Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani interviene sulla drammatica vicenda del suo assistito, l’uomo evirato ad Angri dalla compagna, che non voleva essere lasciata, sopravvissuto solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari.
«La vittima – spiega Pisani – ha subito una mutilazione devastante e permanente, con perdita definitiva dell’organo genitale maschile, gravissime conseguenze fisiche, psicologiche, relazionali e sessuali, ed ora dovrà affrontare subito ulteriori interventi chirurgici salva-vita e cure altamente invasive».
«Dinanzi ad una tragedia di tale portata, nessuno può voltarsi dall’altra parte solo perché la vittima è un uomo, un uomo che in questo dramma non ha ricevuto neanche un cenno di solidarietà, oltre a rimanere solo, abbandonato nel letto d’ospedale».
L’avvocato Pisani annuncia che la difesa della persona offesa si opporrà ad ogni eventuale comprensione per la donna killer ed al tentativo di derubricazione del fatto a semplici lesioni gravissime, insistendo affinché venga riconosciuta la ben più grave ipotesi di tentato omicidio, con i conseguenti ristori.
«Non siamo di fronte ad un gesto impulsivo o accidentale – sottolinea Pisani – ma ad una condotta caratterizzata da premeditazione, estrema ferocia e concreto pericolo di morte. Secondo quanto emerso, la vittima sarebbe stata narcotizzata, evirata e successivamente aggredita anche con un coltello. Solo il provvidenziale intervento delle forze dell’ordine ha impedito che l’azione omicidiaria venisse portata a termine».
Pisani richiama quindi il tema delle disparità di trattamento tra vittime.
«Se una simile atrocità fosse stata commessa ai danni di una donna, oggi assisteremmo giustamente ad una mobilitazione nazionale, con immediata attivazione di reti pubbliche di sostegno, tutela psicologica, assistenza economica, patrocinio, solidarietà istituzionale e campagne mediatiche. Nel caso della vittima maschile di Angri, invece, tutto questo non si è visto. È una disparità che non può più essere ignorata».
Per il legale, la vicenda impone una riflessione seria sulla necessità di garantire pari dignità e tutela ad ogni vittima di violenza, senza pregiudizi ideologici o discriminazioni.

