«Ha vinto la giustizia. Ha vinto il diritto, i poteri forti devono cancellare aumenti imprevisti e relativi effetti di clausole vessatorie, rimborsando il maltolto, ma questa è una regola che deve valere sempre e che tutti devono sempre chiedere sia rispettata, anche quando le singole questioni sono di poco valore, perché per la legge dei grandi numeri poi le speculazioni globali diventano milionarie».
«Ha vinto il consumatore e nelle prossime cause ed impugnazioni, anche grazie alle norme e principi europei, non potranno mai essere giustificate le clausole vessatorie, come oggi già si inizia a vedere nelle cause di espropriazione ad opera dei sistemi finanziari».
Con queste parole l’Avv. Angelo Pisani, leader di NoiConsumatori.it e founder della missione 1523.it, esprime grande soddisfazione per la brillante decisione del Tribunale di Roma che, accogliendo l’azione inibitoria promossa dal movimento consumatori, ha sancito un principio fondamentale:
Le clausole vessatorie sono nulle e inefficaci, anche nei contratti digitali e nelle piattaforme online.
Il Tribunale ha stabilito che le modifiche unilaterali dei prezzi degli abbonamenti operate nel caso in discussione da Netflix dal 2017 al 2024 sono da considerarsi illegittime, in quanto basate su clausole contrattuali:
prive di giustificato motivo;
contrarie ai principi di trasparenza e buona fede;
in violazione del Codice del Consumo.
Il risultato del primo round giudiziario prevede la restituzione degli aumenti agli utenti;
possibile ripristino delle tariffe originarie;
obbligo per la piattaforma di informare i clienti entro 90 giorni.
I NUMERI DELLA VITTORIA possono calcolarsi fino a:
Alla luce di tale precedente è ora di gridare “BASTA ABUSI DEI POTERI FORTI NEI CONTRATTI DI MASSA E DIGITALI SU WEB”
«Questa sentenza – dichiara l’Avv. Pisani – rappresenta un precedente fondamentale non solo per il caso specifico, ma per l’intero sistema economico digitale.
Troppo spesso tutti i generi di cosiddetti ‘contraenti forti’ impongono condizioni criptiche e poco trasparenti, assolutamente vessatorie, confidando nella scarsa consapevolezza ed attenzione dei cittadini, nella difficoltà e nei costi per difendersi. Ma oggi il Tribunale ha ribadito un principio chiaro: la legge vale anche sul web. Le clausole vessatorie restano tali, sempre e comunque, anche se scritte in piccolo, anche se accettate con un click, se sono palesemente illegittime e pregiudizievoli.
«Questa decisione – prosegue Pisani – conferma che:
la trasparenza non è un’opzione
la buona fede è un obbligo
Chi sbaglia deve essere controllato e sanzionato.
Basta con le speculazioni di massa e le modifiche unilaterali imposte senza giustificazione».
In merito alla volontà di Netflix di proporre appello, Pisani precisa:
«Ogni società ha diritto di difendersi in tutti i gradi di giudizio, fino alla Cassazione. Ma una verità resta immutata:
le clausole vessatorie sono e rimangono vessatorie.
E quando violano la legge, devono essere eliminate e risarcite».
«NoiConsumatori.it e la missione 1523.it continueranno a vigilare e ad agire per la tutela da ogni tipo di “violenza economica e digitale”,
per garantire:
• tutela reale dei cittadini
• rispetto delle regole anche nel web
• fine degli abusi sistemici dei grandi operatori
Perché il mercato deve essere libero, ma anche giusto».
«Questa del movimento consumatori non è solo una vittoria giudiziaria. È una vittoria civile. È la prova che i cittadini-consumatori, se uniti e difesi, possono far rispettare i propri diritti anche contro i colossi globali», conclude Pisani.

