Il Disegno di Legge 1517, presentato al Senato il 4 giugno 2025 e annunciato nella seduta n. 312 della stessa data, attualmente in discussione in Senato, mira a contrastare la violenza di genere introducendo nel processo penale la figura dello psicologo forense. Un aspetto controverso del DDL è la previsione di un accertamento sanitario obbligatorio per l’indagato, un punto che sta sollevando forti critiche, soprattutto in riferimento al concetto di presunzione di innocenza.
In un’intervista al quotidiano La Notte l’avvocato Angelo Pisani, founder del Servizio Antiviolenza Nazionale 1523.it, mette in guardia dai pericoli di una norma che si sta cercando di far passare nel più totale silenzio mediatico. Ecco il testo dell’articolo.
Mentre il silenzio mediatico avvolge il DDL 1517, un dibattito acceso si sta svolgendo tra gli esperti legali e i sostenitori dei diritti umani. I contrari al disegno di legge sostengono che le nuove norme potrebbero creare una disparità di trattamento, avvantaggiando la donna come vittima e ponendo l’uomo in una posizione di svantaggio con aspetti palesemente incostituzionali. In una società dove le denunce per violenza di genere sono prevalentemente a carico di uomini e spesso false, le misure previste dal DDL rischiano di avere un impatto quasi esclusivamente sulla popolazione maschile. L’aspetto più criticato è anche l’accertamento sanitario temporaneo obbligatorio. I detrattori sostengono che questa misura, pur non essendo un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) in senso stretto, ne riprende lo spirito coercitivo, applicandolo però a un contesto legale, il che potrebbe ledere gravemente i diritti dell’indagato. In questo scenario, l’uomo, ancora presunto innocente, potrebbe essere costretto a sottoporsi a un’indagine psicologica che potrebbe trasformarsi in un’arma contro di lui nel processo. Questa misura, secondo i critici, viola il principio di proporzionalità e rischia di trasformare l’indagato in un paziente da “curare” per un presunto comportamento deviante, ancora prima che venga accertata la sua colpevolezza.
In un’intervista esclusiva, l’avvocato Angelo Pisani esprime la sua forte preoccupazione riguardo al Disegno di Legge 1517, attualmente in discussione in Senato, che definisce una norma incostituzionale ed estremamente pericolosa per le garanzie legali dei cittadini, perché la politica finge di non capire la che la violenza non ha sesso e non riesce a tutelare le persone.
Avvocato Pisani, lei ha espresso forti critiche sul Disegno di Legge 1517. Quali sono i suoi principali dubbi?
Angelo Pisani: tra gli aspetti e problemi più gravi c’è l’articolo sull’accertamento sanitario obbligatorio detto tso. Occhio alla gravità di questo articolo: il TSO è un trattamento sanitario ma viene previsto anche senza flagranza, disposto dalla polizia giudiziaria previo ordine autorizzativo del pubblico ministero e può essere confermato per via telematica. Questo è un atto che ha conseguenze gravissime.
Lei teme che questo meccanismo possa essere usato in modo improprio?
Angelo Pisani: Assolutamente. Come già avviene con le false denunce. Immaginate per un attimo se uno di noi si prendesse una falsa denuncia per esser buttato fuori di casa dalla ex, la quale, come avviene spesso, ha già il sostituto da piazzarci nella casa. E se il pubblico ministero fosse schierato su quelle line guida esistenti in alcuni tribunali di matrice femminista e senza tutele e garanzie per gli uomini? Ma vi rendete conto della gravità delle cose? A questo si aggiunge un’ulteriore, gravissima, norma: sarebbe sufficiente una singola querela verbale, senza accertamenti, senza prove, senza contraddittorio e senza scampo, per obbligare un uomo a sottoporsi a un TSO ed essere rinchiuso in un centro di salute mentale.
Perché, secondo lei, la reazione pubblica e l’attenzione mediatica sono così scarse su un argomento di tale importanza?
Angelo Pisani: Mi sembra che la gente non si renda conto della gravità, perché i commenti a questo grave provvedimento sono scarsi. Ma mi preoccupa anche l’assenza di notizie giornalistiche nel merito e del resto basta pensare al silenzio sul caso vaccini di cui ora emerge la verità e i danni fatti. Ho appreso casualmente di questo disegno di legge depositato in Senato, e presumo che si sia deliberatamente evitata la sua diffusione mediatica, con l’obiettivo di farlo approvare senza rischiare di sollevare un gran polverone.