L’ASL CHIEDE 20 EURO PER UNA PRENOTAZIONE DEL 2017 E NE AGGIUNGE 5,40 SOLO PER CHIEDERLI
L’Avv. Angelo Pisani impugna l’avviso notificato a un’anziana napoletana: «Pretesa prescritta, antieconomica e vessatoria. Prima garantite le cure, poi pretendete i ticket». Diffida all’ASL Napoli 1 Centro e ad Agenzia Entrate-Riscossione, atti anche alla Corte dei Conti.
Mentre i cittadini campani attendono mesi – a volte anni – per una visita specialistica, mentre anziani e fragili restano per giorni in barella nei pronto soccorso e le famiglie vengono lasciate sole dopo le dimissioni, la sanità pubblica trova il tempo e le risorse per inseguire i pazienti con avvisi di pagamento relativi a prenotazioni non disdette di quasi dieci anni fa.
È il caso di un’anziana signora del Vomero, ultrasettantenne già all’epoca dei fatti, che si è vista recapitare dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per conto dell’ASL Napoli 1 Centro, un avviso datato 17 settembre 2026 con cui le si chiedono 20,66 euro per una “mancata disdetta” risalente al 2017, più 5,40 euro di “recupero spese” per l’invio della lettera: in tutto 26,06 euro, generosamente “rateizzabili” in sei comode rate da 4,34 euro. Nessuna data dell’appuntamento, nessuna indicazione della struttura o della prestazione: solo codici incomprensibili e la minaccia, sottolineata in grassetto, di «procedure di riscossione coattiva» con «ulteriore aggravio di spese».
Contro questo avviso l’Avv. Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori e fondatore di Potere ai Diritti – 1523.it, ha notificato un duro atto di opposizione, istanza di annullamento in autotutela e diffida all’ASL Napoli 1 Centro e all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, trasmesso per conoscenza alla Procura Regionale della Corte dei Conti e alla Regione Campania.
«Siamo di fronte a una pretesa temeraria e francamente ridicola – dichiara l’Avv. Pisani –. Anche ammesso che una somma fosse dovuta, oggi è prescritta ed estinta: si tratta di una sanzione per una condotta omissiva, soggetta alla contestazione entro novanta giorni e alla prescrizione di cinque anni previste dalla legge sulle sanzioni amministrative. Si invoca persino un decreto del 2024 per fatti del 2017, in spregio al principio di irretroattività. E soprattutto si spende più di quanto si incassa: tra personale, elaborazione dei dati, agente della riscossione, stampa e spedizione, ogni avviso costa alla collettività quanto e più del credito che pretende di recuperare. Questo non è buon andamento della pubblica amministrazione: è accanimento contro i cittadini.»
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, gli avvisi già inviati a Napoli sarebbero circa 85mila, per un importo complessivo vicino ai 3,9 milioni di euro, con una richiesta media di poco superiore ai 40 euro a persona, e ulteriori posizioni sarebbero ancora in verifica. Se a ciascun avviso fosse applicata la stessa voce di 5,40 euro di spese di invio, i cittadini si troverebbero a pagare – a titolo di sole spese di spedizione – una somma stimabile in oltre 450mila euro.
«Il paradosso è evidente – prosegue Pisani –. La stessa sanità che non rispetta i tempi massimi di attesa, che costringe i malati a rinunciare alle cure o a pagare il privato, che lascia anziani sulle barelle e dimette pazienti fragili senza alcuna presa in carico territoriale, oggi presenta il conto ai cittadini per un appuntamento di nove anni fa. Le regole valgono per tutti: se si chiede rispetto delle prenotazioni, si garantiscano prima le prestazioni. Il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione non può diventare un pretesto per fare cassa sulla pelle degli anziani.»
Nell’atto si chiedono l’annullamento integrale dell’avviso, la sospensione immediata di ogni iniziativa di riscossione e l’accesso a tutta la documentazione della presunta prenotazione, rilevando tra l’altro che la legge prevede il pagamento solo per l’utente «ove non esente» e che l’Azienda è tenuta a verificare d’ufficio le esenzioni per età e reddito. In mancanza di riscontro, la vicenda approderà dinanzi all’Autorità Giudiziaria, con richiesta di condanna anche per lite temeraria.
L’Avv. Pisani rivolge infine un appello ai cittadini che hanno ricevuto avvisi analoghi: «Non pagate per paura e non buttate le carte. Conservate l’avviso, verificate se eravate esenti, se la visita è stata annullata dalla struttura o se avevate disdetto, e fatevi assistere. Noi Consumatori e Potere ai Diritti – 1523.it sono a disposizione per valutare, caso per caso, contestazioni individuali e iniziative collettive, anche attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. Chiediamo alla Regione Campania e ai vertici delle ASL di sospendere immediatamente questa campagna e di destinare le energie a ciò che conta davvero: curare le persone.»
