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	<title>Angelo Pisani &#187; sindaco Gaetano Manfredi</title>
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		<title>MOVIDA NAPOLI, PISANI: «BASTA PEZZE A COLORI E BLITZ BUROCRATICI. LA RESPONSABILITÀ E’ SOLO DELLE ISTITUZIONI ASSENTI E DISCRIMINANTI: LA SICUREZZA NON SI GARANTISCE ABBASSANDO ALCUNE SERRANDE»</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>MOVIDA NAPOLI, PISANI: «BASTA PEZZE A COLORI E BLITZ BUROCRATICI. LA RESPONSABILITÀ E’ SOLO DELLE ISTITUZIONI ASSENTI E DISCRIMINANTI: LA SICUREZZA NON SI GARANTISCE ABBASSANDO ALCUNE SERRANDE» «Occorre una rivoluzione civica e reale presidio del territorio da parte delle istituzioni come esempi positivi e delle forze dell’ordine. Restrizioni a macchia di leopardo e annunci spostano solo i problemi, penalizzano le imprese e mettono in pericolo posti di lavoro. Su via Bernini il Comune chiarisca subito come anche come si garantirebbe la sicurezza in altre strade»  NAPOLI, 13 OTTOBRE – «Un’ordinanza contraddittoria e inadeguata rispetto alla gravità della violenza che colpisce Napoli. A pagare sono ancora cittadini, lavoratori e imprenditori onesti». L’avvocato Angelo Pisani, fondatore dell’associazione antiviolenza Potere ai Diritti–1523.it e già presidente del Municipio di Scampia, oggi epicentro della città metropolitana, contesta il nuovo provvedimento comunale sulla movida, in vigore dal 16 ottobre al 16 novembre senza alcuna programmazione per le prossime vacanze natalizie.  «Imporre chiusure in alcune strade, lasciando condizioni diverse in quelle limitrofe, rischia di trasferire la movida e gli stessi pericoli di pochi metri. Si creano disparità territoriali e distorsioni della concorrenza, senza contrastare violenza e caos ma con perdite economiche certe, riduzioni del personale e licenziamenti. Gli imprenditori, già gravati da tasse, burocrazia e pressione criminale, non possono diventare il bersaglio più facile delle risposte istituzionali».  Pisani richiama il caso di via Bernini, teatro dell’aggressione al padre intervenuto per difendere la figlia: «Quella strada, così come tutto il circondario, dovrebbe essere costantemente presidiata dalle forze dell’ordine ma, paradosso dei paradossi, non è citata nell’elenco delle strade oggetto dell’ordinanza. Ma, al di là di queste assurde restrizioni che nulla possono di fronte agli episodi di violenza sempre più frequenti, le istituzioni hanno il dovere di chiarire quali misure saranno messe in campo per garantire la sicurezza dei cittadini, quali saranno gli interventi concreti a tutela del territorio, in che modo verrà potenziato il dispiegamento delle forze dell’ordine nelle diverse aree a rischio. Il rispetto delle vittime impone risposte visibili, non passerelle amministrative e muri della burocrazia».  «La responsabilità politica delle istituzioni va affrontata: quali interventi di prevenzione sono stati realizzati? Quali controlli vengono garantiti nelle ore più critiche? Chi paga le tasse e rispetta le regole ha diritto alla sicurezza, così come i residenti hanno diritto al riposo. Nessuno di questi diritti può essere tutelato scaricando tutto sulle attività commerciali».  L’avvocato chiede al sindaco Gaetano Manfredi di voltare realmente pagina e rivedere il provvedimento attraverso un confronto urgente con residenti, lavoratori ed esercenti e sollecita Governo, Ministero dell’Interno e Prefettura a predisporre un piano coordinato di prevenzione, pattugliamenti e contrasto alla violenza. «Il sindaco viva la città, ascolti chi la abita e chi ci lavora. Napoli ha bisogno di una presenza quotidiana delle istituzioni, di controlli effettivi e di interventi tempestivi. I blitz burocratici e le sfilate fatte in occasione dei servizi televisivi non bastano. La sicurezza si misura nella presenza e prevenzione per la protezione delle persone, non nel numero delle serrande abbassate tra l’altro con palesi discriminazioni».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/movida-napoli-pisani-basta-pezze-a-colori-e-blitz-burocratici-la-responsabilita-e-solo-delle-istituzioni-assenti-e-discriminanti-la-sicurezza-non-si-garantisce-abbassando-alcune-ser/">MOVIDA NAPOLI, PISANI: «BASTA PEZZE A COLORI E BLITZ BUROCRATICI. LA RESPONSABILITÀ E’ SOLO DELLE ISTITUZIONI ASSENTI E DISCRIMINANTI: LA SICUREZZA NON SI GARANTISCE ABBASSANDO ALCUNE SERRANDE»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">MOVIDA NAPOLI, PISANI: «BASTA PEZZE A COLORI E BLITZ BUROCRATICI. LA RESPONSABILITÀ E’ SOLO DELLE ISTITUZIONI ASSENTI E DISCRIMINANTI: </span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><strong><span style="font-family: georgia, serif">«Occorre una rivoluzione civica e reale presidio del territorio da parte delle istituzioni come esempi positivi e delle forze dell’ordine. Restrizioni a macchia di leopardo e annunci spostano solo i problemi, penalizzano le imprese e mettono in pericolo posti di lavoro. Su via Bernini il Comune chiarisca subito come anche come si garantirebbe la sicurezza in altre strade» </span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/mappa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6158" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/mappa-138x300.jpg" alt="" width="138" height="300" /></a></div>
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<div><span style="font-family: georgia, serif">NAPOLI, 13 OTTOBRE – «Un’ordinanza contraddittoria e inadeguata rispetto alla gravità della violenza che colpisce Napoli. A pagare sono ancora cittadini, lavoratori e imprenditori onesti». L’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore dell’associazione antiviolenza <strong>Potere ai Diritti–<a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong> e già presidente del Municipio di Scampia, oggi epicentro della città metropolitana, contesta il nuovo provvedimento comunale sulla movida, in vigore dal 16 ottobre al 16 novembre senza alcuna programmazione per le prossime vacanze natalizie. </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">«Imporre chiusure in alcune strade, lasciando condizioni diverse in quelle limitrofe, rischia di trasferire la movida e gli stessi pericoli di pochi metri. Si creano disparità territoriali e distorsioni della concorrenza, senza contrastare violenza e caos ma con perdite economiche certe, riduzioni del personale e licenziamenti. Gli imprenditori, già gravati da tasse, burocrazia e pressione criminale, non possono diventare il bersaglio più facile delle risposte istituzionali». </span></div>
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<div><span style="font-family: georgia, serif">Pisani richiama il caso di via Bernini, teatro dell’aggressione al padre intervenuto per difendere la figlia: «Quella strada, così come tutto il circondario, dovrebbe essere costantemente presidiata dalle forze dell’ordine ma, paradosso dei paradossi, non è citata nell’elenco delle strade oggetto dell’ordinanza. Ma, al di là di queste assurde restrizioni che nulla possono di fronte agli episodi di violenza sempre più frequenti, le istituzioni hanno il dovere di chiarire quali misure saranno messe in campo per garantire la sicurezza dei cittadini, quali saranno gli interventi concreti a tutela del territorio, in che modo verrà potenziato il dispiegamento delle forze dell’ordine nelle diverse aree a rischio. Il rispetto delle vittime impone risposte visibili, non passerelle amministrative e muri della burocrazia». </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">«La responsabilità politica delle istituzioni va affrontata: quali interventi di prevenzione sono stati realizzati? Quali controlli vengono garantiti nelle ore più critiche? Chi paga le tasse e rispetta le regole ha diritto alla sicurezza, così come i residenti hanno diritto al riposo. Nessuno di questi diritti può essere tutelato scaricando tutto sulle attività commerciali». </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">L’avvocato chiede al sindaco Gaetano Manfredi di voltare realmente pagina e rivedere il provvedimento attraverso un confronto urgente con residenti, lavoratori ed esercenti e sollecita Governo, Ministero dell’Interno e Prefettura a predisporre un piano coordinato di prevenzione, pattugliamenti e contrasto alla violenza. «Il sindaco viva la città, ascolti chi la abita e chi ci lavora. Napoli ha bisogno di una presenza quotidiana delle istituzioni, di controlli effettivi e di interventi tempestivi. I blitz burocratici e le sfilate fatte in occasione dei servizi televisivi non bastano. La sicurezza si misura nella presenza e prevenzione per la protezione delle persone, non nel numero delle serrande abbassate tra l’altro con palesi discriminazioni».</span></div>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/movida-napoli-pisani-basta-pezze-a-colori-e-blitz-burocratici-la-responsabilita-e-solo-delle-istituzioni-assenti-e-discriminanti-la-sicurezza-non-si-garantisce-abbassando-alcune-ser/">MOVIDA NAPOLI, PISANI: «BASTA PEZZE A COLORI E BLITZ BUROCRATICI. LA RESPONSABILITÀ E’ SOLO DELLE ISTITUZIONI ASSENTI E DISCRIMINANTI: LA SICUREZZA NON SI GARANTISCE ABBASSANDO ALCUNE SERRANDE»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CASO ALBANESE / INVIATA DIFFIDA AL SINDACO DI NAPOLI PER IL RITIRO DELLA CITTADINANZA ONORARIA</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 14:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non erano bastate le parole pronunciate da Francesca Albanese in una trasmissione RAI, con cui offendeva apertamente i napoletani affermando «Per Gaza  sono scesi in strada di notte anche i milanesi che in genere, a differenza dei napoletani, hanno ben presente che la mattina devono alzarsi presto per andare a lavorare», nè  era bastato a farla desistere il successivo comunicato dell&#8217;avvocato Pisani, e nemmeno la levata di scudi contro la Albanese da parte di numerosi esponenti della vita pubblica partenopea, compresi rappresentanti delle istituzioni.  La Albanese, in una replica su Facebook, ha definito coloro che avevano protestato per le sue dichiarazioni &#8220;quattro minus habentes&#8221;. Da qui l&#8217;iniziativa dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, che ha trasmesso al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi la richiesta perentoria di revocare la cittadinanza onoraria conferita a Francesca Albanese.  Di seguito il testo. Al Sindaco del Comune di Napoli e p.c. Al Consiglio Comunale di Napoli Piazza Municipio, 80133 Napoli Oggetto: Richiesta di revoca della procedura di cittadinanza onoraria alla sig.ra Francesca Albanese, con riserva di ogni altro diritto ed azione come per legge Spett.le Sindaco Spett.le Consiglio Comunale Il sottoscritto avv. Angelo Pisani, rapp.to ed elett.te dom.to presso lo studio dell’Avv. Rita Ronchi, cittadino napoletano e Founder del progetto 1523.it, associazione impegnata nella tutela dei diritti fondamentali della persona, e soggetto impegnato da sempre nella promozione del rispetto e della dignità della collettività napoletana, espone quanto segue richiedendo formalmente la revoca immediata della procedura di conferimento cittadinanza onorario conferita alla signora Francesca Albanese. Come tristemente noto la sig.ra Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, ha pubblicamente pronunciato, in data 8 ottobre 2025 durante una trasmissione radiofonica, dichiarazioni di evidente carattere offensivo e discriminatorio nei confronti della città di Napoli e dei suoi cittadini, affermando testualmente o comunque nel senso sostanziale: “Le manifestazioni a Milano di sera sono importanti perché i milanesi, prima di scendere in piazza, ci pensano. Loro la mattina si alzano alle 6, non come i napoletani.” Oltre ad offendere poi coloro i quali avevano giustamente  contestato questa sua illegittima dichiarazione. Queste parole, ampiamente diffuse dai media, hanno suscitato sdegno e indignazione nella cittadinanza partenopea e sono risultate lesive della dignità, dell’onore e della reputazione della collettività napoletana. Si rappresenta che la sig.ra Albanese ha reiterato analoghe offese e dichiarazioni pubbliche, contribuendo a consolidare uno stereotipo negativo e discriminatorio sulla città di Napoli, presentata come luogo di criminalità e scarsa operosità, e sui suoi abitanti, descritti come privi di spirito di iniziativa e dediti all’ozio, oltre che quali minus habentes per le giuste contestazioni. La reiterazione e la diffusione di tali esternazioni rafforzano l’effetto lesivo e discriminatorio, risultando del tutto incompatibili con i valori di rispetto, uguaglianza e dignità che sono alla base della concessione della cittadinanza onoraria. Le dichiarazioni in oggetto travalicano i limiti della critica legittima, configurandosi come attacchi personali e collettivi privi di interesse pubblico e volti a mortificare la comunità napoletana. In alcun modo può essere riconosciuto a tali gravissime esternazioni alcuna valenza satirica o iperbolica essendo peraltro stata ripetuta nel tempo nonostante l’indignazione della cittadinanza Come riconosciuto dalla giurisprudenza: &#8220;Vi è diffamazione quando il giornalista trascende in attacchi personali, volti a colpire sul piano individuale il bersaglio della critica, senza alcuna finalità di pubblico interesse, all&#8217;unico scopo di aggredire la sfera morale o professionale altrui. La scriminante (art. 51 c.p.) opera in questa ipotesi in quanto non si richiede che la critica sia oggettivamente corretta sotto il profilo della verità, purché il profilo essenziale dei fatti non sia stato strumentalmente travisato e manipolato.&#8221; Tali condotte costituiscono quindi una forma di discriminazione territoriale, lesiva dei principi di uguaglianza, pari dignità sociale e rispetto della persona, sanciti dalla Costituzione e dai regolamenti comunali e risulta ancora più grave tenuto conto dell’altissimo ruolo pubblico ricoperto. La cittadinanza onoraria rappresenta il massimo riconoscimento simbolico della città di Napoli verso personalità che abbiano dimostrato rispetto, promozione e valorizzazione dei valori della comunità. Comportamenti e dichiarazioni come quelli sopra riportati risultano oggettivamente incompatibili con il mantenimento di tale onorificenza, venendo meno i fondamentali presupposti etici e morali. Tutto ciò premesso, l’Avv. Rita Ronchi, difensore dell’Avv. Angelo Pisani, con riserva di ogni altro diritto ed azione innanzi alle Autorità competenti CHIEDE che il Sindaco e il Consiglio Comunale di Napoli, valutati i fatti esposti e tenuto conto della gravità e della reiterazione delle dichiarazioni della sig.ra Francesca Albanese, procedano alla revoca della procedura di cittadinanza onoraria eventualmente conferita, a tutela della dignità, dell’onore e dell’immagine della città di Napoli e dei suoi cittadini.       &#160; &#160; Studio Pisani &#38; Co. Piazza Vanvitelli 15 80129 Napoli, IT &#8211; contatti.: 081 556.77.77  - 335.417420 - www.angelopisani.it</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-albanese-inviata-diffida-al-sindaco-di-napoli-per-il-ritiro-della-cittadinanza-onoraria/">CASO ALBANESE / INVIATA DIFFIDA AL SINDACO DI NAPOLI PER IL RITIRO DELLA CITTADINANZA ONORARIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Albanese.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5142" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Albanese.png" alt="" width="591" height="529" /></a></span></div>
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<div><span style="font-family: georgia, serif">Non erano bastate le parole pronunciate da Francesca Albanese in una trasmissione RAI, con cui offendeva apertamente i napoletani affermando <em>«Per Gaza  sono scesi in strada di notte anche i milanesi che in genere, a differenza dei napoletani, hanno ben presente che la mattina devono alzarsi presto per andare a lavorare», </em>nè<em>  </em>era bastato a farla desistere il successivo comunicato dell&#8217;avvocato Pisani, e nemmeno la levata di scudi contro la Albanese da parte di numerosi esponenti della vita pubblica partenopea, compresi rappresentanti delle istituzioni. </span></div>
<div><strong><span style="font-family: georgia, serif">La Albanese, in una replica su Facebook, ha definito coloro che avevano protestato per le sue dichiarazioni &#8220;quattro minus habentes&#8221;.</span></strong></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Da qui l&#8217;iniziativa dell&#8217;avvocato Angelo Pisani, che ha trasmesso al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi la richiesta perentoria di revocare la cittadinanza onoraria conferita a Francesca Albanese. </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Di seguito il testo</span>.</div>
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<div><span style="font-family: arial, sans-serif">Al Sindaco del Comune di Napoli</span></div>
<div><span style="font-family: arial, sans-serif">e p.c.</span></div>
<div><span style="font-family: arial, sans-serif">Al Consiglio Comunale di Napoli</span></div>
<div><span style="font-family: arial, sans-serif">Piazza Municipio, 80133 Napoli</span></div>
<p><span style="font-family: arial, sans-serif"><br />
<strong><br />
Oggetto: Richiesta di revoca della procedura di cittadinanza onoraria alla sig.ra Francesca Albanese, con riserva di ogni altro diritto ed azione come per legge</strong></p>
<p>Spett.le Sindaco<br />
Spett.le Consiglio Comunale</p>
<p>Il sottoscritto avv. Angelo Pisani, <a href="http://rapp.to/" target="_blank">rapp.to</a> ed elett.te <a href="http://dom.to/" target="_blank">dom.to</a> presso lo studio dell’Avv. Rita Ronchi, cittadino napoletano e Founder del progetto <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, associazione impegnata nella tutela dei diritti fondamentali della persona, e soggetto impegnato da sempre nella promozione del rispetto e della dignità della collettività napoletana,</p>
<p>espone quanto segue richiedendo formalmente la revoca immediata della procedura di conferimento cittadinanza onorario conferita alla signora Francesca Albanese.</p>
<p>Come tristemente noto la sig.ra Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, ha pubblicamente pronunciato, in data 8 ottobre 2025 durante una trasmissione radiofonica, dichiarazioni di evidente carattere offensivo e discriminatorio nei confronti della città di Napoli e dei suoi cittadini, affermando testualmente o comunque nel senso sostanziale:<br />
“Le manifestazioni a Milano di sera sono importanti perché i milanesi, prima di scendere in piazza, ci pensano. Loro la mattina si alzano alle 6, non come i napoletani.” Oltre ad offendere poi coloro i quali avevano giustamente  contestato questa sua illegittima dichiarazione.</p>
<p>Queste parole, ampiamente diffuse dai media, hanno suscitato sdegno e indignazione nella cittadinanza partenopea e sono risultate lesive della dignità, dell’onore e della reputazione della collettività napoletana.</p>
<p>Si rappresenta che la sig.ra Albanese ha reiterato analoghe offese e dichiarazioni pubbliche, contribuendo a consolidare uno stereotipo negativo e discriminatorio sulla città di Napoli, presentata come luogo di criminalità e scarsa operosità, e sui suoi abitanti, descritti come privi di spirito di iniziativa e dediti all’ozio, oltre che quali minus habentes per le giuste contestazioni.</p>
<p>La reiterazione e la diffusione di tali esternazioni rafforzano l’effetto lesivo e discriminatorio, risultando del tutto incompatibili con i valori di rispetto, uguaglianza e dignità che sono alla base della concessione della cittadinanza onoraria.</p>
<p>Le dichiarazioni in oggetto travalicano i limiti della critica legittima, configurandosi come attacchi personali e collettivi privi di interesse pubblico e volti a mortificare la comunità napoletana. In alcun modo può essere riconosciuto a tali gravissime esternazioni alcuna valenza satirica o iperbolica essendo peraltro stata ripetuta nel tempo nonostante l’indignazione della cittadinanza<br />
Come riconosciuto dalla giurisprudenza:</p>
<p>&#8220;Vi è diffamazione quando il giornalista trascende in attacchi personali, volti a colpire sul piano individuale il bersaglio della critica, senza alcuna finalità di pubblico interesse, all&#8217;unico scopo di aggredire la sfera morale o professionale altrui. La scriminante (art. 51 c.p.) opera in questa ipotesi in quanto non si richiede che la critica sia oggettivamente corretta sotto il profilo della verità, purché il profilo essenziale dei fatti non sia stato strumentalmente travisato e manipolato.&#8221;</p>
<p>Tali condotte costituiscono quindi una forma di discriminazione territoriale, lesiva dei principi di uguaglianza, pari dignità sociale e rispetto della persona, sanciti dalla Costituzione e dai regolamenti comunali e risulta ancora più grave tenuto conto dell’altissimo ruolo pubblico ricoperto.</p>
<p>La cittadinanza onoraria rappresenta il massimo riconoscimento simbolico della città di Napoli verso personalità che abbiano dimostrato rispetto, promozione e valorizzazione dei valori della comunità.<br />
<strong>Comportamenti e dichiarazioni come quelli sopra riportati risultano oggettivamente incompatibili con il mantenimento di tale onorificenza, venendo meno i fondamentali presupposti etici e morali.</strong></p>
<p>Tutto ciò premesso,</p>
<p>l’Avv. Rita Ronchi, difensore dell’Avv. Angelo Pisani, con riserva di ogni altro diritto ed azione innanzi alle Autorità competenti</p>
<p>CHIEDE</p>
<p>che il Sindaco e il Consiglio Comunale di Napoli, valutati i fatti esposti e tenuto conto della gravità e della reiterazione delle dichiarazioni della sig.ra Francesca Albanese, procedano alla revoca della procedura di cittadinanza onoraria eventualmente conferita, a tutela della dignità, dell’onore e dell’immagine della città di Napoli e dei suoi cittadini.</span></p>
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<p>Studio Pisani &amp; Co. Piazza Vanvitelli 15 80129 Napoli, IT &#8211; contatti.: 081 556.77.77  - 335.417420 - <a href="http://www.angelopisani.it/" target="_blank">www.angelopisani.i</a>t</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caso-albanese-inviata-diffida-al-sindaco-di-napoli-per-il-ritiro-della-cittadinanza-onoraria/">CASO ALBANESE / INVIATA DIFFIDA AL SINDACO DI NAPOLI PER IL RITIRO DELLA CITTADINANZA ONORARIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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