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	<title>Angelo Pisani &#187; Procura di Milano</title>
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		<title>INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri della Serie A si presenta carica di inquietanti sviluppi giudiziari. Un intero campionato di calcio, quanto meno quello in corso, risulta falsato. «Come Studio Legale &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; insieme ai colleghi Antonio Chicoli,  Alessandra Salerno e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, abbiamo già depositato un ricorso ex art. 700 motivando la richiesta di sospensione del campionato e il blocco dell’assegnazione dello scudetto a qualsiasi squadra. Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è stato strutturato su basi giuridiche chiare e gravi: * I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato; * La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse); * Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto * L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:     * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;     * dei diritti dei consumatori;     * degli interessi economici degli scommettitori. Oggi, nell’annunciare la nostra costituzione di parte civile nei processi che eventualmente seguiranno alle indagini, chiediamo a tutti i tifosi, ma anche agli altri Studi legali di aderire alla nostra iniziativa, nonché ad altre Procure della Repubblica di indagare sui fatti che stanno inquinando il calcio italiano. E’ un dovere che abbiamo verso il grande popolo degli italiani che ama il calcio e non può sentirsi preso in giro da situazioni come quelle ipotizzate dalla Procura milanese. Le ricordiamo: il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse. Se confermati, tali fatti configurano evidentemente uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato. &#160; Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/">INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri della Serie A si presenta carica di inquietanti sviluppi giudiziari. Un intero campionato di calcio, quanto meno quello in corso, risulta falsato.</span></p>
<p><span style="font-size: large"><span style="font-family: georgia, serif">«Come Studio Legale &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; insieme ai colleghi </span><span style="color: #000000"><strong>Antonio Chicoli</strong>,  <strong>Alessandra Salerno</strong></span><span style="color: #000000"> </span><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif">e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del </span><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><strong>Social Club Maradona</strong>, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati</span>, abbiamo già depositato un ricorso ex art. 700 motivando la richiesta di sospensione del campionato e il blocco dell’assegnazione dello scudetto a qualsiasi squadra.</span></p>
<p><span style="font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è stato strutturato su basi giuridiche chiare e gravi:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse);</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * dei diritti dei consumatori;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * degli interessi economici degli scommettitori.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>Oggi, nell’annunciare la nostra costituzione di parte civile nei processi che eventualmente seguiranno alle indagini, chiediamo a tutti i tifosi, ma anche agli altri Studi legali di aderire alla nostra iniziativa, nonché ad altre Procure della Repubblica di indagare sui fatti che stanno inquinando il calcio italiano.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">E’ un dovere che abbiamo verso il grande popolo degli italiani che ama il calcio e non può sentirsi preso in giro da situazioni come quelle ipotizzate dalla Procura milanese. Le ricordiamo: il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Se confermati, tali fatti configurano evidentemente uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5797" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-263x300.png" alt="" width="263" height="300" /></a></span></p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/">INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti. &#160; &#160; C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso. Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito. Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro. E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere . Il coraggio di chiamare le cose col loro nome Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità. Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi. Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità. La violenza invisibile del torto sportivo C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui. È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco. È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano . È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato. L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita. Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani. Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore. Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto. Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani . So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5791" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png" alt="" width="704" height="462" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso.<br />
Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito.</p>
<p>Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro.</p>
<p>E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere .<br />
<strong>Il coraggio di chiamare le cose col loro nome</strong></p>
<p>Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5503" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1-221x300.jpeg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi.</p>
<p>Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità.<br />
<strong>La violenza invisibile del torto sportivo</strong></p>
<p>C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui.</p>
<p>È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco.<br />
È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano .<br />
È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato.<br />
<strong>L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo</strong></p>
<p>Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita.</p>
<p>Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani.</p>
<p>Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore.</p>
<p>Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto.<br />
<strong>Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento</strong></p>
<p>Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani .</p>
<p>So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di euro, convenienze consolidate che non vogliono essere disturbate. Ma so anche che ogni battaglia giusta è cominciata con qualcuno disposto a sembrare pazzo agli occhi di chi ha interesse a mantenere le cose come stanno.</p>
<p>Chiedo alla FIGC il coraggio di riformarsi prima di essere commissariata. Chiedo alla Lega Serie A di mettere la credibilità del prodotto davanti agli interessi di breve periodo. Chiedo all&#8217;AIA di fare un passo indietro — un passo che è in realtà un atto di rispetto verso se stessa e verso lo sport. Chiedo alla magistratura sportiva e ordinaria di fare il proprio dovere senza guardare in faccia a nessuno.</p>
<p>Ma chiedo soprattutto a tutti noi — tifosi, giornalisti, atleti, dirigenti, cittadini — di smettere con il silenzio complice. Di tornare a chiamare le cose col loro nome. Di ricordarci che lo sport è nostro, non di chi lo gestisce. Che il campo appartiene a chi ci gioca con onestà, non a chi lo usa per fare affari.<br />
Lo sport ha bisogno di giustizia per sopravvivere. La giustizia ha bisogno di coraggio per esistere. Il coraggio comincia sempre da qualcuno che dice: basta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5793" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-295x300.jpeg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>Napoli, 27 aprile 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TESTO INTEGRALE DELLA DIFFIDA</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/DIFFIDA.pdf">DIFFIDA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 15:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>SOSPENSIONE URGENTE &#8211; “NON È PIÙ GIOCO”   “SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO” Il collegio di difesa con gli avvocati  Angelo e Sergio Pisani, Antonio Chicoli,  Alessandra Salerno e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, sta preparando per il depositato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. innanzi al Tribunale Ordinario di Roma (con riserva anche per Napoli e Milano) per chiedere l’immediata sospensione del campionato di Serie A e il blocco dell’assegnazione dello scudetto. L’azione cautelare nasce dalle gravissime ipotesi di reato emerse presso la Procura della Repubblica di Milano, che coinvolgerebbero il sistema delle designazioni arbitrali. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse. Se confermati, tali fatti configurano uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato. IL CONTENUTO DEL RICORSO CAUTELARE Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è strutturato su basi giuridiche chiare e gravi: * I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato; * La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse); * Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto * L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:     * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;     * dei diritti dei consumatori;     * degli interessi economici degli scommettitori. IN DIRITTO 1. Giurisdizione del giudice ordinario Il ricorso tutela diritti soggettivi (consumatori e scommettitori) incisi da un sistema che deve garantire correttezza e trasparenza. 1. Fumus boni iuris * Esistenza di indagini per frode sportiva e illeciti arbitrali; * Connessione diretta tra tali fatti e la validità del campionato; * Interesse concreto e attuale dei ricorrenti. 1. Periculum in mora * L’assegnazione imminente dello scudetto produrrebbe effetti irreversibili; * Il danno sarebbe grave e difficilmente riparabile, anche in caso di successivi accertamenti. NATURA DEL PROVVEDIMENTO RICHIESTO Si chiede un provvedimento d’urgenza atipico ex art. 700 c.p.c. con funzione conservativa, per evitare il consolidarsi di una situazione illegittima. LE DIFESE E CONCLUSIONI DEL RICORSO DEGLI AVVOCATI Il ricorso chiede al Tribunale: * di ordinare alla FIGC e alla Lega Serie A la sospensione dell’assegnazione dello scudetto; * di bloccare ogni effetto definitivo sino alla conclusione delle indagini penali; * di fissare con urgenza l’udienza; * di acquisire atti e prove anche dalle indagini in corso; * di garantire tutela piena ai ricorrenti. LA POSIZIONE DELL’AVV. PISANI «Non siamo più davanti a semplici errori arbitrali, ma secondo la procura a ipotesi di sistema. Se anche solo una parte di queste accuse fosse vera, il campionato è palesemente falsato e non può giocarsi o assegnarsi uno scudetto in tali condizioni. Non si può assegnare uno scudetto sotto indagine. Sarebbe una ferita irreparabile per lo sport, per i consumatori e per la giustizia». APPELLO ALLE ISTITUZIONI Si chiede un intervento immediato: * della magistratura ordinaria; * della Procura Federale; * delle autorità politiche e di vigilanza; affinché venga ristabilita legalità, trasparenza e credibilità del calcio italiano. Il calcio non è un gioco se le regole vengono manipolate. Se il dubbio  è fondato e le indagini rispondenti a prove evidenti , il campionato va fermato. Subito.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/">SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>SOSPENSIONE URGENTE &#8211; “NON È PIÙ GIOCO”</strong></div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-26-alle-16.59.37.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5786" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-26-alle-16.59.37-222x300.png" alt="" width="222" height="300" /></a></div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>“SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO”</strong></div>
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<div dir="ltr">Il collegio di difesa con gli avvocati  <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani,</strong> <strong>Antonio Chicoli</strong>,  <strong>Alessandra Salerno</strong> e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del <em><strong>Social Club Maradona</strong></em>, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, sta preparando per il depositato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. innanzi al Tribunale Ordinario di Roma (con riserva anche per Napoli e Milano)</div>
<div dir="ltr"><strong>per chiedere l’immediata sospensione del campionato di Serie A e il blocco dell’assegnazione dello scudetto.</strong></div>
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<div dir="ltr">L’azione cautelare nasce dalle gravissime ipotesi di reato emerse presso la Procura della Repubblica di Milano, che coinvolgerebbero il sistema delle designazioni arbitrali. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, il designatore <strong>Gianluca Rocchi</strong> a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro <strong>Daniele Doveri</strong> in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse.</div>
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<div dir="ltr">Se confermati, tali fatti configurano uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato.</div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>IL CONTENUTO DEL RICORSO CAUTELARE</strong></div>
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<div dir="ltr">Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è strutturato su basi giuridiche chiare e gravi:</div>
<div dir="ltr">* I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato;</div>
<div dir="ltr">* La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse);</div>
<div dir="ltr">* Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto</div>
<div dir="ltr">* L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:</div>
<div dir="ltr">    * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;</div>
<div dir="ltr">    * dei diritti dei consumatori;</div>
<div dir="ltr">    * degli interessi economici degli scommettitori.</div>
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<div dir="ltr">IN DIRITTO</div>
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<div dir="ltr">1. Giurisdizione del giudice ordinario</div>
<div dir="ltr">Il ricorso tutela diritti soggettivi (consumatori e scommettitori) incisi da un sistema che deve garantire correttezza e trasparenza.</div>
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<div dir="ltr">1. Fumus boni iuris</div>
<div dir="ltr">* Esistenza di indagini per frode sportiva e illeciti arbitrali;</div>
<div dir="ltr">* Connessione diretta tra tali fatti e la validità del campionato;</div>
<div dir="ltr">* Interesse concreto e attuale dei ricorrenti.</div>
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<div dir="ltr">1. Periculum in mora</div>
<div dir="ltr">* L’assegnazione imminente dello scudetto produrrebbe effetti irreversibili;</div>
<div dir="ltr">* Il danno sarebbe grave e difficilmente riparabile, anche in caso di successivi accertamenti.</div>
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<div dir="ltr">NATURA DEL PROVVEDIMENTO RICHIESTO</div>
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<div dir="ltr">Si chiede un provvedimento d’urgenza atipico ex art. 700 c.p.c. con funzione conservativa, per evitare il consolidarsi di una situazione illegittima.</div>
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<div dir="ltr">LE DIFESE E CONCLUSIONI DEL RICORSO DEGLI AVVOCATI</div>
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<div dir="ltr">Il ricorso chiede al Tribunale:</div>
<div dir="ltr">* di ordinare alla FIGC e alla Lega Serie A la sospensione dell’assegnazione dello scudetto;</div>
<div dir="ltr">* di bloccare ogni effetto definitivo sino alla conclusione delle indagini penali;</div>
<div dir="ltr">* di fissare con urgenza l’udienza;</div>
<div dir="ltr">* di acquisire atti e prove anche dalle indagini in corso;</div>
<div dir="ltr">* di garantire tutela piena ai ricorrenti.</div>
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<div dir="ltr"><strong>LA POSIZIONE DELL’AVV. PISANI</strong></div>
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<div dir="ltr">«Non siamo più davanti a semplici errori arbitrali, ma secondo la procura a ipotesi di sistema. Se anche solo una parte di queste accuse fosse vera, il campionato è palesemente falsato e non può giocarsi o assegnarsi uno scudetto in tali condizioni.</div>
<div dir="ltr">Non si può assegnare uno scudetto sotto indagine. Sarebbe una ferita irreparabile per lo sport, per i consumatori e per la giustizia».</div>
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<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>APPELLO ALLE ISTITUZIONI</strong></div>
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<div dir="ltr">Si chiede un intervento immediato:</div>
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<div dir="ltr">* della magistratura ordinaria;</div>
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<div dir="ltr">affinché venga ristabilita legalità, trasparenza e credibilità del calcio italiano.</div>
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<div dir="ltr"><strong>Il calcio non è un gioco se le regole vengono manipolate.</strong></div>
<div dir="ltr"><strong>Se il dubbio  è fondato e le indagini rispondenti a prove evidenti , il campionato va fermato. Subito.</strong></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/">SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Caccia alla Supercar sparita/In campo gli avvocati Angelo e Sergio Pisani</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 07:58:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un’auto da collezione che vale 30 milioni di euro, un’Alfa Romeo 33 Stradale rarissima e preziosa, per decenni custodita in un garage specializzato. Dopo la morte del proprietario la vettura sparisce.  E ora gli eredi, assistiti dagli avvocati partenopei Angelo e Sergio Pisani e dal collega milanese Francesco Sacchetti, denunciano pressioni costanti, telefonate e minacce di cause milionarie. Sostengono di essere stati spinti a firmare la cessione dell’auto in un clima di forti tensioni e paure, mentre la moglie del proprietario, provata dal lutto e da gravi problemi di salute, racconta uno stato di estrema vulnerabilità.  «Preghiamo chiunque avesse informazioni sul veicolo, oppure lo avvistasse, a segnalarlo ai legali», è l’appello degli avvocati. Diffusa anche la foto dell’auto. Dopo la firma contestata, la supercar avrebbe cambiato rapidamente proprietario: una nuova società creata ad hoc, nella quale comparirebbe anche uno dei legali coinvolti nella vicenda. Poi il colpo di scena: l’auto sarebbe stata radiata ed esportata all’estero con denuncia di smarrimento targhe. Da quel momento, di fatto, sparisce dai radar italiani.   La vicenda è ora al centro di un fascicolo aperto dalla Procura di Milano. Gli inquirenti ipotizzano estorsione, falso e operazioni per rendere il bene irrintracciabile.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caccia-alla-supercar-sparitain-campo-gli-avvocati-angelo-e-sergio-pisani/">Caccia alla Supercar sparita/In campo gli avvocati Angelo e Sergio Pisani</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/supercar.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5572" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/supercar.png" alt="" width="599" height="395" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Un’auto da collezione che vale 30 milioni di euro, un’Alfa Romeo 33 Stradale rarissima e preziosa, per decenni custodita in un garage specializzato. Dopo la morte del proprietario la vettura sparisce. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">E ora gli eredi, assistiti dagli avvocati partenopei <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong> e dal collega milanese <strong>Francesco Sacchetti</strong>, denunciano pressioni costanti, telefonate e minacce di cause milionarie. Sostengono di essere stati spinti a firmare la cessione dell’auto in un clima di forti tensioni e paure, mentre la moglie del proprietario, provata dal lutto e da gravi problemi di salute, racconta uno stato di estrema vulnerabilità. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Preghiamo chiunque avesse informazioni sul veicolo, oppure lo avvistasse, a segnalarlo ai legali», è l’appello degli avvocati. Diffusa anche la foto dell’auto.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Dopo la firma contestata, la supercar avrebbe cambiato rapidamente proprietario: una nuova società creata ad hoc, nella quale comparirebbe anche uno dei legali coinvolti nella vicenda. Poi il colpo di scena: l’auto sarebbe stata radiata ed esportata all’estero con denuncia di smarrimento targhe. Da quel momento, di fatto, sparisce dai radar italiani.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">  La vicenda è ora al centro di un fascicolo aperto dalla Procura di Milano. Gli inquirenti ipotizzano estorsione, falso e operazioni per rendere il bene irrintracciabile.</span></p>
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