«Le famiglie non sono bancomat dei colossi dell’energia. Chi promette risparmi deve dimostrarli con prezzi trasparenti, confrontabili e verificabili. Nessun potere economico può sentirsi al di sopra dei diritti dei consumatori».
È l’appello dell’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori.it, che denuncia possibili profili di ingannevolezza nelle campagne promozionali del mercato energetico e sollecita l’intervento di AGCM, ARERA, Governo e magistratura, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.
Nel confronto tra le offerte esaminate, lo sconto pubblicizzato passa dal 15% al 30%, mentre il prezzo finale unitario della luce scende da 0,1373 a 0,1351 euro/kWh: circa l’1,6% in meno rispetto all’offerta precedente. Contestualmente, il prezzo di riferimento barrato aumenta da 0,1630 a 0,1975 euro/kWh. Il confronto riguarda la componente a consumo, non il totale della bolletta.
«Il punto da chiarire — afferma Pisani — è quale vantaggio venga realmente comunicato al cittadino. Una percentuale spettacolare, applicata a una base più alta, può creare una percezione del risparmio molto diversa dal beneficio concreto. I consumatori hanno diritto di capire quanto pagheranno, senza dover decifrare slogan, asterischi e prezzi barrati».
Noiconsumatori.it chiede verifiche tempestive sulle basi di calcolo degli sconti, sulla comparabilità delle offerte e sulla chiarezza delle informazioni relative a quote fisse e componenti escluse dalle promozioni.
«Quando vengono accertate pubblicità ingannevoli o strategie commerciali illecite, occorre fermarle e sanzionare i responsabili. Alla magistratura chiediamo di verificare eventuali reati e di accertare le responsabilità. Le dimensioni di un’impresa e il suo peso economico non possono diventare uno scudo contro i controlli.»
Pisani invita gli utenti che ritengono di essere stati indotti in errore a conservare pubblicità, schermate delle offerte, condizioni contrattuali e bollette, a segnalare le condotte alle autorità competenti e a far valutare le richieste di rimborso e risarcimento dei danni effettivamente subiti e documentabili.
«Non rassegnatevi. Una promessa commerciale ingannevole può incidere sui bilanci delle famiglie e sulla libertà di scegliere. Chiediamo alle istituzioni di garantire trasparenza e alle imprese di rispondere delle violazioni accertate: i profitti non possono essere costruiti sull’equivoco e sulla vulnerabilità dei cittadini.»
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