Si è tenuto stamane in un clima di commozione il primo incontro nella casa famiglia “Il volo del colibrì”(qui sopra, l’ingresso), dove sono stati portati con la forza il 17 settembre scorso, fra i tre bambini napoletani sottratti alla famiglia ed i loro genitori.
Infatti, alle 10 è stato concesso ai soli genitori, scortati dai servizi sociali, di poter incontrare per la prima volta i loro figli, rinchiusi in un centro antiviolenza e luogo di rifugio per donne vittime di violenza.
Una situazione inconcepibile, resa drammatica dal pianto dei bambini che hanno potuto finalmente, anche se solo per un’ora, abbracciare mamma e papà.
Ha il carattere della massima urgenza, pertanto, l’istanza che i difensori hanno rivolto e reiterato al Tribunale per i minori dell’Aquila, che aveva disposto l’allontanamento, proprio come per i minori della famiglia nel bosco. Si tratta di una “istanza urgentissima ex art. 403 c.c. per la revoca immediata del collocamento e il ricongiungimento dei minori con i genitori; illegittimità del collocamento in centro antiviolenza per donne vittime di abusi; riserva di reclamo ex art. 739 c.p.c..
Nell’istanza, di cui alleghiamo il testo integrale, i difensori del papà Pietro Loffredo evidenziano fra l’altro che «il collocamento in un centro antiviolenza è innaturale, disumano e illegittimo». Infatti, «I tre bambini, privi di qualsiasi vissuto di violenza o abuso e cresciuti sempre con amore e serenità nella propria famiglia, sono stati rinchiusi in una struttura destinata all’accoglienza di donne vittime di violenza e di abusi. Questo è, prima ancora che un vizio di legittimità, un errore umano che va sanato subito: collocare minori che nulla hanno mai patito in un ambiente concepito per il trauma altrui equivale a trattarli come prigionieri di una colpa che non hanno commesso, aggiungendo un trauma nuovo a un allontanamento che la difesa già contesta nei presupposti».
Un caso questo che, come quello di Nathan e Catherine, sta scuotendo l’opinione pubblica in Italia, specie dopo il servizio trasmesso da Alberto Matano a La vita in diretta.
Intanto i difensori, in testa l’avv. Angelo Pisani, non hanno alcuna intenzione di fermarsi e promettono battaglia in ogni sede.

