NAPOLI – In relazione ai recenti casi di meningite, di cui si parla con notizie che rimbalzano, talvolta inesatte, su casi segnalati e concentrati nella zona di Chiaia e sul ricovero di alcuni giovani presso l’ospedale Cotugno di Napoli, interviene Angelo Pisani, avvocato e coordinatore della Commissione Diritto degli Affetti dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, invitando ad una riflessione seria e responsabile.
«Come cittadino e come avvocato sento il dovere di lanciare un appello alla prudenza e alla responsabilità collettiva. Non siamo di fronte a un’emergenza conclamata, ma a un potenziale rischio che merita attenzione, rigore e trasparenza, senza scivolare nell’allarmismo».
Secondo le informazioni attualmente disponibili, tre giovani risultano ricoverati per meningite, uno dei quali in condizioni particolarmente gravi. L’ipotesi al vaglio delle autorità sanitarie è quella di un possibile focolaio riconducibile alla fine del mese di dicembre, con contatti avvenuti in stradine della zona di Chiaia, già sottoposte ad interventi di chiusura precauzionale. L’ASL Napoli 1 ha attivato il servizio di epidemiologia per la ricostruzione della catena dei contatti e il monitoraggio delle persone potenzialmente esposte.
«La meningite è una patologia che può avere un’evoluzione rapida e proprio per questo va affrontata con serietà scientifica e corretta informazione. Le misure di isolamento e di profilassi non sono strumenti di stigma, ma di tutela della salute individuale e collettiva», sottolinea Pisani.
L’avvocato evidenzia l’importanza della collaborazione dei cittadini con le autorità sanitarie, soprattutto da parte di chi potrebbe aver avuto contatti diretti con i soggetti contagiati: «la salute è un diritto fondamentale, ma anche un dovere civico. In queste situazioni non ci si salva da soli: servono consapevolezza, rispetto delle regole e fiducia nella scienza».
Da qui l’appello alle istituzioni:
«Chiedo che venga garantita piena chiarezza e che si rafforzi la comunicazione istituzionale, per informare correttamente la popolazione, prevenire la disinformazione e contenere ogni forma di panico ingiustificato. Solo una informazione tempestiva, equilibrata e basata su dati scientifici consente di tutelare davvero la sicurezza pubblica».

