La violenza non ha sesso: la sfida dell’equità e della tutela di ogni vittima 1523.png Nel dibattito pubblico italiano il tema della violenza di genere occupa da anni un ruolo centrale e merita attenzione, sensibilizzazione e strumenti efficaci di prevenzione senza inutili speculazioni ed interessi politici . Tuttavia, una società realmente giusta e democratica non può permettersi di affrontare il fenomeno della violenza attraverso schemi ideologici pregiudizi o contrapposizioni tra uomini e donne. La tutela della dignità umana deve restare universale, senza distinzioni di sesso, età, origine o condizione sociale. È in questo contesto che l’avvocato Angelo Pisani ha scelto di portare avanti una battaglia civile fondata sul principio dell’equità, denunciando ciò che ritiene una sempre più crescente discriminazione nei confronti degli uomini e segnalando il rischio di pericolose campagne istituzionali che possono alimentare una narrazione unilaterale dei rapporti tra i sessi e pregiudicare gli uomini.
Secondo l’Avv. Pisani, la lotta contro la violenza deve essere condotta senza pregiudizi e senza trasformare una categoria in vittima per definizione e l’altra in colpevole per presunzione.
Attraverso l’attività dei team 1523.it, l’avvocato ha posto l’attenzione su una realtà spesso poco raccontata: violenze ignorate, l’esistenza di uomini che hanno difficoltà a denunciare episodi di violenza fisica, psicologica, economica o familiare e che talvolta incontrano ostacoli di ogni genere nell’essere ascoltati o riconosciuti come vittime. Una condizione che, secondo il team 1523.it, merita la stessa attenzione e lo stesso rispetto garantiti a ogni altra persona che subisce soprusi. L’obiettivo non è ridimensionare la gravità della violenza contro le donne, fenomeno che continua a rappresentare una piaga sociale da contrastare con fermezza e nuovi metodi . Al contrario, la richiesta è quella di ampliare lo sguardo e affermare un principio semplice ma fondamentale: ogni vittima deve essere protetta e ogni forma di violenza deve essere condannata, indipendentemente dall’identità di chi la subisce o di chi la commette. La vera sfida culturale consiste nel superare le logiche dello scontro e della contrapposizione.
Quando il dibattito pubblico si trasforma in una guerra tra generi, il rischio è quello di allontanarsi dall’obiettivo principale: costruire una società fondata sul rispetto reciproco, sulla responsabilità individuale e sulla tutela dei diritti umani. In questa prospettiva, il lavoro svolto da Angelo Pisani e dall’Associazione Potere ai diritti -1523.it rappresenta un invito al confronto e alla riflessione. Chiedere pari dignità, pari ascolto e pari tutela per tutte le vittime non significa negare le sofferenze di qualcuno, ma rafforzare il principio di uguaglianza che è alla base dello Stato di diritto.
La violenza non ha sesso, colore, razza o appartenenza politica. Ha invece conseguenze devastanti sulle persone e sulle famiglie. Per questo motivo ogni istituzione, associazione e realtà sociale dovrebbe impegnarsi a combatterla in tutte le sue forme, senza eccezioni e senza discriminazioni. Solo così sarà possibile promuovere una cultura autentica dei diritti, della giustizia e del rispetto della persona umana.


