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	<title>Angelo Pisani &#187; Class Action</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 07:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI? NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli. Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini. LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti: ACCESSO CIVICO (FOIA): Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana. ESPOSTO ALL&#8217;ART: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa. ESPOSTO CAUTELATIVO, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE: ESPOSTO alla Procura della Repubblica per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica. CLASS ACTION: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria . Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio. &#160; GUARDA IL VIDEO! https://youtu.be/YA-xAKubXuU &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5439" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Tangenziale-NO-aumento.png" alt="" width="419" height="424" /></a><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></strong></p>
<p><strong>TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE &#8211; SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA. </strong></p>
<p><strong>I NAPOLETANI FINANZIANO L&#8217;INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI?</strong></p>
<p>NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli.</p>
<p><strong>Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO</strong><br />
Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;intero Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l&#8217;Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l&#8217;aumento del pedaggio a carico dei cittadini.</p>
<p><strong>LA PARABOLA DELL&#8217;ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H</strong><br />
Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall&#8217;altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l&#8217;incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d&#8217;eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un&#8217;opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada</p>
<p><strong>LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d&#8217;azione in quattro punti:<br />
<strong>ACCESSO CIVICO (FOIA)</strong>: Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all&#8217;Università Federico II dell&#8217;elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L&#8217;obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana.<br />
<strong>ESPOSTO ALL&#8217;ART</strong>: Segnalazione all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l&#8217;arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un&#8217;inflazione programmata molto più bassa.<br />
<strong>ESPOSTO CAUTELATIVO</strong>, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE:</p>
<p><strong>ESPOSTO alla Procura della Repubblica</strong> per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l&#8217;apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica.<br />
<strong>CLASS ACTION</strong>: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria .</p>
<p>Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d&#8217;Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GUARDA IL VIDEO!</strong></p>
<p><strong><a href="https://youtu.be/YA-xAKubXuU">https://youtu.be/YA-xAKubXuU</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-di-napolioffensiva-legale-di-noi-consumatori-su-rincaro-e-costi-di-ricerca/">TANGENZIALE DI NAPOLI/OFFENSIVA LEGALE DI NOI CONSUMATORI SU RINCARO, INQUINAMENTO E COSTI DI RICERCA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>RITA DE CRESCENZO STASERA A &#8220;BELVE&#8221; / APPELLO E DIFFIDA PUBBLICA ALLA RAI</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 16:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione Potere ai Diritti e il 1523.it  si schierano contro la legittimazione di soggetti che non sono certo un esempio e contro la violenza della tv   «La Rai rispetti i contribuenti e Napoli, basta spettacolarizzazioni che offendono il decoro e l’immagine della nostra città». Questa la diffida pubblica che lancia l&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it e presidente del Movimento NOI Consumatori. «La scelta della Rai di invitare la signora Rita De Crescenzo, già denunciata per aver dichiarato drogati tutti gli avvocati, medici e poi commercialisti in un post social oggetto di valutazione giudiziaria, sta generando un forte dissenso pubblico, non solo tra i cittadini napoletani ma tra telespettatori di tutta Italia».  «Questa volta &#8211; rincara la dose Pisani &#8211; non è semplice polemica televisiva, ma una questione di principio. Parliamo della TV pubblica, finanziata con canone obbligatorio che nel 2025 ammonta a circa 90 euro per ogni famiglia. Ogni cittadino paga, nessuno può scegliere. E allora ogni cittadino ha diritto al rispetto, in particolare quando si parla della rappresentazione mediatica della propria comunità e della propria città». LA DIFFIDA Napoli non è un teatrino. Napoli non è la caricatura di un personaggio. «Come rappresentante dei cittadini e come napoletano, diffido la Rai dal continuare a proporre e legittimare figure che alimentano stereotipi degradanti, privi di responsabilità culturale, sociale ed educativa. Il servizio pubblico deve promuovere contenuti di qualità, esempi virtuosi, testimonianze che valorizzino: • chi lavora • chi studia • chi rispetta la legge • chi costruisce il futuro del paese Non chi viene scelto per rumore, provocazione e caos fine a sé stesso. «I cittadini  - fa sapere Pisani &#8211; mi hanno scritto indignati: si sentono traditi da una Rai che, invece di promuovere cultura e legalità, rincorre fenomeni discutibili per inseguire audience e polemica. Ciò costituisce una beffa per i contribuenti e un danno d’immagine per Napoli e i suoi abitanti, che si sentono irresponsabilmente rappresentati da contenuti che non li rispecchiano». «Chiediamo un intervento immediato dei vertici Rai per tutelare il ruolo costituzionale del servizio pubblico, evitando modelli comunicativi potenzialmente diseducativi e fuorvianti». APPELLO AGLI ITALIANI NoiConsumatori.it invita: • gli utenti a sostenere questa diffida • le Istituzioni a vigilare sul corretto utilizzo del canone • i napoletani a mobilitarsi per difendere l’immagine della città Si sta valutando la costituzione di una Class Action dei contribuenti, nonché l’avvio di iniziative civiche di protesta per chiedere una gestione più trasparente e responsabile del servizio pubblico.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/rita-de-crescenzo-stasera-a-belve-appello-e-diffida-pubblica-alla-rai/">RITA DE CRESCENZO STASERA A &#8220;BELVE&#8221; / APPELLO E DIFFIDA PUBBLICA ALLA RAI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>L&#8217;associazione Potere ai Diritti e il <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>  si schierano contro la legittimazione di soggetti </strong></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>che non sono certo un esempio </strong></span><strong>e contro la violenza della tv</strong></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></div>
<div> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/de-crescenzo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5231" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/de-crescenzo.png" alt="" width="308" height="228" /></a></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«La Rai rispetti i contribuenti e Napoli, basta spettacolarizzazioni che offendono il decoro e l’immagine della nostra città». Questa la diffida pubblica che lancia l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong> e presidente del <strong>Movimento NOI Consumatori</strong>.</p>
<p>«La scelta della Rai di invitare la signora <strong>Rita</strong> <strong>De Crescenzo</strong>, già denunciata per aver dichiarato drogati tutti gli avvocati, medici e poi commercialisti in un post social oggetto di valutazione giudiziaria, sta generando un forte dissenso pubblico, non solo tra i cittadini napoletani ma tra telespettatori di tutta Italia». </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">«Questa volta &#8211; rincara la dose Pisani &#8211; non è semplice polemica televisiva, ma una questione di principio. Parliamo della TV pubblica, finanziata con canone obbligatorio che nel 2025 ammonta a circa 90 euro per ogni famiglia. Ogni cittadino paga, nessuno può scegliere. E allora ogni cittadino ha diritto al rispetto, in particolare quando si parla della rappresentazione mediatica della propria comunità e della propria città».</p>
<p><strong>LA DIFFIDA</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Napoli non è un teatrino. Napoli non è la caricatura di un personaggio.</strong><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">«Come rappresentante dei cittadini e come napoletano, diffido la Rai dal continuare a proporre e legittimare figure che alimentano stereotipi degradanti, privi di responsabilità culturale, sociale ed educativa. Il servizio pubblico deve promuovere contenuti di qualità, esempi virtuosi, testimonianze che valorizzino:<br />
• chi lavora<br />
• chi studia<br />
• chi rispetta la legge<br />
• chi costruisce il futuro del paese<br />
Non chi viene scelto per rumore, provocazione e caos fine a sé stesso.</p>
<p>«I cittadini  - fa sapere Pisani &#8211; mi hanno scritto indignati: si sentono traditi da una Rai che, invece di promuovere cultura e legalità, rincorre fenomeni discutibili per inseguire audience e polemica. Ciò costituisce una beffa per i contribuenti e un danno d’immagine per Napoli e i suoi abitanti, che si sentono irresponsabilmente rappresentati da contenuti che non li rispecchiano».<br />
«Chiediamo un intervento immediato dei vertici Rai per tutelare il ruolo costituzionale del servizio pubblico, evitando modelli comunicativi potenzialmente diseducativi e fuorvianti».</p>
<p><strong>APPELLO AGLI ITALIANI<br />
NoiConsumatori.it invita:</strong></p>
<p>• gli utenti a sostenere questa diffida<br />
• le Istituzioni a vigilare sul corretto utilizzo del canone<br />
• i napoletani a mobilitarsi per difendere l’immagine della città</p>
<p>Si sta valutando la costituzione di una Class Action dei contribuenti, nonché l’avvio di iniziative civiche di protesta per chiedere una gestione più trasparente e responsabile del servizio pubblico.</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/rita-de-crescenzo-stasera-a-belve-appello-e-diffida-pubblica-alla-rai/">RITA DE CRESCENZO STASERA A &#8220;BELVE&#8221; / APPELLO E DIFFIDA PUBBLICA ALLA RAI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CASO ALBANESE / OFFESE A NAPOLI – Come aderire alla Class Action del 1523.it</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 15:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>OFFESE A NAPOLI – Offendere Napoli è offendere l’Italia Parte l’appello popolare per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese Napoli non si tocca. Napoli non si insulta. Napoli si rispetta. Dopo le gravissime dichiarazioni pronunciate da Francesca Albanese, rappresentante dell’ONU, che con parole offensive e discriminatorie ha definito i napoletani come un popolo pigro e inaffidabile, parte un grande appello popolare per difendere l’onore, la dignità e l’identità di una città che da sempre rappresenta cuore, cultura, sacrificio e genialità dell’Italia intera. Un popolo che ogni giorno si alza presto per lavorare, studiare, costruire futuro e speranza, non può accettare in silenzio offese che calpestano la sua storia e alimentano stereotipi pericolosi. Per questo, cittadini, associazioni e realtà civiche hanno deciso di unirsi sotto la bandiera di “1523.it” per chiedere a gran voce: • le dimissioni immediate di Francesca Albanese da ogni incarico istituzionale e rappresentanza pubblica; • l’apertura di procedimenti disciplinari e giudiziari per accertare le sue responsabilità e le violazioni dei principi di rispetto, uguaglianza e dignità. «Le parole contano e chi ricopre incarichi internazionali deve esserne consapevole. Napoli e i napoletani meritano rispetto, non insulti. Offendere Napoli significa offendere l’Italia intera e la nostra identità collettiva» – dichiara l’Avv. Angelo Pisani, promotore dell’iniziativa e fondatore del progetto 1523.it. Tutti i cittadini possono aderire all’appello e contribuire alla battaglia di giustizia firmando la petizione e partecipando alla Class Action popolare attraverso il sito ufficiale</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-albanese-offese-a-napoli-come-aderire-alla-class-action/">CASO ALBANESE / OFFESE A NAPOLI – Come aderire alla Class Action del 1523.it</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center" dir="auto"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/albanese.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5145" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/albanese.png" alt="" width="310" height="208" /></a></div>
<div style="text-align: center" dir="auto"></div>
<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>OFFESE A NAPOLI – Offendere Napoli è offendere l’Italia</strong></div>
</div>
<div style="text-align: center">
<div dir="auto"><strong>Parte l’appello popolare per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese</strong></div>
</div>
<div>
<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>Napoli non si tocca. Napoli non si insulta. Napoli si rispetta.</strong></div>
</div>
<div>
<div dir="auto">Dopo le gravissime dichiarazioni pronunciate da Francesca Albanese, rappresentante dell’ONU, che con parole offensive e discriminatorie ha definito i napoletani come un popolo pigro e inaffidabile, parte un grande appello popolare per difendere l’onore, la dignità e l’identità di una città che da sempre rappresenta cuore, cultura, sacrificio e genialità dell’Italia intera.</div>
</div>
<div>
<div dir="auto">Un popolo che ogni giorno si alza presto per lavorare, studiare, costruire futuro e speranza, non può accettare in silenzio offese che calpestano la sua storia e alimentano stereotipi pericolosi.</div>
<div dir="auto">Per questo, cittadini, associazioni e realtà civiche hanno deciso di unirsi sotto la bandiera di “1523.it” per chiedere a gran voce:</div>
<div dir="auto">• <img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/te0/2/16/270a.png" alt="✊" width="16" height="16" /> le dimissioni immediate di Francesca Albanese da ogni incarico istituzionale e rappresentanza pubblica;</div>
<div dir="auto">• <img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t8b/2/16/2696.png" alt="⚖️" width="16" height="16" /> l’apertura di procedimenti disciplinari e giudiziari per accertare le sue responsabilità e le violazioni dei principi di rispetto, uguaglianza e dignità.</div>
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<div>
<div dir="auto">«Le parole contano e chi ricopre incarichi internazionali deve esserne consapevole. Napoli e i napoletani meritano rispetto, non insulti. Offendere Napoli significa offendere l’Italia intera e la nostra identità collettiva» – dichiara l’Avv. Angelo Pisani, promotore dell’iniziativa e fondatore del progetto 1523.it.</div>
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<div dir="auto">Tutti i cittadini possono aderire all’appello e contribuire alla battaglia di giustizia firmando la petizione e partecipando alla Class Action popolare attraverso il sito ufficiale <img src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tf0/2/16/1f449.png" alt="&quot;&lt;/p" /></div>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-albanese-offese-a-napoli-come-aderire-alla-class-action/">CASO ALBANESE / OFFESE A NAPOLI – Come aderire alla Class Action del 1523.it</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Difendere i napoletani e la Costituzione dalle dichiarazioni di Francesca Albanese / Pisani lancia la class action dal 1523.it</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 08:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«Una donna che semina discriminazione esercita una forma subdola di violenza». Questa la dichiarazione a caldo dell’avvocato Angelo Pisani sulle dichiarazioni rese da Francesca Albanese durante la trasmissione radiofonica “L’esercito di Cruciani”. «Per Gaza &#8211; aveva detto la Albanese &#8211; sono scesi in strada di notte anche i milanesi che in genere, a differenza dei napoletani, hanno ben presente che la mattina devono alzarsi presto per andare a lavorare». «E’ una violenza inaccettabile &#8211; rincara la dose Pisani in rappresentanza del 1523.it &#8211; quella contenuta nelle dichiarazioni di Francesca Albanese contro i napoletani, la sua è quasi una sorta di fobia sociale». «Questo &#8211; aggiunge il legale a nome del servizio antiviolenza nazionale 1523.it, di cui è fondatore &#8211; è un altro esempio lampante di violenza al femminile, quella che dal 1523 contrastiamo quotidianamente». «Di conseguenza &#8211; annuncia Pisani &#8211; lanciamo una class action affinché la signora Albanese comprenda cosa significa rispettare i napoletani e, soprattutto, rispettare la bandiera italiana e la Costituzione». «Nessuno, in questo momento storico così delicato &#8211; conclude Angelo Pisani &#8211; può permettersi di soffiare impunemente sul fuoco delle guerre, oggi dobbiamo tutti impegnarci per favorire pace e dialogo». Il 1523 difende tutte le persone giuridicamente deboli che vengono attaccate da chiunque. Tutela sia donne che uomini bambini, nonni  e denuncia anche le violenze psicologiche, sociali e  le guerre geografiche, come questa della Albanese in danno di Napoli. &#160; Qui l’audio completo &#160; https://x.com/esercitocrucian/status/1976743690128474430?s=46&#38;t=7ntMRF_30ngYJDAbPtV_Ug &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/difendere-i-napoletani-e-la-costituzione-dalle-dichiarazioni-di-francesca-albanese-pisani-lancia-la-class-action-dal-1523-it/">Difendere i napoletani e la Costituzione dalle dichiarazioni di Francesca Albanese / Pisani lancia la class action dal 1523.it</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Albanese.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5142" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Albanese.png" alt="" width="591" height="529" /></a></p>
<p>«Una donna che semina discriminazione esercita una forma subdola di violenza». Questa la dichiarazione a caldo dell’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong> sulle dichiarazioni rese da <strong>Francesca Albanese</strong> durante la trasmissione radiofonica “L’esercito di Cruciani”.</p>
<p><em><strong>«Per Gaza &#8211; aveva detto la Albanese &#8211; sono scesi in strada di notte anche i milanesi che in genere, a differenza dei napoletani, hanno ben presente che la mattina devono alzarsi presto per andare a lavorare».</strong></em></p>
<p>«E’ una violenza inaccettabile &#8211; rincara la dose Pisani in rappresentanza del <a title="1523.it" href="http://1523.it">1523.it</a> &#8211; quella contenuta nelle dichiarazioni di Francesca Albanese contro i napoletani, la sua è quasi una sorta di fobia sociale». «Questo &#8211; aggiunge il legale a nome del <strong>servizio antiviolenza nazionale 1523.it, di cui è fondatore</strong> &#8211; è un altro esempio lampante di violenza al femminile, quella che dal 1523 contrastiamo quotidianamente».</p>
<p><strong>«Di conseguenza &#8211; annuncia Pisani &#8211; lanciamo una class action affinché la signora Albanese comprenda cosa significa rispettare i napoletani e, soprattutto, rispettare la bandiera italiana e la Costituzione».</strong></p>
<p>«Nessuno, in questo momento storico così delicato &#8211; conclude Angelo Pisani &#8211; può permettersi di soffiare impunemente sul fuoco delle guerre, oggi dobbiamo tutti impegnarci per favorire pace e dialogo».</p>
<p>Il 1523 difende tutte le persone giuridicamente deboli che vengono attaccate da chiunque. Tutela sia donne che uomini bambini, nonni  e denuncia anche le violenze psicologiche, sociali e  le guerre geografiche, come questa della Albanese in danno di Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui l’audio completo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://x.com/esercitocrucian/status/1976743690128474430?s=46&amp;t=7ntMRF_30ngYJDAbPtV_Ug">https://x.com/esercitocrucian/status/1976743690128474430?s=46&amp;t=7ntMRF_30ngYJDAbPtV_Ug</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/difendere-i-napoletani-e-la-costituzione-dalle-dichiarazioni-di-francesca-albanese-pisani-lancia-la-class-action-dal-1523-it/">Difendere i napoletani e la Costituzione dalle dichiarazioni di Francesca Albanese / Pisani lancia la class action dal 1523.it</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>WEB E SOCIAL SESSISTI / PISANI ANNUNCIA CLASS ACTION ANCHE PER GLI UOMINI</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 07:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Class action contro piattaforme web e social anche per le vittime azzurre. E&#8217; la proposta dell’avvocato Angelo Pisani, founder del 1523.it,   contro  il gruppo-app TEA e le influencer /politiche femministe. Obiettivo: risarcimento per tutte le persone violate, oggetto di discriminazioni e pregiudizi.    «Fa bene la collega Annamaria Bernardini de Pace, e così dovrebbero fare tutti gli avvocati per contrastare le violenze, laddove vi siano le prove e i presupposti giuridici, a lanciare una class action contro i social  (che le autorità oscurano solo a loro  piacimento) per far ottenere risarcimenti alle donne/mogli. Ma lo stesso deve valere ed esser fatto anche per gli uomini\mariti, senza disparità di trattamento e conflitti d’interesse, perché la violenza non ha sesso».  Così l&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del servizio antiviolenza nazionale 1523.it a tutela delle persone giuridicamente deboli, ossia anche uomini, anziani e figli,  come racconta nei suoi libri “L’altra violenza”  e “Se questo è (ancora) un uomo”. &#160; Una class action dai colori azzurro/rosa, con richiesta di ogni tutela possibile contro le piattaforme social ed anche contro le “leonesse” da tastiera, perché non esiste solo la responsabilità del genere maschile: questa la sua proposta, lanciata  a tutela di uomini e donne vittime di ogni tipo di violazioni ed abusi, anche nel web. Pisani sta già lavorando all&#8217;iniziativa insieme ad un  collegio di esperti giuristi, psicologi  e consulenti informatici ed esperti in diritto di famiglia. Durante l’ultima presentazione nel Cilento dei due volumi, l’avvocato Pisani ha invitato anche tutti gli uomini che hanno visto violati i loro diritti, immagine e privacy per via della pubblicazione e diffusione delle loro foto e dati personali anche in gruppi ed app come Tea, ma anche o danneggiati, derisi ed offesi da influencer e politiche femministe  a segnalare e denunciare, superando timidezza e vergogna, ed a partecipare all’iniziativa legale e culturale contro ogni social network e gruppo di femministe pericolose.    Pisani ha inoltre fatto sapere che sta anche studiando il caso del sito phica.eu e pagina mia moglie per accertare i veri numeri di soggetti perseguibili, nonché il caso dell&#8217;app “Tea “ e di altre irresponsabili crociate in danno del genere maschile, sempre nell’ottica di azioni penali e civili di risarcimento.   «Tutte gli uomini che, come ovviamente le donne offese, salvo quelli/e consenzienti, sono stati offesi, derisi e feriti con violenza nella loro identità maschile, diritti  e privacy &#8211; ha detto Pisani &#8211; per principio di legalità e civiltà possono partecipare a questa class action e dare inizio ad una rivoluzione culturale».    «Giustizia e diritto alla privacy per tutti», ha dichiarato durante la presentazione e dibattito sul suo libro nel Cilento, che ha visto protagoniste anche molte donne, in riferimento al caso della app Tea e della influencer femminista Simona contro gli uomini, le quali generalizzando, senza cautele, seminano danni, odio e violenza.    «Qualche pagina è stata chiusa, ma ci sono ancora tante bacheche web e social con iscritti che postano senza consenso anche foto intime o storie personali  di donne/uomini, anche da loro conosciuti, e commentano con frasi deprecabili ed illecite. Chiederemo – dichiara  l’avvocato – un risarcimento danni  ai responsabili diretti ed  a carico dei social/piattaforme web per mancata vigilanza e divulgazione, così come per i mass media». Il founder del 1523.it ha spiegato che, con tutti i colleghi civilisti e penalisti  e le esperte/giuristi del settore diritti umani  del team 1523.it, si sta approfondendo anche il caso dei siti Phica.eu e pagine social discusse in questi giorni, sempre sempre nell’ottica di azioni legali a tutela delle persone e senza distinzione di genere.   Pisani chiarisce sempre che in queste vicende, dove non c’è consenso, risulta  violata la privacy e riservatezza delle persone, così come è violato anche il principio costituzionale che tutela i diritti, l’identità e la dignità di tutte le persone. Ma,  in particolare, è stata ferita con violenza e l’uso illecito di  immagini, senza consenso , l’identità di donne e uomini. «Pertanto &#8211; ha concluso Pisani &#8211;  si invitano le donne e gli uomini coinvolti loro malgrado e vittime di ogni tipo di violenza  a rivolgersi al 1523.it per chiedere il giusto risarcimento danni».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/web-e-social-sessisti-pisani-annuncia-class-action-anche-per-gli-uomini/">WEB E SOCIAL SESSISTI / PISANI ANNUNCIA CLASS ACTION ANCHE PER GLI UOMINI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Pisani.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5010" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Pisani.png" alt="" width="497" height="548" /></a><br />
Class action contro piattaforme web e social anche per le vittime azzurre. E&#8217; la proposta dell’avvocato Angelo Pisani, founder del <a href="http://1523.it/">1523.it</a>,   contro  il gruppo-app TEA e le influencer /politiche femministe. Obiettivo: risarcimento per tutte le persone violate, oggetto di discriminazioni e pregiudizi. </strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Fa bene la collega <strong>Annamaria Bernardini de Pace, </strong>e così dovrebbero fare tutti gli avvocati per contrastare le violenze, laddove vi siano le prove e i presupposti giuridici, a lanciare una class action contro i social  (che le autorità oscurano solo a loro  piacimento) per far ottenere risarcimenti alle donne/mogli. Ma lo stesso deve valere ed esser fatto anche per gli uomini\mariti, senza disparità di trattamento e conflitti d’interesse, perché la violenza non ha sesso».  Così l&#8217;</span>avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del servizio antiviolenza nazionale <a href="http://1523.it/">1523.it</a> a tutela delle persone giuridicamente deboli, ossia anche uomini, anziani e figli,  come racconta nei suoi libri “L’altra violenza”  e “Se questo è (ancora) un uomo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Una class action dai colori azzurro/rosa, con richiesta di ogni tutela possibile contro le piattaforme social ed anche contro le “leonesse” da tastiera, perché non esiste solo la responsabilità del genere maschile: questa la sua proposta, lanciata  a tutela di uomini e donne </span>vittime di ogni tipo di violazioni ed abusi, anche nel web. Pisani sta già lavorando all&#8217;iniziativa insieme ad un  collegio di esperti giuristi, psicologi  e consulenti informatici ed esperti in diritto di famiglia.</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Durante l’ultima presentazione nel Cilento dei due volumi, l’avvocato Pisani ha invitato anche tutti gli uomini che hanno visto violati i loro diritti, immagine e privacy per via della pubblicazione e diffusione delle loro foto e dati personali anche in gruppi ed app come Tea, ma anche o danneggiati, derisi ed offesi da influencer e politiche femministe  a segnalare e denunciare, superando timidezza e vergogna, ed a partecipare all’iniziativa legale e culturale contro ogni social network e gruppo di femministe pericolose. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani ha inoltre fatto sapere che sta anche studiando il caso del sito <em>phica.eu</em> e pagina <em>mia moglie </em>per accertare i veri numeri di soggetti perseguibili, nonché il caso dell&#8217;app “Tea “ e di altre irresponsabili crociate in danno del genere maschile, sempre nell’ottica di azioni penali e civili di risarcimento.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Tutte gli uomini che, come ovviamente le donne offese, salvo quelli/e consenzienti, sono stati offesi, derisi e feriti con violenza nella loro identità maschile, diritti  e privacy &#8211; ha detto Pisani &#8211; per principio di legalità e civiltà possono partecipare a questa class action e dare inizio ad una rivoluzione culturale». </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Giustizia e diritto alla privacy per tutti», ha dichiarato durante la presentazione e dibattito sul suo libro nel Cilento, che ha visto protagoniste anche molte donne, in riferimento al caso della app Tea e della influencer femminista Simona contro gli uomini, le quali generalizzando, senza cautele, seminano danni, odio e violenza. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Qualche pagina è stata chiusa, ma ci sono ancora tante bacheche web e social con iscritti che postano senza consenso anche foto intime o storie personali  di donne/uomini, anche da loro conosciuti, e commentano con frasi deprecabili ed illecite. </span>Chiederemo – dichiara  l’avvocato – un risarcimento danni  ai responsabili diretti ed  a carico dei social/piattaforme web per mancata vigilanza e divulgazione, così come per i mass media». Il founder del 1523.it ha spiegato che, con tutti i colleghi civilisti e penalisti  e le esperte/giuristi del settore diritti umani  del team 1523.it, si sta approfondendo anche il caso dei siti <em>Phica.eu</em> e pagine social discusse in questi giorni, sempre sempre nell’ottica di azioni legali a tutela delle persone e senza distinzione di genere.</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani chiarisce sempre che in queste vicende, dove non c’è consenso, risulta  violata la privacy e riservatezza delle persone, così come è violato anche il principio costituzionale che tutela i diritti, l’identità e la dignità di tutte le persone. Ma,  in particolare, è stata ferita con violenza e l’uso illecito di  immagini, senza consenso , l’identità di donne e uomini.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Pertanto &#8211; ha concluso Pisani &#8211;  si invitano le donne e gli uomini coinvolti loro malgrado e vittime di ogni tipo di violenza  a rivolgersi al 1523.it per chiedere il giusto risarcimento danni».</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/web-e-social-sessisti-pisani-annuncia-class-action-anche-per-gli-uomini/">WEB E SOCIAL SESSISTI / PISANI ANNUNCIA CLASS ACTION ANCHE PER GLI UOMINI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 10:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ieri voli pazzi e negati per Napoli &#8211; Anche 180 passeggeri in “ostaggio” per ore su un velivolo Easy Jet diretto a Napoli 10 GIUGNO 2025 &#8211; Un’azione legale risarcitoria senza precedenti: è quella che vede impegnato in queste ore l’avvocato Angelo Pisani, chiamato a difendere, oltre che tanti malcapitati utenti di volo per Napoli cancellati causa guasto radar, anche molti fra i 180 passeggeri del volo Palermo-Napoli previsto per le 21,20 di ieri i quali, costretti a salire per errore organizzativo, sono rimasti letteralmente “imprigionati” a bordo di un velivolo fermo, senza altre spiegazioni né la dovuta assistenza, per ore ed ore. Ai passeggeri, obbligati a salire in aereo dalla compagnia alle 21.20, benché ai responsabili fossero già arrivate le notizie sui gravi ritardi dovuti a guasti radar a Capodichino, è stato ordinato di “liberare” lo scalo di Palermo, dove invece sarebbe stato naturale aspettare che la situazione a Napoli si sbloccasse. Invece alle 22.40 dopo una prima, snervante attesa a bordo, l’altoparlante comunica che il decollo sarebbe previsto intorno alle ore 00.40. «La “soluzione” – commenta con amara ironia uno di loro – è stata quella di chiudere i viaggiatori in un aereo parcheggiato, con aria ferma, informazioni a singhiozzo e senza alcuna possibilità di scendere». «Non è certo questo il modo di trattare i passeggeri – sottolinea il manager Ezio Stellato vittima dell’incubo vissuto ieri sera  – senza rispetto, privandoli del diritto di muoversi, di bere  e di avere chiare informazioni e certezze sul volo». Fra i viaggiatori “parcheggiati” per ore in aereo dalla compagnia, ci sono infatti anche alcuni  vip partenopei: come il manager di Napoli Servizi Daniele D’Ambrosio e l’economista RAI Ezio Stellato. Entrambi, insieme ad altri, saranno tutelati sia in sede civile che penale dall’avvocato Pisani. «Non è nemmeno lontanamente accettabile né giustificabile – tuona Pisani, founder di noiconsumatori.it – pensare di poter gestire così una pseudo emergenza e far subire simili disagi ai passeggeri, che ora hanno diritto al risarcimento di tutti i danni personali e patrimoniali subiti». «Addirittura – rincara poi la dose – per evitare le penali, risultava pubblicato sul sito un falso avviso in cui il volo risulterebbe partito regolarmente alle 21.20» E’ davvero troppo. Tanto che già si profila la possibilità concreta di una class action. &#160; Anche oggi disagi per i malcapitati passeggeri danneggiati ieri dal guasto radar e carente assistenza aeroportuale/Pisani: a breve la class action &#160; Continuano gli inaccettabili disagi per i passeggeri dei voli diretti a Napoli. «Io e la mia compagna (incinta) ci siamo appena imbarcati sul nostro volo Palermo &#8211; Napoli, previsto per il 9/6 alle ore 16, inizialmente posticipato a 00.40, poi cancellato e riprogrammato per stamane alle 8.35. Sono le 10:22 e ci siamo appena seduti in aereo. Quasi 24h di ritardo». &#160; Questa la situazione di oggi, così come lamentata da uno dei passeggeri, fra i tanti che si sono già rivolti all&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder di noiconsumatori.it  per aderire alle azioni risarcitorie di gruppo. «Vorremmo anche noi partecipare alla class action, perché Volotea si è comportata in modo indecoroso, offrendo un voucher di 5€. Chi non era di Palermo ha dovuto pagarsi trasporti e hotel di tasca sua».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/4841/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/volo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4842" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/volo.png" alt="" width="279" height="334" /></a></p>
<p align="center"><strong>Ieri voli pazzi e negati per Napoli &#8211; Anche 180 passeggeri in “ostaggio” per ore </strong><strong>su un velivolo</strong><strong> </strong><strong>Easy Jet</strong><strong> </strong><strong>diretto a </strong><strong>Napoli</strong></p>
<p>10 GIUGNO 2025 &#8211; Un’azione legale risarcitoria senza precedenti: è quella che vede impegnato in queste ore l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, chiamato a difendere, oltre che tanti malcapitati utenti di volo per Napoli cancellati causa guasto radar, anche molti fra i 180 passeggeri del volo Palermo-Napoli previsto per le 21,20 di ieri i quali, costretti a salire per errore organizzativo, sono rimasti letteralmente “imprigionati” a bordo di un velivolo fermo, senza altre spiegazioni né la dovuta assistenza, per ore ed ore. Ai passeggeri, obbligati a salire in aereo dalla compagnia alle 21.20, benché ai responsabili fossero già arrivate le notizie sui gravi ritardi dovuti a guasti radar a Capodichino, è stato ordinato di “liberare” lo scalo di Palermo, dove invece sarebbe stato naturale aspettare che la situazione a Napoli si sbloccasse. Invece alle 22.40 dopo una prima, snervante attesa a bordo, l’altoparlante comunica che il decollo sarebbe previsto intorno alle ore 00.40. «La “soluzione” – commenta con amara ironia uno di loro – è stata quella di chiudere i viaggiatori in un aereo parcheggiato, con aria ferma, informazioni a singhiozzo e senza alcuna possibilità di scendere».<br />
«Non è certo questo il modo di trattare i passeggeri – sottolinea il manager Ezio Stellato vittima dell’incubo vissuto ieri sera  – senza rispetto, privandoli del diritto di muoversi, di bere  e di avere chiare informazioni e certezze sul volo».<br />
Fra i viaggiatori “parcheggiati” per ore in aereo dalla compagnia, ci sono infatti anche alcuni  vip partenopei: come il manager di Napoli Servizi Daniele D’Ambrosio e l’economista RAI Ezio Stellato. Entrambi, insieme ad altri, saranno tutelati sia in sede civile che penale dall’avvocato Pisani.<br />
«Non è nemmeno lontanamente accettabile né giustificabile – tuona Pisani, founder di <a href="http://noiconsumatori.it/" target="_blank"><strong>noiconsumatori.it</strong></a> – pensare di poter gestire così una pseudo emergenza e far subire simili disagi ai passeggeri, che ora hanno diritto al risarcimento di tutti i danni personali e patrimoniali subiti». «Addirittura – rincara poi la dose – per evitare le penali, risultava pubblicato sul sito un falso avviso in cui il volo risulterebbe partito regolarmente alle 21.20» E’ davvero troppo. Tanto che già si profila la possibilità concreta di una class action.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Anche oggi disagi per i malcapitati passeggeri danneggiati ieri dal guasto radar e carente assistenza aeroportuale/Pisani: a breve la class action</strong></p>
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<p>Continuano gli inaccettabili disagi per i passeggeri dei voli diretti a Napoli. «Io e la mia compagna (incinta) ci siamo appena imbarcati sul nostro volo Palermo &#8211; Napoli, previsto per il 9/6 alle ore 16, inizialmente posticipato a 00.40, poi cancellato e riprogrammato per stamane alle 8.35. Sono le 10:22 e ci siamo appena seduti in aereo. Quasi 24h di ritardo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa la situazione di oggi, così come lamentata da uno dei passeggeri, fra i tanti che si sono già rivolti all&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder di <a href="http://noiconsumatori.it/" target="_blank"><strong>noiconsumatori.it</strong></a>  per aderire alle azioni risarcitorie di gruppo.</p>
<p>«Vorremmo anche noi partecipare alla class action, perché Volotea si è comportata in modo indecoroso, offrendo un voucher di 5€. Chi non era di Palermo ha dovuto pagarsi trasporti e hotel di tasca sua».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/4841/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>BANCA INTESA &#8211; PARTE LA CLASS ACTION</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 09:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Parte la class action contro i disservizi e disagi creati a milioni di clienti Banca Intesa, oggi trasferiti in una controllata telematica e rimasti nel caos, senza assistenza &#160; 21 OTTOBRE 2023 -«Ogni utente è prima di tutto una persona, non un numero. Occorre molto rispetto, delle persone e della legge», dichiara in una nota sui social l’avvocato Angelo Pisani dopo aver ascoltato i malcapitati correntisti di Banca Intesa. Milioni di Clienti sono stati catapultati con un click da Banca Intesa San Paolo alla sua controllata  Isybank. Ed è scoppiato il caos, con disagi e proteste, mentre  l’operazione estiva finisce in tribunale per chiedere il conto di quanto accaduto e tutelare i diritti dei correntisti,  trattati come meri numeri in spregio alla legge. «Danni e disagi &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; sono stati provocati a milioni di clienti, soprattutto giovani, con il  passaggio telematico dalla tradizionale Banca Intesa alla telematica Isybank , persona giuridica, in ogni caso distinta dalla controllante ISP. E ciò è avvenuto senza dare una sicura, chiara e completa informazione né le dovute cautele in campo finanziario». Le vittime dell’operazione bancaria dell’estate ora corrono ai ripari. Per tutelarsi si stanno organizzando in un comitato finalizzato a lanciare la loro class action e a chiedere, oltre al ripristino e alla corretta gestione dei loro dati personali e finanziari, oltre che della privacy, anche il risarcimento di tutti i pregiudizi subiti per file agli sportelli, criptico cambio dei rapporti bancari e disinformazione. Intanto continua l’andirivieni e il finimondo per ottenere spiegazioni,  con stress anche degli stessi impiegati della banca, che non sanno cosa rispondere al coro delle lamentele. «Riteniamo &#8211; rilevano l’avv. Angelo Pisani,  presidente dell’associazione NOI Consumatori scesa in campo a tutela dei danneggiati, e l’avv. Massimiliano Varriale, responsabile dello Sportello tutela finanziaria &#8211; che una comunicazione così importante come un cambio di banca doveva essere fatta per vie formali, con le dovute spiegazioni e con raccolta di consenso». «In ogni caso &#8211; aggiungono &#8211; Isybank è un&#8217;altra banca, un soggetto diverso rispetto a Banca Intesa San Paolo, sebbene controllata al 100% da quest’ultima, che si assume la responsabilità di quanto sta accadendo e dovrebbe risolvere i disservizi a danno dei clienti, tutti ancora nel caos».  &#160; In tanti denunciano la violazione di tutti i diritti dei correntisti, «dall’assenza del consenso per la cessione del contratto effettuata, alla mancata informazione, alla totale assenza di buona fede nell’esecuzione del contratto bancario da parte di ISP, dal disagio e danni arrecati ai correntisti». Per questo, rincarano la dose i due avvocati, «solo un giudice potrà accertare le responsabilità e stabilire chi avrà diritto a vedere annullati gli effetti di questo cambio unilaterale, nonchè un risarcimento per danni personali e anche patrimoniali, che vanno in ogni caso dimostrati». Per giunta Isybank, pur dello stesso gruppo, presenta notevoli differenze da Intesa Sanpaolo. «Da un lato &#8211; dettagliano i legali &#8211; perché soggetto giuridico diverso, con altro management, differenti garanzie societarie, modalità di erogazione dei servizi, etc. Dall’altro lato – cosa direttamente percepibile da ogni correntista -perché questa banca non ha le filiali fisiche e, come se non bastasse, non ha neppure l&#8217;home banking su Internet, cioè il sito istituzionale ove poter effettuare tutte le operazioni». In pratica, se volete operare dovete per forza usare la loro app. E chi non ha un cellulare “moderno”, oppure poca dimestichezza con le “app”, viene abbandonato a se stesso. Incredibile ma vero. Intesa San Paolo ha fatto tutto in automatico: sono stati trasferiti anche gli accrediti dello stipendio, gli addebiti delle bollette. Una sorta di comunicazione di massa  ai clienti - e ci mancherebbe altro &#8211; è stata fatta, ma una comunicazione così importante è arrivata a cose fatte, senza che i clienti potessero rendersi conto di quanto deciso unilateralmente dalla banca». &#160; «Anche se formalmente tutto appare ineccepibile &#8211; commenta l&#8217;avvocato Pisani &#8211; da una di quelle banche che si riempiono la bocca di rispetto del cliente, che si fregiano di avere grande attenzione per il “customer care”, sarebbe stata necessaria maggiore attenzione e delicatezza, come dimostrano le migliaia di reclami che stiamo ricevendo in questi giorni». La questione, peraltro, è già finita al vaglio del Governo. Intanto, prima della class action, i legali di NOI Consumatori attiveranno la mediazione obbligatoria a tutela dei clienti sballottati nella nuova banca. &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/banca-intesa-parte-la-class-action/">BANCA INTESA &#8211; PARTE LA CLASS ACTION</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-06-alle-11.26.35.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4813" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2025-08-06-alle-11.26.35.png" alt="" width="458" height="306" /></a></p>
<p align="center"><strong>Parte la class action contro i disservizi e disagi creati a milioni di clienti Banca Intesa, </strong><strong>oggi trasferiti in una controllata telematica e rimasti nel caos, senza assistenza</strong></p>
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<p><strong>21 OTTOBRE 2023 -«Ogni utente è prima di tutto una persona, non un numero. Occorre molto rispetto, delle persone e della legge», dichiara in una nota sui social l’avvocato Angelo Pisani dopo aver ascoltato i malcapitati correntisti di Banca Intesa.</strong></p>
<p>Milioni di Clienti sono stati catapultati con un click da <em>Banca Intesa San Paolo</em> alla sua controllata  <em>Isybank</em>. Ed è scoppiato il caos, con disagi e proteste, mentre  l’operazione estiva finisce in tribunale per chiedere il conto di quanto accaduto e tutelare i diritti dei correntisti,  trattati come meri numeri in spregio alla legge.<br />
«Danni e disagi &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; sono stati provocati a milioni di clienti, soprattutto giovani, con il  passaggio telematico dalla tradizionale Banca Intesa alla telematica Isybank , persona giuridica, in ogni caso distinta dalla controllante ISP. E ciò è avvenuto senza dare una sicura, chiara e completa informazione né le dovute cautele in campo finanziario».<br />
Le vittime dell’operazione bancaria dell’estate ora corrono ai ripari. Per tutelarsi si stanno organizzando in un comitato finalizzato a lanciare la loro class action e a chiedere, oltre al ripristino e alla corretta gestione dei loro dati personali e finanziari, oltre che della privacy, anche il risarcimento di tutti i pregiudizi subiti per file agli sportelli, criptico cambio dei rapporti bancari e disinformazione. Intanto continua l’andirivieni e il finimondo per ottenere spiegazioni,  con stress anche degli stessi impiegati della banca, che non sanno cosa rispondere al coro delle lamentele.</p>
<p><strong>«Riteniamo &#8211; rilevano l’avv. Angelo Pisani,  presidente dell’associazione NOI Consumatori scesa in campo a tutela dei danneggiati, e l’avv. Massimiliano Varriale, responsabile dello Sportello tutela finanziaria &#8211; che una comunicazione così importante come un cambio di banca doveva essere fatta per vie formali, con le dovute spiegazioni e con raccolta di consenso». «In ogni caso &#8211; aggiungono &#8211; Isybank è un&#8217;altra banca, un soggetto diverso rispetto a Banca Intesa San Paolo, sebbene controllata al 100% da quest’ultima, che si assume la responsabilità di quanto sta accadendo e dovrebbe risolvere i disservizi a danno dei clienti, tutti ancora nel caos». </strong></p>
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<p>In tanti denunciano la violazione di tutti i diritti dei correntisti, «dall’assenza del consenso per la cessione del contratto effettuata, alla mancata informazione, alla totale assenza di buona fede nell’esecuzione del contratto bancario da parte di ISP, dal disagio e danni arrecati ai correntisti».</p>
<p>Per questo, rincarano la dose i due avvocati, «solo un giudice potrà accertare le responsabilità e stabilire chi avrà diritto a vedere annullati gli effetti di questo cambio unilaterale, nonchè un risarcimento per danni personali e anche patrimoniali, che vanno in ogni caso dimostrati».<br />
Per giunta Isybank, pur dello stesso gruppo, presenta notevoli differenze da Intesa Sanpaolo. «Da un lato &#8211; dettagliano i legali &#8211; perché soggetto giuridico diverso, con altro management, differenti garanzie societarie, modalità di erogazione dei servizi, etc. Dall’altro lato – cosa direttamente percepibile da ogni correntista -perché questa banca non ha le filiali fisiche e, come se non bastasse, non ha neppure l&#8217;home banking su Internet, cioè il sito istituzionale ove poter effettuare tutte le operazioni». In pratica, se volete operare dovete per forza usare la loro app.<br />
E chi non ha un cellulare “moderno”, oppure poca dimestichezza con le “app”, viene abbandonato a se stesso.</p>
<p>Incredibile ma vero. Intesa San Paolo ha fatto tutto in automatico: sono stati trasferiti anche gli accrediti dello stipendio, gli addebiti delle bollette. Una sorta di comunicazione di massa  ai clienti - e ci mancherebbe altro &#8211; è stata fatta, ma una comunicazione così importante è arrivata a cose fatte, senza che i clienti potessero rendersi conto di quanto deciso unilateralmente dalla banca».</p>
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<p>«Anche se formalmente tutto appare ineccepibile &#8211; commenta l&#8217;avvocato Pisani &#8211; da una di quelle banche che si riempiono la bocca di rispetto del cliente, che si fregiano di avere grande attenzione per il “customer care”, sarebbe stata necessaria maggiore attenzione e delicatezza, come dimostrano le migliaia di reclami che stiamo ricevendo in questi giorni».</p>
<p>La questione, peraltro, è già finita al vaglio del Governo. Intanto, prima della class action, i legali di NOI Consumatori attiveranno la mediazione obbligatoria a tutela dei clienti sballottati nella nuova banca.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/banca-intesa-parte-la-class-action/">BANCA INTESA &#8211; PARTE LA CLASS ACTION</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Mutui, clausole vessatorie e class action – L’Europa fa giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 08:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il diritto di tutela del singolo cittadino vale sempre, anche quando sulla stessa materia è in corso una class action e le leggi nazionali prevedono la sospensione dell’azione individuale in attesa che si definisca quella collettiva. Lo ha stabilito nei giorni scorsi la Corte di Giustizia Europea, così dando ragione ad un cliente di una banca spagnola che aveva avviato un’azione legale contro la sua banca per la cosiddetta “clausola del tasso minimo” inserita nel contratto. Poco prima la stessa azione era stata avviata da un’associazione di consumatori contro 72 istituti bancari e il giudice nazionale aveva sospeso il procedimento del singolo cittadino in attesa che si  definisse la class action. Ma la Corte Europea non ci sta a dà ragione alla richiesta di proseguire l’azione individuale. L’esercizio effettivo dei diritti soggettivi riconosciuti dalle Direttive Europee – spiega la Corte &#8211; non può essere messo in discussione sulla base di considerazioni legate all’organizzazione giudiziaria di uno Stato», perché in tal caso la tutela del singolo consumatore risulterebbe attenuata, in contrasto con le direttive UE. Il principio vale naturalmente anche in Italia: in sostanza non è necessario attendere la conclusione di una parallela class action per avviare un’azione di tutela individuale sulla stessa materia. E ciò perché il diritto comunitario prevale sulle leggi nazionali. Perché il ricorso del singolo e quello collettivo hanno obiettivi ed effetti giuridici diversi. Ricordiamo infine che la “clausola di tasso minimo”, inserita anche da noi da numerosi istituti di credito nei contratti di mutuo – ed al centro di questa pronuncia  degli eurogiudici – va considerata abusiva perché prevede che tale tasso sia dovuto sempre, indipendentemente dalla fluttuazione dei tassi del mercato. E questo procura un inevitabile danno all’utente bancario, quasi sempre ignaro di aver firmato tale clausola. Noiconsumatori.it mette in guardia allora dal sottoscrivere simili clausole ma rassicura tutti: dopo la pronuncia dei giorni scorsi (sentenza depositata il 14 aprile 2016), per chi avesse già sottoscritto è possibile comunque avviare – e vincere – un’azione individuale di tutela. &#160; &#160; &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/mutui-clausole-vessatorie-e-class-action-leuropa-fa-giustizia/">Mutui, clausole vessatorie e class action – L’Europa fa giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto di tutela del singolo cittadino vale sempre, anche quando sulla stessa materia è in corso una class action e le leggi nazionali prevedono la sospensione dell’azione individuale in attesa che si definisca quella collettiva. Lo ha stabilito nei giorni scorsi la Corte di Giustizia Europea, così dando ragione ad un cliente di una banca spagnola che aveva avviato un’azione legale contro la sua banca per la cosiddetta “clausola del tasso minimo” inserita nel contratto. Poco prima la stessa azione era stata avviata da un’associazione di consumatori contro 72 istituti bancari e il giudice nazionale aveva sospeso il procedimento del singolo cittadino in attesa che si  definisse la class action. Ma la Corte Europea non ci sta a dà ragione alla richiesta di proseguire l’azione individuale. L’esercizio effettivo dei diritti soggettivi riconosciuti dalle Direttive Europee – spiega la Corte &#8211; non può essere messo in discussione sulla base di considerazioni legate all’organizzazione giudiziaria di uno Stato», perché in tal caso la tutela del singolo consumatore risulterebbe attenuata, in contrasto con le direttive UE.</p>
<p>Il principio vale naturalmente anche in Italia: in sostanza non è necessario attendere la conclusione di una parallela class action per avviare un’azione di tutela individuale sulla stessa materia. E ciò perché il diritto comunitario prevale sulle leggi nazionali. Perché il ricorso del singolo e quello collettivo hanno obiettivi ed effetti giuridici diversi.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-15-alle-09.56.28.png"><img class="alignleft  wp-image-3803" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-15-alle-09.56.28.png" alt="" width="232" height="182" /></a>Ricordiamo infine che la “clausola di tasso minimo”, inserita anche da noi da numerosi istituti di credito nei contratti di mutuo – ed al centro di questa pronuncia  degli eurogiudici – va considerata abusiva perché prevede che tale tasso sia dovuto sempre, indipendentemente dalla fluttuazione dei tassi del mercato. E questo procura un inevitabile danno all’utente bancario, quasi sempre ignaro di aver firmato tale clausola.</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Noiconsumatori.it</strong> </span>mette in guardia allora dal sottoscrivere simili clausole ma rassicura tutti: dopo la pronuncia dei giorni scorsi (sentenza depositata il 14 aprile 2016), per chi avesse già sottoscritto è possibile comunque avviare – e vincere – un’azione individuale di tutela.</p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-15-alle-09.57.10.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3804" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-15-alle-09.57.10-300x199.png" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/mutui-clausole-vessatorie-e-class-action-leuropa-fa-giustizia/">Mutui, clausole vessatorie e class action – L’Europa fa giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pisani: class action su Terra dei Fuochi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 09:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Pisani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Anche il presidente della Repubblica inizia a parlare di misure compensative per le vittime ma questo è un obbligo/dovere delle istituzioni. Oltre alle  varie istanze di  politici a Strasburgo, sul tavolo delle competenti Procure della Repubblica arriva anche la richiesta di punizione di tutti i rappresentati delle Istituzioni responsabili per gravi omissioni del disastro della cd. Terra dei Fuochi, che presto registrerà la sottoscrizione di migliaia di persone legittimate a chieder giustizia. L’Associazione Noiconsumatotri.it tramite gli avvocati Sergio Pisani ed Angelo Pisani, chiede che i rappresentanti delle istituzioni si assumano ora tutte le responsabilità come previste dall’art. 40 del c.p. (“non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”) e provvedano oltre che alla immediata e vera bonifica dei luoghi avvelenati anche al risarcimento di tutti i danni e pregiudizi provocati per omissione alle popolazioni della cd Terra dei Fuochi, dove si registrano vittime e feriti ogni giorno. Ora occorre risarcire le vittime ed evitare speculazioni e truffe sulle bonifiche tenendo gli occhi aperti e pretendendo giustizia per questa tragedia che ha tanti responsabili noti e meno noti. La denuncia predisposta dai due legali è stata già sottoscritta da alcuni familiari di una giovane vittima e presto diventerà una class action civile e penale per la tutela dei diritti e salute dei cittadini. Avv. Angelo Pisani &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Modello esposto ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI Il sottoscritto ___________________________, nato a ______________ il_________residente in ___________________alla Via_________________________________, ESPONE Negli ultimi ventidue anni sono stati illecitamente smaltiti tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano ove hanno sversato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da società o impianti noti nel panorama nazionale. Solo la colpevole inerzia delle istituzioni, la disattenzione di chi doveva controllare ed una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito tutto ciò e dunque anche tra gli uomini delle istituzioni, ad ogni livello, vanno oggi doverosamente individuate le responsabilità dell’avvelenamento di un intero popolo. Fanno chiara luce su tali tipi di responsabilità le dichiarazioni rilasciate da Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, il quale dispose la secretazione dell&#8217;audizione del pentito Schaivoneche nel lontano 1997 rivelò gli interramenti di rifiuti industriali provenienti dal Nord nelle campagne campane ad opera del clan dei Casalesi: “Informammo tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati”tra cui anche l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano “ed anche il Presidente del Consiglio”; “Andavano fatte le bonifiche lo Stato non è intervenuto ed i governi hanno enormi responsabilità” ed ancora “quando facevamo le audizioni c&#8217;erano anche assessori comunali, regionali e provinciali” ed erano a conoscenza della situazione. Inoltre è emerso ultimamente che Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, aveva indagato sul meccanismo che ruota attorno al traffico di rifiuti tossici descrivendolo in modo dettagliato in un&#8217;informativa consegnata alla Dda di Napoli ma il suo rapporto è rimasto inspiegabilmente chiuso in un cassetto per 15 anni. Il funzionario oggi lotta contro un tumore che ha contratto per il lavoro svolto per conto della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti. &#8220;Se l&#8217;informativa fosse stata presa in considerazione nel 1996, ha dichiarato il Mancini, avremmo potuto limitare i danni. Non so perché sia stata sottovalutata.” Esso rappresenta un vero e proprio &#8221;saggio storico, un veromanuale sull&#8217;ecomafia&#8221;. Nelle sue oltre 200 pagine, che si chiede di asquisire agli atti dell’instaurando procedimento,ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, ci sono la Indesit dei Merloni e le Coop rosse. Ma c&#8217;è anche la Massoneria di Licio Gelli, la politica come referente per risolvere i problemi, ci sono le dichiarazioni di pentiti come Carmine Schiavone; ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti con la Pubblica amministrazione, ci sono i nomi dei funzionari delle Asl che facevano finta di controllare le discariche; ci sono i nomi di assessori, di politici, di funzionari della Provincia; ci sono infine i nomi delle società che organizzavano il trasporto e lo sversamento dei rifiuti, quelli dei gruppi criminali coinvolti e di tanti soggetti compiacenti. Uno spaccato del più grande crimine ambientale commesso in Italia nell&#8217;ultimo mezzo secolo. L&#8217;informativa, redatta da un investigatore, da un servitore dello Stato che lavorava per difendere la salute di tutti noi, quindi un documento basato su fatti veri e concreti, per anni è rimasta inspiegabilmente in un cassetto. Alla luce delle affermazioni di Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, stridono le dichiarazioni rilasciate recentemente a Napoli dal Presidente della Repubblica, che sebbene fosseda tempo ufficialmente informato quale allora Ministro degli Interni di tali gravissimi fatti, ha affermato: &#8221;Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all&#8217;ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell&#8217;area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti dimolti anni di prassi illegale - nella quale la camorra l&#8217;ha fatta da protagonista - di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano&#8221;. &#8221;Le conseguenze del pauroso inquinamento dei terreni -prosegue il presidente della Repubblica- con rilevanti ricadute sulla salute e sull&#8217;ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche”. Tali affermazioni stridono in modo intollerabile con la realtà dei fatti poiché da circa 20 anni le istituzioni, compreso lo stesso Napolitano!!!, sapevano tutto ma hanno colpevolmente deciso di non intervenire in aiuto delle ignare popolazioni. Oltre alle denunce orami pubbliche di vari pentiti, che hanno detto quello che altri hanno nascosto,  peraltro, già con il progetto Terra il ministero dell&#8217;Ambiente, come poi anche l’Arpac,  fotografò nei minimi particolari l&#8217;intero Mezzogiorno d&#8217;Italia e nel 2004 l&#8217;operazione fu  ripetuta nell&#8217;ambito del Pon Sicurezza utilizzando il sistemaMivis, che consentiva di radiografare il sottosuolo e le sue temperature con  interventi costati milioni di euro. La mappatura, insomma, c’era già da tempo e chi doveva intervenire, pur conoscendo bene cause ed effetti non lo ha fatto . Si doveva e poteva intervenire subito e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade, scuole [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/">Pisani: class action su Terra dei Fuochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il presidente della Repubblica inizia a parlare di misure compensative per le vittime ma questo è un obbligo/dovere delle istituzioni.</p>
<p>Oltre alle  varie istanze di  politici a Strasburgo, sul tavolo delle competenti Procure della Repubblica arriva anche la richiesta di punizione di tutti i rappresentati delle Istituzioni responsabili per gravi omissioni del disastro della cd. Terra dei Fuochi, che presto registrerà la sottoscrizione di migliaia di persone legittimate a chieder giustizia.</p>
<p>L’Associazione <a href="http://noiconsumatotri.it/">Noiconsumatotri.it</a> tramite gli avvocati Sergio Pisani ed Angelo Pisani, chiede che i rappresentanti delle istituzioni si assumano ora tutte le responsabilità come previste dall’art. 40 del c.p. (“non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”) e provvedano oltre che alla immediata e vera bonifica dei luoghi avvelenati anche al risarcimento di tutti i danni e pregiudizi provocati per omissione alle popolazioni della cd Terra dei Fuochi, dove si registrano vittime e feriti ogni giorno.</p>
<p>Ora occorre risarcire le vittime ed evitare speculazioni e truffe sulle bonifiche tenendo gli occhi aperti e pretendendo giustizia per questa tragedia che ha tanti responsabili noti e meno noti. La denuncia predisposta dai due legali è stata già sottoscritta da alcuni familiari di una giovane vittima e presto diventerà una class action civile e penale per la tutela dei diritti e salute dei cittadini.</p>
<p>Avv. Angelo Pisani</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Modello esposto</p>
<p>ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA</p>
<p>PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI</p>
<p>Il sottoscritto ___________________________, nato a ______________ il_________residente in</p>
<p>___________________alla Via_________________________________,</p>
<p>ESPONE</p>
<p>Negli ultimi ventidue anni sono stati illecitamente smaltiti tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano ove hanno sversato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica, rifiuti prodotti da società o impianti noti nel panorama nazionale.</p>
<p>Solo la colpevole inerzia delle istituzioni, la disattenzione di chi doveva controllare ed una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito tutto ciò e dunque anche tra gli uomini delle istituzioni, ad ogni livello, vanno oggi doverosamente individuate le responsabilità dell’avvelenamento di un intero popolo.</p>
<p>Fanno chiara luce su tali tipi di responsabilità le dichiarazioni rilasciate da Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, il quale dispose la secretazione dell&#8217;audizione del pentito Schaivoneche nel lontano 1997 rivelò gli interramenti di rifiuti industriali provenienti dal Nord nelle campagne campane ad opera del clan dei Casalesi:</p>
<p>“Informammo tutti, gli enti locali, la stampa, i ministri interessati”tra cui anche l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano “ed anche il Presidente del Consiglio”; “Andavano fatte le bonifiche lo Stato non è intervenuto ed i governi hanno enormi responsabilità” ed ancora “quando facevamo le audizioni c&#8217;erano anche assessori comunali, regionali e provinciali” ed erano a conoscenza della situazione.</p>
<p>Inoltre è emerso ultimamente che Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, aveva indagato sul meccanismo che ruota attorno al traffico di rifiuti tossici descrivendolo in modo dettagliato in un&#8217;informativa consegnata alla Dda di Napoli ma il suo rapporto è rimasto inspiegabilmente chiuso in un cassetto per 15 anni. Il funzionario oggi lotta contro un tumore che ha contratto per il lavoro svolto per conto della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul ciclo dei rifiuti. &#8220;Se l&#8217;informativa fosse stata presa in considerazione nel 1996, ha dichiarato il Mancini, avremmo potuto limitare i danni. Non so perché sia stata sottovalutata.”</p>
<p>Esso rappresenta un vero e proprio &#8221;saggio storico, un veromanuale sull&#8217;ecomafia&#8221;. Nelle sue oltre 200 pagine, che si chiede di asquisire agli atti dell’instaurando procedimento,ci sono i clan della camorra e ci sono i nomi delle aziende che partecipano a questo sistematico e mortale inquinamento di ettari e ettari di terreni coltivati. Tra queste, ci sono la Indesit dei Merloni e le Coop rosse. Ma c&#8217;è anche la Massoneria di Licio Gelli, la politica come referente per risolvere i problemi, ci sono le dichiarazioni di pentiti come Carmine Schiavone; ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti con la Pubblica amministrazione, ci sono i nomi dei funzionari delle Asl che facevano finta di controllare le discariche; ci sono i nomi di assessori, di politici, di funzionari della Provincia; ci sono infine i nomi delle società che organizzavano il trasporto e lo sversamento dei rifiuti, quelli dei gruppi criminali coinvolti e di tanti soggetti compiacenti. Uno spaccato del più grande crimine ambientale commesso in Italia nell&#8217;ultimo mezzo secolo.</p>
<p>L&#8217;informativa, redatta da un investigatore, da un servitore dello Stato che lavorava per difendere la salute di tutti noi, quindi un documento basato su fatti veri e concreti, per anni è rimasta inspiegabilmente in un cassetto.</p>
<p>Alla luce delle affermazioni di Massimo Scalia, il presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, stridono le dichiarazioni rilasciate recentemente a Napoli dal Presidente della Repubblica, che sebbene fosseda tempo ufficialmente informato quale allora Ministro degli Interni di tali gravissimi fatti, ha affermato: &#8221;Ho avuto modo di rendermi conto dei termini di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all&#8217;ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell&#8217;area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti dimolti anni di prassi illegale - nella quale la camorra l&#8217;ha fatta da protagonista - di interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord e dalla stessa regione campana in una vasta zona del napoletano e del casertano&#8221;. &#8221;Le conseguenze del pauroso inquinamento dei terreni -prosegue il presidente della Repubblica- con rilevanti ricadute sulla salute e sull&#8217;ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche”.</p>
<p>Tali affermazioni stridono in modo intollerabile con la realtà dei fatti poiché da circa 20 anni le istituzioni, compreso lo stesso Napolitano!!!, sapevano tutto ma hanno colpevolmente deciso di non intervenire in aiuto delle ignare popolazioni. Oltre alle denunce orami pubbliche di vari pentiti, che hanno detto quello che altri hanno nascosto,  peraltro, già con il progetto Terra il ministero dell&#8217;Ambiente, come poi anche l’Arpac,  fotografò nei minimi particolari l&#8217;intero Mezzogiorno d&#8217;Italia e nel 2004 l&#8217;operazione fu  ripetuta nell&#8217;ambito del Pon Sicurezza utilizzando il sistemaMivis, che consentiva di radiografare il sottosuolo e le sue temperature con  interventi costati milioni di euro. La mappatura, insomma, c’era già da tempo e chi doveva intervenire, pur conoscendo bene cause ed effetti non lo ha fatto . Si doveva e poteva intervenire subito e invece sui veleni sono stati costruiti palazzi, strade, scuole e la morte di tanti cittadini e bambini. Sono 47 i comuni ufficialmente ‘contaminati’, tra cui Afragola, Arzano, Aversa, Caivano, Calvizzano, Cardito, Carinaro, Casal di principe, Casaluce, Casandrino, Casapesenna, Casavatore, Casoria, Cesa, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Frignano, Giugliano, Gricignano di Aversa, Grumo Nevano, Lusciano, Marano, Melito, Mugnano, Orta di Atella, Parete, Qualiano, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Antimo, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca. A questi si aggiungono i quartieri di Bagnoli e Cavalleggeri di Napoli, dove lo smantellamento dell’ex fabbrica Eternit si è trasformato in un enorme ammasso di amianto a pochi metri dalle case, e di Chiaiano per le cave e terreni avvelenati da rifiuti pericolosi come di Pianura, dove esiste una discarica molto contestata dalla popolazione. Da più di vent’anni anche a causa della colpevole inerzia delle istituzioni, due milioni di personesono state esposte e continueranno ad esserlo ad agenti tossici, mutageni, nocivi per la salute.<br />
Non perparticolari loro colpe, ma per il malaffare che agisce alla luce del sole, per uno Stato italiano che ha omesso di intervenire quando poteva evitare tutto questo.</p>
<p>MIGLIAIA SONO LE VITTIME GIÀ ACCERTATE TRA CUI MOLTISSIMI BAMBINI MORTI DI TUMORE  MORTI PRECOCI, ASSURDE CHE ESIGONO GIUSTIZIA.</p>
<p>Per i fatti su esposti, lo scrivente</p>
<p>CHIEDE</p>
<p>L’iscrizione urgente di tale notizia di reato affinché vengano identificati i responsabili anche tra i rappresentanti delle istituzioni, in particolare tutti coloro che pur essendo stati ufficialmente informati di quanto stava accadendo hanno omesso di intervenire adeguatamente  in modo tale da evitare pericoli per le popolazioni di tali luoghi.</p>
<p>Ai sensi dell’art. 40 del codice penale, “non impedire un evento, che si ha l&#8217;obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.</p>
<p>Alla luce di quanto esposto e tenuto conto di quanto dichiarato dal presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti dal 1997 al 2001, chiede di identificare al più presto tutti i responsabili di tali condotte omissive nei cui confronti sipropone istanza punitiva.</p>
<p>Dichiara di volere essere informato circa l’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi di quanto disposto dall’art. 408, comma 2 c.p.p.</p>
<p>Dichiara di voler ricevere, ex art. 360 c.p.p., l’avviso di fissazione di accertamenti tecnici eventualmente disposti, al fine di parteciparvi con il proprio difensore.</p>
<p>Dichiara, sin d’ora, di opporsi qualora il Pubblico Ministero ritenga di procedere nei confronti dei responsabili con decreto penale di condanna.</p>
<p>Napoli, lì                                     In fede</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-class-action-su-terra-dei-fuochi/">Pisani: class action su Terra dei Fuochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cassazione: via libera alle class action contro Equitalia</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 10:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liberi per un'Italia Equa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[CLASS ACTION]]></category>
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		<category><![CDATA[TUTELA CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione apre alle class action contro la riscossione delle cartelle di pagamento di Equitalia, a patto che la motivazione che muove la contestazione sia uguale per tutti i contribuenti che avviano tale azione legale. In pratica, se le contestazioni contro Equitalia saranno le stesse, più contribuenti potranno procedere dal punto di vista legale attraverso una class action, ovvero un&#8217;azione giudiziaria comune. A stabilirlo è stata la sentenza n. 4490 della Corte di Cassazione del 22 febbraio 2013. La sezione tributaria ha accolto il ricorso di alcuni contribuenti che si erano uniti impugnando delle cartelle di pagamento relative a contributi consortili. Per contestare la legittimità giuridica di una class action, Equitalia aveva sostenuto che, come stabilisce l&#8217;art. 18 del dlgs. 546 del 1992, &#8220;ogni atto autonomamente impugnabile può essere impugnato solo per vizi propri&#8221;, ossia che ogni contenzioso del singolo contribuente fa caso a sé. Ma la Cassazione ha stabilito che l&#8217;unicità del procedimento non è messa in discussione se il contenzioso di più contribuenti si apre nei confronti di Equitalia per una stessa specifica questione. Pertanto si afferma l&#8217;applicabilità nel processo tributario dell&#8217;art. 103 cpc, per cui &#8220;più parti possono agire o essere convenute nello stesso processo, quando tra le cause che si propongono esiste connessione per l’oggetto o per il titolo dal quale dipendono oppure quando la decisione dipende, totalmente o parzialmente, dalla risoluzione di identiche questioni&#8221;. Ovviamente sono molteplici i vantaggi del contribuente: innanzitutto la class action garantisce grande forza ma anche visibilità all&#8217;azione legale. E inoltre le spese legali possono essere notevolmente ridotte considerando che i convenuti potranno affidarsi a uno o solo due avvocati. Si conferma dunque ancora una volta la grande attenzione che il nostro organismo supremo di giurisdizione sta ponendo sulle questioni fiscali. &#160; Fonti e approfondimenti: www.lamiapartitaiva.it www.italiaoggi.it www.pmi.it</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/cassazione-via-libera-alle-class-action-contro-equitalia/">Cassazione: via libera alle class action contro Equitalia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione apre alle class action contro la riscossione delle cartelle di pagamento di Equitalia, a patto che la motivazione che muove la contestazione sia uguale per tutti i contribuenti che avviano tale azione legale. In pratica, se le contestazioni contro Equitalia saranno le stesse, più contribuenti potranno procedere dal punto di vista legale attraverso una class action, ovvero un&#8217;azione giudiziaria comune.</p>
<p>A stabilirlo è stata la sentenza n. 4490 della Corte di Cassazione del 22 febbraio 2013. La sezione tributaria ha accolto il ricorso di alcuni contribuenti che si erano uniti impugnando delle cartelle di pagamento relative a contributi consortili.</p>
<p>Per contestare la legittimità giuridica di una class action, Equitalia aveva sostenuto che, come stabilisce l&#8217;art. 18 del dlgs. 546 del 1992, &#8220;ogni atto autonomamente impugnabile può essere impugnato solo per vizi propri&#8221;, ossia che ogni contenzioso del singolo contribuente fa caso a sé. Ma la Cassazione ha stabilito che l&#8217;unicità del procedimento non è messa in discussione se il contenzioso di più contribuenti si apre nei confronti di Equitalia per una stessa specifica questione. Pertanto si afferma l&#8217;applicabilità nel processo tributario dell&#8217;art. 103 cpc, per cui &#8220;più parti possono agire o essere convenute nello stesso processo, quando tra le cause che si propongono esiste connessione per l’oggetto o per il titolo dal quale dipendono oppure quando la decisione dipende, totalmente o parzialmente, dalla risoluzione di identiche questioni&#8221;.</p>
<p>Ovviamente sono molteplici i vantaggi del contribuente: innanzitutto la class action garantisce grande forza ma anche visibilità all&#8217;azione legale. E inoltre le spese legali possono essere notevolmente ridotte considerando che i convenuti potranno affidarsi a uno o solo due avvocati.</p>
<p>Si conferma dunque ancora una volta la grande attenzione che il nostro organismo supremo di giurisdizione sta ponendo sulle questioni fiscali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti e approfondimenti:</p>
<p><a href="http://www.lamiapartitaiva.it/equitalia/cassazione-contro-equitalia-via-libera-alle-class-action/" target="_blank">www.lamiapartitaiva.it</a></p>
<p><a href="http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201302230908128491&amp;amp;chkAgenzie=ITALIAOGGI" target="_blank">www.italiaoggi.it</a></p>
<p><a href="http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/news/62734/cartelle-di-pagamento-equitalia-si-a-class-action-fiscale.html" target="_blank">www.pmi.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/cassazione-via-libera-alle-class-action-contro-equitalia/">Cassazione: via libera alle class action contro Equitalia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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