SALERNO/CAMEROTA, 8 agosto 2026 – In assenza di qualsiasi risposta e di provvedimenti risolutivi o correttivi da parte del Comune di Camerota rispetto alle illegittime limitazioni imposte all’accesso e all’ormeggio nella Baia degli Infreschi, l’avvocato Angelo Pisani, fondatore dell’Associazione Potere ai Diritti – 1523.it, annuncia che lunedì mattina depositerà il ricorso al TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, con contestuale istanza di provvedimenti cautelari urgenti.
«Il Comune non ha dato alcun riscontro alla nostra diffida del 6 agosto – dichiara Pisani – anche in barba ad ogni principio di trasparenza e correttezza oltre che di dialogo ed informazione con la cittadinanza. Sussistono sia il fumus boni iuris che il periculum in mora: la stagione turistica è in pieno corso, il pregiudizio per turisti, residenti e diportisti è attuale e destinato ad aggravarsi con il passare dei giorni, e ogni ritardo nella tutela cautelare rischia di rendere inutile una vittoria nel merito che arriverebbe solo a stagione ormai conclusa».
Il ricorso al TAR chiederà l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’Avviso Pubblico n. PAP-01138-2026 e deliberato con cui il Comune ha introdotto il contestato sistema di prenotazione a pagamento tramite l’App BlueDiscovery, limitando a sei le boe effettivamente disponibili, escludendo le imbarcazioni superiori ai dieci metri e penalizzando chi non dispone di strumenti digitali, così come impedisce l’accesso alla spiaggia via mare.
Parallelamente, Pisani annuncia la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti, per sollecitare la verifica di un eventuale danno erariale e di un danno all’immagine della Pubblica Amministrazione, con richiesta di acquisizione della documentazione relativa all’affidamento della gestione della piattaforma BlueDiscovery e ai criteri con cui sono state fissate le tariffe, tuttora non resi noti nonostante la formale istanza di accesso agli atti.
Sarà inoltre presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, territorialmente competente, affinché venga accertato se dai fatti sin qui ricostruiti – tra cui la discrepanza tra le sette boe indicate nell’Avviso comunale, le sei effettivamente prenotabili tramite l’App e le undici previste dal disciplinare ministeriale – emergano elementi di reato da perseguire a norma di legge.
«Andremo fino in fondo – conclude Pisani –. Non permetteremo che una delle baie più belle d’Italia resti ostaggio di un provvedimento illegittimo, tardivo e privo di trasparenza. Se il Comune non interverrà nelle prossime ore, da lunedì la parola passerà ai giudici amministrativi, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica».

