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	<title>Angelo Pisani &#187; Data Protection Officer</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>PRIVACY &#8211; L&#8217;EUROPA RILANCIA E FINALMENTE ADEGUA LE NORME ITALIANE</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 09:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<category><![CDATA[Data Protection Officer]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Arriva anche in Italia il Data Protection Officer. A dare il via è stata l&#8217;Europa con un nuovo Regolamento che rende effettivamente operativa la normativa sulla protezione dei dati personali anche nel nostro Paese. L&#8217;obiettivo sarà centrato attraverso l&#8217;introduzione di una figura altamente professionale resa obbligatoria in non meno di 45.000 aziende dell&#8217;Unione. Ma vediamo, punto per punto, come si è arrivati all&#8217;intesa, cosa cambia in tema di dati sensibili e quali opportunità di lavoro si aprono per i professionisti italiani. &#160; Durante i negoziati del 15 dicembre 2015 con Parlamento e Consiglio, dopo quattro anni dalla presentazione della prima proposta ad opera della Commissione UE, è stato finalmente trovato l&#8217;accordo per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati, che introdurrà un&#8217;unica legislazione in tutte e 28 nazioni dell&#8217;Unione. In sostanza, ad oggi mancano solo gli ultimi passaggi formali per l&#8217;adozione definitiva del Regolamento Europeo, poi circa 45mila imprese pubbliche e private avranno due anni di tempo per adempiere all&#8217;obbligo di designare un responsabile della protezione dei dati personali, il cosiddetto data protection officer. Per essere in regola con le complesse regole comunitarie, le aziende dovranno ricorrere a varie figure professionali: secondo stime dell&#8217;Osservatorio Federprivacy potrebbero essere oltre 100mila le imprese che ricercheranno esperti della materia, tanto che è in cantiere una norma UNI per definire gli standard dei profili professionali in questo strategico comparto. &#160; Una professione che richiederà elevati livelli di competenza, basti pensare che in base all&#8217;articolo 35 del Regolamento UE «il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle pratiche in materia di protezione dei dati, e della capacità di adempiere ai compiti che gli sono attribuiti». &#160; «Ancora una volta &#8211; commenta l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente di noiconsumatori.it &#8211; l&#8217;Europa detta le regole dell&#8217;innovazione e dello sviluppo al nostro Paese, che troppo spesso arranca in fatto di norme per la difesa dei diritti. L&#8217;introduzione del data protection officer rappresenta un significativo passo avanti in questa direzione ed anche una rilevante opportunità per professionisti formati e di esperienza, basti pensare che, secondo stime attendibili, in Italia si doteranno di tale figura, dopo l&#8217;introduzione del Regolamento comunitario, ben due grandi imprese su tre». &#160; Leggi tutto qui</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/privacy-leuropa-rilancia-e-finalmente-adegua-le-norme-italiane/">PRIVACY &#8211; L&#8217;EUROPA RILANCIA E FINALMENTE ADEGUA LE NORME ITALIANE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Arriva anche in Italia il <strong><em>Data Protection Officer</em></strong>. A dare il via è stata l&#8217;Europa con un nuovo Regolamento che rende effettivamente operativa la normativa sulla protezione dei dati personali anche nel nostro Paese. L&#8217;obiettivo sarà centrato attraverso l&#8217;introduzione di una figura altamente professionale resa obbligatoria in non meno di 45.000 aziende dell&#8217;Unione. Ma vediamo, punto per punto, come si è arrivati all&#8217;intesa, cosa cambia in tema di dati sensibili e quali opportunità di lavoro si aprono per i professionisti italiani.</h4>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.08.41.png"><img class="alignleft  wp-image-3872" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.08.41.png" alt="" width="491" height="226" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante i negoziati del 15 dicembre 2015 con Parlamento e Consiglio, dopo quattro anni dalla presentazione della prima proposta ad opera della Commissione UE, è stato finalmente <strong>trovato l&#8217;accordo per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati</strong>, che introdurrà un&#8217;unica legislazione in tutte e 28 nazioni dell&#8217;Unione. In sostanza, ad oggi mancano solo gli ultimi passaggi formali per l&#8217;adozione definitiva del Regolamento Europeo, poi circa 45mila imprese pubbliche e private avranno due anni di tempo per adempiere all&#8217;obbligo di designare un responsabile della protezione dei dati personali, il cosiddetto <em>data protection officer</em>. Per essere in regola con le complesse regole comunitarie, le aziende dovranno ricorrere a varie figure professionali: secondo stime dell&#8217;<em>Osservatorio Federprivacy</em> potrebbero essere oltre 100mila le imprese che ricercheranno esperti della materia, tanto che è in cantiere una norma UNI per definire gli standard dei profili professionali in questo strategico comparto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una professione che richiederà elevati livelli di competenza, basti pensare che in base all&#8217;articolo 35 del Regolamento UE «il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle pratiche in materia di protezione dei dati, e della capacità di adempiere ai compiti che gli sono attribuiti».</p>
<div id="attachment_3873" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.09.47.png"><img class="size-thumbnail wp-image-3873" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.09.47-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Angelo Pisani</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ancora una volta &#8211; commenta l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente di <a href="http://www.noiconsumatori.it">noiconsumatori.it</a> &#8211; l&#8217;Europa detta le regole dell&#8217;innovazione e dello sviluppo al nostro Paese, che troppo spesso arranca in fatto di norme per la difesa dei diritti. L&#8217;introduzione del data <em>protection officer</em> rappresenta un significativo passo avanti in questa direzione ed anche una rilevante opportunità per professionisti formati e di esperienza, basti pensare che, secondo stime attendibili, in Italia si doteranno di tale figura, dopo l&#8217;introduzione del Regolamento comunitario, ben due grandi imprese su tre».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi tutto <a href="http://www.noiconsumatori.org/15220-2/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/privacy-leuropa-rilancia-e-finalmente-adegua-le-norme-italiane/">PRIVACY &#8211; L&#8217;EUROPA RILANCIA E FINALMENTE ADEGUA LE NORME ITALIANE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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