Napoli, 31 ottobre 2026 – «Una città che moltiplica i divieti senza garantire servizi e assistenza adeguati finisce per colpire soprattutto i più deboli. Nelle giornate dedicate ai defunti, questo significa aggiungere sofferenza al dolore». È la denuncia dell’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori e fondatore di 1523.it, sulle difficoltà di accesso ai cimiteri cittadini.
«Dietro ogni persona che cerca di raggiungere il cimitero c’è una storia: un figlio che manca, una madre da ricordare, una vita condivisa che continua davanti a una lapide. Trasformare quel momento in un percorso a ostacoli è una forma di violenza amministrativa e sociale, che pesa soprattutto sugli anziani, sulle persone con disabilità, su chi cammina con fatica e su chi non può permettersi un taxi».
«Napoli non può diventare una città di divieti senza servizi, senza assistenza e senza attenzione alle persone. Ogni limitazione deve essere accompagnata da un’alternativa concretamente utilizzabile. Chi amministra deve pensare anche a chi non riesce a percorrere lunghi tratti a piedi, a chi è solo, a chi accompagna un familiare fragile. Portare un fiore ai propri cari non può diventare una prova di resistenza fisica ed economica».
Il dispositivo comunale prevede specifiche deroghe, anche per i veicoli che trasportano persone con disabilità munite di contrassegno. (ansa.it) «Occorre garantirne l’effettiva applicazione e assicurare assistenza anche alle persone fragili che non dispongono di un contrassegno», sottolinea Pisani.
«Esprimo solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia Municipale, chiamati ad applicare le disposizioni e a confrontarsi con il disagio dei cittadini. Le responsabilità organizzative devono essere assunte da chi decide».
L’appello al sindaco e agli assessori competenti è immediato: correggere le criticità, garantire collegamenti frequenti e accessibili, informazioni chiare e assistenza agli ingressi.
«Chi arriva con un fiore in mano porta già un’assenza nel cuore. Una città civile deve accoglierlo. Il rispetto dei defunti comincia dalla dignità riconosciuta ai vivi»

