MOVIDA NAPOLI, PISANI: «BASTA PEZZE A COLORI E BLITZ BUROCRATICI. LA RESPONSABILITÀ E’ SOLO DELLE ISTITUZIONI ASSENTI E DISCRIMINANTI:
LA SICUREZZA NON SI GARANTISCE ABBASSANDO ALCUNE SERRANDE»
«Occorre una rivoluzione civica e reale presidio del territorio da parte delle istituzioni come esempi positivi e delle forze dell’ordine. Restrizioni a macchia di leopardo e annunci spostano solo i problemi, penalizzano le imprese e mettono in pericolo posti di lavoro. Su via Bernini il Comune chiarisca subito come anche come si garantirebbe la sicurezza in altre strade»
NAPOLI, 13 OTTOBRE – «Un’ordinanza contraddittoria e inadeguata rispetto alla gravità della violenza che colpisce Napoli. A pagare sono ancora cittadini, lavoratori e imprenditori onesti». L’avvocato Angelo Pisani, fondatore dell’associazione antiviolenza Potere ai Diritti–1523.it e già presidente del Municipio di Scampia, oggi epicentro della città metropolitana, contesta il nuovo provvedimento comunale sulla movida, in vigore dal 16 ottobre al 16 novembre senza alcuna programmazione per le prossime vacanze natalizie.
«Imporre chiusure in alcune strade, lasciando condizioni diverse in quelle limitrofe, rischia di trasferire la movida e gli stessi pericoli di pochi metri. Si creano disparità territoriali e distorsioni della concorrenza, senza contrastare violenza e caos ma con perdite economiche certe, riduzioni del personale e licenziamenti. Gli imprenditori, già gravati da tasse, burocrazia e pressione criminale, non possono diventare il bersaglio più facile delle risposte istituzionali».
Pisani richiama il caso di via Bernini, teatro dell’aggressione al padre intervenuto per difendere la figlia: «Quella strada, così come tutto il circondario, dovrebbe essere costantemente presidiata dalle forze dell’ordine ma, paradosso dei paradossi, non è citata nell’elenco delle strade oggetto dell’ordinanza. Ma, al di là di queste assurde restrizioni che nulla possono di fronte agli episodi di violenza sempre più frequenti, le istituzioni hanno il dovere di chiarire quali misure saranno messe in campo per garantire la sicurezza dei cittadini, quali saranno gli interventi concreti a tutela del territorio, in che modo verrà potenziato il dispiegamento delle forze dell’ordine nelle diverse aree a rischio. Il rispetto delle vittime impone risposte visibili, non passerelle amministrative e muri della burocrazia».
«La responsabilità politica delle istituzioni va affrontata: quali interventi di prevenzione sono stati realizzati? Quali controlli vengono garantiti nelle ore più critiche? Chi paga le tasse e rispetta le regole ha diritto alla sicurezza, così come i residenti hanno diritto al riposo. Nessuno di questi diritti può essere tutelato scaricando tutto sulle attività commerciali».
L’avvocato chiede al sindaco Gaetano Manfredi di voltare realmente pagina e rivedere il provvedimento attraverso un confronto urgente con residenti, lavoratori ed esercenti e sollecita Governo, Ministero dell’Interno e Prefettura a predisporre un piano coordinato di prevenzione, pattugliamenti e contrasto alla violenza. «Il sindaco viva la città, ascolti chi la abita e chi ci lavora. Napoli ha bisogno di una presenza quotidiana delle istituzioni, di controlli effettivi e di interventi tempestivi. I blitz burocratici e le sfilate fatte in occasione dei servizi televisivi non bastano. La sicurezza si misura nella presenza e prevenzione per la protezione delle persone, non nel numero delle serrande abbassate tra l’altro con palesi discriminazioni».

