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	<title>Angelo Pisani &#187; NAPOLI</title>
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		<title>BICI ELETTRICHE, MONOPATTINI E MINI MOTO SUI MARCIAPIEDI COME MISSILI L’ALLARME DELL’AVV. ANGELO PISANI</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 15:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>BICI ELETTRICHE, MONOPATTINI E MINI MOTO SUI MARCIAPIEDI COME MISSILI L’ALLARME DELL’AVV. ANGELO PISANI  di fronte al video del miracoloso mancato incidente mortale a causa di una bici elettrica lanciata da un minore sul marciapiede “Bambini e pedoni in pericolo ogni giorno, salvi solo per miracolo di fronte all’assenza delle istituzioni ! Servono divieti, controlli e sanzioni severe prima che si contino i morti”. L’Avv. Angelo Pisani, fondatore di 1523.it e dell’Associazione Potere ai Diritti, lancia un forte appello alle istituzioni nazionali e locali, alle forze dell’ordine e soprattutto ai genitori, affinché si affronti con urgenza quella che sta diventando una vera emergenza di sicurezza pubblica: la circolazione incontrollata di biciclette elettriche, monopattini potenziati e mini veicoli elettrici guidati spesso da minori in aree pedonali, marciapiedi e luoghi affollati. Le immagini provenienti da Caserta, dove solo per un miracolo è stata evitata una tragedia davanti ad un esercizio commerciale, rappresentano soltanto uno dei tanti episodi che quotidianamente si verificano nelle città italiane. Bambini che giocano, famiglie che passeggiano e anziani vengono continuamente esposti a rischi gravissimi da parte di mezzi che possono raggiungere velocità elevate e trasformarsi in veri e propri proiettili incontrollabili. “Non possiamo aspettare il primo morto o l’ennesimo bambino travolto per intervenire – dichiara Pisani – Ogni giorno assistiamo a scene di assoluta inciviltà e irresponsabilità. Troppi adulti consentono ai minori di utilizzare mezzi elettrici estremamente pericolosi senza alcuna formazione, senza controlli e spesso in luoghi dove la presenza di tali veicoli dovrebbe essere assolutamente vietata”. Secondo Pisani non è sufficiente introdurre targhe, assicurazioni o obblighi burocratici per veicoli che, per caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo, risultano incompatibili con la sicurezza delle aree pedonali. “Per alcuni mezzi particolarmente potenti occorrono divieti chiari e rigorosi. Le nostre strade e i nostri marciapiedi non sono nati per diventare piste di velocità. La sicurezza dei pedoni deve prevalere su qualsiasi altra esigenza”. &#160; L’Associazione Potere ai Diritti chiede pertanto: •⁠  ⁠il divieto assoluto di circolazione sui marciapiedi e nelle aree pedonali per tutti i veicoli elettrici a motore; •⁠  ⁠controlli straordinari da parte delle polizie locali; •⁠  ⁠sequestro immediato dei mezzi utilizzati in violazione delle norme; •⁠  ⁠responsabilità diretta dei genitori per i danni causati dai minori; •⁠  ⁠inasprimento delle sanzioni amministrative e penali nei casi più gravi; •⁠  ⁠campagne di educazione e prevenzione nelle scuole e nelle famiglie. “Non si tratta di essere contrari all’innovazione o alla mobilità sostenibile – conclude Pisani – ma di impedire che l’ignoranza, l’inciviltà e l’assenza di regole trasformino strumenti utili in armi potenzialmente mortali. La libertà di pochi non può mettere a rischio la vita di bambini, anziani e cittadini indifesi. Fermiamo subito questa deriva prima che una tragedia annunciata diventi realtà&#8221;. “La sicurezza dei pedoni non può essere affidata alla fortuna.”</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bici-elettriche-monopattini-e-mini-moto-sui-marciapiedi-come-missili-lallarme-dellavv-angelo-pisani-2/">BICI ELETTRICHE, MONOPATTINI E MINI MOTO SUI MARCIAPIEDI COME MISSILI L’ALLARME DELL’AVV. ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">BICI ELETTRICHE, MONOPATTINI E MINI MOTO SUI MARCIAPIEDI COME MISSILI</span></strong></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif">“Bambini e pedoni in pericolo ogni giorno, salvi solo per miracolo di fronte all’assenza delle istituzioni ! Servono divieti, controlli e sanzioni severe prima che si contino i morti”. L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore di <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> e dell’Associazione <strong>Potere ai Diritti</strong>, lancia un forte appello alle istituzioni nazionali e locali, alle forze dell’ordine e soprattutto ai genitori, affinché si affronti con urgenza quella che sta diventando una vera emergenza di sicurezza pubblica: <strong>la circolazione incontrollata di biciclette elettriche, monopattini potenziati e mini veicoli elettrici guidati spesso da minori </strong>in aree pedonali, marciapiedi e luoghi affollati.</span></span></p>
<p>Le immagini provenienti da Caserta, dove solo per un miracolo è stata evitata una tragedia davanti ad un esercizio commerciale, rappresentano soltanto uno dei tanti episodi che quotidianamente si verificano nelle città italiane. Bambini che giocano, famiglie che passeggiano e anziani vengono continuamente esposti a rischi gravissimi da parte di mezzi che possono raggiungere velocità elevate e trasformarsi in veri e propri proiettili incontrollabili.</p>
<p>“Non possiamo aspettare il primo morto o l’ennesimo bambino travolto per intervenire – dichiara Pisani – Ogni giorno assistiamo a scene di assoluta inciviltà e irresponsabilità. Troppi adulti consentono ai minori di utilizzare mezzi elettrici estremamente pericolosi senza alcuna formazione, senza controlli e spesso in luoghi dove la presenza di tali veicoli dovrebbe essere assolutamente vietata”.</p>
<p>Secondo Pisani <strong>non è sufficiente introdurre targhe, assicurazioni o obblighi burocratici </strong>per veicoli che, per caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo, risultano incompatibili con la sicurezza delle aree pedonali.</p>
<p>“Per alcuni mezzi particolarmente potenti occorrono divieti chiari e rigorosi. Le nostre strade e i nostri marciapiedi non sono nati per diventare piste di velocità. La sicurezza dei pedoni deve prevalere su qualsiasi altra esigenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>L’Associazione Potere ai Diritti chiede pertanto:</strong></div>
<div></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠il divieto assoluto di circolazione sui marciapiedi e nelle aree pedonali per tutti i veicoli elettrici a motore;<br />
•⁠  ⁠controlli straordinari da parte delle polizie locali;<br />
•⁠  ⁠sequestro immediato dei mezzi utilizzati in violazione delle norme;<br />
•⁠  ⁠responsabilità diretta dei genitori per i danni causati dai minori;<br />
•⁠  ⁠inasprimento delle sanzioni amministrative e penali nei casi più gravi;<br />
•⁠  ⁠campagne di educazione e prevenzione nelle scuole e nelle famiglie.</span></p>
<p>“Non si tratta di essere contrari all’innovazione o alla mobilità sostenibile – conclude Pisani – ma di impedire che l’ignoranza, l’inciviltà e l’assenza di regole trasformino strumenti utili in armi potenzialmente mortali. La libertà di pochi non può mettere a rischio la vita di bambini, anziani e cittadini indifesi. Fermiamo subito questa deriva prima che una tragedia annunciata diventi realtà&#8221;.</p>
<div>
<div><strong>“La sicurezza dei pedoni non può essere affidata alla fortuna.”</strong></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bici-elettriche-monopattini-e-mini-moto-sui-marciapiedi-come-missili-lallarme-dellavv-angelo-pisani-2/">BICI ELETTRICHE, MONOPATTINI E MINI MOTO SUI MARCIAPIEDI COME MISSILI L’ALLARME DELL’AVV. ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Campania/Liste d&#8217;attesa lumaca &#8211; Pisani presenta denuncia in Procura</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 11:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In Campania oltre l’80% delle prime visite viene classificato con codice P, quello programmabile entro 120 giorni, mentre in altre regioni la percentuale è nettamente inferiore. La tutela della salute è un diritto costituzionalmente garantito ma non lo è, a quanto parte, per i cittadini campani meno abbienti, che non sono in grado di pagare indispensabili prestazioni sanitarie private, né di accedere a quelle del pubblico in tempi accettabili. Parte da questi dati, basati su tabelle ufficiali, l’esposto denuncia che l’avvocato Angelo Pisani ha presentato alla Procura della Repubblica, con invito a trasmetterlo ad altre Autorità (fra cui Procura Regionale della Corte dei Conti, Ministero della Salute;NAS dei Carabinieri, Autorità Nazionale Anticorruzione e ovviamente Regione Campania), affinché vengano individuate con urgenza eventuali responsabilità penali, amministrative, disciplinari e contabili a carico di soggetti pubblici o privati. Nella sua qualità di fondatore e legale rappresentante dell&#8217;Associazione Potere ai Diritti – 1523.it, associazione impegnata nella tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici essenziali, Pisani richiama innanzitutto le recenti notizie di stampa, fondate anche su dati Agenas, riguardanti il sistema delle liste d&#8217;attesa sanitarie nella Regione Campania e dalle quali emergerebbero circostanze gravi, meritevoli di verifica da parte dell&#8217;Autorità Giudiziaria. Tra queste: ·      circa l&#8217;80,1% delle prime visite specialistiche verrebbe classificato con codice di priorità &#8220;P&#8221; (programmabile entro 120 giorni), percentuale enormemente superiore a quella registrata in altre Regioni italiane; ·      tale dato potrebbe determinare una rappresentazione alterata dell&#8217;effettiva capacità del sistema sanitario di garantire le prestazioni nei tempi previsti; ·      numerosi medici di medicina generale avrebbero riferito dell&#8217;esistenza di pressioni, raccomandazioni o indicazioni informali volte a scoraggiare l&#8217;utilizzo dei codici di priorità più elevati; ·      una quota significativa delle prescrizioni mediche non risulterebbe presa in carico dal sistema sanitario pubblico;  ·      molti cittadini sarebbero costretti a rivolgersi al settore privato o addirittura a rinunciare alle cure per impossibilità economica o per l&#8217;eccessiva dilatazione dei tempi di attesa. Vengono riportati inoltre dai media casi concreti nei quali prestazioni prescritte con carattere di urgenza o breve priorità sarebbero state calendarizzate a distanza di mesi dalla prescrizione medica. A fronte di tali situazioni, Pisani chiede espressamente alla Procura di effettuare una serie di rigorosi accertamenti, in particolare: ·      verificare la correttezza dei criteri utilizzati nella classificazione delle prestazioni sanitarie nelle diverse classi di priorità; ·      accertare se vi siano state direttive, circolari, istruzioni verbali, raccomandazioni o pressioni esercitate nei confronti dei medici prescrittori volte a ridurre il ricorso ai codici urgenti o brevi; ·      acquisire presso Regione Campania, Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, CUP e Agenas tutta la documentazione relativa alle liste d&#8217;attesa e ai criteri di assegnazione delle priorità; ·      verificare la corrispondenza tra prescrizioni emesse, prestazioni effettivamente prenotate e prestazioni realmente erogate; ·      accertare quante prescrizioni siano rimaste inevase, quante abbiano comportato il ricorso al privato e quante siano sfociate nella rinuncia alle cure; ·      verificare eventuali danni arrecati ai cittadini e all&#8217;erario, nonché l&#8217;eventuale alterazione degli indicatori ufficiali utilizzati per misurare le performance del sistema sanitario; ·      individuare eventuali responsabilità penali, amministrative, disciplinari e contabili a carico di soggetti pubblici o privati.   «Qualora le circostanze indicate trovassero conferma &#8211; continua l’avvocato Pisani &#8211; potrebbero emergere profili di rilevanza penale, amministrativa, contabile e disciplinare, nonché gravi lesioni dei diritti costituzionali dei cittadini». In particolare, l&#8217;eventuale alterazione sistematica della classificazione delle priorità cliniche, ove finalizzata a migliorare artificiosamente gli indicatori di performance delle liste d&#8217;attesa, «potrebbe integrare ipotesi di falso ideologico, abuso d&#8217;ufficio ove applicabile ai fatti, omissioni di atti dovuti, interruzione o turbativa di pubblico servizio, truffa ai danni della collettività o altre fattispecie che l&#8217;Autorità riterrà di ravvisare», continua Pisani. E ancora, se ci fossero «eventuali direttive informali o pressioni rivolte ai medici affinché limitino l&#8217;utilizzo delle classi di priorità più elevate», queste «rappresenterebbero una gravissima interferenza nell&#8217;autonomia professionale del sanitario e nel diritto del paziente ad una corretta valutazione clinica», perché la mancata presa in carico delle prescrizioni e la conseguente rinuncia alle cure da parte di cittadini economicamente fragili potrebbero determinare danni gravissimi alla salute pubblica e alle singole persone coinvolte. «Sono dati allarmanti &#8211; commenta Pisani &#8211; e pertanto, se verificati, impongono domande serie e risposte concrete, la sanità non può essere terreno di slogan o statistiche di comodo. I cittadini campani hanno diritto a cure tempestive, trasparenza e rispetto». Per questo l’avvocato Pisani chiede anche al presidente della Regione Campania Roberto Fico un impegno personale ed una seria assunzione di responsabilità che, secondo il legale, dovrebbe tradursi nella nomina ad horas di assessore alla sanità.  «La situazione è critica &#8211; conclude Pisani &#8211; e non può più aspettare».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/campanialiste-dattesa-lumaca-pisani-presenta-denuncia-in-procura/">Campania/Liste d&#8217;attesa lumaca &#8211; Pisani presenta denuncia in Procura</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-30-alle-13.49.06.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5888" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-30-alle-13.49.06-214x300.png" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">In Campania oltre l’80% delle prime visite viene classificato con codice P, quello programmabile entro 120 giorni, mentre in altre regioni la percentuale è nettamente inferiore. La tutela della salute è un diritto costituzionalmente garantito ma non lo è, a quanto parte, per i cittadini campani meno abbienti, che non sono in grado di pagare indispensabili prestazioni sanitarie private, né di accedere a quelle del pubblico in tempi accettabili.</span></p>
<p>Parte da questi dati, basati su tabelle ufficiali, l’esposto denuncia che l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong> ha presentato alla Procura della Repubblica, con invito a trasmetterlo ad altre Autorità (fra cui <span style="font-family: georgia, serif">Procura Regionale della Corte dei Conti, Ministero della Salute;NAS dei Carabinieri, Autorità Nazionale Anticorruzione e ovviamente Regione Campania)</span>, affinché vengano <strong>individuate con urgenza eventuali responsabilità penali, amministrative, disciplinari e contabili a carico di soggetti pubblici o privati</strong>.</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Nella sua qualità di fondatore e legale rappresentante dell&#8217;Associazione <strong>Potere ai Diritti – <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>, associazione impegnata nella tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici essenziali, Pisani richiama innanzitutto le recenti notizie di stampa, fondate anche su dati <em>Agenas</em>, riguardanti il sistema delle liste d&#8217;attesa sanitarie nella Regione Campania e dalle quali emergerebbero circostanze gravi, meritevoli di verifica da parte dell&#8217;Autorità Giudiziaria.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Tra queste:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      circa l&#8217;80,1% delle prime visite specialistiche verrebbe classificato con codice di priorità &#8220;P&#8221; (programmabile entro 120 giorni), percentuale enormemente superiore a quella registrata in altre Regioni italiane;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      tale dato potrebbe determinare una rappresentazione alterata dell&#8217;effettiva capacità del sistema sanitario di garantire le prestazioni nei tempi previsti;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      numerosi medici di medicina generale avrebbero riferito dell&#8217;esistenza di pressioni, raccomandazioni o indicazioni informali volte a scoraggiare l&#8217;utilizzo dei codici di priorità più elevati;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      una quota significativa delle prescrizioni mediche non risulterebbe presa in carico dal sistema sanitario pubblico;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span><span style="font-family: georgia, serif">·      molti cittadini sarebbero costretti a rivolgersi al settore privato o addirittura a rinunciare alle cure per impossibilità economica o per l&#8217;eccessiva dilatazione dei tempi di attesa.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Vengono riportati inoltre dai media casi concreti nei quali prestazioni prescritte con carattere di urgenza o breve priorità sarebbero state calendarizzate a distanza di mesi dalla prescrizione medica.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">A fronte di tali situazioni, Pisani chiede espressamente alla Procura di effettuare una serie di rigorosi accertamenti, in particolare:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      verificare la correttezza dei criteri utilizzati nella classificazione delle prestazioni sanitarie nelle diverse classi di priorità;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      accertare se vi siano state direttive, circolari, istruzioni verbali, raccomandazioni o pressioni esercitate nei confronti dei medici prescrittori volte a ridurre il ricorso ai codici urgenti o brevi;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      acquisire presso Regione Campania, Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, CUP e Agenas tutta la documentazione relativa alle liste d&#8217;attesa e ai criteri di assegnazione delle priorità;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      verificare la corrispondenza tra prescrizioni emesse, prestazioni effettivamente prenotate e prestazioni realmente erogate;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      accertare quante prescrizioni siano rimaste inevase, quante abbiano comportato il ricorso al privato e quante siano sfociate nella rinuncia alle cure;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      verificare eventuali danni arrecati ai cittadini e all&#8217;erario, nonché l&#8217;eventuale alterazione degli indicatori ufficiali utilizzati per misurare le performance del sistema sanitario;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">·      individuare eventuali responsabilità penali, amministrative, disciplinari e contabili a carico di soggetti pubblici o privati.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Qualora le circostanze indicate trovassero conferma &#8211; continua l’avvocato Pisani &#8211; potrebbero emergere profili di rilevanza penale, amministrativa, contabile e disciplinare, nonché gravi lesioni dei diritti costituzionali dei cittadini». In particolare, l&#8217;eventuale alterazione sistematica della classificazione delle priorità cliniche, ove finalizzata a migliorare artificiosamente gli indicatori di performance delle liste d&#8217;attesa, «potrebbe integrare ipotesi di falso ideologico, abuso d&#8217;ufficio ove applicabile ai fatti, omissioni di atti dovuti, interruzione o turbativa di pubblico servizio, truffa ai danni della collettività o altre fattispecie che l&#8217;Autorità riterrà di ravvisare», continua Pisani.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">E ancora, se ci fossero «eventuali direttive informali o pressioni rivolte ai medici affinché limitino l&#8217;utilizzo delle classi di priorità più elevate», queste «rappresenterebbero una gravissima interferenza nell&#8217;autonomia professionale del sanitario e nel diritto del paziente ad una corretta valutazione clinica», perché la mancata presa in carico delle prescrizioni e la conseguente rinuncia alle cure da parte di cittadini economicamente fragili potrebbero determinare <strong>danni gravissimi alla salute pubblica e alle singole persone coinvolte.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Sono dati allarmanti &#8211; commenta Pisani &#8211; e pertanto, se verificati, impongono domande serie e risposte concrete, la sanità non può essere terreno di slogan o statistiche di comodo. I cittadini campani hanno diritto a cure tempestive, trasparenza e rispetto».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Per questo l’avvocato Pisani chiede anche al presidente della Regione Campania <strong>Roberto Fico </strong>un impegno personale ed una seria assunzione di responsabilità che, secondo il legale, dovrebbe tradursi nella nomina ad horas di assessore alla sanità. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«La situazione è critica &#8211; conclude Pisani &#8211; e non può più aspettare».</span></p>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-30-alle-13.49.06.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5888" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-30-alle-13.49.06.png" alt="" width="702" height="982" /></a></span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/campanialiste-dattesa-lumaca-pisani-presenta-denuncia-in-procura/">Campania/Liste d&#8217;attesa lumaca &#8211; Pisani presenta denuncia in Procura</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 14:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>ORRORE A NAPOLI: Bimbo di 12 anni accoltellato, il padre tenta di strangolare l&#8217;infermiera del 118  Ferma condanna del 1523 Asl Napoli 1: è l&#8217;aggressione n. 5 del 2026 Totale: 13 aggressioni tra Napoli 1 e Napoli 2 nel 2026   Una mattinata di pura follia e terrore nel cuore di Napoli. Quello che doveva essere un normale intervento di soccorso si è trasformato in un incubo a mano armata, dove il personale sanitario ha sfiorato la tragedia per salvare la vita di un bambino. Chiamato per un presunto malore all&#8217;interno di un&#8217;abitazione, l&#8217;equipaggio del 118 della postazione &#8220;Municipio&#8221; si è trovato davanti uno scenario agghiacciante: un uomo armato di coltello e il figlio di appena 12 anni a terra, quasi incosciente e in un lago di sangue a causa di ferite multiple. Ignorando il pericolo mortale per via della gravità disperata del piccolo, l&#8217;infermiera e l&#8217;autista soccorritore si sono fiondati sul paziente per caricarlo d&#8217;urgenza in ambulanza. La furia del padre non si è fermata però tra le mura di casa: l&#8217;uomo ha inseguito i sanitari e si è barricato all&#8217;interno del mezzo di soccorso, dove ha preso possesso di alcuni aghi cannula minacciando l&#8217;equipaggio e ferendo se stesso, il figlio e l&#8217;infermiera. L&#8217;apice del terrore è scattato pochi istanti dopo quando, mentre la professionista cercava disperatamente di iniettare un antidolorifico al bambino, l&#8217;aggressore si è scagliato contro di lei tentando di strangolarla. Solo la straordinaria prontezza di riflessi dell&#8217;infermiera, che è riuscita ad aprire il portellone e a spingere l&#8217;uomo fuori dal mezzo, ha evitato il peggio, prima che alcuni passanti bloccassero definitivamente il folle. Oggi il dodicenne lotta tra la vita e la morte in codice rosso all&#8217;Ospedale Pellegrini, mentre l&#8217;equipaggio del 118 si trova sotto shock. Questo ennesimo e inaccettabile episodio di violenza solleva un&#8217;ondata di indignazione unanime: il mondo della sanità urla vergogna e chiede tutele drastiche e immediate perché non è possibile rischiare la vita per salvare quella degli altri.  Nessuno tocchi Ippocrate. «Condanniamo questo ennesimo atto di violenza, chiediamo tutela per i sanitari ed annunciamo che come Progetto 1523.it ci costituiremo parte civile, a tutela delle vittime e per contrastare il dilagare della violenza», dichiara l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523.it.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/5871/"></a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>ORRORE A NAPOLI: Bimbo di 12 anni accoltellato, il padre tenta di strangolare l&#8217;infermiera del 118 </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><strong>Ferma condanna del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523</a></strong></span></p>
<p style="text-align: center"><strong>Asl Napoli 1: è l&#8217;aggressione n. 5 del 2026</strong></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Totale: 13 aggressioni tra Napoli 1 e Napoli 2 nel 2026</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-27-alle-16.00.52.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5872" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-27-alle-16.00.52.png" alt="" width="356" height="302" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Una mattinata di pura follia e terrore nel cuore di Napoli. Quello che doveva essere un normale intervento di soccorso si è trasformato in un incubo a mano armata, dove il personale sanitario ha sfiorato la tragedia per salvare la vita di un bambino.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Chiamato per un presunto malore all&#8217;interno di un&#8217;abitazione, l&#8217;equipaggio del 118 della postazione &#8220;Municipio&#8221; si è trovato davanti uno scenario agghiacciante: un uomo armato di coltello e il figlio di appena 12 anni a terra, quasi incosciente e in un lago di sangue a causa di ferite multiple. Ignorando il pericolo mortale per via della gravità disperata del piccolo, l&#8217;infermiera e l&#8217;autista soccorritore si sono fiondati sul paziente per caricarlo d&#8217;urgenza in ambulanza. La furia del padre non si è fermata però tra le mura di casa: l&#8217;uomo ha inseguito i sanitari e si è barricato all&#8217;interno del mezzo di soccorso, dove ha preso possesso di alcuni aghi cannula minacciando l&#8217;equipaggio e ferendo se stesso, il figlio e l&#8217;infermiera.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;apice del terrore è scattato pochi istanti dopo quando, mentre la professionista cercava disperatamente di iniettare un antidolorifico al bambino, l&#8217;aggressore si è scagliato contro di lei tentando di strangolarla. Solo la straordinaria prontezza di riflessi dell&#8217;infermiera, che è riuscita ad aprire il portellone e a spingere l&#8217;uomo fuori dal mezzo, ha evitato il peggio, prima che alcuni passanti bloccassero definitivamente il folle.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Oggi il dodicenne lotta tra la vita e la morte in codice rosso all&#8217;Ospedale Pellegrini, mentre l&#8217;equipaggio del 118 si trova sotto shock. Questo ennesimo e inaccettabile episodio di violenza solleva un&#8217;ondata di indignazione unanime: il mondo della sanità urla vergogna e chiede tutele drastiche e immediate perché non è possibile rischiare la vita per salvare quella degli altri. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Nessuno tocchi Ippocrate.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Condanniamo questo ennesimo atto di violenza, chiediamo tutela per i sanitari ed annunciamo che come Progetto <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> ci costituiremo parte civile, a tutela delle vittime e per contrastare il dilagare della violenza», dichiara l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, founder <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>.</strong></span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
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		<title>Accoltellato un ragazzo di 14 anni, a 100 m. dal luogo dell’omicidio di Giogiò. Il 1523 rivolge un appello alle istituzioni</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un  14enne è stato accoltellato a Napoli in Piazza Municipio accanto al Mc Donald ieri sera, alle 21 circa. Colpito più volte all’addome, è ricoverato al Nuovo Pellegrini in attesa di valutare l’operazione chirurgica. Le sue condizioni sono gravi. L’aggressione in Piazza Municipio, a non più di 100 dal luogo dove morì Giogiò, colpito per futili motivi. L&#8217;aggressore è un quindicenne, arrestato dalla Polizia municipale. L&#8217;ipotesi è che si sia trattato di un litigio per una ragazza, iniziato a colpi di casco. «Spero che ora, per motivi di ordine pubblico, si chiuda per 30 giorni anche il Mc Donald, come si chiudono tutte le attività commerciali dove si verificano violenze e disordini», dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani. «Come fondatore del progetto antiviolenza 1523.it - aggiunge - invitiamo le istituzioni a non sottovalutare tutti questi campanelli d’allarme e  a dare esempi positivi, di rispetto della legalità e di norme civiche». «Come team antiviolenza esprimiamo preoccupazione e solidarietà alla ennesima vittima della violenza e del caos metropolitano, sperando di non dover contare altre vittime», conclude Pisani, diffidando le autorità a garantire sicurezza alla cittadinanza e ai turisti».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/accoltellato-un-ragazzo-di-14-anni-a-100-m-dal-luogo-dellomicidio-di-giogio-il-1523-rivolge-un-appello-alle-istituzioni/">Accoltellato un ragazzo di 14 anni, a 100 m. dal luogo dell’omicidio di Giogiò. Il 1523 rivolge un appello alle istituzioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-05-10-alle-09.09.26.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5826" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-05-10-alle-09.09.26-300x155.png" alt="" width="300" height="155" /></a></div>
<div></div>
<div>Un  14enne è stato accoltellato a Napoli in Piazza Municipio accanto al Mc Donald ieri sera, alle 21 circa.</div>
<p>Colpito più volte all’addome, è ricoverato al Nuovo Pellegrini in attesa di valutare l’operazione chirurgica. Le sue condizioni sono gravi.<br />
L’aggressione in Piazza Municipio, a non più di 100 dal luogo dove morì Giogiò, colpito per futili motivi. L&#8217;aggressore è un quindicenne, arrestato dalla Polizia municipale. L&#8217;ipotesi è che si sia trattato di un litigio per una ragazza, iniziato a colpi di casco.</p>
<p>«Spero che ora, per motivi di ordine pubblico, si chiuda per 30 giorni anche il Mc Donald, come si chiudono tutte le attività commerciali dove si verificano violenze e disordini», dichiara l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>.</p>
<p>«Come fondatore del progetto antiviolenza <span style="color: #000000"><a href="http://1523.it/">1523.it</a></span> - aggiunge - invitiamo le istituzioni a non sottovalutare tutti questi campanelli d’allarme e  a dare esempi positivi, di rispetto della legalità e di norme civiche».</p>
<p>«Come team antiviolenza esprimiamo preoccupazione e solidarietà alla ennesima vittima della violenza e del caos metropolitano, sperando di non dover contare altre vittime», conclude Pisani, diffidando le autorità a garantire sicurezza alla cittadinanza e ai turisti».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/accoltellato-un-ragazzo-di-14-anni-a-100-m-dal-luogo-dellomicidio-di-giogio-il-1523-rivolge-un-appello-alle-istituzioni/">Accoltellato un ragazzo di 14 anni, a 100 m. dal luogo dell’omicidio di Giogiò. Il 1523 rivolge un appello alle istituzioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>TANGENZIALE NAPOLI &#8211; CODE, DISSERVIZI E FATTURE ALLE STELLE NOI CONSUMATORI ANNUNCIA CLASS ACTION</title>
		<link>https://angelopisani.it/tangenziale-napoli-code-disservizi-e-fatture-alle-stelle-noi-consumatori-annuncia-class-action/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2026 15:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>TANGENZIALE NAPOLI &#8211; CODE, DISSERVIZI E FATTURE ALLE STELLE NOI CONSUMATORI ANNUNCIA CLASS ACTION Il fatturato di Tangenziale di Napoli S.p.A. nel 2024 è stato di circa 70 milioni di euro. Un fatturato che è destinato ad aumentare visti i rincari imposti al pedaggio nel 2026, con un transito mensile di circa 6.5-7 milioni di veicoli coinvolti.  «Numeri che non consentono più di accettare i quotidiani disservizi, violazioni e pericoli a pagamento – denuncia e spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani, fondatore Noi Consumatori &#8211; Potere ai Diritti, quello che ogni giorno centinaia di migliaia di cittadini della città, della provincia e di turisti sono costretti a subire, senza alcuna giustificazione da parte dei responsabili. Costanti malfunzionamenti e chiusure dei caselli (mai tutti funzionanti) che ingenerano lunghissime code ad ogni svincolo. Lavori interminabili che, di giorno e di notte, recano disagi insostenibili e danni agli utenti».  «La cattiva gestione &#8211; rincara la dose Pisani &#8211; quotidianamente determina un unico serpentone di veicoli, che da Agnano arriva fino al Corso Malta, specie la mattina, con pesantissime ripercussioni sulle attività lavorative e grave inquinamento ambientale ed atmosferico, senza che l&#8217;Azienda che gestisce Tangenziale di Napoli S.p.A. faccia nulla per limitare disservizi e supportare gli inermi cittadini».  Ed è questo il motivo per cui è pronta la class action, come conferma l&#8217;avvocato Pisani: «Ci schieriamo dalla parte di chi paga inspiegabilmente un servizio che non viene fornito come dovuto, dalla parte di chi subisce il pagamento di un pedaggio senza ottenere nulla che non siano disagi su disagi, pericoli e disservizi. Diciamo basta, ora, con questa gestione della Tangenziale di Napoli e invitiamo subito tutte le istituzioni locali ad impegnarsi realmente per la soluzione dello scandalo ed a schierarsi dalla parte degli utenti e consumatori, in direzione giusta, quella dei cittadini».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-napoli-code-disservizi-e-fatture-alle-stelle-noi-consumatori-annuncia-class-action/">TANGENZIALE NAPOLI &#8211; CODE, DISSERVIZI E FATTURE ALLE STELLE NOI CONSUMATORI ANNUNCIA CLASS ACTION</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div style="text-align: center"><strong>TANGENZIALE NAPOLI &#8211; CODE, DISSERVIZI E FATTURE ALLE STELLE</strong></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>NOI CONSUMATORI ANNUNCIA CLASS ACTION</strong></span></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-05-05-alle-17.02.41.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5809" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-05-05-alle-17.02.41-300x199.png" alt="" width="300" height="199" /></a></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Il fatturato di Tangenziale di Napoli S.p.A. nel 2024 è stato di circa <strong>70 milioni di euro</strong>. Un fatturato che è destinato ad aumentare visti i rincari imposti al pedaggio nel 2026, con un <strong>transito mensile di circa 6.5-7 milioni di veicoli coinvolti.</strong> </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">«Numeri che non consentono più di accettare i quotidiani disservizi, violazioni e pericoli a pagamento – denuncia e spiega l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore <strong><em>Noi Consumatori &#8211; Potere ai Diritti</em></strong>, quello che ogni giorno centinaia di migliaia di cittadini della città, della provincia e di turisti sono costretti a subire, senza alcuna giustificazione da parte dei responsabili. Costanti malfunzionamenti e chiusure dei caselli (mai tutti funzionanti) che ingenerano lunghissime code ad ogni svincolo. Lavori interminabili che, di giorno e di notte, recano disagi insostenibili e danni agli utenti». </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">«La cattiva gestione &#8211; rincara la dose Pisani &#8211; quotidianamente determina un unico serpentone di veicoli, che da Agnano arriva fino al Corso Malta, specie la mattina, con pesantissime ripercussioni sulle attività lavorative e grave inquinamento ambientale ed atmosferico, senza che l&#8217;Azienda che gestisce Tangenziale di Napoli S.p.A. faccia nulla per limitare disservizi e supportare gli inermi cittadini». </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Ed è questo il motivo per cui <strong>è pronta la class action</strong>, come conferma l&#8217;avvocato Pisani: «Ci schieriamo dalla parte di chi paga inspiegabilmente un servizio che non viene fornito come dovuto, dalla parte di chi subisce il pagamento di un pedaggio senza ottenere nulla che non siano disagi su disagi, pericoli e disservizi. Diciamo basta, ora, con questa gestione della Tangenziale di Napoli e invitiamo subito tutte le istituzioni locali ad impegnarsi realmente per la soluzione dello scandalo ed a schierarsi dalla parte degli utenti e consumatori, in direzione giusta, quella dei cittadini».</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tangenziale-napoli-code-disservizi-e-fatture-alle-stelle-noi-consumatori-annuncia-class-action/">TANGENZIALE NAPOLI &#8211; CODE, DISSERVIZI E FATTURE ALLE STELLE NOI CONSUMATORI ANNUNCIA CLASS ACTION</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</title>
		<link>https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona Social Club]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri della Serie A si presenta carica di inquietanti sviluppi giudiziari. Un intero campionato di calcio, quanto meno quello in corso, risulta falsato. «Come Studio Legale &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; insieme ai colleghi Antonio Chicoli,  Alessandra Salerno e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, abbiamo già depositato un ricorso ex art. 700 motivando la richiesta di sospensione del campionato e il blocco dell’assegnazione dello scudetto a qualsiasi squadra. Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è stato strutturato su basi giuridiche chiare e gravi: * I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato; * La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse); * Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto * L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:     * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;     * dei diritti dei consumatori;     * degli interessi economici degli scommettitori. Oggi, nell’annunciare la nostra costituzione di parte civile nei processi che eventualmente seguiranno alle indagini, chiediamo a tutti i tifosi, ma anche agli altri Studi legali di aderire alla nostra iniziativa, nonché ad altre Procure della Repubblica di indagare sui fatti che stanno inquinando il calcio italiano. E’ un dovere che abbiamo verso il grande popolo degli italiani che ama il calcio e non può sentirsi preso in giro da situazioni come quelle ipotizzate dalla Procura milanese. Le ricordiamo: il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse. Se confermati, tali fatti configurano evidentemente uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato. &#160; Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/">INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri della Serie A si presenta carica di inquietanti sviluppi giudiziari. Un intero campionato di calcio, quanto meno quello in corso, risulta falsato.</span></p>
<p><span style="font-size: large"><span style="font-family: georgia, serif">«Come Studio Legale &#8211; spiega l&#8217;avvocato Angelo Pisani &#8211; insieme ai colleghi </span><span style="color: #000000"><strong>Antonio Chicoli</strong>,  <strong>Alessandra Salerno</strong></span><span style="color: #000000"> </span><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif">e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del </span><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><strong>Social Club Maradona</strong>, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati</span>, abbiamo già depositato un ricorso ex art. 700 motivando la richiesta di sospensione del campionato e il blocco dell’assegnazione dello scudetto a qualsiasi squadra.</span></p>
<p><span style="font-size: large"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è stato strutturato su basi giuridiche chiare e gravi:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse);</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">* L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * dei diritti dei consumatori;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">    * degli interessi economici degli scommettitori.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>Oggi, nell’annunciare la nostra costituzione di parte civile nei processi che eventualmente seguiranno alle indagini, chiediamo a tutti i tifosi, ma anche agli altri Studi legali di aderire alla nostra iniziativa, nonché ad altre Procure della Repubblica di indagare sui fatti che stanno inquinando il calcio italiano.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">E’ un dovere che abbiamo verso il grande popolo degli italiani che ama il calcio e non può sentirsi preso in giro da situazioni come quelle ipotizzate dalla Procura milanese. Le ricordiamo: il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Se confermati, tali fatti configurano evidentemente uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5797" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-263x300.png" alt="" width="263" height="300" /></a></span></p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/inchiesta-arbitri-maradona-social-club-costituzione-di-parte-civile-e-appello-ai-tifosi-di-aderire-alliniziativa/">INCHIESTA ARBITRI &#8211; Maradona Social Club: costituzione di parte civile e appello ai tifosi di aderire all&#8217;iniziativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti. &#160; &#160; C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso. Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito. Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro. E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere . Il coraggio di chiamare le cose col loro nome Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità. Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi. Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità. La violenza invisibile del torto sportivo C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui. È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco. È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano . È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato. L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita. Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani. Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore. Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto. Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani . So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo l&#8217;Editoriale dell&#8217;avv. Angelo Pisani sull&#8217;inchiesta di Milano che sta &#8220;terremotando&#8221; la Serie A ed il testo completo della diffida inviata dal Legale alle massime autorità competenti.</strong></p>
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<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5791" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Serie-A.png" alt="" width="704" height="462" /></a></p>
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<p>C&#8217;è un momento preciso in cui il tradimento diventa sistema. Non è quando un arbitro sbaglia — gli errori appartengono all&#8217;umano. È quando gli errori seguono una direzione. Quando le sviste hanno sempre lo stesso verso. Quando il fischietto diventa strumento e non arbitro, complice e non giudice. Quel momento, in Italia, è adesso.<br />
Lo sport è una delle poche cose rimaste in questo Paese capaci di unire. Capaci di far piangere di gioia un operaio e un professore universitario seduti sullo stesso settore, di far abbracciare uno sconosciuto come se fosse un fratello. Lo sport parla il linguaggio più antico del mondo: quello della lealtà, della fatica, del merito.</p>
<p>Per questo qualsivoglia violazione nello sport non è solo un reato. È un sacrilegio. È il furto dell&#8217;innocenza collettiva. È la violenza contro qualcosa di sacro.</p>
<p>E quello che sta accadendo nel calcio italiano — con le prime indagini della Procura della Repubblica di Milano sui vertici dell&#8217;AIA ancora non estese all’ultimo campionato, con gli scandali che si accumulano partita dopo partita, con le designazioni arbitrali che puzzano di accordo a distanza — non è uno scandalo come gli altri. È l&#8217;atto finale di un sistema che si è mangiato se stesso, nonostante Calciopoli che nessuno voleva vedere .<br />
<strong>Il coraggio di chiamare le cose col loro nome</strong></p>
<p>Lo chiamo con il suo nome: male. Lo chiamo con il suo nome: interessi. Non «episodi», non «errori tecnici», non «valutazioni arbitrali discutibili». Queste parole sono il linguaggio della complicità, il vocabolario di chi copre, di chi sa e tace, di chi preferisce la pace dei cimiteri al clamore della verità.</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5503" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Pisani-toga-1-221x300.jpeg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Ho visto Atalanta-Napoli. Ho visto Napoli-Inter. Ho visto Juventus-Inter. Ho visto Como-Inter. Ho visto quello che hanno visto milioni di tifosi italiani davanti ai loro schermi, nelle curve, nei bar di periferia. E mi sono vergognato. Non per il risultato , non per la sconfitta — la sconfitta è parte dello sport. Mi sono vergognato per l&#8217;indecenza dello spettacolo, per il coraggio con cui si osa chiamare «calcio» ciò che calcio non è, come aveva il coraggio di dire il mio amico Diego Armando Maradona prima di tutti e senza mai accettare compromessi.</p>
<p>Mi sono vergognato soprattutto del silenzio delle istituzioni e del limite e censura della giustizia sportiva che non ammette diritti e difesa . Degli allenatori che abbassano la testa. Dei presidenti che si mordono la lingua. Dei commentatori televisivi che descrivono la realtà capovolta come se fosse quella giusta. Il silenzio degli onesti, in questo Paese, è diventato la più potente forma di complicità.<br />
<strong>La violenza invisibile del torto sportivo</strong></p>
<p>C&#8217;è una violenza che non lascia lividi ma spezza qualcosa di profondo. È la violenza di chi lavora onestamente e viene derubato del frutto della propria fatica. È la violenza subita dal ragazzo che si allena all&#8217;alba, che sacrifica l&#8217;adolescenza per un sogno, e poi vede quel sogno dissolversi non per i suoi limiti ma per il sopruso altrui.</p>
<p>È la violenza fatta ai tifosi, che spendono soldi guadagnati con fatica per abbonamenti televisivi, per trasferte, per magliette, nella fede che lo spettacolo cui assistono sia autentico. Quella fede viene violentata ogni volta che un fischio falso decide una partita. Ogni volta che un VAR fa finta di non vedere. Ogni volta che il sistema protegge se stesso invece di proteggere il gioco.<br />
È la violenza in danno degli scommettitori che non immaginano .<br />
È la violenza fatta all&#8217;Italia. Perché un campionato corrotto non produce campioni. Produce atleti abituati a subire, abituati alla scorciatoia, abituati a un calcio storto. E poi ci stupiamo che la Nazionale non si qualifichi ai Mondiali. Ci stupiamo che i nostri calciatori all&#8217;estero facciano fatica. Non dovremmo stupirci: stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato.<br />
<strong>L&#8217;appello ai valori: lo sport come specchio dell&#8217;uomo</strong></p>
<p>Pierre de Coubertin, il fondatore delle Olimpiadi moderne, scrisse che lo sport è «la scuola del carattere». Non la scuola della vittoria — la scuola del carattere. Perché lo sport insegna qualcosa che nessuna aula universitaria può insegnare: che si può perdere con dignità, che si può vincere senza umiliare, che il confine tra il bene e il male sul campo di gioco è lo stesso confine che vale nella vita.</p>
<p>Quello stesso sport oggi, in Italia, viene usato per insegnare l&#8217;esatto contrario. Che conta solo vincere. Che l&#8217;importante è il risultato, non il modo. Che le regole sono per i deboli e le scorciatoie per i furbi. È un veleno che entra nello sport e poi contamina tutto il resto: la politica, l&#8217;economia, i rapporti umani.</p>
<p>Io credo ancora nei valori dello sport. Credo nella lealtà come valore assoluto, non negoziabile. Credo nel merito come unico metro di giudizio sul campo. Credo nella trasparenza come diritto di ogni atleta, di ogni tifoso, di ogni cittadino che investe il proprio tempo e il proprio denaro in una competizione. Credo nella dignità della sconfitta, che vale mille volte più di una vittoria conquistata nel disonore.</p>
<p>Questi non sono valori romantici o ingenui. Sono i fondamenti senza i quali lo sport non esiste. Senza questi valori, quello che si gioca nei campi italiani è intrattenimento taroccato, non sport. È una finzione televisiva, non una competizione. È un&#8217;industria di emozioni false venduta a un pubblico che merita rispetto.<br />
<strong>Cosa chiedo: il coraggio del cambiamento</strong></p>
<p>Ho firmato, insieme ai miei colleghi e spero lo faranno in tanti una formale diffida alla FIGC, alla Lega Serie A, al CONI e all&#8217;AIA. Abbiamo chiesto la sospensione del campionato o, in subordine, del riconoscimento dello scudetto 2025/2026. Abbiamo chiesto la sospensione delle scommesse sportive. Abbiamo chiesto arbitri internazionali, siamo pronti a chieder ed insistere per il commissariamento delle istituzioni ed organi sportivi italiani .</p>
<p>So che queste richieste faranno ridere qualcuno. So che ci sono poteri enormi in gioco, interessi economici che misurano il loro peso in miliardi di euro, convenienze consolidate che non vogliono essere disturbate. Ma so anche che ogni battaglia giusta è cominciata con qualcuno disposto a sembrare pazzo agli occhi di chi ha interesse a mantenere le cose come stanno.</p>
<p>Chiedo alla FIGC il coraggio di riformarsi prima di essere commissariata. Chiedo alla Lega Serie A di mettere la credibilità del prodotto davanti agli interessi di breve periodo. Chiedo all&#8217;AIA di fare un passo indietro — un passo che è in realtà un atto di rispetto verso se stessa e verso lo sport. Chiedo alla magistratura sportiva e ordinaria di fare il proprio dovere senza guardare in faccia a nessuno.</p>
<p>Ma chiedo soprattutto a tutti noi — tifosi, giornalisti, atleti, dirigenti, cittadini — di smettere con il silenzio complice. Di tornare a chiamare le cose col loro nome. Di ricordarci che lo sport è nostro, non di chi lo gestisce. Che il campo appartiene a chi ci gioca con onestà, non a chi lo usa per fare affari.<br />
Lo sport ha bisogno di giustizia per sopravvivere. La giustizia ha bisogno di coraggio per esistere. Il coraggio comincia sempre da qualcuno che dice: basta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5793" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Maradona-Social-Club-295x300.jpeg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani è avvocato del Foro di Napoli, fondatore del progetto antiviolenza 1523.it, Presidente dell&#8217;associazione Noi Consumatori e fondatore di VERITAS – Difesa contro False Accuse e Violenze. È legale rappresentante dell&#8217;Associazione Club Napoli Maradona «L&#8217;Avvocato del Dios».</strong></p>
<p>Napoli, 27 aprile 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TESTO INTEGRALE DELLA DIFFIDA</strong></p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/DIFFIDA.pdf">DIFFIDA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-leditoriale-di-angelo-pisani/">SERIE A SOTTO ACCUSA / L&#8217;EDITORIALE DI ANGELO PISANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</title>
		<link>https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 15:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricorso ex art. 700]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SOSPENSIONE URGENTE &#8211; “NON È PIÙ GIOCO”   “SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO” Il collegio di difesa con gli avvocati  Angelo e Sergio Pisani, Antonio Chicoli,  Alessandra Salerno e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, sta preparando per il depositato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. innanzi al Tribunale Ordinario di Roma (con riserva anche per Napoli e Milano) per chiedere l’immediata sospensione del campionato di Serie A e il blocco dell’assegnazione dello scudetto. L’azione cautelare nasce dalle gravissime ipotesi di reato emerse presso la Procura della Repubblica di Milano, che coinvolgerebbero il sistema delle designazioni arbitrali. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, il designatore Gianluca Rocchi a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse. Se confermati, tali fatti configurano uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato. IL CONTENUTO DEL RICORSO CAUTELARE Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è strutturato su basi giuridiche chiare e gravi: * I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato; * La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse); * Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto * L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:     * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;     * dei diritti dei consumatori;     * degli interessi economici degli scommettitori. IN DIRITTO 1. Giurisdizione del giudice ordinario Il ricorso tutela diritti soggettivi (consumatori e scommettitori) incisi da un sistema che deve garantire correttezza e trasparenza. 1. Fumus boni iuris * Esistenza di indagini per frode sportiva e illeciti arbitrali; * Connessione diretta tra tali fatti e la validità del campionato; * Interesse concreto e attuale dei ricorrenti. 1. Periculum in mora * L’assegnazione imminente dello scudetto produrrebbe effetti irreversibili; * Il danno sarebbe grave e difficilmente riparabile, anche in caso di successivi accertamenti. NATURA DEL PROVVEDIMENTO RICHIESTO Si chiede un provvedimento d’urgenza atipico ex art. 700 c.p.c. con funzione conservativa, per evitare il consolidarsi di una situazione illegittima. LE DIFESE E CONCLUSIONI DEL RICORSO DEGLI AVVOCATI Il ricorso chiede al Tribunale: * di ordinare alla FIGC e alla Lega Serie A la sospensione dell’assegnazione dello scudetto; * di bloccare ogni effetto definitivo sino alla conclusione delle indagini penali; * di fissare con urgenza l’udienza; * di acquisire atti e prove anche dalle indagini in corso; * di garantire tutela piena ai ricorrenti. LA POSIZIONE DELL’AVV. PISANI «Non siamo più davanti a semplici errori arbitrali, ma secondo la procura a ipotesi di sistema. Se anche solo una parte di queste accuse fosse vera, il campionato è palesemente falsato e non può giocarsi o assegnarsi uno scudetto in tali condizioni. Non si può assegnare uno scudetto sotto indagine. Sarebbe una ferita irreparabile per lo sport, per i consumatori e per la giustizia». APPELLO ALLE ISTITUZIONI Si chiede un intervento immediato: * della magistratura ordinaria; * della Procura Federale; * delle autorità politiche e di vigilanza; affinché venga ristabilita legalità, trasparenza e credibilità del calcio italiano. Il calcio non è un gioco se le regole vengono manipolate. Se il dubbio  è fondato e le indagini rispondenti a prove evidenti , il campionato va fermato. Subito.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/">SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>SOSPENSIONE URGENTE &#8211; “NON È PIÙ GIOCO”</strong></div>
<div style="text-align: center" dir="ltr"></div>
<div style="text-align: center" dir="ltr"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-26-alle-16.59.37.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5786" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-26-alle-16.59.37-222x300.png" alt="" width="222" height="300" /></a></div>
<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong> </strong></div>
<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>“SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO”</strong></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Il collegio di difesa con gli avvocati  <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani,</strong> <strong>Antonio Chicoli</strong>,  <strong>Alessandra Salerno</strong> e i legali dei club sportivi, su mandato dei fondatori del <em><strong>Social Club Maradona</strong></em>, di tifosi abbonati, utenti Pay TV e DAZN, nonché di scommettitori danneggiati, sta preparando per il depositato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. innanzi al Tribunale Ordinario di Roma (con riserva anche per Napoli e Milano)</div>
<div dir="ltr"><strong>per chiedere l’immediata sospensione del campionato di Serie A e il blocco dell’assegnazione dello scudetto.</strong></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">L’azione cautelare nasce dalle gravissime ipotesi di reato emerse presso la Procura della Repubblica di Milano, che coinvolgerebbero il sistema delle designazioni arbitrali. In particolare, secondo quanto riportato negli atti, il designatore <strong>Gianluca Rocchi</strong> a tutela di una squadra, in concorso con altri, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro <strong>Daniele Doveri</strong> in occasione di gare di Coppa Italia allo Stadio San Siro, al fine di incidere su successive partite di maggiore interesse.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Se confermati, tali fatti configurano uno scenario incompatibile con la prosecuzione del campionato.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"></div>
<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>IL CONTENUTO DEL RICORSO CAUTELARE</strong></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Il ricorso, proposto nell’interesse di tifosi, consumatori e scommettitori, è strutturato su basi giuridiche chiare e gravi:</div>
<div dir="ltr">* I ricorrenti sono tifosi, abbonati a servizi televisivi e scommettitori che hanno investito sulla regolarità del campionato;</div>
<div dir="ltr">* La correttezza della competizione è presupposto essenziale dei contratti (Pay TV e scommesse);</div>
<div dir="ltr">* Le indagini della Procura di Milano fanno emergere gravi indizi di alterazione delle designazioni arbitrali, con possibile vantaggio per una squadra in procinto di vincere così lo scudetto</div>
<div dir="ltr">* L’imminente assegnazione dello scudetto rischia di avvenire in un contesto gravemente compromesso, con lesione:</div>
<div dir="ltr">    * dei diritti dei tifosi alla lealtà sportiva;</div>
<div dir="ltr">    * dei diritti dei consumatori;</div>
<div dir="ltr">    * degli interessi economici degli scommettitori.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">IN DIRITTO</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">1. Giurisdizione del giudice ordinario</div>
<div dir="ltr">Il ricorso tutela diritti soggettivi (consumatori e scommettitori) incisi da un sistema che deve garantire correttezza e trasparenza.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">1. Fumus boni iuris</div>
<div dir="ltr">* Esistenza di indagini per frode sportiva e illeciti arbitrali;</div>
<div dir="ltr">* Connessione diretta tra tali fatti e la validità del campionato;</div>
<div dir="ltr">* Interesse concreto e attuale dei ricorrenti.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">1. Periculum in mora</div>
<div dir="ltr">* L’assegnazione imminente dello scudetto produrrebbe effetti irreversibili;</div>
<div dir="ltr">* Il danno sarebbe grave e difficilmente riparabile, anche in caso di successivi accertamenti.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">NATURA DEL PROVVEDIMENTO RICHIESTO</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Si chiede un provvedimento d’urgenza atipico ex art. 700 c.p.c. con funzione conservativa, per evitare il consolidarsi di una situazione illegittima.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">LE DIFESE E CONCLUSIONI DEL RICORSO DEGLI AVVOCATI</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Il ricorso chiede al Tribunale:</div>
<div dir="ltr">* di ordinare alla FIGC e alla Lega Serie A la sospensione dell’assegnazione dello scudetto;</div>
<div dir="ltr">* di bloccare ogni effetto definitivo sino alla conclusione delle indagini penali;</div>
<div dir="ltr">* di fissare con urgenza l’udienza;</div>
<div dir="ltr">* di acquisire atti e prove anche dalle indagini in corso;</div>
<div dir="ltr">* di garantire tutela piena ai ricorrenti.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><strong>LA POSIZIONE DELL’AVV. PISANI</strong></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">«Non siamo più davanti a semplici errori arbitrali, ma secondo la procura a ipotesi di sistema. Se anche solo una parte di queste accuse fosse vera, il campionato è palesemente falsato e non può giocarsi o assegnarsi uno scudetto in tali condizioni.</div>
<div dir="ltr">Non si può assegnare uno scudetto sotto indagine. Sarebbe una ferita irreparabile per lo sport, per i consumatori e per la giustizia».</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"></div>
<div style="text-align: center" dir="ltr"><strong>APPELLO ALLE ISTITUZIONI</strong></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Si chiede un intervento immediato:</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">* della magistratura ordinaria;</div>
<div dir="ltr">* della Procura Federale;</div>
<div dir="ltr">* delle autorità politiche e di vigilanza;</div>
<div dir="ltr">affinché venga ristabilita legalità, trasparenza e credibilità del calcio italiano.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><strong>Il calcio non è un gioco se le regole vengono manipolate.</strong></div>
<div dir="ltr"><strong>Se il dubbio  è fondato e le indagini rispondenti a prove evidenti , il campionato va fermato. Subito.</strong></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/serie-a-sotto-accusa-ricorso-ex-art-700-c-p-c-per-la-sospensione-del-campionato-e-tutela-nell-assegnazione-scudetto/">SERIE A SOTTO ACCUSA: RICORSO EX ART. 700 C.P.C. PER LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO E TUTELA NELL ASSEGNAZIONE SCUDETTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il “LAVORO” DEGLI INSEGNANTI ED IL POTERE DEI SINDACATI NON POSSONO SCHIACCIARE I DIRITTI DEI CITTADINI</title>
		<link>https://angelopisani.it/il-lavoro-degli-insegnanti-ed-il-potere-dei-sindacati-non-possono-schiacciare-i-diritti-dei-cittadini/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[MINORI]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ci hanno insegnato che i sindacati nascono per difendere i lavoratori. Ed è giusto. È sacrosanto. È civiltà. Ma nella realtà??? Ma quando la difesa si trasforma in potere incontrollato, quando la tutela diventa privilegio, quando l’interesse di pochi schiaccia quello di molti, allora non siamo più davanti a un diritto. Siamo davanti a un problema. DA STRUMENTO DI TUTELA A POTERE SENZA RESPONSABILITÀ In Italia , come con le scuole pubbliche chiuse per assemblea sindacale anche domattina fino alle 11,00, assistiamo sempre più spesso a un cortocircuito pericoloso: • assemblee in orario scolastico che paralizzano le famiglie e abbandonano gli allievi • servizi pubblici interrotti senza soluzioni alternative • decisioni prese senza considerare chi lavora, chi paga, chi subisce E la domanda è inevitabile: chi tutela i cittadini quando chi dovrebbe difendere i diritti finisce per limitarli? IL CASO DELLE SCUOLE: FAMIGLIE OSTAGGIO Un esempio concreto, sotto gli occhi di tutti: Scuole che aprono alle 11 per assemblee sindacali. Genitori , soprattutto i separati, costretti a inventarsi soluzioni impossibili. Padri e madri che devono scegliere tra lavoro e figli. Questo non è un dettaglio organizzativo. È un fallimento del sistema. Perché un diritto esercitato senza equilibrio diventa abuso. DIRITTI IN CONFLITTO: SERVE EQUILIBRIO Il diritto di assemblea è garantito. Ma lo è anche: • il diritto al lavoro dei genitori • il diritto all’istruzione dei figli • il diritto alla continuità dei servizi pubblici Non esistono diritti assoluti che cancellano gli altri. La Costituzione non protegge i privilegi. Protegge l’equilibrio. IL TABÙ CHE NESSUNO VUOLE TOCCARE Oggi criticare certi meccanismi sindacali è diventato quasi un tabù. Chi lo fa viene accusato di essere contro i lavoratori. Ma è esattamente il contrario. Difendere i cittadini significa difendere anche i lavoratori veri, quelli che ogni giorno tengono in piedi il Paese senza bloccarlo. QUANDO IL SISTEMA NON FUNZIONA PIÙ Se un sistema: • non è più compatibile con la vita reale delle famiglie • crea disservizi continui • scarica costi e problemi sui cittadini allora va ripensato. Non con slogan. Non con ideologie. Ma con coraggio. L’APPELLO Serve una riforma seria che: • garantisca i diritti dei lavoratori • ma impedisca che questi diritti danneggino gli altri • introduca responsabilità e limiti nei servizi essenziali • rimetta al centro le famiglie, i bambini, la società reale CONCLUSIONE Un diritto che crea ingiustizia non è più un diritto. È un privilegio. E i privilegi, in uno Stato civile, non possono essere difesi. Devono essere corretti. Perché qui non si tratta di ideologia. Non si tratta di politica.  Si tratta di dignità. Avv. Angelo Pisani Difensore dei diritti dei cittadini e delle famiglie</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-lavoro-degli-insegnanti-ed-il-potere-dei-sindacati-non-possono-schiacciare-i-diritti-dei-cittadini/">Il “LAVORO” DEGLI INSEGNANTI ED IL POTERE DEI SINDACATI NON POSSONO SCHIACCIARE I DIRITTI DEI CITTADINI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>Ci hanno insegnato che i sindacati nascono per difendere i lavoratori.</strong></div>
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<div dir="auto"><strong>Ed è giusto. È sacrosanto. È civiltà. Ma nella realtà???</strong></div>
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<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>Ma quando la difesa si trasforma in potere incontrollato, quando la tutela diventa privilegio, quando l’interesse di pochi schiaccia quello di molti, allora non siamo più davanti a un diritto.</strong></div>
<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>Siamo davanti a un problema.</strong></div>
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<div dir="auto"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-08-alle-08.50.25.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5724" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-08-alle-08.50.25-300x212.png" alt="" width="300" height="212" /></a></div>
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<div dir="auto"><strong>DA STRUMENTO DI TUTELA A POTERE SENZA RESPONSABILITÀ</strong></div>
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<div dir="auto">In Italia , come con le scuole pubbliche chiuse per assemblea sindacale anche domattina fino alle 11,00, assistiamo sempre più spesso a un cortocircuito pericoloso:</div>
<div dir="auto">• assemblee in orario scolastico che paralizzano le famiglie e abbandonano gli allievi</div>
<div dir="auto">• servizi pubblici interrotti senza soluzioni alternative</div>
<div dir="auto">• decisioni prese senza considerare chi lavora, chi paga, chi subisce</div>
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<div dir="auto">E la domanda è inevitabile:</div>
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<div dir="auto">chi tutela i cittadini quando chi dovrebbe difendere i diritti finisce per limitarli?</div>
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<div dir="auto"><strong>IL CASO DELLE SCUOLE: FAMIGLIE OSTAGGIO</strong></div>
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<div dir="auto">Un esempio concreto, sotto gli occhi di tutti:</div>
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<div dir="auto">Scuole che aprono alle 11 per assemblee sindacali.</div>
<div dir="auto">Genitori , soprattutto i separati, costretti a inventarsi soluzioni impossibili.</div>
<div dir="auto">Padri e madri che devono scegliere tra lavoro e figli.</div>
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<div dir="auto">Questo non è un dettaglio organizzativo.</div>
<div dir="auto">È un fallimento del sistema.</div>
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<div dir="auto">Perché un diritto esercitato senza equilibrio diventa abuso.</div>
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<div dir="auto"><strong>DIRITTI IN CONFLITTO: SERVE EQUILIBRIO</strong></div>
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<div dir="auto">Il diritto di assemblea è garantito.</div>
<div dir="auto">Ma lo è anche:</div>
<div dir="auto">• il diritto al lavoro dei genitori</div>
<div dir="auto">• il diritto all’istruzione dei figli</div>
<div dir="auto">• il diritto alla continuità dei servizi pubblici</div>
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<div dir="auto">Non esistono diritti assoluti che cancellano gli altri.</div>
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<div dir="auto">La Costituzione non protegge i privilegi. Protegge l’equilibrio.</div>
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<div dir="auto"><strong>IL TABÙ CHE NESSUNO VUOLE TOCCARE</strong></div>
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<div dir="auto">Oggi criticare certi meccanismi sindacali è diventato quasi un tabù.</div>
<div dir="auto">Chi lo fa viene accusato di essere contro i lavoratori.</div>
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<div dir="auto">Ma è esattamente il contrario.</div>
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<div dir="auto">Difendere i cittadini significa difendere anche i lavoratori veri, quelli che ogni giorno tengono in piedi il Paese senza bloccarlo.</div>
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<div dir="auto"><strong>QUANDO IL SISTEMA NON FUNZIONA PIÙ</strong></div>
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<div dir="auto">Se un sistema:</div>
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<div dir="auto">• crea disservizi continui</div>
<div dir="auto">• scarica costi e problemi sui cittadini</div>
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<div dir="auto">allora va ripensato.</div>
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<div dir="auto">Non con slogan.</div>
<div dir="auto">Non con ideologie.</div>
<div dir="auto">Ma con coraggio.</div>
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<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>L’APPELLO</strong></div>
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<div dir="auto">Serve una riforma seria che:</div>
<div dir="auto">• garantisca i diritti dei lavoratori</div>
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<div dir="auto">• rimetta al centro le famiglie, i bambini, la società reale</div>
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<div style="text-align: center" dir="auto"><strong>CONCLUSIONE</strong></div>
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<div style="text-align: right" dir="auto"><strong>Avv. Angelo Pisani</strong></div>
<div style="text-align: right" dir="auto"><strong>Difensore dei diritti dei cittadini e delle famiglie</strong></div>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/il-lavoro-degli-insegnanti-ed-il-potere-dei-sindacati-non-possono-schiacciare-i-diritti-dei-cittadini/">Il “LAVORO” DEGLI INSEGNANTI ED IL POTERE DEI SINDACATI NON POSSONO SCHIACCIARE I DIRITTI DEI CITTADINI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE &#8211; MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</title>
		<link>https://angelopisani.it/violenze-domestiche-e-psicologiche-su-figlio-disabile-misura-cautelare-per-la-madre/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 12:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>NON MI DAI SOLDI, NON PAGHI? ALLORA VAI VIA, NON MANGI: ORRORE DOMESTICO A NAPOLI VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE: DOPO TANTE RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE MISURA CAUTELARE PER LA MADRE La malcapitata vittima: &#8220;La violenza non ha sesso. Basta silenzi e pregiudizi&#8221; Napoli – “Non mi paghi? Non mangi. Se parli con qualcuno, ti faccio passare per malato mentale e ti rovino.” Sono solo alcune delle frasi choc, fortunatamente registrate e acquisite agli atti, che emergono da una drammatica vicenda di violenza domestica avvenuta a Napoli, dove una donna di 59 anni è accusata di maltrattamenti aggravati, violenza psicologica, estorsione e peculato ai danni del proprio figlio, dopo che lo stesso ha avuto una pensione per la sua sindrome. La misura cautelare del divieto di avvicinamento è stata notificata su richiesta della Procura di Napoli (PM Valeria Vinci, Procuratore Aggiunto Falcone, IV Sezione), a seguito di indagini che delineano un quadro grave e continuativo di vessazioni. UNA SOFFERENZA DOCUMENTATA La vittima, un uomo di 34 anni, invalido al 100% ma senza limitazioni cognitive o fisiche, è stata sottoposta – secondo quanto emerge – a violazioni di ogni genere, gravi umiliazioni, minacce e richieste di denaro reiterate nel tempo. “Per me sei un fastidio… se vivi con me devi pagare per mangiare.” Frasi che, come evidenziato dal giudice Fabrizia Fiore nell’ordinanza del 2 aprile, hanno prodotto una vera e propria “sofferenza morale e psichica”, manifestatasi anche con crisi di vomito, ansia e somatizzazioni tali da rendere la vita del giovane “impossibile”. SOLDI, CONTROLLO E ABUSO DI POTERE Secondo le indagini, tra il 2021 e il 2025 la madre avrebbe costretto il figlio a versarle parte del denaro percepito, inclusa una pensione di invalidità mensile di circa 1.200 euro e il mantenimento paterno. Nel febbraio 2022, la donna si sarebbe fatta nominare amministratore di sostegno, entrando così nella gestione diretta dei beni e delle risorse economiche del figlio, che in realtà non ha alcun bisogno di tale amministrazione. Sotto la lente degli investigatori anche operazioni bancarie sospette, tra cui un prelievo di 25.000 euro nel giugno 2024 relativo a una polizza assicurativa intestata alla donna, per la quale non risulta documentazione giustificativa. VIOLENZE IGNORATE E RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE La vicenda assume contorni ancora più gravi alla luce delle numerose segnalazioni e richieste di aiuto che, secondo quanto denunciato, sarebbero rimaste inascoltate, forse anche a causa di un pregiudizio culturale: quello che fatica a riconoscere la violenza quando a esercitarla è una madre. Oggi il giovane vive da solo, dopo essere stato cacciato di casa per essersi opposto alle continue richieste di denaro. LA DIFESA: “SERVONO TUTELE IMMEDIATE” Il 34enne è assistito dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che chiedono “un percorso di protezione, sostegno e giustizia per riparare ai gravissimi traumi subiti”. “Questa vicenda dimostra ancora una volta che la violenza non ha sesso. È tempo di abbattere ogni pregiudizio e garantire ascolto e tutela a tutte le vittime, senza distinzioni&#8221;, dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani. L&#8217;APPELLO Il caso riaccende i riflettori sulla necessità di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza domestica, anche quando colpisce uomini e figli, troppo spesso ignorati o non creduti.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/violenze-domestiche-e-psicologiche-su-figlio-disabile-misura-cautelare-per-la-madre/">VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE &#8211; MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong><br />
NON MI DAI SOLDI, NON PAGHI? ALLORA VAI VIA, NON MANGI:</strong></span></div>
<div>
<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><strong>ORRORE DOMESTICO A NAPOLI</strong></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">VIOLENZE DOMESTICHE E PSICOLOGICHE SU FIGLIO DISABILE: DOPO TANTE RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE </span></strong><strong><span style="color: #0000ff">MISURA CAUTELARE PER LA MADRE</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong>La malcapitata vittima: &#8220;La violenza non ha sesso. Basta silenzi e pregiudizi&#8221;</strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-07-alle-14.02.19.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5721" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-07-alle-14.02.19-300x217.png" alt="" width="300" height="217" /></a></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Napoli – “Non mi paghi? Non mangi. Se parli con qualcuno, ti faccio passare per malato mentale e ti rovino.”<br />
Sono solo alcune delle frasi choc, fortunatamente registrate e acquisite agli atti, che emergono da una drammatica vicenda di violenza domestica avvenuta a Napoli, dove una donna di 59 anni è accusata di maltrattamenti aggravati, violenza psicologica, estorsione e peculato ai danni del proprio figlio, dopo che lo stesso ha avuto una pensione per la sua sindrome.</p>
<p>La misura cautelare del divieto di avvicinamento è stata notificata su richiesta della Procura di Napoli (PM Valeria Vinci, Procuratore Aggiunto Falcone, IV Sezione), a seguito di indagini che delineano un quadro grave e continuativo di vessazioni.</p>
<p><strong>UNA SOFFERENZA DOCUMENTATA</strong></p>
<p>La vittima, un uomo di 34 anni, invalido al 100% ma senza limitazioni cognitive o fisiche, è stata sottoposta – secondo quanto emerge – a violazioni di ogni genere, gravi umiliazioni, minacce e richieste di denaro reiterate nel tempo.</p>
<p>“Per me sei un fastidio… se vivi con me devi pagare per mangiare.”</p>
<p>Frasi che, come evidenziato dal giudice Fabrizia Fiore nell’ordinanza del 2 aprile, hanno prodotto una vera e propria “sofferenza morale e psichica”, manifestatasi anche con crisi di vomito, ansia e somatizzazioni tali da rendere la vita del giovane “impossibile”.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>SOLDI, CONTROLLO E ABUSO DI POTERE</strong></p>
<p>Secondo le indagini, tra il 2021 e il 2025 la madre avrebbe costretto il figlio a versarle parte del denaro percepito, inclusa una pensione di invalidità mensile di circa 1.200 euro e il mantenimento paterno.</p>
<p>Nel febbraio 2022, la donna si sarebbe fatta nominare amministratore di sostegno, entrando così nella gestione diretta dei beni e delle risorse economiche del figlio, che in realtà non ha alcun bisogno di tale amministrazione.</p>
<p>Sotto la lente degli investigatori anche operazioni bancarie sospette, tra cui un prelievo di 25.000 euro nel giugno 2024 relativo a una polizza assicurativa intestata alla donna, per la quale non risulta documentazione giustificativa.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>VIOLENZE IGNORATE E RICHIESTE DI AIUTO INASCOLTATE<br />
</strong><br />
La vicenda assume contorni ancora più gravi alla luce delle numerose segnalazioni e richieste di aiuto che, secondo quanto denunciato, sarebbero rimaste inascoltate, forse anche a causa di un pregiudizio culturale: quello che fatica a riconoscere la violenza quando a esercitarla è una madre.</p>
<p>Oggi il giovane vive da solo, dopo essere stato cacciato di casa per essersi opposto alle continue richieste di denaro.</p>
<p></span></span></p>
<div><strong>LA DIFESA: “SERVONO TUTELE IMMEDIATE”</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Il 34enne è assistito dagli avvocati <strong>Angelo</strong> e <strong>Sergio Pisani</strong>, che chiedono “un percorso di protezione, sostegno e giustizia per riparare ai gravissimi traumi subiti”.</p>
<p>“Questa vicenda dimostra ancora una volta che la violenza non ha sesso. È tempo di abbattere ogni pregiudizio e garantire ascolto e tutela a tutte le vittime, senza distinzioni&#8221;, dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></span></p>
<div><strong>L&#8217;APPELLO</strong></div>
</div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
<strong>Il caso riaccende i riflettori sulla necessità di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza domestica, anche quando colpisce uomini e figli, troppo spesso ignorati o non creduti.</strong></span></div>
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