La prima sezione civile del Tribunale di Milano, accogliendo il ricorso urgente presentato dai legali di Alfonso Signorini, nell’ordinanza depositata oggi ordina a Fabrizio Corona «di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)» riguardanti la vicenda di Signorini.
Proibito inoltre a Corona di «pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente, il diritto del ricorrente alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza».
All’indomani dello scoppio del caso Signorini, con Fabrizio Corona, lo ricordiamo, che aveva denunziato apertamente il giornalista per presunte molestie a concorrenti di popolari programmi televisivi, l’avvocato Angelo Pisani aveva già espresso la sua solidarietà a tutte le vittime di abusi sessuali. Oggi, alla luce della condanna di Corona, le cui durissime motivazioni sono state depositate oggi, Pisani lancia un allarme.
«Ci riserviamo di leggere l’ordinanza del giudice di Milano nel caso Corona – afferma Pisani – che potrebbe rappresentare un precedente grave, che a questo punto può valere per tutti, anche tg, trasmissioni televisive d’inchiesta e social, ma limitare la possibilità di raccontare e di informare significa anche censurare la libertà di notizia e di difesa in generale».
«Il diritto di cronaca – incalza l’avvocato Pisani – non è un nemico della giustizia, ma uno strumento essenziale per far emergere i fatti, rompere il silenzio e permettere un dibattito pubblico consapevole. Ciò significa anche e soprattutto dare la possibilità alle vittime di difendersi da ogni violenza e questa è la mission del progetto 1523.it».
«Oscurare l’informazione non tutela le vittime: al contrario, rischia di isolarle ancora di più. Difendere la libertà di informazione – conclude Pisani – significa difendere anche chi trova il coraggio di parlare. Senza trasparenza, non c’è tutela; senza notizie, non c’è consapevolezza».

