Trasferte vietate ai residenti in Campania
Pisani: impugneremo subito al Consiglio di Stato
ROMA– Per far vincere la giustizia e salvare il diritto alle rimanenti trasferte, sarà subito depositato al Consiglio di Stato l’appello cautelare contro l’ordinanza del Tar Lazio ,che ha rigettato la sospensione del decreto del Ministro dell’Interno con cui è stato disposto il divieto di trasferta, fino al termine del campionato, per i residenti nella Regione Campania in occasione delle partite della S.S.C. Napoli.
«Rispettiamo il Tar – afferma l’avvocato Angelo Pisani – ma riteniamo necessario un ulteriore vaglio giurisdizionale su una misura che, pur qualificata come preventiva, finisce in realtà per colpire indistintamente un’intera comunità territoriale, senza alcuna distinzione tra chi ha commesso illeciti e chi è totalmente estraneo ai fatti».
Nel ricorso al Consiglio di Stato si evidenzierà ancora come la responsabilità, nel nostro ordinamento costituzionale, sia personale e non collettiva, e come ogni limitazione di libertà fondamentali debba rispettare i principi di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza.
«La sicurezza è un valore primario – prosegue Pisani – ma non può tradursi in una compressione generalizzata dei diritti di migliaia di cittadini innocenti e nella mortificazione di tanti principi costituzionali e diritti umani. Le sanzioni e le misure individuali esistono e devono essere utilizzate contro chi sbaglia. Non può invece radicarsi l’idea di una presunzione di pericolosità legata al luogo di residenza».
L’appello richiama espressamente i principi costituzionali di uguaglianza e libertà di circolazione, nonché i parametri della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, con particolare riferimento al divieto di discriminazione e alla tutela della libertà di movimento.
«Non si tratta di difendere chi ha commesso violenze che tra l’altro viene identificato e punito – conclude Pisani – ma di tutelare lo Stato di diritto. In una democrazia matura non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Se necessario, la questione sarà sottoposta anche alle Corti europee».
L’Associazione Club Napoli Maradona ribadisce che la violenza si combatte con la giustizia, la cultura e l’applicazione rigorosa delle responsabilità individuali, non con provvedimenti generalizzati che rischiano di colpire indiscriminatamente una comunità.

