Ecco dunque che come i sassi che hanno ucciso salvatore  rimbalzano ora le responsabilità del Comune e del Condominio. Stanno uccidendo per la seconda volta il piccolo Salvatore, senza che  i veri responsabili porgano neanche le scuse. E continuano a nascondersi, nonostante l’evidenza dei fatti, fino a negare il dovuto risarcimento. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/salvatore-giordano-rimbalzo-di-responsabilita-sullomicidio-colposo/">SALVATORE GIORDANO / RIMBALZO DI RESPONSABILITA&#8217; SULL&#8217;OMICIDIO COLPOSO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Angelo-e-Sergio.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4869" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-Angelo-e-Sergio.png" alt="" width="400" height="245" /></a></p>
<p><em>  Nella foto gli avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani, difensori della famiglia del piccolo Salvatore Giordano ucciso dal crollo in Galleria</em></p>
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<p><strong>SULL’ OMICIDIO COLPOSO DI SALVATORE GIORDANO LE RESPONSABILITA’ RIMBALZANO COME I SASSI, LO STANNO UCCIDENDO DUE VOLTE</strong></p>
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<p>7 DICEMBRE 2027 &#8211; Ieri in aula, presente il papà del povero Salvatore, abbiamo rivissuto quei tragici momenti attraverso la deposizione del primo soccorritore del ragazzo: “Vidi subito un fiume di sangue uscire dalla testa del povero ragazzo, capì che la situazione era gravissima, vorrei rimuovere tutto”.</p>
<p>Un commerciante, altro teste oculare, ha invece detto di aver subito capito che a colpire a morte il ragazzo erano stati alcuni stucchi distaccatisi dal rosone della Galleria Umberto I situato su una parte del monumento che il professor Augenti, CT nominato dai P.M. ha stabilito dopo una superperizia svolta con la partecipazione di tutte le parti processuali, essere di evidente proprietà del Comune di Napoli.</p>
<p>A conferma ti tale tesi ieri un teste della P.G. ha confermato che la custodia dei luoghi da cui avvenne il distacco venne affidata proprio al Comune di Napoli.</p>
<p>Nonostante l’indubbia responsabilità anche civile dell’amministrazione, l’assicurazione del Comune di Napoli &#8211; a tre anni di distanza dai fatti &#8211; non ne vuol sapere di risarcire la famiglia dello sfortunato giovane, giocando sul fatto che la Procura, sconfessando il proprio c.t., ha ritenuto invece che il luogo da cui si verificò il crollo sia condominiale.</p>
<p>Al contrario l’assicurazione del condominio nega ogni risarcimento alla famiglia della vittima, sostenendo la responsabilità dell’amministrazione comunale come accertata  in atti.</p>
<p>I legali della famiglia di Salvatore, Angelo e Sergio Pisani, preparano un dossier per chiedere  un’interrogazione parlamentare sulla vicenda, oltre a denunciare al Capo dello Stato l’ingiustificabile rimpallo di responsabilità sul caso: “Quanto sta accadendo è altrettanto vergognoso e assurdo quanto l’evento stesso,  già di per sé inaccettabile&#8221;.</p>
<p>Un ragazzo di 14 anni è morto per il crollo della parte di un monumento e dopo tre anni dall’evento, pur in presenza di una consulenza tecnica irripetibile che ha accertato la proprietà dei beni da cui è avvenuto il crollo, la famiglia non ha ottenuto ancora neanche il dovuto risarcimento, oltre a subire un inspiegabile e strumentale rimpallo di responsabilità sull’accadut . Addirittura esiste  un provvedimento del Gip Marcopido che, nell’archiviare la posizione dei condomini degli edifici della Galleria,  afferma che i luoghi da cui avvenne il distacco erano stati usucapiti dal Comune di Napoli, ma l’assicurazione dell’ente fa orecchie da mercante. Ecco dunque che come i sassi che hanno ucciso salvatore  rimbalzano ora le responsabilità del Comune e del Condominio.</p>
<p>Stanno uccidendo per la seconda volta il piccolo Salvatore, senza che  i veri responsabili porgano neanche le scuse. E continuano a nascondersi, nonostante l’evidenza dei fatti, fino a negare il dovuto risarcimento.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/salvatore-giordano-rimbalzo-di-responsabilita-sullomicidio-colposo/">SALVATORE GIORDANO / RIMBALZO DI RESPONSABILITA&#8217; SULL&#8217;OMICIDIO COLPOSO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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