«La tragica vicenda di Angri – esordisce l’avvocato Angelo Pisani, che ha appena assunto la difesa legale dell’uomo evirato ad Angri (SA) dalla compagna – è una brutta pagina di cronaca, non solo per la brutale violenza esercitata con tanta crudeltà, ma anche per la mancata solidarietà alla vittima».
Pisani, che ha accettato l’incarico a nome del 1523.it, il progetto antiviolenza da lui stesso fondato, che ha già assistito centinaia di vittime in tutta Italia, senza distinzioni di sesso, parla poi di feroce istigazione alla violenza. «Non solo – rincara la dose – né forze politiche o istituzioni hanno espresso solidarietà all’uomo, che è ancora ricoverato in ospedale e resterà per sempre mutilato, ma fin da quando si è diffusa la notizia sui social sono apparsi a pioggia inqualificabili manifestazioni di consenso verso il gesto criminale della donna».
«Stiamo assistendo – sottolinea Pisani – ad un capovolgimento plateale dei principi costituzionali di uguaglianza. Se analoga mutilazione fosse stata commessa ai danni di una donna, sarebbero già insorte associazioni, istituzioni, i media e le forze politiche». «Lo Stato – aggiunge il legale – così come ha fatto con tante donne vittime di brutalità maschile, che va sempre duramente condannata, ora deve risarcire anche quest’uomo, dandogli i mezzi materiali per poter provvedere alle cure necessarie. Pretendiamo gli stessi diritti». Basta, dunque, nascondere sotto il tappeto la violenza quando la vittima è un uomo.
Secondo la ricostruzione l’uomo, un cittadino del Bangladesh residente in Italia, aveva da poco intrapreso una relazione con la trentacinquenne. Quando le ha comunicato che la moglie sarebbe venuta in Italia la situazione è precipitata. La donna avrebbe pianificato l’aggressione: prima un sonnifero per stordirlo, poi il gesto estremo. L’uomo è riuscito a chiedere aiuto ai vicini ma i sanitari, intervenuti prontamente, non sono riusciti a riattaccare l’organo, che la donna aveva gettato giù per le scale della modesta abitazione prima di fuggire.
L’accusa formulata inizialmente dalla Procura, quella di tentato omicidio, è stata ora trasformata in “lesioni gravissime”. E già al Pronto soccorso, dove era stato ricoverato in gravi condizioni per le vistose perdite ematiche subite, qualcuno aveva cominciato a scattare foto, diffuse poi sui social insieme ai commenti di esaltazione per il gesto della donna.
«Quest’uomo – dichiara Pisani – è stato colpito tre volte: dalla violenza fisica, dall’umiliazione pubblica e dalla diffusione di immagini private».
La donna si trova ora detenuta nel carcere di Fuorni (SA). Ma il futuro dell’uomo è compromesso per sempre. Per questo Pisani annuncia che chiederà risarcimento pieno per il danno biologico, morale ed esistenziale subito dalla vittima, oltre alla copertura finanziaria per gli interventi ricostruttivi e le cure future. Non è esclusa un’eccezione di costituzionalità, che potrebbe trasformare questa brutta pagina di cronaca in un pilastro giurisprudenziale. Potrebbe infatti arrivare anche un’eccezione di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento e l’assenza di strumenti specifici a tutela degli uomini vittime di violenza femminile.


