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	<title>Angelo Pisani &#187; NORME E TRIBUTI</title>
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	<description>Sito personale dell&#039;Avv. Angelo Pisani</description>
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		<title>BAIA DEGLI INFRESCHI &#8211; LA BATTAGLIA PER LA LEGALITA&#8217; CONTINUA</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 15:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMUNICATI]]></category>
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		<category><![CDATA[DIFESA DELL'AMBIENTE]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Baia degli Infreschi, l&#8217;Avv. Angelo Pisani: «Il Comune di Camerota non ha ancora spiegato nulla e, in attesa del verdetto delle autorità competenti, chi ormeggia alle poche e tardive boe rischia una “ingiusta “ multa di 50 euro, da impugnare. Si multano i diportisti sulla base di regole tardive ed abnormi, mentre a pochi passi tutto è tollerato e dilaga l&#8217;arbitrarietà».   L&#8217;Avv. Angelo Pisani, fondatore dell&#8217;Associazione Potere ai Diritti – 1523.it, torna a denunciare pubblicamente la tardiva e irregolare gestione dell&#8217;accesso alla Baia degli Infreschi, nel Comune di Camerota (SA), a distanza di giorni dalla diffida e dal ricorso al TAR Campania  contro l&#8217;Avviso Pubblico del 4 agosto, con cui l&#8217;Amministrazione comunale ha imposto un discriminatorio ed inidoneo sistema di prenotazione obbligatoria a pagamento tramite l&#8217;app “BlueDiscovery”, riducendo di fatto a sei le boe disponibili, a fronte delle undici previste dal Disciplinare ministeriale dell&#8217;Area Marina Protetta “Costa degli Infreschi e della Masseta”, e introducendo un limite dimensionale mai concertato con l&#8217;Ente Parco e con il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica.   «A distanza di una settimana dalla nostra diffida &#8211; dichiara Pisani &#8211; il Comune di Camerota non ha fornito alcuna spiegazione ai tanti disagi, disservizi ed eccessi di potere lamentati da turisti, diportisti e residenti. Nel frattempo, quelle stesse regole scritte senza alcuna concertazione con gli enti competenti hanno già prodotto un primo, gravissimo effetto: una sanzione elevata nei confronti di un ignaro diportista».   LA PRIMA MULTA: SANZIONATO UN NATANTE ORMEGGIATO ALL&#8217;INSAPUTA DI TUTTO Nella giornata di sabato 9 agosto, in pieno weekend di Ferragosto, l&#8217;Ufficio Locale Marittimo – Guardia Costiera di Camerota, nonostante le strane e tardive disposizioni comunali, ha elevato una prima sanzione amministrativa a carico di un&#8217;unità da diporto (di cui, per tutela della privacy, non si divulgano generalità e targa), ormeggiata regolarmente come sempre e come previsto da normativa vigente, a una delle boe della Baia degli Infreschi, in assenza di qualsiasi cartellonistica, avviso o personale addetto in loco che segnalasse le nuove, improvvise limitazioni imposte dal Comune.   Al diportista è stato intimato, tra l&#8217;altro, il divieto di ascoltare musica e di fare il bagno in quello specchio d&#8217;acqua: una prescrizione che, ad oggi, non risulta prevista da alcuna normativa vigente, né dal Disciplinare ministeriale dell&#8217;Area Marina Protetta, né dallo stesso Avviso comunale impugnato.   «La Capitaneria di Porto &#8211; prosegue l&#8217;Avv. Pisani &#8211; è stata di fatto costretta a far rispettare disposizioni abnormi e ingiuste, scritte tardivamente dall&#8217;Amministrazione comunale e tollerate dall&#8217;ente Parco, che riteniamo priva di ogni competenza in materia. Non ce la prendiamo con chi controlla sul campo, ma con chi ha scritto regole inapplicabili e le ha imposte senza informare nessuno».   IL PARADOSSO: TUTTO VIETATO NELLA BAIA, TUTTO TOLLERATO A POCHE BRACCIATE DI DISTANZA A destare maggiore indignazione, secondo quanto denunciato dall&#8217;Associazione Potere ai Diritti sulla base delle segnalazioni raccolte tra diportisti e residenti, è il trattamento diseguale riservato ai diversi tratti di costa ricadenti nello stesso Comune di Camerota e nella medesima area di competenza dell&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: mentre nella Baia degli Infreschi si vieta persino di ascoltare musica in barca, in altri arenili  adiacenti dello stesso territorio comunale si continuerebbero a tollerare e persino non vietare musica ad alto volume, traffico e parcheggi irregolari, iniziative di intrattenimento notturno, schiamazzi e comportamenti potenzialmente lesivi dell&#8217;ambiente marino, senza che le stesse autorità intervengano con analogo rigore.   «Se la tutela ambientale è la ragione dichiarata di queste restrizioni &#8211; osserva l&#8217;Avv. Pisani &#8211; non si comprende perché tale rigore si applichi solo ad alcuni turisti e diportisti e non anche a chi, a poche centinaia di metri, genera pericolo, inquinamento acustico e ambientale ben più significativo con il pieno avallo, o quantomeno la tolleranza, delle medesime amministrazioni».   LE INIZIATIVE LEGALI IN CORSO L&#8217;avvocato Angelo Pisani nell&#8217;interesse del diportista sanzionato, ha già attivato  i seguenti strumenti di tutela:   •⁠  ⁠ricorso al TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, per l&#8217;annullamento dell&#8217;Avviso Pubblico del Comune di Camerota, esteso con motivi aggiunti anche al verbale di accertamento elevato al diportista, quale atto illegittimamente derivato dalla medesima disciplina comunale; •⁠  ⁠scritti difensivi ex art. 18 della Legge n. 689/1981, indirizzati all&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, per l&#8217;archiviazione della sanzione elevata al diportista, sulla base delle stesse difese e delle stesse norme richiamate nel ricorso al TAR; •⁠  ⁠esposto alla Procura della Repubblica competente, per la valutazione di eventuali profili di rilevanza penale connessi alle modalità di adozione e applicazione dell&#8217;Avviso comunale e del sistema di prenotazione BlueDiscovery; •⁠  ⁠esposto alla Corte dei Conti, per l&#8217;accertamento di eventuali irregolarità nell&#8217;affidamento della piattaforma di prenotazione a un soggetto privato e dei possibili profili di danno erariale connessi alla gestione del servizio; •⁠  ⁠richiesta formale al Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica affinché intervenga, per quanto di competenza, a tutela della legalità, della corretta applicazione del Disciplinare dell&#8217;Area Marina Protetta e della e della parità di trattamento tra tutti i fruitori della costa cilentana.   «Continueremo a raccogliere segnalazioni da parte di turisti, diportisti e residenti &#8211; conclude l&#8217;Avv. Pisani &#8211; finché il Comune di Camerota non fornirà spiegazioni pubbliche e trasparenti su questa vicenda, e finché non sarà ripristinata una gestione soprattutto delle spiagge, oltre che della Baia degli Infreschi, rispettosa delle regole, dell&#8217;ambiente e dei diritti di chi la frequenta legittimamente».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/baia-degli-infreschi-la-battaglia-per-la-legalita-continua/">BAIA DEGLI INFRESCHI &#8211; LA BATTAGLIA PER LA LEGALITA&#8217; CONTINUA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6062" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-08-11-alle-16.54.25.png"><img class="size-full wp-image-6062" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-08-11-alle-16.54.25.png" alt="" width="560" height="420" /></a>
<p class="wp-caption-text">Baia degli Infreschi</p>
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<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Baia degli Infreschi, l&#8217;Avv. Angelo Pisani: «Il Comune di Camerota non ha ancora spiegato nulla e, in attesa del verdetto delle autorità competenti, chi ormeggia alle poche e tardive boe rischia una “ingiusta “ multa di 50 euro, da impugnare. Si multano i diportisti sulla base di regole tardive ed abnormi, mentre a pochi passi tutto è tollerato e dilaga l&#8217;arbitrarietà».</strong></span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore dell&#8217;Associazione <strong>Potere ai Diritti</strong> – <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>, torna a denunciare pubblicamente la tardiva e irregolare gestione dell&#8217;accesso alla Baia degli Infreschi, nel Comune di Camerota (SA), a distanza di giorni dalla diffida e dal ricorso al TAR Campania  contro l&#8217;Avviso Pubblico del 4 agosto, con cui l&#8217;Amministrazione comunale ha imposto un discriminatorio ed inidoneo sistema di prenotazione obbligatoria a pagamento tramite l&#8217;app “BlueDiscovery”, riducendo di fatto a sei le boe disponibili, a fronte delle undici previste dal Disciplinare ministeriale dell&#8217;Area Marina Protetta “Costa degli Infreschi e della Masseta”, e introducendo un limite dimensionale mai concertato con l&#8217;Ente Parco e con il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">«A distanza di una settimana dalla nostra diffida &#8211; dichiara Pisani &#8211; il Comune di Camerota non ha fornito alcuna spiegazione ai tanti disagi, disservizi ed eccessi di potere lamentati da turisti, diportisti e residenti. Nel frattempo, quelle stesse regole scritte senza alcuna concertazione con gli enti competenti hanno già prodotto un primo, gravissimo effetto: una sanzione elevata nei confronti di un ignaro diportista».</span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>LA PRIMA MULTA: SANZIONATO UN NATANTE ORMEGGIATO ALL&#8217;INSAPUTA DI TUTTO</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Nella giornata di sabato 9 agosto, in pieno weekend di Ferragosto, l&#8217;Ufficio Locale Marittimo – Guardia Costiera di Camerota, nonostante le strane e tardive disposizioni comunali, ha elevato una prima sanzione amministrativa a carico di un&#8217;unità da diporto (di cui, per tutela della privacy, non si divulgano generalità e targa), ormeggiata regolarmente come sempre e come previsto da normativa vigente, a una delle boe della Baia degli Infreschi, in assenza di qualsiasi cartellonistica, avviso o personale addetto in loco che segnalasse le nuove, improvvise limitazioni imposte dal Comune.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Al diportista è stato intimato, tra l&#8217;altro, il divieto di ascoltare musica e di fare il bagno in quello specchio d&#8217;acqua: una prescrizione che, ad oggi, non risulta prevista da alcuna normativa vigente, né dal Disciplinare ministeriale dell&#8217;Area Marina Protetta, né dallo stesso Avviso comunale impugnato.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«La Capitaneria di Porto &#8211; prosegue l&#8217;Avv. Pisani &#8211; è stata di fatto costretta a far rispettare disposizioni abnormi e ingiuste, scritte tardivamente dall&#8217;Amministrazione comunale e tollerate dall&#8217;ente Parco, che riteniamo priva di ogni competenza in materia. Non ce la prendiamo con chi controlla sul campo, ma con chi ha scritto regole inapplicabili e le ha imposte senza informare nessuno».</span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>IL PARADOSSO: TUTTO VIETATO NELLA BAIA, TUTTO TOLLERATO A POCHE BRACCIATE DI DISTANZA</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">A destare maggiore indignazione, secondo quanto denunciato dall&#8217;Associazione Potere ai Diritti sulla base delle segnalazioni raccolte tra diportisti e residenti, è il trattamento diseguale riservato ai diversi tratti di costa ricadenti nello stesso Comune di Camerota e nella medesima area di competenza dell&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: mentre nella Baia degli Infreschi si vieta persino di ascoltare musica in barca, in altri arenili  adiacenti dello stesso territorio comunale si continuerebbero a tollerare e persino non vietare musica ad alto volume, traffico e parcheggi irregolari, iniziative di intrattenimento notturno, schiamazzi e comportamenti potenzialmente lesivi dell&#8217;ambiente marino, senza che le stesse autorità intervengano con analogo rigore.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">«Se la tutela ambientale è la ragione dichiarata di queste restrizioni &#8211; osserva l&#8217;Avv. Pisani &#8211; non si comprende perché tale rigore si applichi solo ad alcuni turisti e diportisti e non anche a chi, a poche centinaia di metri, genera pericolo, inquinamento acustico e ambientale ben più significativo con il pieno avallo, o quantomeno la tolleranza, delle medesime amministrazioni».</span></p>
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<p><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>LE INIZIATIVE LEGALI IN CORSO</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;avvocato Angelo Pisani nell&#8217;interesse del diportista sanzionato, ha già attivato  i seguenti strumenti di tutela:</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠ricorso al TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, per l&#8217;annullamento dell&#8217;Avviso Pubblico del Comune di Camerota, esteso con motivi aggiunti anche al verbale di accertamento elevato al diportista, quale atto illegittimamente derivato dalla medesima disciplina comunale;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠scritti difensivi ex art. 18 della Legge n. 689/1981, indirizzati all&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, per l&#8217;archiviazione della sanzione elevata al diportista, sulla base delle stesse difese e delle stesse norme richiamate nel ricorso al TAR;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠esposto alla Procura della Repubblica competente, per la valutazione di eventuali profili di rilevanza penale connessi alle modalità di adozione e applicazione dell&#8217;Avviso comunale e del sistema di prenotazione BlueDiscovery;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠esposto alla Corte dei Conti, per l&#8217;accertamento di eventuali irregolarità nell&#8217;affidamento della piattaforma di prenotazione a un soggetto privato e dei possibili profili di danno erariale connessi alla gestione del servizio;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠richiesta formale al Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica affinché intervenga, per quanto di competenza, a tutela della legalità, della corretta applicazione del Disciplinare dell&#8217;Area Marina Protetta e della e della parità di trattamento tra tutti i fruitori della costa cilentana.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">«Continueremo a raccogliere segnalazioni da parte di turisti, diportisti e residenti &#8211; conclude l&#8217;Avv. Pisani &#8211; finché il Comune di Camerota non fornirà spiegazioni pubbliche e trasparenti su questa vicenda, e finché non sarà ripristinata una gestione soprattutto delle spiagge, oltre che della Baia degli Infreschi, rispettosa delle regole, dell&#8217;ambiente e dei diritti di chi la frequenta legittimamente».</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/baia-degli-infreschi-la-battaglia-per-la-legalita-continua/">BAIA DEGLI INFRESCHI &#8211; LA BATTAGLIA PER LA LEGALITA&#8217; CONTINUA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>DISABILE IN CARROZZINA SALVATA A 24 ORE DALLO SFRATTO</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; TERESA ASCIONE, DISABILE IN CARROZZINA SALVATA A 24 ORE DALLO SFRATTO. IL TRIBUNALE DI NAPOLI SOSPENDE L’ESECUZIONE. PISANI: “UNA VITTORIA DEL DIRITTO, MA RESTA UNA VERGOGNA ISTITUZIONALE”   A meno di ventiquattro ore dall’intervento dell’Ufficiale Giudiziario che avrebbe potuto lasciare per strada la famiglia di Teresa Ascione, giovane donna di Anacapri affetta da gravissima disabilità motoria e costretta su una sedia a rotelle insieme ai suoi anziani genitori, il Tribunale di Napoli ha disposto inaudita altera parte il differimento dello sfratto esecutivo fino al 30 dicembre 2026, riconoscendo la necessità di una tutela immediata in attesa del contraddittorio. Il provvedimento, ottenuto grazie all’iniziativa giudiziaria e alle difese degli avvocati Angelo Pisani e Paolo Esposito, rappresenta una prima, importante affermazione del diritto alla dignità e alla tutela delle persone con disabilità, dopo mesi di richieste rimaste inascoltate e di gravissime omissioni istituzionali. Il Giudice Guglielmo Manera, con decreto urgente, ha ritenuto che la documentata convivenza con una persona affetta da grave handicap giustificasse, in una valutazione comparata degli interessi coinvolti, il differimento del rilascio dell’immobile, evitando così una situazione di eccezionale gravità umana e sociale. Ancora più sconcertante è che soltanto dopo il secondo ricorso giudiziario e poi il reclamo al collegio del tribunale per discriminazione indiretta promosso dagli avvocati Pisani ed Esposito, il Comune di Anacapri abbia finalmente pubblicato un’indagine esplorativa per reperire immobili destinati a nuclei familiari con persone affette da disabilità motoria. Una circostanza che, secondo i legali, dimostra come gli strumenti amministrativi esistessero e potessero essere attivati molto prima, evitando di trascinare una ragazza gravemente disabile fino all’ultimo giorno utile, costringendola a vivere mesi di angoscia e il concreto rischio di essere sfrattata senza alcuna alternativa abitativa in un caos giudiziario . «Non possiamo parlare di vittoria quando una ragazza costretta su una sedia a rotelle arriva a meno di ventiquattro ore dallo sfratto prima che il suo comune di anacapri e poi lo Stato si accorga della sua esistenza. Questa è una pagina che dovrebbe far riflettere tutte le istituzioni. Se non fossimo intervenuti con urgenza davanti al Tribunale, Teresa e i suoi genitori domani sarebbero potuti finire in strada. È una situazione indegna di un Paese civile», dichiarano gli avvocati Angelo Pisani e Paolo Esposito. I legali sottolineano che il provvedimento cautelare costituisce solo il primo passo e che proseguiranno le azioni giudiziarie fino alla CEDU per accertare tutte le responsabilità relative alla mancata adozione, per anni, di adeguate misure di sostegno abitativo nei confronti di una cittadina con disabilità gravissima. Secondo la difesa, la vicenda pone interrogativi profondi sulla concreta attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione, dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dalla normativa nazionale contro ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta. «La dignità delle persone con disabilità non può dipendere dal deposito di un ricorso d’urgenza o dall’intervento di un giudice all’ultimo minuto. In primis i comuni e cmq Le istituzioni hanno il dovere di prevenire queste tragedie, non di rincorrerle quando ormai è troppo tardi. Continueremo questa battaglia fino a quando Teresa avrà una soluzione abitativa stabile e saranno accertate tutte le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire molto prima.» concludono gli avvocati Pisani ed Esposito. La vicenda di Teresa Ascione diventa così il simbolo di una battaglia di civiltà: quella per garantire che nessuna persona con disabilità debba mai più attendere l’ultimo giorno, e l’ultimo provvedimento di un giudice, per vedere riconosciuti diritti fondamentali che la legge e la Costituzione già le assicurano.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/disabile-in-carrozzina-salvata-a-24-ore-dallo-sfratto/">DISABILE IN CARROZZINA SALVATA A 24 ORE DALLO SFRATTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div><strong><span style="color: #0000ff">TERESA ASCIONE, DISABILE IN CARROZZINA SALVATA A 24 ORE DALLO SFRATTO. IL TRIBUNALE DI NAPOLI SOSPENDE L’ESECUZIONE. PISANI: “UNA VITTORIA DEL DIRITTO, MA RESTA UNA VERGOGNA ISTITUZIONALE”</span></strong></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Disabile.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6047" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Disabile-236x300.png" alt="" width="236" height="300" /></a></div>
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<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
A meno di ventiquattro ore dall’intervento dell’Ufficiale Giudiziario che avrebbe potuto lasciare per strada la famiglia di <strong>Teresa Ascione</strong>, giovane donna di Anacapri affetta da gravissima disabilità motoria e costretta su una sedia a rotelle insieme ai suoi anziani genitori, il Tribunale di Napoli ha disposto inaudita altera parte il differimento dello sfratto esecutivo fino al 30 dicembre 2026, riconoscendo la necessità di una tutela immediata in attesa del contraddittorio.</p>
<p>Il provvedimento, ottenuto grazie all’iniziativa giudiziaria e alle difese degli avvocati <strong>Angelo Pisani </strong>e <strong>Paolo Esposito</strong>, rappresenta una prima, importante affermazione del diritto alla dignità e alla tutela delle persone con disabilità, dopo mesi di richieste rimaste inascoltate e di gravissime omissioni istituzionali.</p>
<p>Il Giudice <strong>Guglielmo Manera</strong>, con decreto urgente, ha ritenuto che la documentata convivenza con una persona affetta da grave handicap giustificasse, in una valutazione comparata degli interessi coinvolti, il differimento del rilascio dell’immobile, evitando così una situazione di eccezionale gravità umana e sociale.</p>
<p>Ancora più sconcertante è che soltanto dopo il secondo ricorso giudiziario e poi il reclamo al collegio del tribunale per discriminazione indiretta promosso dagli avvocati Pisani ed Esposito, il Comune di Anacapri abbia finalmente pubblicato un’indagine esplorativa per reperire immobili destinati a nuclei familiari con persone affette da disabilità motoria.</p>
<p>Una circostanza che, secondo i legali, dimostra come gli strumenti amministrativi esistessero e potessero essere attivati molto prima, evitando di trascinare una ragazza gravemente disabile fino all’ultimo giorno utile, costringendola a vivere mesi di angoscia e il concreto rischio di essere sfrattata senza alcuna alternativa abitativa in un caos giudiziario .</p>
<p>«Non possiamo parlare di vittoria quando una ragazza costretta su una sedia a rotelle arriva a meno di ventiquattro ore dallo sfratto prima che il suo comune di anacapri e poi lo Stato si accorga della sua esistenza. Questa è una pagina che dovrebbe far riflettere tutte le istituzioni. Se non fossimo intervenuti con urgenza davanti al Tribunale, Teresa e i suoi genitori domani sarebbero potuti finire in strada. È una situazione indegna di un Paese civile», dichiarano gli avvocati Angelo Pisani e Paolo Esposito.</p>
<p>I legali sottolineano che il provvedimento cautelare costituisce solo il primo passo e che proseguiranno le azioni giudiziarie fino alla CEDU per accertare tutte le responsabilità relative alla mancata adozione, per anni, di adeguate misure di sostegno abitativo nei confronti di una cittadina con disabilità gravissima.</p>
<p>Secondo la difesa, la vicenda pone interrogativi profondi sulla concreta attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione, dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dalla normativa nazionale contro ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta.</p>
<p>«La dignità delle persone con disabilità non può dipendere dal deposito di un ricorso d’urgenza o dall’intervento di un giudice all’ultimo minuto. In primis i comuni e cmq Le istituzioni hanno il dovere di prevenire queste tragedie, non di rincorrerle quando ormai è troppo tardi. Continueremo questa battaglia fino a quando Teresa avrà una soluzione abitativa stabile e saranno accertate tutte le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire molto prima.» concludono gli avvocati Pisani ed Esposito.</p>
<p>La vicenda di Teresa Ascione diventa così il simbolo di una battaglia di civiltà: quella per garantire che nessuna persona con disabilità debba mai più attendere l’ultimo giorno, e l’ultimo provvedimento di un giudice, per vedere riconosciuti diritti fondamentali che la legge e la Costituzione già le assicurano.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/disabile-in-carrozzina-salvata-a-24-ore-dallo-sfratto/">DISABILE IN CARROZZINA SALVATA A 24 ORE DALLO SFRATTO</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>I Phone e omissione di informazioni sui rischi da radiofrequenze: l’Avv. Angelo Pisani avvia un’azione legale collettiva</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I Phone e omissione di informazioni sui rischi da radiofrequenze: l’Avv. Angelo Pisani avvia un’azione legale collettiva per l’accertamento diritti violati e risarcimento di tutti gli utenti Apple, potenziali vittime come i fumatori di dispositivi elettronici ugualmente usati quotidianamente senza idonee cautele scientifiche “Il diritto del consumatore a conoscere i potenziali rischi viene prima degli interessi commerciali.” Alla luce della recente ordinanza n. 24015/2026 della Corte di Cassazione, che ha affermato un principio di straordinaria rilevanza in materia di tutela del consumatore, tanto vale sia per gli utenti dí telefoni mobili che per i fumatori delle non salutari sigarette elettroniche, l’Avv. Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori.it e fondatore dell’associazione Potere ai Diritti impegnata a contrastare ogni tipo di violenza – annuncia l’avvio di una vasta iniziativa legale a tutela degli utenti italiani di iPhone , allo stesso modo anche dei fumatori indotti al consumo di sigarette elettroniche senza garanzie scientifiche sulle nocive conseguenze, che ritengano di essere stati privati del proprio diritto ad una informazione completa, chiara e preventiva sui possibili rischi derivanti dall’esposizione prolungata alle radiofrequenze emesse dai dispositivi mobili. Secondo quanto emerge dall’ordinanza della Suprema Corte, l’assenza di certezze scientifiche assolute non esonera il produttore dall’obbligo di informare il consumatore, il quale deve sempre poter scegliere liberamente e consapevolmente come utilizzare il prodotto, adottando eventualmente tutte le precauzioni idonee a ridurre i rischi, ma quando non si conosce tutto diventa un rischio e pericolo. L’Avv. Pisani evidenzia come il principio affermato dalla Cassazione rafforzi il diritto costituzionale all’autodeterminazione, alla salute e ad una corretta informazione, sancendo che il consumatore deve essere posto nelle condizioni di conoscere anche i rischi potenziali, affinché possa decidere se utilizzare auricolari, vivavoce, limitare l’esposizione o adottare altre misure preventive, cosi come per i pericoli e danni che subiscono anche i fumatori di sigarette elettroniche da tutelarsi secondo gli stessi principi di diritto e comunque potenzialmente altrettanto in pericolo da ancora poco chiare conseguenze effetto di tali prodotti “Come avviene quotidianamente per le sigarette elettroniche, di cui gia ‘ anni fa proprio l’avv angelo pisani denunciò “il messaggio ingannevole “ della pubblicità light sulle sigarette ottenendo la cancellazione a tutela della salute dei consumatori, per anni milioni di utenti hanno acquistato e utilizzato smartphone confidando nella completezza delle informazioni ricevute. Se tali informazioni preventive risultassero carenti o insufficienti, potrebbe configurarsi una responsabilità del produttore con conseguente diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, da valutare caso per caso.” – dichiara Pisani. L’azione legale che all’esito degli studi tecnici e giuridici &#8211; che sarà estesa alle vittime dipendenti delle sigarette elettroniche come del telefoni cellulari &#8211; si propone di verificare, anche mediante consulenze tecnico-scientifiche indipendenti: •⁠  ⁠il rispetto degli obblighi informativi previsti dalla normativa italiana ed europea; •⁠  ⁠l’adeguatezza delle avvertenze ed informazioni reali fornite agli utenti; •⁠  ⁠l’eventuale omissione di informazioni rilevanti ai fini della libera scelta del consumatore; •⁠  ⁠la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni subiti dagli utenti che dimostrino un pregiudizio riconducibile, secondo gli accertamenti giudiziari, alla violazione degli obblighi informativi. L’iniziativa mira inoltre a richiedere che i produttori adottino tutti i sistemi informativi ancora più trasparenti e facilmente accessibili, con avvertenze immediate sui dispositivi, nei manuali e nelle procedure di configurazione iniziale, nonché l’eventuale fornitura di strumenti e accessori utili a ridurre l’esposizione ed il consumo per evitare danni, ove ciò risulti giuridicamente dovuto. L’Avv. Pisani invita tutti gli utenti iPhone , come gli incalliti fumatori di sigarette elettroniche interessati a conservare la documentazione relativa all’acquisto e all’utilizzo del dispositivo e a segnalare eventuali situazioni meritevoli di approfondimento, al fine di valutare le singole posizioni e promuovere le iniziative giudiziarie ritenute opportune. “Questa non è una battaglia contro la tecnologia, ma una battaglia per la trasparenza, la libertà di scelta e il diritto di ogni cittadino ad essere pienamente informato e tutelare la propria salute che viene prima di ogni interesse e business economico .L’innovazione non può mai prescindere dalla tutela della persona.” Pisani : anche i giudici , gli esperti e consulenti tutti che saranno interessati dí queste problematiche sono consumatori ed utenti che hanno il polso della situazione ed e’ palese che sul campo del diritto non si sta inventando nulla , ora l’ordinanza della Cassazione afferma principi in materia di obblighi informativi del produttore. L’eventuale diritto al risarcimento per i singoli utenti richiede comunque un accertamento giudiziale dei presupposti di responsabilità e del danno nel caso concreto.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/i-phone-e-omissione-di-informazioni-sui-rischi-da-radiofrequenze-lavv-angelo-pisani-avvia-unazione-legale-collettiva/">I Phone e omissione di informazioni sui rischi da radiofrequenze: l’Avv. Angelo Pisani avvia un’azione legale collettiva</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">I Phone e omissione di informazioni sui rischi da radiofrequenze: l’Avv. Angelo Pisani avvia un’azione legale collettiva per l’accertamento diritti violati e risarcimento di tutti gli utenti Apple, potenziali vittime come i fumatori di dispositivi elettronici ugualmente usati quotidianamente senza idonee cautele scientifiche</span></strong></div>
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<div style="text-align: center"><span style="font-size: large"><strong>“Il diritto del consumatore a conoscere i potenziali rischi viene prima degli interessi commerciali.”</strong></span></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/I-Phone.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6039" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/I-Phone-168x300.jpeg" alt="" width="168" height="300" /></a></div>
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<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Alla luce della recente ordinanza n. 24015/2026 della Corte di Cassazione, che ha affermato un principio di straordinaria rilevanza in materia di tutela del consumatore, tanto vale sia per gli utenti dí telefoni mobili che per i fumatori delle non salutari sigarette elettroniche, l’Avv. Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori.it e fondatore dell’associazione Potere ai Diritti impegnata a contrastare ogni tipo di violenza – annuncia l’avvio di una vasta iniziativa legale a tutela degli utenti italiani di iPhone , allo stesso modo anche dei fumatori indotti al consumo di sigarette elettroniche senza garanzie scientifiche sulle nocive conseguenze, che ritengano di essere stati privati del proprio diritto ad una informazione completa, chiara e preventiva sui possibili rischi derivanti dall’esposizione prolungata alle radiofrequenze emesse dai dispositivi mobili.</p>
<p>Secondo quanto emerge dall’ordinanza della Suprema Corte, l’assenza di certezze scientifiche assolute non esonera il produttore dall’obbligo di informare il consumatore, il quale deve sempre poter scegliere liberamente e consapevolmente come utilizzare il prodotto, adottando eventualmente tutte le precauzioni idonee a ridurre i rischi, ma quando non si conosce tutto diventa un rischio e pericolo.</p>
<p>L’Avv. Pisani evidenzia come il principio affermato dalla Cassazione rafforzi il diritto costituzionale all’autodeterminazione, alla salute e ad una corretta informazione, sancendo che il consumatore deve essere posto nelle condizioni di conoscere anche i rischi potenziali, affinché possa decidere se utilizzare auricolari, vivavoce, limitare l’esposizione o adottare altre misure preventive, cosi come per i pericoli e danni che subiscono anche i fumatori di sigarette elettroniche da tutelarsi secondo gli stessi principi di diritto e comunque potenzialmente altrettanto in pericolo da ancora poco chiare conseguenze effetto di tali prodotti</p>
<p>“Come avviene quotidianamente per le sigarette elettroniche, di cui gia ‘ anni fa proprio l’avv angelo pisani denunciò “il messaggio ingannevole “ della pubblicità light sulle sigarette ottenendo la cancellazione a tutela della salute dei consumatori, per anni milioni di utenti hanno acquistato e utilizzato smartphone confidando nella completezza delle informazioni ricevute. Se tali informazioni preventive risultassero carenti o insufficienti, potrebbe configurarsi una responsabilità del produttore con conseguente diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, da valutare caso per caso.” – dichiara Pisani.</p>
<p>L’azione legale che all’esito degli studi tecnici e giuridici &#8211; che sarà estesa <strong>alle vittime dipendenti delle sigarette elettroniche</strong> come del telefoni cellulari &#8211; si propone di verificare, anche mediante consulenze tecnico-scientifiche indipendenti:</p>
<p>•⁠  ⁠il rispetto degli obblighi informativi previsti dalla normativa italiana ed europea;<br />
•⁠  ⁠l’adeguatezza delle avvertenze ed informazioni reali fornite agli utenti;<br />
•⁠  ⁠l’eventuale omissione di informazioni rilevanti ai fini della libera scelta del consumatore;<br />
•⁠  ⁠la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni subiti dagli utenti che dimostrino un pregiudizio riconducibile, secondo gli accertamenti giudiziari, alla violazione degli obblighi informativi.</p>
<p>L’iniziativa mira inoltre a richiedere che i produttori adottino tutti i sistemi informativi ancora più trasparenti e facilmente accessibili, con avvertenze immediate sui dispositivi, nei manuali e nelle procedure di configurazione iniziale, nonché l’eventuale fornitura di strumenti e accessori utili a ridurre l’esposizione ed il consumo per evitare danni, ove ciò risulti giuridicamente dovuto.</p>
<p>L’Avv. Pisani invita tutti gli utenti iPhone , come gli incalliti fumatori di sigarette elettroniche interessati a conservare la documentazione relativa all’acquisto e all’utilizzo del dispositivo e a segnalare eventuali situazioni meritevoli di approfondimento, al fine di valutare le singole posizioni e promuovere le iniziative giudiziarie ritenute opportune.</p>
<p>“Questa non è una battaglia contro la tecnologia, ma una battaglia per la trasparenza, la libertà di scelta e il diritto di ogni cittadino ad essere pienamente informato e tutelare la propria salute che viene prima di ogni interesse e business economico .L’innovazione non può mai prescindere dalla tutela della persona.”<br />
Pisani : anche i giudici , gli esperti e consulenti tutti che saranno interessati dí queste problematiche sono consumatori ed utenti che hanno il polso della situazione ed e’ palese che sul campo del diritto non si sta inventando nulla , ora l’ordinanza della Cassazione afferma principi in materia di obblighi informativi del produttore. L’eventuale diritto al risarcimento per i singoli utenti richiede comunque un accertamento giudiziale dei presupposti di responsabilità e del danno nel caso concreto.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/i-phone-e-omissione-di-informazioni-sui-rischi-da-radiofrequenze-lavv-angelo-pisani-avvia-unazione-legale-collettiva/">I Phone e omissione di informazioni sui rischi da radiofrequenze: l’Avv. Angelo Pisani avvia un’azione legale collettiva</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti a Napoli, Avv. Angelo Pisani: “Non si può coprire l’inefficienza del sistema raccolta rifiuti   con verbali fondati su presunzioni”.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Rifiuti a Napoli, Avv. Angelo Pisani: “Non si può coprire l’inefficienza del sistema raccolta rifiuti  con verbali fondati su presunzioni”.  Ricorso ed Esposto al Prefetto e segnalazione alla Corte dei Conti   Napoli – «Quando un sistema di raccolta dei rifiuti mostra quotidianamente cassonetti stracolmi, degrado diffuso e disservizi sotto gli occhi di tutti, è inaccettabile che si tenti di trasferire le responsabilità su qualche cittadino e sulle imprese attraverso verbali fondati su mere supposizioni anziché su prove certe». &#160; Lo dichiara l’Avv. Angelo Pisani, che ha annunciato l’impugnazione del verbale notificato alla società del proprio assistito, una nota pasticceria, e la predisposizione di un esposto al Prefetto di Napoli e di una segnalazione alla Procura regionale della Corte dei Conti.   «Nel caso concreto – spiega Pisani – si pretende di attribuire ad un esercente il conferimento illecito di rifiuti rinvenuti in una zona diversa dalla sede della sua attività, senza alcuna prova che sia stato lui o un suo incaricato a depositarli. Una ricostruzione che appare fondata esclusivamente su presunzioni e che dovrà essere vagliata nelle sedi competenti».   Secondo il legale, il problema è ben più ampio e riguarda l’organizzazione del servizio cittadino.   «Ogni giorno i napoletani assistono a contenitori saturi, rifiuti accumulati sulle strade e raccolte spesso tardive. In questo contesto non è accettabile che l’Amministrazione tenti di compensare le proprie inefficienze attraverso una politica sanzionatoria che rischia di colpire cittadini e imprese senza un adeguato accertamento dei fatti».   L’esposto al Prefetto chiederà di verificare:   •⁠  ⁠la regolarità delle modalità di accertamento adottate; •⁠  ⁠il rispetto dei principi di imparzialità, proporzionalità e legalità nell’irrogazione delle sanzioni; •⁠  ⁠l’effettiva organizzazione dei controlli ambientali; •⁠  ⁠il corretto esercizio dei poteri amministrativi.   Alla Procura regionale della Corte dei Conti sarà invece chiesto di valutare, per quanto di competenza: •⁠  ⁠l’efficienza della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti; •⁠  ⁠la congruità delle risorse pubbliche impiegate rispetto ai risultati conseguiti; •⁠  ⁠l’eventuale esistenza di profili di danno erariale derivanti da inefficienze organizzative, ove ne ricorrano i presupposti; •⁠  ⁠l’incidenza economica di eventuali contenziosi originati da verbali illegittimi o annullati. «Se il servizio pubblico presenta criticità – conclude Pisani – la risposta non può essere quella di trasformare cittadini ed esercenti in presunti responsabili senza prove. Le sanzioni amministrative devono fondarsi su accertamenti rigorosi, nel pieno rispetto del diritto di difesa e del principio di presunzione di innocenza. Prima di chiedere ai cittadini di pagare, l’Amministrazione deve dimostrare di utilizzare al meglio le risorse pubbliche e di garantire un servizio di raccolta realmente efficiente.» L’Avv. Pisani annuncia inoltre che, nell’ambito delle iniziative difensive, saranno richiesti l’accesso agli atti, i dati sull’organizzazione del servizio, i costi sostenuti dal Comune e da A.S.I.A., le modalità di impiego del personale addetto ai controlli e gli elementi statistici relativi ai verbali emessi e successivamente annullati, al fine di verificare la correttezza e l’efficacia dell’intero sistema sanzionatorio. &#160; «Siamo al colmo dei colmi &#8211; è il duro commento dell&#8217;avvocato Pisani &#8211; anziché chiedere scusa ai cittadini-contribuenti per la mancata regolare  raccolta rifiuti e l’emergenza igienico sanitaria causata dai cumuli di rifiuti e sporcizia di strade e contenitori straripanti, il comune di Napoli impiega personale e polizia municipale inviando inammissibili e strumentali contravvenzioni per lavarsi la coscienza e nascondere il fallimento igienico sanitario, peggiorato dal gran caldo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/rifiuti-a-napoli-avv-angelo-pisani-non-si-puo-coprire-linefficienza-del-sistema-raccolta-rifiuti-con-verbali-fondati-su-presunzioni/">Rifiuti a Napoli, Avv. Angelo Pisani: “Non si può coprire l’inefficienza del sistema raccolta rifiuti   con verbali fondati su presunzioni”.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Rifiuti a Napoli, Avv. Angelo Pisani: “Non si può coprire l’inefficienza del sistema raccolta rifiuti </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>con verbali fondati su presunzioni”. </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Ricorso ed Esposto al Prefetto e segnalazione alla Corte dei Conti</strong></span></p>
<div id="attachment_6031" class="wp-caption aligncenter" style="width: 281px"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-07-24-alle-09.22.02.png"><img class="size-medium wp-image-6031" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-07-24-alle-09.22.02-271x300.png" alt="" width="271" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Rifiuti Napoli</p>
</div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Napoli – «Quando un sistema di raccolta dei rifiuti mostra quotidianamente cassonetti stracolmi, degrado diffuso e disservizi sotto gli occhi di tutti, è inaccettabile che si tenti di trasferire le responsabilità su qualche cittadino e sulle imprese attraverso verbali fondati su mere supposizioni anziché su prove certe».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Lo dichiara l’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, che ha annunciato l’impugnazione del verbale notificato alla società del proprio assistito, una nota pasticceria, e la predisposizione di un esposto al Prefetto di Napoli e di una segnalazione alla Procura regionale della Corte dei Conti.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Nel caso concreto – spiega Pisani – si pretende di attribuire ad un esercente il conferimento illecito di rifiuti rinvenuti in una zona diversa dalla sede della sua attività, senza alcuna prova che sia stato lui o un suo incaricato a depositarli. Una ricostruzione che appare fondata esclusivamente su presunzioni e che dovrà essere vagliata nelle sedi competenti».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><strong>Secondo il legale, il problema è ben più ampio e riguarda l’organizzazione del servizio cittadino.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Ogni giorno i napoletani assistono a contenitori saturi, rifiuti accumulati sulle strade e raccolte spesso tardive. In questo contesto non è accettabile che l’Amministrazione tenti di compensare le proprie inefficienze attraverso una politica sanzionatoria che rischia di colpire cittadini e imprese senza un adeguato accertamento dei fatti».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">L’esposto al Prefetto chiederà di verificare:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠la regolarità delle modalità di accertamento adottate;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠il rispetto dei principi di imparzialità, proporzionalità e legalità nell’irrogazione delle sanzioni;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠l’effettiva organizzazione dei controlli ambientali;</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠il corretto esercizio dei poteri amministrativi.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Alla Procura regionale della Corte dei Conti sarà invece chiesto di valutare, per quanto di competenza:</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">•⁠  ⁠l’efficienza della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti;<br />
•⁠  ⁠la congruità delle risorse pubbliche impiegate rispetto ai risultati conseguiti;<br />
•⁠  ⁠l’eventuale esistenza di profili di danno erariale derivanti da inefficienze organizzative, ove ne ricorrano i presupposti;<br />
•⁠  ⁠l’incidenza economica di eventuali contenziosi originati da verbali illegittimi o annullati.</p>
<p>«Se il servizio pubblico presenta criticità – conclude Pisani – la risposta non può essere quella di trasformare cittadini ed esercenti in presunti responsabili senza prove. Le sanzioni amministrative devono fondarsi su accertamenti rigorosi, nel pieno rispetto del diritto di difesa e del principio di presunzione di innocenza. Prima di chiedere ai cittadini di pagare, l’Amministrazione deve dimostrare di utilizzare al meglio le risorse pubbliche e di garantire un servizio di raccolta realmente efficiente.»</p>
<p>L’Avv. Pisani annuncia inoltre che, nell’ambito delle iniziative difensive, saranno richiesti l’accesso agli atti, i dati sull’organizzazione del servizio, i costi sostenuti dal Comune e da A.S.I.A., le modalità di impiego del personale addetto ai controlli e gli elementi statistici relativi ai verbali emessi e successivamente annullati, al fine di verificare la correttezza e l’efficacia dell’intero sistema sanzionatorio</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif">«Siamo al colmo dei colmi &#8211; è il duro commento dell&#8217;avvocato Pisani &#8211; anziché chiedere scusa ai cittadini-contribuenti per la mancata regolare  raccolta rifiuti e l’emergenza igienico sanitaria causata dai cumuli di rifiuti e sporcizia di strade e contenitori straripanti, il comune di Napoli impiega personale e polizia municipale inviando inammissibili e strumentali contravvenzioni per lavarsi la coscienza e nascondere il fallimento igienico sanitario, peggiorato dal gran caldo».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/rifiuti-a-napoli-avv-angelo-pisani-non-si-puo-coprire-linefficienza-del-sistema-raccolta-rifiuti-con-verbali-fondati-su-presunzioni/">Rifiuti a Napoli, Avv. Angelo Pisani: “Non si può coprire l’inefficienza del sistema raccolta rifiuti   con verbali fondati su presunzioni”.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</title>
		<link>https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 15:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Vannacci]]></category>
		<category><![CDATA[Se questo è (ancora) un uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio  di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri”   &#160; « Pisani: finalmente una verità dalla politica e ricordo a tutti che la violenza non ha sesso, ha ripetuto oggi il fondatore del team 1523.it  Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri come nei convegni subendo attacchi violenti ” &#160; «Così come c&#8217;è la violenza sulle donne c&#8217;è quella sugli anziani e non c&#8217;è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c&#8217;è bisogno di una fattispecie specifica». La dichiarazione di Roberto Vannacci, pronunciata poche ore fa durante l’ultima giornata della Costituente di Futuro Nazionale, ricalca quanto da tempo è stato proclamato dall’avvocato Angelo Pisani, anche a nome dei team antiviolenza nazionale 1523.it, da lui fondato, che accoglie e sostiene ormai migliaia di vittime di violenza da tutta Italia, senza distinzione di sesso e soprattutto vittime maschili ignorate, derise e abbandonate da tutti comprese le istituzioni. In un’intervista  del 30 luglio 2025, in occasione del lancio dei suoi libri “Se questo è (ancora) un uomo” e “L’altra violenza”, Pisani spiegava innanzitutto perché la legge sul femminicidio è palesemente anticostituzionale. «La nostra Costituzione &#8211; spiegava Pisani &#8211; dice chiaramente che la legge è uguale per tutti, senza distinzione di sesso. Qui invece si introducono pene differenziate a seconda del genere della vittima, come se la vita di una donna valesse più di quella di un uomo, di un anziano, di un bambino, di un immigrato. Tutto ciò è ingiustificabile ed inaccettabile anche perché nella strumentalizzazione ed ideologia del sistema non si denuncia che , senza generalizzare, le donne sono più violente degli uomini . Chi uccide è un assassino, va punito sempre con pena fine mai, punto. Creare una categoria “speciale” di vittime significa spaccare la giustizia e alimentare divisioni sociali, qualcosa simile all’odiata omofobia». La legge che punisce gli assassini esiste già, bisognava solo applicarla. «Sono previste da tempo le aggravanti per omicidi commessi in ambito familiare, per futili motivi, con crudeltà, si può condannare anche all’ergastolo &#8211; continuava il legale, che è presidente della Commissione per il Diritto degli affetti presso l’Ordine degli Avvocati partenopeo &#8211; quindi non serve un nuovo reato di “genere”: serve far rispettare le leggi che abbiamo e, prima di tutto, servono educazione civica, tutela dei valori e degli affetti». «La verità &#8211; concludeva Pisani &#8211; è che qui si è usato il diritto penale per fare ideologia, politica di basso livello, a sinistra come a destra, e questo è inutile e pericoloso». «A nome mio personale e del progetto 1523.it- dice oggi Pisani &#8211; posso solo compiacermi del fatto che, a distanza di oltre un anno dall&#8217;uscita dei miei libri, la politica sia finalmente arrivata ad ammettere queste verità. Ma evidentemente era necessaria una proposta di rottura, come quella che sta portando avanti Roberto Vannacci, del quale non conosco tutte le proposte ma applaudo per la coerenza ed equilibrio apprezzando le sue considerazioni chiare sul reato di femminicidio e il suo coraggio. &#160; &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/">Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio </strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><strong>di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri”</strong></span></p>
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<div> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Vannacci.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5958" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Vannacci-300x202.png" alt="" width="300" height="202" /></a></div>
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<p style="text-align: center"><strong>Pisani: finalmente una verità dalla politica e ricordo a tutti che la violenza non ha sesso, ha ripetuto oggi il fondatore del team 1523.it </strong><br />
Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio<br />
di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno anche nei miei libri come nei convegni subendo attacchi violenti ”</p>
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<p>«Così come c&#8217;è la violenza sulle donne c&#8217;è quella sugli anziani e non c&#8217;è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c&#8217;è bisogno di una fattispecie specifica». La dichiarazione di Roberto Vannacci, pronunciata poche ore fa durante l’ultima giornata della Costituente di Futuro Nazionale, ricalca quanto da tempo è stato proclamato dall’avvocato Angelo Pisani, anche a nome dei team antiviolenza nazionale 1523.it, da lui fondato, che accoglie e sostiene ormai migliaia di vittime di violenza da tutta Italia, senza distinzione di sesso e soprattutto vittime maschili ignorate, derise e abbandonate da tutti comprese le istituzioni.</p>
<p>In un’<a href="https://angelopisani.it/femminicidio-una-norma-incostituzionale/" target="_blank">intervista</a>  del 30 luglio 2025, in occasione del lancio dei suoi libri “<a href="https://www.amazon.it/questo-ancora-uomo-violenza-ignorata/dp/B0FBD4NXR1" target="_blank">Se questo è (ancora) un uomo</a>” e “<a href="https://www.amazon.it/Laltra-violenza-Angelo-Pisani/dp/B0F9423T4M" target="_blank">L’altra violenza</a>”, Pisani spiegava innanzitutto perché la legge sul femminicidio è palesemente anticostituzionale. «La nostra Costituzione &#8211; spiegava Pisani &#8211; dice chiaramente che la legge è uguale per tutti, senza distinzione di sesso. Qui invece si introducono pene differenziate a seconda del genere della vittima, come se la vita di una donna valesse più di quella di un uomo, di un anziano, di un bambino, di un immigrato. Tutto ciò è ingiustificabile ed inaccettabile anche perché nella strumentalizzazione ed ideologia del sistema non si denuncia che , senza generalizzare, le donne sono più violente degli uomini . Chi uccide è un assassino, va punito sempre con pena fine mai, punto. Creare una categoria “speciale” di vittime significa spaccare la giustizia e alimentare divisioni sociali, qualcosa simile all’odiata omofobia».<br />
La legge che punisce gli assassini esiste già, bisognava solo applicarla. «Sono previste da tempo le aggravanti per omicidi commessi in ambito familiare, per futili motivi, con crudeltà, si può condannare anche all’ergastolo &#8211; continuava il legale, che è presidente della Commissione per il Diritto degli affetti presso l’Ordine degli Avvocati partenopeo &#8211; quindi non serve un nuovo reato di “genere”: serve far rispettare le leggi che abbiamo e, prima di tutto, servono educazione civica, tutela dei valori e degli affetti». «La verità &#8211; concludeva Pisani &#8211; è che qui si è usato il diritto penale per fare ideologia, politica di basso livello, a sinistra come a destra, e questo è inutile e pericoloso».</p>
<p>«A nome mio personale e del progetto 1523.it- dice oggi Pisani &#8211; posso solo compiacermi del fatto che, a distanza di oltre un anno dall&#8217;uscita dei miei libri, la politica sia finalmente arrivata ad ammettere queste verità. Ma evidentemente era necessaria una proposta di rottura, come quella che sta portando avanti Roberto Vannacci, del quale non conosco tutte le proposte ma applaudo per la coerenza ed equilibrio apprezzando le sue considerazioni chiare sul reato di femminicidio e il suo coraggio.</p>
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<p><span style="color: #000000;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libri-Pisani.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5959" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libri-Pisani-300x245.png" alt="" width="300" height="245" /></a></span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/per-vannacci-il-femminicidio-e-un-omicidio-come-gli-altri-pisani-finalmente-la-politica-ha-il-coraggio-di-ammettere-cio-che-ho-denunciato-da-oltre-un-anno/">Per Vannacci il femminicidio è un omicidio come gli altri. Pisani: “Finalmente la politica ha il coraggio di ammettere ciò che ho denunciato da oltre un anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2026 15:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASSAZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.   Avv. Angelo Pisani: “Chi viene travolto da un’auto senza assicurazione non può essere lasciato solo e va risarcito anche se subisce solo danni materiali. La tutela del cittadino onesto viene prima di tutto” &#160; L’Avv. Angelo Pisani, fondatore del dell’associazione Potere ai Diritti, rende nota la possibilità di poter difendere anche ogni automobilista vittima di un incidente stradale causato da un veicolo privo di copertura assicurativa, con conseguenti danni materiali all’autovettura e gravi disagi personali ed economici per il danneggiato. &#160; Nel caso di scuola in esame, già risolto dalla Corte di Cassazione a favore del danneggiato, il mezzo responsabile del sinistro circolava illegalmente senza alcuna polizza RCA valida, in violazione delle più elementari norme di sicurezza e responsabilità civile. Nonostante ciò, evidenzia l’Avv. Pisani, come ormai previsto dalla giurisprudenza vigente in sintonia con le direttive europee, la vittima non può e non deve restare priva di tutela. &#160; «Per troppo tempo – dichiara l’Avv. Angelo Pisani – cittadini onesti, che pagano regolarmente premi assicurativi sempre più elevati, sono stati costretti a subire anche la beffa di non ottenere il risarcimento a causa dell’irresponsabilità altrui. Oggi, invece, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ribadisce con forza un principio di civiltà giuridica: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni». &#160; L’Avv. Pisani invita i danneggiati ad  avanzare sempre formale richiesta di risarcimento danni nei confronti della compagnia assicurativa competente, richiamando i principi sanciti dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13863 del 13 maggio 2026, nonché la normativa europea di tutela delle vittime della strada prevista dalla direttiva 2009/103/CE. &#160; «La Cassazione – prosegue Pisani – ha chiarito che l’irregolarità amministrativa del veicolo responsabile non può ricadere sulle spalle della vittima innocente. Il diritto alla riparazione del danno è prevalente e deve essere garantito in modo concreto ed effettivo. Chi paga la propria assicurazione ha diritto a sentirsi protetto». &#160; Contestualmente, il legale invita a presentare iniziative giudiziarie e denunce nei confronti del conducente e proprietario del veicolo sprovvisto di assicurazione, per tutte le violazioni di legge contestabili, comprese quelle relative alla circolazione abusiva del mezzo, con richiesta di applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada e di ogni ulteriore responsabilità civile e patrimoniale. &#160; Secondo quanto evidenziato dalla più recente giurisprudenza, infatti, la mancanza di copertura assicurativa comporta pesanti conseguenze per il trasgressore, tra cui sanzioni amministrative, fermo del veicolo e responsabilità integrale per i danni causati. &#160; L’Avv. Pisani sottolinea inoltre come il sistema normativo italiano ed europeo imponga una tutela ampia e concreta delle vittime della strada, includendo: &#160; •⁠  ⁠il proprietario del mezzo danneggiato; •⁠  ⁠il conducente del veicolo coinvolto, anche se non proprietario; •⁠  ⁠gli eventuali trasportati presenti nell’abitacolo al momento dell’impatto. &#160; «Tutti devono comprendere – conclude Pisani – che la sicurezza stradale non è un optional e che chi decide di circolare senza assicurazione mette in pericolo la vita e il patrimonio altrui. Ma allo stesso tempo nessun cittadino perbene deve più sentirsi abbandonato o senza tutela a causa dei comportamenti illegali di altri. La giustizia deve proteggere chi rispetta le regole».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/cassazione-chi-subisce-un-danno-da-un-veicolo-fantasma-o-non-assicurato-ha-comunque-diritto-al-ristoro-integrale-dei-danni/">Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato </span></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff">ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.  </span></strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-16-alle-17.33.10.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5850" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-05-16-alle-17.33.10-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p><strong>Avv. Angelo Pisani: “Chi viene travolto da un’auto senza assicurazione non può essere lasciato solo e va risarcito anche se subisce solo danni materiali. </strong><strong>La tutela del cittadino onesto viene prima di tutto”</strong></p>
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<p>L’Avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, fondatore del dell’associazione <strong><em>Potere ai Diritti</em></strong>, rende nota la possibilità di poter difendere anche ogni automobilista vittima di un incidente stradale causato da un veicolo privo di copertura assicurativa, con conseguenti danni materiali all’autovettura e gravi disagi personali ed economici per il danneggiato.</p>
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<p>Nel caso di scuola in esame, già risolto dalla Corte di Cassazione a favore del danneggiato, il mezzo responsabile del sinistro circolava illegalmente senza alcuna polizza RCA valida, in violazione delle più elementari norme di sicurezza e responsabilità civile. Nonostante ciò, evidenzia l’Avv. Pisani, come ormai previsto dalla giurisprudenza vigente in sintonia con le direttive europee, la vittima non può e non deve restare priva di tutela.</p>
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<p>«Per troppo tempo – dichiara l’Avv. Angelo Pisani – cittadini onesti, che pagano regolarmente premi assicurativi sempre più elevati, sono stati costretti a subire anche la beffa di non ottenere il risarcimento a causa dell’irresponsabilità altrui. Oggi, invece, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ribadisce con forza un principio di civiltà giuridica: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni».</p>
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<p>L’Avv. Pisani invita i danneggiati ad  avanzare sempre formale richiesta di risarcimento danni nei confronti della compagnia assicurativa competente, richiamando i principi sanciti dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13863 del 13 maggio 2026, nonché la normativa europea di tutela delle vittime della strada prevista dalla direttiva 2009/103/CE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La Cassazione – prosegue Pisani – ha chiarito che l’irregolarità amministrativa del veicolo responsabile non può ricadere sulle spalle della vittima innocente. Il diritto alla riparazione del danno è prevalente e deve essere garantito in modo concreto ed effettivo. Chi paga la propria assicurazione ha diritto a sentirsi protetto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contestualmente, il legale invita a presentare iniziative giudiziarie e denunce nei confronti del conducente e proprietario del veicolo sprovvisto di assicurazione, per tutte le violazioni di legge contestabili, comprese quelle relative alla circolazione abusiva del mezzo, con richiesta di applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada e di ogni ulteriore responsabilità civile e patrimoniale.</p>
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<p>Secondo quanto evidenziato dalla più recente giurisprudenza, infatti, la mancanza di copertura assicurativa comporta pesanti conseguenze per il trasgressore, tra cui sanzioni amministrative, fermo del veicolo e responsabilità integrale per i danni causati.</p>
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<p>L’Avv. Pisani sottolinea inoltre come il sistema normativo italiano ed europeo imponga una tutela ampia e concreta delle vittime della strada, includendo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>•⁠  ⁠il proprietario del mezzo danneggiato;</p>
<p>•⁠  ⁠il conducente del veicolo coinvolto, anche se non proprietario;</p>
<p>•⁠  ⁠gli eventuali trasportati presenti nell’abitacolo al momento dell’impatto.</p>
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<p>«Tutti devono comprendere – conclude Pisani – che la sicurezza stradale non è un optional e che chi decide di circolare senza assicurazione mette in pericolo la vita e il patrimonio altrui. Ma allo stesso tempo nessun cittadino perbene deve più sentirsi abbandonato o senza tutela a causa dei comportamenti illegali di altri. La giustizia deve proteggere chi rispetta le regole».</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/cassazione-chi-subisce-un-danno-da-un-veicolo-fantasma-o-non-assicurato-ha-comunque-diritto-al-ristoro-integrale-dei-danni/">Cassazione: chi subisce un danno da un veicolo fantasma o non assicurato ha comunque diritto al ristoro integrale dei danni.</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico Sarà presentata a Napoli domani, 12 maggio, la petizione per chiedere al governo di raccogliere, tramite ISTAT, i dati relativi alla violenza subita dagli uomini e dalle persone LGBT nell&#8217;ambito domestico e relazionale.  L&#8217;iniziativa parte dall&#8217;avvocato Angelo Pisani, founder del contatto antiviolenza nazionale 1523.it-Potere ai Diritti, insieme a &#8220;Gesef&#8221;, &#8220;Aprosir&#8221;, &#8220;Centro Studi Applicati&#8221; e al &#8220;Comitato Bigenitorialità e pari opportunità Oltre il Genere&#8221;. Presso la Libreria Raffaello di Via Kerbaker 20, alle ore 16:30, ne discuteranno: Angelo Pisani, il presidente della Fondazione Europea Gesef Vincenzo Spavone, la psicoterapeuta e vicepresidente Aprosir Antonella Baiocchi e Fabio Nespoli, direttore Centro Studi Applicati. Contestualmente sarà presentato il libro di Angelo Pisani &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, una denuncia sull incostituzionale discriminazione degli uomini vittime di violenza, documentata da decine e decine di storie vere.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/domani-a-napoli-in-conferenza-stampa-la-petizione-per-chiedere-dati-istat-sulle-violenze-subite-da-uomini-e-lgbt-dibattito-aperto-al-pubblico/">Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #0000ff;font-size: large"><strong>Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Sarà presentata a Napoli domani, 12 maggio, la petizione per chiedere al governo di raccogliere, tramite ISTAT, i dati relativi alla violenza subita dagli uomini e dalle persone LGBT nell&#8217;ambito domestico e relazionale. </span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;iniziativa parte dall&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder del contatto antiviolenza nazionale <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>-Potere ai Diritti</strong>, insieme a &#8220;Gesef&#8221;, &#8220;Aprosir&#8221;, &#8220;Centro Studi Applicati&#8221; e al &#8220;Comitato Bigenitorialità e pari opportunità Oltre il Genere&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Presso la Libreria Raffaello di Via Kerbaker 20, alle ore 16:30, ne discuteranno: Angelo Pisani, il presidente della Fondazione Europea Gesef <strong>Vincenzo Spavone</strong>, la psicoterapeuta e vicepresidente Aprosir <strong>Antonella Baiocchi</strong> e <strong>Fabio Nespoli</strong>, direttore Centro Studi Applicati.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Contestualmente sarà presentato il libro di Angelo Pisani &#8220;Se questo è (ancora) un uomo&#8221;, una denuncia sull incostituzionale discriminazione degli uomini vittime di violenza, documentata da decine e decine di storie vere.</span></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina-12-maggio-1.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5829" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/locandina-12-maggio-1-712x1024.jpeg" alt="" width="712" height="1024" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Locandina-12-maggio-2.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5830" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Locandina-12-maggio-2-700x1024.jpeg" alt="" width="700" height="1024" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/domani-a-napoli-in-conferenza-stampa-la-petizione-per-chiedere-dati-istat-sulle-violenze-subite-da-uomini-e-lgbt-dibattito-aperto-al-pubblico/">Domani a Napoli in conferenza stampa la petizione per chiedere dati Istat sulle violenze subite da uomini e LGBT &#8211; Dibattito aperto al pubblico</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</title>
		<link>https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/</link>
		<comments>https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il Reddito di libertà destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo da 500 a 530 euro al mese per un anno. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025. Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, statistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali. Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime. Da qui la proposta del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti. «Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato Angelo Pisani, founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà». «Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo». &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5782" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Schermata-2026-04-22-alle-08.02.42-300x162.png" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>E’ notizia di queste ore: l’Inps ha innalzato il <strong>Reddito di libertà</strong> destinato a donne indigenti che abbiano subito violenza, portandolo <strong>da 500 a 530 euro al mese per un anno</strong>. Il contributo complessivo annuo sale così a <strong>6.360 euro</strong>, con una spesa per le casse dello Stato che nel solo 2026 ammonta a circa <strong>16,5 milioni di euro</strong>, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Inoltre, le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie. Gli scatti saranno attribuiti in maniera automatica alle donne che percepivano già questo reddito nel 2025.</p>
<p>Tutto bene. Se non fosse per il fatto che, s<strong>tatistiche alla mano, l’80 per cento delle denunce presentate da donne per presunte violenze subite dal partner,  in giudizio sono poi risultate false e strumentali.</strong> Tuttavia, anche in questi casi, il reddito continua ugualmente ad essere erogato e percepito dalle inesistenti vittime.</p>
<p>Da qui la proposta del <a href="https://www.1523.it"><strong>1523.it</strong></a>, il contatto nazionale antiviolenza che tutela qualsiasi vera vittima di violenza, a prescindere dal sesso: nei casi in cui sia stata accertata la falsità delle accuse, le destinatarie del beneficio non solo vedranno interrotta la prestazione economica, ma dovranno anche restituire quanto fino ad allora illecitamente percepito a spese dei contribuenti.</p>
<p>«Il reddito di libertà &#8211; commenta l’avvocato <strong>Angelo Pisani,</strong> founder 1523 &#8211; è una misura di per sé equa, che offre un sostegno economico alle donne che non hanno mezzi economici e, per questo, troppo spesso continuano a subire violenze. Tuttavia ormai gli avvocati italiani sanno bene, per esperienza quotidiana nelle aule di tribunale, che nella stragrande maggioranza dei casi le accuse di violenza vengono riconosciute poi come false, utilizzare come arma per estorcere benefici quali casa, l’assegno di mantenimento e, ora, anche il reddito di libertà».</p>
<p>«Per questo &#8211; conclude perentorio Pisani &#8211; su nostra iniziativa è in itinere <strong>la proposta di legge che obblighi le artefici delle false denunce alla restituzione delle somme di denaro percepite senza titolo</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-le-donne-che-hanno-percepito-il-reddito-di-liberta-presentando-denunce-risultate-false-restituiscano-il-maltolto/">1523 / Le donne che hanno percepito il reddito di libertà presentando denunce risultate false restituiscano il maltolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E D I T O R I A L E La legge contro l&#8217;uomo: quando il diritto diventa discriminazione &#160; Violenza economica, femminicidio e l&#8217;incostituzionale guerra tra i sessi fomentata dal legislatore di Avv. Angelo Pisani Fondatore di 1523.it – Presidente Noi Consumatori – Associazione Potere ai Diritti C&#8217;è un momento preciso in cui una norma smette di essere tutela e diventa persecuzione. Quel momento è adesso. L&#8217;espansione ideologica del concetto di &#8220;violenza economica&#8221; e il consolidamento normativo del reato di femminicidio — così come oggi configurati — non sono strumenti neutri di giustizia. Sono il prodotto di una visione unilaterale che viola principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall&#8217;articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Tutti. Uomini e donne. I. La &#8220;violenza economica&#8221;: una norma vaga, pericolosa, incostituzionale Sia chiaro, e lo dico senza ambiguità: chi abusa economicamente del partner, chi priva il coniuge dei mezzi di sostentamento, chi umilia e controlla attraverso il denaro deve essere perseguito con fermezza, indipendentemente dal sesso di chi commette l&#8217;abuso e di chi lo subisce. Ma questo non è il problema. Il problema è la vagheità deliberata con cui questi concetti vengono costruiti legislativamente. Cosa significa esattamente &#8220;violenza economica&#8221;? La giurisprudenza e le proposte di legge attualmente in campo disegnano un perimetro talmente ampio da risultare pericolosamente indeterminato: discussioni sulla gestione del bilancio familiare, richieste di rendicontazione delle spese, opposizioni a scelte economiche considerate irresponsabili. Tutto questo, nella vaghezza normativa proposta, può essere riqualificato come condotta penalmente rilevante. Il principio di tassatività penale — pilastro del nostro ordinamento, fondamento dell&#8217;art. 25 Cost. — impone che una fattispecie criminosa sia descritta con precisione. Una norma che punisce &#8220;comportamenti di controllo&#8221; senza definirli con chirurgica puntualità non è una legge: è una trappola. E una trappola che, come la storia di queste normative insegna, viene attivata prevalentemente — statisticamente, sistematicamente — nei confronti degli uomini. Non per volere della natura, ma per costruzione ideologica del legislatore. Davvero vogliamo arrivare al punto in cui discutere di spese familiari costituisce un rischio penale? Chiedere trasparenza sul bilancio condiviso può davvero diventare &#8220;controllo coercitivo&#8221;? II. Il femminicidio: una categoria che viola l&#8217;articolo 3 della Costituzione Il reato di femminicidio, nella sua configurazione attuale, introduce una fattispecie penale aggravata basata esclusivamente sul sesso della vittima. Un uomo ucciso dalla moglie non gode della stessa tutela penale di una donna uccisa dal marito. Questo non è un&#8217;opinione: è il testo della norma. Eppure la Costituzione Italiana, all&#8217;art. 3, co. 1, stabilisce con cristallina chiarezza che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso&#8221;. La pari dignità non è negoziabile. Non si &#8220;bilancia&#8221; con considerazioni sociologiche, pur legittime. Non si sospende per contingenze politiche. Il problema della violenza di genere è reale e va combattuto con strumenti adeguati: ma strumenti che siano universali, che tutelino ogni vittima di violenza domestica, indipendentemente dal sesso. Anche uomini, anziani, bambini. Anche padri. Creare una gerarchia tra vittime non è progressismo: è discriminazione istituzionalizzata. Ed è giuridicamente insostenibile. III. La contrapposizione uomo/donna: a chi serve? C&#8217;è una domanda che nessuno vuole fare, ma che è doveroso porre: a chi giova la narrativa della guerra tra i sessi? Non giova alle donne vittime di violenza, che meritano protezione reale e non slogan. Non giova agli uomini, dipinti come potenziali aggressori per definizione. Non giova ai figli, che crescono in un clima di reciproca diffidenza tra genitori. Non giova alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società ex art. 29 Cost. Giova, invece, a chi costruisce consenso politico sulla paura. A chi monetizza la divisione. A chi trasforma il dolore delle vittime reali in carburante per campagne mediatiche. A chi, nell&#8217;industria della separazione conflittuale, trova il proprio business model. La violenza domestica non ha sesso. I dati — quelli reali, non quelli presentati in modo parziale — ci dicono che uomini, anziani e bambini sono anch&#8217;essi vittime. Le leggi devono rispecchiare questa realtà, non una vulgata ideologica. IV. Il padre: il grande assente del dibattito In questo scenario normativo emerge una vittima silenziosa ma sistematica: il padre. Il padre che lavora, contribuisce, ama — e che oggi viene sempre più percepito, per costruzione istituzionale, come un potenziale imputato. Le conseguenze concrete di questo clima normativo sono devastanti: – meno dialogo in famiglia, perché ogni parola può essere riqualificata come &#8220;controllo&#8221; – più diffidenza, perché ogni scelta economica condivisa può diventare prova a carico – separazioni più conflittuali, alimentate dalla disponibilità di strumenti giuridici utilizzabili in modo strumentale – figli allontanati dai padri, con buona pace della bigenitorialità sancita dalla Cassazione E i nonni. E i fratelli. E tutti coloro che un sistema legislativo squilibrato finisce per marginalizzare nell&#8217;interesse del conflitto anziché del bambino. V. Le denunce strumentali: quando la legge diventa arma C&#8217;è un effetto perverso che non viene mai nominato nel dibattito pubblico: l&#8217;aumento delle denunce strumentali. Quando la legge offre strumenti ad hoc con perimetri vagi, questi strumenti vengono inevitabilmente utilizzati in modo non conforme agli scopi della tutela. Il risultato duplice è devastante: si danneggiano gli innocenti sottoposti a procedimenti penali per condotte del tutto lecite, e simultaneamente si depotenzia la tutela delle vere vittime, sommerse in un sistema congestionato da denunce improprie. Quando tutto diventa violenza, niente è più davvero riconoscibile come tale. La giustizia perde credibilità. Le vere vittime vengono tradite. E chi ha costruito questo sistema può continuare a proclamarsi difensore dei diritti. VI. Cosa chiediamo: equilibrio, non resa Non chiediamo impunità per chi abusa. Chiediamo leggi che rispettino la Costituzione e i suoi principi fondamentali. In concreto: – definizioni legislative tassative e precise delle fattispecie di &#8220;violenza economica&#8221;, nel rispetto del principio di determinatezza ex art. 25 Cost. – norme sulla violenza domestica gender-neutral, che tutelino ogni vittima indipendentemente dal sesso, nel rispetto dell&#8217;art. 3 Cost. – strumenti processuali efficaci contro l&#8217;uso strumentale delle denunce, a tutela sia degli innocenti sia delle vere vittime – un dibattito pubblico fondato su dati reali e [...]</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-leditoriale-basta-caccia-alluomo/">1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>E D I T O R I A L E</strong></p>
<p align="center"><strong>La legge contro l&#8217;uomo:</strong><br />
<strong>quando il diritto diventa discriminazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Violenza economica, femminicidio e l&#8217;incostituzionale guerra tra i sessi fomentata dal legislatore</strong></p>
<p align="center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini1.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5773" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini1-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>di Avv. Angelo Pisani</strong><br />
<strong>Fondatore di <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a> – Presidente Noi Consumatori – Associazione Potere ai Diritti</strong></p>
<p>C&#8217;è un momento preciso in cui una norma smette di essere tutela e diventa persecuzione. Quel momento è adesso.</p>
<p>L&#8217;espansione ideologica del concetto di &#8220;violenza economica&#8221; e il consolidamento normativo del reato di femminicidio — così come oggi configurati — non sono strumenti neutri di giustizia. Sono il prodotto di una visione unilaterale che viola principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall&#8217;articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso. Tutti. Uomini e donne.</p>
<p><strong>I. La &#8220;violenza economica&#8221;: una norma vaga, pericolosa, incostituzionale</strong></p>
<p>Sia chiaro, e lo dico senza ambiguità: chi abusa economicamente del partner, chi priva il coniuge dei mezzi di sostentamento, chi umilia e controlla attraverso il denaro deve essere perseguito con fermezza, indipendentemente dal sesso di chi commette l&#8217;abuso e di chi lo subisce. Ma questo non è il problema.</p>
<p>Il problema è la vagheità deliberata con cui questi concetti vengono costruiti legislativamente. Cosa significa esattamente &#8220;violenza economica&#8221;? La giurisprudenza e le proposte di legge attualmente in campo disegnano un perimetro talmente ampio da risultare pericolosamente indeterminato: discussioni sulla gestione del bilancio familiare, richieste di rendicontazione delle spese, opposizioni a scelte economiche considerate irresponsabili. Tutto questo, nella vaghezza normativa proposta, può essere riqualificato come condotta penalmente rilevante.</p>
<p>Il principio di tassatività penale — pilastro del nostro ordinamento, fondamento dell&#8217;art. 25 Cost. — impone che una fattispecie criminosa sia descritta con precisione. Una norma che punisce &#8220;comportamenti di controllo&#8221; senza definirli con chirurgica puntualità non è una legge: è una trappola.<br />
E una trappola che, come la storia di queste normative insegna, viene attivata prevalentemente — statisticamente, sistematicamente — nei confronti degli uomini. Non per volere della natura, ma per costruzione ideologica del legislatore.<br />
Davvero vogliamo arrivare al punto in cui discutere di spese familiari costituisce un rischio penale?<br />
Chiedere trasparenza sul bilancio condiviso può davvero diventare &#8220;controllo coercitivo&#8221;?</p>
<p><strong>II. Il femminicidio: una categoria che viola l&#8217;articolo 3 della Costituzione</strong></p>
<p>Il reato di femminicidio, nella sua configurazione attuale, introduce una fattispecie penale aggravata basata esclusivamente sul sesso della vittima. Un uomo ucciso dalla moglie non gode della stessa tutela penale di una donna uccisa dal marito. Questo non è un&#8217;opinione: è il testo della norma.</p>
<p>Eppure la Costituzione Italiana, all&#8217;art. 3, co. 1, stabilisce con cristallina chiarezza che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso&#8221;. La pari dignità non è negoziabile. Non si &#8220;bilancia&#8221; con considerazioni sociologiche, pur legittime. Non si sospende per contingenze politiche.</p>
<p>Il problema della violenza di genere è reale e va combattuto con strumenti adeguati: ma strumenti che siano universali, che tutelino ogni vittima di violenza domestica, indipendentemente dal sesso. Anche uomini, anziani, bambini. Anche padri.</p>
<p>Creare una gerarchia tra vittime non è progressismo: è discriminazione istituzionalizzata. Ed è giuridicamente insostenibile.</p>
<p><strong>III. La contrapposizione uomo/donna: a chi serve?</strong></p>
<p>C&#8217;è una domanda che nessuno vuole fare, ma che è doveroso porre: a chi giova la narrativa della guerra tra i sessi?</p>
<p>Non giova alle donne vittime di violenza, che meritano protezione reale e non slogan. Non giova agli uomini, dipinti come potenziali aggressori per definizione. Non giova ai figli, che crescono in un clima di reciproca diffidenza tra genitori. Non giova alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società ex art. 29 Cost.<br />
Giova, invece, a chi costruisce consenso politico sulla paura. A chi monetizza la divisione. A chi trasforma il dolore delle vittime reali in carburante per campagne mediatiche. A chi, nell&#8217;industria della separazione conflittuale, trova il proprio business model.</p>
<p>La violenza domestica non ha sesso. I dati — quelli reali, non quelli presentati in modo parziale — ci dicono che uomini, anziani e bambini sono anch&#8217;essi vittime. Le leggi devono rispecchiare questa realtà, non una vulgata ideologica.</p>
<p><strong>IV. Il padre: il grande assente del dibattito</strong></p>
<p>In questo scenario normativo emerge una vittima silenziosa ma sistematica: il padre. Il padre che lavora, contribuisce, ama — e che oggi viene sempre più percepito, per costruzione istituzionale, come un potenziale imputato.</p>
<p>Le conseguenze concrete di questo clima normativo sono devastanti:<br />
– meno dialogo in famiglia, perché ogni parola può essere riqualificata come &#8220;controllo&#8221;<br />
– più diffidenza, perché ogni scelta economica condivisa può diventare prova a carico<br />
– separazioni più conflittuali, alimentate dalla disponibilità di strumenti giuridici utilizzabili in modo strumentale<br />
– figli allontanati dai padri, con buona pace della bigenitorialità sancita dalla Cassazione<br />
E i nonni. E i fratelli. E tutti coloro che un sistema legislativo squilibrato finisce per marginalizzare nell&#8217;interesse del conflitto anziché del bambino.</p>
<p><strong>V. Le denunce strumentali: quando la legge diventa arma</strong></p>
<p>C&#8217;è un effetto perverso che non viene mai nominato nel dibattito pubblico: l&#8217;aumento delle denunce strumentali. Quando la legge offre strumenti ad hoc con perimetri vagi, questi strumenti vengono inevitabilmente utilizzati in modo non conforme agli scopi della tutela.</p>
<p>Il risultato duplice è devastante: si danneggiano gli innocenti sottoposti a procedimenti penali per condotte del tutto lecite, e simultaneamente si depotenzia la tutela delle vere vittime, sommerse in un sistema congestionato da denunce improprie. Quando tutto diventa violenza, niente è più davvero riconoscibile come tale.</p>
<p>La giustizia perde credibilità. Le vere vittime vengono tradite. E chi ha costruito questo sistema può continuare a proclamarsi difensore dei diritti.</p>
<p><strong>VI. Cosa chiediamo: equilibrio, non resa</strong></p>
<p>Non chiediamo impunità per chi abusa. Chiediamo leggi che rispettino la Costituzione e i suoi principi fondamentali. In concreto:<br />
– definizioni legislative tassative e precise delle fattispecie di &#8220;violenza economica&#8221;, nel rispetto del principio di determinatezza ex art. 25 Cost.<br />
– norme sulla violenza domestica gender-neutral, che tutelino ogni vittima indipendentemente dal sesso, nel rispetto dell&#8217;art. 3 Cost.<br />
– strumenti processuali efficaci contro l&#8217;uso strumentale delle denunce, a tutela sia degli innocenti sia delle vere vittime<br />
– un dibattito pubblico fondato su dati reali e completi, non su narrative parziali funzionali al consenso politico<br />
– il riconoscimento pieno della bigenitorialità e il contrasto a ogni forma di allontanamento strumentale dei figli da uno dei genitori</p>
<p>Come avvocato, come cittadino, come uomo impegnato nella difesa dei diritti — di tutti — non posso che oppormi con fermezza a questa deriva.</p>
<p>La violenza va combattuta, sempre. Ma la libertà, la dignità e la presunzione di innocenza non possono essere il prezzo da pagare. Non si costruisce una società più giusta seminando paura e sospetto nei rapporti familiari. Non si tutelano le vittime creando nuovi potenziali innocenti da sacrificare sull&#8217;altare dell&#8217;ideologia.</p>
<p>Uomo e donna sono due esseri umani uguali in dignità e diritti. La Costituzione lo afferma. La ragione lo conferma. È ora che anche il legislatore lo ricordi.</p>
<p>La violenza non ha sesso. La giustizia nemmeno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5770" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Basta-caccia-agli-uomini-819x1024.jpeg" alt="" width="819" height="1024" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-leditoriale-basta-caccia-alluomo/">1523 &#8211; L&#8217;EDITORIALE: BASTA CACCIA ALL&#8217;UOMO!</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avv. Angelo Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[L'altra violenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>«Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia». Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia Obiettivo VERITAS, nuova mission del 1523.it, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”.  Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce. Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari». L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del 1523.it, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».   «Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni». Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5762" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-04-15-alle-17.47.48-1024x542.png" alt="" width="980" height="518" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: large">«</span><span style="font-family: georgia, serif">Abbiamo avvertito l’esigenza di creare un rete nazionale di professionisti, di studi legali, in grado sia di difendere le donne, sia di difendere anche gli uomini e la famiglia».</span></strong></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Con queste parole l’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>ha presentato stamane all’Hotel Posta di Reggio Emilia <strong><em>Obiettivo VERITAS</em></strong>, nuova mission del <a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a>, il contatto nazionale antiviolenza di cui è fondatore, e dell’associazione “Potere ai diritti”. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Veritas si propone di diventare una rete territoriale in tutta Italia finalizzata a garantire l&#8217;organizzazione di team antiviolenza maschile e assistenza per uomini vittime di abusi e false denunce.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Una sfida, quella lanciata dal legale, consapevole di partire per la campagna nazionale di lancio proprio da una delle regioni più “femministe” d’Italia, l’Emilia Romagna. Parlando del suo ultimo libro “L’altra violenza”, Pisani ha poi ricordato che il volume raccoglie le centinaia di storie vere di violenze subite dagli uomini ad opera delle mogli, compagne o ex, «e non vi parlo dei suicidi &#8211; ha aggiunto &#8211; che pure stanno raggiungendo livelli di guardia tra gli uomini a causa di simili, dannose situazioni familiari».</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">L’avvocato Pisani ha poi ricostruito la genesi del <a href="http://1523.it/">1523.it</a>, dove operano non solo professionisti legali, ma anche operatori sanitari, sociologi e psicologi in risposta alle quotidiane decine e decine di richieste d’aiuto. Un servizio che mancava &#8211; ha detto &#8211; perché al 1522, che i contribuenti finanziano con milioni di euro, viene rimbalzato chiunque non sia una donna. «Si parla tanto di pari opportunità &#8211; ha incalzato Pisani &#8211; ma a me pare che qui di parità non sia rimasto proprio nulla, perché una vera parità sarebbe quella di difendere chiunque subisca violenza, non solo le donne».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5763" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Libro-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a> </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">«Quando abbiamo chiesto al governo un numero nazionale 1523 &#8211; ha poi spiegato &#8211; è successo un putiferio, a dimostrazione del fatto che il problema sta anche nelle leggi e nelle istituzioni».</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;font-size: large">Circa il 60 per cento degli iscritti al progetto 1523 sono donne. Ecco un altro dato che fa riflettere. «Molte sono madri &#8211; ha detto Pisani &#8211; che intendono tutelare i figli maschi. E quanto sia necessaria questa tutela, lo dicono i fatti. Vi faccio un esempio: in Italia molte famiglie non intestano più gli appartamenti ai figli maschi, perché sanno benissimo che in caso di matrimonio e di separazione, situazioni purtroppo frequentissime già nei primi anni, questo immobile andrà alla donna. Col risultato che l’uomo perderà non solo la compagna, non solo i figli, non solo ci rimetterà economicamente, ma perderà anche la casa». </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/1523-pisani-a-reggio-emilia-lancia-la-sfida-di-obiettivo-veritas/">1523 / Pisani a Reggio Emilia lancia la sfida di Obiettivo Veritas</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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