Lanciano, 18 settembre 2026 – I difensori Angelo Pisani, Sergio Pisani, Rita Ronchi e Antonella Esposito hanno trasmesso una formale diffida e istanza urgente alle massime istituzioni dello Stato, alle autorità giudiziarie minorili, ai Garanti dell’infanzia, al Comune e al Servizio sociale di Lanciano, chiedendo piena trasparenza sull’allontanamento immediato di tre fratellini di sette, quattro e tre anni, avvenuto il 17 settembre, con gravi traumi e danni per tutti.
Secondo quanto riferito dai genitori, i due bambini più piccoli sono stati prelevati dalla forza pubblica dall’abitazione, mentre la sorella maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola e tutti portati via in auto civili, senza sedili e norme di sicurezza per i bambini.
A oltre ventiquattro ore dall’intervento, la difesa denuncia di non aver ancora alcuna notizia – se non avvertimenti telefonici da persona dei servizi sociali, secondo cui «conveniva» collaborare per rivedere i bambini – né mai ricevuto copia di alcun verbale o del provvedimento, l’indicazione del procedimento e dell’autorità procedente, informazioni complete sulle condizioni dei minori e una disciplina dei contatti con i genitori a cui i figli sono stati letteralmente sottratti senza alcuna umanità e pietà, in mancanza di qualsiasi istruttoria, contraddittorio, precedente o pericolo.
«Tre bambini non sono pacchi da trasferire nel silenzio e due genitori non possono essere cancellati con una telefonata, risultano tutti vittima di un provvedimento disumano e di burocrazia diabolica, che richiede interventi immediati del legislatore per riscrivere norme e modalità di giustizia in casi tassativi e senza discrezionaltà o altro», dichiara l’avvocato Angelo Pisani. «Se esisteva un pericolo grave e attuale, lo si dimostri con fatti, atti e accertamenti. Se, invece, si trattava di bambini napoletani vivaci e di piccoli animali domestici fastidiosi a qualcuno, o ancora di difficoltà abitative o igienico-sanitarie rimediabili, lo Stato aveva il dovere di aiutare ed assistere questa famiglia, non di spezzarla e distruggere vite umane, traumatizzando bambini e genitori rovinando la loro vita.
La difesa contesta, allo stato delle irricevibili informazioni disponibili, la sussistenza dei presupposti eccezionali e gravi motivi previsti dall’articolo 403 del codice civile e chiede di verificare il rispetto di tutti i termini di legge, l’eventuale convalida giudiziaria e le concrete modalità con cui è stato eseguito il prelevamento.
Con l’istanza viene richiesto a tutte le istituzioni di intervenire e tutelare la famiglia napoletana che appare non gradita a Lanciano, tanto da essere divisa con tempistiche speciali. Vengono inoltre richiesti l’accesso integrale agli atti, il numero del procedimento, le motivazioni dell’intervento, le condizioni di salute dei bambini, il nominativo del curatore speciale, l’immediato ripristino delle comunicazioni e degli incontri con i genitori e la valutazione di misure meno traumatiche, sino al rapido ricongiungimento familiare.
«Proteggere i minori significa difenderli dai pericoli reali, ma anche dalle conseguenze di un allontanamento ingiustificato o sproporzionato», prosegue Pisani. «Ogni ora di silenzio aumenta l’angoscia dei bambini e dei genitori. Questa famiglia, già segnata da una tragedia indicibile, non può essere sottoposta a un nuovo trauma senza conoscere fatti, ragioni e responsabilità».
«Non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo legalità, trasparenza e umanità, ma soprattutto lanciamo un appello agli italiani ed a tutti genitori e figli, al popolo del web che già difese nella stessa località la famiglia del bosco, a sostenere ed aiutare le ultime vittime di questa burocrazia insensibile e forte solo con i deboli.
Se la misura è fondata, venga immediatamente motivata e sottoposta al contraddittorio. Se i presupposti non esistono, i bambini devono tornare subito a casa e poter riabbracciare i genitori, non esistendo alcun pericolo ed ipotesi di maltrattamento. Accerteremo ogni eventuale irregolarità e agiremo in tutte le sedi competenti per tutelare i minori, i genitori e ottenere il risarcimento dei danni tutti eventualmente provocati ai minori ed ai familiari».
La diffida è stata indirizzata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri competenti, alla Procura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, alla Procura di Pescara, all’Autorità garante per l’infanzia, ai Garanti regionali, al Sindaco e al Servizio sociale del Comune di Lanciano.
