L’Avv. Angelo Pisani, fondatore di Potere ai Diritti e 1523.it, lancia un appello alle famiglie e alle istituzioni spettatori silenti ed assenti dai pericoli dei social e strategie degli autori: «Verifichiamo conseguenze, responsabilità e vuoti di tutela. Raccoglieremo le segnalazioni dei genitori per valutare iniziative collettive e richieste di tutela e risarcimento nei casi in cui siano dimostrabili condotte illecite e danni».
«Fermiamoci prima che tutto diventi normale. Prima che una generazione di bambini cresca pensando che l’amore sia uno show, che ci si possa sposare sui sociale e separarsi su tramite instagram o tik tok , che un matrimonio sia un prodotto commerciale o uno spot, che persino la partecipazione emotiva alla vita dei propri idoli debba necessariamente passare attraverso biglietti, pacchetti, merchandising e denaro, quest’ultimo insieme allo strumento telefonino la vera arma diabolica del secolo senza antidoti e rivali.
Il matrimonio dei Me Contro Te, così come rappresentato pubblicamente e venduto, con tanta delusione anche degli esclusi meno ricchi , appare innanzitutto come un gigantesco spettacolo costruito intorno alle nozze e non certo un buon esempio per i valori e le tradizioni italiane . Ed è proprio questo che deve farci riflettere.
Un matrimonio non è soltanto una scenografia o un business a tempo. Nella nostra tradizione civile, sociale e, per chi crede, religiosa, rappresenta un impegno, una scelta, responsabilità, affetti e costruzione di un progetto di vita. Oggi le responsabilità vengono cancellate e i buoni esempi sono nascosti da show pieni di pericoli e possibile causa e fonte di istigazione a sbagliare.
Naturalmente il matrimonio ognuno è libero di celebrarlo come desidera, ma questo dimostra come non ci si può spingere oltre e l’assenza di controlli e valutazioni. Ma quando protagonisti con un’enorme capacità comunicativa sui giovanissimi trasformano quell’evento anche in un prodotto destinato pagamento a migliaia di spettatori, molti dei quali bambini, la questione smette di essere esclusivamente privata e diventa anche culturale, educativa e sociale, risultando evidentemente un pericolo soprattutto per la mente dei più giovani già “drogati “ dai social.
«I BAMBINI RISCHIANO DI SCAMBIARE LO SPETTACOLO PER NORMALITÀ»

