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	<title>Angelo Pisani &#187; ITALIA</title>
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		<title>ENERGIA, PISANI: «SCONTI DA URLO, RISPARMI DA SUSSURRO.  LE ISTITUZIONI FERMINO LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI»</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ENERGIA, PISANI: «SCONTI DA URLO, RISPARMI DA SUSSURRO.  LE ISTITUZIONI FERMINO LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI» Noiconsumatori.it chiede controlli immediati, sanzioni per i responsabili delle violazioni accertate e tutela risarcitoria per gli utenti danneggiati. «Le famiglie non sono bancomat dei colossi dell’energia. Chi promette risparmi deve dimostrarli con prezzi trasparenti, confrontabili e verificabili. Nessun potere economico può sentirsi al di sopra dei diritti dei consumatori». È l’appello dell’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori.it, che denuncia possibili profili di ingannevolezza nelle campagne promozionali del mercato energetico e sollecita l’intervento di AGCM, ARERA, Governo e magistratura, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze. Nel confronto tra le offerte  esaminate, lo sconto pubblicizzato passa dal 15% al 30%, mentre il prezzo finale unitario della luce scende da 0,1373 a 0,1351 euro/kWh: circa l’1,6% in meno rispetto all’offerta precedente. Contestualmente, il prezzo di riferimento barrato aumenta da 0,1630 a 0,1975 euro/kWh. Il confronto riguarda la componente a consumo, non il totale della bolletta. «Il punto da chiarire — afferma Pisani — è quale vantaggio venga realmente comunicato al cittadino. Una percentuale spettacolare, applicata a una base più alta, può creare una percezione del risparmio molto diversa dal beneficio concreto. I consumatori hanno diritto di capire quanto pagheranno, senza dover decifrare slogan, asterischi e prezzi barrati». Noiconsumatori.it chiede verifiche tempestive sulle basi di calcolo degli sconti, sulla comparabilità delle offerte e sulla chiarezza delle informazioni relative a quote fisse e componenti escluse dalle promozioni. «Quando vengono accertate pubblicità ingannevoli o strategie commerciali illecite, occorre fermarle e sanzionare i responsabili. Alla magistratura chiediamo di verificare eventuali reati e di accertare le responsabilità. Le dimensioni di un’impresa e il suo peso economico non possono diventare uno scudo contro i controlli.» Pisani invita gli utenti che ritengono di essere stati indotti in errore a conservare pubblicità, schermate delle offerte, condizioni contrattuali e bollette, a segnalare le condotte alle autorità competenti e a far valutare le richieste di rimborso e risarcimento dei danni effettivamente subiti e documentabili. «Non rassegnatevi. Una promessa commerciale ingannevole può incidere sui bilanci delle famiglie e sulla libertà di scegliere. Chiediamo alle istituzioni di garantire trasparenza e alle imprese di rispondere delle violazioni accertate: i profitti non possono essere costruiti sull’equivoco e sulla vulnerabilità dei cittadini.» &#160; «IL RISPARMIO SI DIMOSTRA IN BOLLETTA, NON SI URLA IN PUBBLICITÀ.» Avv. Angelo Pisani — Noiconsumatori.it IL VIDEO https://youtube.com/shorts/1Z-pAFT8B8I</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/energia-pisani-sconti-da-urlo-risparmi-da-sussurro-le-istituzioni-fermino-le-pubblicita-ingannevoli/">ENERGIA, PISANI: «SCONTI DA URLO, RISPARMI DA SUSSURRO.  LE ISTITUZIONI FERMINO LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">ENERGIA, PISANI: «SCONTI DA URLO, RISPARMI DA SUSSURRO. </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">LE ISTITUZIONI FERMINO LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI»</span></strong></div>
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<div><strong>Noiconsumatori.it chiede controlli immediati, sanzioni per i responsabili delle violazioni accertate e tutela risarcitoria per gli utenti danneggiati.</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Le famiglie non sono bancomat dei colossi dell’energia. Chi promette risparmi deve dimostrarli con prezzi trasparenti, confrontabili e verificabili. Nessun potere economico può sentirsi al di sopra dei diritti dei consumatori».</span></span></p>
<p>È l’appello dell’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, presidente di <strong>Noiconsumatori.it</strong>, che denuncia possibili profili di ingannevolezza nelle campagne promozionali del mercato energetico e sollecita l’intervento di AGCM, ARERA, Governo e magistratura, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.</p>
<p>Nel confronto tra le offerte  esaminate, lo sconto pubblicizzato passa dal 15% al 30%, mentre il prezzo finale unitario della luce scende da 0,1373 a 0,1351 euro/kWh: circa l’1,6% in meno rispetto all’offerta precedente. Contestualmente, il prezzo di riferimento barrato aumenta da 0,1630 a 0,1975 euro/kWh. Il confronto riguarda la componente a consumo, non il totale della bolletta.</p>
<p>«Il punto da chiarire — afferma Pisani — è quale vantaggio venga realmente comunicato al cittadino. Una percentuale spettacolare, applicata a una base più alta, può creare una percezione del risparmio molto diversa dal beneficio concreto. I consumatori hanno diritto di capire quanto pagheranno, senza dover decifrare slogan, asterischi e prezzi barrati».</p>
<p><strong>Noiconsumatori.it chiede verifiche tempestive sulle basi di calcolo degli sconti, sulla comparabilità delle offerte e sulla chiarezza delle informazioni relative a quote fisse e componenti escluse dalle promozioni.</strong></p>
<p>«Quando vengono accertate pubblicità ingannevoli o strategie commerciali illecite, occorre fermarle e sanzionare i responsabili. Alla magistratura chiediamo di verificare eventuali reati e di accertare le responsabilità. Le dimensioni di un’impresa e il suo peso economico non possono diventare uno scudo contro i controlli.»</p>
<p>Pisani invita gli utenti che ritengono di essere stati indotti in errore a conservare pubblicità, schermate delle offerte, condizioni contrattuali e bollette, a segnalare le condotte alle autorità competenti e a far valutare le richieste di rimborso e risarcimento dei danni effettivamente subiti e documentabili.</p>
<p>«Non rassegnatevi. Una promessa commerciale ingannevole può incidere sui bilanci delle famiglie e sulla libertà di scegliere. Chiediamo alle istituzioni di garantire trasparenza e alle imprese di rispondere delle violazioni accertate: i profitti non possono essere costruiti sull’equivoco e sulla vulnerabilità dei cittadini.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>«IL RISPARMIO SI DIMOSTRA IN BOLLETTA, NON SI URLA IN PUBBLICITÀ.»</div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></span></p>
<div><strong>Avv. Angelo Pisani — Noiconsumatori.it</strong></div>
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<div>IL VIDEO</div>
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<p>https://youtube.com/shorts/1Z-pAFT8B8I</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/energia-pisani-sconti-da-urlo-risparmi-da-sussurro-le-istituzioni-fermino-le-pubblicita-ingannevoli/">ENERGIA, PISANI: «SCONTI DA URLO, RISPARMI DA SUSSURRO.  LE ISTITUZIONI FERMINO LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>RC AUTO E TARGHE ESTERE, PISANI: «BASTA SPREMERE I CITTADINI.  A SETTEMBRE PARTE LA BATTAGLIA PER CAMBIARE IL SISTEMA»</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 14:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>NAPOLI – «Quando bisogna difendere i cittadini dai costi insostenibili delle assicurazioni, la politica è lenta o assente. Quando invece bisogna imporre nuovi obblighi e far pagare ancora gli automobilisti, diventa improvvisamente velocissima. Persino a Ferragosto». È durissimo l’intervento dell’Avv. Angelo Pisani, fondatore dell’Associazione Potere ai Diritti, sulla stretta annunciata contro le cosiddette targhe polacche e, più in generale, sul sistema RC Auto. «Basta con un sistema che rischia di trasformare il luogo di residenza in una condanna economica. Basta cittadini discriminati e spremuti soltanto perché vivono a Napoli, in Campania o in determinate zone d’Italia». Pisani precisa: «Nessuno vuole difendere frodi, polizze false o comportamenti illegali. Chi truffa deve essere perseguito. Ma non si può confondere chi viola la legge con chi ha cercato soluzioni legittime per sottrarsi a premi assicurativi diventati economicamente insostenibili». Poi l’affondo: «Prima di dichiarare guerra alle targhe polacche, Governo e Parlamento dichiarino guerra alle discriminazioni tariffarie. Spieghino perché un cittadino virtuoso debba essere penalizzato in partenza per il semplice fatto di vivere in un determinato territorio. Dov’è stata in tutti questi anni la stessa rapidità della politica nel difendere gli assicurati?» Secondo Pisani, il problema va affrontato alla radice: «Non servono altre pezze. Serve una riforma nazionale dell’RC Auto che rimetta al centro la persona e la sua reale condotta. Chi non provoca incidenti deve essere premiato sulla base della propria storia assicurativa e di parametri individuali, trasparenti e verificabili. Non può essere trattato come un rischio semplicemente perché appartiene a una determinata area geografica». Da qui l’annuncio: «A SETTEMBRE PARTE UNA NUOVA BATTAGLIA CIVILE E SOCIALE» Potere ai Diritti promuoverà una mobilitazione nazionale per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma dell’assicurazione automobilistica. «Vogliamo studiare un sistema che sposti sempre più il baricentro dal veicolo al conducente, valorizzando storia assicurativa, comportamento e rischio individuale e riducendo drasticamente ogni ingiustificata penalizzazione territoriale. Il principio deve essere semplice: STESSO RISCHIO, STESSE REGOLE, STESSI DIRITTI. Chi guida correttamente a Napoli deve essere rispettato esattamente come chi guida correttamente a Milano, Torino o Bolzano. Lo Stato persegua i furbi, ma smetta di trattare milioni di cittadini onesti come bancomat. Se la politica non avrà il coraggio di affrontare seriamente il sistema assicurativo, saranno i cittadini a portare la riforma in Parlamento. A settembre comincia la battaglia. E questa volta il conto non può essere pagato sempre dagli stessi».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/rc-auto-e-targhe-estere-pisani-basta-spremere-i-cittadini-a-settembre-parte-la-battaglia-per-cambiare-il-sistema/">RC AUTO E TARGHE ESTERE, PISANI: «BASTA SPREMERE I CITTADINI.  A SETTEMBRE PARTE LA BATTAGLIA PER CAMBIARE IL SISTEMA»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Targhe-polacche.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6091" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Targhe-polacche-210x300.jpeg" alt="" width="210" height="300" /></a></span></strong></div>
<div></div>
<div>NAPOLI – «Quando bisogna difendere i cittadini dai costi insostenibili delle assicurazioni, la politica è lenta o assente. Quando invece bisogna imporre nuovi obblighi e far pagare ancora gli automobilisti, diventa improvvisamente velocissima. Persino a Ferragosto».</div>
<p>È durissimo l’intervento dell’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore dell’Associazione <strong><em>Potere ai Diritti,</em></strong> sulla stretta annunciata contro le cosiddette targhe polacche e, più in generale, sul sistema RC Auto.</p>
<p>«Basta con un sistema che rischia di trasformare il luogo di residenza in una condanna economica. Basta cittadini discriminati e spremuti soltanto perché vivono a Napoli, in Campania o in determinate zone d’Italia».</p>
<p>Pisani precisa: «Nessuno vuole difendere frodi, polizze false o comportamenti illegali. Chi truffa deve essere perseguito. Ma non si può confondere chi viola la legge con chi ha cercato soluzioni legittime per sottrarsi a premi assicurativi diventati economicamente insostenibili».</p>
<p>Poi l’affondo:</p>
<p>«Prima di dichiarare guerra alle targhe polacche, Governo e Parlamento dichiarino guerra alle discriminazioni tariffarie. Spieghino perché un cittadino virtuoso debba essere penalizzato in partenza per il semplice fatto di vivere in un determinato territorio. Dov’è stata in tutti questi anni la stessa rapidità della politica nel difendere gli assicurati?»</p>
<p>Secondo Pisani, il problema va affrontato alla radice:</p>
<p>«Non servono altre pezze. Serve una riforma nazionale dell’RC Auto che rimetta al centro la persona e la sua reale condotta. Chi non provoca incidenti deve essere premiato sulla base della propria storia assicurativa e di parametri individuali, trasparenti e verificabili. Non può essere trattato come un rischio semplicemente perché appartiene a una determinata area geografica».</p>
<p>Da qui l’annuncio:</p>
<p><strong>«A SETTEMBRE PARTE UNA NUOVA BATTAGLIA CIVILE E SOCIALE»</strong></p>
<p><strong><em>Potere ai Diritti</em></strong> promuoverà una mobilitazione nazionale per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma dell’assicurazione automobilistica.</p>
<p>«Vogliamo studiare un sistema che sposti sempre più il baricentro dal veicolo al conducente, valorizzando storia assicurativa, comportamento e rischio individuale e riducendo drasticamente ogni ingiustificata penalizzazione territoriale.</p>
<div><strong>Il principio deve essere semplice:</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>STESSO RISCHIO, STESSE REGOLE, STESSI DIRITTI.</strong></div>
<p>Chi guida correttamente a Napoli deve essere rispettato esattamente come chi guida correttamente a Milano, Torino o Bolzano.</p>
<p>Lo Stato persegua i furbi, ma smetta di trattare milioni di cittadini onesti come bancomat.</p>
<p>Se la politica non avrà il coraggio di affrontare seriamente il sistema assicurativo, saranno i cittadini a portare la riforma in Parlamento.</p>
<p>A settembre comincia la battaglia. E questa volta il conto non può essere pagato sempre dagli stessi».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/rc-auto-e-targhe-estere-pisani-basta-spremere-i-cittadini-a-settembre-parte-la-battaglia-per-cambiare-il-sistema/">RC AUTO E TARGHE ESTERE, PISANI: «BASTA SPREMERE I CITTADINI.  A SETTEMBRE PARTE LA BATTAGLIA PER CAMBIARE IL SISTEMA»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza, presentata in Senato un’interrogazione sul fenomeno degli uomini vittime di abusi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo tanti appelli di giustizia, iniziative socio-culturali e libri finalmente luce   Napoli, 2 luglio 2026 – Gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito, fondatori dell’Associazione Potere ai Diritti e del progetto nazionale 1523.it – La violenza non ha sesso, esprimono profonda soddisfazione per la presentazione, da parte dei Senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio, dell’interrogazione parlamentare n. 4-03164, pubblicata il 1° luglio 2026, con la quale viene chiesto al Governo di affrontare, con rigore scientifico e senza pregiudizi, il tema della violenza subita dagli uomini.   L’atto parlamentare rappresenta un importante segnale istituzionale verso migliaia di vittime che per troppo tempo sono rimaste invisibili, prive di ascolto e spesso scoraggiate perfino dal denunciare per il timore di non essere credute o di essere ridicolizzate.   L’interrogazione evidenzia una serie di criticità che il progetto 1523.it denuncia da anni attraverso iniziative culturali, sociali e giuridiche: la mancanza di dati ufficiali completi sulla violenza contro gli uomini, l’assenza di strutture di sostegno dedicate, la difficoltà di accesso ai servizi di aiuto e la necessità di garantire pari dignità a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere.   Particolarmente significativa è la richiesta rivolta al Governo di promuovere, con il coinvolgimento di ISTAT, Università ed enti di ricerca, specifiche indagini conoscitive finalizzate a rilevare la reale diffusione della violenza contro gli uomini, comprenderne le dinamiche, analizzare le difficoltà di emersione e denuncia e costruire finalmente una base scientifica sulla quale fondare politiche pubbliche realmente efficaci.   L’interrogazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che il numero nazionale antiviolenza 1522 è dedicato esclusivamente alle donne vittime di violenza e stalking e che gli uomini che cercano aiuto non trovano oggi un servizio pubblico equivalente, con la conseguenza di lasciare senza un riferimento istituzionale una parte delle vittime.   «Da anni sosteniamo un principio tanto semplice quanto fondamentale: la violenza non ha sesso, hanno un volto le vittime», dichiarano gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito.   «Non chiediamo privilegi né contrapposizioni. Non vogliamo sottrarre risorse o attenzione alle donne vittime di violenza, che meritano ogni forma di tutela. Chiediamo semplicemente che anche gli uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche, familiari o persecutorie possano essere ascoltati, studiati e aiutati con la stessa dignità riconosciuta ad ogni altra persona».   Secondo i fondatori di 1523.it, l’assenza di una raccolta sistematica dei dati determina inevitabilmente una rappresentazione incompleta del fenomeno, rendendo difficile programmare politiche pubbliche realmente basate su evidenze scientifiche.   «Non si può conoscere ciò che non si misura. Non si possono costruire politiche efficaci partendo da dati incompleti. Per questo chiediamo che l’ISTAT, insieme alle Università e agli enti di ricerca, avvii immediatamente un sistema permanente di raccolta, monitoraggio e pubblicazione dei dati relativi anche alla violenza subita dagli uomini, affinché ogni decisione pubblica sia fondata sulla realtà e non su rappresentazioni parziali».   Gli Avvocati Pisani ed Esposito sottolineano inoltre come il progetto 1523.it, nato proprio per assistere uomini, donne, minori, anziani e famiglie vittime di ogni forma di violenza, abbia raccolto negli anni migliaia di richieste di aiuto che dimostrano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale.   «L’uguaglianza sancita dalla Costituzione impone alle istituzioni di tutelare ogni persona. La violenza è una violazione dei diritti fondamentali dell’essere umano e non può essere affrontata con criteri selettivi o con letture ideologiche. Ogni vittima ha diritto allo stesso ascolto, alla stessa protezione e alla stessa giustizia».   L’Associazione Potere ai Diritti e il progetto 1523.it rivolgono un sentito ringraziamento ai Senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio per aver portato all’attenzione del Parlamento un tema che per troppo tempo è rimasto ai margini del dibattito pubblico.   L’auspicio è che questa iniziativa rappresenti l’inizio di una nuova stagione di politiche pubbliche fondate sul principio dell’universalità dei diritti, capaci di superare ogni contrapposizione tra uomini e donne e di costruire un sistema di prevenzione, assistenza, ricerca e tutela realmente inclusivo.   Per gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito la vera sfida culturale è una sola: eliminare definitivamente pregiudizi, stereotipi e narrazioni discriminatorie, affermando un principio che dovrebbe essere patrimonio comune di tutte le istituzioni: davanti alla violenza non esistono vittime di serie A e vittime di serie B. Esistono soltanto persone che chiedono protezione, rispetto e giustizia. A QUESTO LINK L&#8217;ATTO PARLAMENTARE   http://www.senato.it/show-doc?leg=19&#38;tipodoc=Sindisp&#38;id=1512520&#38;idoggetto=0&#38;rif=0 &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenza-presentata-in-senato-uninterrogazione-sul-fenomeno-degli-uomini-vittime-di-abusi/">Violenza, presentata in Senato un’interrogazione sul fenomeno degli uomini vittime di abusi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Dopo tanti appelli di giustizia, iniziative socio-culturali e libri finalmente luce</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Pisani1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5984" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/libri-Pisani1-300x247.png" alt="" width="300" height="247" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Napoli, 2 luglio 2026 – Gli Avvocati </span><strong>Angelo Pisani</strong><span style="font-family: georgia, serif"> e </span><strong>Antonella Esposito</strong><span style="font-family: georgia, serif">, fondatori dell’Associazione </span><em>Potere ai Diritti</em><span style="font-family: georgia, serif"> e del progetto nazionale </span><strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong><span style="font-family: georgia, serif"> – </span><strong>La violenza non ha sesso</strong><span style="font-family: georgia, serif">, esprimono profonda soddisfazione per la presentazione, da parte dei Senatori </span><strong>Gianluca Cantalamessa</strong><span style="font-family: georgia, serif"> e </span><strong>Gian Marco Centinaio</strong><span style="font-family: georgia, serif">, dell’interrogazione parlamentare n. 4-03164, pubblicata il 1° luglio 2026, con la quale viene chiesto al Governo di affrontare, con rigore scientifico e senza pregiudizi, il tema della violenza subita dagli uomini.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’atto parlamentare rappresenta un importante segnale istituzionale verso migliaia di vittime che per troppo tempo sono rimaste invisibili, prive di ascolto e spesso scoraggiate perfino dal denunciare per il timore di non essere credute o di essere ridicolizzate.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’interrogazione evidenzia una serie di criticità che il progetto 1523.it denuncia da anni attraverso iniziative culturali, sociali e giuridiche: la mancanza di dati ufficiali completi sulla violenza contro gli uomini, l’assenza di strutture di sostegno dedicate, la difficoltà di accesso ai servizi di aiuto e la necessità di garantire pari dignità a tutte le vittime, senza alcuna distinzione di genere.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Particolarmente significativa è la richiesta rivolta al Governo di promuovere, con il coinvolgimento di ISTAT, Università ed enti di ricerca, specifiche indagini conoscitive finalizzate a rilevare la reale diffusione della violenza contro gli uomini, comprenderne le dinamiche, analizzare le difficoltà di emersione e denuncia e costruire finalmente una base scientifica sulla quale fondare politiche pubbliche realmente efficaci.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’interrogazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che il numero nazionale antiviolenza 1522 è dedicato esclusivamente alle donne vittime di violenza e stalking e che gli uomini che cercano aiuto non trovano oggi un servizio pubblico equivalente, con la conseguenza di lasciare senza un riferimento istituzionale una parte delle vittime.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Da anni sosteniamo un principio tanto semplice quanto fondamentale: la violenza non ha sesso, hanno un volto le vittime», dichiarano gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Non chiediamo privilegi né contrapposizioni. Non vogliamo sottrarre risorse o attenzione alle donne vittime di violenza, che meritano ogni forma di tutela. Chiediamo semplicemente che anche gli uomini vittime di violenze fisiche, psicologiche, economiche, familiari o persecutorie possano essere ascoltati, studiati e aiutati con la stessa dignità riconosciuta ad ogni altra persona».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Secondo i fondatori di <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong>, l’assenza di una raccolta sistematica dei dati determina inevitabilmente una rappresentazione incompleta del fenomeno, rendendo difficile programmare politiche pubbliche realmente basate su evidenze scientifiche.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Non si può conoscere ciò che non si misura. Non si possono costruire politiche efficaci partendo da dati incompleti. Per questo chiediamo che l’ISTAT, insieme alle Università e agli enti di ricerca, avvii immediatamente un sistema permanente di raccolta, monitoraggio e pubblicazione dei dati relativi anche alla violenza subita dagli uomini, affinché ogni decisione pubblica sia fondata sulla realtà e non su rappresentazioni parziali».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Gli Avvocati Pisani ed Esposito sottolineano inoltre come il progetto 1523.it, nato proprio per assistere uomini, donne, minori, anziani e famiglie vittime di ogni forma di violenza, abbia raccolto negli anni migliaia di richieste di aiuto che dimostrano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«L’uguaglianza sancita dalla Costituzione impone alle istituzioni di tutelare ogni persona. La violenza è una violazione dei diritti fondamentali dell’essere umano e non può essere affrontata con criteri selettivi o con letture ideologiche. Ogni vittima ha diritto allo stesso ascolto, alla stessa protezione e alla stessa giustizia».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>L’Associazione Potere ai Diritti e il progetto 1523.it rivolgono un sentito ringraziamento ai Senatori Gianluca Cantalamessa e Gian Marco Centinaio per aver portato all’attenzione del Parlamento un tema che per troppo tempo è rimasto ai margini del dibattito pubblico.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’auspicio è che questa iniziativa rappresenti l’inizio di una nuova stagione di politiche pubbliche fondate sul principio dell’universalità dei diritti, capaci di superare ogni contrapposizione tra uomini e donne e di costruire un sistema di prevenzione, assistenza, ricerca e tutela realmente inclusivo.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Per gli Avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito la vera sfida culturale è una sola: eliminare definitivamente pregiudizi, stereotipi e narrazioni discriminatorie, affermando un principio che dovrebbe essere patrimonio comune di tutte le istituzioni: davanti alla violenza non esistono vittime di serie A e vittime di serie B. Esistono soltanto persone che chiedono protezione, rispetto e giustizia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">A QUESTO LINK L&#8217;ATTO PARLAMENTARE</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><a href="http://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=Sindisp&amp;id=1512520&amp;idoggetto=0&amp;rif=0">http://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=Sindisp&amp;id=1512520&amp;idoggetto=0&amp;rif=0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenza-presentata-in-senato-uninterrogazione-sul-fenomeno-degli-uomini-vittime-di-abusi/">Violenza, presentata in Senato un’interrogazione sul fenomeno degli uomini vittime di abusi</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sanzionati dalla scuola gli studenti che hanno esposto lo striscione “Italia agli italiani” &#8211; L&#8217;intervento di Pisani: “Inaccettabile e anti costituzionale”.</title>
		<link>https://angelopisani.it/sanzionati-dalla-scuola-gli-studenti-che-hanno-esposto-lo-striscione-italia-agli-italiani-lintervento-di-pisani-inaccettabile-e-anti-costituzionale/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Art 21 Cost]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
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		<category><![CDATA[L'Italia agli italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Striscione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sanzionati dalla scuola gli studenti che hanno esposto lo striscione “Italia agli italiani”  Pisani: “Inaccettabile e anti costituzionale”.   Sulla vicenda che vede gli studenti del Liceo Monti di Cesena sanzionati con il 6 in condotta per aver esposto uno striscione con la scritta “Italia agli italiani” interviene l’avvocato Angelo Pisani. Queste le sue dichiarazioni   &#160;   Se gli studenti sono stati sanzionati esclusivamente per aver espresso una propria opinione politica, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo e contrario ai principi costituzionali. Chiederemo immediatamente l’accesso agli atti per verificare se la scuola abbia punito comportamenti contrari al regolamento oppure idee e convinzioni personali. La scuola deve educare al confronto, non all’uniformità del pensiero.   Accertati i fatti si potrebbero valutare diverse iniziative a tutela degli studenti. Tuttavia, prima di agire, occorrerebbe acquisire gli atti ufficiali della scuola e verificare le motivazioni del provvedimento, perché una sanzione può essere legittima se fondata su violazioni del regolamento scolastico, mentre sarebbe contestabile se colpisse soltanto una libera manifestazione del pensiero.   Possibili azioni legali   1.⁠ ⁠Accesso agli atti immediato per richiedere:   •⁠  ⁠verbali del Consiglio di Classe; •⁠  ⁠verbali del Consiglio d’Istituto; •⁠  ⁠relazione del Dirigente Scolastico; •⁠  ⁠motivazioni del voto in condotta; •⁠  ⁠motivazioni del recupero in educazione civica; •⁠  ⁠regolamento disciplinare applicato.   Questo serve a verificare se vi sia stato un abuso di potere o una discriminazione ideologica.   2.⁠ ⁠Ricorso amministrativo   Se il provvedimento risultasse illegittimo:   •⁠  ⁠diffida al Dirigente Scolastico; •⁠  ⁠ricorso all’USR (Ufficio Scolastico Regionale); •⁠  ⁠richiesta di annullamento della sanzione.   3.⁠ ⁠Ricorso al TAR   Qualora emerga che la sanzione sia stata adottata per ragioni ideologiche o politiche:   •⁠  ⁠impugnazione degli atti disciplinari; •⁠  ⁠richiesta cautelare urgente; •⁠  ⁠domanda di annullamento per violazione degli artt. 3, 21, 33 e 34 della Costituzione.   Principi costituzionali invocabili   Art.\ 21\ Cost.:\ Tutti\ hanno\ diritto\ di\ manifestare\ liberamente\ il\ proprio\ pensiero   L’art. 21 Cost. tutela la libertà di manifestazione del pensiero, mentre la scuola pubblica deve garantire pluralismo e neutralità, senza trasformarsi in uno strumento di adesione obbligata a determinate idee politiche.   4.⁠ ⁠Segnalazione al Ministero dell’Istruzione   Richiesta di:   •⁠  ⁠ispezione ministeriale; •⁠  ⁠verifica della correttezza dell’operato degli organi scolastici; •⁠  ⁠accertamento di eventuali discriminazioni.   5.⁠ ⁠Eventuale richiesta risarcitoria se dalla documentazione emergesse:   •⁠  ⁠danno all’immagine dello studente; •⁠  ⁠pregiudizio scolastico; •⁠  ⁠discriminazione per opinioni politiche;   Potrebbe essere valutata una domanda di risarcimento danni.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sanzionati-dalla-scuola-gli-studenti-che-hanno-esposto-lo-striscione-italia-agli-italiani-lintervento-di-pisani-inaccettabile-e-anti-costituzionale/">Sanzionati dalla scuola gli studenti che hanno esposto lo striscione “Italia agli italiani” &#8211; L&#8217;intervento di Pisani: “Inaccettabile e anti costituzionale”.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Sanzionati dalla scuola gli studenti che hanno esposto lo striscione “Italia agli italiani” </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Pisani: “Inaccettabile e anti costituzionale”.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">Sulla vicenda che vede gli studenti del Liceo Monti di Cesena sanzionati con il 6 in condotta per aver esposto uno striscione con la scritta “Italia agli italiani” interviene l’avvocato Angelo Pisani. Queste le sue dichiarazioni</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></strong></p>
<div> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/striscione.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5965" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/striscione-280x300.png" alt="" width="280" height="300" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se gli studenti sono stati sanzionati esclusivamente per aver espresso una propria opinione politica, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo e contrario ai principi costituzionali. Chiederemo immediatamente l’accesso agli atti per verificare se la scuola abbia punito comportamenti contrari al regolamento oppure idee e convinzioni personali. La scuola deve educare al confronto, non all’uniformità del pensiero.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Accertati i fatti si potrebbero valutare diverse iniziative a tutela degli studenti. Tuttavia, prima di agire, occorrerebbe acquisire gli atti ufficiali della scuola e verificare le motivazioni del provvedimento, perché una sanzione può essere legittima se fondata su violazioni del regolamento scolastico, mentre sarebbe contestabile se colpisse soltanto una libera manifestazione del pensiero.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Possibili azioni legali</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">1.⁠ ⁠Accesso agli atti immediato per richiedere:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠verbali del Consiglio di Classe;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠verbali del Consiglio d’Istituto;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠relazione del Dirigente Scolastico;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠motivazioni del voto in condotta;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠motivazioni del recupero in educazione civica;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠regolamento disciplinare applicato.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Questo serve a verificare se vi sia stato un abuso di potere o una discriminazione ideologica.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">2.⁠ ⁠Ricorso amministrativo</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se il provvedimento risultasse illegittimo:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠diffida al Dirigente Scolastico;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠ricorso all’USR (Ufficio Scolastico Regionale);</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠richiesta di annullamento della sanzione.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">3.⁠ ⁠Ricorso al TAR</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Qualora emerga che la sanzione sia stata adottata per ragioni ideologiche o politiche:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠impugnazione degli atti disciplinari;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠richiesta cautelare urgente;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠domanda di annullamento per violazione degli artt. 3, 21, 33 e 34 della Costituzione.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Principi costituzionali invocabili</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Art.\ 21\ Cost.:\ Tutti\ hanno\ diritto\ di\ manifestare\ liberamente\ il\ proprio\ pensiero</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’art. 21 Cost. tutela la libertà di manifestazione del pensiero, mentre la scuola pubblica deve garantire pluralismo e neutralità, senza trasformarsi in uno strumento di adesione obbligata a determinate idee politiche.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">4.⁠ ⁠Segnalazione al Ministero dell’Istruzione</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Richiesta di:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠ispezione ministeriale;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠verifica della correttezza dell’operato degli organi scolastici;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠accertamento di eventuali discriminazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">5.⁠ ⁠Eventuale richiesta risarcitoria se dalla documentazione emergesse:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠danno all’immagine dello studente;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠pregiudizio scolastico;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠discriminazione per opinioni politiche;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Potrebbe essere valutata una domanda di risarcimento danni.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sanzionati-dalla-scuola-gli-studenti-che-hanno-esposto-lo-striscione-italia-agli-italiani-lintervento-di-pisani-inaccettabile-e-anti-costituzionale/">Sanzionati dalla scuola gli studenti che hanno esposto lo striscione “Italia agli italiani” &#8211; L&#8217;intervento di Pisani: “Inaccettabile e anti costituzionale”.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>NOI CONSUMATORI DIFFIDA MINISTERO SALUTE PER RISCHI VACCINI A M-RNA SUI POLLI</title>
		<link>https://angelopisani.it/noi-consumatori-diffida-ministero-salute-per-rischi-vaccini-a-m-rna-sui-polli/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/noi-consumatori-diffida-ministero-salute-per-rischi-vaccini-a-m-rna-sui-polli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 07:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Appello urgente alle istituzioni per trasparenza, consenso informato e tutela della salute pubblica “I consumatori non possono essere cavie inconsapevoli”     L’Avv. Angelo Pisani, nella qualità di rappresentante legale dell’associazione NoiConsumatori e procuratore dell’associazione Potere ai Diritti – 1523.it congiuntamente agli Avv.ti Sergio Pisani e Sergio Carlino del Team Pronto Intervento Legale, ha inoltrato una formale diffida e richiesta urgente di chiarimenti al Ministero della Salute, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alle aziende coinvolte nel progetto pilota di vaccinazione HPAI H5 sugli allevamenti avicoli. La questione riguarda un tema di assoluta delicatezza: la notizia dell’utilizzo di vaccini a tecnologia genica/mRNA nell’ambito di un progetto pilota destinato ad animali inseriti nella filiera alimentare umana. Al di là delle posizioni ideologiche o delle contrapposizioni mediatiche, il punto centrale è uno solo: i cittadini-consumatori hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla libertà di scelta consapevole e se &#8211; come si legge &#8211; è vietata l’esportazione dei prodotti oggetto di sperimentazione, certo non possono essere distribuiti e consumati in Italia. Non è accettabile che milioni di persone possano consumare prodotti provenienti da animali sottoposti a trattamenti innovativi e sperimentali senza una chiara informazione preventiva, senza etichettatura trasparente e senza la pubblicazione completa degli studi scientifici relativi alla sicurezza alimentare e agli eventuali impatti sulla salute umana. La salute pubblica non può essere gestita con opacità. Se un prodotto è assolutamente sicuro, allora i cittadini devono poter conoscere apertamente la filiera, gli allevamenti coinvolti, i marchi commerciali e gli studi scientifici posti a fondamento delle autorizzazioni. Se invece esistono dubbi, limiti o restrizioni — come sembrerebbe emergere dal divieto di esportazione verso altri Stati membri dell’Unione Europea e Paesi terzi previsto dal dispositivo ministeriale — allora diventa ancora più urgente chiarire perché tali prodotti possano essere commercializzati liberamente sul mercato italiano. Non possono esistere consumatori di “serie B”. I cittadini italiani non possono essere trattati come cavie o come destinatari inconsapevoli di sperimentazioni e pratiche rispetto alle quali non viene garantita la massima trasparenza informativa. La richiesta avanzata alle istituzioni è semplice, civile e doverosa: •⁠  ⁠pubblicare immediatamente tutti gli studi scientifici disponibili; •⁠  ⁠indicare chiaramente quali allevamenti e quali marchi siano coinvolti; •⁠  ⁠garantire un sistema di etichettatura trasparente; •⁠  ⁠avviare campagne informative pubbliche; •⁠  ⁠tutelare in via prioritaria minori, anziani e soggetti fragili; •⁠  ⁠verificare la presenza di tali prodotti nelle mense scolastiche e ospedaliere.   La tutela della salute non appartiene a una parte politica né a una ideologia. Appartiene ai cittadini. NoiConsumatori e il team 1523.it ribadiscono che nessuno può essere sottoposto, direttamente o indirettamente, a trattamenti, sperimentazioni o esposizioni alimentari senza adeguata conoscenza e senza reale possibilità di scelta. La fiducia nelle istituzioni si costruisce con la verità, non con il silenzio, memori anche delle conseguenze dello scandalo Covid. Per questo motivo, in assenza di risposte chiare e documentate, saranno valutate tutte le ulteriori iniziative giudiziarie, amministrative e di tutela collettiva previste dall’ordinamento nazionale ed europeo a difesa dei diritti fondamentali dei consumatori e della salute pubblica. In allegato il testo integrale dell&#8217;istanza.  pec Ministero Salute Vaccini &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/noi-consumatori-diffida-ministero-salute-per-rischi-vaccini-a-m-rna-sui-polli/">NOI CONSUMATORI DIFFIDA MINISTERO SALUTE PER RISCHI VACCINI A M-RNA SUI POLLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Appello urgente alle istituzioni per trasparenza, consenso informato e tutela della salute pubblica</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>“I consumatori non possono essere cavie inconsapevoli”</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/polli.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5884" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/polli-300x294.jpeg" alt="" width="300" height="294" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’Avv. <strong>Angelo Pisani,</strong> nella qualità di rappresentante legale dell’associazione <strong><em>NoiConsumatori </em></strong>e procuratore dell’associazione <strong>Potere ai Diritti – <a href="http://1523.it">1523.it</a></strong> congiuntamente agli Avv.ti <strong>Sergio Pisani </strong>e <strong>Sergio Carlino</strong> del <strong><em>Team Pronto Intervento Legale</em></strong>, ha inoltrato una formale diffida e richiesta urgente di chiarimenti al Ministero della Salute, </span>all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e<span style="font-family: georgia, serif"> alle aziende coinvolte nel <strong>progetto pilota di vaccinazione HPAI H5 sugli allevamenti avicoli.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La questione riguarda un tema di assoluta delicatezza: <strong>la notizia dell’utilizzo di vaccini a tecnologia genica/mRNA nell’ambito di un progetto pilota destinato ad animali inseriti nella filiera alimentare umana.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Al di là delle posizioni ideologiche o delle contrapposizioni mediatiche, il punto centrale è uno solo: i cittadini-consumatori hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla libertà di scelta consapevole e se &#8211; come si legge &#8211; è vietata l’esportazione dei prodotti oggetto di sperimentazione, certo non possono essere distribuiti e consumati in Italia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non è accettabile che milioni di persone possano consumare prodotti provenienti da animali sottoposti a trattamenti innovativi e sperimentali senza una chiara informazione preventiva, senza etichettatura trasparente e senza la pubblicazione completa degli studi scientifici relativi alla sicurezza alimentare e agli eventuali impatti sulla salute umana.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La salute pubblica non può essere gestita con opacità.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se un prodotto è assolutamente sicuro, allora i cittadini devono poter conoscere apertamente la filiera, gli allevamenti coinvolti, i marchi commerciali e gli studi scientifici posti a fondamento delle autorizzazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Se invece esistono dubbi, limiti o restrizioni — come sembrerebbe emergere dal divieto di esportazione verso altri Stati membri dell’Unione Europea e Paesi terzi previsto dal dispositivo ministeriale — allora diventa ancora più urgente chiarire perché tali prodotti possano essere commercializzati liberamente sul mercato italiano.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Non possono esistere consumatori di “serie B”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">I cittadini italiani non possono essere trattati come cavie o come destinatari inconsapevoli di sperimentazioni e pratiche rispetto alle quali non viene garantita la massima trasparenza informativa.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L<strong>a richiesta avanzata alle istituzioni è semplice, civile e doverosa:</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠pubblicare immediatamente tutti gli studi scientifici disponibili;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠indicare chiaramente quali allevamenti e quali marchi siano coinvolti;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠garantire un sistema di etichettatura trasparente;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠avviare campagne informative pubbliche;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠tutelare in via prioritaria minori, anziani e soggetti fragili;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠verificare la presenza di tali prodotti nelle mense scolastiche e ospedaliere.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La tutela della salute non appartiene a una parte politica né a una ideologia.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Appartiene ai cittadini.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>NoiConsumatori</strong> e il team <strong><a href="http://1523.it">1523.it</a></strong> ribadiscono che nessuno può essere sottoposto, direttamente o indirettamente, a trattamenti, sperimentazioni o esposizioni alimentari senza adeguata conoscenza e senza reale possibilità di scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">La fiducia nelle istituzioni si costruisce con la verità, non con il silenzio, memori anche delle conseguenze dello scandalo Covid.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Per questo motivo, in assenza di risposte chiare e documentate, saranno valutate tutte le ulteriori iniziative giudiziarie, amministrative e di tutela collettiva previste dall’ordinamento nazionale ed europeo a difesa dei diritti fondamentali dei consumatori e della salute pubblica.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><em><br />
</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><em>In allegato il testo integrale dell&#8217;istanza.</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/pec-Ministero-Salute-Vaccini.pdf">pec Ministero Salute Vaccini</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/noi-consumatori-diffida-ministero-salute-per-rischi-vaccini-a-m-rna-sui-polli/">NOI CONSUMATORI DIFFIDA MINISTERO SALUTE PER RISCHI VACCINI A M-RNA SUI POLLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2026 15:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.   Avv. Angelo Pisani: “Chi viene travolto da un’auto senza assicurazione non può essere lasciato solo e va risarcito anche se subisce solo danni materiali. La tutela del cittadino onesto viene prima di tutto” &#160; L’Avv. Angelo Pisani, fondatore del dell’associazione Potere ai Diritti, rende nota la possibilità di poter difendere anche ogni automobilista vittima di un incidente stradale causato da un veicolo privo di copertura assicurativa, con conseguenti danni materiali all’autovettura e gravi disagi personali ed economici per il danneggiato. &#160; Nel caso di scuola in esame, già risolto dalla Corte di Cassazione a favore del danneggiato, il mezzo responsabile del sinistro circolava illegalmente senza alcuna polizza RCA valida, in violazione delle più elementari norme di sicurezza e responsabilità civile. Nonostante ciò, evidenzia l’Avv. Pisani, come ormai previsto dalla giurisprudenza vigente in sintonia con le direttive europee, la vittima non può e non deve restare priva di tutela. &#160; «Per troppo tempo – dichiara l’Avv. Angelo Pisani – cittadini onesti, che pagano regolarmente premi assicurativi sempre più elevati, sono stati costretti a subire anche la beffa di non ottenere il risarcimento a causa dell’irresponsabilità altrui. Oggi, invece, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ribadisce con forza un principio di civiltà giuridica: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni». &#160; L’Avv. Pisani invita i danneggiati ad  avanzare sempre formale richiesta di risarcimento danni nei confronti della compagnia assicurativa competente, richiamando i principi sanciti dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13863 del 13 maggio 2026, nonché la normativa europea di tutela delle vittime della strada prevista dalla direttiva 2009/103/CE. &#160; «La Cassazione – prosegue Pisani – ha chiarito che l’irregolarità amministrativa del veicolo responsabile non può ricadere sulle spalle della vittima innocente. Il diritto alla riparazione del danno è prevalente e deve essere garantito in modo concreto ed effettivo. Chi paga la propria assicurazione ha diritto a sentirsi protetto». &#160; Contestualmente, il legale invita a presentare iniziative giudiziarie e denunce nei confronti del conducente e proprietario del veicolo sprovvisto di assicurazione, per tutte le violazioni di legge contestabili, comprese quelle relative alla circolazione abusiva del mezzo, con richiesta di applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada e di ogni ulteriore responsabilità civile e patrimoniale. &#160; Secondo quanto evidenziato dalla più recente giurisprudenza, infatti, la mancanza di copertura assicurativa comporta pesanti conseguenze per il trasgressore, tra cui sanzioni amministrative, fermo del veicolo e responsabilità integrale per i danni causati. &#160; L’Avv. Pisani sottolinea inoltre come il sistema normativo italiano ed europeo imponga una tutela ampia e concreta delle vittime della strada, includendo: &#160; •⁠  ⁠il proprietario del mezzo danneggiato; •⁠  ⁠il conducente del veicolo coinvolto, anche se non proprietario; •⁠  ⁠gli eventuali trasportati presenti nell’abitacolo al momento dell’impatto. &#160; «Tutti devono comprendere – conclude Pisani – che la sicurezza stradale non è un optional e che chi decide di circolare senza assicurazione mette in pericolo la vita e il patrimonio altrui. Ma allo stesso tempo nessun cittadino perbene deve più sentirsi abbandonato o senza tutela a causa dei comportamenti illegali di altri. La giustizia deve proteggere chi rispetta le regole».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/cassazione-chi-subisce-un-danno-da-un-veicolo-fantasma-o-non-assicurato-ha-comunque-diritto-al-ristoro-integrale-dei-danni/">Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato </span></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.  </span></strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-16-alle-17.33.10.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5850" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-16-alle-17.33.10-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani: “Chi viene travolto da un’auto senza assicurazione non può essere lasciato solo e va risarcito anche se subisce solo danni materiali. </strong><strong>La tutela del cittadino onesto viene prima di tutto”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del dell’associazione <strong><em>Potere ai Diritti</em></strong>, rende nota la possibilità di poter difendere anche ogni automobilista vittima di un incidente stradale causato da un veicolo privo di copertura assicurativa, con conseguenti danni materiali all’autovettura e gravi disagi personali ed economici per il danneggiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel caso di scuola in esame, già risolto dalla Corte di Cassazione a favore del danneggiato, il mezzo responsabile del sinistro circolava illegalmente senza alcuna polizza RCA valida, in violazione delle più elementari norme di sicurezza e responsabilità civile. Nonostante ciò, evidenzia l’Avv. Pisani, come ormai previsto dalla giurisprudenza vigente in sintonia con le direttive europee, la vittima non può e non deve restare priva di tutela.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Per troppo tempo – dichiara l’Avv. Angelo Pisani – cittadini onesti, che pagano regolarmente premi assicurativi sempre più elevati, sono stati costretti a subire anche la beffa di non ottenere il risarcimento a causa dell’irresponsabilità altrui. Oggi, invece, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ribadisce con forza un principio di civiltà giuridica: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Avv. Pisani invita i danneggiati ad  avanzare sempre formale richiesta di risarcimento danni nei confronti della compagnia assicurativa competente, richiamando i principi sanciti dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13863 del 13 maggio 2026, nonché la normativa europea di tutela delle vittime della strada prevista dalla direttiva 2009/103/CE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La Cassazione – prosegue Pisani – ha chiarito che l’irregolarità amministrativa del veicolo responsabile non può ricadere sulle spalle della vittima innocente. Il diritto alla riparazione del danno è prevalente e deve essere garantito in modo concreto ed effettivo. Chi paga la propria assicurazione ha diritto a sentirsi protetto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contestualmente, il legale invita a presentare iniziative giudiziarie e denunce nei confronti del conducente e proprietario del veicolo sprovvisto di assicurazione, per tutte le violazioni di legge contestabili, comprese quelle relative alla circolazione abusiva del mezzo, con richiesta di applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada e di ogni ulteriore responsabilità civile e patrimoniale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo quanto evidenziato dalla più recente giurisprudenza, infatti, la mancanza di copertura assicurativa comporta pesanti conseguenze per il trasgressore, tra cui sanzioni amministrative, fermo del veicolo e responsabilità integrale per i danni causati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Avv. Pisani sottolinea inoltre come il sistema normativo italiano ed europeo imponga una tutela ampia e concreta delle vittime della strada, includendo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>•⁠  ⁠il proprietario del mezzo danneggiato;</p>
<p>•⁠  ⁠il conducente del veicolo coinvolto, anche se non proprietario;</p>
<p>•⁠  ⁠gli eventuali trasportati presenti nell’abitacolo al momento dell’impatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Tutti devono comprendere – conclude Pisani – che la sicurezza stradale non è un optional e che chi decide di circolare senza assicurazione mette in pericolo la vita e il patrimonio altrui. Ma allo stesso tempo nessun cittadino perbene deve più sentirsi abbandonato o senza tutela a causa dei comportamenti illegali di altri. La giustizia deve proteggere chi rispetta le regole».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/cassazione-chi-subisce-un-danno-da-un-veicolo-fantasma-o-non-assicurato-ha-comunque-diritto-al-ristoro-integrale-dei-danni/">Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Nascono i CAV per uomini vittime di violenza</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2026 15:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Anche gli uomini vittime di violenza tutelati gratuitamente Pisani: «difenderei gratuitamente (al contrario dei CAV DONNE pagati dai contribuenti)  l’uomo vittima dell&#8217;assurda violenza della moglie  L’associazione 1523.it - Potere ai Diritti SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI ANGRI: “LA VIOLENZA NON HA SESSO. BASTA NARRAZIONI DISTORTE E CONTRAPPOSIZIONI” L’Avv. Angelo Pisani, founder del progetto 1523.it – Potere ai Diritti, annuncia che il movimento si costituirà parte civile nel procedimento penale relativo al gravissimo episodio avvenuto ad Angri, dove un uomo è stato brutalmente mutilato dalla propria moglie. «Si tratta – dichiara l’Avv. Pisani – di un fatto di una violenza inaudita che impone una riflessione seria, equilibrata e finalmente libera da ideologie. Il nostro intervento sarà a tutela della vittima, ma anche di tutti coloro che subiscono violenze troppo spesso ignorate o minimizzate». Secondo 1523.it, questo drammatico episodio evidenzia con forza una verità troppo spesso rimossa dal dibattito pubblico: &#160; la violenza non ha sesso. «Non è più tollerabile – prosegue Pisani – che si continui a raccontare la violenza come un fenomeno unidirezionale. Ogni persona merita tutela, ascolto e giustizia, senza distinzioni e senza pregiudizi. Le contrapposizioni ideologiche tra uomo e donna non proteggono le vittime, ma rischiano di alimentare ingiustizie e silenzi». L’episodio di Angri, con la drammatica corsa in ospedale per tentare di salvare la vittima, rappresenta una scena che scuote le coscienze e richiama le istituzioni a un intervento concreto e responsabile. 1523.it ribadisce che: * la violenza va condannata sempre, in ogni forma e indipendentemente da chi la commette; * è necessario superare ogni approccio ideologico o selettivo nella tutela delle vittime; * occorre garantire pari dignità e protezione a tutti, uomini, donne e minori; * il sistema giuridico e mediatico deve fondarsi su dati reali, equilibrio e rispetto. «Costituirci parte civile – conclude Pisani – significa difendere un principio fondamentale: la giustizia non può avere colore, genere o appartenenza. Deve essere uguale per tutti». Perché la verità non ha sesso. E la giustizia non può essere selettiva.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nascono-i-cav-per-uomini-vittime-di-violenza/">Nascono i CAV per uomini vittime di violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">Anche gli uomini vittime di violenza tutelati gratuitamente</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><strong>Pisani: «difenderei gratuitamente (al contrario dei CAV DONNE pagati dai contribuenti) </strong></div>
<div style="text-align: center"><strong>l’uomo vittima dell&#8217;assurda violenza della moglie </strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Angri-titolo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5800" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Angri-titolo-170x300.jpg" alt="" width="170" height="300" /></a></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><strong>L’associazione <a href="http://1523.it/">1523.it </a>- Potere ai Diritti SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI ANGRI:</strong></div>
<div><strong>“LA VIOLENZA NON HA SESSO. BASTA NARRAZIONI DISTORTE E CONTRAPPOSIZIONI”</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, founder del progetto <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> <strong>– Potere ai Diritti</strong>, annuncia che il movimento si costituirà parte civile nel procedimento penale relativo al gravissimo episodio avvenuto ad Angri, dove un uomo è stato brutalmente mutilato dalla propria moglie.</span></span></p>
<p>«Si tratta – dichiara l’Avv. Pisani – di un fatto di una violenza inaudita che impone una riflessione seria, equilibrata e finalmente libera da ideologie. Il nostro intervento sarà a tutela della vittima, ma anche di tutti coloro che subiscono violenze troppo spesso ignorate o minimizzate».</p>
<p>Secondo 1523.it, questo drammatico episodio evidenzia con forza una verità troppo spesso rimossa dal dibattito pubblico:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>la violenza non ha sesso.</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Non è più tollerabile – prosegue Pisani – che si continui a raccontare la violenza come un fenomeno unidirezionale. Ogni persona merita tutela, ascolto e giustizia, senza distinzioni e senza pregiudizi. Le contrapposizioni ideologiche tra uomo e donna non proteggono le vittime, ma rischiano di alimentare ingiustizie e silenzi».</span></p>
<p>L’episodio di Angri, con la drammatica corsa in ospedale per tentare di salvare la vittima, rappresenta una scena che scuote le coscienze e richiama le istituzioni a un intervento concreto e responsabile.</p>
<p><strong>1523.it ribadisce che:</strong></p>
<p>* la violenza va condannata sempre, in ogni forma e indipendentemente da chi la commette;<br />
* è necessario superare ogni approccio ideologico o selettivo nella tutela delle vittime;<br />
* occorre garantire pari dignità e protezione a tutti, uomini, donne e minori;<br />
* il sistema giuridico e mediatico deve fondarsi su dati reali, equilibrio e rispetto.</p>
<p>«Costituirci parte civile – conclude Pisani – significa difendere un principio fondamentale: la giustizia non può avere colore, genere o appartenenza. Deve essere uguale per tutti».</p>
<p>Perché la verità non ha sesso.<br />
E la giustizia non può essere selettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nascono-i-cav-per-uomini-vittime-di-violenza/">Nascono i CAV per uomini vittime di violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti. &#160; &#160; C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso. Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito. Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro. E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere . Il coraggio di chiamare le cose col loro nome Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità. Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi. Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità. La violenza invisibile del torto sportivo C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui. È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco. È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano . È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato. L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita. Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani. Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore. Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto. Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani . So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5791" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png" alt="" width="704" height="462" /></a></p>
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<p>C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso.<br />
Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito.</p>
<p>Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro.</p>
<p>E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere .<br />
<strong>Il coraggio di chiamare le cose col loro nome</strong></p>
<p>Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5503" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1-221x300.jpeg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi.</p>
<p>Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità.<br />
<strong>La violenza invisibile del torto sportivo</strong></p>
<p>C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui.</p>
<p>È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco.<br />
È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano .<br />
È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato.<br />
<strong>L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo</strong></p>
<p>Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita.</p>
<p>Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani.</p>
<p>Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore.</p>
<p>Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto.<br />
<strong>Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento</strong></p>
<p>Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani .</p>
<p>So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di euro, convenienze consolidate che non vogliono essere disturbate. Ma so anche che ogni battaglia giusta è cominciata con qualcuno disposto a sembrare pazzo agli occhi di chi ha interesse a mantenere le cose come stanno.</p>
<p>Chiedo alla FIGC il coraggio di riformarsi prima di essere commissariata. Chiedo alla Lega Serie A di mettere la credibilità del prodotto davanti agli interessi di breve periodo. Chiedo all&#8217;AIA di fare un passo indietro — un passo che è in realtà un atto di rispetto verso se stessa e verso lo sport. Chiedo alla magistratura sportiva e ordinaria di fare il proprio dovere senza guardare in faccia a nessuno.</p>
<p>Ma chiedo soprattutto a tutti noi — tifosi, giornalisti, atleti, dirigenti, cittadini — di smettere con il silenzio complice. Di tornare a chiamare le cose col loro nome. Di ricordarci che lo sport è nostro, non di chi lo gestisce. Che il campo appartiene a chi ci gioca con onestà, non a chi lo usa per fare affari.<br />
Lo sport ha bisogno di giustizia per sopravvivere. La giustizia ha bisogno di coraggio per esistere. Il coraggio comincia sempre da qualcuno che dice: basta.</p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5793" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-295x300.jpeg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
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<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>Napoli, 27 aprile 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TESTO INTEGRALE DELLA DIFFIDA</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/DIFFIDA.pdf">DIFFIDA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il Reddito di libertà destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo da 500 a 530 euro al mese per un anno. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025. Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, statistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali. Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime. Da qui la proposta del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti. «Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà». «Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5782" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42-300x162.png" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il <strong>Reddito di libertà</strong> destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo <strong>da 500 a 530 euro al mese per un anno</strong>. Il contributo complessivo annuo sale così a <strong>6.360 euro</strong>, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa <strong>16,5 milioni di euro</strong>, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025.</p>
<p>Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, s<strong>tatistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali.</strong> Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime.</p>
<p>Da qui la proposta del <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a>, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti.</p>
<p>«Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere <strong>la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo</strong>».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NASCE Obiettivo VERITAS – LA RETE NAZIONALE DI AVVOCATI CHE SFIDA GLI ABUSI DEL SISTEMA E I FALSI CODICI ROSSI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nasce Obiettivo VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze, un team di promozione sociale composto da avvocati ed altri professionisti, federato ed affiliato all&#8217;Associazione &#8220;Potere ai Diritti&#8221; Progetto 1523.it. Obiettivo VERITAS punta in particolare a: contrastare le false accuse; tutelare le vere vittime di codice rosso uomini e donne; proteggere i minori e i familiari coinvolti nei conflitti; denunciare gli abusi del sistema giudiziario e politico; promuovere riforme legislative urgenti. &#160; «Non è una battaglia ideologica – dichiara il Founder Avv. Angelo Pisani – ma una battaglia di civiltà giuridica. La violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia». &#160; Il Contesto: Quando la Giustizia Diventa un&#8217;Arma  Quale avvocato e fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, l&#8217;Avv. Pisani osserva con attenzione quanto sta accadendo a livello internazionale. In Brasile, il Progetto di Legge n. 5.128 del 2025 mira a punire severamente chi presenta denunce false, prevedendo pene fino a otto anni di reclusione, mentre in Italia il reato di calunnia non sempre punisce come meritano i responsabili. Non è una provocazione: è un segnale di civiltà giuridica. Perché la vera tutela delle vittime passa anche – e soprattutto – attraverso la credibilità del sistema giudiziario, istituzionale e politico . Quando la macchina della giustizia viene utilizzata in modo distorto, quando accuse infondate vengono trasformate in armi processuali, non solo si distruggono vite innocenti, ma si incrina irrimediabilmente la fiducia verso chi denuncia davvero e ha bisogno di essere creduto e protetto. &#160; La Realtà Quotidiana: Separazioni Conflittuali e Strumentalizzazione del Diritto Penale Nella pratica forense quotidiana si assiste sempre più spesso a derive pericolose: nei contesti di separazioni conflittuali, il diritto penale diventa uno strumento di pressione, una leva per ottenere vantaggi economici o per condizionare l&#8217;affidamento dei figli. È una realtà che non può più essere ignorata o nascosta dietro il paravento del politicamente corretto. &#160; Sia chiaro: nessuno vuole scoraggiare le denunce fondate, né mettere in discussione il coraggio di chi denuncia in buona fede. Ma è altrettanto doveroso denunciare un sistema che, tollerando gli abusi, finisce per tradire proprio le vittime autentiche. &#160; IL DANNO PIU&#8217; GRAVE: I MINORI Il danno più grave lo subiscono i figli. Minori trascinati in guerre giudiziarie, privati di uno dei genitori sulla base di accuse poi rivelatesi infondate, costretti a crescere in un clima di sospetto e conflitto permanente. È una forma di violenza silenziosa, istituzionalizzata, che la nostra società continua a sottovalutare. &#160; Il Ruolo della Classe Forense e la Proposta dell&#8217;Osservatorio Non si può tacere neppure sul ruolo di una parte della classe forense. Esistono professionisti che, anziché spegnere il conflitto, lo alimentano deliberatamente, trasformando il dolore familiare in un terreno di profitto. Quando l&#8217;avvocato smette di essere garante dell&#8217;equilibrio e diventa un traghettatore verso anni di contenzioso, tradisce la propria funzione sociale. &#160; Per questo VERITAS e 1523.it rilanciano una proposta chiara e urgente: l&#8217;istituzione di un Osservatorio Disciplinare Specifico sul Diritto di Famiglia, capace di vigilare sulle condotte professionali che esasperano i conflitti invece di risolverli, con strumenti di controllo, responsabilità e sanzioni disciplinari concrete. &#160; &#160; LE PROPOSTE DI VERITAS * Riforma normativa urgente sulle false denunce, ispirandosi alle migliori esperienze internazionali * Istituzione di un Osservatorio Disciplinare sul Diritto di Famiglia * Costituzione di parte civile nei processi a tutela delle vittime di false accuse e di violenze * Indagini difensive coordinate e trasparenti a tutela degli indagati * Campagna di informazione e controinformazione capillare su casi emblematici * Rete nazionale di avvocati specializzati, disponibili su tutto il territorio &#160; La giustizia non può essere un&#8217;arma. La giustizia deve tornare ad essere una garanzia. E difenderla, oggi, significa avere il coraggio di dire ciò che molti preferiscono tacere: la violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia. &#160; &#160; Ufficio Stampa VERITAS  &#124;  c/o Studio Legale Pisani &#38; Formicola  &#124;  Napoli www.1523.it  &#124;  info@1523.it  &#124;  Associazione Potere ai Diritti &#160; &#160; IL MANIFESTO FONDATIVO &#8220;VERITAS – DIFESA CONTRO FALSE ACCUSE E VIOLENZE&#8221; &#160; I. Chi Siamo Siamo avvocati, giuristi e professionisti del diritto che hanno scelto di non tacere. Abbiamo assistito, caso dopo caso, alla distorsione di strumenti pensati per proteggere i più vulnerabili, trasformati in armi dei conflitti più cinici. Abbiamo visto innocenti travolti dalla macchina giudiziaria. Abbiamo visto padri strappati ai figli, madri criminalizzate, minori usati come ostaggi processuali. &#160; Abbiamo deciso di unirci. Non per ideologia, ma per rispetto della verità. Non contro le vittime di violenza, ma al loro fianco – e al fianco di tutti coloro che sono vittime di un sistema che, quando si inceppa, può distruggere vite con la stessa ferocia della violenza che pretende di combattere. &#160; II. Cosa Crediamo * Che la tutela delle donne vittime di violenza sia un valore irrinunciabile e non negoziabile. * Che la credibilità di chi denuncia debba essere protetta anche sanzionando chi denuncia il falso. * Che ogni indagato abbia diritto a una difesa piena, effettiva e libera da condizionamenti mediatici. * Che i minori non siano pedine, ma persone con diritti propri al primo posto in ogni procedimento. * Che la bigenitorialità non sia un privilegio ma un diritto del figlio. * Che l&#8217;avvocato sia garante della pace, non trafficante di conflitti. * Che le istituzioni siano tenute a rispondere degli abusi compiuti in nome della legge. &#160; III. Cosa Faremo Costituiremo parte civile nei processi in cui i diritti collettivi delle vittime di false denunce siano stati violati. Condurremo indagini difensive rigorose, trasparenti e documentate. Produrremo informazione libera, libera dalla demagogia e dall&#8217;ideologia. Formeremo una rete nazionale di avvocati capaci di rispondere ovunque nel Paese. &#160; Chiederemo al Parlamento italiano di legiferare con coraggio, sull&#8217;onda delle esperienze internazionali più illuminate. Denunceremo agli ordini professionali i comportamenti deontologicamente devianti. Saremo la voce di chi non ha voce, non solo in televisione, ma nelle aule di giustizia. &#160; IV. Un Impegno di Civiltà VERITAS non è una bandiera politica. È un impegno di civiltà. È la consapevolezza che una società giusta non può permettersi l&#8217;ingiustizia nemmeno quando indossa i panni della tutela. È la certezza che la verità processuale è un diritto fondamentale di ogni essere umano, indipendentemente dal suo sesso, dalla sua [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nasce-obiettivo-veritas-la-rete-nazionale-di-avvocati-che-sfida-gli-abusi-del-sistema-e-i-falsi-codici-rossi/">NASCE Obiettivo VERITAS – LA RETE NAZIONALE DI AVVOCATI CHE SFIDA GLI ABUSI DEL SISTEMA E I FALSI CODICI ROSSI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Nasce Obiettivo VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze, un team di promozione sociale composto da avvocati ed altri professionisti, federato ed affiliato all&#8217;Associazione &#8220;Potere ai Diritti&#8221; Progetto 1523.it.</strong></p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5751" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Obiettivo VERITAS</strong> punta in particolare a:</p>
<p><strong>contrastare le false accuse; tutelare le vere vittime di codice rosso uomini e donne; proteggere i minori e i familiari coinvolti nei conflitti; denunciare gli abusi del sistema giudiziario e politico; promuovere riforme legislative urgenti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Non è una battaglia ideologica – dichiara il Founder Avv. <strong>Angelo Pisani </strong>– ma una battaglia di civiltà giuridica. La violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Il Contesto: Quando la Giustizia Diventa un&#8217;Arma</strong><strong> </strong></p>
<p>Quale avvocato e fondatore del progetto antiviolenza <a href="http://1523.it/">1523.it</a>, l&#8217;Avv. Pisani osserva con attenzione quanto sta accadendo a livello internazionale. In Brasile, il Progetto di Legge n. 5.128 del 2025 mira a punire severamente chi presenta denunce false, prevedendo pene fino a otto anni di reclusione, mentre in Italia il reato di calunnia non sempre punisce come meritano i responsabili. Non è una provocazione: è un segnale di civiltà giuridica.</p>
<p>Perché la vera tutela delle vittime passa anche – e soprattutto – attraverso la credibilità del sistema giudiziario, istituzionale e politico .</p>
<p>Quando la macchina della giustizia viene utilizzata in modo distorto, quando accuse infondate vengono trasformate in armi processuali, non solo si distruggono vite innocenti, ma si incrina irrimediabilmente la fiducia verso chi denuncia davvero e ha bisogno di essere creduto e protetto.</p>
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<p align="center"><strong>La Realtà Quotidiana: Separazioni Conflittuali e Strumentalizzazione del Diritto Penale</strong></p>
<p>Nella pratica forense quotidiana si assiste sempre più spesso a derive pericolose: nei contesti di separazioni conflittuali, il diritto penale diventa uno strumento di pressione, una leva per ottenere vantaggi economici o per condizionare l&#8217;affidamento dei figli. È una realtà che non può più essere ignorata o nascosta dietro il paravento del politicamente corretto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia chiaro: nessuno vuole scoraggiare le denunce fondate, né mettere in discussione il coraggio di chi denuncia in buona fede. Ma è altrettanto doveroso denunciare un sistema che, tollerando gli abusi, finisce per tradire proprio le vittime autentiche.</p>
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<p align="center"><strong>IL DANNO PIU&#8217; GRAVE: I MINORI</strong></p>
<p>Il danno più grave lo subiscono i figli. Minori trascinati in guerre giudiziarie, privati di uno dei genitori sulla base di accuse poi rivelatesi infondate, costretti a crescere in un clima di sospetto e conflitto permanente. È una forma di violenza silenziosa, istituzionalizzata, che la nostra società continua a sottovalutare.</p>
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<p align="center"><strong>Il Ruolo della Classe Forense e la Proposta dell&#8217;Osservatorio</strong></p>
<p>Non si può tacere neppure sul ruolo di una parte della classe forense. Esistono professionisti che, anziché spegnere il conflitto, lo alimentano deliberatamente, trasformando il dolore familiare in un terreno di profitto. Quando l&#8217;avvocato smette di essere garante dell&#8217;equilibrio e diventa un traghettatore verso anni di contenzioso, tradisce la propria funzione sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo <strong>VERITAS</strong> e <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> rilanciano una proposta chiara e urgente: l&#8217;istituzione di un Osservatorio Disciplinare Specifico sul Diritto di Famiglia, capace di vigilare sulle condotte professionali che esasperano i conflitti invece di risolverli, con strumenti di controllo, responsabilità e sanzioni disciplinari concrete.</p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5753" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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<p align="center"><strong>LE PROPOSTE DI VERITAS</strong></p>
<p>* Riforma normativa urgente sulle false denunce, ispirandosi alle migliori esperienze internazionali</p>
<p>* Istituzione di un Osservatorio Disciplinare sul Diritto di Famiglia</p>
<p>* Costituzione di parte civile nei processi a tutela delle vittime di false accuse e di violenze</p>
<p>* Indagini difensive coordinate e trasparenti a tutela degli indagati</p>
<p>* Campagna di informazione e controinformazione capillare su casi emblematici</p>
<p>* Rete nazionale di avvocati specializzati, disponibili su tutto il territorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La giustizia non può essere un&#8217;arma. La giustizia deve tornare ad essere una garanzia. E difenderla, oggi, significa avere il coraggio di dire ciò che molti preferiscono tacere: la violenza non ha sesso, e neppure l&#8217;ingiustizia.</strong></p>
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<p align="right">Ufficio Stampa VERITAS  |  c/o Studio Legale Pisani &amp; Formicola  |  Napoli</p>
<p align="right"><a href="http://www.1523.it/">www.1523.it</a>  |  info@1523.it  |  Associazione Potere ai Diritti</p>
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<p align="center"><strong>IL MANIFESTO FONDATIVO</strong></p>
<p align="center"><strong>&#8220;VERITAS – DIFESA CONTRO FALSE ACCUSE E VIOLENZE&#8221;</strong></p>
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<p><strong>I. Chi Siamo</strong></p>
<p>Siamo avvocati, giuristi e professionisti del diritto che hanno scelto di non tacere. Abbiamo assistito, caso dopo caso, alla distorsione di strumenti pensati per proteggere i più vulnerabili, trasformati in armi dei conflitti più cinici. Abbiamo visto innocenti travolti dalla macchina giudiziaria. Abbiamo visto padri strappati ai figli, madri criminalizzate, minori usati come ostaggi processuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo deciso di unirci. Non per ideologia, ma per rispetto della verità. Non contro le vittime di violenza, ma al loro fianco – e al fianco di tutti coloro che sono vittime di un sistema che, quando si inceppa, può distruggere vite con la stessa ferocia della violenza che pretende di combattere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>II. Cosa Crediamo</strong></p>
<p>* Che la tutela delle donne vittime di violenza sia un valore irrinunciabile e non negoziabile.</p>
<p>* Che la credibilità di chi denuncia debba essere protetta anche sanzionando chi denuncia il falso.</p>
<p>* Che ogni indagato abbia diritto a una difesa piena, effettiva e libera da condizionamenti mediatici.</p>
<p>* Che i minori non siano pedine, ma persone con diritti propri al primo posto in ogni procedimento.</p>
<p>* Che la bigenitorialità non sia un privilegio ma un diritto del figlio.</p>
<p>* Che l&#8217;avvocato sia garante della pace, non trafficante di conflitti.</p>
<p>* Che le istituzioni siano tenute a rispondere degli abusi compiuti in nome della legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>III. Cosa Faremo</strong></p>
<p>Costituiremo parte civile nei processi in cui i diritti collettivi delle vittime di false denunce siano stati violati. Condurremo indagini difensive rigorose, trasparenti e documentate. Produrremo informazione libera, libera dalla demagogia e dall&#8217;ideologia. Formeremo una rete nazionale di avvocati capaci di rispondere ovunque nel Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiederemo al Parlamento italiano di legiferare con coraggio, sull&#8217;onda delle esperienze internazionali più illuminate. Denunceremo agli ordini professionali i comportamenti deontologicamente devianti. Saremo la voce di chi non ha voce, non solo in televisione, ma nelle aule di giustizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IV. Un Impegno di Civiltà</strong></p>
<p><strong>VERITAS</strong> non è una bandiera politica. È un impegno di civiltà. È la consapevolezza che una società giusta non può permettersi l&#8217;ingiustizia nemmeno quando indossa i panni della tutela. È la certezza che la verità processuale è un diritto fondamentale di ogni essere umano, indipendentemente dal suo sesso, dalla sua origine, dalla sua condizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Non si tratta di punire, ma di ristabilire equilibrio.</strong></p>
<p align="center"><strong>Non si tratta di negare tutela, ma di garantirla davvero a chi ne ha diritto. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">I Fondatori di VERITAS</p>
<p align="right">
<p align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5751" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a></p>
<p align="right">
<p align="right">
<p align="right"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5753" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Veritas-1-768x1024.jpg" alt="" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/nasce-obiettivo-veritas-la-rete-nazionale-di-avvocati-che-sfida-gli-abusi-del-sistema-e-i-falsi-codici-rossi/">NASCE Obiettivo VERITAS – LA RETE NAZIONALE DI AVVOCATI CHE SFIDA GLI ABUSI DEL SISTEMA E I FALSI CODICI ROSSI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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