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	<title>Angelo Pisani &#187; privacy</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>CASO STEFANO DE MARTINO / I DIFENSORI ANGELO E SERGIO PISANI ANNUNCIANO BATTAGLIA</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 07:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Stop ai “revenge dati”: querela e azioni milionarie contro ladri del web e utenti complici Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori di Stefano De Martino e dei suoi familiari, annunciano una dura battaglia legale contro chiunque abbia sottratto, diffuso o utilizzato illecitamente immagini e video rubati dai sistemi di sorveglianza privata della compagna dell’artista. Gli avvocati  hanno già depositato denunce penali ed avviato azioni civili milionarie di risarcimento danni non solo contro gli hacker responsabili del furto di dati, ma anche nei confronti di tutti coloro che – consapevolmente o meno – hanno visionato, diffuso o commentato tali contenuti in violazione della privacy. «Questa volta non ci limiteremo alla sede penale – spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani – ma chiederemo anche al Garante della privacy, così come in sede civile, condanne severe e risarcimenti esemplari, colpendo nelle tasche sia i criminali informatici sia gli utenti social che non cancellano dati altrui dai loro telefoni e che in tal modo hanno alimentato offese e speculazioni, arrivando persino a coinvolgere minori». Appello agli utenti inconsapevoli Gli avvocati rivolgono un appello a tutti gli utenti del web che abbiano ricevuto, o scaricato e gestito, anche per curiosità, i contenuti rubati: «cancellateli subito dai vostri dispositivi. Continuare a detenerli o condividerli significa esporsi a gravi responsabilità penali e pecuniarie». Il caso De Martino dimostra la gravità e la pericolosità di un fenomeno che va oltre il “revenge porn”, configurando un vero e proprio “revenge dati”: furto, diffusione e utilizzo arbitrario di dati personali e sensibili, puniti severamente dalla legge. Indagini in corso e prime responsabilità Grazie ai primi accertamenti, sono già stati individuati alcuni responsabili di post e commenti gravemente offensivi, anche contro minori: tutti ne risponderanno in tribunale. Saranno perseguiti in ogni sede e condannati a risarcire i danni, che – per volontà dell’artista napoletano – saranno devoluti a progetti di solidarietà ed iniziative contro il cyberbullismo e a favore dell’infanzia. «Nessuno, e soprattutto nessun minore, deve essere colpito dalla violenza del web – dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – Trasformeremo la condanna dei colpevoli in tutela e speranza per i più piccoli. È ora di dire basta a questi crimini digitali». La linea dura • Denunce penali per violazione della privacy e diffamazione. • Azioni civili per milioni di euro di risarcimento danni. • Estensione della responsabilità anche a chi ha ricevuto, condiviso o commentato i contenuti. • Invito a tutti gli utenti del web a collaborare, segnalando abusi e rimuovendo dati illeciti. Un messaggio chiaro: ognuno risponderà delle proprie condotte. Stop all’illegalità digitale, stop alle speculazioni sulla vita privata delle persone. &#160; L&#8217;intervento dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it &#160; Avvocato Angelo Pisani (Founder 1523.it): «Le telecamere in casa non sempre proteggono possono diventare un vero e proprio “cavallo di Troia “: sono un passepartout contro la nostra privacy, sicurezza e altri nostri diritti» «Contrariamente a quanto suggeriscono le pubblicità persuasive dei sistemi di videosorveglianza domestica – dichiara l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del progetto antiviolenze 1523.it – installare telecamere  tanto ricercate tramite wi fi dai ladri d’appartamento e truffatori di anziani)  all’interno delle proprie abitazioni non rappresenta sempre una garanzia di sicurezza, anzi, può trasformarsi in un pericolo ed una grave minaccia per la sicurezza, privacy e i diritti delle persone». Secondo l’avvocato, noto per le sue battaglie a tutela della sicurezza e privacy dei  cittadini, la vulnerabilità  ed i pericoli di questi dispositivi è altissima: «Una telecamera collegata al Wi-Fi di casa – spiega Pisani – può essere facilmente violata da hacker, operatori informatici e persino da soggetti esperti che accedono tramite le stesse reti telefoniche e Wi-Fi sempre penetrabili. Al di là delle pubblicità, di fatto non esiste un sistema realmente inviolabile: al massimo qualche barriera tecnica in più, i criminali informatici possono impiegare più tempo, ma prima o poi ogni sistema può essere forzato. Questo significa che ciò che accade tra le mura domestiche rischia di diventare accessibile a sconosciuti anche ai semplici topi di appartamento, cioè ai ladri». L’avvocato avverte inoltre sui pericoli concreti: • Diffusione non autorizzata di video privati, come già accade negli Stati Uniti, dove filmati di vita quotidiana finiscono in rete e sui social del settore in concorrenza con quello pornografici. • Facilitazione dei furti, poiché i ladri possono usare le immagini per capire quando la casa è vuota o attaccare per frodare anziani soli tramite truffe telefoniche. • Strumenti per crimini più gravi, che mettono a rischio l’incolumità stessa delle persone. «Le telecamere in casa – prosegue Pisani – possono diventare un vero e proprio passepartout in mano a criminali. Il mio consiglio da avvocato esperto in diritti della persona è di evitare o gestirle con intelligenza e limitare al massimo l’uso di telecamere negli ambienti domestici, ricorrendovi solo in casi eccezionali e per periodi di tempo ridotti, evitando così di consegnare inconsapevolmente la nostra vita privata a terzi». Il progetto 1523.it, fondato dall’Avv. Pisani, ribadisce così il suo impegno non solo nella lotta contro ogni forma di violenza, ma anche nella difesa dei cittadini dalle nuove e subdole minacce digitali che mettono in pericolo la dignità, la sicurezza e la libertà personale da ogni tipo di violenza. &#160; GUARDA SU YOUTUBE IL VIDEO INTERVENTO DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI, FOUNDER 1523.IT https://youtu.be/VzQzqtHWQCs</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-stefano-de-martino-i-difensori-angelo-e-sergio-pisani-annunciano-battaglia/">CASO STEFANO DE MARTINO / I DIFENSORI ANGELO E SERGIO PISANI ANNUNCIANO BATTAGLIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Stefano-De-Martino.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4981" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Stefano-De-Martino.png" alt="" width="386" height="298" /></a></p>
<p align="center"><strong>Stop ai “revenge dati”: querela e azioni milionarie contro ladri del web e utenti complici</strong></p>
<p align="center">
<p><strong>Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori di Stefano De Martino e dei suoi familiari, annunciano una dura battaglia legale contro chiunque abbia sottratto, diffuso o utilizzato illecitamente immagini e video rubati dai sistemi di sorveglianza privata della compagna dell’artista.</strong></p>
<p>Gli avvocati  hanno già depositato denunce penali ed avviato azioni civili milionarie di risarcimento danni non solo contro gli hacker responsabili del furto di dati, ma anche nei confronti di tutti coloro che – consapevolmente o meno – hanno visionato, diffuso o commentato tali contenuti in violazione della privacy.</p>
<p>«Questa volta non ci limiteremo alla sede penale – spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani – ma chiederemo anche al Garante della privacy, così come in sede civile, condanne severe e risarcimenti esemplari, colpendo nelle tasche sia i criminali informatici sia gli utenti social che non cancellano dati altrui dai loro telefoni e che in tal modo hanno alimentato offese e speculazioni, arrivando persino a coinvolgere minori».</p>
<p align="center"><strong>Appello agli utenti inconsapevoli</strong></p>
<p>Gli avvocati rivolgono un appello a tutti gli utenti del web che abbiano ricevuto, o scaricato e gestito, anche per curiosità, i contenuti rubati: «cancellateli subito dai vostri dispositivi. Continuare a detenerli o condividerli significa esporsi a gravi responsabilità penali e pecuniarie».</p>
<p>Il caso De Martino dimostra la gravità e la pericolosità di un fenomeno che va oltre il “revenge porn”, configurando un vero e proprio “revenge dati”: furto, diffusione e utilizzo arbitrario di dati personali e sensibili, puniti severamente dalla legge.</p>
<p align="center"><strong>Indagini in corso e prime responsabilità</strong></p>
<p>Grazie ai primi accertamenti, sono già stati individuati alcuni responsabili di post e commenti gravemente offensivi, anche contro minori: tutti ne risponderanno in tribunale. Saranno perseguiti in ogni sede e condannati a risarcire i danni, che – per volontà dell’artista napoletano – saranno devoluti a progetti di solidarietà ed iniziative contro il cyberbullismo e a favore dell’infanzia.</p>
<p>«Nessuno, e soprattutto nessun minore, deve essere colpito dalla violenza del web – dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – Trasformeremo la condanna dei colpevoli in tutela e speranza per i più piccoli. È ora di dire basta a questi crimini digitali».</p>
<p align="center"><strong>La linea dura</strong></p>
<p>• Denunce penali per violazione della privacy e diffamazione.<br />
• Azioni civili per milioni di euro di risarcimento danni.<br />
• Estensione della responsabilità anche a chi ha ricevuto, condiviso o commentato i contenuti.<br />
• Invito a tutti gli utenti del web a collaborare, segnalando abusi e rimuovendo dati illeciti.</p>
<p>Un messaggio chiaro: ognuno risponderà delle proprie condotte. Stop all’illegalità digitale, stop alle speculazioni sulla vita privata delle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4982" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani1-300x213.png" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p align="center"><strong>L&#8217;intervento dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong></p>
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<p><strong>Avvocato Angelo Pisani (Founder <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>): «Le telecamere in casa non sempre proteggono possono diventare un vero e proprio “cavallo di Troia “: sono un passepartout contro la nostra privacy, sicurezza e altri nostri diritti»</strong></p>
<p>«Contrariamente a quanto suggeriscono le pubblicità persuasive dei sistemi di videosorveglianza domestica – dichiara l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del progetto antiviolenze <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> – installare telecamere  tanto ricercate tramite wi fi dai ladri d’appartamento e truffatori di anziani)  all’interno delle proprie abitazioni non rappresenta sempre una garanzia di sicurezza, anzi, può trasformarsi in un pericolo ed una grave minaccia per la sicurezza, privacy e i diritti delle persone».</p>
<p>Secondo l’avvocato, noto per le sue battaglie a tutela della sicurezza e privacy dei  cittadini, la vulnerabilità  ed i pericoli di questi dispositivi è altissima:<br />
«Una telecamera collegata al Wi-Fi di casa – spiega Pisani – può essere facilmente violata da hacker, operatori informatici e persino da soggetti esperti che accedono tramite le stesse reti telefoniche e Wi-Fi sempre penetrabili. Al di là delle pubblicità, di fatto non esiste un sistema realmente inviolabile: al massimo qualche barriera tecnica in più, i criminali informatici possono impiegare più tempo, ma prima o poi ogni sistema può essere forzato. Questo significa che ciò che accade tra le mura domestiche rischia di diventare accessibile a sconosciuti anche ai semplici topi di appartamento, cioè ai ladri».</p>
<p>L’avvocato avverte inoltre sui pericoli concreti:<br />
• Diffusione non autorizzata di video privati, come già accade negli Stati Uniti, dove filmati di vita quotidiana finiscono in rete e sui social del settore in concorrenza con quello pornografici.<br />
• Facilitazione dei furti, poiché i ladri possono usare le immagini per capire quando la casa è vuota o attaccare per frodare anziani soli tramite truffe telefoniche.<br />
• Strumenti per crimini più gravi, che mettono a rischio l’incolumità stessa delle persone.<br />
<strong><br />
«Le telecamere in casa – prosegue Pisani – possono diventare un vero e proprio passepartout in mano a criminali.</strong> Il mio consiglio da avvocato esperto in diritti della persona è di evitare o gestirle con intelligenza e limitare al massimo l’uso di telecamere negli ambienti domestici, ricorrendovi solo in casi eccezionali e per periodi di tempo ridotti, evitando così di consegnare inconsapevolmente la nostra vita privata a terzi».</p>
<p>Il progetto <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>, fondato dall’Avv. Pisani, ribadisce così il suo impegno non solo nella lotta contro ogni forma di violenza, ma anche nella difesa dei cittadini dalle nuove e subdole minacce digitali che mettono in pericolo la dignità, la sicurezza e la libertà personale da ogni tipo di violenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GUARDA SU YOUTUBE IL VIDEO INTERVENTO DELL&#8217;AVVOCATO ANGELO PISANI, FOUNDER 1523.IT</p>
<p><a href="https://youtu.be/VzQzqtHWQCs" target="_blank">https://youtu.be/VzQzqtHWQCs</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-stefano-de-martino-i-difensori-angelo-e-sergio-pisani-annunciano-battaglia/">CASO STEFANO DE MARTINO / I DIFENSORI ANGELO E SERGIO PISANI ANNUNCIANO BATTAGLIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>PRIVACY &#8211; L&#8217;EUROPA RILANCIA E FINALMENTE ADEGUA LE NORME ITALIANE</title>
		<link>https://angelopisani.it/privacy-leuropa-rilancia-e-finalmente-adegua-le-norme-italiane/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 09:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio Stampa Pisani</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA CONSUMATORI]]></category>
		<category><![CDATA[Data Protection Officer]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Arriva anche in Italia il Data Protection Officer. A dare il via è stata l&#8217;Europa con un nuovo Regolamento che rende effettivamente operativa la normativa sulla protezione dei dati personali anche nel nostro Paese. L&#8217;obiettivo sarà centrato attraverso l&#8217;introduzione di una figura altamente professionale resa obbligatoria in non meno di 45.000 aziende dell&#8217;Unione. Ma vediamo, punto per punto, come si è arrivati all&#8217;intesa, cosa cambia in tema di dati sensibili e quali opportunità di lavoro si aprono per i professionisti italiani. &#160; Durante i negoziati del 15 dicembre 2015 con Parlamento e Consiglio, dopo quattro anni dalla presentazione della prima proposta ad opera della Commissione UE, è stato finalmente trovato l&#8217;accordo per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati, che introdurrà un&#8217;unica legislazione in tutte e 28 nazioni dell&#8217;Unione. In sostanza, ad oggi mancano solo gli ultimi passaggi formali per l&#8217;adozione definitiva del Regolamento Europeo, poi circa 45mila imprese pubbliche e private avranno due anni di tempo per adempiere all&#8217;obbligo di designare un responsabile della protezione dei dati personali, il cosiddetto data protection officer. Per essere in regola con le complesse regole comunitarie, le aziende dovranno ricorrere a varie figure professionali: secondo stime dell&#8217;Osservatorio Federprivacy potrebbero essere oltre 100mila le imprese che ricercheranno esperti della materia, tanto che è in cantiere una norma UNI per definire gli standard dei profili professionali in questo strategico comparto. &#160; Una professione che richiederà elevati livelli di competenza, basti pensare che in base all&#8217;articolo 35 del Regolamento UE «il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle pratiche in materia di protezione dei dati, e della capacità di adempiere ai compiti che gli sono attribuiti». &#160; «Ancora una volta &#8211; commenta l&#8217;avvocato Angelo Pisani, presidente di noiconsumatori.it &#8211; l&#8217;Europa detta le regole dell&#8217;innovazione e dello sviluppo al nostro Paese, che troppo spesso arranca in fatto di norme per la difesa dei diritti. L&#8217;introduzione del data protection officer rappresenta un significativo passo avanti in questa direzione ed anche una rilevante opportunità per professionisti formati e di esperienza, basti pensare che, secondo stime attendibili, in Italia si doteranno di tale figura, dopo l&#8217;introduzione del Regolamento comunitario, ben due grandi imprese su tre». &#160; Leggi tutto qui</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/privacy-leuropa-rilancia-e-finalmente-adegua-le-norme-italiane/">PRIVACY &#8211; L&#8217;EUROPA RILANCIA E FINALMENTE ADEGUA LE NORME ITALIANE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Arriva anche in Italia il <strong><em>Data Protection Officer</em></strong>. A dare il via è stata l&#8217;Europa con un nuovo Regolamento che rende effettivamente operativa la normativa sulla protezione dei dati personali anche nel nostro Paese. L&#8217;obiettivo sarà centrato attraverso l&#8217;introduzione di una figura altamente professionale resa obbligatoria in non meno di 45.000 aziende dell&#8217;Unione. Ma vediamo, punto per punto, come si è arrivati all&#8217;intesa, cosa cambia in tema di dati sensibili e quali opportunità di lavoro si aprono per i professionisti italiani.</h4>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.08.41.png"><img class="alignleft  wp-image-3872" style="margin: 10px" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.08.41.png" alt="" width="491" height="226" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante i negoziati del 15 dicembre 2015 con Parlamento e Consiglio, dopo quattro anni dalla presentazione della prima proposta ad opera della Commissione UE, è stato finalmente <strong>trovato l&#8217;accordo per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati</strong>, che introdurrà un&#8217;unica legislazione in tutte e 28 nazioni dell&#8217;Unione. In sostanza, ad oggi mancano solo gli ultimi passaggi formali per l&#8217;adozione definitiva del Regolamento Europeo, poi circa 45mila imprese pubbliche e private avranno due anni di tempo per adempiere all&#8217;obbligo di designare un responsabile della protezione dei dati personali, il cosiddetto <em>data protection officer</em>. Per essere in regola con le complesse regole comunitarie, le aziende dovranno ricorrere a varie figure professionali: secondo stime dell&#8217;<em>Osservatorio Federprivacy</em> potrebbero essere oltre 100mila le imprese che ricercheranno esperti della materia, tanto che è in cantiere una norma UNI per definire gli standard dei profili professionali in questo strategico comparto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una professione che richiederà elevati livelli di competenza, basti pensare che in base all&#8217;articolo 35 del Regolamento UE «il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle pratiche in materia di protezione dei dati, e della capacità di adempiere ai compiti che gli sono attribuiti».</p>
<div id="attachment_3873" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.09.47.png"><img class="size-thumbnail wp-image-3873" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2016-04-28-alle-10.09.47-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>
<p class="wp-caption-text">Angelo Pisani</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ancora una volta &#8211; commenta l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente di <a href="http://www.noiconsumatori.it">noiconsumatori.it</a> &#8211; l&#8217;Europa detta le regole dell&#8217;innovazione e dello sviluppo al nostro Paese, che troppo spesso arranca in fatto di norme per la difesa dei diritti. L&#8217;introduzione del data <em>protection officer</em> rappresenta un significativo passo avanti in questa direzione ed anche una rilevante opportunità per professionisti formati e di esperienza, basti pensare che, secondo stime attendibili, in Italia si doteranno di tale figura, dopo l&#8217;introduzione del Regolamento comunitario, ben due grandi imprese su tre».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi tutto <a href="http://www.noiconsumatori.org/15220-2/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/privacy-leuropa-rilancia-e-finalmente-adegua-le-norme-italiane/">PRIVACY &#8211; L&#8217;EUROPA RILANCIA E FINALMENTE ADEGUA LE NORME ITALIANE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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