Baia degli Infreschi, l’Avv. Angelo Pisani: «Il Comune di Camerota non ha ancora spiegato nulla e, in attesa del verdetto delle autorità competenti, chi ormeggia alle poche e tardive boe rischia una “ingiusta “ multa di 50 euro, da impugnare. Si multano i diportisti sulla base di regole tardive ed abnormi, mentre a pochi passi tutto è tollerato e dilaga l’arbitrarietà».
L’Avv. Angelo Pisani, fondatore dell’Associazione Potere ai Diritti – 1523.it, torna a denunciare pubblicamente la tardiva e irregolare gestione dell’accesso alla Baia degli Infreschi, nel Comune di Camerota (SA), a distanza di giorni dalla diffida e dal ricorso al TAR Campania contro l’Avviso Pubblico del 4 agosto, con cui l’Amministrazione comunale ha imposto un discriminatorio ed inidoneo sistema di prenotazione obbligatoria a pagamento tramite l’app “BlueDiscovery”, riducendo di fatto a sei le boe disponibili, a fronte delle undici previste dal Disciplinare ministeriale dell’Area Marina Protetta “Costa degli Infreschi e della Masseta”, e introducendo un limite dimensionale mai concertato con l’Ente Parco e con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
«A distanza di una settimana dalla nostra diffida – dichiara Pisani – il Comune di Camerota non ha fornito alcuna spiegazione ai tanti disagi, disservizi ed eccessi di potere lamentati da turisti, diportisti e residenti. Nel frattempo, quelle stesse regole scritte senza alcuna concertazione con gli enti competenti hanno già prodotto un primo, gravissimo effetto: una sanzione elevata nei confronti di un ignaro diportista».
LA PRIMA MULTA: SANZIONATO UN NATANTE ORMEGGIATO ALL’INSAPUTA DI TUTTO
Nella giornata di sabato 9 agosto, in pieno weekend di Ferragosto, l’Ufficio Locale Marittimo – Guardia Costiera di Camerota, nonostante le strane e tardive disposizioni comunali, ha elevato una prima sanzione amministrativa a carico di un’unità da diporto (di cui, per tutela della privacy, non si divulgano generalità e targa), ormeggiata regolarmente come sempre e come previsto da normativa vigente, a una delle boe della Baia degli Infreschi, in assenza di qualsiasi cartellonistica, avviso o personale addetto in loco che segnalasse le nuove, improvvise limitazioni imposte dal Comune.
Al diportista è stato intimato, tra l’altro, il divieto di ascoltare musica e di fare il bagno in quello specchio d’acqua: una prescrizione che, ad oggi, non risulta prevista da alcuna normativa vigente, né dal Disciplinare ministeriale dell’Area Marina Protetta, né dallo stesso Avviso comunale impugnato.
«La Capitaneria di Porto – prosegue l’Avv. Pisani – è stata di fatto costretta a far rispettare disposizioni abnormi e ingiuste, scritte tardivamente dall’Amministrazione comunale e tollerate dall’ente Parco, che riteniamo priva di ogni competenza in materia. Non ce la prendiamo con chi controlla sul campo, ma con chi ha scritto regole inapplicabili e le ha imposte senza informare nessuno».
IL PARADOSSO: TUTTO VIETATO NELLA BAIA, TUTTO TOLLERATO A POCHE BRACCIATE DI DISTANZA
A destare maggiore indignazione, secondo quanto denunciato dall’Associazione Potere ai Diritti sulla base delle segnalazioni raccolte tra diportisti e residenti, è il trattamento diseguale riservato ai diversi tratti di costa ricadenti nello stesso Comune di Camerota e nella medesima area di competenza dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: mentre nella Baia degli Infreschi si vieta persino di ascoltare musica in barca, in altri arenili adiacenti dello stesso territorio comunale si continuerebbero a tollerare e persino non vietare musica ad alto volume, traffico e parcheggi irregolari, iniziative di intrattenimento notturno, schiamazzi e comportamenti potenzialmente lesivi dell’ambiente marino, senza che le stesse autorità intervengano con analogo rigore.
«Se la tutela ambientale è la ragione dichiarata di queste restrizioni – osserva l’Avv. Pisani – non si comprende perché tale rigore si applichi solo ad alcuni turisti e diportisti e non anche a chi, a poche centinaia di metri, genera pericolo, inquinamento acustico e ambientale ben più significativo con il pieno avallo, o quantomeno la tolleranza, delle medesime amministrazioni».
LE INIZIATIVE LEGALI IN CORSO
L’avvocato Angelo Pisani nell’interesse del diportista sanzionato, ha già attivato i seguenti strumenti di tutela:
• ricorso al TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, per l’annullamento dell’Avviso Pubblico del Comune di Camerota, esteso con motivi aggiunti anche al verbale di accertamento elevato al diportista, quale atto illegittimamente derivato dalla medesima disciplina comunale;
• scritti difensivi ex art. 18 della Legge n. 689/1981, indirizzati all’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, per l’archiviazione della sanzione elevata al diportista, sulla base delle stesse difese e delle stesse norme richiamate nel ricorso al TAR;
• esposto alla Procura della Repubblica competente, per la valutazione di eventuali profili di rilevanza penale connessi alle modalità di adozione e applicazione dell’Avviso comunale e del sistema di prenotazione BlueDiscovery;
• esposto alla Corte dei Conti, per l’accertamento di eventuali irregolarità nell’affidamento della piattaforma di prenotazione a un soggetto privato e dei possibili profili di danno erariale connessi alla gestione del servizio;
• richiesta formale al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica affinché intervenga, per quanto di competenza, a tutela della legalità, della corretta applicazione del Disciplinare dell’Area Marina Protetta e della e della parità di trattamento tra tutti i fruitori della costa cilentana.
«Continueremo a raccogliere segnalazioni da parte di turisti, diportisti e residenti – conclude l’Avv. Pisani – finché il Comune di Camerota non fornirà spiegazioni pubbliche e trasparenti su questa vicenda, e finché non sarà ripristinata una gestione soprattutto delle spiagge, oltre che della Baia degli Infreschi, rispettosa delle regole, dell’ambiente e dei diritti di chi la frequenta legittimamente».

