Tra i tanti beffati o ignari di tutto, c’è il caso di una signora del Vomero che nel 2017 aveva già superato i settant’anni e che oggi, a ottantadue, riceve una lettera con sanzione e preteso pagamento con cui la si minaccia di riscossione coattiva per 26 euro e 6 centesimi: una visita «non disdetta» nove anni fa, di cui la lettera non indica né il giorno, né il luogo, né di che cosa si trattasse imponendo al malcapitato paziente di dover ricordare e rimettersi in fila.
È una storia piccola. Ma racconta, meglio di qualsiasi statistica, la beffa e vergogna in corso, il rovesciamento che si è consumato nella sanità campana: il cittadino trattato come debitore, oltre suddito, l’amministrazione che non cura trasformata in creditore.
Contro questo rovesciamento e le connesse, gravi violazioni morali e politiche, l’Avv. Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori e fondatore di Potere ai Diritti – 1523.it, ha fatto della tutela della salute dei cittadini una vera e propria missione: nelle aule di giustizia, negli uffici delle amministrazioni, accanto alle famiglie.
«Si parla tanto di disdette – dichiara l’Avv. Pisani – ma la vera colpa e gravi responsabilità sono della burocrazia e della politica causa principale della malasanità .
Quindi , diciamolo chiaramente: l’unica disdetta illegale e disumana è quella dell’ASL. È l’ASL che disdice ogni giorno e rimanda il diritto alla salute, quando fissa a mesi e mesi di distanza una visita che il medico ha prescritto come urgente o fa “accomodare “ esseri umani in barella mortificando ogni loro diritto e dignità.
È l’ASL che disdice la dignità degli anziani, lasciati per giorni sulle barelle dei pronto soccorso. È l’ASL che disdice il futuro dei bambini, quando nega o rinvia le terapie di cui hanno bisogno. E sono sempre e soltanto dell’ASL i ritardi che costringono chi può a pagare il privato e chi non può a rinunciare a curarsi. Questa è la vera inadempienza. E nessuno, finora, ha mandato il conto a chi ne è responsabile, ma sono i cittadini che devono colpire i responsabili della malasanità nel portafoglio».
1. Basta avvisi-beffa contro i pazienti
Lo Studio Legale Pisani & Partners ha preparato per la ASL Napoli 1 Centro e all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per competenza anche al garante per la privacy e procura della Corte dei Conti, un articolato atto di diffida, opposizione e istanza di annullamento in autotutela contro gli avvisi di pagamento per presunte ed incomplete «mancate disdette» relative agli anni dal 2016 al 2026: pretese prive di qualsiasi dato comprensibile sulla visita, estinte e prescritte, riferite persino agli anni del Covid, quando le attività ambulatoriali erano sospese per ordinanza.
Gli atti con cui si chiede anche il risarcimento danni morali o da dimostrarsi per i cittadini sono stati trasmessi alla Corte dei conti, al Garante per la protezione dei dati personali e alla Regione Campania. Noi Consumatori ha inoltre messo a disposizione dei cittadini un modello di contestazione gratuito e ha avviato l’iter per una class action pubblica e chiedere la sospensione dell’intera campagna.
1. Liste d’attesa: il tempo è salute
«I tempi massimi di attesa non sono un’indicazione di cortesia – afferma Pisani –: sono un diritto del paziente. E quando non vengono rispettati, la legge prevede che il cittadino possa ottenere la prestazione in regime libero-professionale pagando soltanto il ticket. Quanti lo sanno? Quanti vengono informati? Pretendiamo che questo diritto sia garantito e comunicato a tutti, e che a rispondere dei ritardi sia chi li provoca».
«Ai cittadini dico: non abbiate paura e non restate soli – conclude Pisani –. Quando avete ragione non pagate pretese ingiuste per timore, conservate ogni documento, segnalateci ogni ritardo, ogni visita negata, ogni terapia rinviata, ogni lettera minacciosa. Ogni storia che ci affidate diventa uno strumento di giustizia anche per gli altri. Alle istituzioni – alla Regione Campania e ai vertici delle ASL – chiedo di smettere di inseguire i pazienti e di cominciare a curarli: si fermino gli avvisi, si annullino le pretese prescritte, si investano energie e risorse per abbattere le liste d’attesa. Il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione non si disdice. Non lo abbiamo mai disdetto noi, e non permetteremo a nessuno di farlo».

