Le attiviste del comitato femminista “Non una di meno” hanno scaricato letame dinanzi all’ufficio milanese della senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale. «Mi pare evidente – tuona l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del servizio antiviolenza nazionale 1523.it - che le agitatissime attiviste non abbiamo letto o compreso il testo in discussione, un testo che sostanzialmente risponde alle indicazioni emerse nel corso della discussione parlamentare di porre al centro la donna e la sua autodeterminazione. Nell’articolo 609-bis del Codice Penale, cui si appigliano le attiviste – aggiunge Pisani – l’autodeterminazione della donna era del tutto assente». «Si tratta dunque – dichiara ancora l’avvocato Pisani – di una forma di violenza del tutto gratuita, che risponde solo alle logiche di una lotta politica basata sulla violenza e non sui contenuti, spiace che ancora una volta le femministe, che pure tante volte hanno sostenuto giusti principi di libertà, questa volta si abbandonino ad atti incivili per il solo antagonismo politico, senza conoscere a fondo i motivi del loro gesto».
«Personalmente – ricorda l’avvocato – sono stato bersaglio di aggressioni verbali da parte di esponenti dello stesso comitato per aver presentato alla Biblioteca Nazionale di Napoli il mio libro “L’altra violenza”, in cui si raccontano le storie vere dei tanti uomini, ragazzi, anziani, vittime di violenza che, privi di tutela da parte delle istituzioni, quotidianamente si rivolgono al 1523».
«Giulia Bongiorno – conclude Pisani – non ha certo bisogno di chi la difenda, tanta è la sua autorevolezza come avvocato, tuttavia come 1523.it esprimiamo indignazione per il gesto del comitato, richiesta di tutela per le vittime di simili azioni e tutta la nostra solidarietà alla senatrice Bongiorno».

