«Le vittime della malasanità e di altri orrori non possono essere uccise due volte, anche dalla violenza della burocrazia e da pretesti, denuncia l’avvocato Angelo Pisani, founder del contatto antiviolenza 1523.it .
La solidarietà va a tutte le vittime ed è giusto che la famiglia del piccolo Domenico venga risarcita senza ulteriori strazi. Ma non possono esistere vittime di serie A e vittime di serie B. Gli esseri umani e soprattutto i bambini sono tutti uguali. In Italia e soprattutto al Sud, purtroppo, il sistema assicurativo e giudiziario continua a danneggiare le vittime ed a creare disuguaglianze intollerabili: chi subisce tragedie legate alla malasanità o ad altri gravi eventi viene spesso risarcito in modo insufficiente e in troppi casi solo dopo dieci anni, se non di più, di costose e stressanti battaglie legali, che aumentano le sofferenze.
Emblematico è il caso del povero piccolo Salvatore Giordano, morto da eroe a soli 14 anni a causa del crollo delle strutture di uno dei monumenti più importanti di Napoli. A distanza di oltre dodici anni, dopo tre processi e la sentenza definitiva della Cassazione, la sua famiglia attende ancora il giusto risarcimento, per non parlare di altra vittima di trasfusione di sangue infetto rimasta invalida per la vita e ancora non risarcita, per l’ostruzionismo delle istituzioni.
«Questo sistema è inaccettabile e vergognoso!», denuncia l’Avv. Pisani, diffidando i responsabili di tante tragedie e dolori a chiedere scusa e riparare i danni, da valutarsi sempre caso per caso, non con schemi preconfezionati, per quanto possibile.
Perché senza tutela e senza il giusto, pronto risarcimento, le vittime non solo subiscono una tragedia irreparabile, ma vengono costrette a riviverla ogni giorno nell’attesa, nell’inerzia e nell’ingiustizia. In questo modo, le vittime muoiono due volte. Facciamo almeno respirare la Giustizia!».

