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	<title>Angelo Pisani &#187; GOVERNO</title>
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		<title>CARO RC AUTO, PISANI: «BASTA PRIVILEGI E DISCRIMINAZIONI. A SETTEMBRE PARTE LA RIVOLUZIONE DEI CITTADINI: ASSICURIAMO LA PERSONA, NON IL VEICOLO»</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CARO RC AUTO, PISANI: «BASTA PRIVILEGI E DISCRIMINAZIONI. A SETTEMBRE PARTE LA RIVOLUZIONE DEI CITTADINI: ASSICURIAMO LA PERSONA, NON IL VEICOLO» Le targhe polacche sono legittima difesa! L’Avv. Angelo Pisani, fondatore dell’Associazione Potere ai Diritti, annuncia una mobilitazione nazionale e una proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare radicalmente il sistema RC Auto. «Quando bisogna intervenire per tutelare banche, assicurazioni e grandi interessi economici, la politica sembra non andare mai in vacanza: si interviene rapidamente, perfino a Ferragosto. Quando invece a chiedere tutela sono milioni di cittadini schiacciati da premi assicurativi, rincari e discriminazioni territoriali, le riforme vere possono aspettare anni». È durissimo l’intervento dell’Avv. Angelo Pisani, che annuncia per settembre l’avvio di una nuova battaglia civile sul sistema assicurativo italiano. «Da troppo tempo gli automobilisti sono trattati come un bancomat. Non è accettabile che il costo dell’assicurazione possa dipendere in maniera così pesante dal luogo in cui una persona vive, creando differenze enormi tra cittadini dello stesso Paese. La sicurezza stradale e il rischio assicurativo devono essere valutati sulla base di comportamenti, dati individuali e criteri oggettivi, non attraverso automatismi che finiscono per penalizzare interi territori». Pisani lancia quindi una proposta destinata a diventare il cuore della mobilitazione: «ASSICURIAMO IL CONDUCENTE, NON LA TARGA» «È arrivato il momento di cambiare paradigma. L’assicurazione deve seguire la persona e il suo effettivo profilo di rischio, non moltiplicarsi semplicemente in funzione dei veicoli posseduti. Un cittadino non può guidare contemporaneamente due automobili: perché deve essere costretto a sostenere costi assicurativi che non riflettono questa realtà?». La proposta punta a un sistema fondato su parametri nazionali uniformi, trasparenti e verificabili, valorizzando la storia assicurativa del conducente, la sua condotta e la sinistrosità effettiva, contrastando discriminazioni territoriali e meccanismi tariffari non adeguatamente giustificati. «Non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo esattamente il contrario: stesse regole, stessi parametri e pari dignità per tutti i cittadini italiani. Chi guida correttamente e non provoca incidenti deve poter vedere riconosciuto il proprio comportamento indipendentemente dal CAP di residenza». A SETTEMBRE LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE «Se la politica non avrà il coraggio di cambiare il sistema, saranno i cittadini a portare la riforma in Parlamento. Da settembre lavoreremo alla costruzione di una legge di iniziativa popolare per una RC Auto più moderna, equa, trasparente e realmente collegata alla persona e al rischio effettivo. Sarà una rivoluzione civile e sociale, pacifica ma determinata. Basta cittadini considerati soltanto contribuenti, clienti o numeri da cui prelevare denaro. Basta discriminazioni territoriali. Basta privilegi e rendite di posizione. La politica deve scegliere da che parte stare: continuare a proteggere gli equilibri del sistema o finalmente difendere chi quel sistema lo finanzia ogni giorno. A settembre saranno i cittadini a presentare il conto. E questa volta il conto sarà una riforma.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caro-rc-auto-pisani-basta-privilegi-e-discriminazioni-a-settembre-parte-la-rivoluzione-dei-cittadini-assicuriamo-la-persona-non-il-veicolo/">CARO RC AUTO, PISANI: «BASTA PRIVILEGI E DISCRIMINAZIONI. A SETTEMBRE PARTE LA RIVOLUZIONE DEI CITTADINI: ASSICURIAMO LA PERSONA, NON IL VEICOLO»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-size: large"><strong>CARO RC AUTO, PISANI: «BASTA PRIVILEGI E DISCRIMINAZIONI. A SETTEMBRE PARTE LA RIVOLUZIONE DEI CITTADINI: </strong></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-size: large"><strong>ASSICURIAMO LA PERSONA, NON IL VEICOLO»</strong></span></div>
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<div style="text-align: center"><span style="font-size: large"><strong>Le targhe polacche sono legittima difesa!</strong></span></div>
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<div id="attachment_6095" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-08-25-alle-08.16.16.png"><img class="size-medium wp-image-6095" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-08-25-alle-08.16.16-300x209.png" alt="" width="300" height="209" /></a>
<p class="wp-caption-text">auto</p>
</div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore dell’Associazione <strong><em>Potere ai Diritti</em></strong>, annuncia una mobilitazione nazionale e una proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare radicalmente il sistema RC Auto.</p>
<p>«Quando bisogna intervenire per tutelare banche, assicurazioni e grandi interessi economici, la politica sembra non andare mai in vacanza: si interviene rapidamente, perfino a Ferragosto. Quando invece a chiedere tutela sono milioni di cittadini schiacciati da premi assicurativi, rincari e discriminazioni territoriali, le riforme vere possono aspettare anni».</p>
<p>È durissimo l’intervento dell’Avv. Angelo Pisani, che annuncia per settembre l’avvio di una nuova battaglia civile sul sistema assicurativo italiano.</p>
<p>«Da troppo tempo <strong>gli automobilisti sono trattati come un bancomat</strong>. Non è accettabile che il costo dell’assicurazione possa dipendere in maniera così pesante dal luogo in cui una persona vive, creando differenze enormi tra cittadini dello stesso Paese. La sicurezza stradale e il rischio assicurativo devono essere valutati sulla base di comportamenti, dati individuali e criteri oggettivi, non attraverso automatismi che finiscono per penalizzare interi territori».</p>
<p>Pisani lancia quindi una proposta destinata a diventare il cuore della mobilitazione:</p>
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<div><strong><span style="font-size: large">«ASSICURIAMO IL CONDUCENTE, NON LA TARGA»</span></strong></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif">«È arrivato il momento di cambiare paradigma. L’assicurazione deve seguire la persona e il suo effettivo profilo di rischio, non moltiplicarsi semplicemente in funzione dei veicoli posseduti. Un cittadino non può guidare contemporaneamente due automobili: perché deve essere costretto a sostenere costi assicurativi che non riflettono questa realtà?».</p>
<p>La proposta punta a un sistema fondato su parametri nazionali uniformi, trasparenti e verificabili, valorizzando la storia assicurativa del conducente, la sua condotta e la sinistrosità effettiva, contrastando discriminazioni territoriali e meccanismi tariffari non adeguatamente giustificati.</p>
<p>«Non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo esattamente il contrario: stesse regole, stessi parametri e pari dignità per tutti i cittadini italiani. Chi guida correttamente e non provoca incidenti deve poter vedere riconosciuto il proprio comportamento indipendentemente dal CAP di residenza».</p>
<p></span></span></p>
<div><strong><span style="font-size: large">A SETTEMBRE LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE</span></strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Se la politica non avrà il coraggio di cambiare il sistema, saranno i cittadini a portare la riforma in Parlamento. Da settembre lavoreremo alla costruzione di una legge di iniziativa popolare per una RC Auto più moderna, equa, trasparente e realmente collegata alla persona e al rischio effettivo.</p>
<p>Sarà una rivoluzione civile e sociale, pacifica ma determinata.</p>
<p>Basta cittadini considerati soltanto contribuenti, clienti o numeri da cui prelevare denaro.<br />
Basta discriminazioni territoriali.<br />
Basta privilegi e rendite di posizione.</p>
<p>La politica deve scegliere da che parte stare: continuare a proteggere gli equilibri del sistema o finalmente difendere chi quel sistema lo finanzia ogni giorno.</p>
<p>A settembre saranno i cittadini a presentare il conto. E questa volta il conto sarà una riforma.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caro-rc-auto-pisani-basta-privilegi-e-discriminazioni-a-settembre-parte-la-rivoluzione-dei-cittadini-assicuriamo-la-persona-non-il-veicolo/">CARO RC AUTO, PISANI: «BASTA PRIVILEGI E DISCRIMINAZIONI. A SETTEMBRE PARTE LA RIVOLUZIONE DEI CITTADINI: ASSICURIAMO LA PERSONA, NON IL VEICOLO»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Bigenitorialità: domani il deposito in Cassazione di quattro proposte di legge &#8211; Pisani: &#8220;E&#8217; arrivata l&#8217;ora di un cambiamento epocale&#8221;</title>
		<link>https://angelopisani.it/bigenitorialita-domani-il-deposito-in-cassazione-di-quattro-proposte-di-legge-pisani-e-arrivata-lora-di-un-cambiamento-epocale/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Domani, 15 luglio 2026, il Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità sarà in Piazza Cavour a Roma per presentare in Cassazione quattro proposte di legge di iniziativa popolare, più un quesito referendario, il tutto col fine di ripristinare  LA VERA BIGENITORIALITA tra PADRI E MADRI  e VERE PARI OPPORTUNITÀ tra UOMINI E DONNE. Ed ecco il contenuto delle proposte. 1) proposta per CHIEDERE CENTRI ANTI VIOLENZA ANCHE PER LE VITTIME MASCHILI 2) proposta per SANZIONARE DURAMENTE LE FALSE ACCUSE 3) proposta per PROMUOVERE LA VERA BIGENITORIALITÀ 4) e&#8230; Una proposta PER ABROGARE LA LEGGE 577bis SUL FEMMINICIDIO: vergognosa discriminante e anticostituzionale. «Sono anni &#8211; afferma l’avvocato Angelo Pisani, cofondatore e vicepresidente del Comitato &#8211; che ci battiamo per affermare i diritti di migliaia di vittime che per troppo tempo sono rimaste invisibili, prive di ascolto e spesso scoraggiate perfino dal denunciare per il timore di non essere credute o di essere ridicolizzate». «Il nostro progetto 1523.it &#8211; afferma ancora Pisani &#8211; da tempo denuncia, attraverso iniziative culturali, sociali e giuridiche, una serie di carenze basilari: la mancanza di dati ufficiali completi sulla violenza contro gli uomini, l’assenza di strutture di sostegno dedicate, la difficoltà di accesso ai servizi di aiuto e la necessità di garantire pari dignità a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere». «Per questo &#8211; conclude Pisani &#8211; il deposito delle quattro proposte di legge rappresenta un rilevante passo avanti, che arriva dopo un altro, importante segnale delle istituzioni, vale a dire l’atto di sindacato ispettivo che porta la firma di Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio, con la quale è stato chiesto al Governo di affrontare, con rigore scientifico e senza pregiudizi, il tema della violenza subita dagli uomini». &#160; Napoli, 14 luglio 2026</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bigenitorialita-domani-il-deposito-in-cassazione-di-quattro-proposte-di-legge-pisani-e-arrivata-lora-di-un-cambiamento-epocale/">Bigenitorialità: domani il deposito in Cassazione di quattro proposte di legge &#8211; Pisani: &#8220;E&#8217; arrivata l&#8217;ora di un cambiamento epocale&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/bigenitorialità.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6010" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/bigenitorialità-201x300.jpeg" alt="" width="201" height="300" /></a></div>
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<p>Domani, 15 luglio 2026, il <a href="http://www.comitatobigenitorialitaepariopportunita.it/" target="_blank"><strong>Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità</strong></a> sarà in Piazza Cavour a Roma per presentare in Cassazione quattro proposte di legge di iniziativa popolare, più un quesito referendario, il tutto col fine di ripristinare  LA VERA BIGENITORIALITA tra PADRI E MADRI  e VERE PARI OPPORTUNITÀ tra UOMINI E DONNE.</p>
<p>Ed ecco il contenuto delle proposte.</p>
<p>1) proposta per CHIEDERE CENTRI ANTI VIOLENZA ANCHE PER LE VITTIME MASCHILI</p>
<p>2) proposta per SANZIONARE DURAMENTE LE FALSE ACCUSE</p>
<p>3) proposta per PROMUOVERE LA VERA BIGENITORIALITÀ</p>
<p>4) e&#8230; Una proposta PER ABROGARE LA LEGGE 577bis SUL FEMMINICIDIO: vergognosa discriminante e anticostituzionale.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2026-07-15-at-10.26.19.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-6023" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/WhatsApp-Image-2026-07-15-at-10.26.19-1024x768.jpeg" alt="" width="980" height="735" /></a></p>
<p>«Sono anni &#8211; afferma l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, cofondatore e vicepresidente del Comitato &#8211; che ci battiamo per affermare i diritti di migliaia di vittime che per troppo tempo sono rimaste invisibili, prive di ascolto e spesso scoraggiate perfino dal denunciare per il timore di non essere credute o di essere ridicolizzate».</p>
<p>«Il nostro progetto <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong> &#8211; afferma ancora Pisani &#8211; da tempo denuncia, attraverso iniziative culturali, sociali e giuridiche, una serie di carenze basilari: la mancanza di dati ufficiali completi sulla violenza contro gli uomini, l’assenza di strutture di sostegno dedicate, la difficoltà di accesso ai servizi di aiuto e la necessità di garantire pari dignità a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude Pisani &#8211; il deposito delle quattro proposte di legge rappresenta un rilevante passo avanti, che arriva dopo un altro, importante segnale delle istituzioni, vale a dire l’atto di sindacato ispettivo che porta la firma di Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio, con la quale è stato chiesto al Governo di affrontare, con rigore scientifico e senza pregiudizi, il tema della violenza subita dagli uomini».</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>Napoli, 14 luglio 2026</div>
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<div></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bigenitorialita-domani-il-deposito-in-cassazione-di-quattro-proposte-di-legge-pisani-e-arrivata-lora-di-un-cambiamento-epocale/">Bigenitorialità: domani il deposito in Cassazione di quattro proposte di legge &#8211; Pisani: &#8220;E&#8217; arrivata l&#8217;ora di un cambiamento epocale&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Autovelox Tutor: Autostrade Italiane ed i Comuni utilizzano il software senza averne titolo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 06:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Lo sentenzia la Cassazione, ma il Ministero lo “omologa”, con un decreto firmato 16 giorni dopo la sentenza penale della Suprema Corte. Da qui la diffida al MIT, alla Commissione Europea e alla Corte dei Conti, perché “si sta sanando per decreto ciò che la stessa Cassazione penale aveva già definito sintomo di frode” Alessandro Patanè, ideatore e autore del software che equipaggia il sistema Tutor utilizzato sulle autostrade italiane, e C.R.A.F.T. S.r.l., mandataria dei brevetti hardware sottostanti, hanno inviato il 30 giugno scorso una diffida formale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), per conoscenza anche alla Commissione Europea e alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti per il Lazio, chiedendo l’annullamento in autotutela, o quantomeno la sospensione, del nuovo decreto ministeriale sull’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità, firmato il 9 giugno 2026 e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. «Facciamo strada alla giustizia &#8211; dichiara l’avvocato Angelo Pisani, che tutela i diritti dell’autore e titolare del software tutor &#8211; nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e buona fede che devono essere la prima marcia delle istituzioni». LA VICENDA Con l’ordinanza n. 12850 del 13 maggio 2025, la Corte di Cassazione ha confermato, su tre gradi di giudizio conformi (Tribunale di Roma 2019, Corte d’Appello di Roma 2022, Cassazione 2025), che Autostrade per l’Italia (ASPI) non ha mai dimostrato di essere titolare dei diritti sul software del sistema SICVe, meglio noto come Tutor. La sentenza ha definitivamente chiarito che né gli ordini di commessa, né l’accordo transattivo del 2008, erano sufficienti a trasferire la proprietà intellettuale del programma, sviluppato dall’imprenditore Alessandro Patanè e dalle sue società tra il 2004 e il 2008. “Non si tratta di un’opinione di parte, ma di un fatto giudiziario definitivo”, dichiara Patanè. “Eppure il Ministero, con il nuovo decreto, dichiara automaticamente ‘omologati per tutti i fini’ anche i dispositivi Tutor 3.0 e Vergilius Plus, senza considerare minimamente che il software che li equipaggia è utilizzato senza titolo, come accertato dalla Suprema Corte”.   Un decreto arrivato 16 giorni dopo una sentenza penale sul tema La diffida richiama un dato cronologico che gli istanti definiscono “non casuale”: la Corte di Cassazione penale, con le sentenze della Sez. V n. 10365/2025 e della Sez. VI n. 36051/2025 (quest’ultima depositata il 5 novembre 2025), ha riconosciuto che presentare dispositivi solo “approvati” come se fossero “omologati” può integrare il reato di frode in pubbliche forniture e di falso ideologico. Appena sedici giorni dopo quella sentenza, il MIT rispondeva a una diffida di settore sostenendo la tesi opposta; pochi mesi dopo arrivava il nuovo decreto, che equipara per legge le due procedure con effetto generale e retroattivo. “Si sta usando un atto amministrativo per ottenere, per tutti i dispositivi già in uso, ciò che la stessa Cassazione penale ha già escluso potersi fare in via amministrativa”, si legge nella diffida. L’Allegato B “amplia” ciò che era stato notificato a Bruxelles Gli istanti segnalano inoltre una divergenza, definita “verificabile dal solo testo del decreto”, tra l’elenco dei dispositivi notificato alla Commissione Europea il 3 febbraio 2026 e quello destinato alla pubblicazione: almeno dieci prototipi risultano approvati con provvedimento successivo a quella data, l’ultimo dei quali appena tre giorni prima della firma del decreto. Una circostanza che, secondo la diffida, avrebbe richiesto una nuova notifica alla Commissione, mai avvenuta. Il rischio per i conti pubblici La diffida richiama infine un precedente specifico della magistratura contabile: con la sentenza n. 196 del 24 luglio 2020, la Corte dei Conti della Sardegna ha già condannato per danno erariale il funzionario responsabile della messa in funzione irregolare di un sistema di rilevamento della velocità. Gli istanti sostengono che lo stesso principio si applichi, a maggior ragione, ai canoni che Comuni, Province e Polizia Stradale continuano a corrispondere ad ASPI per l’uso di un software sul quale, secondo un giudicato della Cassazione, la società non vanta alcun titolo. Le richieste Nella diffida, Patanè e C.R.A.F.T. chiedono al MIT l’annullamento in autotutela dell’art. 6 e dell’Allegato B del decreto, in subordine la sospensione della loro pubblicazione ed efficacia, riservandosi, in difetto di riscontro, di adire il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio con separato ricorso e istanza di sospensione cautelare. Per ulteriori informazioni: Alessandro Patanè &#8211; Via Amaseno n. 24, 04100 Latina (LT) PEC: a.patane@pec.it</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/autovelox-tutor-autostrade-italiane-ed-i-comuni-utilizzano-il-software-senza-averne-titolo/">Autovelox Tutor: Autostrade Italiane ed i Comuni utilizzano il software senza averne titolo</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Lo sentenzia la Cassazione, ma il Ministero lo “omologa”, con un decreto firmato 16 giorni dopo la sentenza penale della Suprema Corte.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Da qui la diffida al MIT, alla Commissione Europea e alla Corte dei Conti, perché “si sta sanando per decreto ciò che la stessa Cassazione penale aveva già definito sintomo di frode” </span></strong></p>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/autovelox.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5995" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/autovelox-300x190.png" alt="" width="300" height="190" /></a></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Alessandro Patanè</strong>, ideatore e autore del software che equipaggia il sistema Tutor utilizzato sulle autostrade italiane, e C.R.A.F.T. S.r.l., mandataria dei brevetti hardware sottostanti, hanno inviato il 30 giugno scorso una diffida formale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), per conoscenza anche alla Commissione Europea e alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti per il Lazio, chiedendo l’annullamento in autotutela, o quantomeno la sospensione, del nuovo decreto ministeriale sull’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità, firmato il 9 giugno 2026 e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">«Facciamo strada alla giustizia &#8211; dichiara l’avvocato Angelo Pisani, che tutela i diritti dell’autore e titolare del software tutor &#8211; nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e buona fede che devono essere la prima marcia delle istituzioni».</span></strong></p>
<p align="center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>LA VICENDA</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Con l’ordinanza n. 12850 del 13 maggio 2025, la Corte di Cassazione ha confermato, su tre gradi di giudizio conformi (Tribunale di Roma 2019, Corte d’Appello di Roma 2022, Cassazione 2025), che Autostrade per l’Italia (ASPI) non ha mai dimostrato di essere titolare dei diritti sul software del sistema SICVe, meglio noto come Tutor. La sentenza ha definitivamente chiarito che né gli ordini di commessa, né l’accordo transattivo del 2008, erano sufficienti a trasferire la proprietà intellettuale del programma, sviluppato dall’imprenditore Alessandro Patanè e dalle sue società tra il 2004 e il 2008.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">“Non si tratta di un’opinione di parte, ma di un fatto giudiziario definitivo”, dichiara Patanè. <strong>“Eppure il Ministero, con il nuovo decreto, dichiara automaticamente ‘omologati per tutti i fini’ anche i dispositivi Tutor 3.0 e Vergilius Plus, senza considerare minimamente che il software che li equipaggia è utilizzato <span style="text-decoration: underline">senza titolo</span>, come accertato dalla Suprema Corte</strong>”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">Un decreto arrivato 16 giorni dopo una sentenza penale sul tema</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La diffida richiama un dato cronologico che gli istanti definiscono “non casuale”: la Corte di Cassazione penale, con le sentenze della Sez. V n. 10365/2025 e della Sez. VI n. 36051/2025 (quest’ultima depositata il 5 novembre 2025), ha riconosciuto che presentare dispositivi solo “approvati” come se fossero “omologati” può integrare il reato di frode in pubbliche forniture e di falso ideologico. Appena sedici giorni dopo quella sentenza, il MIT rispondeva a una diffida di settore sostenendo la tesi opposta; pochi mesi dopo arrivava il nuovo decreto, che equipara per legge le due procedure con effetto generale e retroattivo.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">“Si sta usando un atto amministrativo per ottenere, per tutti i dispositivi già in uso, ciò che la stessa Cassazione penale ha già escluso potersi fare in via amministrativa”, si legge nella diffida.</span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">L’Allegato B “amplia” ciò che era stato notificato a Bruxelles</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Gli istanti segnalano inoltre una divergenza, definita “verificabile dal solo testo del decreto”, tra l’elenco dei dispositivi notificato alla Commissione Europea il 3 febbraio 2026 e quello destinato alla pubblicazione: almeno dieci prototipi risultano approvati con provvedimento successivo a quella data, l’ultimo dei quali appena tre giorni prima della firma del decreto. Una circostanza che, secondo la diffida, avrebbe richiesto una nuova notifica alla Commissione, mai avvenuta.</span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">Il rischio per i conti pubblici</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La diffida richiama infine un precedente specifico della magistratura contabile: con la sentenza n. 196 del 24 luglio 2020, la <strong>Corte dei Conti della Sardegna ha già condannato per danno erariale il funzionario responsabile della messa in funzione irregolare di un sistema di rilevamento della velocità</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Gli istanti sostengono che lo stesso principio si applichi, a maggior ragione, ai canoni che Comuni, Province e Polizia Stradale continuano a corrispondere ad ASPI <strong>per l’uso di un software sul quale, secondo un giudicato della Cassazione, la società non vanta alcun titolo.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">Le richieste</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Nella diffida, Patanè e C.R.A.F.T. chiedono al MIT l’annullamento in autotutela dell’art. 6 e dell’Allegato B del decreto, in subordine la sospensione della loro pubblicazione ed efficacia, riservandosi, in difetto di riscontro, di adire il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio con separato ricorso e istanza di sospensione cautelare.</span></p>
<p><em><span style="font-family: georgia, serif">Per ulteriori informazioni: </span>Alessandro Patanè &#8211; Via Amaseno n. 24, 04100 Latina (LT) PEC: a.patane@pec.it</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/autovelox-tutor-autostrade-italiane-ed-i-comuni-utilizzano-il-software-senza-averne-titolo/">Autovelox Tutor: Autostrade Italiane ed i Comuni utilizzano il software senza averne titolo</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza, presentata in Senato un’interrogazione sul fenomeno degli uomini vittime di abusi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
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		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Antonella Esposito]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Cantalamessa]]></category>
		<category><![CDATA[interrogazione parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Potere ai Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo tanti appelli di giustizia, iniziative socio-culturali e libri finalmente luce   Napoli, 2 luglio 2026 – Gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito, fondatori dell’Associazione Potere ai Diritti e del progetto nazionale 1523.it – La violenza non ha sesso, esprimono profonda soddisfazione per la presentazione, da parte dei Senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio, dell’interrogazione parlamentare n. 4-03164, pubblicata il 1° luglio 2026, con la quale viene chiesto al Governo di affrontare, con rigore scientifico e senza pregiudizi, il tema della violenza subita dagli uomini.   L’atto parlamentare rappresenta un importante segnale istituzionale verso migliaia di vittime che per troppo tempo sono rimaste invisibili, prive di ascolto e spesso scoraggiate perfino dal denunciare per il timore di non essere credute o di essere ridicolizzate.   L’interrogazione evidenzia una serie di criticità che il progetto 1523.it denuncia da anni attraverso iniziative culturali, sociali e giuridiche: la mancanza di dati ufficiali completi sulla violenza contro gli uomini, l’assenza di strutture di sostegno dedicate, la difficoltà di accesso ai servizi di aiuto e la necessità di garantire pari dignità a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere.   Particolarmente significativa è la richiesta rivolta al Governo di promuovere, con il coinvolgimento di ISTAT, Università ed enti di ricerca, specifiche indagini conoscitive finalizzate a rilevare la reale diffusione della violenza contro gli uomini, comprenderne le dinamiche, analizzare le difficoltà di emersione e denuncia e costruire finalmente una base scientifica sulla quale fondare politiche pubbliche realmente efficaci.   L’interrogazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che il numero nazionale antiviolenza 1522 è dedicato esclusivamente alle donne vittime di violenza e stalking e che gli uomini che cercano aiuto non trovano oggi un servizio pubblico equivalente, con la conseguenza di lasciare senza un riferimento istituzionale una parte delle vittime.   «Da anni sosteniamo un principio tanto semplice quanto fondamentale: la violenza non ha sesso, hanno un volto le vittime», dichiarano gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito.   «Non chiediamo privilegi né contrapposizioni. Non vogliamo sottrarre risorse o attenzione alle donne vittime di violenza, che meritano ogni forma di tutela. Chiediamo semplicemente che anche gli uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche, familiari o persecutorie possano essere ascoltati, studiati e aiutati con la stessa dignità riconosciuta ad ogni altra persona».   Secondo i fondatori di 1523.it, l’assenza di una raccolta sistematica dei dati determina inevitabilmente una rappresentazione incompleta del fenomeno, rendendo difficile programmare politiche pubbliche realmente basate su evidenze scientifiche.   «Non si può conoscere ciò che non si misura. Non si possono costruire politiche efficaci partendo da dati incompleti. Per questo chiediamo che l’ISTAT, insieme alle Università e agli enti di ricerca, avvii immediatamente un sistema permanente di raccolta, monitoraggio e pubblicazione dei dati relativi anche alla violenza subita dagli uomini, affinché ogni decisione pubblica sia fondata sulla realtà e non su rappresentazioni parziali».   Gli Avvocati Pisani ed Esposito sottolineano inoltre come il progetto 1523.it, nato proprio per assistere uomini, donne, minori, anziani e famiglie vittime di ogni forma di violenza, abbia raccolto negli anni migliaia di richieste di aiuto che dimostrano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale.   «L’uguaglianza sancita dalla Costituzione impone alle istituzioni di tutelare ogni persona. La violenza è una violazione dei diritti fondamentali dell’essere umano e non può essere affrontata con criteri selettivi o con letture ideologiche. Ogni vittima ha diritto allo stesso ascolto, alla stessa protezione e alla stessa giustizia».   L’Associazione Potere ai Diritti e il progetto 1523.it rivolgono un sentito ringraziamento ai Senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio per aver portato all’attenzione del Parlamento un tema che per troppo tempo è rimasto ai margini del dibattito pubblico.   L’auspicio è che questa iniziativa rappresenti l’inizio di una nuova stagione di politiche pubbliche fondate sul principio dell’universalità dei diritti, capaci di superare ogni contrapposizione tra uomini e donne e di costruire un sistema di prevenzione, assistenza, ricerca e tutela realmente inclusivo.   Per gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito la vera sfida culturale è una sola: eliminare definitivamente pregiudizi, stereotipi e narrazioni discriminatorie, affermando un principio che dovrebbe essere patrimonio comune di tutte le istituzioni: davanti alla violenza non esistono vittime di serie A e vittime di serie B. Esistono soltanto persone che chiedono protezione, rispetto e giustizia. A QUESTO LINK L&#8217;ATTO PARLAMENTARE   http://www.senato.it/show-doc?leg=19&#38;tipodoc=Sindisp&#38;id=1512520&#38;idoggetto=0&#38;rif=0 &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenza-presentata-in-senato-uninterrogazione-sul-fenomeno-degli-uomini-vittime-di-abusi/">Violenza, presentata in Senato un’interrogazione sul fenomeno degli uomini vittime di abusi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Dopo tanti appelli di giustizia, iniziative socio-culturali e libri finalmente luce</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Pisani1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5984" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Pisani1-300x247.png" alt="" width="300" height="247" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Napoli, 2 luglio 2026 – Gli Avvocati </span><strong>Angelo Pisani</strong><span style="font-family: georgia, serif"> e </span><strong>Antonella Esposito</strong><span style="font-family: georgia, serif">, fondatori dell’Associazione </span><em>Potere ai Diritti</em><span style="font-family: georgia, serif"> e del progetto nazionale </span><strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong><span style="font-family: georgia, serif"> – </span><strong>La violenza non ha sesso</strong><span style="font-family: georgia, serif">, esprimono profonda soddisfazione per la presentazione, da parte dei Senatori </span><strong>Gianluca Cantalamessa</strong><span style="font-family: georgia, serif"> e </span><strong>Gian Marco Centinaio</strong><span style="font-family: georgia, serif">, dell’interrogazione parlamentare n. 4-03164, pubblicata il 1° luglio 2026, con la quale viene chiesto al Governo di affrontare, con rigore scientifico e senza pregiudizi, il tema della violenza subita dagli uomini.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’atto parlamentare rappresenta un importante segnale istituzionale verso migliaia di vittime che per troppo tempo sono rimaste invisibili, prive di ascolto e spesso scoraggiate perfino dal denunciare per il timore di non essere credute o di essere ridicolizzate.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’interrogazione evidenzia una serie di criticità che il progetto 1523.it denuncia da anni attraverso iniziative culturali, sociali e giuridiche: la mancanza di dati ufficiali completi sulla violenza contro gli uomini, l’assenza di strutture di sostegno dedicate, la difficoltà di accesso ai servizi di aiuto e la necessità di garantire pari dignità a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Particolarmente significativa è la richiesta rivolta al Governo di promuovere, con il coinvolgimento di ISTAT, Università ed enti di ricerca, specifiche indagini conoscitive finalizzate a rilevare la reale diffusione della violenza contro gli uomini, comprenderne le dinamiche, analizzare le difficoltà di emersione e denuncia e costruire finalmente una base scientifica sulla quale fondare politiche pubbliche realmente efficaci.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’interrogazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che il numero nazionale antiviolenza 1522 è dedicato esclusivamente alle donne vittime di violenza e stalking e che gli uomini che cercano aiuto non trovano oggi un servizio pubblico equivalente, con la conseguenza di lasciare senza un riferimento istituzionale una parte delle vittime.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Da anni sosteniamo un principio tanto semplice quanto fondamentale: la violenza non ha sesso, hanno un volto le vittime», dichiarano gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Non chiediamo privilegi né contrapposizioni. Non vogliamo sottrarre risorse o attenzione alle donne vittime di violenza, che meritano ogni forma di tutela. Chiediamo semplicemente che anche gli uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche, familiari o persecutorie possano essere ascoltati, studiati e aiutati con la stessa dignità riconosciuta ad ogni altra persona».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Secondo i fondatori di <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong>, l’assenza di una raccolta sistematica dei dati determina inevitabilmente una rappresentazione incompleta del fenomeno, rendendo difficile programmare politiche pubbliche realmente basate su evidenze scientifiche.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Non si può conoscere ciò che non si misura. Non si possono costruire politiche efficaci partendo da dati incompleti. Per questo chiediamo che l’ISTAT, insieme alle Università e agli enti di ricerca, avvii immediatamente un sistema permanente di raccolta, monitoraggio e pubblicazione dei dati relativi anche alla violenza subita dagli uomini, affinché ogni decisione pubblica sia fondata sulla realtà e non su rappresentazioni parziali».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Gli Avvocati Pisani ed Esposito sottolineano inoltre come il progetto 1523.it, nato proprio per assistere uomini, donne, minori, anziani e famiglie vittime di ogni forma di violenza, abbia raccolto negli anni migliaia di richieste di aiuto che dimostrano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«L’uguaglianza sancita dalla Costituzione impone alle istituzioni di tutelare ogni persona. La violenza è una violazione dei diritti fondamentali dell’essere umano e non può essere affrontata con criteri selettivi o con letture ideologiche. Ogni vittima ha diritto allo stesso ascolto, alla stessa protezione e alla stessa giustizia».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>L’Associazione Potere ai Diritti e il progetto 1523.it rivolgono un sentito ringraziamento ai Senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio per aver portato all’attenzione del Parlamento un tema che per troppo tempo è rimasto ai margini del dibattito pubblico.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’auspicio è che questa iniziativa rappresenti l’inizio di una nuova stagione di politiche pubbliche fondate sul principio dell’universalità dei diritti, capaci di superare ogni contrapposizione tra uomini e donne e di costruire un sistema di prevenzione, assistenza, ricerca e tutela realmente inclusivo.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Per gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito la vera sfida culturale è una sola: eliminare definitivamente pregiudizi, stereotipi e narrazioni discriminatorie, affermando un principio che dovrebbe essere patrimonio comune di tutte le istituzioni: davanti alla violenza non esistono vittime di serie A e vittime di serie B. Esistono soltanto persone che chiedono protezione, rispetto e giustizia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">A QUESTO LINK L&#8217;ATTO PARLAMENTARE</span></p>
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<p><a href="http://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=Sindisp&amp;id=1512520&amp;idoggetto=0&amp;rif=0">http://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=Sindisp&amp;id=1512520&amp;idoggetto=0&amp;rif=0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenza-presentata-in-senato-uninterrogazione-sul-fenomeno-degli-uomini-vittime-di-abusi/">Violenza, presentata in Senato un’interrogazione sul fenomeno degli uomini vittime di abusi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</title>
		<link>https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio  di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri”   &#160; « Pisani: finalmente una verità dalla politica e ricordo a tutti che la violenza non ha sesso, ha ripetuto oggi il fondatore del team 1523.it  Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri come nei convegni subendo attacchi violenti ” &#160; «Così come c&#8217;è la violenza sulle donne c&#8217;è quella sugli anziani e non c&#8217;è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c&#8217;è bisogno di una fattispecie specifica». La dichiarazione di Roberto Vannacci, pronunciata poche ore fa durante l’ultima giornata della Costituente di Futuro Nazionale, ricalca quanto da tempo è stato proclamato dall’avvocato Angelo Pisani, anche a nome dei team antiviolenza nazionale 1523.it, da lui fondato, che accoglie e sostiene ormai migliaia di vittime di violenza da tutta Italia, senza distinzione di sesso e soprattutto vittime maschili ignorate, derise e abbandonate da tutti comprese le istituzioni. In un’intervista  del 30 luglio 2025, in occasione del lancio dei suoi libri “Se questo è (ancora) un uomo” e “L’altra violenza”, Pisani spiegava innanzitutto perché la legge sul femminicidio è palesemente anticostituzionale. «La nostra Costituzione &#8211; spiegava Pisani &#8211; dice chiaramente che la legge è uguale per tutti, senza distinzione di sesso. Qui invece si introducono pene differenziate a seconda del genere della vittima, come se la vita di una donna valesse più di quella di un uomo, di un anziano, di un bambino, di un immigrato. Tutto ciò è ingiustificabile ed inaccettabile anche perché nella strumentalizzazione ed ideologia del sistema non si denuncia che , senza generalizzare, le donne sono più violente degli uomini . Chi uccide è un assassino, va punito sempre con pena fine mai, punto. Creare una categoria “speciale” di vittime significa spaccare la giustizia e alimentare divisioni sociali, qualcosa simile all’odiata omofobia». La legge che punisce gli assassini esiste già, bisognava solo applicarla. «Sono previste da tempo le aggravanti per omicidi commessi in ambito familiare, per futili motivi, con crudeltà, si può condannare anche all’ergastolo &#8211; continuava il legale, che è presidente della Commissione per il Diritto degli affetti presso l’Ordine degli Avvocati partenopeo &#8211; quindi non serve un nuovo reato di “genere”: serve far rispettare le leggi che abbiamo e, prima di tutto, servono educazione civica, tutela dei valori e degli affetti». «La verità &#8211; concludeva Pisani &#8211; è che qui si è usato il diritto penale per fare ideologia, politica di basso livello, a sinistra come a destra, e questo è inutile e pericoloso». «A nome mio personale e del progetto 1523.it- dice oggi Pisani &#8211; posso solo compiacermi del fatto che, a distanza di oltre un anno dall&#8217;uscita dei miei libri, la politica sia finalmente arrivata ad ammettere queste verità. Ma evidentemente era necessaria una proposta di rottura, come quella che sta portando avanti Roberto Vannacci, del quale non conosco tutte le proposte ma applaudo per la coerenza ed equilibrio apprezzando le sue considerazioni chiare sul reato di femminicidio e il suo coraggio. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/">Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri”</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></p>
<div> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Vannacci.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5958" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Vannacci-300x202.png" alt="" width="300" height="202" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif">«</span></p>
<p style="text-align: center"><strong>Pisani: finalmente una verità dalla politica e ricordo a tutti che la violenza non ha sesso, ha ripetuto oggi il fondatore del team 1523.it </strong><br />
Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio<br />
di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri come nei convegni subendo attacchi violenti ”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Così come c&#8217;è la violenza sulle donne c&#8217;è quella sugli anziani e non c&#8217;è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c&#8217;è bisogno di una fattispecie specifica». La dichiarazione di Roberto Vannacci, pronunciata poche ore fa durante l’ultima giornata della Costituente di Futuro Nazionale, ricalca quanto da tempo è stato proclamato dall’avvocato Angelo Pisani, anche a nome dei team antiviolenza nazionale 1523.it, da lui fondato, che accoglie e sostiene ormai migliaia di vittime di violenza da tutta Italia, senza distinzione di sesso e soprattutto vittime maschili ignorate, derise e abbandonate da tutti comprese le istituzioni.</p>
<p>In un’<a href="https://angelopisani.it/femminicidio-una-norma-incostituzionale/" target="_blank">intervista</a>  del 30 luglio 2025, in occasione del lancio dei suoi libri “<a href="https://www.amazon.it/questo-ancora-uomo-violenza-ignorata/dp/B0FBD4NXR1" target="_blank">Se questo è (ancora) un uomo</a>” e “<a href="https://www.amazon.it/Laltra-violenza-Angelo-Pisani/dp/B0F9423T4M" target="_blank">L’altra violenza</a>”, Pisani spiegava innanzitutto perché la legge sul femminicidio è palesemente anticostituzionale. «La nostra Costituzione &#8211; spiegava Pisani &#8211; dice chiaramente che la legge è uguale per tutti, senza distinzione di sesso. Qui invece si introducono pene differenziate a seconda del genere della vittima, come se la vita di una donna valesse più di quella di un uomo, di un anziano, di un bambino, di un immigrato. Tutto ciò è ingiustificabile ed inaccettabile anche perché nella strumentalizzazione ed ideologia del sistema non si denuncia che , senza generalizzare, le donne sono più violente degli uomini . Chi uccide è un assassino, va punito sempre con pena fine mai, punto. Creare una categoria “speciale” di vittime significa spaccare la giustizia e alimentare divisioni sociali, qualcosa simile all’odiata omofobia».<br />
La legge che punisce gli assassini esiste già, bisognava solo applicarla. «Sono previste da tempo le aggravanti per omicidi commessi in ambito familiare, per futili motivi, con crudeltà, si può condannare anche all’ergastolo &#8211; continuava il legale, che è presidente della Commissione per il Diritto degli affetti presso l’Ordine degli Avvocati partenopeo &#8211; quindi non serve un nuovo reato di “genere”: serve far rispettare le leggi che abbiamo e, prima di tutto, servono educazione civica, tutela dei valori e degli affetti». «La verità &#8211; concludeva Pisani &#8211; è che qui si è usato il diritto penale per fare ideologia, politica di basso livello, a sinistra come a destra, e questo è inutile e pericoloso».</p>
<p>«A nome mio personale e del progetto 1523.it- dice oggi Pisani &#8211; posso solo compiacermi del fatto che, a distanza di oltre un anno dall&#8217;uscita dei miei libri, la politica sia finalmente arrivata ad ammettere queste verità. Ma evidentemente era necessaria una proposta di rottura, come quella che sta portando avanti Roberto Vannacci, del quale non conosco tutte le proposte ma applaudo per la coerenza ed equilibrio apprezzando le sue considerazioni chiare sul reato di femminicidio e il suo coraggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libri-Pisani.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5959" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libri-Pisani-300x245.png" alt="" width="300" height="245" /></a></span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/">Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pisani 1523.it &#8211; Piena solidarietà alla premier Giorgia Meloni</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  «Quello che voi non riuscite ad accettare è che c&#8217;è una persona che, senza mai indossare delle ginocchiere, è arrivata dove è arrivata. Senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie». E’ la dura replica di Giorgia Meloni alla Camera contro l&#8217;attacco del deputato Francesco Silvestri, M5s, che l&#8217;aveva accusata di «non aver raddrizzato la schiena, ma di aver semplicemente indossato delle ginocchiere». L&#8217;espressione ha fatto indignare la maggioranza, che ha accusato Silvestri di sessismo. E ha scatenato la rabbia della premier. Meloni: «Vi dà fastidio che sono arrivata qui senza scorciatoie».   L’avvocato Angelo Pisani, founder del contatto antiviolenza nazionale 1523.it &#8211; Potere ai Diritti, esprime profonda indignazione per l’attacco rivolto da Silvestri alla premier.  Al tempo stesso Pisani condanna la falsità del femminismo tossico, quello che tutela le donne solo quando conviene a loro. «Denunciamo la vergognosa violenza subita dalla premier Giorgia Meloni, cui va la piena solidarietà del 1523.it», conclude Pisani. &#160; IL VIDEO DEL 1523 https://angelopisani.it/portfolio/piena-solidarieta-del-1323-it-alla-premier-giorgia-meloni-dopo-lattacco-di-francesco-silvestri-nellaula-della-camera-e-condanna-del-femminismo-tossico-che-non-lha-difesa/ &#160; https://youtube.com/shorts/5QMyrO9E7D &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-1523-it-piena-solidarieta-alla-premier-giorgia-meloni/">Pisani 1523.it &#8211; Piena solidarietà alla premier Giorgia Meloni</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Meloni.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5950" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Meloni-643x1024.png" alt="" width="643" height="1024" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Quello che voi non riuscite ad accettare è che c&#8217;è una persona che, senza mai indossare delle ginocchiere, è arrivata dove è arrivata. Senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie». E’ la dura replica di <strong>Giorgia Meloni </strong>alla Camera contro l&#8217;attacco del deputato <strong>Francesco Silvestri</strong>, M5s, che l&#8217;aveva accusata di «non aver raddrizzato la schiena, ma di aver semplicemente indossato delle ginocchiere». L&#8217;espressione ha fatto indignare la maggioranza, che ha accusato Silvestri di sessismo. E ha scatenato la rabbia della premier.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Meloni: «Vi dà fastidio che sono arrivata qui senza scorciatoie».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del contatto antiviolenza nazionale <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> &#8211; <strong>Potere ai Diritti</strong>, esprime profonda indignazione per l’attacco rivolto da Silvestri alla premier. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Al tempo stesso Pisani condanna la falsità del femminismo tossico, quello che tutela le donne solo quando conviene a loro.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Denunciamo la vergognosa violenza subita dalla premier Giorgia Meloni, cui va la piena solidarietà del <strong>1523.it</strong>», conclude Pisani.</span></p>
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<p>IL VIDEO DEL 1523</p>
<p><a href="https://angelopisani.it/portfolio/piena-solidarieta-del-1323-it-alla-premier-giorgia-meloni-dopo-lattacco-di-francesco-silvestri-nellaula-della-camera-e-condanna-del-femminismo-tossico-che-non-lha-difesa/">https://angelopisani.it/portfolio/piena-solidarieta-del-1323-it-alla-premier-giorgia-meloni-dopo-lattacco-di-francesco-silvestri-nellaula-della-camera-e-condanna-del-femminismo-tossico-che-non-lha-difesa/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://youtube.com/shorts/5QMyrO9E7D">https://youtube.com/shorts/5QMyrO9E7D</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/pisani-1523-it-piena-solidarieta-alla-premier-giorgia-meloni/">Pisani 1523.it &#8211; Piena solidarietà alla premier Giorgia Meloni</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>23 MAGGIO – GIORNATA DELLA LEGALITÀ 1523.it – Potere ai Diritti: “La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime”</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2026 09:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In occasione del 23 maggio, Giornata della Legalità, il progetto antiviolenza  1523.it￼ promosso dall’associazione “Potere ai Diritti” rivolge un appello al Presidente della Repubblica, alle istituzioni, alla politica nazionale e locale, affinché venga finalmente garantita una reale uguaglianza dei diritti e delle tutele per tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, condizioni personali o colore della pelle. Nel giorno simbolo della lotta per la giustizia e la legalità, 1523.it invierà alle istituzioni una richiesta di aiuto, rispetto e ascolto accompagnata da locandine e cartoline informative contenenti dati, numeri, ricostruzioni e testimonianze raccolte direttamente da vittime e team territoriali, relativi alle violenze e discriminazioni subite da uomini nei primi cinque mesi del 2026, qui di seguito allegate. Dati non ufficiali, ricostruiti “per difetto”, proprio perché in Italia manca ancora una raccolta istituzionale completa e imparziale sulle violenze subite dagli uomini, a differenza di quanto avviene per altre categorie giustamente tutelate. Secondo il progetto 1523.it, il silenzio istituzionale rappresenta oggi una grave lacuna democratica e culturale. Senza raccolta dati ISTAT, senza centri antiviolenza dedicati agli uomini, senza specifiche tutele, leggi o benefit, senza reale attenzione della politica e dei grandi media finanziati con fondi pubblici, migliaia di uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche o giudiziarie restano invisibili. «Il giorno della Legalità – dichiarano i promotori del progetto – non può ignorare uomini uccisi, feriti, avvelenati, perseguitati, suicidati o ridotti in miseria nel silenzio generale. La violenza non ha sesso e la giustizia, come l’informazione, deve essere uguale per tutti». Il progetto dedica simbolicamente questa giornata anche all’uomo evirato ad Angri, ritenuto emblema non solo di una feroce violenza criminale, ma anche dell’assenza di solidarietà, assistenza e tutela istituzionale nei confronti delle vittime maschili. 1523.it sottolinea inoltre che il rispetto per gli uomini vittime di violenza non è in contrasto con la tutela delle donne realmente vittime di abusi, ma rappresenta un completamento dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e dignità umana. L’associazione chiede un incontro istituzionale urgente per affrontare quella che definisce “una discriminazione sociale e culturale che non può più essere nascosta”. Alcuni dati. Nei primi 5 mesi del 2026 22 uomini uccisi da donne Oltre 300 uomini feriti o aggrediti 40 uomini vittime di tentato omicidio Più di 100 uomini si sono suicidati a causa di violenze, abbandoni, false accuse Più di 200 uomini ridotti in miseria per separazioni ingiuste, alienazione parentale, ingiustizie sistemiche. La violenza non ha sesso. Il dolore non ha genere. La legalità deve proteggere tutti. QUI LE SCHEDE INFORMATIVE CON I NUMERI DELLA VIOLENZA &#8220;OSCURATA&#8221;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/">23 MAGGIO – GIORNATA DELLA LEGALITÀ 1523.it – Potere ai Diritti: “La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/21.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5863" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/21-211x300.jpeg" alt="" width="211" height="300" /></a></div>
<div></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
In occasione del 23 maggio, Giornata della Legalità, il progetto antiviolenza  <strong><a href="http://1523.it%EF%BF%BC/" target="_blank">1523.it￼</a></strong> promosso dall’associazione “Potere ai Diritti” rivolge un appello al Presidente della Repubblica, alle istituzioni, alla politica nazionale e locale, affinché venga finalmente garantita una reale uguaglianza dei diritti e delle tutele per tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, condizioni personali o colore della pelle.</p>
<p>Nel giorno simbolo della lotta per la giustizia e la legalità, <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> invierà alle istituzioni una richiesta di aiuto, rispetto e ascolto accompagnata da locandine e cartoline informative contenenti dati, numeri, ricostruzioni e testimonianze raccolte direttamente da vittime e team territoriali, relativi alle violenze e discriminazioni subite da uomini nei primi cinque mesi del 2026, qui di seguito allegate.</p>
<p>Dati non ufficiali, ricostruiti “per difetto”, proprio perché in Italia manca ancora una raccolta istituzionale completa e imparziale sulle violenze subite dagli uomini, a differenza di quanto avviene per altre categorie giustamente tutelate.<br />
<strong><br />
Secondo il progetto <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, il silenzio istituzionale rappresenta oggi una grave lacuna democratica e culturale.</strong></p>
<p>Senza raccolta dati ISTAT, senza centri antiviolenza dedicati agli uomini, senza specifiche tutele, leggi o benefit, senza reale attenzione della politica e dei grandi media finanziati con fondi pubblici, migliaia di uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche o giudiziarie restano invisibili.</p>
<p>«Il giorno della Legalità – dichiarano i promotori del progetto – non può ignorare uomini uccisi, feriti, avvelenati, perseguitati, suicidati o ridotti in miseria nel silenzio generale. La violenza non ha sesso e la giustizia, come l’informazione, deve essere uguale per tutti».</p>
<p>Il progetto dedica simbolicamente questa giornata anche all’uomo evirato ad Angri, ritenuto emblema non solo di una feroce violenza criminale, ma anche dell’assenza di solidarietà, assistenza e tutela istituzionale nei confronti delle vittime maschili.</p>
<p><strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it </a></strong>sottolinea inoltre che il rispetto per gli uomini vittime di violenza non è in contrasto con la tutela delle donne realmente vittime di abusi, ma rappresenta un completamento dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e dignità umana.</p>
<p>L’associazione chiede un incontro istituzionale urgente per affrontare quella che definisce “una discriminazione sociale e culturale che non può più essere nascosta”.</span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Alcuni dati.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Nei primi 5 mesi del 2026</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">22 uomini uccisi da donne</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Oltre 300 uomini feriti o aggrediti</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">40 uomini vittime di tentato omicidio</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Più di 100 uomini si sono suicidati a causa di violenze, abbandoni, false accuse</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif">Più di 200 uomini ridotti in miseria per separazioni ingiuste, alienazione parentale, ingiustizie sistemiche.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>La violenza non ha sesso.</strong></div>
<div><strong>Il dolore non ha genere.</strong></div>
<div><strong>La legalità deve proteggere tutti.</strong></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><em>QUI LE SCHEDE INFORMATIVE CON I NUMERI DELLA VIOLENZA &#8220;OSCURATA&#8221;</em></span></div>
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<div>
<p><a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/2-19/' title='2'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/21-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="2" title="2" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/1-19/' title='1'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/11-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="1" title="1" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/2-20/' title='2'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/22-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="2" title="2" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/3-16/' title='3'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/3-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="3" title="3" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/4-10/' title='4'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/4-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="4" title="4" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/5-8/' title='5'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="5" title="5" /></a><br />
<a href='https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/6-4/' title='6'><img width="150" height="150" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/6-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="6" title="6" /></a></p>
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<div><span style="font-family: georgia, serif"><em><br />
</em></span></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/23-maggio-giornata-della-legalita-1523-it-potere-ai-diritti-la-legalita-impone-uguale-tutela-e-rispetto-per-tutte-le-vittime/">23 MAGGIO – GIORNATA DELLA LEGALITÀ 1523.it – Potere ai Diritti: “La legalità impone uguale tutela e rispetto per tutte le vittime”</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</title>
		<link>https://angelopisani.it/domani-a-napoli-in-conferenza-stampa-la-petizione-per-chiedere-dati-istat-sulle-violenze-subite-da-uomini-e-lgbt-dibattito-aperto-al-pubblico/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Se questo è (ancora) un uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico Sarà presentata a Napoli domani, 12 maggio, la petizione per chiedere al governo di raccogliere, tramite ISTAT, i dati relativi alla violenza subita dagli uomini e dalle persone LGBT nell&#8217;ambito domestico e relazionale.  L&#8217;iniziativa parte dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del contatto antiviolenza nazionale 1523.it-Potere ai Diritti, insieme a &#8220;Gesef&#8221;, &#8220;Aprosir&#8221;, &#8220;Centro Studi Applicati&#8221; e al &#8220;Comitato Bigenitorialità e pari opportunità Oltre il Genere&#8221;. Presso la Libreria Raffaello di Via Kerbaker 20, alle ore 16:30, ne discuteranno: Angelo Pisani, il presidente della Fondazione Europea Gesef Vincenzo Spavone, la psicoterapeuta e vicepresidente Aprosir Antonella Baiocchi e Fabio Nespoli, direttore Centro Studi Applicati. Contestualmente sarà presentato il libro di Angelo Pisani &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, una denuncia sull incostituzionale discriminazione degli uomini vittime di violenza, documentata da decine e decine di storie vere.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/domani-a-napoli-in-conferenza-stampa-la-petizione-per-chiedere-dati-istat-sulle-violenze-subite-da-uomini-e-lgbt-dibattito-aperto-al-pubblico/">Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #0000ff;font-size: large"><strong>Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</strong></span></div>
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<div><span style="font-family: georgia, serif">Sarà presentata a Napoli domani, 12 maggio, la petizione per chiedere al governo di raccogliere, tramite ISTAT, i dati relativi alla violenza subita dagli uomini e dalle persone LGBT nell&#8217;ambito domestico e relazionale. </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;iniziativa parte dall&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder del contatto antiviolenza nazionale <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>-Potere ai Diritti</strong>, insieme a &#8220;Gesef&#8221;, &#8220;Aprosir&#8221;, &#8220;Centro Studi Applicati&#8221; e al &#8220;Comitato Bigenitorialità e pari opportunità Oltre il Genere&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Presso la Libreria Raffaello di Via Kerbaker 20, alle ore 16:30, ne discuteranno: Angelo Pisani, il presidente della Fondazione Europea Gesef <strong>Vincenzo Spavone</strong>, la psicoterapeuta e vicepresidente Aprosir <strong>Antonella Baiocchi</strong> e <strong>Fabio Nespoli</strong>, direttore Centro Studi Applicati.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Contestualmente sarà presentato il libro di Angelo Pisani &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, una denuncia sull incostituzionale discriminazione degli uomini vittime di violenza, documentata da decine e decine di storie vere.</span></div>
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<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina-12-maggio-1.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5829" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina-12-maggio-1-712x1024.jpeg" alt="" width="712" height="1024" /></a></div>
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<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Locandina-12-maggio-2.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5830" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Locandina-12-maggio-2-700x1024.jpeg" alt="" width="700" height="1024" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/domani-a-napoli-in-conferenza-stampa-la-petizione-per-chiedere-dati-istat-sulle-violenze-subite-da-uomini-e-lgbt-dibattito-aperto-al-pubblico/">Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Uomo evirato ad Angri / Il difensore Angelo Pisani annuncia battaglia</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 17:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Angri]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo evirato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> «La tragica vicenda di Angri &#8211; esordisce l’avvocato Angelo Pisani, che ha appena assunto la difesa legale dell’uomo evirato ad Angri (SA) dalla compagna &#8211; è una brutta pagina di cronaca, non solo per la brutale violenza esercitata con tanta crudeltà, ma anche per la mancata solidarietà alla vittima». Pisani, che ha accettato l’incarico a nome del 1523.it, il progetto antiviolenza da lui stesso fondato, che ha già assistito centinaia di vittime in tutta Italia, senza distinzioni di sesso, parla poi di feroce istigazione alla violenza. «Non solo &#8211; rincara la dose &#8211; né forze politiche o istituzioni hanno espresso solidarietà all’uomo, che è ancora ricoverato in ospedale e resterà per sempre mutilato, ma fin da quando si è diffusa la notizia sui social sono apparsi a pioggia inqualificabili manifestazioni di consenso verso il gesto criminale della donna». «Stiamo assistendo &#8211; sottolinea Pisani &#8211; ad un capovolgimento plateale dei principi costituzionali di uguaglianza. Se analoga mutilazione fosse stata commessa ai danni di una donna, sarebbero già insorte associazioni, istituzioni, i media e le forze politiche». «Lo Stato &#8211; aggiunge il legale &#8211; così come ha fatto con tante donne vittime di brutalità maschile, che va sempre duramente condannata, ora deve risarcire anche quest’uomo, dandogli i mezzi materiali per poter provvedere alle cure necessarie. Pretendiamo gli stessi diritti». Basta, dunque, nascondere sotto il tappeto la violenza quando la vittima è un uomo. Secondo la ricostruzione l’uomo, un cittadino del Bangladesh residente in Italia, aveva da poco intrapreso una relazione con la trentacinquenne. Quando le ha comunicato che la moglie sarebbe venuta in Italia la situazione è precipitata. La donna avrebbe pianificato l’aggressione: prima un sonnifero per stordirlo, poi il gesto estremo. L’uomo è riuscito a chiedere aiuto ai vicini ma i sanitari, intervenuti prontamente, non sono riusciti a riattaccare l’organo, che la donna aveva gettato giù per le scale della modesta abitazione prima di fuggire. L’accusa formulata inizialmente dalla Procura, quella di tentato omicidio, è stata ora trasformata in “lesioni gravissime”. E già al Pronto soccorso, dove era stato ricoverato in gravi condizioni per le vistose perdite ematiche subite, qualcuno aveva cominciato a scattare foto, diffuse poi sui social insieme ai commenti di esaltazione per il gesto della donna. «Quest’uomo &#8211; dichiara Pisani &#8211; è stato colpito tre volte: dalla violenza fisica, dall’umiliazione pubblica e dalla diffusione di immagini private». La donna si trova ora detenuta nel carcere di Fuorni (SA). Ma il futuro dell’uomo è compromesso per sempre. Per questo Pisani annuncia che chiederà risarcimento pieno per il danno biologico, morale ed esistenziale subito dalla vittima, oltre alla copertura finanziaria per gli interventi ricostruttivi e le cure future. Non è esclusa un’eccezione di costituzionalità, che potrebbe trasformare questa brutta pagina di cronaca in un pilastro giurisprudenziale. Potrebbe infatti arrivare anche un’eccezione di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento e l’assenza di strumenti specifici a tutela degli uomini vittime di violenza femminile.  &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uomo-evirato-ad-angri-il-difensore-angelo-pisani-annuncia-battaglia/">Uomo evirato ad Angri / Il difensore Angelo Pisani annuncia battaglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/2.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5812" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/2-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span><span style="font-family: georgia, serif">«La tragica vicenda di Angri &#8211; esordisce l’avvocato </span><strong>Angelo Pisani</strong><span style="font-family: georgia, serif">, che ha appena assunto la difesa legale dell’uomo evirato ad Angri (SA) dalla compagna &#8211; è una brutta pagina di cronaca, non solo per la brutale violenza esercitata con tanta crudeltà, ma anche per la mancata solidarietà alla vittima».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Pisani, che ha accettato l’incarico a nome del <strong><a href="http://1523.it">1523.it</a></strong>, il progetto antiviolenza da lui stesso fondato, che ha già assistito centinaia di vittime in tutta Italia, senza distinzioni di sesso, parla poi di feroce istigazione alla violenza. «Non solo &#8211; rincara la dose &#8211; né forze politiche o istituzioni hanno espresso solidarietà all’uomo, che è ancora ricoverato in ospedale e resterà per sempre mutilato, ma fin da quando si è diffusa la notizia sui social sono apparsi a pioggia inqualificabili manifestazioni di consenso verso il gesto criminale della donna».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Stiamo assistendo &#8211; sottolinea Pisani &#8211; ad un capovolgimento plateale dei principi costituzionali di uguaglianza. Se analoga mutilazione fosse stata commessa ai danni di una donna, sarebbero già insorte associazioni, istituzioni, i media e le forze politiche». «Lo Stato &#8211; aggiunge il legale &#8211; così come ha fatto con tante donne vittime di brutalità maschile, che va sempre duramente condannata, ora deve risarcire anche quest’uomo, dandogli i mezzi materiali per poter provvedere alle cure necessarie. Pretendiamo gli stessi diritti». Basta, dunque, nascondere sotto il tappeto la violenza quando la vittima è un uomo.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Secondo la ricostruzione l’uomo, un cittadino del Bangladesh residente in Italia, aveva da poco intrapreso una relazione con la trentacinquenne. Quando le ha comunicato che la moglie sarebbe venuta in Italia la situazione è precipitata. La donna avrebbe pianificato l’aggressione: prima un sonnifero per stordirlo, poi il gesto estremo. L’uomo è riuscito a chiedere aiuto ai vicini ma i sanitari, intervenuti prontamente, non sono riusciti a riattaccare l’organo, che la donna aveva gettato giù per le scale della modesta abitazione prima di fuggire.</span></p>
<div id="attachment_5813" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1.jpeg"><img class="size-medium wp-image-5813" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">L&#8217;organo amputato gettato sulle scale di casa</p>
</div>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’accusa formulata inizialmente dalla Procura, quella di tentato omicidio, è stata ora trasformata in “lesioni gravissime”. E già al Pronto soccorso, dove era stato ricoverato in gravi condizioni per le vistose perdite ematiche subite, qualcuno aveva cominciato a scattare foto, diffuse poi sui social insieme ai commenti di esaltazione per il gesto della donna.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Quest’uomo &#8211; dichiara Pisani &#8211; è stato colpito tre volte: dalla violenza fisica, dall’umiliazione pubblica e dalla diffusione di immagini private».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La donna si trova ora detenuta nel carcere di Fuorni (SA). Ma il futuro dell’uomo è compromesso per sempre. Per questo Pisani annuncia che chiederà risarcimento pieno per il danno biologico, morale ed esistenziale subito dalla vittima, oltre alla copertura finanziaria per gli interventi ricostruttivi e le cure future. Non è esclusa un’eccezione di costituzionalità, che potrebbe trasformare questa brutta pagina di cronaca in un pilastro giurisprudenziale. Potrebbe infatti arrivare anche un’eccezione di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento e l’assenza di strumenti specifici a tutela degli uomini vittime di violenza femminile. </span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/uomo-evirato-ad-angri-il-difensore-angelo-pisani-annuncia-battaglia/">Uomo evirato ad Angri / Il difensore Angelo Pisani annuncia battaglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il Reddito di libertà destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo da 500 a 530 euro al mese per un anno. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025. Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, statistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali. Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime. Da qui la proposta del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti. «Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà». «Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5782" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42-300x162.png" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il <strong>Reddito di libertà</strong> destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo <strong>da 500 a 530 euro al mese per un anno</strong>. Il contributo complessivo annuo sale così a <strong>6.360 euro</strong>, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa <strong>16,5 milioni di euro</strong>, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025.</p>
<p>Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, s<strong>tatistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali.</strong> Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime.</p>
<p>Da qui la proposta del <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a>, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti.</p>
<p>«Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere <strong>la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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