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	<title>Angelo Pisani &#187; GIUSTIZIA</title>
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		<title>CARO VITA? AGGRESSIONE CHOC IN PESCHERIA CON CHIAVE AL COLLO A PEPPE DI NAPOLI, SFIORATA LA TRAGEDIA</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 09:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CARO VITA? AGGRESSIONE CHOC IN PESCHERIA CON CHIAVE AL COLLO A PEPPE DI NAPOLI, SFIORATA LA TRAGEDIA   Avv. PISANI: «TUTELA E SOLIDARIETÀ ALLA VITTIMA,  LA VIOLENZA È ORMAI FUORI CONTROLLO. NON SI PUÒ RISCHIARE DI MORIRE PER IL PREZZO DELLE VONGOLE. IL CARO VITA VA CONTESTATO CIVILMENTE, NON CON AGGRESSIONI CHE POSSONO UCCIDERE» NAPOLI, 24 OTTOBRE 2026 – Una protesta violenta per il prezzo delle vongole a circa 30 euro al chilo rischia di trasformarsi in tragedia. Come denunciato  e documentato dalle riprese delle telecamere, il noto e amatissimo pescivendolo Peppe Di Napoli, nonostante le sue precarie condizioni di salute, è stato aggredito con una chiave al collo vicino alla cassa della propria attività commerciale da un esperto di arti marziali . Dopo una prima aggressione verbale da parte di una donna, che contestava duramente il prezzo delle vongole, un uomo esperto di arti marziali è intervenuto e, con un gesto fulmineo, ha anche colpito Peppe al collo con una chiave, provocandogli una ferita in una zona estremamente delicata, rischiando per pochi mm di recidere un vaso sanguigno vitale e provocare una tragedia. Immediata la corsa all’Ospedale San Paolo di Napoli, dove i medici hanno riscontrato un trauma cranico minore con escoriazioni nella regione laterocervicale destra e sottoclaveare, con prognosi di cinque giorni. Un’aggressione gravissima che ha sconvolto Peppe, la sua famiglia e soprattutto i suoi giovani figli atterriti dalla violenta aggressione subita dal padre. Durissima e preoccupata la reazione dell’avvocato Angelo Pisani, fondatore di Potere ai Diritti e del progetto antiviolenza 1523.it: «Sono senza parole. Siamo tutti in pericolo, anche senza alcun motivo. Assistiamo a violenze inaudite, non si ragiona più, la follia dilaga! Oggi si rischia di morire persino per una discussione sul prezzo delle vongole. È assurdo, vergognoso e intollerabile. Un commerciante che si alza ogni mattina per lavorare, affrontando sacrifici, tasse, rincari e mille difficoltà, non può ritrovarsi in ospedale per la furia di un cliente. Il caro vita, il disagio sociale, la rabbia e la crescente esasperazione stanno trasformando anche i gesti più normali, come fare la spesa, in occasioni di violenza pericolosissima. Ma nessuna difficoltà economica, nessuna frustrazione e nessun disaccordo sul prezzo possono giustificare un’aggressione e tanta violenza, senza distinzione di sesso. La violenza non è una risposta alla crisi: è un’altra emergenza che sta distruggendo la nostra società. Oggi è toccato a Peppe Di Napoli, domani può toccare ad ognuno di noi, a qualsiasi commerciante, lavoratore, padre di famiglia o cittadino. Non possiamo attendere il prossimo morto per intervenire. Le istituzioni devono svegliarsi, comprendere ed intervenire prima, garantire sicurezza, prevenzione, controlli e soprattutto ricostruire un dialogo con una società sempre più esasperata. Servono educazione al rispetto, responsabilità e risposte concrete al disagio economico e sociale. Chi lavora deve essere protetto, non aggredito. Chi è in difficoltà deve essere ascoltato, non abbandonato. Chi usa violenza deve risponderne davanti alla legge. Come suo avvocato assicureremo a Peppe Di Napoli ogni necessaria tutela, denunciando l’accaduto alle autorità competenti e chiedendo che siano accertate tutte le responsabilità, anche attraverso l’acquisizione delle immagini delle telecamere. Esprimiamo piena solidarietà a Peppe e alla sua famiglia, soprattutto ai suoi giovani figli, sconvolti dalla violenza subita dal padre. Ma lanciamo soprattutto un allarme nazionale: non possiamo permettere che la rabbia sociale diventi una licenza di aggredire e che la normalità quotidiana si trasformi in una lotta per la sopravvivenza. È giusto e doveroso scioperare, protestare civilmente e pretendere soluzioni ai gravi problemi sociali, al caro vita, alla cattiva politica e alle tasse disumane che soffocano famiglie e imprese. Ma non si combattono le ingiustizie commettendo altre ingiustizie. Non si protesta contro i prezzi tentando di mandare un lavoratore all’ospedale o al cimitero. La violenza non ha giustificazioni, non ha sesso, non ha colore e non può avere impunità. BASTA VIOLENZA. BASTA PAURA. BASTA INDIFFERENZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!»</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caro-vita-aggressione-choc-in-pescheria-con-chiave-al-collo-a-peppe-di-napoli-sfiorata-la-tragedia/">CARO VITA? AGGRESSIONE CHOC IN PESCHERIA CON CHIAVE AL COLLO A PEPPE DI NAPOLI, SFIORATA LA TRAGEDIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">CARO VITA? AGGRESSIONE CHOC IN PESCHERIA CON CHIAVE AL COLLO A PEPPE DI NAPOLI, SFIORATA LA TRAGEDIA  </span></strong></div>
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<div><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-10-25-alle-09.58.16.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6171" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-10-25-alle-09.58.16-300x263.png" alt="" width="300" height="263" /></a></span></strong></div>
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<div>Avv. PISANI: «TUTELA E SOLIDARIETÀ ALLA VITTIMA,  LA VIOLENZA È ORMAI FUORI CONTROLLO. NON SI PUÒ RISCHIARE DI MORIRE PER IL PREZZO DELLE VONGOLE. IL CARO VITA VA CONTESTATO CIVILMENTE, NON CON AGGRESSIONI CHE POSSONO UCCIDERE»</div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
NAPOLI, 24 OTTOBRE 2026 – Una protesta violenta per il prezzo delle vongole a circa 30 euro al chilo rischia di trasformarsi in tragedia. Come denunciato  e documentato dalle riprese delle telecamere, il noto e amatissimo pescivendolo Peppe Di Napoli, nonostante le sue precarie condizioni di salute, è stato aggredito con una chiave al collo vicino alla cassa della propria attività commerciale da un esperto di arti marziali .</p>
<p>Dopo una prima aggressione verbale da parte di una donna, che contestava duramente il prezzo delle vongole, un uomo esperto di arti marziali è intervenuto e, con un gesto fulmineo, ha anche colpito Peppe al collo con una chiave, provocandogli una ferita in una zona estremamente delicata, rischiando per pochi mm di recidere un vaso sanguigno vitale e provocare una tragedia.</p>
<p>Immediata la corsa all’Ospedale San Paolo di Napoli, dove i medici hanno riscontrato un trauma cranico minore con escoriazioni nella regione laterocervicale destra e sottoclaveare, con prognosi di cinque giorni. Un’aggressione gravissima che ha sconvolto Peppe, la sua famiglia e soprattutto i suoi giovani figli atterriti dalla violenta aggressione subita dal padre.</p>
<p>Durissima e preoccupata la reazione dell’avvocato Angelo Pisani, fondatore di Potere ai Diritti e del progetto antiviolenza <strong><a href="http://1523.it/" target="_blank">1523.it</a></strong>:</p>
<p>«Sono senza parole. Siamo tutti in pericolo, anche senza alcun motivo. Assistiamo a violenze inaudite, non si ragiona più, la follia dilaga!</p>
<p>Oggi si rischia di morire persino per una discussione sul prezzo delle vongole. È assurdo, vergognoso e intollerabile.</p>
<p>Un commerciante che si alza ogni mattina per lavorare, affrontando sacrifici, tasse, rincari e mille difficoltà, non può ritrovarsi in ospedale per la furia di un cliente.</p>
<p>Il caro vita, il disagio sociale, la rabbia e la crescente esasperazione stanno trasformando anche i gesti più normali, come fare la spesa, in occasioni di violenza pericolosissima.</p>
<p>Ma nessuna difficoltà economica, nessuna frustrazione e nessun disaccordo sul prezzo possono giustificare un’aggressione e tanta violenza, senza distinzione di sesso.</p>
<p>La violenza non è una risposta alla crisi: è un’altra emergenza che sta distruggendo la nostra società.</p>
<p>Oggi è toccato a Peppe Di Napoli, domani può toccare ad ognuno di noi, a qualsiasi commerciante, lavoratore, padre di famiglia o cittadino. Non possiamo attendere il prossimo morto per intervenire.</p>
<p>Le istituzioni devono svegliarsi, comprendere ed intervenire prima, garantire sicurezza, prevenzione, controlli e soprattutto ricostruire un dialogo con una società sempre più esasperata. Servono educazione al rispetto, responsabilità e risposte concrete al disagio economico e sociale.</p>
<p>Chi lavora deve essere protetto, non aggredito. Chi è in difficoltà deve essere ascoltato, non abbandonato. Chi usa violenza deve risponderne davanti alla legge.</p>
<p>Come suo avvocato assicureremo a Peppe Di Napoli ogni necessaria tutela, denunciando l’accaduto alle autorità competenti e chiedendo che siano accertate tutte le responsabilità, anche attraverso l’acquisizione delle immagini delle telecamere.</p>
<p>Esprimiamo piena solidarietà a Peppe e alla sua famiglia, soprattutto ai suoi giovani figli, sconvolti dalla violenza subita dal padre.</p>
<p>Ma lanciamo soprattutto un allarme nazionale: non possiamo permettere che la rabbia sociale diventi una licenza di aggredire e che la normalità quotidiana si trasformi in una lotta per la sopravvivenza.</p>
<p>È giusto e doveroso scioperare, protestare civilmente e pretendere soluzioni ai gravi problemi sociali, al caro vita, alla cattiva politica e alle tasse disumane che soffocano famiglie e imprese.</p>
<p>Ma non si combattono le ingiustizie commettendo altre ingiustizie. Non si protesta contro i prezzi tentando di mandare un lavoratore all’ospedale o al cimitero.</p>
<p>La violenza non ha giustificazioni, non ha sesso, non ha colore e non può avere impunità.</p>
<p>BASTA VIOLENZA. BASTA PAURA. BASTA INDIFFERENZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!»</span></p>
<div><span style="color: #222222;font-size: small;background-color: #ffffff;font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/caro-vita-aggressione-choc-in-pescheria-con-chiave-al-collo-a-peppe-di-napoli-sfiorata-la-tragedia/">CARO VITA? AGGRESSIONE CHOC IN PESCHERIA CON CHIAVE AL COLLO A PEPPE DI NAPOLI, SFIORATA LA TRAGEDIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>BAMBINI ALLONTANATI, ALLARME LOFFREDO: «ASCOLTATECI PRIMA DI UNA TRAGEDIA</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 14:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>BAMBINI ALLONTANATI, ALLARME LOFFREDO: «ASCOLTATECI PRIMA DI UNA TRAGEDIA» Gli avvocati Pisani chiedono un incontro urgente ai ministri. «La legge deve valere anche a L’Aquila» NAPOLI, 19 OTTOBRE – «Non aspettate una tragedia per ascoltare questa famiglia». Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori del padre dei tre bambini della famiglia Loffredo allontanati il 17 settembre, chiedono un incontro urgente con i ministri della Famiglia, della Giustizia e della Salute e lanciano un appello pubblico, anche attraverso i social, per ottenere risposte e prevenire conseguenze irreversibili. Nel reclamo alla Corte d’appello di L’Aquila, la difesa contesta i presupposti della separazione, la mancata verifica delle alternative familiari e l’assenza di un termine della misura e di un calendario minimo degli incontri. L’udienza di merito è fissata al 19 gennaio 2027, quattro mesi dopo l’allontanamento. «Il tempo dei bambini non coincide con quello della burocrazia. Temiamo danni gravissimi alla salute dei figli e dei genitori: chiediamo ascolto pubblico perché questo allarme non resti chiuso in un fascicolo. Una protezione priva di necessità e proporzione rischia di diventare violenza istituzionale», dichiara Angelo Pisani. I legali richiamano l’ordinanza della Cassazione n. 23759 del 22 luglio 2026: il collocamento fuori famiglia richiede un pregiudizio concreto, la verifica delle misure meno invasive e una durata prevedibile, collegata al recupero familiare. Principi dei quali chiedono l’applicazione nella vicenda Loffredo. (aiaf-avvocati.it⁠, osservatorio-familylaw.it⁠) Poi la provocazione: «Chiediamo un incontro anche al ministro degli Esteri, se per ottenere ascolto in Abruzzo dobbiamo rivolgerci a un Paese straniero. Le garanzie dei bambini non possono cambiare attraversando un confine regionale». Ai ministri vengono chiesti interventi e verifiche nelle rispettive competenze; alla magistratura un riesame urgente e il rientro dei bambini quando la loro protezione possa essere assicurata in famiglia, con sostegni adeguati. «Non si può attendere che qualcuno crolli per riconoscere la gravità della situazione. Il dolore è già presente. Le risposte devono arrivare adesso».</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bambini-allontanati-allarme-loffredo-ascoltateci-prima-di-una-tragedia/">BAMBINI ALLONTANATI, ALLARME LOFFREDO: «ASCOLTATECI PRIMA DI UNA TRAGEDIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">BAMBINI ALLONTANATI, ALLARME LOFFREDO: </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">«ASCOLTATECI PRIMA DI UNA TRAGEDIA»</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: large"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="font-size: large">Gli avvocati Pisani chiedono un incontro urgente ai ministri. </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="font-size: large">«La legge deve valere anche a L’Aquila»</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/il-papà-con-i-tre-bambini.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6146" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/il-papà-con-i-tre-bambini-300x165.png" alt="" width="300" height="165" /></a></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
NAPOLI, 19 OTTOBRE – «Non aspettate una tragedia per ascoltare questa famiglia». Gli avvocati <strong>Angelo </strong>e <strong>Sergio Pisani</strong>, difensori del padre dei tre bambini della famiglia Loffredo allontanati il 17 settembre, chiedono un incontro urgente con i ministri della Famiglia, della Giustizia e della Salute e lanciano un appello pubblico, anche attraverso i social, per ottenere risposte e prevenire conseguenze irreversibili.</p>
<p>Nel reclamo alla Corte d’appello di L’Aquila, la difesa contesta i presupposti della separazione, la mancata verifica delle alternative familiari e l’assenza di un termine della misura e di un calendario minimo degli incontri. L’udienza di merito è fissata al 19 gennaio 2027, quattro mesi dopo l’allontanamento.</p>
<p>«Il tempo dei bambini non coincide con quello della burocrazia. Temiamo danni gravissimi alla salute dei figli e dei genitori: chiediamo ascolto pubblico perché questo allarme non resti chiuso in un fascicolo. Una protezione priva di necessità e proporzione rischia di diventare violenza istituzionale», dichiara Angelo Pisani.</p>
<p>I legali richiamano<strong> l’ordinanza della Cassazione n. 23759 del 22 luglio 2026:</strong> il collocamento fuori famiglia richiede un pregiudizio concreto, la verifica delle misure meno invasive e una durata prevedibile, collegata al recupero familiare. Principi dei quali chiedono l’applicazione nella vicenda Loffredo. (aiaf-avvocati.it⁠, osservatorio-familylaw.it⁠)</p>
<p>Poi la provocazione: «Chiediamo un incontro anche al ministro degli Esteri, se per ottenere ascolto in Abruzzo dobbiamo rivolgerci a un Paese straniero. Le garanzie dei bambini non possono cambiare attraversando un confine regionale».</p>
<p>Ai ministri vengono chiesti interventi e verifiche nelle rispettive competenze; alla magistratura un riesame urgente e il rientro dei bambini quando la loro protezione possa essere assicurata in famiglia, con sostegni adeguati.</p>
<p>«Non si può attendere che qualcuno crolli per riconoscere la gravità della situazione. Il dolore è già presente. Le risposte devono arrivare adesso».</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bambini-allontanati-allarme-loffredo-ascoltateci-prima-di-una-tragedia/">BAMBINI ALLONTANATI, ALLARME LOFFREDO: «ASCOLTATECI PRIMA DI UNA TRAGEDIA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>TUTTO SPOSI, IL “SÌ” AI DIRITTI: POTERE AI DIRITTI E 1523.IT CONTRO OGNI VIOLENZA</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Angelo Pisani: «Conoscere i diritti prima del matrimonio significa proteggere l’amore, la dignità e il futuro della famiglia» NAPOLI, 16 OTTOBRE 2026 – Anche i diritti vanno all’altare. Potere ai Diritti e 1523.it saranno presenti a Tutto Sposi, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il 17–18 e il 24–25 ottobre, con uno stand dedicato alla tutela delle persone e all’espansione della rete nazionale di point antiviolenza per uomini e donne. «In Italia si parla quasi esclusivamente di violenza sulle donne. È necessario dare voce anche agli uomini che subiscono violenze dalle donne e troppo spesso incontrano silenzio, incredulità e pregiudizi – dichiara l’avvocato Angelo Pisani –. Occorre affrontare anche le sofferenze causate da burocrazia disumana, disfunzioni della giustizia, indifferenza della politica ed esclusione sociale. Ogni vittima ha diritto alla stessa attenzione e protezione». Sul tema è intervenuta la Cassazione, con l’ordinanza n. 24783 del 26 agosto 2026: esaminando il ricorso di un marito che denunciava aggressioni della moglie, ha ribadito che i singoli episodi di violenza devono essere concretamente esaminati e non possono essere liquidati come generica conflittualità di coppia. (aiaf-avvocati.it⁠￼) «Una conferma dei principi che difendiamo da anni – sottolinea Pisani –. Gli uomini, insieme alle donne, sono un pilastro della famiglia. Difenderli significa proteggere anche i figli, gli affetti e il tessuto della società. Serve un baluardo concreto anche per loro, con la stessa forza con cui si difendono le donne». Allo stand, Pisani, lo staff e gli esperti del progetto accoglieranno i visitatori per parlare di diritti e doveri degli sposi, usi, costumi, valori e tradizioni del matrimonio. Podcast con giornalisti, magistrati, avvocati, novelli sposi e aspiranti sposi metteranno a confronto le esperienze di ieri e le aspettative di oggi. Spazio anche al dibattito sulle riforme e sui patti prematrimoniali, approfondendone possibilità e limiti: promuovere regole chiare può contribuire a prevenire speculazioni, ricatti economici e conflitti, nel rispetto dei diritti dei partner e dei figli. «1523.it vuole arrivare prima della violenza. Perché la violenza non ha sesso e nessuna vittima deve restare sola». Informazioni: www.1523.it⁠￼ · sos@1523.it · 377 098 1523</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tutto-sposi-il-si-ai-diritti-potere-ai-diritti-e-1523-it-contro-ogni-violenza/">TUTTO SPOSI, IL “SÌ” AI DIRITTI: POTERE AI DIRITTI E 1523.IT CONTRO OGNI VIOLENZA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="font-size: large">Angelo Pisani: «Conoscere i diritti prima del matrimonio significa proteggere l’amore, la dignità </span></strong><strong><span style="font-size: large">e il futuro della famiglia»</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div><strong><span style="font-size: large"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-10-16-alle-12.07.181.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6163" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-10-16-alle-12.07.181-300x164.png" alt="" width="300" height="164" /></a></span></strong></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">NAPOLI, 16 OTTOBRE 2026 – Anche i diritti vanno all’altare. Potere ai Diritti e <strong><a href="http://1523.it/">1523.it</a></strong> saranno presenti a <strong>Tutto Sposi</strong>, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il 17–18 e il 24–25 ottobre, con uno stand dedicato alla tutela delle persone e all’espansione della rete nazionale di point antiviolenza per uomini e donne.</p>
<p>«In Italia si parla quasi esclusivamente di violenza sulle donne. È necessario dare voce anche agli uomini che subiscono violenze dalle donne e troppo spesso incontrano silenzio, incredulità e pregiudizi – dichiara l’avvocato <strong>Angelo Pisani </strong>–. Occorre affrontare anche le sofferenze causate da burocrazia disumana, disfunzioni della giustizia, indifferenza della politica ed esclusione sociale. Ogni vittima ha diritto alla stessa attenzione e protezione».</p>
<p>Sul tema è intervenuta <strong>la Cassazione</strong>, con l’ordinanza n. 24783 del 26 agosto 2026: esaminando il ricorso di un marito che denunciava aggressioni della moglie, ha ribadito che i singoli episodi di violenza devono essere concretamente esaminati e non possono essere liquidati come generica conflittualità di coppia. (aiaf-avvocati.it⁠￼)</p>
<p>«Una conferma dei principi che difendiamo da anni – sottolinea Pisani –. Gli uomini, insieme alle donne, sono un pilastro della famiglia. Difenderli significa proteggere anche i figli, gli affetti e il tessuto della società. Serve un baluardo concreto anche per loro, con la stessa forza con cui si difendono le donne».</p>
<p>Allo stand, Pisani, lo staff e gli esperti del progetto accoglieranno i visitatori per parlare di diritti e doveri degli sposi, usi, costumi, valori e tradizioni del matrimonio. Podcast con giornalisti, magistrati, avvocati, novelli sposi e aspiranti sposi metteranno a confronto le esperienze di ieri e le aspettative di oggi.</p>
<p>Spazio anche al dibattito sulle riforme e sui patti prematrimoniali, approfondendone possibilità e limiti: promuovere regole chiare può contribuire a prevenire speculazioni, ricatti economici e conflitti, nel rispetto dei diritti dei partner e dei figli.</p>
<p>«<strong><a href="http://1523.it/">1523.it </a></strong>vuole arrivare prima della violenza. Perché la violenza non ha sesso e nessuna vittima deve restare sola».</p>
<p>Informazioni: www.1523.it⁠￼ · sos@1523.it · 377 098 1523</span></div>
<div></div>
<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-10-16-alle-12.07.30.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6164" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-10-16-alle-12.07.30.png" alt="" width="414" height="702" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/tutto-sposi-il-si-ai-diritti-potere-ai-diritti-e-1523-it-contro-ogni-violenza/">TUTTO SPOSI, IL “SÌ” AI DIRITTI: POTERE AI DIRITTI E 1523.IT CONTRO OGNI VIOLENZA</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>«LIBERATE QUEI BAMBINI»: LETTERA APERTA AL PAPA E APPELLO A TUTTI GLI ITALIANI</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 15:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«LIBERATE QUEI BAMBINI»: LETTERA APERTA AL PAPA E APPELLO A TUTTI GLI ITALIANI Tre fratellini napoletani separati dai genitori e collocati in una casa rifugio per vittime di violenza. Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani: «Una procedura inammissibile e disumana. Giuristi, avvocati e magistrati si uniscano all&#8217;appello»   Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori dei genitori e dei tre minori, hanno indirizzato una lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV per chiedere una preghiera e un intervento morale a favore di tre bambini napoletani, di tre, quattro e sette anni, separati dalla propria famiglia dal 17 settembre scorso. I piccoli sono stati prelevati da casa e da scuola dai servizi sociali, senza preavviso e senza che alcuna prescrizione fosse mai stata comunicata ai genitori, Pietro e Giovanna, e sono stati collocati in una casa rifugio destinata a bambini e donne vittime di violenza, pur non avendo mai subito alcun maltrattamento. Per dieci giorni i genitori non hanno saputo dove si trovassero i figli; oggi possono vederli solo se autorizzati e vigilati, a volte per appena un&#8217;ora. I difensori hanno già chiesto al Tribunale per i Minorenni di L&#8217;Aquila la revoca del collocamento e il rientro immediato dei bambini in famiglia. &#160; «Chiediamo che tutti chiudano gli occhi per un momento e pensino a un bambino di tre anni che si sveglia in una stanza sconosciuta e chiede invano della mamma – dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani. – A nostro giudizio, si tratta di una procedura inammissibile e disumana, che viola le garanzie che la legge assicura a ogni famiglia. Il Vangelo ci ricorda: «Lasciate che i bambini vengano a me». Il legame tra genitori e figli è sacro e nessuna procedura può spezzarlo senza una ragione chiara e rispettosa della dignità di tutti.» «Se questi bambini fossero stati rapiti da sequestratori, lo Stato e gli italiani si sarebbero mobilitati: forze dell&#8217;ordine, televisioni, una trattativa, una speranza. Qui non c&#8217;è alcun riscatto che possa far riabbracciare i bambini ai loro genitori, c&#8217;è solo un silenzio più assordante di qualunque minaccia. Una burocrazia che non appare uguale per tutti continua a trattenerli lontano dalle braccia di chi li ha messi al mondo.» L&#8217;APPELLO I legali lanciano un appello a ogni cittadino e, in particolare, a giuristi, avvocati e magistrati, affinché sottoscrivano la lettera, siano solidali con queste vittime innocenti, preghino e si impegnino per la liberazione immediata dei bambini e per la loro restituzione ai genitori. I genitori sono pronti anche a lasciare Lanciano, purché i figli possano vivere con felicità e serenità nella propria famiglia. UN CAMPANELLO D&#8217;ALLARME «Questo caso deve essere un campanello d&#8217;allarme per l&#8217;Italia intera: domani potrebbe accadere a qualunque famiglia. Questi cortocircuiti della burocrazia non devono avvenire mai più, nel rispetto della famiglia, dei valori e della Costituzione, che vale per tutti, da Napoli a Lanciano. Non è possibile che l&#8217;Abruzzo sia una regione diversa dalle altre», concludono gli avvocati. Per tutelare i minori, ne vengono omessi i nomi. DI SEGUITO LA LETTERA-APPELLO INVIATA A SUA SANTITA&#8217;</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/liberate-quei-bambini-lettera-aperta-al-papa-e-appello-a-tutti-gli-italiani/">«LIBERATE QUEI BAMBINI»: LETTERA APERTA AL PAPA E APPELLO A TUTTI GLI ITALIANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
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<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">«LIBERATE QUEI BAMBINI»: LETTERA APERTA AL PAPA </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">E APPELLO A TUTTI GLI ITALIANI</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff"><br />
</span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong>Tre fratellini napoletani separati dai genitori e collocati in una casa rifugio per vittime di violenza. Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani: </strong><strong>«Una procedura inammissibile e disumana. Giuristi, avvocati e magistrati si uniscano all&#8217;appello»</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div> <a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/il-papà-con-i-tre-bambini.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6146" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/il-papà-con-i-tre-bambini-300x165.png" alt="" width="300" height="165" /></a></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Gli avvocati <strong>Angelo </strong>e <strong>Sergio Pisani</strong>, difensori dei genitori e dei tre minori, hanno indirizzato una lettera aperta a <strong>Sua Santità Papa Leone XIV</strong> per chiedere una preghiera e un intervento morale a favore di tre bambini napoletani, di tre, quattro e sette anni, separati dalla propria famiglia dal 17 settembre scorso.<br />
I piccoli sono stati prelevati da casa e da scuola dai servizi sociali, senza preavviso e senza che alcuna prescrizione fosse mai stata comunicata ai genitori, Pietro e Giovanna, e sono stati collocati in una casa rifugio destinata a bambini e donne vittime di violenza, pur non avendo mai subito alcun maltrattamento. Per dieci giorni i genitori non hanno saputo dove si trovassero i figli; oggi possono vederli solo se autorizzati e vigilati, a volte per appena un&#8217;ora. I difensori hanno già chiesto al Tribunale per i Minorenni di L&#8217;Aquila la revoca del collocamento e il rientro immediato dei bambini in famiglia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif">«Chiediamo che tutti chiudano gli occhi per un momento e pensino a un bambino di tre anni che si sveglia in una stanza sconosciuta e chiede invano della mamma – dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani. – A nostro giudizio, si tratta di una procedura inammissibile e disumana, che viola le garanzie che la legge assicura a ogni famiglia. Il Vangelo ci ricorda: «Lasciate che i bambini vengano a me». Il legame tra genitori e figli è sacro e nessuna procedura può spezzarlo senza una ragione chiara e rispettosa della dignità di tutti.»<br />
«Se questi bambini fossero stati rapiti da sequestratori, lo Stato e gli italiani si sarebbero mobilitati: forze dell&#8217;ordine, televisioni, una trattativa, una speranza. Qui non c&#8217;è alcun riscatto che possa far riabbracciare i bambini ai loro genitori, c&#8217;è solo un silenzio più assordante di qualunque minaccia. Una burocrazia che non appare uguale per tutti continua a trattenerli lontano dalle braccia di chi li ha messi al mondo.»</span></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-family: georgia, serif"><strong>L&#8217;APPELLO</strong></span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">I legali lanciano un appello a ogni cittadino e, in particolare, a giuristi, avvocati e magistrati, affinché sottoscrivano la lettera, siano solidali con queste vittime innocenti, preghino e si impegnino per la liberazione immediata dei bambini e per la loro restituzione ai genitori. I genitori sono pronti anche a lasciare Lanciano, purché i figli possano vivere con felicità e serenità nella propria famiglia.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></span></p>
<div style="text-align: center"><strong>UN CAMPANELLO D&#8217;ALLARME</strong></div>
</div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">«Questo caso deve essere un campanello d&#8217;allarme per l&#8217;Italia intera: domani potrebbe accadere a qualunque famiglia. Questi cortocircuiti della burocrazia non devono avvenire mai più, nel rispetto della famiglia, dei valori e della Costituzione, che vale per tutti, da Napoli a Lanciano. Non è possibile che l&#8217;Abruzzo sia una regione diversa dalle altre», concludono gli avvocati.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Per tutelare i minori, ne vengono omessi i nomi.</span></div>
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<div style="text-align: center"><strong>DI SEGUITO LA LETTERA-APPELLO INVIATA A SUA SANTITA&#8217;</strong></div>
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<div><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Appello-a-Sua-Santità.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-6149" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Appello-a-Sua-Santità-869x1024.jpeg" alt="" width="869" height="1024" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/liberate-quei-bambini-lettera-aperta-al-papa-e-appello-a-tutti-gli-italiani/">«LIBERATE QUEI BAMBINI»: LETTERA APERTA AL PAPA E APPELLO A TUTTI GLI ITALIANI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>STASI, PISANI: «DOPO LA RICHIESTA DI GRAZIA PER UMANITÀ, PIENA LUCE SULLE ANALISI, POI GIUSTIZIA PER I DANNI SUBITI»</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 09:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>STASI, PISANI: «DOPO LA RICHIESTA DI GRAZIA PER UMANITÀ, PIENA LUCE SULLE ANALISI, POI GIUSTIZIA PER I DANNI SUBITI» «Esprimo solidarietà ad Alberto Stasi. La notizia delle controanalisi negative sul DNA dei pedali, che secondo la Procura di Pavia non risultano negli atti del processo, impone di accertare come e perché un elemento così rilevante non sia stato valutato. Stasi ha subito anni di detenzione e conseguenze personali gravissime: se la revisione accerterà un errore giudiziario, lo Stato dovrà risarcire integralmente i danni e le spese sostenute. La verità è dovuta anche a Chiara Poggi e alla sua famiglia». Lo dichiara l&#8217;avvocato Angelo Pisani, che l&#8217;8 maggio scorso, prim&#8217;ancora che a Stasi venisse concesso di lasciare la prigione, aveva inoltrato una richiesta di grazia al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al Santo Padre Leone XIV, in considerazione di quanto stava già emergendo dalle indagini della Procura di Pavia. L&#8217;avvocato Pisani annuncia inoltre il lancio del suo nuovo libro-inchiesta sul caso Garlasco, elaborato attraverso testimonianze e documenti inediti, che assumono oggi rilievo ancor maggiore alla luce del colpo di scena portato alla luce ieri dal comunicato della Procura.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/stasi-pisani-dopo-la-richiesta-di-grazia-per-umanita-piena-luce-sulle-analisi-poi-giustizia-per-i-danni-subiti/">STASI, PISANI: «DOPO LA RICHIESTA DI GRAZIA PER UMANITÀ, PIENA LUCE SULLE ANALISI, POI GIUSTIZIA PER I DANNI SUBITI»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">STASI, PISANI: «DOPO LA RICHIESTA DI GRAZIA PER UMANITÀ, PIENA LUCE SULLE ANALISI, </span></strong></div>
<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif">POI GIUSTIZIA PER I DANNI SUBITI»</span></strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Caso-Stasi.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6130" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Caso-Stasi-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<div><strong><span style="color: #0000ff;font-family: georgia, serif"><br />
</span></strong></div>
<div></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
«Esprimo solidarietà ad <strong>Alberto Stasi</strong>. La notizia delle controanalisi negative sul DNA dei pedali, che secondo la Procura di Pavia non risultano negli atti del processo, impone di accertare come e perché un elemento così rilevante non sia stato valutato. Stasi ha subito anni di detenzione e conseguenze personali gravissime: se la revisione accerterà un errore giudiziario, lo Stato dovrà risarcire integralmente i danni e le spese sostenute. La verità è dovuta anche a Chiara Poggi e alla sua famiglia».</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Lo dichiara l&#8217;avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, che l&#8217;8 maggio scorso, prim&#8217;ancora che a Stasi venisse concesso di lasciare la prigione, aveva inoltrato una <strong><a href="https://angelopisani.it/richiesta-al-quirinale-la-grazia-per-alberto-stasi-con-preghiera-al-santo-padre/">richiesta di grazia </a></strong>al Capo dello Stato <strong>Sergio Mattarella</strong> e al Santo Padre <strong>Leone XIV</strong>, in considerazione di quanto stava già emergendo dalle indagini della Procura di Pavia.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">L&#8217;avvocato Pisani annuncia inoltre il lancio del suo nuovo libro-inchiesta sul caso Garlasco, elaborato attraverso testimonianze e documenti inediti, che assumono oggi rilievo ancor maggiore alla luce del colpo di scena portato alla luce ieri dal comunicato della Procura.</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/stasi-pisani-dopo-la-richiesta-di-grazia-per-umanita-piena-luce-sulle-analisi-poi-giustizia-per-i-danni-subiti/">STASI, PISANI: «DOPO LA RICHIESTA DI GRAZIA PER UMANITÀ, PIENA LUCE SULLE ANALISI, POI GIUSTIZIA PER I DANNI SUBITI»</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>BAMBINI RINCHIUSI COME PRIGIONIERI: SOLO IERI, ALLE ORE 10:00, AI GENITORI È STATO CONCESSO DI VEDERE I PROPRI FIGLI</title>
		<link>https://angelopisani.it/bambini-rinchiusi-come-prigionieri-solo-ieri-alle-ore-1000-ai-genitori-e-stato-concesso-di-vedere-i-propri-figli/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>BAMBINI RINCHIUSI COME PRIGIONIERI: SOLO IERI, ALLE ORE 10:00, AI GENITORI È STATO CONCESSO DI VEDERE I PROPRI FIGLI Napoli, 29 settembre 2026 – È di una gravità inaudita quanto sta accadendo a tre bambini innocenti di (7 anni),  (4 anni) e  (3 anni), prelevati con la forza dalle loro case a Lanciano lo scorso 17 settembre e da allora tenuti separati dai genitori, Pietro Loffredo e Giovanna Orta, senza alcuna colpa e senza alcuna reale motivazione. Solo ieri mattina, dopo giorni di silenzio assoluto, angoscia e disperazione, alle ore 10:00 è stato finalmente concesso ai genitori di poter vedere per pochi minuti i propri figli che hanno pianto dalla gioia di vederli ed insistevano nel non volerli lasciare , subendo avvertenze al pari di sonore limitazioni. Dieci giorni. Dieci giorni durante i quali una madre e un padre non hanno potuto vedere e sapere dove e come si trovassero i loro bambini, se stessero bene, se piangessero, se chiedessero di loro. Dieci giorni di silenzio di Stato imposto a una famiglia che non ha mai fatto nulla di male, che ha cresciuto i figli nell’amore, dovendoli trovare  oggi in locali estranei, abitati da bambini purtroppo molto più sfortunati e vittime di violenza, abusi e maltrattamenti, non certo allontanati dai genitori per un pannolino ritenuto pieno, cagnolini puzzolenti ed un filo del wifi ritenuto pericoloso. Chiediamo alla magistratura la massima attenzione e sensibilità denunciando con la massima fermezza che questi tre minori, strappati in violazione di legge e della riforma dell&#8217;art. 403 ai loro genitori e dalla loro casa, sono stati collocati in strutture destinate come da relativa pubblicita’ sul web alla riabilitazione di bambini abusati e di donne e bambini vittime di violenza, pur non avendo i minori napoletani mai subito né violenza né abuso alcuno ed essendo sempre cresciuti in una famiglia sana e amorevole. Un alloggio, metodi e trattamenti riservati a vittime di violenza, applicato anche a bambini che vittime lo sono diventati soltanto per mano dei servizi sociali e delle istituzioni, che avrebbero dovuto proteggerli anziché traumatizzarli per la vita. Bambini rinchiusi come prigionieri. Non vi è altro modo di definire ciò che è accaduto: strappati alle proprie famiglie senza preavviso, senza un verbale consegnato ai genitori, senza informazioni, senza la possibilità per giorni interi di sentirne anche solo la voce al telefono. Una prassi che non ha nulla a che vedere con la tutela dell&#8217;infanzia e tutto a che vedere con l&#8217;arbitrio della burocrazia ed altri interessi . Come difensori della famiglia Loffredo-Orta, denunciamo pubblicamente anche l&#8217;assenza totale di istruttoria, di motivazione e di informazione preventiva ai genitori nel provvedimento ex art. 403 c.c. adottato dal Comune di Lanciano. Denunciamo il costo abnorme, stimato in circa 15.000,00  euro circa al mese a carico della collettività, di un collocamento che appare privo di ogni fondamento e che si è tradotto, nei fatti, nella devastazione psicologica di tre bambini innocenti e dei loro genitori. Ci chiediamo, e chiediamo alle istituzioni tutte – dal Presidente della Repubblica al Governo, dal Tribunale per i Minorenni dell&#8217;Aquila ai Garanti per l&#8217;infanzia nazionale e regionali – come sia stato possibile che a una famiglia perbene, priva di qualsivoglia problematica accertata, venga riservato il trattamento destinato a chi ha subito le violenze più gravi. Chi risponderà di questi dieci giorni di sofferenza inflitti a tre bambini e ai loro genitori? Continueremo a batterci, in ogni sede giudiziaria e istituzionale, affinché Fortuna Pia, Noemi e Giuseppe tornino al più presto nella loro casa, tra le braccia dei genitori che li amano, e affinché quanto accaduto non resti impunito e non si ripeta mai più per nessun altro bambino in Italia. Avv. Angelo Pisani Studio Legale Pisani &#38; Partners</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bambini-rinchiusi-come-prigionieri-solo-ieri-alle-ore-1000-ai-genitori-e-stato-concesso-di-vedere-i-propri-figli/">BAMBINI RINCHIUSI COME PRIGIONIERI: SOLO IERI, ALLE ORE 10:00, AI GENITORI È STATO CONCESSO DI VEDERE I PROPRI FIGLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="color: #0000ff"><br />
BAMBINI RINCHIUSI COME PRIGIONIERI: SOLO IERI, ALLE ORE 10:00, AI GENITORI È STATO CONCESSO DI VEDERE I PROPRI FIGLI</span></strong></div>
<div></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif">Napoli, 29 settembre 2026 – È di una gravità inaudita quanto sta accadendo a tre bambini innocenti di (7 anni),  (4 anni) e  (3 anni), prelevati con la forza dalle loro case a Lanciano lo scorso 17 settembre e da allora tenuti separati dai genitori, Pietro Loffredo e Giovanna Orta, senza alcuna colpa e senza alcuna reale motivazione.</span></p>
<p>Solo ieri mattina, dopo giorni di silenzio assoluto, angoscia e disperazione, alle ore 10:00 è stato finalmente concesso ai genitori di poter vedere per pochi minuti i propri figli che hanno pianto dalla gioia di vederli ed insistevano nel non volerli lasciare , subendo avvertenze al pari di sonore limitazioni.<br />
Dieci giorni. Dieci giorni durante i quali una madre e un padre non hanno potuto vedere e sapere dove e come si trovassero i loro bambini, se stessero bene, se piangessero, se chiedessero di loro. Dieci giorni di silenzio di Stato imposto a una famiglia che non ha mai fatto nulla di male, che ha cresciuto i figli nell’amore, dovendoli trovare  oggi in locali estranei, abitati da bambini purtroppo molto più sfortunati e vittime di violenza, abusi e maltrattamenti, non certo allontanati dai genitori per un pannolino ritenuto pieno, cagnolini puzzolenti ed un filo del wifi ritenuto pericoloso.</p>
<p>Chiediamo alla magistratura la massima attenzione e sensibilità denunciando con la massima fermezza che questi tre minori, strappati in violazione di legge e della riforma dell&#8217;art. 403 ai loro genitori e dalla loro casa, sono stati collocati in strutture destinate come da relativa pubblicita’ sul web alla riabilitazione di bambini abusati e di donne e bambini vittime di violenza, pur non avendo i minori napoletani mai subito né violenza né abuso alcuno ed essendo sempre cresciuti in una famiglia sana e amorevole. Un alloggio, metodi e trattamenti riservati a vittime di violenza, applicato anche a bambini che vittime lo sono diventati soltanto per mano dei servizi sociali e delle istituzioni, che avrebbero dovuto proteggerli anziché traumatizzarli per la vita.</p>
<p><strong>Bambini rinchiusi come prigionieri.</strong> Non vi è altro modo di definire ciò che è accaduto: strappati alle proprie famiglie senza preavviso, senza un verbale consegnato ai genitori, senza informazioni, senza la possibilità per giorni interi di sentirne anche solo la voce al telefono. Una prassi che non ha nulla a che vedere con la tutela dell&#8217;infanzia e tutto a che vedere con l&#8217;arbitrio della burocrazia ed altri interessi .</p>
<p>Come difensori della famiglia Loffredo-Orta, denunciamo pubblicamente anche l&#8217;assenza totale di istruttoria, di motivazione e di informazione preventiva ai genitori nel provvedimento ex art. 403 c.c. adottato dal Comune di Lanciano. Denunciamo il costo abnorme, stimato in circa 15.000,00  euro circa al mese a carico della collettività, di un collocamento che appare privo di ogni fondamento e che si è tradotto, nei fatti, nella devastazione psicologica di tre bambini innocenti e dei loro genitori.</p>
<p>Ci chiediamo, e chiediamo alle istituzioni tutte – dal Presidente della Repubblica al Governo, dal Tribunale per i Minorenni dell&#8217;Aquila ai Garanti per l&#8217;infanzia nazionale e regionali – come sia stato possibile che a una famiglia perbene, priva di qualsivoglia problematica accertata, venga riservato il trattamento destinato a chi ha subito le violenze più gravi. Chi risponderà di questi dieci giorni di sofferenza inflitti a tre bambini e ai loro genitori?</p>
<p>Continueremo a batterci, in ogni sede giudiziaria e istituzionale, affinché Fortuna Pia, Noemi e Giuseppe tornino al più presto nella loro casa, tra le braccia dei genitori che li amano, e affinché quanto accaduto non resti impunito e non si ripeta mai più per nessun altro bambino in Italia.</p>
<p>Avv. Angelo Pisani<br />
Studio Legale Pisani &amp; Partners</p>
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<div><em><span style="color: #222222;font-size: small;background-color: #ffffff;font-family: georgia, serif"><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-09-28-alle-16.37.58.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6126" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/Screenshot-2026-09-28-alle-16.37.58-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
</span></em></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/bambini-rinchiusi-come-prigionieri-solo-ieri-alle-ore-1000-ai-genitori-e-stato-concesso-di-vedere-i-propri-figli/">BAMBINI RINCHIUSI COME PRIGIONIERI: SOLO IERI, ALLE ORE 10:00, AI GENITORI È STATO CONCESSO DI VEDERE I PROPRI FIGLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>STAMANE PRIMO INCONTRO A LANCIANO FRA I TRE BAMBINI SOTTRATTI ALLA FAMIGLIA E I GENITORI</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 10:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si è tenuto stamane in un clima di commozione il primo incontro nella casa famiglia &#8220;Il volo del colibrì&#8221;(qui sopra, l&#8217;ingresso), dove sono stati portati con la forza il 17 settembre scorso, fra i tre bambini napoletani sottratti alla famiglia ed i loro genitori. Infatti, alle 10 è stato concesso ai soli genitori, scortati dai servizi sociali, di poter incontrare per la prima volta i loro figli, rinchiusi in un centro antiviolenza e luogo di rifugio per donne vittime di violenza. Una situazione inconcepibile, resa drammatica dal pianto dei bambini che hanno potuto finalmente, anche se solo per un&#8217;ora, abbracciare mamma e papà. Ha il carattere della massima urgenza, pertanto, l&#8217;istanza che i difensori hanno rivolto e reiterato al Tribunale per i minori dell&#8217;Aquila, che aveva disposto l&#8217;allontanamento, proprio come per i minori della famiglia nel bosco. Si tratta di una &#8220;istanza urgentissima ex art. 403 c.c. per la revoca immediata del collocamento e il ricongiungimento dei minori con i genitori; illegittimità del collocamento in centro antiviolenza per donne vittime di abusi; riserva di reclamo ex art. 739 c.p.c.. Nell&#8217;istanza, di cui alleghiamo il testo integrale, i difensori del papà Pietro Loffredo evidenziano fra l&#8217;altro che «il collocamento in un centro antiviolenza è innaturale, disumano e illegittimo». Infatti, «I tre bambini, privi di qualsiasi vissuto di violenza o abuso e cresciuti sempre con amore e serenità nella propria famiglia, sono stati rinchiusi in una struttura destinata all&#8217;accoglienza di donne vittime di violenza e di abusi. Questo è, prima ancora che un vizio di legittimità, un errore umano che va sanato subito: collocare minori che nulla hanno mai patito in un ambiente concepito per il trauma altrui equivale a trattarli come prigionieri di una colpa che non hanno commesso, aggiungendo un trauma nuovo a un allontanamento che la difesa già contesta nei presupposti». Un caso questo che, come quello di Nathan e Catherine, sta scuotendo l&#8217;opinione pubblica in Italia, specie dopo il servizio trasmesso da Alberto Matano a La vita in diretta. Intanto i difensori, in testa l&#8217;avv. Angelo Pisani, non hanno alcuna intenzione di fermarsi e promettono battaglia in ogni sede.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/stamane-primo-incontro-a-lanciano-fra-i-tre-bambini-sottratti-alla-famiglia-e-i-genitori/">STAMANE PRIMO INCONTRO A LANCIANO FRA I TRE BAMBINI SOTTRATTI ALLA FAMIGLIA E I GENITORI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
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<p><span style="font-family: georgia, serif">Si è tenuto stamane in un clima di commozione il primo incontro nella casa famiglia &#8220;Il volo del colibrì&#8221;(qui sopra, l&#8217;ingresso), dove sono stati portati con la forza il 17 settembre scorso, fra i tre bambini napoletani sottratti alla famiglia ed i loro genitori.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Infatti, alle 10 è stato concesso ai soli genitori, scortati dai servizi sociali, di poter incontrare per la prima volta i loro figli, rinchiusi in un centro antiviolenza e luogo di rifugio per donne vittime di violenza.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Una situazione inconcepibile, resa drammatica dal pianto dei bambini che hanno potuto finalmente, anche se solo per un&#8217;ora, abbracciare mamma e papà.</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Ha il carattere della massima urgenza, pertanto, l&#8217;istanza che i difensori hanno rivolto e reiterato al Tribunale per i minori dell&#8217;Aquila, che aveva disposto l&#8217;allontanamento, proprio come per i minori della famiglia nel bosco. Si tratta di una &#8220;istanza urgentissima ex art. 403 c.c. per la revoca immediata del collocamento e il ricongiungimento dei minori con i genitori; illegittimità del collocamento in centro antiviolenza per donne vittime di abusi; riserva di reclamo ex art. 739 c.p.c..</span></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif"><br />
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<div><span style="font-family: georgia, serif">Nell&#8217;istanza, di cui alleghiamo il testo integrale, i difensori del papà <strong>Pietro Loffredo</strong> evidenziano fra l&#8217;altro che «<strong>il collocamento in un centro antiviolenza è innaturale, disumano e illegittimo». Infatti, «</strong>I tre bambini, privi di qualsiasi vissuto di violenza o abuso e cresciuti sempre con amore e serenità nella propria famiglia, sono stati rinchiusi in una struttura destinata all&#8217;accoglienza di donne vittime di violenza e di abusi. <em>Questo è, prima ancora che un vizio di legittimità, un errore umano che va sanato subito: </em>collocare minori che nulla hanno mai patito in un ambiente concepito per il trauma altrui equivale a trattarli come prigionieri di una colpa che non hanno commesso, aggiungendo un trauma nuovo a un allontanamento che la difesa già contesta nei presupposti».</span></div>
<div></div>
<div>Un caso questo che, come quello di Nathan e Catherine, sta scuotendo l&#8217;opinione pubblica in Italia, specie dopo il servizio trasmesso da <strong>Alberto Matano</strong> a <em>La vita in diretta.</em></div>
<div><span style="font-family: georgia, serif">Intanto i difensori, in testa l&#8217;avv. <strong>Angelo Pisani</strong>, non hanno alcuna intenzione di fermarsi e promettono battaglia in ogni sede.</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/stamane-primo-incontro-a-lanciano-fra-i-tre-bambini-sottratti-alla-famiglia-e-i-genitori/">STAMANE PRIMO INCONTRO A LANCIANO FRA I TRE BAMBINI SOTTRATTI ALLA FAMIGLIA E I GENITORI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>MINORI ALLONTANATI A LANCIANO, PISANI DIFFIDA LE  ISTITUZIONI</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 14:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>MINORI ALLONTANATI A LANCIANO, DIFFIDA URGENTE ALLE ISTITUZIONI Avv. Angelo Pisani: «Se esisteva un pericolo, venga immediatamente documentato, chiediamo rispetto dei valori e delle norme. Altrimenti i bambini tornino a casa. La mancanza di una laurea o un disagio abitativo non possono trasformarsi in una condanna preventiva senza difesa, che appare sospetta e sproporzionata» Lanciano, 18 settembre 2026 – I difensori Angelo Pisani, Sergio Pisani, Rita Ronchi e Antonella Esposito hanno trasmesso una formale diffida e istanza urgente alle massime istituzioni dello Stato, alle autorità giudiziarie minorili, ai Garanti dell’infanzia, al Comune e al Servizio sociale di Lanciano, chiedendo piena trasparenza sull’allontanamento immediato di tre fratellini di sette, quattro e tre anni, avvenuto il 17 settembre, con gravi traumi e danni per tutti. Secondo quanto riferito dai genitori, i due bambini più piccoli sono stati prelevati dalla forza pubblica dall’abitazione, mentre la sorella maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola e tutti portati via in auto civili, senza sedili e norme di sicurezza  per i bambini. A oltre ventiquattro ore dall’intervento, la difesa denuncia di non aver ancora alcuna notizia &#8211; se non avvertimenti telefonici da persona dei servizi sociali, secondo cui  «conveniva» collaborare per rivedere i bambini &#8211; né mai ricevuto copia di alcun verbale o del provvedimento, l’indicazione del procedimento e dell’autorità procedente, informazioni complete sulle condizioni dei minori e una disciplina dei contatti con i genitori a cui i figli sono stati letteralmente sottratti senza alcuna umanità e pietà, in mancanza di qualsiasi istruttoria, contraddittorio, precedente o pericolo. «Tre bambini non sono pacchi da trasferire nel silenzio e due genitori non possono essere cancellati con una telefonata, risultano tutti vittima di un provvedimento disumano e di burocrazia diabolica, che richiede interventi immediati del legislatore per riscrivere norme e modalità di giustizia in casi tassativi e senza discrezionaltà o altro», dichiara l’avvocato Angelo Pisani. «Se esisteva un pericolo grave e attuale, lo si dimostri con fatti, atti e accertamenti. Se, invece, si trattava di bambini napoletani vivaci e di piccoli animali domestici fastidiosi a qualcuno, o ancora di difficoltà abitative o igienico-sanitarie rimediabili, lo Stato aveva il dovere di aiutare ed assistere questa famiglia, non di spezzarla e distruggere vite umane, traumatizzando bambini e genitori rovinando la loro vita. La difesa contesta, allo stato delle irricevibili informazioni disponibili, la sussistenza dei presupposti eccezionali e gravi motivi previsti dall’articolo 403 del codice civile e chiede di verificare il rispetto di tutti i termini di legge, l’eventuale convalida giudiziaria e le concrete modalità con cui è stato eseguito il prelevamento. Con l’istanza viene richiesto a tutte le istituzioni di intervenire e tutelare la famiglia napoletana che appare non gradita a Lanciano, tanto da essere divisa con tempistiche speciali. Vengono inoltre richiesti l’accesso integrale agli atti, il numero del procedimento, le motivazioni dell’intervento, le condizioni di salute dei bambini, il nominativo del curatore speciale, l’immediato ripristino delle comunicazioni e degli incontri con i genitori e la valutazione di misure meno traumatiche, sino al rapido ricongiungimento familiare. «Proteggere i minori significa difenderli dai pericoli reali, ma anche dalle conseguenze di un allontanamento ingiustificato o sproporzionato», prosegue Pisani. «Ogni ora di silenzio aumenta l’angoscia dei bambini e dei genitori. Questa famiglia, già segnata da una tragedia indicibile, non può essere sottoposta a un nuovo trauma senza conoscere fatti, ragioni e responsabilità». «Non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo legalità, trasparenza e umanità, ma soprattutto lanciamo un appello agli italiani ed a tutti genitori e figli, al popolo del web che già difese nella stessa località la famiglia del bosco,  a sostenere ed aiutare le ultime vittime di questa burocrazia insensibile e forte solo con i deboli. Se la misura è fondata, venga immediatamente motivata e sottoposta al contraddittorio. Se i presupposti non esistono, i bambini devono tornare subito a casa e poter riabbracciare i genitori, non esistendo alcun pericolo ed ipotesi di maltrattamento. Accerteremo ogni eventuale irregolarità e agiremo in tutte le sedi competenti per tutelare i minori, i genitori e ottenere il risarcimento dei danni  tutti eventualmente provocati ai minori ed ai familiari». La diffida è stata indirizzata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri competenti, alla Procura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, alla Procura di Pescara, all’Autorità garante per l’infanzia, ai Garanti regionali, al Sindaco e al Servizio sociale del Comune di Lanciano. IL VIDEO &#160; https://youtube.com/shorts/mXWmSC96I80</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minori-allontanati-a-lanciano-pisan-diffida-le-istituzioni/">MINORI ALLONTANATI A LANCIANO, PISANI DIFFIDA LE  ISTITUZIONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">MINORI ALLONTANATI A LANCIANO, DIFFIDA URGENTE ALLE ISTITUZIONI</span></strong></div>
<div><strong><br />
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<div><strong>Avv. Angelo Pisani: «Se esisteva un pericolo, venga immediatamente documentato, chiediamo rispetto dei valori e delle norme. Altrimenti i bambini tornino a casa. La mancanza di una laurea o un disagio abitativo non possono trasformarsi in una condanna preventiva senza difesa, che appare sospetta e sproporzionata»</strong></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif"><br />
Lanciano, 18 settembre 2026 – I difensori <strong>Angelo Pisani, Sergio Pisani, Rita Ronchi </strong>e <strong>Antonella Esposito</strong> hanno trasmesso una formale diffida e istanza urgente alle massime istituzioni dello Stato, alle autorità giudiziarie minorili, ai Garanti dell’infanzia, al Comune e al Servizio sociale di Lanciano, chiedendo piena trasparenza sull’allontanamento immediato di tre fratellini di sette, quattro e tre anni, avvenuto il 17 settembre, con gravi traumi e danni per tutti.</span></p>
<p>Secondo quanto riferito dai genitori, i due bambini più piccoli sono stati prelevati dalla forza pubblica dall’abitazione, mentre la sorella maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola e tutti portati via in auto civili, senza sedili e norme di sicurezza  per i bambini.<br />
A oltre ventiquattro ore dall’intervento, la difesa denuncia di non aver ancora alcuna notizia &#8211; se non avvertimenti telefonici da persona dei servizi sociali, secondo cui  «conveniva» collaborare per rivedere i bambini &#8211; né mai ricevuto copia di alcun verbale o del provvedimento, l’indicazione del procedimento e dell’autorità procedente, informazioni complete sulle condizioni dei minori e una disciplina dei contatti con i genitori a cui i figli sono stati letteralmente sottratti senza alcuna umanità e pietà, in mancanza di qualsiasi istruttoria, contraddittorio, precedente o pericolo.</p>
<p>«Tre bambini non sono pacchi da trasferire nel silenzio e due genitori non possono essere cancellati con una telefonata, risultano tutti vittima di un provvedimento disumano e di burocrazia diabolica, che richiede interventi immediati del legislatore per riscrivere norme e modalità di giustizia in casi tassativi e senza discrezionaltà o altro», dichiara l’avvocato Angelo Pisani. «Se esisteva un pericolo grave e attuale, lo si dimostri con fatti, atti e accertamenti. Se, invece, si trattava di bambini napoletani vivaci e di piccoli animali domestici fastidiosi a qualcuno, o ancora di difficoltà abitative o igienico-sanitarie rimediabili, lo Stato aveva il dovere di aiutare ed assistere questa famiglia, non di spezzarla e distruggere vite umane, traumatizzando bambini e genitori rovinando la loro vita.</p>
<p>La difesa contesta, allo stato delle irricevibili informazioni disponibili, la sussistenza dei presupposti eccezionali e gravi motivi previsti dall’articolo 403 del codice civile e chiede di verificare il rispetto di tutti i termini di legge, l’eventuale convalida giudiziaria e le concrete modalità con cui è stato eseguito il prelevamento.</p>
<p>Con l’istanza viene richiesto a tutte le istituzioni di intervenire e tutelare la famiglia napoletana che appare non gradita a Lanciano, tanto da essere divisa con tempistiche speciali. Vengono inoltre richiesti l’accesso integrale agli atti, il numero del procedimento, le motivazioni dell’intervento, le condizioni di salute dei bambini, il nominativo del curatore speciale, l’immediato ripristino delle comunicazioni e degli incontri con i genitori e la valutazione di misure meno traumatiche, sino al rapido ricongiungimento familiare.</p>
<p>«Proteggere i minori significa difenderli dai pericoli reali, ma anche dalle conseguenze di un allontanamento ingiustificato o sproporzionato», prosegue Pisani. «Ogni ora di silenzio aumenta l’angoscia dei bambini e dei genitori. Questa famiglia, già segnata da una tragedia indicibile, non può essere sottoposta a un nuovo trauma senza conoscere fatti, ragioni e responsabilità».</p>
<p>«Non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo legalità, trasparenza e umanità, ma soprattutto lanciamo un appello agli italiani ed a tutti genitori e figli,<strong> al popolo del web che già difese nella stessa località la famiglia del bosco</strong>,  a sostenere ed aiutare le ultime vittime di questa burocrazia insensibile e forte solo con i deboli.<br />
Se la misura è fondata, venga immediatamente motivata e sottoposta al contraddittorio. Se i presupposti non esistono, i bambini devono tornare subito a casa e poter riabbracciare i genitori, non esistendo alcun pericolo ed ipotesi di maltrattamento. Accerteremo ogni eventuale irregolarità e agiremo in tutte le sedi competenti per tutelare i minori, i genitori e ottenere il risarcimento dei danni  tutti eventualmente provocati ai minori ed ai familiari».</p>
<p>La diffida è stata indirizzata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri competenti, alla Procura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, alla Procura di Pescara, all’Autorità garante per l’infanzia, ai Garanti regionali, al Sindaco e al Servizio sociale del Comune di Lanciano.</p>
<div><strong><span style="font-family: georgia, serif">IL VIDEO</span></strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://youtube.com/shorts/mXWmSC96I80">https://youtube.com/shorts/mXWmSC96I80</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minori-allontanati-a-lanciano-pisan-diffida-le-istituzioni/">MINORI ALLONTANATI A LANCIANO, PISANI DIFFIDA LE  ISTITUZIONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>SANITA’: SANGUE INFETTO, APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO CHE OGGI HA FATTO GIUSTIZIA PER LA VITTIMA DI MALASANITÀ’ IN ATTESA DA OLTRE 20 ANNI</title>
		<link>https://angelopisani.it/sanita-sangue-infetto-appello-al-consiglio-di-stato-che-oggi-ha-fatto-giustizia-per-la-vittima-di-malasanita-in-attesa-da-oltre-20-anni/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sangue infetto]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; Finalmente oggi Giustizia. “Lo Stato non può rovinare una persona , perdere una causa, essere condannato in via definitiva e poi tentare di sottrarsi al pagamento utilizzando formalismi processuali”. Lo afferma l’avvocato Angelo Pisani, difensore di F. B., vittima innocente di trasfusioni di sangue infetto, in relazione all’appello proposto dinanzi al Consiglio di Stato ed oggi “accolto”# per ottenere l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna nei confronti del Ministero della Salute ed almeno il risarcimento danni riconosciuto dopo il triste calvario della vittima. La vicenda riguarda un risarcimento di oltre 1,5 milioni di euro riconosciuto dal Tribunale di Napoli, confermato in corte d’appello ed in cassazione per i gravissimi danni subiti dal giovane cittadino oggi ancora in gravissime condizioni di salute a seguito del contagio contratto mediante le note e nocive emotrasfusioni. La sentenza è divenuta definitiva dopo il rigetto delle impugnazioni proposte strumentalmente dal Ministero della Salute per sottrarsi al risarcimento e alle scuse da parte di uno Stato civile . “Qui non stiamo discutendo di una richiesta ancora da accertare &#8211; spiega Pisani che fa appello e chiede l’intervento anche del ministro della salute per tutela e solidarietà alla vittima &#8211; ma di un diritto già riconosciuto dalla giustizia italiana con una sentenza passata in giudicato. Sarebbe gravissimo consentire che una vittima riconosciuta dalla legge e dai tribunali resti ancora, fino al dovuto ricorso alla CEDU, senza ristoro dopo oltre vent’anni di attesa”. Secondo la difesa, non vi sarebbe alcun reale conflitto di giudicati tale da impedire l’esecuzione della sentenza definitiva, mentre l’interpretazione sostenuta dall’Amministrazione finirebbe per compromettere il principio della certezza del diritto e l’effettività della tutela giurisdizionale. “Il rischio &#8211; aggiunge Pisani &#8211; è quello di lanciare un messaggio devastante ai cittadini: anche quando vinci contro lo Stato, potresti non ottenere mai giustizia. Per questo confidiamo che il Consiglio di Stato o un giusto ed umano intervento del ministro della salute per la vittima di malasanità, riaffermi il valore delle sentenze definitive e il dovere delle istituzioni di rispettarle”. L’Avv Pisani chiede l’immediata esecuzione della sentenza e il pagamento integrale delle somme dovute alla vittima, sottolineando come “la dignità delle persone e la credibilità della giustizia non possano essere sacrificate a cavilli e interpretazioni formalistiche.</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sanita-sangue-infetto-appello-al-consiglio-di-stato-che-oggi-ha-fatto-giustizia-per-la-vittima-di-malasanita-in-attesa-da-oltre-20-anni/">SANITA’: SANGUE INFETTO, APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO CHE OGGI HA FATTO GIUSTIZIA PER LA VITTIMA DI MALASANITÀ’ IN ATTESA DA OLTRE 20 ANNI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/sangue-infetto.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6114" src="http://angelopisani.it/wp-content/uploads/sangue-infetto-222x300.png" alt="" width="222" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finalmente oggi Giustizia.</p>
<p>“Lo Stato non può rovinare una persona , perdere una causa, essere condannato in via definitiva e poi tentare di sottrarsi al pagamento utilizzando formalismi processuali”. Lo afferma l’avvocato <strong>Angelo Pisani</strong>, difensore di F. B., vittima innocente di trasfusioni di sangue infetto, in relazione all’appello proposto dinanzi al Consiglio di Stato ed oggi “accolto”# per ottenere l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna nei confronti del Ministero della Salute ed almeno il risarcimento danni riconosciuto dopo il triste calvario della vittima.</p>
<p>La vicenda riguarda un risarcimento di oltre 1,5 milioni di euro riconosciuto dal Tribunale di Napoli, confermato in corte d’appello ed in cassazione per i gravissimi danni subiti dal giovane cittadino oggi ancora in gravissime condizioni di salute a seguito del contagio contratto mediante le note e nocive emotrasfusioni.<br />
La sentenza è divenuta definitiva dopo il rigetto delle impugnazioni proposte strumentalmente dal Ministero della Salute per sottrarsi al risarcimento e alle scuse da parte di uno Stato civile .</p>
<p>“Qui non stiamo discutendo di una richiesta ancora da accertare &#8211; spiega Pisani che fa appello e chiede l’intervento anche del ministro della salute per tutela e solidarietà alla vittima &#8211; ma di un diritto già riconosciuto dalla giustizia italiana con una sentenza passata in giudicato. Sarebbe gravissimo consentire che una vittima riconosciuta dalla legge e dai tribunali resti ancora, fino al dovuto ricorso alla CEDU, senza ristoro dopo oltre vent’anni di attesa”.</p>
<p>Secondo la difesa, non vi sarebbe alcun reale conflitto di giudicati tale da impedire l’esecuzione della sentenza definitiva, mentre l’interpretazione sostenuta dall’Amministrazione finirebbe per compromettere il principio della certezza del diritto e l’effettività della tutela giurisdizionale.</p>
<p>“Il rischio &#8211; aggiunge Pisani &#8211; è quello di lanciare un messaggio devastante ai cittadini: anche quando vinci contro lo Stato, potresti non ottenere mai giustizia. Per questo confidiamo che il Consiglio di Stato o un giusto ed umano intervento del ministro della salute per la vittima di malasanità, riaffermi il valore delle sentenze definitive e il dovere delle istituzioni di rispettarle”.</p>
<p>L’Avv Pisani chiede l’immediata esecuzione della sentenza e il pagamento integrale delle somme dovute alla vittima, sottolineando come “la dignità delle persone e la credibilità della giustizia non possano essere sacrificate a cavilli e interpretazioni formalistiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/sanita-sangue-infetto-appello-al-consiglio-di-stato-che-oggi-ha-fatto-giustizia-per-la-vittima-di-malasanita-in-attesa-da-oltre-20-anni/">SANITA’: SANGUE INFETTO, APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO CHE OGGI HA FATTO GIUSTIZIA PER LA VITTIMA DI MALASANITÀ’ IN ATTESA DA OLTRE 20 ANNI</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>MINORI: TRE FRATELLINI ALLONTANATI E SOTTRATTI AI GENITORI DAI SERVIZI SOCIALI DI LANCIANO, I LEGALI CHIEDONO GIUSTIZIA, CAUTELA ED UNA VERIFICA URGENTE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIRITTO DI FAMIGLIA]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSTIZIA]]></category>
		<category><![CDATA[MINORI]]></category>
		<category><![CDATA[PISANI]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Angelo pèisani]]></category>
		<category><![CDATA[avv. Sergio Pisani]]></category>
		<category><![CDATA[bambini sottratti]]></category>
		<category><![CDATA[Caivano]]></category>
		<category><![CDATA[Fortuna Loffredo]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Loffredo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>MINORI: TRE FRATELLINI ALLONTANATI E SOTTRATTI AI GENITORI DAI SERVIZI SOCIALI DI LANCIANO, I LEGALI CHIEDONO GIUSTIZIA, CAUTELA ED UNA VERIFICA URGENTE Lanciano, 17 settembre 2026 – Tre bambini di tre, quattro e sette anni sono stati prelevati e allontanati questa mattina dai genitori e condotti in una casa-famiglia. Secondo quanto riferito dalla famiglia, ancora sconvolta, i due più piccoli sarebbero stati portati via dall’abitazione, sottraendoli alle braccia della madre, mentre la figlia maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola dagli assistenti sociali, accompagnati da agenti in abiti civili. L’intervento, improvviso e mai preceduto da episodi, avvisi o contestazioni, ha interessato una famiglia che, peraltro, non risiede neppure nel Comune di Lanciano. L’allontanamento sarebbe stato eseguito dai servizi sociali, con l’assistenza delle forze dell’ordine e, secondo quanto comunicato alla famiglia, su autorizzazione della Procura, a causa di presunte criticità igienico-sanitarie e presenza di cani in casa accuse fermamente contestate dai genitori caduti nel panico. «Chiederemo immediatamente l’accesso integrale agli atti e la verifica dei presupposti di una misura tanto grave e traumatica», dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori di Pietro Loffredo, padre dei bambini e della piccola Fortuna, vittima della tragica vicenda di violenza e omicidio avvenuta anni fa nel Parco Verde di Caivano. «La tutela dei minori &#8211; dicono gli avvocati -richiede accertamenti rigorosi, proporzionalità e un controllo giudiziario immediato. Chiediamo trasparenza e giustizia senza ritardi, nell’interesse del benessere psicofisico dei tre bambini e per evitare sofferenze e conseguenze irreparabili». I legali chiedono inoltre che siano adottate tutte le cautele necessarie e assicurato un immediato sostegno psicologico ai minori e ai genitori. «Non si può ignorare che questo padre ha già subito la perdita tragica di una figlia. Un nuovo e improvviso distacco senza reali pericoli e giustificazioni rischia di riaprire una ferita devastante e di provocare una grave destabilizzazione emotiva nell’intero nucleo familiare. Ogni rischio deve essere valutato e prevenuto con la massima urgenza. Faremo tutto quanto previsto dalla legge per ristabilire la verità e ottenere il rapido ricongiungimento dei bambini con i genitori fino a coinvolgere sulla tragica vicenda tutte le istituzioni, nel rispetto di valori e principi costituzionali». Nella foto il papà dei bambini</p><p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minori-tre-fratellini-allontanati-e-sottratti-ai-genitori-dai-servizi-sociali-di-lanciano-i-legali-chiedono-giustizia-cautela-ed-una-verifica-urgente/">MINORI: TRE FRATELLINI ALLONTANATI E SOTTRATTI AI GENITORI DAI SERVIZI SOCIALI DI LANCIANO, I LEGALI CHIEDONO GIUSTIZIA, CAUTELA ED UNA VERIFICA URGENTE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff;font-size: large">MINORI: TRE FRATELLINI ALLONTANATI E SOTTRATTI AI GENITORI DAI SERVIZI SOCIALI DI LANCIANO, I LEGALI CHIEDONO GIUSTIZIA, CAUTELA </span></strong></div>
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<span style="font-family: georgia, serif">Lanciano, 17 settembre 2026 – Tre bambini di tre, quattro e sette anni sono stati prelevati e allontanati questa mattina dai genitori e condotti in una casa-famiglia. Secondo quanto riferito dalla famiglia, ancora sconvolta, i due più piccoli sarebbero stati portati via dall’abitazione, sottraendoli alle braccia della madre, mentre la figlia maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola dagli assistenti sociali, accompagnati da agenti in abiti civili.</p>
<p>L’intervento, improvviso e mai preceduto da episodi, avvisi o contestazioni, ha interessato una famiglia che, peraltro, non risiede neppure nel Comune di Lanciano. L’allontanamento sarebbe stato eseguito dai servizi sociali, con l’assistenza delle forze dell’ordine e, secondo quanto comunicato alla famiglia, su autorizzazione della Procura, a causa di presunte criticità igienico-sanitarie e presenza di cani in casa accuse fermamente contestate dai genitori caduti nel panico.</p>
<p>«Chiederemo immediatamente l’accesso integrale agli atti e la verifica dei presupposti di una misura tanto grave e traumatica», dichiarano gli avvocati <strong>Angelo </strong>e <strong>Sergio Pisani</strong>, difensori di <strong>Pietro Loffredo,</strong> padre dei bambini e della piccola Fortuna, vittima della tragica vicenda di violenza e omicidio avvenuta anni fa nel Parco Verde di Caivano.</p>
<p>«La tutela dei minori &#8211; dicono gli avvocati -richiede accertamenti rigorosi, proporzionalità e un controllo giudiziario immediato. Chiediamo trasparenza e giustizia senza ritardi, nell’interesse del benessere psicofisico dei tre bambini e per evitare sofferenze e conseguenze irreparabili».</p>
<p>I legali chiedono inoltre che siano adottate tutte le cautele necessarie e assicurato un immediato sostegno psicologico ai minori e ai genitori.</p>
<p>«Non si può ignorare che questo padre ha già subito la perdita tragica di una figlia. Un nuovo e improvviso distacco senza reali pericoli e giustificazioni rischia di riaprire una ferita devastante e di provocare una grave destabilizzazione emotiva nell’intero nucleo familiare. Ogni rischio deve essere valutato e prevenuto con la massima urgenza. Faremo tutto quanto previsto dalla legge per ristabilire la verità e ottenere il rapido ricongiungimento dei bambini con i genitori fino a coinvolgere sulla tragica vicenda tutte le istituzioni, nel rispetto di valori e principi costituzionali».</span></div>
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<div>Nella foto il papà dei bambini</div>
<p>L'articolo <a href="https://angelopisani.it/minori-tre-fratellini-allontanati-e-sottratti-ai-genitori-dai-servizi-sociali-di-lanciano-i-legali-chiedono-giustizia-cautela-ed-una-verifica-urgente/">MINORI: TRE FRATELLINI ALLONTANATI E SOTTRATTI AI GENITORI DAI SERVIZI SOCIALI DI LANCIANO, I LEGALI CHIEDONO GIUSTIZIA, CAUTELA ED UNA VERIFICA URGENTE</a> sembra essere il primo su <a href="https://angelopisani.it">Angelo Pisani</a>.</p>]]></content:encoded>
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