L’episodio accaduto oggi a Tor Pignattara purtroppo segna solo la successiva tappa di un macabro copione. Una donna di 46 anni ha aggredito l’ex compagno sotto casa, colpendolo con l’acido su braccia e collo prima di barricarsi nella propria abitazione. L’uomo era al bar, lei lo ha attirato verso la casa dicendogli “devo darti una cosa”. Lui la segue, ignaro di ciò che stava per accadere. La donna gli dice di aspettarlo davanti al portone, pochi istanti dopo si sentono rumori dalla balconata. E l’uomo viene investito da una secchiata di acido, che gli ustiona la pelle, i vestiti, fino a che riesce ad arrivare ad una fontanella per calmare l’atroce dolore. Soccorso da alcuni ragazzi, viene trasportato in codice rosso al Sant’Eugenio. La donna, barricatasi in casa, è stata poi arrestata.
«E’ l’ennesimo episodio di violenza femminile che registriamo negli ultimi tempi», sottolinea l’avvocato Angelo Pisani, founder del contatto antiviolenza nazionale 1523.it – Potere ai Diritti. Il legale ricorda i tragici, analoghi precedenti. A Verona, nell’agosto 2024, una donna di 46 anni è stata arrestata per aver gettato acido sul volto dell’ex compagno e averlo ferito con un punteruolo. Il movente sarebbe stato legato a una disputa per l’affidamento del figlio minore. Nel 2020 a Brindisi una donna ha gettato acido addosso al marito, causandogli ustioni sull’80% del corpo. Un anno prima, a Legnano, Sara Del Mastro aveva sfregiato l’ex fidanzato Giuseppe Morgante, causandogli la possibile perdita di un occhio. La donna lo perseguitava da tempo con minacce e stalking.
«In Italia – spiega Pisani – questo tipo di aggressione è punita severamente dal codice penale (art. 583-quinquies), introdotto con il cosiddetto Codice Rosso, che prevede la reclusione da 8 a 14 anni per chi causa la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso».
«Anche al processo per la brutale aggressione di Tor Pignattara – annuncia infine Pisani – nel condannare duramente l’escalation di queste feroci violenze femminili, ci costituiremo parte civile come 1523.it e Potere ai Diritti».

