L’Associazione Potere ai Diritti – 1523.it, attraverso l’avvocato Angelo Pisani del contatto antiviolenza a tutela della famiglia, denuncia alle autorità competenti nazionali ed internazionali le gravi sofferenze, le umiliazioni e le possibili violazioni dei diritti fondamentali che stanno colpendo la famiglia di Catherine e Nathan Trevallion, ed in particolare i tre minori coinvolti.
Secondo quanto segnalato all’associazione, la famiglia starebbe subendo procedure e interventi ritenuti profondamente invasivi e disumani, con il rischio concreto a detta della stampa di un altro trasferimento dei bambini separandoli dalla madre, circostanza che potrebbe provocare gravissime conseguenze psicologiche e umane sui minori.
Per tali ragioni Potere ai Diritti – 1523.it chiede formalmente:
• la sospensione immediata di ogni decisione relativa al trasferimento dei minori;
• il blocco di ogni misura che comporti la separazione dei bambini dalla madre;
• l’avvio urgente di approfondimenti istituzionali e medici indipendenti, al fine di verificare i possibili effetti di tale decisione sulla salute e sull’equilibrio dei tre bambini.
«È doveroso fermarsi e riflettere – dichiarano dal contatto antiviolenza 1523.it – quando decisioni così drastiche incidono sulla pelle e sulla vita di tre bambini. Prima di procedere con provvedimenti irreversibili, occorre garantire valutazioni realmente indipendenti, prive di pregiudizi e orientate esclusivamente al superiore interesse dei minori».
L’associazione esprime inoltre ferma contrarietà a ogni pratica che possa apparire contraria ai principi costituzionali e ai diritti umani fondamentali, sottolineando che la tutela della relazione madre-figli rappresenta un valore primario da proteggere con la massima attenzione.
Per tali motivi l’associazione annuncia che, in assenza di immediata sospensione delle misure contestate, verranno intraprese tutte le azioni legali necessarie, fino alle sedi sovranazionali, inclusa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la piena tutela dei diritti dei minori e della famiglia.
«Non è la madre a essere incompatibile con un sistema – conclude l’associazione – ma è il sistema che deve essere compatibile con la Costituzione, con l’umanità e con il diritto dei bambini a non essere separati ingiustamente dalla propria madre».

